Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

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8 luglio 2019

Toulouse, decisamente una città per foodies

Foto credits Office de Tourisme de Toulouse @CatherineConstant
Sono tornato da un bel weekend a Tolosa, cittadina del Sud-Ovest della Francia davvero attraente per tanti motivi, tra cui senz’altro l’enogastronomia gioca un ruolo di primo piano.
Comincerò quindi a parlarvi di Tolosa proprio da quest’ultimo punto di vista, riservandomi in un secondo momento di descrivere il capoluogo dell’Occitania sotto altri aspetti.
Occorre subito sottolineare che Tolosa offre tantissimo sia dal punto di vista dei prodotti tipici sia da quello dei piatti offerti, serviti in tanti deliziosi ristorantini.
La gastronomia di Tolosa d’altronde è un melting pot di diverse influenze che convergono nella regione dell’Occitanie, collocata tra l’Oceano Atlantico, i Pirenei ed il Mar Mediterraneo. Inoltre la vicina Spagna ha un influsso non poco rilevante sulla gastronomia di questa città.
In relazione alle tipicità locali e dei suoi dintorni, Tolosa ha a disposizione una serie di prodotti di alta qualità, che vantano un savoir-faire che si tramanda da generazioni e che sono spesso dotati anche di marchi Dop e Igp (Roquefort, Agnello dell’Aveyron e tanti altri). Copiosa è anche la disponibilità di prodotti bio, poiché la regione è prima in Francia (dati 2018) per numero di produttori che utilizzano tale metodo.
A Tolosa sono imperdibili il foie gras, i formaggi dei non lontani Pirenei, ma soprattutto la sua tipica salsiccia. Quest’ultima, dotata del marchio di qualità “label rouge”, è strettamente legata a Toulouse sin dal 18° secolo ed è presentata sotto forma di spirale. Gustatela alla griglia o in umido e non ve ne pentirete!



Foto credits Office de Tourisme de Toulouse MG_0138@BeauxArts
Sono da menzionare anche i vini regionali come il Gaillac, il Madiran, il Cahors e il Fronton, col suo buonissimo vitigno La Négrette e i suoi caratteristici aromi di frutti rossi e neri, violetta e liquirizia.
Altre specialità di Tolosa sono anche i dolci, come i bonbons, i cioccolatini e i petali cristallizzati alla tipica violette o il Fénétra, che risale all’epoca romana ed è preparato con meringa, mandorle, confettura di albicocche e limone candito.


Foto credits Office de Tourisme de Toulouse Y.Delpech@Pierre Soissons
Quanto ai piatti simbolo della città, non si può non citare il Cassoulet, una ricca pietanza a base di fagioli (quelli di Tarbes) e carni di vario tipo, tra cui la già citata salsiccia. Si chiama così perché viene cotto in una “cassole” per lungo tempo e a bassa cottura ed è importante rompere la crosticina che si forma in superficie ben sette volte, per garantire l’eccellenza del piatto.

Foto credits Office de Tourisme de Toulouse @Sebastien Vaissière
Molti luoghi ne vantano la paternità ma si dice che il Cassoulet di Castelnaudary rappresenti “il Padre“, quello di Carcassonne “il Figlio“ e quello di Toulouse “lo Spirito Santo“! Esiste anche un “Campionato mondiale del Cassoulet de Toulouse” che nel 2018 è andato al centralissimo ristorante Le Bibent di cui vi parlerò anche più avanti.
Per quanto riguarda i locali che offrono buon cibo, bisogna premettere che in città si contano 1.700 ristoranti e tra Tolosa e i suoi dintorni figurano una dozzina di chef stellati, con in testa il popolare Michel Sarran.
Dei ristoranti di Tolosa mi ha colpito soprattutto la loro ottima presentazione dei piatti, anche dal punto di vista cromatico, e la perfetta combinazione e armonia dei sapori.
Tra i locali che ho avuto modo di visitare nel mio soggiorno a Toulouse segnalo innanzitutto l’ottimo La Gourmandine, situato in pieno centro a pochi passi dallo storico mercato Victor Hugo.


