Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

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24 febbraio 2026

Un 2026 pieno di interessanti eventi in Francia


L’anno scorso ho visitato molte zone della Francia che non conoscevo: Nord della Corsica, Nantes, Les Sables d’Olonne, Ile de Ré

Ovviamente anche nel 2026 ho intenzione di proseguire nella scoperta di luoghi inediti francesi o di tornare in posti d’oltralpe dove sono stato bene in passato e che vorrei riscoprire.

Uno spunto per tante idee al riguardo, comme d’habitude, proviene senza dubbio dalla consueta presentazione alla stampa, da parte dell’Ufficio del turismo francese, degli eventi e delle proposte di vacanza nel territorio transalpino.

Da tale presentazione, tenutasi a gennaio-inizio febbraio prima in presenza e poi online, sono come di consueto emerse tante novità che interesseranno nell’anno in corso la mia amata Francia. Tutte le regioni, le città, le destinazioni di montagna del Mediatour Francia 2026 hanno proposto infatti tante idee innovative e creative per un weekend, una vacanza, un viaggio.

Un invito che non si può non raccogliere, nel segno della natura, dell’arte di vivere e della sostenibilità.

Ecco gli eventi da segnalare che ritengo più interessanti nelle diverse regioni: 

In Alvernia-Rodano Alpi è prevista una nuova straordinaria esperienza denominata “Dalla fattoria al piatto”, con una giornata alla scoperta del Beaujolais. Il programma prevede una mattinata di visite a un mercato per acquistare vini ed effettuare degustazioni, seguita da un pranzo al sacco con tappa a Lione per un laboratorio di cucina con uno chef. E per finire, una cena con abbinamento vini. 

Explore Savoie propone un’idea green: le vie verdi della Savoia per scoprire la regione in bicicletta. 

Grande Est: vi segnalo in questo caso, "Le 3", il nuovo complesso enoturistico nel cuore di Reims. Progettato dalla Maison di Champagne Thiénot, "Le 3" è un'esperienza immersiva sensoriale dedicata alla scoperta dello Champagne, con un alloggio originale in un boutique hotel con 12 camere e una suite. 

Nancy nel 2026 vivrà un anno Art Nouveau. Capitale francese di questo movimento, la città rende omaggio a Émile Gallé, figura visionaria dell'École de Nancy, attraverso una mostra eccezionale al Museo di Belle Arti. Per prolungare l'esperienza, sono consigliate anche delle visite guidate dedicate, per scoprire l'Art Nouveau in città. 

Ad Amiens sono attese grandi mostre e… un nuovo pass. A tale ultimo proposito, per scoprire Amiens e i suoi dintorni, è stato ideato un pass digitale a prezzi vantaggiosi per accedere a siti iconici come la Cattedrale, la Casa di Jules Verne e il Museo della Picardie. 

A Digione vale la pena di visitare le Caves Vaubanun'eccezionale enoteca che vanta ben 650 bottiglie di vino, champagne e liquori. Il ristorante La Table propone un menù raffinato ed è possibile soggiornare in due eccezionali suite, dalla vista mozzafiato sulla piazza più bella di Digione. 

La Normandia sta rafforzando la sua strategia per un turismo più equilibrato e sostenibile con il progetto "Turismo 4 Stagioni", per ampliare l'attrattività della regione tutto l'anno divenendo così una destinazione vivace, accessibile e creativa. 

Le Havre-Etretat celebra il centenario della morte di Claude Monet. Al MuMa si svolgerà una grande mostra per ripercorrere l’opera di Monet a Le Havre nel corso del festival “Normandie impressionniste” che si terrà dal 5 giugno al 27 settembre, e che riguarderà gli anni della giovinezza del noto artista francese in questa città. 

Nella Touraine del Sud una novità è il percorso ciclabile La Bikette Berry-Touraine che parte da Chinon e dalla fortezza che domina i vigneti ed arriva a Richelieu, Crissay-sur-Manse; poi sulla Voie Verte ci si può inoltrare nel Parco Naturale Regionale della Brenne, con i suoi mille stagni, fino a raggiungere Argenton-sur-Creuse, la piccola Venezia del Berry. 

A Nantes, la città più creativa di Francia, è prezioso il Nantes Pass che dà accesso a musei, mostre, visite guidate, crociere, eventi sociali e degustazioni. Sono cinquanta i servizi ad accesso gratuito, con trasporti illimitati, inclusa la navetta aeroportuale. 

Il Museo della Marina festeggia i 400 anni e li celebra con una serie di mostre in tutte le sue sedi (Port-Louis, Brest, Rochefort, Parigi) incentrate su un tema comune: gli abissi. 

Alla Maison Caillebotte, “l’altra Giverny”, uno dei principali siti impressionisti francesi, nel 2026 tra il 9 maggio e il 18 ottobre, saranno presentate due mostre:

- Alla Ferme Ornée, “La natura non è una scenografia”, con un focus sui paesaggi da Monet a sette artisti contemporanei.

