Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

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8 giugno 2023

Explore France 2023, tradizione, territorio e sostenibilità


È stato recentemente presentata negli incantevoli saloni dell’Ambasciata di Francia l’edizione 2023 del magazine Explore France*.
Il numero di quest’anno dipinge una Francia rispettosa dell’ambiente e della sostenibilità, al giorno d’oggi elementi imprescindibili per il mondo del turismo e su cui le istituzioni d’oltralpe puntano particolarmente, in sintonia con le esigenze dei turisti, sempre più attenti a questi temi.
Quindi vacanze green e ad elevato contenuto ecologico, che ben si legano a concetti come tradizione, terroir, territorio, che vengono più volte richiamati sfogliando questa interessante rivista.
In questo senso la gastronomia e la ristorazione ricoprono un ruolo importante e nel magazine non a caso figura un interessante articolo sulla chef pluristellata Hélène Darroze, strettamente legata al territorio del Sud-Ovest della Francia, come anche vengono evidenziati i profili di tre chef che fanno della commistione culinaria Italia-Francia un emblema della loro cucina: il piemontese Ugo Alciati, il napoletano Domenico Candela e il francese Thibaut Spiwack che seguono percorsi professionali nel rispetto del territorio e dei suoi prodotti. Interessante anche l’intervista al noto personaggio televisivo in ambito food Csaba Dalla Zorza, che tra l’altro in occasione della presentazione della rivista ha catturato l’attenzione dei tanti presenti con un coinvolgente intervento sul suo rapporto con la Francia e la sua cucina che “le ha cambiato la vita”. Da leggere inoltre nel magazine la storia di Les Fa’bulleuses, sette donne del vino unite per creare uno champagne comune.
Nella rivista grande spazio quest’anno viene riservato agli eventi sportivi, in particolare alla Coppa del Mondo di Rugby che dall’8 settembre al 28 ottobre si disputa in dieci città francesi, occasione ideale per scoprire anche questi capoluoghi e il relativo territorio.
E naturalmente non possono mancare in Explore France tematiche e luoghi che offrono una panoramica dell’offerta per una vacanza in Francia, secondo lo spirito del “Sogna in grande, vivi slow”, la filosofia della campagna lanciata nel 2023. Nel magazine si parla allora di tante aree, dalla Corsica green alla Valle della Loira, che presenta un progetto nel segno del Rinascimento insieme alla regione Toscana, dalla Nouvelle-Aquitaine, che punta a diventare la regione più sostenibile di Francia, al Var, che quest’anno celebra l’anno della cultura, fino ad arrivare ai luoghi della creatività (Biot, Vallauris, Limoges) che trasformano materiali naturali in oggetti d’arte. E poi le città, tra cui mi incuriosisce quella di Le Havre, che può essere scoperta in modo inedito in un itinerario del gusto.
Senza dimenticare naturalmente Parigi, che si può visitare in modo inedito sulle tracce della serie “Emily in Paris”, ma può essere anche apprezzata recandosi in musei spettacolari, come l’Hotel de Marine, il Carnavalet completamente ridisegnato, il Louvre che ospita quest’anno i tesori del museo di Capodimonte, l’impressionista Maison Caillebotte (sconfinando di poco fuori porta) e il Museo Picasso, diretto da Cecile Debray.
A proposito di Picasso nel magazine si parla anche di Mougins dove l’artista morì 50 anni fa e che per l’occasione ha preparato un programma su misura, con visite guidate e mostre dedicate.
La Francia può essere scoperta anche in modo attivo lungo i tanti percorsi di cicloturismo. Viene dato ampio spazio in particolare agli spostamenti sostenibili, agli itinerari in bicicletta, agli hotel nella natura, alle startup dedicate, agli acquisti nei mercati, alle interessanti crociere fluviali e nei canali, che voglio presto sperimentare.
E per chi vuole assistere a gare professionistiche ciclistiche, nel mese di luglio prossimo non si può mancare a bordo strada per seguire il Tour de France!

*Il magazine Explore France ha una tiratura di 35.000 copie ed è distribuito come allegato al numero di giugno di Bell’Europa e con il Corriere della Sera agli abbonati del servizio Ore sette a Milano. La distribuzione è inoltre assicurata nelle principali boutiques Roche Bobois, nella libreria Hoepli di Milano, sui treni TGV Italia-Francia oltre che attraverso la rete istituzionale francese di Ambasciata, Consolati, Alliances e Instituts Français. La versione digitale del magazine è invece disponibile qui.
 
Per ulteriori informazioni:
Barbara Lovato Ufficio Stampa e P.R. Atout France
barbara.lovato@atout-france.fr
www.france.fr/it

16 ottobre 2022

Le tante attrazioni di Villeneuve Loubet


Oltre che per la presenza del bellissimo Museo Escoffier dell’Arte Culinaria (qui 
il mio post al riguardo) il villaggio di Villeneuve Loubet presenta molti altri motivi di attrazione turistica e si è rivelato per me una piacevole scoperta.


