Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

Visualizzazione post con etichetta Pirenei. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pirenei. Mostra tutti i post

2 maggio 2024

Scoprendo l’itinerario enoturistico Somontano

Foto tratta dal sito https://rutadelvinosomontano.com/

Di recente ho preso parte, presso il centro multimediale dell'ufficio del turismo spagnolo a Roma, ad un interessante workshop denominato “Vini ai piedi dei Pirenei – itinerario enoturistico Somontano”.

La responsabile dell’itinerario enoturistico Somontano Clara Bosch, dopo i saluti iniziali del direttore dell’Ufficio Spagnolo del Turismo a Roma Gonzalo Ceballos, ha presentato la destinazione, l’itinerario enoturistico e l’offerta turistica legata a questa zona della Spagna, meno nota ma davvero bellissima ed intrigante da tanti punti di vista (naturale, culturale, enogastronomico). Siamo alle pendici dei Pirenei, nel nord della Spagna, nella provincia dell'Huesca e nella regione dell'Aragona (in particolare nella cosiddetta “Alta Aragona”).

Tra i luoghi consigliati da visitare sono stati citati Barbastro, città del vino, i borghi di Alquézar e Aínsa inseriti nell’elenco di quelli più belli della Spagna, oltre ad alcune zone immerse nella natura come il Parco Nazionale di Ordesa e Monte Perdido (dichiarato anche Patrimonio Naturale dell’UNESCO), Benasque e la Carrasca de Lecina.

Nel Somontano si trova anche uno degli spazi protetti più grandi dell’Aragona, El Parque Natural de la Sierra y los cañones de Guara. Uno spazio naturale incredibile, dove il tempo sembra di essersi fermato. La caratteristica di questo posto sono i cosiddetti “burroni”: se nei Pirenei bisogna a guardare verso l’alto, a Guara bisogna a guardare in basso, giù verso i fiumi, che nel tempo hanno creato degli affascinanti precipizi. 

Foto tratta dal sito https://rutadelvinosomontano.com/

E infatti si tratta di una destinazione molto nota per la pratica sportiva del canyoning. Un’esperienza divertente e bella, che solo a Guara è adatta davvero per tutti i livelli di difficoltà.

Foto tratta dal sito https://rutadelvinosomontano.com/

Molto interessanti anche gli eventi legati all’itinerario enoturistico di Somontano. Come ad esempio il “bus del vino”, che percorre i principali punti d’interesse culturali e naturali della zona, con diverse attività di degustazione nelle cantine. Ciò permette quindi ai turisti di godere di una giornata di enoturismo senza guidare.

Una zona ricca di cantine quindi, ma possono essere visitati anche diversi caseifici e frantoi, oltre che yogurterie e gelaterie.

Nel corso della presentazione romana ho potuto degustare gli interessanti vini di questa zona (Denominazione di origine Somontano): un bianco (Chardonnay) e un rosso (Garnacha) piacevoli e minerali, abbinati con salumi (salami) artigianali (Melsa de Graus) di questa stessa zona geografica.



Alcune informazioni pratiche:

Come arrivare:

In aereo, il modo più comodo è arrivare a Saragozza, con voli diretti da Bologna, Venezia e Milano. Oppure si può volare su Barcellona che dista due ore da Barbastro, la capitale della regione.

In treno, si può arrivare da Saragozza, Lleida e Huesca.

Un'ottima opzione è anche venire in macchina o in camper.


Quando venire:

Da maggio fino a novembre la Ruta del Vino Somontano organizza degli incontri in diversi paesi vicini a Barbastro e alla cittá di Huesca con l'evento Somontano en Ruta, delle giornate per apprezzare il vino, la gastronomía, la musica e le tapas.

Un altro bel periodo per recarsi in questa zona è in occasione del Festival Castillo di Ainsa tra fine giugno e fine luglio che si svolge appunto nel borgo medievale di Ainsa, in occasione di un festival internazionale con attività molto diverse (sport, musica, gastronomia, tradizioni).

La prima settimana di agosto poi, da più di venti anni, si svolge il Festival del Vino di Somontano, quattro giorni di festa in cui assaggiare più di novanta tipi di vino e le tipiche “tapas” locali.

