Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

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31 luglio 2019

Di mercati e luoghi gourmet foggiani


Mi capita ogni tanto di andare a Foggia. E sto cominciando a conoscere questa città che non è certo la più bella località della Puglia, ma che è molto accogliente e a tratti vivace, soprattutto in estate.
L’ultima volta che ci sono stato, al mattino presto, ho avuto modo di fare due passi in un mercato all’aperto situato in una lunga e stretta via a ridosso del centro.


Devo dire che è sempre piacevole curiosare per mercati e mercatini nelle città che si visitano in quanto si scoprono, oltre a prodotti diffusi un pò ovunque, anche tante tipicità locali dagli attraenti colori e profumi, come ho già avuto modo di dire più volte.
In questo mercato, nello specifico, figurano tanti ortaggi, poiché la bella Puglia spicca e si contraddistingue per la sua copiosa e varia produzione orticola. Di conseguenza tutti i banchi hanno in bella evidenza aglio, cipolle, comprese quelle tipiche più piccoline che prendono il nome di lampascioni, ma anche pomodori, peperoni, melanzane, fave, piselli (ho visitato questo mercato nel periodo di loro massimo picco produttivo).



Ottima anche la frutta, con in prima linea delle colorite albicocche, delle polpose ciliegie ferrovia e dei bei limoni del Gargano, dal colore del sole. Non manca inoltre la frutta secca, già sgusciata e raccolta in pratici sacchetti.


In un mercato pugliese che rispetti non può mancare inoltre del buon pesce, in primis le cozze, raccolte in grossi sacchi neri. Tante varietà di pesce fresco presentano poi prezzi di gran lunga inferiori a quelli che si praticano, ad esempio, nelle pescherie di Roma.


Punto di forza di questo mercato è anche l’offerta di gustosi e freschissimi formaggi e latticini, altro campo in cui la Puglia eccelle. Caciocavalli, ovoline, mozzarelline fanno bella mostra nei banchi ma anche nei negozi appena alle spalle dei banchi stessi.


E con l’occasione ho comprato un buonissimo caciocavallo della zona del Gargano, poi assaggiato al mio ritorno a Roma.


In questo mercato potrete trovare inoltre tante erbe aromatiche, tra cui un fantastico e profumatissimo basilico greco, che non è così facilmente reperibile nella mia città.


Passando ai ristoranti che ho avuto modo di visitare, nel tempo, in questo capoluogo vi consiglio, oltre alla già segnalata Ambasciata Orsarese, il locale situato proprio di fronte, Salustri, un elegante e delizioso ristorante-pizzeria.
Qui, in un contesto carino e curato, è un trionfo di tipicissimi antipasti pugliesi a base di verdure e ortaggi (melanzane, zucchine e peperoni ripieni, parmigiane, ecc.) ma anche di ovoline, mozzarelle e frittatine. Tra i primi piatti, si possono mangiare degli ottimi troccoli (pasta fresca tipica del foggiano) conditi in tanti modi tra cui, meravigliosamente, con vongole e crema di fave.
In ultimo vi segnalo anche un posto da non perdere per una buona pausa pranzo, se vi trovate in zona università. Si tratta di un ristorante-tavola calda, anche con consegne a domicilio, che pratica una cucina “come fatta in casa”. Il locale quindi, denominato L’esperto in tavola, prepara tanti ottimi primi della tradizione e non (pasta al forno, al gratin, ecc.), secondi gustosi e contorni a base di ortaggi (in primis la parmigiana), tra l’altro a prezzi davvero onesti.
Da Foggia per oggi è tutto. Appena potrò, vi fornirò nuovi consigli e aggiornamenti.

29 settembre 2017

Bari e i suoi "mìenze zite o furne"


Sono stato a Bari soltanto due volte e in entrambi i casi l'ho visitata solo molto superficialmente, a causa di impegni vari o di transiti verso altre destinazioni. Di conseguenza non sono ancora in grado di scrivere un accurato post su questa bellissima città, di cui prima o poi vorrei però parlare con dovizia di particolari.

