Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

25 dicembre 2021

Auguri di Buon Natale


Tanti auguri di Buon Natale e Buone Feste ai miei lettori!


(con i classici della tradizione napoletana, ça va sans dire).

12 dicembre 2021

Ganses, ed è subito Carnevale di Nizza


Foto Atout France

Nell’ambito della recente presentazione sulle interessanti novità autunno-invernali della Costa Azzurra (qui il mio articolo e i miei suggerimenti) ho avuto modo, con grande piacere, di preparare on-line insieme ad altri blogger e giornalisti le ganses.


Foto Atout France

Si tratta di una sorta di frittelle, la cui preparazione sembra che risalga al Medioevo, simili alle nostre frappe, che si preparano durante il periodo di carnevale a Nizza e un po’ in tutta la Costa Azzurra.
Con piacere allora condivido la relativa ricetta, semplice da realizzare e buonissima:
 
Tempo di preparazione: 1 ora e 30 minuti
Tempo di cottura: 30 minuti
 
Ingredienti (per 8 persone)
 
250 g di farina
1 cucchiaino di lievito in polvere
1 pizzico di sale
2 uova
50 g di zucchero semolato
80 g di burro
acqua di fiori d'arancio q.b.
Olio per friggere
Latte per diluire la pasta q.b.
Zucchero a velo a fine cottura


Esecuzione
 
Versare la farina setacciata, lo zucchero, un pizzico di sale, il lievito, il burro ammorbidito e tagliato a dadini, e l'acqua di fiori d'arancio in una ciotola; aggiungere poi le uova ben sbattute.
Impastare con la punta delle dita fino ad ottenere una pallotta morbida e omogenea. Se l'impasto rimane difficile da lavorare, aggiungere un po' di latte. Coprire la ciotola con un panno e lasciare riposare l'impasto a temperatura ambiente per 30 minuti.
Tagliare quindi il composto in tre pezzi per stenderlo con più facilità.
Con un mattarello, spianare la pasta ad uno spessore di due o tre millimetri e ricavare dei quadrati di pasta di 5 cm o dei rombi di 10 cm. Tagliare una fessura al centro di ogni quadrato (o rombo) e spingere una estremità nella stessa fessura in modo da formare dei cordoncini (ganses).
Immergerli nell'olio bollente, facendoli cuocere molto rapidamente. Girarli non appena salgono in superficie e estrarli quando diventano dorati.


Servirli in un piatto su carta assorbente e cospargerli immediatamente e generosamente di zucchero a velo.
 
In attesa di assaggiare queste golose, profumate e fragranti frittelle anche sul posto, magari durante il prossimo Carnevale di Nizza, provate intanto a prepararle a casa e ditemi cosa ne pensate. Io ne vado già matto!

27 novembre 2021

Le novità green autunno-inverno in Costa Azzurra


Ha riscontrato un grande successo l’evento organizzato recentemente a Milano da Atout France e da diversi Uffici del Turismo della Costa Azzurra.
L’obiettivo era di presentare alla stampa italiana una “Riviera” diversa, slow e green, proponendo spunti ed idee per viaggi o weekend nel periodo autunnale ed invernale che ci apprestiamo a vivere.
Del resto il turismo italiano è strategico per la Costa Azzurra. Grazie alla sua vicinanza geografica e culturale, l’Italia è il principale mercato estero di tale destinazione, con un turismo molto fedele che copre quasi 960.000 pernottamenti all’anno.
Anche perché la Costa Azzurra offre un patrimonio naturale e culturale notevole, che unisce la bellezza dei paesaggi incastonati tra mare e montagna con l’arte di vivere. Ma regala anche modi di goderne in modo più inconsueto e diverso dal solito, cosa che vado a illustrarvi in questo post.
Ecco allora alcune idee interessanti in tal senso:
 
- Il CRT Costa Azzurra propone, secondo l’emergente filosofia dello “Slow Tourism”, idee per week-end lenti (a piedi, in bicicletta, a cavallo, ma anche a bordo di un treno a vapore), la Strada della Mimosa e la novità delle micro avventure in Costa Azzurra, di breve durata, che richiedono poco budget e puntano a un turismo più sostenibile.
- Antibes-Juan-les-Pins invita a scoprire i suoi giardini, in particolare il giardino botanico di Villa Thuret, il sentiero Tire-Poil intorno a Cap d'Antibes, e il week-end del Design e delle Arti dal 3 al 5 dicembre 2021.
- Biot, capitale del vetro contemporaneo in Francia e animata da tanti artisti, propone botteghe e mercatini provenzali e visite al verde del Parco della Brague.
- Cannes suggerisce week end pass per brevi vacanze slow e il nuovo eccezionale ecomuseo sottomarino.
- Mentone offre visite sul tema del limone, il frutto simbolo, oltre alla classica e famosa Festa del Limone di febbraio. Senza dimenticare i tour ecologici in bici elettriche e a idrogeno, lungo la costa e verso i rilievi.
- Grasse la capitale dei profumi e il suo territorio invitano alla scoperta del Museo Internazionale della Profumeria, delle sue limitrofe località sciistiche e della Riserva biologica dei Monts d’Azur, 700 ettari di natura dove convivono, in libertà, il bisonte europeo, cervi, caprioli, camosci, l’aquila reale… E Fragonard, la nota maison di profumeria locale, lancia nuovi prodotti che rendono omaggio a Parigi: l'eau de toilette Belle de Paris e il diffusore Rêve de Paris.
- Roquebrune-sur-Argens offre il fascino del suo villaggio millenario e il borgo marino di Les Issambres, con la talassoterapia, le passeggiate nella natura e l’inedita "Balade Terroir" un itinerario per scoprire i suoi vigneti e apicoltori in minicar elettrica.
- Villeneuve-Loubet, luogo natale del grande chef Auguste Escoffier (la sua casa è diventata museo), propone tanti itinerari green: lungo il piccolo fiume Loup, sulla costa e da essa verso l’interno.
- Nizza invita a scoprire le tradizioni gastronomiche all’Atelier Cuisine Niçoise e, tra le altre cose, l’itinerario di mountain-bike Nizza-Auron, dal mare alle vette del parco del Mercantour.
 