A novembre c’è il mese dell’enoturismo con diverse offerte tramite le quali assaggiare vini, piatti, tapas. Per tutte le proposte si può consultare questo sito.


Per ulteriori informazioni:

www.rutadelvinosomontano.com

Ufficio Stampa - Ente Spagnolo del Turismo di Roma

arturo.escudero@tourspain.es

www.spain.info

https://events.esperienzaspagna.it

8 febbraio 2020

Le novità della Francia 2020, seguendo il “fil vert” di un turismo sostenibile


Si è svolto di recente a Roma il sempre interessante evento di presentazione delle novità turistiche francesi nel nuovo anno.
Come di consueto, anche il 2020 porterà ai turisti che visiteranno la Francia tante belle novità, che spaziano dall’enogastronomia alla cultura, dall’art de vivre alle bellezze naturali.
Uno degli obiettivi di quest’anno di Atout France e degli enti turistici delle regioni francesi sarà quello di rivolgere una maggiore attenzione alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente, in un’ottica “green oriented”, vista la sempre maggiore sensibilità anche del settore del turismo alla riduzione delle emissioni di CO2.
Seguendo una sorta di “fil vert” che accomuna tutte le aree territoriali del paese, sono previste quindi per ciascuna regione una serie di iniziative all’insegna del turismo sostenibile, che si sta affermando progressivamente anche nelle “coscienze” dei visitatori.
Ecco che allora ad esempio in Auvergne viene proposto un itinerario nel Sylvatorium, il primo sentiero silvestre in Francia, che consente di scoprire i benefici forniti dagli alberi, in un percorso che mira al risveglio dei sensi. O si può salire “sull’albero nomade” nel Puy-de-Dome, praticando il cosiddetto “tree climbing” e arrampicandosi su di esso in completa sicurezza, qualunque sia il livello di preparazione fisica.
Sempre sul fronte “verde” sono molto interessanti le escursioni proposte in occasione della Festa del Limone di Mentone, con la scoperta di magnifici sentieri panoramici, in un paesaggio pervaso di colori e profumi.
In Occitania, sui Pirenei e in un ambiente purissimo a quasi 3 mila metri di altezza, si celebrano poi i 20 anni dall’apertura al pubblico del Pic du Midi, con numerose attività in programma e la scienza a portata di tutti (per info: www.picdumidi.com).
Al di là degli eventi green, nel corso della presentazione sono state citate anche altre interessanti manifestazioni che caratterizzeranno le regioni francesi nel corso del 2020.

Eccone elencate alcune:

   Le stelle della gastronomia a Mougins. In questa deliziosa località tra Cannes e Grasse si svolgerà un famoso evento che riunisce grandi chef e appassionati. Appuntamento, da non perdere, il 13 e 14 giugno prossimi.
   Sempre in tema gastronomico è interessante segnalare il lancio in tre grandi regioni, Alvernia-Rodano-Alpi, Borgogna-Franca-Contea e Provenza-Alpi-Costa Azzurra, della Valle della Gastronomia, con l’obiettivo di proporre una selezione di offerte food per far scoprire l’eccezionale varietà e l’inesauribile ricchezza di questi tre territori. Per maggiori informazioni: www.valleedelagastronomie.com
   Il Festival della Normandia Impressionista. Dal 3 aprile al 6 settembre 2020 si terrà la quarta edizione di questo Festival dedicato all’Impressionismo in tutte le sue declinazioni, con tante iniziative che comprendono grandi mostre, musica, fotografia, cinema. Sono previsti eventi in tutta la regione, comprese colazioni sull’erba, regate, balli e guinguettes.
   Sempre in Normandia a Fécamp da non perdere è il Fecamp Grand’Escale, una manifestazione culturale e una festa popolare che si terrà dal 1 al 5 luglio, con dei bellissimi velieri che navigheranno nel “Paese delle Grandi Falesie”. Per maggiori info: www.fecampgrandescale.com

Inoltre in tutta la Francia in tutto il 2020 ci sono altri eventi che sono degni di essere menzionati:

- l'anno in corso è l’anno della bande dessinée (il fumetto in francese) con tante interessanti iniziative al riguardo.
- come ogni anno, in estate (dal 17 giugno al 19 luglio) si svolge il sempre emozionante Tour de France ciclistico, che quest’anno partirà da Nizza.