- All’Orangerie, “Artisti e modelle”, del pittore contemporaneo Dominique Renson. 

La Nouvelle Aquitaine nel 2016 celebra i suoi 10 anni con eventi culturali e turistici eccezionali, tra cui i 10 anni della Cité du Vin a Bordeaux e della Cité internationale de la tapisserie ad Aubusson; saranno celebrati inoltre i 100 anni dalla scomparsa di Claude Monet e i 150 anni dalla morte della scrittrice George Sand. 

A Sarlat e nel Perigord Noir l’iconico Castello di Beynac nella Valle della Dordogne è stato recentemente arricchito con nuove sale aperte al pubblico: una spettacolare sala per banchetti e una sala della musica. 

A Perpignan a settembre ci terrà il Festival Internazionale di Fotogiornalismo “Visa pour l’Image” che farà di questa cittadina la capitale mondiale della fotografia per due settimane. 

Due eventi unici per il 2026 a Marsiglia: il 15 e 16 marzo si terrà il Bocuse d’Or al Parc Chanot. Per la prima volta dopo molti anni, Marsiglia ospiterà questo evento imperdibile. Venti squadre di chef da tutta Europa si sfideranno per partecipare alla finale mondiale in programma a Lione nel gennaio 2027. L’evento sarà aperto al pubblico. Il 19 e 20 giugno, poi, si terranno le semifinali Top 14 allo Stade Vélodrome: le quattro migliori squadre francesi di rugby si affronteranno in questo leggendario stadio. 

La vivace scena culturale di Aix-en- Provence è arricchita da una nuova offerta gastronomica. Lo chef stellato Pierre Reboul si è unito al ristorante gourmet dell’Hôtel Renaissance, mentre la brasserie dell’Hôtel Saint-Christophe ha riaperto dopo diversi anni, conferendo nuova vita a un luogo iconico del centro. Nei dintorni di Aix, poi, vigneti, tenute e ristoranti invitano a scoprire la cucina mediterranea, il vino e i prodotti locali. 

Nel Luberon, cuore della Provenza, tra le cose da segnalare vi è un nuovo Festival ciclistico, il festival Cigales & Guidons, un mix di vino e ciclismo, previsto per settembre. Inoltre in questa zona a maggio durante le festività dell’Ascensione si terrà il Lub’art Fest, un festival di street art. 

Tante novità a Nice-Cote d’Azur. Il famoso Carnevale di Nizza celebrerà, per la prima volta nella storia, La Regina (“Viva la Regina”, dal 15 febbraio al 2 marzo). Nizza sarà inoltre città di arrivo del Tour de France femminile 2026 il 9 agosto prossimo. E poi vale la pena di visitare i Musei Marc Chagall e Matisse, con esposizioni anche temporanee da non perdere. 

In Corsica, oltre al mare e alla natura del Parco Regionale, anche le esperienze enoturistiche rappresentano un’attrattiva, tra i vigneti più famosi (i vini di Patrimonio, la Dop Calvi-Balagne) e la scoperta di cantine e vini oggi sempre più spesso bio. Per quanto riguarda il food, l’iniziativa “Bienvenue à la Ferme” conta più di ottanta giovani agricoltori aderenti con i loro prodotti tipici; ed un nuovo marchio "Gusti di Corsica" promuove le filiere corte con l’obiettivo anche di contrastare la standardizzazione dei prodotti alimentari. 

Sempre in Corsica, al Domaine de Murtoli, sono offerti soggiorni nel segno dello sviluppo sostenibile. Siamo in un’oasi di lusso e autenticità tra natura incontaminata, coltivazioni agricole, cucina regionale, vigneti biodinamici, con un’economia circolare concreta e consolidata dove tutto viene riciclato. 

Tra le novità del Pays des Ecrins, infine, segnalo che il 22 marzo la stazione sciistica di Pelvoux-Vallouise ospiterà un nuovissimo evento sportivo: il triathlon sulla neve, una sfida unica che unisce ciclismo, sci alpinismo e trail running nel cuore del dipartimento degli Écrins, in un territorio spettacolare tra villaggi arroccati, foreste, punti panoramici e impervie vette. 

Per ulteriori informazioni: Atout France in Italia - Barbara Lovato – barbara.lovato@atout-france.fr