Vi riassumo inoltre alcuni eventi significativi da me selezionati nell’ambito del dettagliato calendario delle attività di questa regione:
 
Natale:
da fine novembre 2021 al 2 gennaio 2022: mercatini e villaggi di Natale a Cannes e Nizza
4 Dicembre - 9 gennaio: circuito dei presepi di Lucéram
17 - 24 dicembre: Animazioni di Natale con mercatino di Natale a Biot e Villeneuve - Loubet
18 dicembre - 2 gennaio: Mercatino di Natale e percorso delle culle di Natale – Mentone.
18 dicembre - 2 gennaio: Mercatino di Natale, Foire aux Santons (4 & 5 dicembre) - Grasse & dintorni.
 
Tartufi ed enogastronomia:
Mercati e feste del tartufo:
19 dicembre a Saint Paul de Vence
8 gennaio alla Bastide Saint Antoine - Grasse
16 gennaio a Le Rouret e a Villeneuve
 
15 - 21 gennaio: 10a edizione del Festival des Chefs au Sommet
12 - 27 febbraio: 88a Festa del Limone – Menton; tema 2022: «Danza e opera»
 
Sport:
17-23 gennaio: 90° Rally Automobilistico di Monte-Carlo - Monaco
marzo: Parigi - Nizza Ciclistica
 
Carnevale:
11 - 27 febbraio: Carnevale di Nizza; tema 2022: «il re degli animali»
febbraio: Carnevale di Villeneuve
febbraio: Battaglia navale dei fiori - Villefranche-sur- Mer
 
Per ulteriori informazioni:
Barbara Lovato - Ufficio Stampa & P.R. Atout France - tel 02 58 48 655; barbara.lovato@atout-francee.fr - www.it.france.fr
www.cotedazurfrance.fr
www.cotedazur-sejours.com
www.cotedazur-card.com

14 novembre 2021

Spaghetti con mandorle di tarallo e pasta d’acciughe, sfumati al Marsala


 Torno ancora una volta a parlare di Ischia e di un suo locale che è al centro delle mie vacanze nell’isola verde, perché oggi vi propongo un piatto che proviene da un souvenir culinario acquistato la scorsa estate proprio in questa splendida terra.
Innanzitutto va detto che il locale a cui mi riferisco è un posto consigliatissimo di Ischia Ponte, il panificio Boccia di cui vi ho parlato già altre volte. Un negozietto famoso per il suo ottimo pane, ma che offre tante altre gustose golosità. 


 Come ad esempio ortaggi e frutta, anche locali, di alta qualità, i
fagioli zampognari, tipici ischitani, in estate i fichi freschi essiccati al forno a legna e al sole, l’uva dolcissima.


 E poi naturalmente i prodotti di panetteria, comprese delle buonissime pizzette, degli ottimi rustici dolci/salati e la meravigliosa pizza di scarole cotta al forno a legna, oltre a deliziosi formaggi e latticini campani.
Di Boccia va citata anche la sua versione bistrot, situata di fronte al negozio: un locale per lo più all’aperto che offre sfiziosità varie, tra cui va menzionata la zingara della domenica (con porchetta di coniglio e parmigiana al sugo di coniglio) o la focaccia con mortadella grigliata, provolone, rucola, limone e maionese.


 In questa bengodi del gusto, la scorsa estate ho acquistato un’ulteriore chicca di questo locale, dei sacchetti di mandorle frantumate derivanti da rimanenze di taralli (dimenticavo: altra bontà di Boccia sono infatti proprio questi ultimi).
Queste mandorle non sono quindi delle normali mandorle sgusciate, ma presentano sentori di pepe e di tarallo, che viene normalmente venduto nella sua versione più classica, ‘nzogn e pepe (sugna e pepe).
Questo sacchetto “magico” che ho acquistato la scorsa estate, quindi, doveva essere impiegato al meglio in qualche preparazione che esaltasse le qualità di queste mandorle.
In un periodo autunnale come quello attuale ho pensato ad un piatto cromaticamente diverso da quello che si poteva immaginare in estate (ad esempio con pomodorini freschi, basilico, ecc.). Ecco quindi che mi è venuta in mente una preparazione semplice ma gustosa, degli spaghetti con queste mandorle, pasta di acciughe (che conferisce anche una colorazione bruna al piatto), aglio, peperoncino e un tocco di eleganza e ulteriore colore dato da una sfumatina di Marsala.
Di seguito il procedimento di preparazione con dosi, come spesso mi accade di fare, “ad occhio”:

In una padella con olio extravergine abbastanza abbondante tagliare dell’aglio a pezzettini piccoli. Farlo andare finché non si formano delle piccole bollicine intorno a ciascuno spicchietto. Aggiungere quindi una generosa manciata delle mandorle di cui sopra e farle cuocere finché non si ammorbidiscono un po’.
Sfumare con due tazzine da caffè di Marsala e far ben evaporare. Aggiungere una buona quantità di peperoncino in polvere (chi non ama il piccante ovviamente diminuisca la dose) e della pasta di acciughe e far ancora cuocere aggiungendo anche qualche cucchiaio di acqua di cottura degli spaghetti, che intanto avrete messo a cuocere.
Completare la cottura degli spaghetti nella padella, dopo averli scolati 2-3 minuti prima del tempo finale di preparazione. Se necessario, aggiungere ancora poca acqua di cottura.
Mantecare bene e servire, aggiungendo a piacere anche del prezzemolo tritato fresco (io non l’ho fatto perché me ne sono dimenticato ;).
Un piatto ottimo e sorprendente, con due piccantezze diverse, quella delle mandorle “tarallate” e quella del peperoncino, reso elegante dal Marsala la cui dolcezza contrasta gli ingredienti dal gusto forte e la sapidità delle acciughe. In definitiva, una preparazione che vi invito decisamente a provare!
Non ho ancora finito le scorte di questo tipo di mandorle cui vi accennavo poc’anzi. Quali altri piatti posso tirar fuori “dal mio cilindro”? Io qualche idea ce l’ho, ma voi cosa mi consigliate?

16 ottobre 2021

Ricettine di fine estate


Passate ampiamente le ferie sono tornato, comme d’habitude, a preparare e sperimentare ricette a cui cerco di dare sempre un pizzico di personalizzazione e, spero, di originalità, almeno rispetto ai miei piatti abituali.
In questo post ve ne propongo ben due, preparate nel mese di settembre.
La prima nasce un po’ per caso: al mercato dove abitualmente mi rifornisco ho visto delle bellissime e attraentissime “papaccelle” (peperoni bassi e schiacciati, assolutamente non piccanti) ed ho subito colto l’occasione per acquistarle e quindi prepararle, visto che non mi capita spesso di trovarle qui a Roma.
Con quelle sottaceto che si trovano a Napoli, tra l’altro, tempo fa avevo preparato una sorta di salsa ketchup da accompagnare a carni varie, in primis gli hamburger.
Questa volta invece quelle fresche le ho preparate ripiene con del tonno e cotte in umido anziché al forno.
Più in particolare ho riempito le papaccelle svuotate e pulite con un impasto composto da pane raffermo bagnato e poi strizzato, del buon tonno in scatola, pomodorini, basilico, prezzemolo, pecorino grattugiato, olio e sale.
Coperte col loro “cappello”, le ho fatto cuocere in un tegame con olio extravergine dopo averle fatte rosolare e sfumare con del vino bianco (prima della cottura, inoltre, le ho cosparse leggermente di colatura di alici nella parte esterna).
Dopo una mezzoretta circa, le papaccelle saranno cotte. Vi consiglio di mangiarle tiepide o fredde dopo che l’impasto interno si sarà rassodato e insaporito.
Un ottimo antipasto, contorno o, volendo, secondo piatto che vi farà rimanere in estate anche se l’autunno sta cominciando a prendere il sopravvento: provare per credere!
La seconda ricetta di oggi proviene invece da una interessante Guida di Repubblica sui meravigliosi Monti Lattari, una zona che è sempre piacevole visitare per le sue meravigliose bellezze naturali ma anche e soprattutto per i suoi notevoli giacimenti gastronomici.
In questa Guida era presente anche la ricetta che vado ad illustrarvi, che da subito mi ha intrigato: delle linguine con estratto di carota e garum (in alternativa potete usare, come io ho fatto, della colatura di alici).


 Si tratta di una preparazione dello chef Francesco Sodano del ristorante Il Faro di Capo d’Orso di Maiori (Salerno), interessante perché la dolcezza dell’estratto di carota ben contrasta e smorza la sapidità e l’acidità del garum.
Ecco come si prepara: ottenere, se avete una centrifuga, del succo di carota (per due persone ve ne serviranno 4-5). In alternativa potete tagliare molto finemente delle carote pulite e frullarle con poca acqua fino ad ottenere un’acqua di carote non troppo densa.
Intanto cuocere le linguine per circa metà del loro tempo di cottura. A parte in padella rosolare dell’aglio tagliato a pezzetti in olio extravergine e sfumare con del vino bianco, aggiungendo poi metà del garum o colatura (12-13 ml).
Aggiungere il succo di carota e finire la cottura delle linguine in questo composto, a cui si aggiungerà successivamente la restante parte di garum e ancora olio extravergine.
Un piatto devo dire davvero strepitoso, ben equilibrato e mediterraneo che conferisce dignità alla materia prima carota, ingrediente troppo spesso marginale nella composizione di diverse ricette.
Avrete notato che ultimamente sul mio blog di carote ho parlato abbastanza (ad esempio qui). Ciò che non ho ancora fatto ma che farò è utilizzare i loro ciuffi che non vorrete certo buttare quando le comprate, perché ci potrete preparare uno splendido pesto o una gustosa frittata. Preparazioni che vedrete a breve (forse, se non troverò di meglio da raccontare) su questi schermi.
Bon appétit!