La basilica di San Nicola a Bari
La statua di San Nicola
L'ultima volta che sono stato nel capoluogo pugliese, parlando con alcune persone del luogo, ho potuto però ben comprendere quanto la cucina pugliese e quella barese in particolare sia legata al mare e al consumo di particolari specie di pesce. E il modo di mangiarle o cucinarle a volte è decisamente unico e fantastico.

Il bellissimo lungomare di Bari
A Bari ho assaggiato inoltre ottimi piatti (non solo di mare) in qualche buon ristorantino del centro, ma ciò non mi ha soddisfatto appieno, perché sarebbe stato necessario passare in questa città un periodo molto più lungo per degustare con calma tutte le sue prelibatezze.

La mitica tiella di riso, cozze e patate
Sono tornato quindi a Roma con un desiderio enorme di cucina pugliese ancora da soddisfare. In questo la mia fornita biblioteca gastronomica mi ha supportato egregiamente e consultando un libro di cucina della regione ho potuto riscoprire o scoprire tante ottime ricette che via via senz'altro preparerò.
Una però in particolare mi ha colpito sin da subito e prima che l'estate fosse finita mi sono affrettato a prepararla.
Una ricetta della zona barese molto semplice ma che è davvero buona se preparata con ingredienti di qualità. E che tra l'altro mi ricorda molto uno dei miei piatti preferiti dell'estate, quello che io chiamo la "pasta a strati" la cui preparazione potete trovare a questo link (le origini in questo caso sono siciliane o campane).
Ecco invece come si realizza la sopra citata ricetta barese:

Ingredienti:

pomodori San Marzano q.b.
olio extravergine di oliva
100 grammi di Pecorino Romano grattugiato
500 grammi di salsa di pomodoro
500 grammi di mezzi ziti
sale

Cuocere la pasta al dente, condirla con abbondante sugo di pomodoro e più o meno con metà del pecorino. Porla in un tegame da forno oliato e spianarla un pò.
Sulla parte superiore coprire con altra salsa di pomodoro e con il restante pecorino. Coprire ancora l'intera superficie della pasta con i San Marzano tagliati a metà (la parte tagliata deve essere rivolta verso il basso). Salare e oliare la superficie. Far cuocere quindi in forno per una mezzora circa a 180 gradi.


Un gran bel piatto a cui il pecorino dà uno sprint importante e che rientra tra quelli semplici ma buonissimi che a me piacciono tanto.
Viva la cucina barese e pugliese e a presto con altre ricette di questa bella regione!

25 aprile 2017

Una cena in… Ambasciata


Mi è capitato di recente di andare per lavoro a Foggia. E in una gelida e uggiosa serata di inizio primavera, quasi per caso ho scoperto questa trattoria tipica che mi ha davvero sorpreso.
Il locale, che prende il nome di Ambasciata Orsarese, è molto semplice ma è abbellito all’ingresso da un antico cucinino a legna e da larghe pagnotte prodotte dai proprietari; in un’altra sala, panieri pendenti, vecchie foto di vita contadina e una bicicletta sospesa arricchiscono e arredano l’ambiente.
E’ un locale dove non si può scegliere cosa mangiare e in cui quindi occorre affidarsi esclusivamente a quanto prepara lo chef. Ma si tratta sempre di cibi molto graditi dalla clientela, perché la filosofia del locale è orientata alla massima soddisfazione degli ospiti. Che si persegue utilizzando prodotti locali ma anche di altre zone e adottando una cucina contadina e del territorio che può sconfinare in qualche piacevole innovazione.


Il personale è gentile e alla mano ed è il veicolo di tanti piccoli assaggi, che vengono portati in tavola a ripetizione. Difficile ricordarli tutti, tanto sono numerosi. Sono buonissimi comunque antipasti come i fiori di zucca con ricotta e caciocavallo locale fuso o gli assaggini a base di un particolarissimo e profumatissimo tartufo.


Anche i piatti successivi arrivano velocemente a tavola e non possono mancare lo splendido purè di fave e cicoria o tra i primi le orecchiette fatte in casa con primizie di primavera (fave, piselli) quando vi recate presso questo locale in stagione.