28 ottobre 2017

Il Tour 2018 presentato a modo mio


E’ stato svelato la scorsa settimana il nuovo percorso del prossimo Tour de France, che si terrà nel territorio transalpino a partire da luglio 2018.
Da grande appassionato di ciclismo mi piacerebbe descrivervelo tecnicamente, ma non lo farò in modo eccessivo al fine di non tediare chi di questo sport non ne sa molto o non vuole interessarsene. Al contrario, cercherò di parlarvi anche di alcuni aspetti paesaggistici ed enogastronomici di questo appuntamento annuale pieno di fascino.
Cominciamo col dire che il Tour 2018 partirà dalla bella regione della Vandea il prossimo 7 luglio. Una zona che si trova appena al di sotto della Bretagna e che è una incantevole lingua di terra sospesa tra terra e mare, "abituata" a grandi eventi sportivi come il Vendée Globe (gara velistica che attraversa impervi mari di tutto il mondo, date un’occhiata al bel video linkato qui).
In Vandea si svolgeranno ben quattro tappe e si potranno ammirare paesaggi molto diversi e attraenti. La prima tappa, ad esempio, partirà da Noirmoutier-en-l’Île con attraversamenti lungo il mare di splendidi luoghi vacanzieri come Les Sables d’Olonne, nei quali il vento può giocare brutti scherzi ai corridori.
Successivamente il Tour approderà nella mia Bretagna, toccando Quimper, Brest e anche il Mur de Bretagne, asperità di non poco conto per i corridori (per chi ne sa un po' di ciclismo, questa salita è denominata "l’Alpe d’Huez de Bretagne"). In queste giornate si respirerà aria di classiche delle Ardenne, con gli specialisti delle corse di un giorno che si daranno battaglia. Dal punto di vista turistico Quimper è da visitare anche per la sua bella cattedrale gotica, mentre Brest è una affascinantissima città di mare dell’estremo Ovest, una finis terrae, un posto oltre il quale finisce la terra ed inizia l'immenso del mare. Brest è anche famosa per una vecchia gara ciclistica, la Paris-Brest, da cui nacque anche un delizioso dolce che prende proprio questo nome.
Il percorso del Tour porta poi a Chartres (anche qui merita la visita la sua cattedrale) e via via verso le regioni del Nord, toccando Amiens in Picardia e Roubaix. Qui il Tour non poteva non percorrere i sassi del suo mitico pavé (sono previsti quasi 22 km su tale "terreno") che hanno reso "immortali" i ciclisti che sono usciti vincitori dal cosiddetto "Inferno del Nord" (denominato così per l’elevata difficoltà di queste strade).
Dopo un giorno di riposo, il Tour approda alle tappe alpine. Potenzialmente spettacolare sarà la Annecy-Le Grand Bornand con il Plateau de Glières su strada in parte non asfaltata (Annecy oltretutto è una splendida località della Savoia situata su un bellissimo lago) e la Albertville - La Rosière, con finale in salita. Ma soprattutto è da sottolineare l'arrivo della successiva tappa sull'Alpe d'Huez, dove tradizionalmente si definiscono nettamente le gerarchie di classifica (e le emozioni per gli appassionati sono sempre tante!).
Seguono poi alcune frazioni di avvicinamento ai Pirenei, non sempre facili, tra cui quella che arriva nella splendida Carcassonne non prima di aver affrontato il Pic de Nore, che offre un panorama eccezionale sui dipartimenti dell’Aude e del Tarn. A Carcassonne il Tour effettuerà anche il suo secondo giorno di riposo. L'occasione sarà ottima per visitare questa splendida città medievale che fa parte del Patrimonio mondiale dell’Unesco insieme al suo bel Canal du Midi (risalente al XVII secolo). E poi qui si bevono ottimi vini e nei dintorni castelli e abbazie sono incantevoli....
Da Carcassonne si approda poi ai Pirenei con una prima tappa che si conclude a Bagnères de Luchon e con l'attraversamento tra gli altri del Col de Portet-d'Aspet. Segue una tappa cortissima (la più corta da 30 anni a questa parte: 65 km!) ma durissima (gli ultimi 16 km sono a più dell'8% di pendenza media) con arrivo sul Col de Portet che ha le caratteristiche per essere definito "il nuovo Tourmalet" (il Tourmalet è una gloriosa e mitica montagna dei Pirenei di cui avevo già parlato qui).
La tappa successiva arriva a Pau, una cittadina bella da vedere e classicamente inserita nelle tappe pirenaiche (con il 2018 sarà la 70esima volta che il Tour la coinvolge, dopo che il suo primo approdo avvenne nel lontano 1930).
Il giorno successivo i corridori ripartiranno da Lourdes, luogo di alta religiosità e di fede (qui trovate al riguardo un mio articolo) che servirà a rinfrancare lo spirito dei ciclisti prima di affrontare montagne arcigne del calibro del Tourmalet, dell'Aspin e dell'Aubisque.
Chiuderà di fatto il Tour l'ultima (forse decisiva) tappa a cronometro che si svolgerà nei paesi baschi (dove da più di dieci anni il Tour non faceva tappa) fino ad Espelette. Questa cittadina è nota ai gourmet per il suo famoso piment, spezia non troppo piccante ed aromatica coltivata da oltre cinque secoli che profuma molti piatti baschi (axoa, biche rôtie, piperade) e che si è imposta nelle cucine dei più grandi chef di tutto il mondo.
La passerella finale sarà poi classicamente a Paris sugli Champs Elysées, dove la maglia gialla del vincitore sarà premiata sotto l'Arc de Triomphe.
Un Tour quindi che sin dalla prima settimana sarà pieno di insidie per i corridori e che si presta ad essere davvero spettacolare dal punto di vista tecnico, comprendendo una grande varietà di percorsi di diversa difficoltà.
Ma lo spettacolo, come sempre, ci sarà comunque con l’attraversamento degli innumerevoli bei paesaggi della mia amata Francia.
Mi recherò ancora ad assistere ad alcune tappe del Tour de France e, come ben sapete, ogni scusa è buona per abbinare alla piacevolezza dell'evento sportivo qualche bella visita dei luoghi circostanti. In questo modo ho scoperto tanti incredibili posti, magari un po' nascosti, di questa bellissima nazione che io amo tanto. Oltre a vivere, ça va sans dire, delle altrettanto eccitanti esperienze enogastronomiche!