Nizza tra l’altro proprio in questo periodo è pronta, insieme ad altre località della Costa Azzurra, a vestirsi a festa per l’ennesimo bellissimo e coloratissimo Carnevale (Carnevale di Nizza “RE DELLA MODA” 5-29 febbraio 2020. Vi segnalo poi anche la battaglia navale dei fiori a Villefranchesur mer il 24 febbraio).

Anche quest’anno la Francia del turismo è quindi pronta ad accogliervi con tante proposte da non perdere, che ne fanno la prima destinazione estera per gli italiani.
Io sono pronto ancora una volta a scoprire posti nuovi che la nostra Francia ci offre, anche grazie a mezzi di trasporto efficienti e a nuovi collegamenti aerei, come il volo diretto Roma-Montpellier. Sono sicuro che lo siete anche voi. Allora, da dove vogliamo (ri)cominciare?

Per ulteriori informazioni:
www.france.fr
Atout France in Italia: Barbara Lovato
Facebook: France.fr
Twitter: @atoutfranceIT
#ExploreFrance

11 gennaio 2018

L'eleganza del Gaillac Doux


Durante le feste di Natale ho finalmente aperto una bottiglia di vino francese che avevo acquistato durante il mio viaggio nei Pirenei  del giugno scorso.
E’ un vino Dop prodotto nella zona del Sud Ovest del territorio transalpino, un’area che a mio avviso presenta caratteristiche enologiche davvero interessanti.
Il prodotto in questione, che proviene dalla zona di Tolosa, si chiama Gaillac Doux (azienda Vinovalie) ed ha un ottimo rapporto qualità-prezzo.
E’ un vino dolce, elegante, ottenuto da uve Loin de l'Oeil e Muscadelle, dal colore dorato e dalle note intense di miele e mela cotogna, con fini sentori legnosi.
E' ideale da consumare durante le feste, in famiglia o in compagnia di amici. Si adatta a meraviglia (queste le testuali parole in etichetta) col foie gras o con i dessert al cioccolato. Ma, aggiungo io, anche con i dolci natalizi e con i formaggi erborinati.


E se ve ne avanza un dito, utilizzatelo anche come ingrediente per sfumare delle magnifiche scaloppine, che risulteranno di un'eleganza sorprendente.
Bon appétit!

4 agosto 2017

Ancora fagioli, stavolta di Tarbes


Finalmente ho avuto modo di cucinare e di assaggiare con più accuratezza dei fagioli di alta qualità, quelli di Tarbes, denominati in francese haricots tarbais. Si tratta di una varietà prodotta negli alti Pirenei, che avevo acquistato durante il mio recente viaggio in quella zona.
Quelli di Tarbes sono fagioli caratterizzati da una buccia molto sottile e dal sapore avvolgente e cremoso. Nell'etichetta della confezione che ho acquistato si parla di "onctuosité" ed in effetti questo prodotto è proprio così, vellutato, setoso, delicato, godurioso ed anche leggero.
Le ricette per utilizzare questi fagioli sono tantissime ed anche il sito del relativo Consorzio di tutela ne prevede molte.
L'estate bollente che stiamo vivendo, tuttavia, mi ha imposto di utilizzarli innanzitutto in una preparazione semplice, fresca e non pesante. Ho infatti optato per una crema fredda, alla cui realizzazione questi fagioli si addicono egregiamente.