Purtroppo a un certo punto della cena non si riesce più a continuare a mangiare tutte le prelibatezze che vengono proposte. Un po’ di spazio bisogna però lasciarlo per gli splendidi dolci, che ricordano quelli fatti in casa dalle nostre nonne. Dolci d’antan, della tradizione con ingredienti genuini e creme semplicemente strepitose.
E se proprio non ce la fate più, lo chef insisterà nel farvi portare a casa qualche dolcino ancora caldo a base di mandorle o il buonissimo pane che viene prodotto dai proprietari nel loro piccolo panificio “Pane e salute” (i metodi di produzione sono quelli di una volta, con cottura in un forno a paglia di origini trecentesche).


Il conto finale non è assolutamente eccessivo in rapporto alla quantità e soprattutto alla qualità del cibo che viene offerto al cliente.
Penso proprio che tornerò in questo locale appena ne avrò l’opportunità, perché ogni volta si può trovare un menù nuovo che sono sicuro non mancherà di sorprendermi ancora, trattando nel modo migliore le splendide materie prime che offre la Puglia.

Ambasciata Orsarese
Via Tenente Iorio, 53
Foggia
Tel. 0881 740204

8 ottobre 2016

Gallipoli e le sue (due) sorelle


Tra i post relativi alla mie scorse vacanze estive non poteva mancare il racconto inerente i luoghi di mare vicino Lecce. Vi avevo promesso di parlarvene ed ora mi appresto a farlo.
Durante le mie ferie nella "capitale" salentina, infatti, come accennavo qui, ho avuto modo di fare qualche bella escursione in alcune delle spiagge più incantevoli della zona.
Spiagge, siano esse sullo Jonio o sull'Adriatico, caratterizzate quasi sempre da un discreto o forte vento, a tratti parecchio fastidioso, col quale credo che purtroppo bisogna un po’ convivere in questi luoghi.
Per cominciare, una bella gita al mare da non perdere è quella a Torre dell'Orso, situata sull'Adriatico poco più a nord di Otranto. Questa località è caratterizzata da un mare di un gradevole blu/turchese e da una bella baia di spiaggia sabbiosa, in cui ad una estremità sono situati due grandi scogli denominati "Le Due Sorelle", ai quali è associata anche una intrigante e romantica leggenda. 


Torrette e altre fascinose scogliere caratterizzano inoltre questa baia, che si può ammirare anche dall'alto dopo aver scalato brevemente un sentiero sabbioso e pietroso sul versante dei due faraglioni principali.


Dal lato dello Jonio, una delle più belle spiagge che ho visitato è stata quella di Porto Cesareo. Mare di un azzurro paradisiaco, acqua bassa, perfetta per camminate dentro l'acqua o partite di pallavolo (che non devono mai mancare, a mio avviso, in una vacanza al mare che si rispetti), e confortevoli stabilimenti balneari.


In qualcuno di questi ci si può fermare a pranzo per un gustoso primo di mare, ma anche per assaggiare tipicità locali come ad esempio un'ottima fresa con acciughe, pomodorini, capperi e olive.


E poi può capitare anche che vengano serviti nel pomeriggio freschi cocktail in riva al mare. E, come potete vedere dalla foto, non è solo un modo di dire ;-)


Ma il cuore del post di oggi riguarda un'altra località balneare non lontana da Lecce, la rinomata Gallipoli. Ero già stato anni fa a Gallipoli ma ci sono tornato volentieri, non principalmente per il suo bel mare come quello della selvaggia Punta della Suina, dalle intense sfumature di blu, ma per le ragioni che vado a spiegarvi.


Adoro infatti Gallipoli soprattutto per il suo essere cittadina marinara a tutto tondo, per il pesce fresco e tipico che produce il suo mare e per la caratteristica bellezza del suo centro storico.