26 giugno 2017

Sua maestà il Tourmalet (e il suo Gigante)


Da grande amante del ciclismo e del Tour de France non potevo esimermi dal raccontarvi la mia visita alla mitica vetta del Tourmalet, una delle più gloriose e famose montagne che questo sport coinvolge.
Siamo negli Alti Pirenei e dal paesino di Luz Saint Saveur (uno dei due versanti di ascesa) si comincia a percorrere questa salita lunga circa 20 km, dalla sede stradale ampia ma veramente durissima da affrontare in bicicletta, anche perché sembra non finire mai.
Io l’ho affrontata (per il momento) solo in macchina, ma vi assicuro che i ciclisti dilettanti, abbastanza numerosi sulle rampe del Tourmalet, facevano davvero tanta fatica a salire lungo le sue severe curve.


Un cartello posto in cima sintetizza i numeri di questo colle: 2.115 metri di altezza, 1.275 metri di dislivello, pendenza media del 7,5%...


Sulla vetta del Tourmalet era d’obbligo fare qualche foto alla statua che celebra il primo ciclista (Octave Lapize) che passò su questa salita la prima volta che il Tour de France passò di qui (nel 1910) e alla targa che certifica il raggiungimento dei 2.115 metri di altezza.


La statua di Octave Lapize (denominata “Le Géant du Tourmalet”) in particolare, che rappresenta il ciclista che si alza sulla sella della sua bici, è uno degli elementi della "scultura del Tour de France", sistemata in un’area di sosta dell’autostrada degli Alti Pirenei. Alla fine dell’autunno la statua viene portata a valle, mentre il primo weekend di giugno la sua nuova ascesa in cima è accompagnata da una pedalata celebrativa.
Sul Col du Tourmalet hanno scollinato per primi campioni del calibro di Bottecchia, Coppi, Bartali, Bahamontes, Poulidor, Merckx, Chiappucci, Rominger, Virenque, fino a Thibaut Pinot, primo qui nel 2016 (nel Tour de France di quest’anno, invece, il Tourmalet non sarà percorso).


Gli Alti Pirenei sono ogni anno teatro di grandi tappe del Tour de France e più località di questa zona sono coinvolte in spettacolari, avvincenti e incerte frazioni della “Grande Boucle”.
Oltre al Tourmalet sono presenti quindi anche altre vette rese mitiche dal Tour de France e dai suoi grandi campioni. Va citato, tra gli altri, l’Aubisque, il Peyresourde, l’Aspin, Luz Ardiden e l’Hautacam.
Anche quest’ultima vetta è durissima da scalare, con una sede stradale più stretta rispetto al Tourmalet. E’ una salita lunga 17 km circa che arriva fino a 1.635 metri di altezza, con una pendenza media di circa il 7%. Qualche kilometro prima dell’arrivo in vetta ci si può, volendo, rifocillare in qualche bella auberge immersa nel verde dove è possibile gustare l’ottima e tipica zuppa denominata Garbure (con verdure, cotenna di maiale e grasso di prosciutto) e ovviamente il buonissimo agnello dei Pirenei alla griglia.


A parte il ciclismo professionistico e il Tour de France, le strade degli Alti Pirenei offrono ai cicloamatori dilettanti anche ulteriori itinerari, ambientati in luoghi che spaziano dai versanti collinari agli altopiani, dalle valli alla media montagna con un ottimo gradimento anche paesaggistico da parte di chi pratica questo sport.
A tal proposito, al fine di migliorare continuamente il comfort dei ciclisti, il dipartimento degli Alti Pirenei ha realizzato vari allestimenti tra cui:

- paletti di segnalazione delle vette: ad ogni km di salita un cartello indica la distanza dalla cima, la percentuale di pendenza del kilometro successivo e l’altitudine;
- percorsi ciclo cronometrici: alcune famose vette sono dotate di sistemi di cronometraggio permanente;
- cartelli “condividiamo la strada”: sono presenti dei cartelli per migliorare la condivisione della strada tra ciclisti e gli utenti motorizzati (è da ricordare che queste zone sono sempre più frequentate anche da motociclisti, come ad esempio accade sulle strade del Tourmalet).