Situato nel cuore della Costa Azzurra e vicino alle sue principali località (Nizza, Cannes, Antibes),
Villeneuve-Loubet ha conservato tutta la sua autenticità e accoglienza tra spiagge, zone boschive e un villaggio storico provenzale di grande interesse.


La mia permanenza a Villeneuve Loubet è cominciata con la visita all’interessantissimo
Museo Escoffier situato nei pressi della sede del comune. Successivamente, insieme a dei rappresentanti dell’Ufficio del turismo locale, ci siamo inerpicati sulle elevate pendenze del centro storico, antico feudo signorile situato a 3 km dalla costa, che rappresenta uno dei tesori nascosti della Costa Azzurra. 


Ci troviamo ai piedi della fortezza medievale, sulle rive del fiume Loup, dove batte il cuore della storica Villeneuve.


Un villaggio davvero grazioso, con le sue pittoresche stradine, i suoi balconi fioriti, la sua chiesa restaurata e i suoi ristorantini. La vita qui segue il ritmo delle stagioni, soprattutto in estate, quando è possibile partecipare a spettacoli all'aperto, serate rinascimentali, eventi musicali e gastronomici. 


Da visitare nel centro storico è anche La Maïoun dei Granouïé, il museo di storia locale.
Ad arricchire il patrimonio culturale della cittadina è anche la soprarichiamata fortezza medievale, costruita intorno al 1230. La fortezza ha conservato il suo magnifico torrione pentagonale, le mura di cinta e le cannoniere dell'inizio del XVI secolo. Da vedere anche il suo magnifico parco, con numerose piante esotiche.
Villeneuve-Loubet è da considerarsi anche una cittadina costiera unica e a misura d'uomo, poiché i 2/3 della sua superficie sono costituiti da spazi verdi, tra cui due parchi naturali.
E’ attraversata dal Loup, un piccolo fiume costiero che nasce nelle Prealpi di Grasse e finisce il suo corso ai piedi del villaggio, prima di gettarsi nel Mediterraneo. Ed è bello immergersi nel verde del Parco Naturale delle Rives du Loup, uno spazio ben conservato che collega, costeggiando il fiume, il villaggio al mare. E’ un luogo ideale per passeggiare vicino alla costa, con i suoi sentieri ben curati e aree picnic. Un posto magico, autentico, selvaggio e tranquillo.
L’altro parco, quello di Vaugrenier, offre agli escursionisti una piacevole fuga dalla vita frenetica della costa con i suoi sentieri ombreggiati, uno stagno naturale, un osservatorio ornitologico, un percorso benessere e un parco giochi per i più piccoli. Gli amanti di storia e architettura potranno ammirare anche il castello di Villeneuve, un piccolo gioiello del XVI secolo costruito da Andrea Palladio e visitabile su appuntamento.
La parte mare di Villeneuve-Loubet si estende su 4 km di costa, con una stazione balneare che si sviluppa attorno a Marina Baie des Anges, un complesso architettonico composto da porto, spiagge, basi nautiche, club di vela, negozi e ristoranti, tra cui lo stellato La Flibuste.


Ottimo anche il ristorante Les Terrasses du Syracuse, dalla meravigliosa cucina mediterranea che ho avuto l’opportunità di assaggiare nel corso della mia visita.


In questa zona è presente una struttura composta da quattro edifici molto particolari, a forma di vela, opera dell’architetto Jean Marchand.

Foto Ufficio del Turismo di Villeneuve Loubet

Occorre infine sottolineare che Villeneuve-Loubet è stata la prima località della Costa Azzurra a costruire piste ciclabili, con la consapevolezza del potenziale del suo territorio e dell'impatto che avrebbe avuto sull'ambiente. Il comune tra le altre cose ha creato una rete ciclabile e pedonale che collega il mare con l'entroterra. Villeneuve-Loubet è anche il punto di partenza del circuito turistico che collega il porto di Marina Baie des Anges a quello di Nizza, su una pista ciclabile sicura e continua di circa 14 km. Ad oggi, Villeneuve Loubet offre più di 25 km di piste ciclabili, a cui si aggiungono i percorsi nei parchi naturali.
Insomma c’è molto da fare a Villeneuve Loubet, una località ideale per le famiglie e che consente a tutti di svolgere tante attività, da quelle sportive e più movimentate a quelle più rilassanti, in modo da impiegare al meglio il tempo da trascorrere in vacanza.
 