2 ottobre 2021

Indirizzi gourmet inediti ad Ischia


Quando si va da una vita in un posto, come accade con me ad Ischia, è inevitabile scoprire tanti locali e luoghi inediti, lontani da quelli delle più gettonate zone turistiche.
Può essere sufficiente allontanarsi un po’ dal mare e dalle zone costiere addentrandosi all’interno per conoscere un altro volto di quest’isola, molto più rurale, contadino, con una clientela prettamente locale e prezzi generalmente più abbordabili, mediamente associati ad una qualità dell’offerta più elevata.
Nella zona dei Pilastri, non lontana in macchina da Ischia Porto, ad esempio, ho potuto nel tempo identificare tanti punti di riferimento golosi, costruendomi una piccola mappa di luoghi gourmet di cui vi parlerò in questo post.
Nei pressi dell’acquedotto che apre la zona dei Pilastri, trovate ad esempio un discreto panificio, Masaniello, dove è possibile anche acquistare una merenda da portare al mare (pizzette, rustici, panini napoletani, ecc.) o addirittura dei piatti pronti come la sempre eccellente (in tutta l’isola) parmigiana di melanzane.
Vi ho già parlato poi un paio di post fa della pasticceria Luisa, poco distante dal panificio di cui sopra, dove poter assaggiare un cornetto crema e amarena di buon livello, un discreto caffè e tanti golosi dolci.


Percorrendo da qui in macchina la strada verso Barano, dopo pochi minuti sulla sinistra troverete inoltre una rosticceria da non perdere, chiamata
Carusino: vi colpirà l’area esterna dove non si può non rimanere attratti da uno scoppiettante e luminoso girarrosto, preceduto da una vetrinetta piena di cose buone: fritti (particolare menzione per la frittatina di pasta al coniglio alla cacciatora, qui sotto nella foto), piatti pronti, l’immancabile parmigiana…


Ma qui sono ottimi tanti altri piatti, da gustare anche in servizio da asporto: fantastici primi, golosi secondi (pollo allo spiedo, spiedini, salsicce alla brace, sua maestà il coniglio all’ischitana), panini, squisiti contorni della cucina campana e pizze cotte nel forno a legna.Proprio un indirizzo da non perdere!
 
Locali golosi a parte, va segnalato che nei pressi dell’acquedotto di cui vi accennavo prima c’è anche un bel vivaio dove tra l’altro potete acquistare e portare in città la mitica pipernia. Ossia un timo selvatico da utilizzare classicamente nel coniglio all’ischitana (quasi ogni famiglia nell’isola ha la sua ricetta segreta, ma questa erba aromatica non può mai mancare) ma anche in tanti altri intingoli per lo più a base di carne.


Io ho acquistato la pipernia nell’estate 2020 ed è ancora ben sviluppata nel mio balcone. E con orgoglio la esibisco come uno dei tanti (profumati) souvenir della mia amata isola…

28 settembre 2021

Di pranzetti golosi ischitani


Quando mi reco ad Ischia in estate abitualmente ceno in albergo e allora è a pranzo che mi sbizzarrisco alla ricerca di belle e diversificate esperienze enogastronomiche.
In questo post vorrei quindi raccontarvene alcune, anche per ricordarmi i bei momenti vissuti, ormai ampiamente e purtroppo rimpiazzati dalla routine cittadina.
Della mia estate 2021 ad Ischia voglio menzionare almeno tre belle “food experience”, una in un locale che non conoscevo, una in un luogo dove sono tornato con piacere e l’altra in un ristorante dove mancavo da una vita.
Iniziamo con il locale nuovo per me. Ci troviamo nella stupenda baia di San Montano, in un’area in cui ultimamente fioccano luoghi gourmet di un certo livello. In particolare all’interno dello splendido parco termale del Negombo, che dispone anche di una spiaggia bellissima da apprezzare soprattutto al tramonto, c’è un posticino davvero incantevole che merita una sosta.


Si tratta della
Trattoria Casa Colonica del Negombo un locale carinissimo innanzitutto per la sua ambientazione e location: sedie e tavoli allegramente colorati, contornati ovunque da prodotti dell’orto (pomodori in primis) che arredano deliziosamente questo ristorantino posto sotto una fresca veranda.



Qui si possono apprezzare tanti piatti sfiziosi della cucina campana, magari tenendosi un po’ leggeri per lasciare lo spazio ad uno splendido bagno pomeridiano. Assaggiate le loro buonissime melanzane grigliate marinate all’arancia con aceto balsamico e non perdetevi una meravigliosa zuppa di cozze (denominata “il cozzaro nero”) al vino rosso (strano, vero?) ornata di croccanti crostini e da uno spettacolare basilico locale (non mi stanco mai di dire che il basilico degli orti ischitani è un fuoriclasse, di un altro pianeta!).