Detto ciò, ai fan e ai praticanti del ciclismo non resta che attendere l’imminente inizio del Tour de France 2017 (il 1 luglio prossimo) che sarà immancabilmente anche quest’anno nei Pirenei.
E sarà una festa perché, come sostiene lo scrittore Philippe Delerme, il Tour de France è l’estate e gli attacchi che effettuano i ciclisti, anche e soprattutto in queste montagne, aggiungo io, hanno “il sapore dell’acqua alla menta”…

Per ulteriori informazioni:

Ente Turismo Francese in Italia
Ufficio del turismo di Lourdes
Ufficio del turismo degli Alti Pirenei
Ufficio del turismo Regione Occitania
Aeroporto di Lourdes
Compagnia aerea Albastar

5 febbraio 2014

2014: un anno pieno di grandi eventi in Francia

 
Bollono in pentola, nell’anno appena iniziato, tante novità ed occasioni di viaggio nella mia amatissima Francia. E’ quello che ho potuto constatare in occasione della presentazione alla stampa, da parte dell’ufficio del turismo francese, degli eventi e delle idee di vacanza nel territorio transalpino.
Di tutto ciò non posso che esserne felice, visto che ho in programma, anche quest’anno, di tornare in Francia in varie occasioni.
Durante la presentazione, mi ha colpito l’estrema professionalità dei rappresentanti degli uffici del turismo delle varie regioni francesi, che hanno dato ai presenti utili informazioni e validi consigli di viaggio.
Ecco in sintesi gli eventi che ritengo più interessanti nelle diverse regioni:

Nella Valle della Loira i castelli celebrano i loro più grandi sovrani

Il 2014 è l’anno del cinquecentesimo anniversario della morte di Anna di Bretagna, due volte regina di Francia. Una donna di straordinario potere, che ha saputo essere mecenate delle arti ed esteta e che ha svolto un ruolo chiave nella storia di Francia.
Tutta la Valle della Loira la celebra a partire dal castello di Langeais, dove furono celebrate le nozze con Carlo VIII, fino ad arrivare ai castelli di Blois, Amboise, Loches e al Clos Lucé, dove è vissuta, e a Nantes dove è nata. In programma: mostre, concerti, eventi di festa, visite guidate a tema. Info: www.anne-de-bretagne.net; www.loire-chateaux.org
 
 

Nel 2014 la Normandia festeggia la libertà

Per il 70° anniversario dello Sbarco e della Battaglia di Normandia, tutta la regione si mobilita per rendere onore agli ultimi veterani e celebrare un evento che ha cambiato la storia del mondo. Oltre alla cerimonia ufficiale del 6 giugno 2014 a Ouistreham, alla presenza di molti capi di stato, l’anniversario si declina da marzo ad agosto con un fitto programma di commemorazioni e feste (fuochi d’artificio, balli, parate di paracadutismo, ricostruzione di campi militari …). Tutti gli eventi all’indirizzo www.le70e-normandie.fr
Altro grande appuntamento a mio avviso molto sfizioso (e dove vorrei andare) è (dal 23 agosto al 7 settembre 2014) la 7a edizione dei Giochi Equestri Mondiali, il più grande evento equestre del mondo, per la prima volta ospitato in Normandia, regione dalla lunga tradizione in questo campo.Tutta la regione si mobiliterà: il centro di Caen si trasformerà in un immenso ippodromo per accogliere le gare, che avranno come scenario anche l’Haras du Pin e la baia di Mont-Saint-Michel; vi saranno inoltre prove di horse-ball a Saint-Lô e di polo a Deauville.
Info: www.normandie-tourisme.fr 

Il Nord Pas de Calais apre le porte dei suoi grandi musei

Questa regione è poco conosciuta ma interessantissima, come ho potuto verificare dal mio colloquio con la rappresentante del suo ufficio del turismo.
E’ una regione che ha tante città interessanti da visitare, a cominciare da Lens dove c’è un altro Louvre, che organizza nel corso del 2014 anche grandi e specifiche mostre (ad esempio, Les étrusques et la Méditerranée, incentrata sulla città etrusca di Cerveteri, una grande mostra sul bestiario dell’Egitto faraonico, ecc.).
In questa regione da tempo ho in progetto di fare un viaggetto per vedere dal vivo la gara ciclistica Paris-Roubaix e in quell’occasione vorrei abbinare la mia visita anche a qualche bella escursione sul mare sulla bella costa d’Opale. Segnalo inoltre che a Dunkerque c’è pure un Museo Portuale, che si estende anche su tre velieri ancorati di fronte al museo.
Info: www.tourisme-nordpasdecalais.fr
 
Gli ottimi formaggi francesi al buffet della presentazione; magnifico anche il risotto al Roquefort e gli Champagne!
 