Ecco come l'ho fatta:

La sera prima mettere a bagno i fagioli secchi in un quantitativo di acqua due volte e mezzo superiore al loro peso.
La mattina dopo, cambiare l'acqua e mettere i fagioli in una casseruola aggiungendo tanta acqua fredda da coprirli per bene. Dal momento del bollore, dovranno cuocere circa un'ora a fuoco abbastanza basso (ovviamente se utilizzate la pentola a pressione o qualcosa di simile, come la cataplana che io normalmente uso, i tempi di cottura si restringono anche di molto).
A metà cottura salare i fagioli e condirli con olio extravergine, pepe, pomodori freschi a cubetti, carote e sedano a dadini, basilico e, cosa importante, 4-5 spicchi d'aglio interi. A cottura ultimata, frullare per bene la preparazione e tenerla in fresco per alcune ore.
Servirla quindi in un piatto fondo, ponendo sulla crema di fagioli fredda alcuni pomodori ciliegini tagliati a dadini, un bel giro di olio buono e una foglia di basilico.
La base di questa stessa preparazione può essere utilizzata per un altro ottimo piatto. Alla crema di fagioli si possono aggiungere infatti dei totani cotti in padella con pomodorini freschi ed aglio, facendoli quindi insaporire insieme sul fuoco per una ventina di minuti circa. Nel frattempo cuocere al dente della pasta mista e farla insaporire nel composto fagioli-totani. Servire la zuppa tiepida, sempre con un giro di buon olio e con al centro qualche totano tenuto preventivamente da parte.


Un'ulteriore ricetta che ho trovato spulciando nel sito di cui vi parlavo sopra è un'entrée a base di fagioli e crema di peperoni che presto vorrò sperimentare con gli stessi haricots tarbais che ancora ho a disposizione nel loro sacchetto.


La trovate qui. Chi la proverà prima di me, mi faccia sapere com'è. Io credo che sarà buonissima.
Last but not least, questi fagioli dei Pirenei a mio avviso si adattano benissimo ad un'altra ricetta che recentemente ho pubblicato, i bombardoni di Gragnano con (appunto) fagioli, origano, olive nere e pomodori secchi. Ecco il link alla ricetta.
Non mi resta che augurare buoni fagioli e soprattutto buona estate a tutti!

9 luglio 2017

Le mie escapades gourmandes negli Alti Pirenei


Dopo avervi parlato di tanti aspetti legati a Lourdes e ai Pirenei, da quelli spirituali a quelli legati alla natura, alla cultura e all’arte è giunto ora il doveroso momento di descrivere le meraviglie culinarie di questa splendida regione della Francia che prende il nome di Occitanie.
E’ una regione dalla forte identità gastronomica, con tanti prodotti locali da gustare come tali o da impiegare in prelibate ricette e piatti, che ho avuto modo di assaggiare durante il mio recente soggiorno da quelle parti.
Oggi vi guiderò quindi in un piccolo viaggio alla scoperta delle specialità gastronomiche di questo territorio del Sud Ovest francese.
Tra le tipicità della zona va citato innanzitutto il maiale nero di Bigorre, salvato dall’estinzione da un gruppo di appassionati produttori, da cui deriva un prosciutto davvero gustoso. Quest’ultimo, molto amato dei grandi chef della zona, proviene da maiali di una razza rustica, vigorosa, che si muovono parecchio, nutrendosi di erbe, ghiande, castagne. La sua consistenza è morbida, tenera, mentre in bocca presenta un gusto fondente, poco salato con piacevoli sentori di frutta secca, castagne arrosto, sottobosco, funghi.


Non lontano da Lourdes si trova Tarbes, che oltre ad essere una bella località è famosa per il suo fagiolo, l'haricot tarbais, il primo in Francia ad essere raccolto a mano. E’ un prodotto che ha ricevuto, oltre al marchio nazionale di qualità Label Rouge, anche l’Igp dall’Unione Europea. Il fagiolo di Tarbes presenta delle qualità gustative e nutrizionali eccezionali, è leggero, digeribile e “si scioglie in bocca”. Si utilizza principalmente in una zuppa tipica della zona chiamata Garbure (qui la ricetta) o nel mitico Cassoulet.


Altro emblema culinario dei Pirenei è il montone di Barèges-Gavarnie Dop, che pascola tra il Pic du Midi e il Cirque de Gavarnie e che appartiene alla rustica razza barègeoise. La sua carne morbida e profumata dai sentori di timo e liquirizia è davvero imperdibile!
I Pirenei sono ricchi di limpidi corsi d’acqua e allora un prodotto tipico della zona non poteva che essere anche la buonissima trota, in particolare quella proveniente dalle acque naturali del Gave di Gavarnie. Le peculiari modalità di allevamento rispettose dell’ambiente le conferiscono un gusto ineguagliabile di pesce di montagna.