Si tratta di un ristorante che utilizza nel suo menù tanti prodotti del territorio, cucinati ed elaborati anche in chiave più moderna. Qui ho avuto modo di assaggiare ad esempio un uovo bio del Tarn cotto a bassa temperatura con verdure di stagione e un buonissimo merluzzo grigliato, guarnito da un tortino di riso nero, crema di chorizo (ecco un esempio di influenza spagnola) e lime.



Un locale molto elegante con terrazza e vista spettacolare sulla città è poi Ma biche sur le toit situato all’ultimo piano delle Galeries Lafayette.


Foto credits Office de Tourisme de Toulouse @MichelSarran2019
E’ un ristorante che consiglio davvero, anche perché il menù, sfizioso e “frizzante”, è pensato e firmato dallo chef stellato Michel Sarran. Meravigliosi, anche cromaticamente, i piatti che ho assaggiato come l’insalata di fregula allo zafferano con lenticchie corail e fichi secchi e un filetto in crosta di nocciole guarnito con verdurine e riso fritto alla guascona.




Vale la pena anche di andare a mangiare, nella centralissima Place du Capitole, nel sontuoso ristorante Le Bibent che fa capo al noto chef Christian Constant. In un ambiente molto fine e raffinato con soffitti affrescati non si può rinunciare ad alcuni piatti monumento come Le cassoulet montalbanais de mon apprentissage façon Marcel Delmas o La fameuse saucisse de Toulouse comme un parmentier ma con un forte caldo come quello che ho trovato in questa città ho apprezzato molto anche un gazpacho di melone con petto d’anatra affumicato.



Tra i wine bar presenti in città ne ho visitato uno unico nel suo genere, il N°5 wine bar fondato nel 2013 ed eletto addirittura, nel 2017 e 2018, miglior bar à vins del mondo.


In effetti è un luogo speciale per vivere un’esperienza sensoriale e gustativa del tutto inedita sul vino e intorno al vino. Nel ristorante di questa enoteca si realizza un piacevolissimo accordo tra tante piccole e sfiziose tapas (come il cono di ceci neri allo yuzu, il cannolicchio di mare con lenticchie e il burro al curry nero) e il vino, declinato nelle più interessanti etichette regionali, francesi e internazionali.



Molto interessante anche il ristorante-sala da tè Le Moaï situato all’interno del Museo di Storia Naturale.




Qui su una bellissima terrazza che dà sui giardini botanici del museo si possono degustare a buffet piatti di stagione come l’insalata ai due pomodori con caviar di melanzane speziate o dell’ottima tagliata di carne guarnita con patate, funghi e cipollotto.



In estate a Tolosa non si possono non segnalare tanti bei localini in riva alla Garonne dove poter mangiare e bere con una splendida vista. Si tratta delle cosiddetteguinguettes”, una sorta di caffè-ristoranti all’aperto dove si può godere anche della frescura del fiume e degli splendidi colori del tramonto. Qui vi segnalo un loro elenco, selezionato dall’ufficio del turismo di Tolosa.

Foto credits Office de Tourisme de Toulouse ©P.Nin
Per quanto riguarda infine i negozi gourmet che ho potuto visitare, sono stato condotto nei migliori locali della città da Jessica Hammer, autore del sito Taste of Toulouse. Con lei e il nostro gruppo ho fatto un piacevole “Chocolate & Pastry Tour” iniziando con la Pâtisserie Conté dove ho potuto assaggiare il già citato dolce Fénétra, proseguendo con La Compagnie du Chocolat che realizza tra l’altro un originale, godurioso e cremoso French fudge al cioccolato.


E’ stata poi la volta della visita a Da Bello et Angeli in cui è stato interessante ammirare ed anche sentire l’intenso e aromatico profumo di diversi tipi di cioccolati di specifiche origini (Costa d’Avorio, Giamaica, ecc.). Nell’elegante pasticceria Sandyan di Yannick Delpech, chef stellato e pasticciere di formazione, si possono invece assaggiare dolci davvero ben presentati, che utilizzano prodotti di stagione selezionati con cura, con l’utilizzo di materie prime naturali e frutta fresca.

Altri indirizzi da segnalare, inoltre, sono il Criollo Chocolatier a Place Saint-Étienne ideale nel periodo invernale per una aromatica cioccolata calda e la Maison Pillon dove si possono gustare degli ottimi macarons sia classici che non.
Un tour goloso di Tolosa non può prescindere dai tanti suoi mercati e mercatini, ma di questo vi parlerò nel prossimo post. Seguitemi!