Corsica, il fascino del fuori stagione

Quest’isola, così comoda da raggiungere dall’Italia, è un paradiso per le vacanze estive, ma è splendida da scoprire anche nel fuori stagione: l’estate comincia prestissimo e finisce tardi, in Corsica, e il clima è deliziosamente dolce già in marzo-aprile. La primavera è la stagione della fioritura: il maquis fiorito è uno spettacolo e le più belle passeggiare lungo i sentieri, lungo il mare o nell’interno, si fanno proprio in primavera. Senza dimenticare i riti della Pasqua, particolarmente suggestivi sull’isola, e i festival di primavera.
Splendide escursioni si possono fare anche in autunno, periodo di festival insoliti (come il Festival del vento, il Festiventu, di Calvi), di fiere contadine e di regate sul mare. Info: www.visit-corsica.com 

Aude, un viaggio sull’acqua…nel Medioevo

Andar per canali nell’Aude è un piacere, e in più è possibile navigare, in battello-crociera o in house-boat, nel Canal du Midi, realizzato nel 1667 da Pierre-Paul Riquet, che convinse il re Luigi XIV della possibilità tecnica di collegare Atlantico e Mediterraneo. In questo modo si può scoprire in maniera originale alcuni dei luoghi più belli e autentici di Francia, bordati di alberi secolari, ideali anche per passeggiate a piedi o in bicicletta.
Imperdibile anche Carcassonne, Patrimonio dell’Unesco, una gran bella cittadina medievale scenario di diversi eventi, tra cui l’omonimo Festival.
Info: www.audetourisme.com  - www.tourisme-carcassonne.fr 

Ed infine in questo 2014 vorrei consigliarvi un viaggetto nel Périgord. Io ho in programma di farlo per vedere una tappa del Tour de France, ammirare le sue cittadine e la bella campagna francese e per assaggiare le ricche delizie enogastronomiche di questo territorio (tartufo nero e foie-gras in primis). Quale miglior abbinamento di cose belle?

Per ogni altra informazione:
Barbara Lovato Responsabile Ufficio Stampa e P.R.
e-mail: barbara.lovato@atout-france.fr
ATOUT FRANCE Ente per lo Sviluppo del Turismo Francese
Via Tiziano, 32 -20145 Milano - Tel: +39 02 58 48 655 - Fax: +39 02 58 48 62 22

28 gennaio 2014

A Parigi si può andare per…


Nella Ville Lumière si può andare per tante ragioni, tra cui evidentemente quelle legate allo charme della città e alla bellezza dei suoi monumenti.
Ma quando, come succede a me, capita di tornarci tante volte, c’è sempre qualche ottimo motivo o “scusa” per riandarci ancora in (tante, innumerevoli) altre occasioni.
Con questo pretesto, vi racconto quello che non vi ho ancora detto dell’ultimo mio viaggio a Parigi e che può rappresentare senza dubbio una ragione per tutti voi per andarci/tornarci.
Comincerei col dire quindi che a Parigi si può andare per:
  • vedere la bellissima rue Mouffettard
E’ una stupenda via, conosciuta anche grazie all’amico foodblogger Max. Piena di negozi che vendono le più svariate prelibatezze enogastronomiche, si trova non lontano da Montparnasse e dal quartiere Saint Germain. Percorrerla è un vero piacere: trovate pescherie ricche di ogni ottimo coquillage delle coste bretoni, della Normandia e atlantiche (huîtres e Saint Jacques in testa), oltre che delle freschissime sardine o invitanti escargot, anche già ripiene e pronte da infornare;


 

macellerie che vendono carni fresche (anche con marchio di garanzia Label Rouge) che sarebbe un piacere consumare se solo si possedesse una casetta dove cucinarle; negozi che vendono foie-gras proveniente dalle tipiche zone di produzione, oltre a rosticcerie che fanno venire l’acquolina in bocca (o l’eau à la bouche, come si dice da quelle parti); e poi piccoli e pittoreschi caffè, librerie, negozietti di dischi, di fumetti… Vi segnalo infine anche il vivace mercato di questa pittoresca rue. Insomma, andateci e vi divertirete, ve lo assicuro! 
  • gustare un Paris-Brest in qualche buona pasticceria o boulangerie

Il Paris Brest è un dolce che, ahimè, non si trova facilmente in Italia. E’ a forma di ruota di bicicletta e nacque a suo tempo per onorare una mitica e storica gara ciclistica che prendeva questo nome. E’ un dolce buonissimo che amo molto, a base di pasta choux, ripieno di crema e guarnito con mandorle a scaglie. Provatelo in qualche buon posto di Parigi, come la la Pâtisserie des rêves, con Philippe Conticini che è stato eletto inequivocabilmente re di questa specialità. 
  • andare a vedere una limitrofa tappa del Tour de France
Parigi val bene anche qualche piccola deviazione fuori porta. Mi ricordo anni fa di aver fatto una deliziosa gita a Chatou, dove passa la Senna, a vedere il luogo (fantastico in estate) dove è stato dipinto Le dejeuner des canotiers di Renoir; o di aver visitato la cittadina dove Van Gogh dipinse molti dei suoi capolavori (Auvers sur Oise). Ma voi sapete anche che io sono fou per il ciclismo e quindi nelle mie sortite estive a Parigi inserisco sempre una tappa limitrofa del Tour de France. L’anno scorso sono stato, con poco più di un’ora di TGV, a Tours all’inizio dei Pays de la Loire.
Tours non è una cittadina bellissima, ma ha comunque alcuni posti che meritano di essere visitati, come la Cattedrale o la zona che guarda la Loira.