Altro posto mitico dove sono tornato con piacere è il ristorante da
Ida, sulla bellissima spiaggia dei Maronti, con vista sulla fascinosa penisola di Sant’Angelo. Alcune estati fa in questo locale apprezzai molto la specialità della casa, degli spaghetti alle vongole con pangrattato e pinoli tostati ma questa volta, assaggiando altri piatti, ho avuto la conferma di tornare in un posto garantito e sicuro sulla buona riuscita di un pranzo. Qui ho apprezzato delle davvero ottime cozze grigliate (la grigliatura consente di rilasciare al sughetto che si forma un sapore di affumicato inimitabile, provatele se vi capita!) e delle linguine ai totani davvero gustose, color rosso acceso (le chiamerei quasi “red passion”), con ben in evidenza tutte le parti del totano stesso, dalle diverse consistenze.


Sono tornato infine, dopo tantissimo tempo, in un luogo della mia infanzia ad Ischia Porto, il ristorante 
Alberto, dove, les pieds dans l’eau, con tanti familiari e amici componevamo delle enormi e conviviali tavolate, degustando buonissimi piatti a base di pesce.


Oggi questo ristorante non è più una semplice trattoria di mare come era allora, ma un luogo molto più elegante che propone una cucina mediterranea e di pesce che strizza l’occhio ad un po’ d’innovazione, risultando così più al passo coi tempi.
Qui ho apprezzato molto degli spaghetti “a vongole” con dei piccoli e gustosi peperoncini verdi e polvere di tarallo davvero molto intriganti, seguiti da dei croccanti fiori di zucca ripieni di ricotta che consiglio vivamente.



Questi sono solo alcuni suggerimenti relativi a ristoranti isolani degni di nota. Ve ne segnalerò molti altri, perché ad Ischia negli ultimi anni il livello qualitativo della ristorazione sta crescendo notevolmente e in modo esponenziale, trainato anche da noti chef stellati. E sono fiero di potervene parlare, sia per il piacere in sé di farlo sia affinché ciò sia noto ad una platea di intenditori più ampia possibile.

12 settembre 2021

Non solo Calise: i migliori cornetti ad Ischia


L’anno scorso la mia estate ischitana fu caratterizzata anche da una mia “indagine pratica” sulla migliore “zingara” dell’isola (ne ho parlato qui). Fu un esperimento molto divertente che mi portò a scovare locali inediti dove questo street food era preparato in modo divino.
Quest’anno mi sono invece dedicato ai mitici cornetti ischitani, perché ad Ischia i cornetti buoni si possono mangiare in tanti ottimi locali e non solo in quello più rappresentativo ed “istituzionale”, la pasticceria Calise.
Ho così cercato, limitandomi però alla zona di Ischia Porto/Ischia Ponte e dintorni, di trovare altri luoghi in cui la colazione mattutina (o il post serata, perché no) possa essere davvero ottimamente allietata da un cornetto degno di questo nome.
Tra i vari miei assaggi posso senz’altro citare tre posti molto meritevoli, mentre mi ha molto deluso un locale sul quale avevo grandi aspettative poi disattese e che non citerò in questo post.
Ecco allora i tre locali che ho selezionato, elencati in ordine decrescente, dal terzo gradino al (mio) vincitore di questa estate (tutti gli indirizzi sono facilmente reperibili sul web).

3 - Pasticceria Luisa: siamo in località Pilastri, non lontano in macchina dalle zone centrali di Ischia Porto. In questa pasticceria, situata un po’ in basso rispetto al piano strada, è piacevole sedersi con calma al fresco a bere un buon caffè. Ovviamente accompagnato da un buonissimo cornetto. Un cornetto non troppo colorito in superficie, ma di gran sapore e morbidezza, ripieno lungo tutta la sua lunghezza, senza spazi vuoti. Ottima la sua crema, che ben si accorda con una buona qualità di amarena. Voto: 7,5


 2 - Bar pasticceria Vittoria: ci troviamo in piena piazzetta, nei luoghi del passeggio e della movida ischitana, a ridosso del corso principale di Ischia Porto. Il locale è sempre pieno a tutte le ore del giorno e della notte e tra i suoi prodotti di punta figura senz’altro il suo mitico cornetto. Un godurioso prodotto di grandi dimensioni, gonfio, caratterizzato da una buona e friabile pasta esterna, leggermente caramellata che ricorda il mio cornetto ideale (mangiato in quest’isola tanti anni fa in un bar che oggi non esiste più e dal gusto che non ho più ritrovato). Di buona fattura e di giusta quantità la crema interna. Voto: 8


 1 - Pasticceria Buono: la strada che porta da Ischia Porto a Ischia Ponte è piacevole anche perché si incontrano tanti negozietti gourmet che allietano la passeggiata. Tra questi vi è questo bar-pasticceria-gelateria che prepara un cornetto ben gonfio e a mio avviso davvero notevole. Gustatelo caldo per apprezzarne tutta la sua fragranza, oltre che il suo giusto grado di colorazione e cottura, la sua goduriosa e opulenta grandezza, restando al tempo stesso leggiadro, per niente pesante, con un’ottima crema ed un’amarena dal sapore ricercato. Voto: 8,5