Per ulteriori informazioni:

Ufficio del Turismo di Tolosa
Atout France Italia
Grand Hotel de l’Opéra

9 luglio 2017

Le mie escapades gourmandes negli Alti Pirenei


Dopo avervi parlato di tanti aspetti legati a Lourdes e ai Pirenei, da quelli spirituali a quelli legati alla natura, alla cultura e all’arte è giunto ora il doveroso momento di descrivere le meraviglie culinarie di questa splendida regione della Francia che prende il nome di Occitanie.
E’ una regione dalla forte identità gastronomica, con tanti prodotti locali da gustare come tali o da impiegare in prelibate ricette e piatti, che ho avuto modo di assaggiare durante il mio recente soggiorno da quelle parti.
Oggi vi guiderò quindi in un piccolo viaggio alla scoperta delle specialità gastronomiche di questo territorio del Sud Ovest francese.
Tra le tipicità della zona va citato innanzitutto il maiale nero di Bigorre, salvato dall’estinzione da un gruppo di appassionati produttori, da cui deriva un prosciutto davvero gustoso. Quest’ultimo, molto amato dei grandi chef della zona, proviene da maiali di una razza rustica, vigorosa, che si muovono parecchio, nutrendosi di erbe, ghiande, castagne. La sua consistenza è morbida, tenera, mentre in bocca presenta un gusto fondente, poco salato con piacevoli sentori di frutta secca, castagne arrosto, sottobosco, funghi.


Non lontano da Lourdes si trova Tarbes, che oltre ad essere una bella località è famosa per il suo fagiolo, l'haricot tarbais, il primo in Francia ad essere raccolto a mano. E’ un prodotto che ha ricevuto, oltre al marchio nazionale di qualità Label Rouge, anche l’Igp dall’Unione Europea. Il fagiolo di Tarbes presenta delle qualità gustative e nutrizionali eccezionali, è leggero, digeribile e “si scioglie in bocca”. Si utilizza principalmente in una zuppa tipica della zona chiamata Garbure (qui la ricetta) o nel mitico Cassoulet.


Altro emblema culinario dei Pirenei è il montone di Barèges-Gavarnie Dop, che pascola tra il Pic du Midi e il Cirque de Gavarnie e che appartiene alla rustica razza barègeoise. La sua carne morbida e profumata dai sentori di timo e liquirizia è davvero imperdibile!
I Pirenei sono ricchi di limpidi corsi d’acqua e allora un prodotto tipico della zona non poteva che essere anche la buonissima trota, in particolare quella proveniente dalle acque naturali del Gave di Gavarnie. Le peculiari modalità di allevamento rispettose dell’ambiente le conferiscono un gusto ineguagliabile di pesce di montagna.


Da assaggiare sono anche i formaggi di questa zona, in particolare la Tomme des Pyreneés, la dolce e quasi zuccherosa cipolla di Trébons, le castagne, il foie gras, il miele, i piccoli frutti, lo zafferano…


Tutti questi prodotti tipici sono impiegati nel miglior modo possibile nei ristoranti della zona, che li utilizzano massicciamente nelle loro cucine. Gli chef degli Alti Pirenei, talentuosi e creativi, mantengono quindi le loro tradizioni gastronomiche, non disdegnando comunque qualche innovazione.
A Lourdes vale la pena di assaggiare la cucina dei ristoranti di alcuni alberghi storici, come il Gallia & Londres o il Grand Hotel Moderne.


Il primo ristorante, davvero molto elegante con sontuosi lampadari e un caldo parquet, offre una cucina molto buona e gustosa. Da non perdere in particolare l’agnello con polenta, degli ottimi formaggi e i dolci.



Il ristorante Majorelle del Grand Hotel Moderne merita la visita anche per il suo stile Art Nouveau, con pannelli in legno e con ai tavoli antiche sedie, originali, di Thonet, uno degli innovatori più importanti nel settore del legno da arredamento. Il Majorelle propone un'ottima cucina con piatti anche ben presentati come quelli a base di foie gras o la sogliola al piment d’Espelette. Buoni anche i suoi vini, come il Jurançon secco.


