Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

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7 gennaio 2020

Buon 2020 con le lentilles vertes du Puy


Il primo post dell’anno non può prescindere dal fare gli auguri a tutti voi (e a me e ai miei) di un ottimo e proficuo anno nuovo.
Le prime ore del 2020 le ho trascorse in compagnia di buoni amici e mangiando, come da tradizione, le augurali lenticchie con il cotechino.
Non ho tuttavia utilizzato le consuete e pur ottime lenticchie italiane, ma una tipologia francese, le lentilles vertes du Puy Dop, comprate in Francia alcuni mesi fa.
Si tratta di un prodotto che, prima di cuocerlo, è effettivamente chiaro e quasi verde, mentre poi dopo la cottura raggiunge una colorazione del tutto simile alle lenticchie che di solito siamo abituati a mangiare.
E’ un legume di qualità che si produce nell’Haute Loire, nei pressi della zona montagnosa e vulcanica del Puy en Velay in Auvergne. Il prodotto beneficia così di un clima - relativa siccità estiva, grande escursione termica fra il giorno e la notte - che rappresenta un elemento essenziale ai fini della sua crescita e delle sue caratteristiche qualitative.
E’ una lenticchia che si distingue per alcune specifiche peculiarità: poco farinosa, di non eccessiva grandezza, buona tenuta in cottura, qualità queste che sono dovute anche alla natura vulcanica del terreno. Oltre ai più consueti utilizzi, inoltre, queste "lentilles" sono buonissime anche in insalata.
Tornando alle feste natalizie, visto che purtroppo ormai sono finite, vi consiglio come ho fatto io di “chiudere in bellezza” con un gelato che definirei quasi un dessert, proveniente dalla mitica gelateria Otaleg. Tra i tanti suoi ottimi gusti, vi propongo un “digestivo” gelato alla zuppa inglese col panettone al posto del pan di spagna. O, in alternativa, consiglio di assaggiare in questo locale un'altra strepitosa combinazione di sapori, come quella che "mixa" noci, mandorle e panettone bagnato al Marsala. Che ne dite?
Auguri ancora!

31 luglio 2016

Vi presento i macarons glacé


Tutti voi ormai conoscerete quei golosi dischetti colorati ripieni di creme varie che rispondono al nome di macarons. Sono ormai parecchio diffusi anche in Italia nella loro versione più classica, sia a cura di note maison francesi, sia preparati in emergenti boulangeries cittadine.
Ebbene, pochi giorni fa ho sperimentato con piacere una versione molto originale di questi macarons, con all'interno del gelato al posto della normale crema.


Ciò è avvenuto in una interessante gelateria artigianale dei Parioli, denominata Le Bontique, grazie alla collaborazione di due importanti "artigiani della qualità" (il riferimento a spot pubblicitari non food di rilevanza nazionale è puramente casuale ;), Emanuele Montana proprio di Le Bontique e Giuseppe Solfrizzi del mitico Le Levain a Trastevere.


Emanuele Montana è un mastro gelatiere d’eccellenza, tra i dieci ambasciatori del gelato nel mondo e finalista nella tappa romana del Gelato World Tour. Al timone del laboratorio di Le Bontique dal gennaio 2016, ha saputo trasmettere tutta la sua passione e competenza in prodotti deliziosi, genuini e completamente naturali che ogni giorno studia nel minimo dettaglio.
Giuseppe Solfrizzi, è invece un giovane pasticcere pugliese, prima allievo di Alain Ducasse e attualmente proprietario e chef boulanger-pâtissier di Le Levain, un piacevole locale che risente dei suoi anni vissuti a Parigi, dedicati allo studio e alla ricerca del miglioramento continuo. Una fucina di creatività che pone al centro la panificazione, i lieviti e la pasticceria di classe.
E quando due importanti professionisti della scena gastronomica romana si incontrano, mettendo insieme passione ed esperienza, il risultato non può che essere un concentrato di creatività e innovazione.
In una città che manifesta la continua esigenza di prodotti nuovi e stimolanti, Le Bontique ha quindi saputo raccogliere la sfida, unendo l’arte della pasticceria e quella del gelato artigianale per dare vita ad una produzione del tutto innovativa per l’offerta culinaria romana, il “Macaron Glacé”.


Il prodotto è stato studiato e creato a quattro mani, ispirandosi ai trend provenienti da Londra e da Tokio (prima d’ora non era mai stato realizzato in Italia): Le Bontique ha realizzato la golosa e spessa farcitura interna a base di gelato, mentre Le Levain i friabili gusci esterni, impeccabili nei profumi e nelle fantasiosa composizione.
Altro elemento originale collegato a questi macarons, è l'abbinamento perfetto con dei buonissimi cocktails nati dalla collaborazione tra Le Bontique e il VOY & Little Jumbo, che è stato presente in qualità di partner all'evento inaugurale.