 Questo quindi è il mio podio. Non ho ancora assaggiato il cornetto di Calise ora che ha cambiato gestione, ma dò per scontato che sia sempre molto buono e quindi aggiungerei a questa lista anche questo nome ben noto. Aggiornerò comunque questa classifica man mano che assaggerò altri nuovi (per me) cornetti ischitani.
Posso comunque dire che in generale a Ischia la qualità media dei cornetti è (molto) alta e che questa tipologia di cornetto che si prepara nell’isola è il genere che preferisco in assoluto. E che non trovo da nessuna parte, neanche lontanamente, a Roma, città dove vivo.
Detto ciò, buona colazione a tutti e soprattutto buon rientro dalle vacanze e buon anno!

15 agosto 2021

Zuppa fredda di carote al cumino con petit toasts di pane carasau al Roquefort


 Col caldo eccessivo di questi giorni viene davvero poca voglia di preparare piatti che implicano lunghe cotture ai fornelli. Allora cosa c’è di meglio di un ottimo gazpacho o di una soupe glacée o froide?
Di ricette ne ho a iosa sul tema, grazie alla mia creatività (sono modesto, eh?) ed anche perché qualche anno fa a Tolosa ho comprato un libro bellissimo che riguarda giustappunto il fantastico mondo dei piatti estivi freddi.
La ricetta di oggi è un po’ un mix di diverse preparazioni presenti nel libro ed è precisamente una zuppa fredda di carote aromatizzata al cumino, servita con dei piccoli crostini di pane carasau (variante ideata da me) e Roquefort.
Per la zuppa di carote occorre pulire delle carote (6-7 per due persone possono bastare) e tagliarle a rondelle. In una casseruola intanto far andare della cipolla (o dello scalogno) e dell’aglio in olio extravergine.
Aggiungere le rondelle di carote e coprire con del brodo vegetale (in alternativa aggiungete dell’acqua e profumate con degli odori che poi toglierete quando le carote sono cotte).
Quando le carote saranno cotte (ci vorranno 20 minuti-mezzora) frullare il contenuto della casseruola con un mixer regolando di sale, pepe e aggiungendo del cumino.
Dopo che la crema di carote si sarà rinfrescata, farla ben raffreddare ulteriormente in frigorifero per almeno due ore.
Servire quindi la zuppa di carote in delle ciotoline guarnendo con delle noci tritate ed erba cipollina fresca.


 La zuppa, dal sapore fondamentalmente dolce ma anche speziato, si accorda bene con un sapore forte come può essere quello del formaggio Roquefort. Io l’ho servito su piccoli “toast” di pane carasau, ma potete usare anche dei cornettini salati, dei rusticini o delle girandoline tutti preparati con pasta sfoglia e ripieni di Roquefort.
Si tratta di un piatto completo ed unico che può fungere tranquillamente da pranzo estivo al mare.
Poi dipende da quanto in genere mangiate, anche in estate… Oggi inoltre è Ferragosto e so già che vi scatenerete…
Un buon Ferragosto gourmet a voi tutti allora e raccontatemi su cosa vi siete orientati nel vostro pranzo. Piatti più o meno tradizionali? Pietanze più o meno digeribili? Carne o pesce? Let me know ;)

9 agosto 2021

Polpette di ceci alle erbe aromatiche


 Oggi vi propongo un’altra ricettina sfiziosa tratta dal magazine di Conad “Bene Insieme”, che come ormai sapete consulto spesso.
Si tratta delle polpette di ceci alle erbe aromatiche che non avevo mai preparato, anche se da tempo avevo in mente di realizzare delle polpette vegetariane con qualche legume.
Dico subito che queste polpette devono necessariamente essere accompagnate da una salsa (quella proposta qui o altre che vi piacciono) perché mangiate da sole possono risultare eccessivamente asciutte.
Poiché la pigrizia estiva sta prendendo il sopravvento, pubblico ingredienti ed esecuzione della ricetta sotto forma di foto, che sono state tratte direttamente dal magazine.
Una di esse è anche leggermente macchiata, identificando l’utilizzo “vissuto” della rivista di cucina. Che sa quindi un po’ di vecchio ricettario che in quest’epoca estremamente social (anche troppo a mio avviso!) non guasta per niente. ;)
Ecco allora gli ingredienti necessari per realizzare questa ricetta:


 Questi sono invece i passaggi per la realizzazione delle polpette (ignorate la parte relativa alle patate che non ho preso in considerazione questa volta):


 Le polpette che si ottengono sono davvero gustose e sono da proporre o come secondo piatto o in alternativa come finger food (magari in questo caso fatele più piccole) da aperitivo o antipasto.
Servitele con della salsa yogurt fatta con dello yogurt bianco naturale condito con un poco di (buon) olio extravergine (attualmente ho in casa un ottimo Dauno Dop), sale, pepe ed erba cipollina.
Bon appétit!

30 luglio 2021

Elogio dei pescatori, i contadini del mare


 Sono sempre molto felice quando in una località di mare scorgo dei monumenti o delle opere artistiche dedicati ai pescatori.
E’ il giusto riconoscimento ad un mestiere molto faticoso e pieno di sacrifici, che mi affascina molto e che ci dona tanti ottimi prodotti di diverse e variegate tipologie.