Per ulteriori informazioni:

https://www.villeneuve-tourisme.com/
https://cotedazurfrance.fr/
https://www.france.fr

9 ottobre 2022

Un luogo da non perdere per i foodies: il Museo Escoffier dell’Arte Culinaria


Nel mio recente soggiorno in Costa Azzurra ho avuto modo di visitare un posto davvero interessante, che non può mancare nel bagaglio esperienziale di chi si occupa di gastronomia: il
Museo Escoffier dell’Arte Culinaria.
Ci troviamo a Villeneuve Loubet, un caratteristico paesino non lontano dal mare e situato nei pressi di Nizza ed Antibes.
Visitare questo museo, casa natale di Escoffier, è un’opportunità unica, anche perché costituisce l'unico Museo dell’Arte Culinaria in Francia.
Cercherò innanzitutto, in sintesi, di raccontarvi chi era Auguste Escoffier (1846-1935). Fu certamente un grande chef, considerato il padre della cucina moderna, ma definirlo soltanto chef e grande cuoco è altamente riduttivo.


Visionario e innovativo introdusse, ispirandosi alle gerarchie militari, le norme di organizzazione in cucina che sono ancora oggi attuate, creando il sistema della “brigade” con la presenza di “chefs de partie” per una migliore razionalizzazione del lavoro nei ristoranti. Pensò persino a specifici utensili per agevolare i diversi compiti in cucina.


Fu inoltre il primo a pensare al modo di conservazione degli alimenti ed a pasti veloci e equilibrati.
Introdusse poi il concetto di menù a prezzo fisso e sosteneva l’importanza della convivialità a tavola, in cui il benessere del cliente è la priorità per attrarre gli ospiti.
Escoffier, soprannominato dal Principe di Galles "Il re dei cuochi e il cuoco dei re”, fu anche scrittore e autore di molti libri e articoli. Lascia in eredità alle generazioni future la famosa “Guide Culinaire” con più di 5.000 ricette, quelle fondamentali della cucina moderna.


Ha formato altresì più di 2.000 cuochi, portabandiera della cucina e dei prodotti francesi nel mondo, senza dimenticare che insieme a César Ritz (colui dal quale prese il nome il famoso hotel parigino) diede un grande impulso all’industria alberghiera di lusso internazionale.
Ma quello che sappiamo di meno di questa persona è che era un uomo generoso, solidale con i bisognosi e di grande cuore, donando il suo tempo per ascoltare gli altri. Creò tra l’altro anche la prima associazione mutualistica per cuochi in Gran Bretagna, per aiutare i suoi colleghi che si trovavano in difficoltà.
Una vita così interessante e la storia così affascinante di questo poliedrico personaggio possono essere ampiamente approfondite presso questo Museo.


Quest’ultimo è un piccolo gioiello risalente al XVIII secolo. Nelle dieci sale in cui si articola appaiono ricordi del maestro, oggetti e utensili dell’epoca, prodotti di sua invenzione, lettere, fotografie, sculture in zucchero e cioccolato (proprio nei giorni scorsi ne sono state donate di nuove, grazie alla generosità di alcuni pasticcieri e cioccolatieri di Grasse, Cannes e Nizza), una grande e fornita biblioteca e un centro di ricerca sulla gastronomia, aperto a tutti su appuntamento. 


Ovviamente si possono visitare anche il suo salotto, l’ufficio, la cantina, il girarrosto, il potager.


Molto interessante è anche la sala dedicata ad una notevole collezione di menù, che permettono di compiere un viaggio nella storia della gastronomia. Dalla nascita dei menù nell’ottocento agli anni 2000, passando per menù storici come quello in occasione dell'incoronazione del Re Edoardo VII di Inghilterra.


Nei mesi estivi la visita al Museo si conclude con l’assaggio della famosa e buonissima Pesca Melba, ricetta inventata da Escoffier e dedicata alla cantante australiana Nellie Melba che lo sedusse con la sua ammaliante voce.



Da rilevare che esiste anche un’associazione denominata "I Discepoli di Escoffier” che conta più di 25.000 soci. Nata a Nizza nel 1954, si è sviluppata in Francia e all’estero con l’obiettivo di trasmettere elevate conoscenze culinarie e favorire la loro evoluzione.

Un ristorante di un discepolo di Escoffier a Villeneuve Loubet

Di grande interesse è anche la Fondazione, che nacque grazie a Joseph Donon, discepolo di Escoffier che la volle creare in sua memoria. Oggi la Fondazione ha l’obiettivo preminente di rafforzare la formazione e la comunicazione sull’arte culinaria. “Viaggiando molto mi sono reso conto di quanto fosse conosciuto Escoffier nel mondo - afferma Michel Escoffier, Presidente della Fondazione e pronipote di Auguste - ed allora ho voluto riscoprire il mio patrimonio familiare e ho profuso tutti i miei sforzi per trasmetterlo e coltivarlo. Il mio obiettivo è quello di trasferire il patrimonio di Auguste Escoffier ai giovani. Mio nonno ha permesso alla cucina di passare dal medio evo ai tempi moderni. Come la moda, la cucina è in perpetua evoluzione e deve prendere in considerazione i cambiamenti nel modo di vita delle persone. Le cose che non cambieranno, invece, sono i fondamenti della cucina”.
Quegli stessi fondamenti della cucina che sono contenuti nella sopracitata Guide Culinaire, che con grande orgoglio ho acquistato alla fine della mia visita al museo. 