Il primo impatto con le cose belle che offre Gallipoli, dopo aver attraversato un vialone molto vivace ma anche molto (troppo) commerciale, si ha nel momento in cui si approccia il porticciolo e si comincia ad entrare nel centro storico. Qui si scopre quasi casualmente uno stupendo mercato del pesce: scendendo delle scalette, si accede ad un'area di vendita dove la fanno da padrone gamberoni viola, ricci che mani esperte lavorano ed aprono sul posto, polpi, cannolicchi, cozze, ostriche e tutto ciò che il mare locale abbondantemente sa regalare. 


La cosa più intrigante è che queste pescherie hanno anche il loro "lato ristorante" e quello stesso pesce, spesso appena pescato, viene cotto al momento nel modo che più il cliente preferisce.


Nel giorno della mia visita a Gallipoli ho optato per qualche gamberone alla piastra, davvero sublime nella sua semplicità! Un pò di limone spruzzato sopra, un bicchiere di buon bianco e... “l'uomo campa” ;))


E' bello poi perdersi nei vicoletti della città vecchia, dove ogni tanto si riesce a scorgere qualche spicchio di mare e dove ci si imbatte in colorati negozietti di frutta e verdura e rosticcerie colme di street food salentino. C'è molto da vedere anche dal punto di vista culturale (la Cattedrale, i Palazzi, il Castello, la Fontana Greca, ecc.) e sotto questo tema includerei anche la possibile visita a un interessante museo del mare.


Quando vado a Gallipoli amo percorrere a piedi tutto il perimetro del lungomare, caratterizzato da una stupenda vista sul faro, sul bel mare dalle mille sfumature di blu, sulle fascinose scogliere, tutte meraviglie della natura che si possono ammirare anche davanti a buoni piatti a base di pesce offerti dai tanti ristorantini che si affacciano sul litorale.




Questa zona della cittadina mi ricorda un pò Siracusa, con un lungomare non piatto ma che curva spesso lungo le mura, regalando a volte piccole ma intriganti porzioni di panorama e angoli mozzafiato.


Sempre sul lungomare, si possono contestualmente ammirare delle incantevoli chiese/chiesette. Vi ho già detto altre volte che amo tantissimo le chiese dei posti di mare, sempre bianche, fresche, con tante raffigurazioni dedicate ai navigatori, agli uomini di mare e alla loro protezione. In questa cittadina ve ne sono tante e non solo sul lungomare.



Verso la strada del ritorno, non si può fare a meno di ammirare nuovamente il porticciolo e alcuni bastioni di questa bella cittadina, restando colpiti anche, in mare, da una bella opera (a mio avviso) che raffigura un riccio di mare.


Del resto uno dei migliori posti in Italia dove mangiare i ricci, sempre per tornare ad argomenti culinari, non è proprio Gallipoli?

16 settembre 2016

Lecce, street food in salsa “barocca”


Eccomi finalmente a riassumere la mia vacanza estiva a Lecce, ormai lontana purtroppo.
Beh, per cominciare, va detto che Lecce è davvero un piccolo gioiellino, con dei bellissimi edifici di un bianco accecante che fanno da contrasto a un cielo azzurrissimo.


Di Lecce mi ha colpito la sua pulizia, la sua cura, oltre che le splendide e appartate piazzette, autentici salottini con tanti locali di qualità dove mangiare o bere qualcosa, magari appena cullati dal vento che da quelle parti è abbastanza una costante.


E’ quasi inutile sottolineare che Lecce è una città nota per le sue tante, splendide chiese barocche. E in effetti c’è davvero l’imbarazzo della scelta: la basilica di Santa Croce, la Cattedrale, la Chiesa Greca e tante altre bellissime chiesette sparpagliate in centro e nelle sue vicinanze.


Lecce costituisce anche un’ottima base di appoggio per fare delle intriganti escursioni al mare in splendidi e paradisiaci posti limitrofi (o quasi), come Torre dell’Orso, Gallipoli e Porto Cesareo a cui si può approdare anche grazie ad un abbastanza efficiente servizio di bus. Non è un caso che la capitale del Salento fosse, nel periodo a ridosso del ferragosto, gremita come un vero e proprio posto di villeggiatura sul mare.
Coté food, la città offre moltissimo. Innanzitutto c’è dello street food di qualità molto importante. Dominano i pasticciotti e i rustici, che si trovano praticamente ovunque ma che vale la pena di assaggiare ad esempio al bar-pasticceria Alvino (tel. 0832 246748), nella bella Piazza Sant'Oronzo, che li sforna caldi a tutte le ore (questo bar prepara tra l'altro anche un buon caffè freddo con latte di mandorla!).