 E’ per questo che amo il pescaturismo che spero si sviluppi (molto) di più per apprendere qualche trucco del mestiere dei pescatori, vivere l’emozione della pesca e soprattutto conoscere le loro storie, sempre legate a fil doppio al mare (per tacer delle loro ricette, più o meno segrete).
Tornando ai monumenti ai pescatori uno di essi, inaugurato ormai più di tre anni fa, l’ho trovato ad Anzio, nei pressi del porto. E’ rappresentato da una statua di un pescatore che raccoglie la sua rete, mentre al di sotto di essa figura l’immancabile immagine che evoca la protezione divina e dei santi all’attività della pesca in mare.


 E voi quale monumento ai pescatori avete il piacere di ricordare? Sarebbe bello censirli… Fatemi sapere nei commenti sotto a questo post o su Facebook. A presto!

25 luglio 2021

Finalmente ho assaggiato la Catalanesca del monte Somma!

 
Me ne parlava tanto mio padre di quest’uva che risale, sembra, al 1500. Ne ho letto sul web, sulle Guide vinicole del Gambero Rosso e consultando il disciplinare della relativa Igp.
Ero allora molto curioso di assaggiare il vino proveniente da questo vitigno che prende il nome di Catalanesca, perché importato dalla Catalogna da Alfonso I d'Aragona.
Un vitigno che si presta sia ad essere destinato alla vinificazione sia al consumo fresco come uva da tavola, con una produzione che avviene esclusivamente in alcuni comuni vesuviani e precisamente nel versante nord occidentale del monte Somma.
Detto ciò, ho avuto occasione di assaggiare il relativo vino (dal colore giallo paglierino e dal sapore secco) quasi casualmente, pranzando in un’ottima osteria non lontana da casa mia, “La Massaia” (zona EUR-Torrino).
Più nello specifico, ho degustato il Katà Catalanesca prodotto dalle Cantine Olivella, da uve al 100% Catalanesca, un vino perfetto per questa stagione: fresco, abbastanza leggero (almeno apparentemente) e piacevolmente aromatico con sentori di lime, albicocche secche e frutta esotica.
Mi aspettavo che avesse più corpo, ma è un vino decisamente gradevole che si sposa molto bene con i piatti di pesce che inevitabilmente capita di assaggiare in questo periodo. Vi consiglio quindi vivamente di provarlo!
Chiudo con una curiosità. Tempo fa ho scritto un post in cui parlavo degli antichi mestieri degli ambulanti napoletani. Ebbene, nel libricino che ho recensito si parla anche dei venditori di uva e la Catalanesca viene citata come un prodotto dai grappoli dorati e grossi acini, che si vendeva e consumava ancora fresco all’arrivo del venditore.
Buona estate a tutti!

1 luglio 2021

Compleblog di Le Franc Buveur: e siamo a 14!

Foto tratta dal sito www.figc.it
Federico Chiesa con il suo numero 14 ci ha portati ai quarti di finale.
Lo stesso 14 è il numero di anni che ha compiuto il mio blog alcuni giorni fa.
Allora auguri Le Franc Buveur e avanti tutta!
Un caro e affettuoso saluto a tutti i miei affezionati lettori e a presto.

5 giugno 2021

Lo charme della Bretagna, tra affascinanti fari e pittoreschi villaggi di pescatori

 
Video by Tourisme Bretagne


Mi ritrovo ancora una volta, con piacere, a parlare della Bretagna su questo blog.
E’ la regione che amo di più tra quelle francesi, perché coniuga tante mie passioni come il mare che qui è profondamente diverso dal Mediterraneo, la natura che si esprime a quelle latitudini alla sua massima potenza, la gastronomia, i frutti di mare, la forte vocazione velistica.
Nel video introduttivo a questo post avrete avuto modo di capire, sia pur in pochi minuti, quanto attraente possa essere questo spazio di terra collocato a nord ovest della Francia: c’è appunto il mare e l’oceano che imprimono la loro forza positiva e benefica, ci sono incantevoli borghi, impervie rocce a picco sul mare, fari, alghe, ostriche, verde, leggende, cultura. C'è insomma davvero tutto per una vacanza indimenticabile.
Ho scritto molto in questi anni di Bretagna, dicevo. E allora nel post di oggi mi vorrei concentrare su alcuni aspetti specifici legati alla Bretagna. In particolare quelli connessi ai suoi tanti fari, che hanno uno charme impareggiabile, e ai pittoreschi villaggi di pescatori, che punteggiano alcune zone costiere (tutti i luoghi consigliati sono localizzati nella cartina che segue).


 Per quanto riguarda i fari, per i quali esiste una specifica “strada” in Bretagna, ne ho visitati di bellissimi e vi invito a vederne il più possibile in un vostro prossimo viaggio in questa regione. Quello che più mi attrae è il
faro di Saint Mathieu, di colore bianco-rosso, situato in una delle punte più occidentali della regione (si veda cartina) e precisamente a Plougonvelin. Qui il faro, costruito nel 1835, si innalza dalle rovine di un’antica abbazia e, per arrivare fino alla sua cima da cui si gode di un superbo panorama, occorre salire 163 gradini.