In pratica una "bibbia" della gastronomia francese e un riferimento importante per tutti i migliori chef francesi nel loro percorso di carriera. Ed è particolarmente gratificante averla comprata proprio nel luogo in cui il suo autore ha vissuto. Ora la mia biblioteca enogastronomica si arricchisce di un volume prezioso in lingua originale, che mi consentirà anche di sbizzarrirmi nella preparazione di tantissime sfiziose e gloriose ricette
☺. Stay tuned!
 
Per ulteriori informazioni:

7 giugno 2022

Explore France 2022, un turismo all’insegna della sostenibilità e dell’acqua


Come ogni anno il magazine Explore France
 di Atout France ci regala interessanti e non banali articoli sulla nostra Francia.
Il magazine nella sua edizione 2022 (stampato anche in forma cartacea in 50.000 copie) è stato presentato a Roma il mese scorso presso l’Ambasciata di Francia, alla presenza dell’Ambasciatore Christian Masset.
Un’edizione interamente dedicata al turismo sostenibile, con un filo conduttore rappresentato dall’acqua, bene prezioso indispensabile alla vita. Quindi l’acqua del mare e quella di fiumi e canali, ma anche l’acqua del benessere, delle terme, delle spa e delle tante sorgenti minerali benefiche.
Anche perché la Francia punta oggi più che mai ad essere sostenibile, ed ambiente ed acqua sono in questo senso due settori chiave.
Nel magazine, tutto da leggere, potrete constatare che l’acqua è anche occasione di cultura, con i musei sottomarini, isole e città “blu”, itinerari lungo i grandi fiumi come la Loira, la Senna, il Rodano.
Scenari per un turismo sostenibile orientati anche alla gastronomia, con i ristoranti di pesce premiati con la stella verde Michelin per il loro impegno a difesa dell’ambiente e il ristorante del prestigioso Hotel George V di Parigi (chef Simone Zanoni), che punta alla sostenibilità e serve a tavola acqua microfiltrata.
Il turismo sostenibile è anche l’obiettivo di tutte le regioni di Francia presenti nel magazine, dalla Valle della Loira a Paris Région, dalla Normandia di Le Havre-Étretat alla Costa Azzurra, da Mentone a Nizza, dall’Alsazia, dal Var e dalla Corsica, fino alla Nouvelle-Aquitaine che ha intenzione di diventare la regione più sostenibile di Francia.
A tale ultimo proposito, il grande assortimento dell’offerta turistica è la caratteristica della Nouvelle-Aquitaine, con proposte davvero per tutti i tipi di vacanza.
Qualche esempio? Bordeaux con la sua Cité du Vin, Lascaux, la grotta rupestre più famosa del mondo, la città-gioiello di Sarlat, Biarritz e i Paesi Baschi… E ancora: Poitiers e Futuroscope, Cognac, Pau e gli splendidi Pirenei, Limoges e il savoir-faire delle porcellane.
E naturalmente le spiagge, con 750 km di costa sabbiosa, i porti da Bayonne a La Rochelle, i tanti luoghi dove praticare surf, la Duna del Pilat che con i suoi 110 metri domina il bacino di Arcachon e le isole appena al largo dell’Atlantico (Ré, Oléron, Aix).
Tante sono anche le aree immerse nella natura con un parco nazionale e ben cinque parchi regionali, che certificano una ricchissima biodiversità, oltre alla Valle della Dordogne, riserva mondiale della biosfera dell’Unesco.
Territori ideali per un turismo slow, con tanti itinerari in bicicletta e crociere fluviali, per non parlare dei sempre affascinanti fari, che anche lì sono da non perdere.
 
Per ulteriori informazioni: www.france.fr
 
Ps: Explore France è in edicola come supplemento del mensile “Dove Viaggi” di giugno e del Quotidiano Corriere della Sera (per gli abbonati del servizio Orsette).