A parte le belle emozioni del Tour de France, potete comprare del buon Muscadet e degustare alcune tipicità locali. Tra di esse, le Rillettes de Tours (della carne di maiale cotta a lungo nel suo grasso che diventa poi spalmabile) e delle stupende brioche in cui si inietta (avete capito bene!) un ripieno di formaggio fresco e salmone o alla crema di formaggio erborinato.


Degustatele (anche dolci, ovviamente) nella storica Briocherie de la Gare che delizia gli abitanti locali sin dal 1907.
  • andare a Paris Plage
 
Durante il periodo estivo viene creata artificialmente sul lungo Senna una bellissima e lunga spiaggia con tanto di sabbia, ombrelloni e sedie a sdraio. E’ un’iniziativa molto bella, a cui sono legati innumerevoli eventi in continua crescita di anno in anno. Per ogni informazione, date un’occhiata qui. 
  • andare a visitare le “maison” del caviale
Dietro Place de la Madeleine ci sono (oltre al mitico Fauchon) dei lussuosi negozi (quasi uno accanto all’altro) che vendono caviale pregiato. Si entra nel regno del luxury food, in cui non dispiace affatto immergersi per un po’. Qualche nome? Prunier e Caviar Kaspia che hanno anche, in loco o meno, i rispettivi ristoranti.


In quest’ultimo si può acquistare anche dell’ottimo salmone selvaggio al taglio, oltre che evidentemente della vodka di qualità da abbinare perlopiù al caviale, questo magico e lussurioso cibo, che era molto apprezzato dagli zar. Sta a voi (e al vostro portafoglio) poi valutare se effettuare qualche acquisto, non esattamente a buon mercato… 
  • visitare la bella chiesa di Sant’Eustachio a Les Halles…
…e ricordarsi che qui un tempo c’era un grande mercato generale agroalimentare. E chi ci lavorava, nel freddo della notte, si ristorava con una soupe à l’oignon gratinée che proprio qui è nata. Nella chiesa, molto bella, ci sono opere che ricordano la “forte” presenza di questo storico mercato, in un quartiere di cui parlò diffusamente anche Zola ne “Il ventre di Parigi”.


Beh, vi ho dato soltanto alcuni spunti. Sta a voi poi “costruirvi” altre innumerevoli tappe di una Parigi fuori dagli itinerari convenzionali. Raccontatemi la vostra Parigi segreta, perché non si finisce mai di imparare in questa stupenda città, ed io sono tutt’orecchi per annotarmi qualche posticino sfizioso dove poter fare tappa in qualche mio prossimo viaggio. Da soli, fuori dalle guide, come sapete, a volte si fanno scoperte eccezionali!

Ps: ah dimenticavo: può sembrarvi esagerato (sshh, non dite che ve l’ho detto, lo confido solo a voi) ma per me a Parigi si può andare anche per mangiare un Croque Monsieur come si deve ;-)


Ad esempio quello con la besciamella al sidro, buono al punto tale che non ho potuto resistere a dare un goloso morso prima di fare la (doverosa, per un foodblogger) foto che vedete …
Au revoir!

31 maggio 2013

Il mito del Muro di Geraardsbergen

 
La scorsa settimana sono stato nelle Fiandre per un weekend molto divertente all’insegna del ciclismo e della buona cucina, due mie grandi passioni come sapete.
L’occasione erano i festeggiamenti per i cent’anni di una gara-monumento del ciclismo professionistico internazionale che è il Giro delle Fiandre, che si tiene ogni anno più o meno ad inizio primavera ed in occasione delle prime gare ufficiali della stagione ciclistica.
E’ una “classica” che prevede un lungo percorso caratterizzato, in numerosi tratti, dai cosiddetti “muri” (berg in fiammingo) e cioè salite non eccessivamente lunghe, ma dalle forti pendenze, spesso e volentieri in pavé sconnesso ed irregolare.