I pasticciotti (buoni anche nella gelateria-pasticceria Natale) sono dei piccoli scrigni di frolla ripieni classicamente di crema, mentre i rustici (che adoro) al loro interno hanno mozzarella, pomodoro, besciamella e pepe.


Altro monumento dello street food leccese è la puccia, in pratica un panino con poca mollica e quindi con poco lievito al cui interno si può mettere di tutto. Ho assaggiato ad esempio una mitica puccia con del capocollo (non il salume, ma la vera e propria carne cotta), caciocavallo e rucola: davvero splendida! 


Delle ottime pucce si possono degustare all'Angolino di Via Matteotti, ma vi toccherà fare una fila notevole prima di assaggiarle.


Sempre in tema street food, se il consumo di gelato può essere considerato tale, vi consiglio la gelateria Natale (ottima anche come pasticceria, con fantastici dolci, citata anche poco più su). Qui si può degustare un gelato davvero molto interessante, con materie prime freschissime, di stagione e di prima qualità. Vi consiglio in particolare di assaggiare il gusto dedicato a Maria D'Enghien (contessa di Lecce che visse tra il 1300 e il 1400) al limone e pan di spagna, davvero gradevole, fresco e da dipendenza.


Vi segnalo inoltre una rosticceria (La Foglia Matta) che vende anche frutta e verdura e che prepara degli ottimi piatti tipici, come fatti dalle nostre mamme, esclusivamente da asporto.
Sul fronte aperitivi, nei pressi del centro, va segnalato un locale giovane ma già pluripremiato, il 300mila LoungeBar elegante e versatile luogo dall'atmosfera soft, ottimo anche per un dopo cena con favolosi drink e after dinner. Per bere bene, inoltre, potete frequentare le tante buone enoteche della città, come ad esempio quelle vicino alla Basilica di Santa Croce, dove oltre a qualche calice di buon vino locale (magari rosato) potete anche gustare degli ottimi taglieri, delle buone frise e altri sfiziosi prodotti e piatti tipici locali.


Quanto ai ristoranti, a Lecce si trovano molti locali che fanno una cucina prettamente casalinga e della tradizione salentina. A questo trend generale si contrappone però qualche eccezione, come il locale dei promettenti fratelli Pellegrino che nel loro ristorante Bros propongono una cucina innovativa con accostamenti inediti ma davvero ben riusciti.
Tra i ristoranti tradizionali, è da citare l'Osteria degli Spiriti, bel locale con personale competente che offre piatti tipici quali la pasta con polpettine e uno strepitoso pecorino locale o un buon filetto al Negramaro.



Per quanto riguarda i ristoranti di pesce, vi segnalo la Pescheria con Cottura, un locale dove gli avventori possono scegliere il tipo di pesce (fresco), la sua quantità e la modalità e tipo di cottura e vederselo servire dopo poco ai tavoli. Il locale comunque prevede anche un normale menù, da cui scegliere altri piatti ancora, come la pasta col tonno fresco o il polpo alla piastra. 



Sempre a proposito di ristoranti con cucina marinara, a Lecce e dintorni non potete infine non assaggiare gli spaghetti col sugo di ricci, dal sapore di mare, unito alla piacevole dolcezza del suo principale ingrediente.


Credo che per ora sia tutto. Al prossimo post, quando vi parlerò dei posti di mare vicino Lecce.


Ps: Ah, dimenticavo: tra i souvenir leccesi da riportare a casa (esclusi quelli culinari: ve ne sono tanti e magari ve ne parlerò in un altro momento) è d'obbligo acquistare nelle botteghe cittadine i bellissimi prodotti a base di cartapesta, la cui lavorazione fa parte della tradizione del territorio leccese e salentino.