15 agosto 2021

Zuppa fredda di carote al cumino con petit toasts di pane carasau al Roquefort


 Col caldo eccessivo di questi giorni viene davvero poca voglia di preparare piatti che implicano lunghe cotture ai fornelli. Allora cosa c’è di meglio di un ottimo gazpacho o di una soupe glacée o froide?
Di ricette ne ho a iosa sul tema, grazie alla mia creatività (sono modesto, eh?) ed anche perché qualche anno fa a Tolosa ho comprato un libro bellissimo che riguarda giustappunto il fantastico mondo dei piatti estivi freddi.
La ricetta di oggi è un po’ un mix di diverse preparazioni presenti nel libro ed è precisamente una zuppa fredda di carote aromatizzata al cumino, servita con dei piccoli crostini di pane carasau (variante ideata da me) e Roquefort.
Per la zuppa di carote occorre pulire delle carote (6-7 per due persone possono bastare) e tagliarle a rondelle. In una casseruola intanto far andare della cipolla (o dello scalogno) e dell’aglio in olio extravergine.
Aggiungere le rondelle di carote e coprire con del brodo vegetale (in alternativa aggiungete dell’acqua e profumate con degli odori che poi toglierete quando le carote sono cotte).
Quando le carote saranno cotte (ci vorranno 20 minuti-mezzora) frullare il contenuto della casseruola con un mixer regolando di sale, pepe e aggiungendo del cumino.
Dopo che la crema di carote si sarà rinfrescata, farla ben raffreddare ulteriormente in frigorifero per almeno due ore.
Servire quindi la zuppa di carote in delle ciotoline guarnendo con delle noci tritate ed erba cipollina fresca.


 La zuppa, dal sapore fondamentalmente dolce ma anche speziato, si accorda bene con un sapore forte come può essere quello del formaggio Roquefort. Io l’ho servito su piccoli “toast” di pane carasau, ma potete usare anche dei cornettini salati, dei rusticini o delle girandoline tutti preparati con pasta sfoglia e ripieni di Roquefort.
Si tratta di un piatto completo ed unico che può fungere tranquillamente da pranzo estivo al mare.
Poi dipende da quanto in genere mangiate, anche in estate… Oggi inoltre è Ferragosto e so già che vi scatenerete…
Un buon Ferragosto gourmet a voi tutti allora e raccontatemi su cosa vi siete orientati nel vostro pranzo. Piatti più o meno tradizionali? Pietanze più o meno digeribili? Carne o pesce? Let me know ;)

8 febbraio 2021

Il turismo slow filo conduttore del Mediatour Francia ‘21


Quest’anno il consueto Mediatour organizzato
dall’Ufficio del Turismo Francese in Italia ha avuto luogo in una modalità atipica e cioè in streaming e formato digitale, per i noti problemi pandemici.
E’ stato comunque un evento come al solito molto interessante che ha registrato un enorme successo, con la partecipazione di 31 partner francesi e un numero record di appuntamenti e colloqui individuali (ben 1.367) tra giornalisti e singoli enti del turismo.
Come di consueto, il Mediatour è stato anche l’occasione per la scoperta di luoghi ed eventi inediti nei confini del territorio transalpino.
Nell’edizione 2021 di questa manifestazione il filo conduttore è il turismo slow, cioè a dire un modo di vivere la Francia con i propri ritmi, lentamente, oltre che nel rispetto della natura, del verde e della sostenibilità.
In quest’ottica vado ad illustrarvi le novità e proposte slow che ho selezionato tra le tante, con un occhio di riguardo all’enogastronomia componente per me molto importante in un viaggio, tanto più in terra di Francia.
 
Proprio a questo proposito comincio col dirvi che L’Alvernia-Rodano-Alpi, cuore verde della Francia, è “la” regione della gastronomia francese e dei prodotti del territorio, vantando ben 79 Dop (come dimenticare ad esempio i polli della Bresse?) di cui 21 formaggi, vini di grande fama (Beaujolais, Côte du Rhône, ecc.), ben 94 chef stellati di cui nove con 3 stelle Michelin. La novità 2021 in questa regione è la Valle della Gastronomia, nuova destinazione turistica slow e gourmande che sarà lanciata a maggio di quest’anno e che promuove la ricchezza del territorio. Sempre in tema slow occorre citare in questa regione le località termali dello straordinario Parco dei Vulcani d’Alvernia, con relax garantito. Per ulteriori info: www.auvergnerhonealpestourisme.com
 
Il Grande Est con le regioni dell’Alsazia, Ardenne, Champagne, Lorena e Vosgi oltre a inaugurare un nuovo centro di interpretazione dello Champagne nel cuore del vigneto di Aÿ-Champagne, propone molti itinerari slow, come la Via Blu Mosella-Saône in bicicletta (www.lavoiebleue.com), tra paesaggi naturali e la scoperta di grandi città.
 