L’esperienza culinaria più interessante e piacevole nell’ambito del mio soggiorno nei Pirenei l’ho comunque fatta dal Maître Cuisinier de France Jean-Pierre Saint-Martin presso il suo fascinoso ristorante "Le Viscos"


Situato nel grazioso paesino di Saint-Savin nelle vicinanze di Lourdes, questo locale propone una cucina generosa, ispirata alle origini contadine dello chef e contaminata dai suoi viaggi in paesi lontani. Una cucina influenzata anche dalle tradizioni della costa basca e da quelle dei Pirenei, tra foie gras, funghi, carni locali di agnello e quelle di maiale di Bigorre.


La mia cena in questo ristorante, divenuto anche hotel di charme, è stata a dir poco sublime, con piatti di grande classe come il foie gras roti con funghi e il suo muesli e l’ottimo mignon de porc gascon con un accompagnamento originale di mezzemaniche al tartufo. Tra l’altro questo locale ha tra i suoi clienti più affezionati Paulo Coelho, che oltretutto ha scritto un romanzo ispirato proprio al paese di Saint-Savin.



Come ho accennato nel post dedicato al Tourmalet e al ciclismo, poi, percorrendo la salita dell’Hautacam e prima dell’arrivo in vetta vale la pena rifocillarsi in qualche bella auberge immersa nel verde, dove è possibile gustare la sopracitata Garbure, magari accompagnata da un vino robusto come il Madiran Aoc, e il buonissimo agnello dei Pirenei alla griglia.



Un bistrot carino da segnalare è inoltre “Chez Soaz situato nei pressi del Cirque de Troumouse (ne ho parlato qui) e presentato sulla sua insegna come l'ultimo bistrot "avant l'Espagne". 


Qui si può mangiare un'ottima trota dei Pirenei, oltre che una sempre buona, in generale in Francia, salade de chèvre chaud. In questo localino all'aperto, dalla bella vista panoramica sulle montagne e su un refrigerante torrente, ho potuto degustare anche una buonissima birra bionda artigianale prodotta nella zona.


I tanti prodotti tipici dei Pirenei di cui vi ho fin qui parlato sono reperibili anche e soprattutto in degli incantevoli, colorati e pittoreschi mercati che caratterizzano molti paesini della regione.
A Lourdes vale la pena visitare il marché Les Halles costituito da un'architettura metallica della fine del XIX secolo. In questo mercato si trova ogni ben di Dio: miele e propoli, frutta, ortaggi e cipolle di Trébons, carni e cosce unte di grasso d'oca, il già citato jambon noir de Bigorre, formaggi tipici, ecc.



Ancora più interessante è la visita al mercatino del sabato del paesino termale Bagnères de Bigorre (a tal proposito, in tale località vi consiglio di visitare le belle terme di Aquensis, qui maggiori informazioni). Nel giorno di mercato questa cittadina diventa vivacissima quando non solo nell'apposita struttura coperta ma anche in tutte le sue viuzze limitrofe si anima di tanti abitanti e turisti che si recano a fare i loro acquisti. Qui si possono trovare tantissimi prodotti freschi, locali, biologici e a km zero, come ad esempio le ottime ciliegie, albicocche, e fragole.



Non mancano buonissimi formaggi di nicchia e, ovviamente, i fagioli di Tarbes che non potevo non comprare.



Interessante notare anche come alcuni produttori meno strutturati offrano soltanto piccoli quantitativi della loro merce (di qualità), vendendola su banchetti improvvisati.
Nel mercatino di Bagnères de Bigorre si trova anche un altro classico prodotto della zona, il gâteau à la broche, un tradizionale dolce dei Balcani portato nei Pirenei dalle armate napoleoniche.

Il  gâteau à la broche riprodotto nel Museo dei Pirenei di Lourdes
Questo dolce è caratterizzato da un impasto che si versa su un cono in legno, sorretto da uno spiedone che gira. Versando delicatamente la pasta (composta da burro, zucchero, uova, farina, vaniglia, rhum...), mentre il cono ruota davanti a un forno, si creano degli strati che si fissano e formano le caratteristiche protuberanze tipiche di questo gâteau. Che si consuma in occasione delle grandi feste di famiglia, con ricette che a volte contengono delle varianti segrete, custodite gelosamente. Si serve normalmente tagliato a pezzi, accompagnato da della crema inglese.