Consiglio di visitarlo quando il tempo non è bellissimo, perché ha un fascino incredibile (la Bretagna è bella anche e soprattutto quando il tempo è piovoso!) tra venti forti, acque color pece e alte onde che avvolgono impetuosamente le scogliere e il faro stesso. In ogni caso con il bel tempo, il panorama, dalla Pointe du Raz all’isola di Ouessant, è altrettanto spettacolare.
Proprio ad Ouessant, isola posta alla confluenza tra Oceano Atlantico e Mar del Nord che consiglio vivamente di visitare, è possibile ammirare tantissimi altri fari, presenti in gran numero e fondamentali perché il tempo ed il mare non sempre sono clementi in questa zona. Qui è da menzionare l’antico (in funzione dal 1700) faro dello Stiff composto da due torri, una con la sua lanterna, l’altra con le scale. Lo Stiff si affaccia sulle onde e sul mare di Iroise a 90 metri di altezza ed è stato recentemente ristrutturato. Ad Ouessant, inoltre, merita una visita il Museo dei Fari e segnali marittimi.
E’ bellissimo anche il faro, stavolta collocato lato Mar del Nord, posto alla fine dell'itinerario che collega l’elegante Perros Guirec e Ploumanac’h, antico villaggio di pescatori, a Trégastel, percorrendo a piedi un affascinante sentiero chiamato “sentier des douaniers”. E' il faro della Cote de Granit Rose, dallo speciale colore marrone/rosa che ben si accorda con quello delle scogliere.
Sono da menzionare anche altri due fari che non conosco ancora. Uno è il faro dell'Ile Vièrge, un gigante di granito alla cui sommità si giunge dopo aver salito ben 365 gradini. Ci troviamo a Plouguerneau sul Mar del Nord, ed il faro in questione, da cui godrete di una magnifica vista, è il più alto d’Europa.
Ultima segnalazione riguarda il faro di Trézien, che si affaccia sull’Atlantico e si erge a 500 metri dalla riva, non lontano dalla Punta del Corsen, ai piedi della quale si incontrano le acque della Manica e dell’Atlantico. Centoottantadue gradini portano il visitatore nel punto più alto del faro, ad un’altezza di 37,2 metri dai quali in lontananza si possono scorgere i contorni dell’arcipelago di Molène e Ouessant.

Alcuni pittoreschi villaggi di pescatori della Bretagna


Con i loro colori pastello, le loro stradine e pontili i piccoli porti bretoni hanno oggettivamente uno charme senza pari. Ve ne descrivo brevemente alcuni, tra i più pittoreschi della regione, quasi tutti situati nella costa atlantica.

Saint-Goustan - Il porto di Saint-Goustan, a Auray nel golfo del Morbihan ha conservato il suo carattere medievale, con il suo ponte di pietra, le sue banchine in pavé e le sue case a graticcio. Situato in fondo al fiume Loc’h, questo antico porto di pesca e di commercio si presta a lente passeggiate percorrendo le sue pendenti stradine, ritrovo di artisti, con caffè e crêperie che lo animano allegramente.
Doëlan è un altro luogo da consigliare. Ben custodito dai suoi due fari, uno rosso e uno verde, il porto di Doëlan si colloca in un profondo estuario della costa sud, tra verdi colline, su cui risaltano le casette bianche, e il mare. Qui si pratica una consolidata attività di pesca su piccola scala. Non perdetevi allora, a fine pomeriggio, il rientro dei pescherecci, con la possibilità di acquisto di pesce e crostacei.
Sauzon è poi l’emblema di un porticciolo bretone. Situato a nord-ovest della splendida isola di Belle-Île-en-Mer, Sauzon colpisce immediatamente il visitatore per le sue banchine punteggiate di gabbie e reti da pesca, che si abbinano a case color pastello, dipinte con la stessa vernice utilizzata per le barche. Non mancano dei bei velieri, da ammirare preferibilmente con la calma che qui regna fuori stagione.
A Camaret, situato alla punta di una penisola protesa nell’Atlantico è da visitare il cimitero delle barche, testimoni di un passato legato alla pesca all’aragosta. Lungo le banchine, caffè e ristoranti dalle facciate colorate vi attendono per una pausa, di fronte a graziose imbarcazioni e alla danza dei gabbiani.
Da Dahouët, porticciolo non lontano da Saint Brieuc sul Mar del Nord, si partiva un tempo per raggiungere Terranova e l’Islanda, per la pesca dei merluzzi. Oggi questo porto non ha perso nulla del suo fascino: godetevi ad esempio una passeggiata lungo la banchina di Terras-Neuvas, costeggiata dalle ricche case degli armatori. E per tornare indietro nel tempo, imbarcatevi sulla Pauline, scialuppa dalle vele rosse e simbolo del porto.

Potrei parlare ancora molto della Bretagna, ma per oggi mi fermo qui. Chiudo solo dicendo che ora che pian piano vi sono speranze più concrete di tornare a viaggiare, non vedo l'ora di ricominciare a farlo proprio in questa splendida terra. Chissà che ciò non accada proprio quando dalla Bretagna alla fine di questo mese partirà il mio amato Tour de France...