Un’altra regione vinicola, La Borgogna, propone tour nei vigneti fino a Digione, attraversando i più bei villaggi vitati della Côte de Beaune e della Côte de Nuits. Un’occasione per pedalare nel cuore dei Grandi Crus e per (ri)scoprire la capitale dei Duchi di Borgogna. www.bourgogne-tourisme.com
 
Importanti sono poi gli appuntamenti 2021 in Normandia, che celebra quest’anno il bicentenario della nascita di Gustave Flaubert, con eventi, mostre e visite su questo tema. Perfettamente in sintonia con il turismo slow la visita di Rouen sulle tracce di Flaubert e la Passeggiata Letteraria Flaubert, un tour di 12 km sulle orme di Madame Bovary attraverso il Pays del Caux, scenario del romanzo. https://it.normandie-tourisme.fr/
 
Anche Le Havre-Etretat è zona di grandi anniversari, tra cui non si possono non citare gli 80 anni dalla morte di Maurice Leblanc, padre di Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo. A Etretat, in particolare, si può visitare la casa di Leblanc e il Clos Lupin (e su Netflix potrete vedere la bella nuova serie su Lupin con Omar Sy). Sul tema Lupin ci sono notizie interessanti anche in ottica slow: a Etretat è possibile effettuare sulle “sue tracce” una passeggiata verde sull’alto delle falesie.
www.lehavre-etretat-tourisme.com/en/
 
La Bretagna è una perfetta destinazione ciclistica per tutti. Ma nel 2021 i professionisti entrano in gioco con il Tour de France, che partirà da Brest e attraverserà quattro dipartimenti. Fra i molti itinerari di turismo slow fra città medioevali e piccoli villaggi di pescatori, segnalo inoltre il tour sul sentiero dei doganieri(GR 34), mentre per una passeggiata fuori dal tempo vi consiglio Dinan, deliziosa cittadina medievale da non perdere. www.bretagna-vacanze.com
 
Nei dintorni di Nantes sono perfetti per un turismo slow gli itinerari fra i vigneti, tra cui quelli del Muscadet, i più estesi della Valle della Loira. www.nantes-tourisme.com - www.levoyageanantes.fr
 
Il Centre des Monuments Nationaux invita ad andare a Parigi per alcuni eventi top tra cui l’apertura ad aprile del Musée de la Marine, prestigioso edificio del XVIII secolo, vetrina del savoir-faire e della cultura francese. Qui troverete anche la libreria, i negozi e il ristorante dello chef stellato Jean-François Piège e una sala da té affidata ad Alain Ducasse. www.monuments-nationaux.fr
 
In Occitania segnalo in particolare le proposte lungo il Canal du Midi, Patrimonio Unesco, senza dimenticare gli itinerari tra i Pirenei e la Garonna, fra colline che donano vini e liquori famosi, uno su tutti l’Armagnac. www.turismo-occitanie.it/
 
Nella bella città rosa di Tolosa fino al 29 agosto 2021 è da non perdere la mostra “Un piccolo principe tra gli uomini” negli spazi storici dell’Aéropostale di Tolosa, da dove decollava Saint-Exupéry (www.lenvol-des-pionniers.com) www.toulouse-tourisme.com/- www.hautegaronnehtourisme.com
 
Interessanti sono anche i safari in bicicletta elettrica in Camargue (www.tourismegard.com/), mentre in Provenza-Alpi-Costa Azzurra mi incuriosiscono molto le randonnées sui sentieri della transumanza e gli itinerari “vélo-fromage” in bicicletta con soste golose incluse.
provence-alpes-cotedazur.com/
 
Non lontano da qui si affaccia Hyères e la Provenza Mediterranea, un territorio di isole incontaminate, parchi e spazi protetti, natura e cultura. Con una cucina a base di prodotti del mare, oli fruttati, profumi di rosmarino e timo in un vero e proprio viaggio sensoriale. Come non segnalare Porquerolles e la Fondazione d’arte contemporanea Carmignac, Port-Cros e l’isola di Levant? In questa zona sono tante le idee di turismo slow, fra cui passeggiate lungo il litorale, fra scogliere, spiagge, calette e porticcioli... www.hyeres-tourisme.com/ 
tourismeprovencemediterranee.com/
 
La Costa Azzurra è anche sinonimo di Cannes che ha di fronte due isole, le Lérins, perfette per il turismo slow: Sainte-Marguerite, con la cella della Maschera di Ferro e Saint-Honorat con il Monastero, la torre, e i vigneti dei monaci. www.cannes-destination.fr/
 
Pochi kilometri e si giunge a Nizza dove sono da scoprire i giardini dei musei più famosi: il museo Matisse e i giardini di Cimiez o i giardini del museo Chagall. www.nicetourisme.com/
 
La Corsica, isola verde ricca di una incredibile biodiversità, è una vera “montagna nel mare”, con un Parco Naturale che copre un terzo del territorio. Una novità da segnalare è la GT 20, la grande traversata in bici da Cap Corse a Bunifaziu, in 12 tappe distribuite su quasi 600km. Lungo il percorso scoprirete il fascino dei villaggi di montagna e godrete di una vista mozzafiato sul mare. www.visitcorsica.com
 
A pochi chilometri dal confine italiano, infine, la valle di Serre Chevalier - Briançon è una destinazione montana unica, per lo sci, il benessere, la natura, sia in estate che in inverno. Moltissime le attività, tra escursioni, visite a produttori e relax. Segnalo in particolare i Grands Bains de Monêtier che sono un’istituzione, rinomata per le sue acque naturalmente calde, ricche di minerali. www.serre-chevalier.com/
 
Insomma come al solito di motivi per andare in Francia anche in questo nuovo anno ce ne sono a iosa. Monsieur Covid, ci lasci un po’ in pace per poter tornare presto nella nostra amata Francia?
 