Anche a Cauterets vi è un mercato centrale fisso, ma in questa cittadina è d’obbligo assaggiare in qualche negozietto artigianale i berlingots, tipiche caramelle colorate utilizzate in passato dagli ospiti delle terme per attenuare il sapore di zolfo dell'acqua. Vale la pena di visitare la il negozio "À la reine Margot" una delle più antiche aziende che producono artigianalmente queste caramelle, assistendo alla loro preparazione che prevede l'utilizzo di soli coloranti naturali.
Non mi resta ora che impiegare in cucina i miei souvenir culinari che ho riportato a Roma, a cominciare dagli haricots tarbais che preparerò seguendo i dettami di qualche ricetta locale. E’ sempre il modo migliore per valorizzare i prodotti del territorio e per poter prolungare un pò di più i piaceri e i ricordi di bellissimi viaggi.

Per ulteriori informazioni:

Sapori degli Alti Pirenei
Ente Turismo Francese in Italia
Ente Turismo Lourdes
Ente Turismo Alti Pirenei
Ente Turismo Regione Occitania
Aeroporto di Lourdes
Compagnia aerea Albastar

26 giugno 2017

Sua maestà il Tourmalet (e il suo Gigante)


Da grande amante del ciclismo e del Tour de France non potevo esimermi dal raccontarvi la mia visita alla mitica vetta del Tourmalet, una delle più gloriose e famose montagne che questo sport coinvolge.
Siamo negli Alti Pirenei e dal paesino di Luz Saint Saveur (uno dei due versanti di ascesa) si comincia a percorrere questa salita lunga circa 20 km, dalla sede stradale ampia ma veramente durissima da affrontare in bicicletta, anche perché sembra non finire mai.
Io l’ho affrontata (per il momento) solo in macchina, ma vi assicuro che i ciclisti dilettanti, abbastanza numerosi sulle rampe del Tourmalet, facevano davvero tanta fatica a salire lungo le sue severe curve.


Un cartello posto in cima sintetizza i numeri di questo colle: 2.115 metri di altezza, 1.275 metri di dislivello, pendenza media del 7,5%...


Sulla vetta del Tourmalet era d’obbligo fare qualche foto alla statua che celebra il primo ciclista (Octave Lapize) che passò su questa salita la prima volta che il Tour de France passò di qui (nel 1910) e alla targa che certifica il raggiungimento dei 2.115 metri di altezza.


La statua di Octave Lapize (denominata “Le Géant du Tourmalet”) in particolare, che rappresenta il ciclista che si alza sulla sella della sua bici, è uno degli elementi della "scultura del Tour de France", sistemata in un’area di sosta dell’autostrada degli Alti Pirenei. Alla fine dell’autunno la statua viene portata a valle, mentre il primo weekend di giugno la sua nuova ascesa in cima è accompagnata da una pedalata celebrativa.
Sul Col du Tourmalet hanno scollinato per primi campioni del calibro di Bottecchia, Coppi, Bartali, Bahamontes, Poulidor, Merckx, Chiappucci, Rominger, Virenque, fino a Thibaut Pinot, primo qui nel 2016 (nel Tour de France di quest’anno, invece, il Tourmalet non sarà percorso).


Gli Alti Pirenei sono ogni anno teatro di grandi tappe del Tour de France e più località di questa zona sono coinvolte in spettacolari, avvincenti e incerte frazioni della “Grande Boucle”.
Oltre al Tourmalet sono presenti quindi anche altre vette rese mitiche dal Tour de France e dai suoi grandi campioni. Va citato, tra gli altri, l’Aubisque, il Peyresourde, l’Aspin, Luz Ardiden e l’Hautacam.
Anche quest’ultima vetta è durissima da scalare, con una sede stradale più stretta rispetto al Tourmalet. E’ una salita lunga 17 km circa che arriva fino a 1.635 metri di altezza, con una pendenza media di circa il 7%. Qualche kilometro prima dell’arrivo in vetta ci si può, volendo, rifocillare in qualche bella auberge immersa nel verde dove è possibile gustare l’ottima e tipica zuppa denominata Garbure (con verdure, cotenna di maiale e grasso di prosciutto) e ovviamente il buonissimo agnello dei Pirenei alla griglia.