Troverete i Macarons Glacé oltre che nelle gelaterie Le Bontique di Viale Parioli 91e/f e di Via Tuscolana 801, nella boulangerie Le Levain di Via Luigi Santini 22 e nel ristorante VOY nel quale potrete anche abbinare questi nuovissimi dolci-gelato con appropriati cocktails.
Ecco alcuni esempi di macarons glacés e relativi cocktail:

L’Orange
Pistacchio (gelato) e Albicocca (guscio)
Cocktail: Le Vermcoque
Ingredienti: cognac, sciroppo d'orzata, angostura bitter, apricot brandy homemade, nuvoletta d'albicocca e granella di pistacchio

Il Beige
Burro salato (guscio) e Stracciatella (gelato)
Cocktail: Sucré un peu salé
Ingredienti: mezcal, tequila, succo di limone, liquore strega, sciroppo di miele homemade, cioccolato al sale

Il Rose
Vaniglia (gelato) e frutti di bosco (guscio)
Cocktail: Le Petineuse
Ingredienti: rum, succo di lime, sciroppo di vaniglia homemade, chocolate bitter, albume, fava tonca grattugiata

Ma nei locali sopra citati troverete tanti altri gusti intriganti ed interessanti. Fatemi sapere che ne pensate. Io già non vedo l’ora di riassaggiarli!

10 maggio 2013

Napoli in rosa

 
Una tappa del Giro d’Italia nella città dove sono nato è per me proprio il massimo, visto che si uniscono due forti mie passioni, quella per il ciclismo e per Napoli. Quest’anno ciò è avvenuto, in uno scenario oltretutto davvero suggestivo e con un tempo splendido: un caldo sole ed un mare calmo che brillava e luccicava come non mai.


Come ho più volte detto, la passione per il ciclismo mi porta spesso a scoprire posti incantevoli e, anche se Napoli per me non è certo una città sconosciuta, ho potuto apprezzare ancora una volta le sue bellezze. E poi non vado spesso sul lungomare di Napoli perché i miei parenti abitano in collina, al Vomero, e quindi il mare di Napoli lo vedo spesso solo dall’alto. In questo senso, il lungomare per me è quasi una novità…
Quei lunghi rettilinei dove sfrecciavano i ciclisti con di fronte il mare, Castel dell’Ovo, le isole e qualche barchetta a vela conferivano al tutto uno scenario da sogno. 


Erri De Luca, di cui sto leggendo un suo bel libro, “Napòlide”, dice che per dimenticare Napoli occorre darle le spalle sul lungomare, dove “smetteva lei e cominciava l’aperto, il largo delle onde”.
Ma sabato scorso di onde non c’era traccia e la gente faceva anche il bagno, incurante della folla che a pochi metri di distanza ammirava i numerosi e fuggevoli passaggi dei corridori su Via Caracciolo.
 
 
Il passaggio della carovana è sempre emozionante, anche se in effetti è davvero contenuto in un istante, soprattutto nelle tappe più veloci.


Il vincitore, l’inglese Mark Cavendish, nella sua intervista del dopo gara ha subito colto due caratteristiche di questa città: “che caldo che faceva, anche troppo” e poi “ora voglio solo andare a mangiare una pizza da San Michele” (speriamo che si accorga che la pizzeria si chiama da Michele, senza il “San”).
 
 

Di solito i miei “giri al Giro” hanno sempre un’appendice gastronomica. Anche in questa occasione non è mancata. Una buona tappa (è il caso di dirlo ;-) per chi si trova vicino al lungomare va assolutamente fatta alla Caffettiera a Piazza dei Martiri dove ho mangiato un buono sformato di bucatini alla genovese, anche se inferiore alle alte attese che avevo dopo aver letto questo articolo;
 
 
un ottimo babà dal Gran Caffè Cimmino è vivamente consigliato, come pure della buona cioccolata dallo storico Gay-Odin  che ho scoperto essere anche gelateria.


Tramite una simpatica follower di twitter ho poi conosciuto un nuovo locale molto sfizioso e da segnalare (non l’avrei mai scoperto senza di lei!): una bakery americana veramente carina e di classe, con una variegata offerta di dolci, brioche, torte, muffin e molto altro, veramente golosi e da poter consumare in diversi momenti della giornata.
A quasi una settimana dalla tappa di Napoli che ha inaugurato il Giro, intanto, il Napoli calcio è approdato in Champion’s League. Chissà se Cavani 
l’anno prossimo rimarrà a mangiare queste bontà in questa città o le rimpiangerà da qualche altra parte d’Italia o del mondo….

25 luglio 2011

Ma che fine ha fatto il Camillino?


Ve lo ricordate questo gelato con biscotto, molto semplice ma buonissimo?
Io ne ero ghiotto. Ora, per quanto ne so io, non è più distribuito, se non in confezioni famiglia presso la Grande Distribuzione. E comunque non dalla sua azienda produttrice originaria.
Chi ha notizie più “fresche”? (o fredde visto che si tratta di gelato?)
Lanciamo una petizione per il ritorno del Camillino!
E voi che mi dite? Quali erano/sono i vostri gelati confezionati preferiti?