Per informazioni: www.france.fr
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Twitter: @AtoutfranceIT
#ExploreFrance #ABientot
Linkedin: Atout France in Italia

24 gennaio 2021

Polpette di panettone, sauce Fourme d’Ambert


 Dalle feste di Natale spesso avanzano delizie culinarie e bisogna necessariamente utilizzarle, non certo gettarle via.
Poi figuriamoci, io vado a nozze quando riesco a riutilizzare tutto il riutilizzabile, creando anche delle simpatiche e originali nuove ricette.
Dopo le scorse feste di natalizie avevo ancora a disposizione un buon panettone classico ed ho deciso di riutilizzarlo, tra le altre cose, preparandoci delle deliziose polpette semidolci, da abbinare ad una salsa di formaggio dal gusto forte e deciso.
Ho scelto in questo caso un formaggio francese erborinato a base di latte vaccino molto buono, la Fourme d’Ambert, che mi ha ricordato un mio splendido viaggio stampa nella verde Auvergne. 


 E’ un formaggio Dop buonissimo che risale all’Alto Medioevo e che proviene da un latte prodotto sui monti del Forez, in una zona caratterizzata da tante cime vulcaniche davvero affascinanti. Tra l’altro è un prodotto molto bello anche a vedersi, di forma cilindrica, con una pasta dal bianco al panna e delle erborinature di colore tra l’azzurro e il verde.


 Tornando alla ricetta di oggi, ecco come ho preparato queste magnifiche polpette:

Ho mescolato del macinato di maiale con del panettone spugnato in poco latte e successivamente strizzato.
Ho aggiunto poi sale, pepe, un uovo, parmigiano (ma va bene anche del pecorino) ed ho mescolato bene fino ad ottenere un impasto compatto (se non dovesse ancora esserlo, aggiungete anche del pangrattato). Ho formato quindi delle polpette, che successivamente ho infarinato e fritto.
Nel frattempo col latte in cui ho ammollato il panettone e con altro latte ancora (non molto) ho preparato una béchamel non troppo densa, dentro la quale ho fatto sciogliere la Fourme d’Ambert tagliata a pezzetti. Ne verrà fuori una bella crema bianca punteggiata di “blu”.
Ho quindi servito le fragranti polpette, tiepide, accompagnate da questa salsa.


 Un abbinamento molto azzeccato, in cui il sapore tendente al dolce delle profumate polpette è compensato e bilanciato dalla salsa al formaggio ben sapida. Mangiando insieme queste polpette e la loro salsina l’equilibrio di sapore è infatti garantito, in un’armonia perfetta dei diversi ingredienti. 


 Del resto avevo già potuto constatare in occasione del mio viaggio in Auvergne che la Fourme d’Ambert si accorda benissimo con i sapori dolci, poiché è davvero deliziosa su delle fettine di pain d’épice.
Con gli avanzi del panettone si possono comunque realizzare tante altre ricette. Una abbastanza classica che non ho ancora però sperimentato è uno spaghetto/bucatino con burro, alici e polvere di panettone “asciugato” in forno, una sorta di pangrattato di panettone. Proverò anche questa e se mi piacerà ve la proporrò.
A presto!