Un tratto di muro di Geraardsbergen "by night"
E’ una gara tra le mie preferite perché chi vince è davvero un eroe, superando oltre ad ostacoli climatici come la pioggia, il vento, il freddo, il fango anche queste durissime asperità, spesso situate su stradine strette di campagna, che a volte costringono i ciclisti a scendere dalla bicicletta e a “mettere i piedi per terra”.
In occasione del Giro delle Fiandre lungo tutto il percorso si assiepano tantissimi tifosi belgi e fiamminghi per cui il ciclismo è un’autentica religione ed una festa, ma anche tanti fan del ciclismo di molte altre nazioni. L’Ufficio del Turismo delle Fiandre ci ha regalato un libro fotografico che si chiama “Supporters” che narra bene, con le immagini, quella che può essere la passione per il ciclismo per il popolo delle Fiandre e tanti appassionati come me. Nel libro si “legge” nei volti della gente l’attesa del passaggio dei corridori (il “prima”), la forte emozione del “durante”, il bagaglio di colori e di sensazioni accumulato del “dopo”.
Molti hanno definito le corse ciclistiche del Nord Europa come l’Inferno del Nord proprio perché si tratta di impegni durissimi e uscire vincitori da queste gare è appannaggio soltanto dei veri campioni. Chi vince il Giro delle Fiandre non può essere che un campione.
Il nostro Fiorenzo Magni (da poco purtroppo venuto a mancare) vinse questa gara per ben tre anni consecutivi, cosa mai successa nel relativo albo d’oro, e fu per questo definito il Leone delle Fiandre.
 
 
 
Ma ci sono altri famosi campioni (Boonen, Cancellara, Museeuw, Van Petegem) che hanno nel loro palmarès questa dura gara e che sono orgogliosi di averla vinta.
Uno dei “muri” più mitici della corsa è quello di Geraardsbergen (o di Grammont in francese) che è posto a circa 15 km dall’arrivo, che avviene nella bella cittadina di Oudenaarde, di cui vi parlerò nei prossimi post.
Chi transita per primo da solo su questo muro, ha grande probabilità di vittoria della corsa, perché dopo di esso non vi sono più grosse e serie difficoltà di percorso.
Sul muro di Geraardsbergen ci sono stato tanti anni fa, non in occasione della gara ma per capire, percepire ed ammirare la sua terribile pendenza, oltre che per gustare le ottime specialità della zona, le matten taarten (torte di pasta sfoglia ripiene di caglio di latte).
Ci sono tornato la scorsa settimana quando per i festeggiamenti dei 100 anni della corsa lungo tutto il percorso del muro ed in cima ad esso si è svolta la manifestazione “Muro e Mito”.
Con il nostro gruppo a piedi abbiamo percorso le rampe del “muro”. Quanto sarebbe stato duro percorrerlo in bici! Ma la nostra “scalata” è stata molto più piacevole, perché durante il percorso ci siamo fermati a fare fotografie, a bere della buona birra (quella “Van der Muur”) in alcuni stand, a sentire concertini improvvisati, a mangiare le già ricordate matten taarten.



Sui ripidi tratti in pavé abbiamo poi ammirato le sagome colorate dei corridori, riproducenti a grandezza naturale i ciclisti-giocattolo in plastica che un tempo i bambini fiamminghi trovavano nelle scatole di detersivi e che collezionavano con passione.  
 


Tra l’altro questi ciclisti colorati si possono “incontrare” in vari luoghi e lungo gli itinerari del Giro delle Fiandre. Info al riguardo le trovate qui.
Ma torniamo al nostro mitico muro. Giunti quasi in cima, c’è un interessante pub/ristorante ciclistico intorno al quale si leggono informazioni sulle pendenze medie e massime del muro (si arriva ad oltre il 20%!) e sul Giro delle Fiandre (faccio notare anche che lì davanti, il giorno che ci sono stato, si cucinava anche della interessantissima carne alla griglia!)
Dal pub in su, inizia il tratto finale del muro, chiamato Kappel Muur cioè Muro della Cappella, a ricordare che in vetta ad esso si trova una chiesetta molto graziosa e minuscola.


E’ proprio nella zona intorno a questa cappella che si è tenuto uno splendido spettacolo di luci, suoni e immagini dedicato al forte legame tra il Giro delle Fiandre e il muro di Geraardsbergen, protagonista del Ronde van Vlaanderen dal 1950 e teatro di molte battaglie sportive leggendarie.
 


Gli effetti speciali, soprattutto di luce, hanno conferito ad una serata già piovosa, nuvolosa e tormentata un che di misterioso e di magico: uno spettacolo davvero ineguagliabile con fuochi di artificio molto coreografici a chiudere la serata. 


Last but not least, nelle vicinanze del Muro di Geraardsbergen segnalo un ottimo ristorante presente anche nella Guida Michelin ed il cui chef è stato designato Bru Lady Chef of the Year 2013.

 

 Nella cena che ha preceduto lo spettacolo serale presso il Muro di Grammont abbiamo degustato un ottimo salmone selvaggio marinato con ravanelli rossi e formaggio alle erbe fini, una gustosa tagliata di carne con patate, cetrioli, cavolfiori e una superba mostarda all’antica e uno sfizioso dolce di fragole all’arancia, balsamico e gelato al basilico…
 
 
Il tutto innaffiato dai vini sudafricani dell’azienda Stellekaya di cui ho particolarmente apprezzato un Cabernet Sauvignon in purezza del 2005.
Un degno completamento ad una giornata e serata magica!