A parte il ciclismo professionistico e il Tour de France, le strade degli Alti Pirenei offrono ai cicloamatori dilettanti anche ulteriori itinerari, ambientati in luoghi che spaziano dai versanti collinari agli altopiani, dalle valli alla media montagna con un ottimo gradimento anche paesaggistico da parte di chi pratica questo sport.
A tal proposito, al fine di migliorare continuamente il comfort dei ciclisti, il dipartimento degli Alti Pirenei ha realizzato vari allestimenti tra cui:

- paletti di segnalazione delle vette: ad ogni km di salita un cartello indica la distanza dalla cima, la percentuale di pendenza del kilometro successivo e l’altitudine;
- percorsi ciclo cronometrici: alcune famose vette sono dotate di sistemi di cronometraggio permanente;
- cartelli “condividiamo la strada”: sono presenti dei cartelli per migliorare la condivisione della strada tra ciclisti e gli utenti motorizzati (è da ricordare che queste zone sono sempre più frequentate anche da motociclisti, come ad esempio accade sulle strade del Tourmalet).

Detto ciò, ai fan e ai praticanti del ciclismo non resta che attendere l’imminente inizio del Tour de France 2017 (il 1 luglio prossimo) che sarà immancabilmente anche quest’anno nei Pirenei.
E sarà una festa perché, come sostiene lo scrittore Philippe Delerme, il Tour de France è l’estate e gli attacchi che effettuano i ciclisti, anche e soprattutto in queste montagne, aggiungo io, hanno “il sapore dell’acqua alla menta”…

Per ulteriori informazioni:

Ente Turismo Francese in Italia
Ufficio del turismo di Lourdes
Ufficio del turismo degli Alti Pirenei
Ufficio del turismo Regione Occitania
Aeroporto di Lourdes
Compagnia aerea Albastar

21 giugno 2017

Au delà des nuages


Una delle cose più belle ed emozionanti che ho potuto ammirare nell’ambito del mio recente press-tour nella regione dell'Occitanie è stata senza dubbio l’ascesa fino al Pic du Midi, uno dei colli più alti dei Pirenei.
Dall’incantevole paesino termale di Bagnères-de-Bigorre si percorre una panoramica strada che sale verso il mitico Col du Tourmalet, fino ad arrivare alla località sciistica de La Mongie.


Qui si prende una teleferica per salire, in circa 15 minuti, fino alla vetta del Pic du Midi, alta ben 2 877 metri.


Prima di arrivare in cima, si effettua però un cambio con un’altra teleferica ad un punto di arrivo intermedio, in località Le Taoulet a 2.341 metri di altezza.


Il viaggio è stato davvero mozzafiato e spettacolare. Da un lato la grande bellezza delle imponenti e maestose montagne pirenaiche, anche innevate, e dall’altro l’emozione della sospensione nel vuoto di una comunque sicurissima e comoda teleferica.


Giunti in cima, si approda ad un’area estesa su 750 metri quadrati, costituita da terrazze attrezzate che offrono una vista a 360 gradi sulla catena dei Pirenei (da est a ovest, sono più di 300 i km di montagne), le grandi pianure del Sud-Ovest e il Massiccio Centrale. In determinate condizioni meteo da qui è possibile vedere di sera anche le luci di Barcellona... Lo spettacolo è decisamente unico, il panorama eccezionale, un posto davvero da non perdere se si arriva in queste zone.


Sulla vetta del Pic du Midi, aperta al grande pubblico nel 2000, alcuni cartelli esplicativi forniscono dati metereologici significativi relativi a questa cima di montagna perché la sua storia scientifica, prima di essere astronomica come vedremo tra poco, è legata al suo essere stazione metereologica, sin dal lontano 1873.