13 ottobre 2020

Nel regno del re dei cuochi e del cuoco dei re: il Museo Escoffier


Auguste Escoffier (1846-1935) fu un grande chef, considerato il padre della cucina moderna. Ma definirlo soltanto chef e grande cuoco è altamente riduttivo.
Visionario e innovativo, introdusse le norme di organizzazione in cucina, che sono ancora oggi attuate, creando il sistema della “brigade” con “chefs de partie” per una migliore razionalizzazione del lavoro nei ristoranti. Pensò persino a specifici utensili per agevolare i diversi compiti in cucina.
Fu inoltre il primo a pensare al modo di conservazione degli alimenti ed a pasti veloci e equilibrati.
Introdusse poi il concetto di menù a prezzo fisso e sosteneva l’importanza della convivialità a tavola, in cui il benessere del cliente è la priorità per attrarre gli ospiti.
Escoffier, soprannominato dal Principe di Galles "Il re dei cuochi e il cuoco dei re”, fu anche scrittore e autore di molti libri e articoli. Lascia in eredità alle generazioni future la famosa “Guide Culinaire” con più di 5.000 ricette, quelle fondamentali della cucina moderna. Nel 1934 pubblicò anche "Ma Cuisine", una versione semplificata della "Guide Culinaire" per i cuochi di casa, tradotta in diverse lingue.
Ha formato altresì più di 2.000 cuochi, portabandiera della cucina e dei prodotti francesi nel mondo, senza dimenticare che insieme a César Ritz (colui dal quale prese il nome il famoso hotel parigino) diede un grande impulso all’industria alberghiera di lusso internazionale.
Creò tra l’altro anche la prima associazione mutualistica per cuochi in Gran Bretagna, per aiutare i suoi colleghi che si trovavano in difficoltà.
Una vita così interessante e la storia così affascinante di questo poliedrico personaggio possono essere ampiamente approfondite presso il Museo Escoffier e la relativa Fondazione, localizzati a Villeneuve Loubet nei pressi di Nizza. Un’opportunità unica, anche perché stiamo parlando dell'unico Museo dell’Arte Culinaria in Francia.
Il Museo è un piccolo gioiello ambientato proprio nella casa natale di Escoffier, risalente al XVIII secolo.
Nelle dieci sale in cui si articola appaiono ricordi del maestro, oggetti e utensili dell’epoca, prodotti di sua invenzione, lettere, fotografie, sculture in zucchero e cioccolato, una grande e fornita biblioteca e un centro di ricerca sulla gastronomia, aperto a tutti su appuntamento. Ovviamente si possono visitare, quasi entrando nella vita privata del padre della cucina moderna, il suo salotto, l’ufficio, la cantina, il girarrosto, il potager…
Molto interessante è anche la sala dedicata ad una notevole collezione di menù, che permettono di compiere un viaggio nella storia della gastronomia. Dalla nascita dei menù nell’ottocento agli anni 2000, passando per menù storici come quello in occasione dell'incoronazione del Re Edoardo VII di Inghilterra.
Da rilevare che in luglio ed agosto la visita al Museo si conclude con l’assaggio della famosa Pesca Melba, ricetta inventata da Escoffier.
Di grande interesse è anche la Fondazione che porta il suo nome, che nacque grazie a Joseph Donon, discepolo di Escoffier, che la volle creare in sua memoria.
La Fondazione ha l’obiettivo di arricchire le collezioni del Museo d'Arte Culinaria per rafforzare la comunicazione sulla storia della gastronomia; organizzare lezioni per consentire agli chef francesi e non solo di mantenere un alto livello di aggiornamento; contribuire al miglioramento della ricerca in campo culinario, organizzando incontri e simposi con esperti di questo settore.
“La Fondazione deve essere un riferimento per la formazione e la comunicazione sull’arte culinaria - afferma Michel Escoffier, Presidente della Fondazione e pronipote di Auguste. Viaggiando molto mi sono reso conto di quanto fosse conosciuto Escoffier nel mondo ed allora ho voluto riscoprire il mio patrimonio familiare e ho profuso tutti i miei sforzi per trasmetterlo e coltivarlo. Il mio obiettivo è quello di trasferire il patrimonio di Auguste Escoffier ai giovani. Mio nonno ha permesso alla cucina di passare dal medio evo ai tempi moderni. Essa, come la moda, è in perpetua evoluzione e deve prendere in considerazione i cambiamenti nel modo di vita delle persone. Le cose che non cambieranno, invece, sono i fondamenti della cucina”.
A questo punto non ci resta che visitare questo importante luogo del gusto, riconducibile ad un uomo che ha fatto la storia della cucina francese e internazionale. Per i foodies come me amanti della Francia e della gastronomia d’oltralpe una visita al Museo è davvero d’obbligo. Ma penso che anche a chiunque ami la buona cucina in generale una capatina in questo luogo non dispiaccia per niente. Mi sbaglio?
 
Informazioni pratiche sul Museo Escoffier dell'Arte Culinaria
 
Orari di apertura:
dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18
Luglio/Agosto dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19
Chiusura annuale: Dal 1 novembre 2020 al 31 gennaio 2021 e il 1 maggio.
 
Ingresso 2020: 6 €
Tariffa ridotta: 4 € (giovani da 11 a 18 anni, studenti, disoccupati, portatori di handicap). I bambini sotto gli 11 anni entrano gratuitamente.
Gruppi: Visita guidata su prenotazione, prezzo su richiesta
 
Per ulteriori informazioni:
www.musee-escoffier.com
 
PS: Esiste anche un’associazione denominata "I Discepoli di Escoffier”. Nata a Nizza nel 1954, si è sviluppata in Francia e all’estero attraverso delegazioni regionali e nazionali con l’obiettivo di unire i discepoli di Escoffier nel mondo, trasmettendo elevate conoscenze culinarie e favorendo la loro evoluzione. Conta attualmente più di 25.000 soci nell’intero pianeta.