E la costruzione di strutture idonee comportò grandi sacrifici, visto che il trasporto dei materiali poteva avvenire solo percorrendo un unico impervio sentiero pietroso. Tutto ciò è documentato in un interessante museo sulla storia del Pic du Midi, che si può visitare.
Tornando al contenuto dei cartelli esposti in cima, vi riporto di seguito qualche numero significativo, che scaturisce da tanti anni di rilevazioni:

record di freddo: il 10/2/1956 con -32,9 gradi
record di caldo: il 10 agosto 1943 con +20,4 gradi
temperatura media annua compresa tra -1 e +3 gradi
nevica circa 116 giorni all’anno
la velocità del vento ha raggiunto il 10/7/1984 i 288 km/h

Il Pic du Midi, come accennato, ospita anche un osservatorio astronomico prezioso per gli scienziati che qui osservano il cielo stellato più puro d’Europa. Infatti il cielo notturno è fuori dal comune, grazie alla purezza dell’aria e alla forte stabilità dell’atmosfera, che ha consentito a questo luogo di beneficiare del marchio “Riserva Internazionale del Cielo Stellato”.
Il Pic du Midi si può visitare durante il giorno, di sera e può ospitare alcuni visitatori anche di notte! Perché è proprio durante la notte che in effetti il sito acquisisce la sua vera dimensione e diventa decisamente magico.
Il prezzo del soggiorno notturno è di circa 400 euro a notte per due persone, ma non è eccessivo in quanto comprende l’accesso in funivia, un pernottamento in mezza pensione, l’osservazione dei pianeti e delle stelle con dei telescopi (incluse le spiegazioni di una guida) e la visita dello spazio museografico. Il pacchetto comprende anche la visita personalizzata delle sale di osservazione degli scienziati e la vista dell’alba e del tramonto dalle terrazze panoramiche. Le camere dove si pernotta sono quelle normalmente utilizzate dai ricercatori, con una vista mozzafiato sui Pirenei. Si tratta di alloggi un po’ spartani, ma sono stati lasciati tali per testimoniare l’incredibile avventura umana che si vive al Pic du Midi.
Lo scorso dicembre è stato creato in questo sito il Planetarium più alto d’Europa. All’interno della secolare cupola Baillaud, si trova uno schermo semisferico di otto metri di diametro che ricopre l’intera cupola e che permette di scoprire animazioni sulla volta celeste, con 48 posti a sedere dal sedile reclinabile.
Il Pic du Midi si presta anche per praticare, in uno scenario da favola, degli sport come lo sci, il free ride o la mountain bike.
In cima al Pic du Midi si può mangiare in un piacevole ristorante dalla buona cucina tradizionale a base di prodotti del territorio (inclusa la tipica trota fumée di Lau-Balagnas).


E' da ricordare che cucinare a queste altezze non è semplice: l’acqua bolle a 92 gradi e la cottura dei cibi è più complicata, l’aria secca danneggia più velocemente gli alimenti (c’è un 30% di ossigeno in meno), si cucina obbligatoriamente con fornelli elettrici…E occorre anche tener conto del fatto che in generale viene effettuato un uso razionale e sostenibile dell’energia e dell’acqua. A breve verrà realizzato un nuovo ristorante dal design contemporaneo, sempre con cucina tipica del territorio, dotato di una spettacolare vista tramite ampie vetrate, che potrà accogliere circa 100 persone.
Sempre in tema di progetti futuri, a breve è prevista la realizzazione di un iper-belvedere costituito da una passerella metallica lunga 10 metri sospesa nel vuoto, per offrire un punto di vista unico e "vertiginoso", dando al visitatore quasi l’impressione di volare.


Altri progetti riguardano la realizzazione di un anfiteatro a cielo aperto davanti all'incantevole panorama dei Pirenei e attorno a un palcoscenico dove verranno organizzate diverse animazioni.


Infine è prevista la realizzazione di un telescopio collegato a degli schermi, per osservare il cielo in diretta all'interno di un'apposita cupola.
Grazie a questi nuovi progetti questo incredibile luogo diverrà ancora più attraente, con un grande afflusso previsto di visitatori (sono stati oltre 121.200 nel 2015). E ciò favorirà sempre più, perché no, l’interazione e il proficuo trasferimento di conoscenze tra gli scienziati e il grande pubblico.

Per ulteriori informazioni:

Pic du Midi
Ente Turismo Francese in Italia
Ente del Turismo di Lourdes
Ente del turismo Alti Pirenei
Ente del turismo Regione Occitania
Aeroporto di Lourdes
Compagnia aerea Albastar