Da assaggiare sono anche i formaggi di questa zona, in particolare la Tomme des Pyreneés, la dolce e quasi zuccherosa cipolla di Trébons, le castagne, il foie gras, il miele, i piccoli frutti, lo zafferano…


Tutti questi prodotti tipici sono impiegati nel miglior modo possibile nei ristoranti della zona, che li utilizzano massicciamente nelle loro cucine. Gli chef degli Alti Pirenei, talentuosi e creativi, mantengono quindi le loro tradizioni gastronomiche, non disdegnando comunque qualche innovazione.
A Lourdes vale la pena di assaggiare la cucina dei ristoranti di alcuni alberghi storici, come il Gallia & Londres o il Grand Hotel Moderne.


Il primo ristorante, davvero molto elegante con sontuosi lampadari e un caldo parquet, offre una cucina molto buona e gustosa. Da non perdere in particolare l’agnello con polenta, degli ottimi formaggi e i dolci.



Il ristorante Majorelle del Grand Hotel Moderne merita la visita anche per il suo stile Art Nouveau, con pannelli in legno e con ai tavoli antiche sedie, originali, di Thonet, uno degli innovatori più importanti nel settore del legno da arredamento. Il Majorelle propone un'ottima cucina con piatti anche ben presentati come quelli a base di foie gras o la sogliola al piment d’Espelette. Buoni anche i suoi vini, come il Jurançon secco.


L’esperienza culinaria più interessante e piacevole nell’ambito del mio soggiorno nei Pirenei l’ho comunque fatta dal Maître Cuisinier de France Jean-Pierre Saint-Martin presso il suo fascinoso ristorante "Le Viscos"


Situato nel grazioso paesino di Saint-Savin nelle vicinanze di Lourdes, questo locale propone una cucina generosa, ispirata alle origini contadine dello chef e contaminata dai suoi viaggi in paesi lontani. Una cucina influenzata anche dalle tradizioni della costa basca e da quelle dei Pirenei, tra foie gras, funghi, carni locali di agnello e quelle di maiale di Bigorre.


La mia cena in questo ristorante, divenuto anche hotel di charme, è stata a dir poco sublime, con piatti di grande classe come il foie gras roti con funghi e il suo muesli e l’ottimo mignon de porc gascon con un accompagnamento originale di mezzemaniche al tartufo. Tra l’altro questo locale ha tra i suoi clienti più affezionati Paulo Coelho, che oltretutto ha scritto un romanzo ispirato proprio al paese di Saint-Savin.



Come ho accennato nel post dedicato al Tourmalet e al ciclismo, poi, percorrendo la salita dell’Hautacam e prima dell’arrivo in vetta vale la pena rifocillarsi in qualche bella auberge immersa nel verde, dove è possibile gustare la sopracitata Garbure, magari accompagnata da un vino robusto come il Madiran Aoc, e il buonissimo agnello dei Pirenei alla griglia.



Un bistrot carino da segnalare è inoltre “Chez Soaz situato nei pressi del Cirque de Troumouse (ne ho parlato qui) e presentato sulla sua insegna come l'ultimo bistrot "avant l'Espagne". 


Qui si può mangiare un'ottima trota dei Pirenei, oltre che una sempre buona, in generale in Francia, salade de chèvre chaud. In questo localino all'aperto, dalla bella vista panoramica sulle montagne e su un refrigerante torrente, ho potuto degustare anche una buonissima birra bionda artigianale prodotta nella zona.


I tanti prodotti tipici dei Pirenei di cui vi ho fin qui parlato sono reperibili anche e soprattutto in degli incantevoli, colorati e pittoreschi mercati che caratterizzano molti paesini della regione.
A Lourdes vale la pena visitare il marché Les Halles costituito da un'architettura metallica della fine del XIX secolo. In questo mercato si trova ogni ben di Dio: miele e propoli, frutta, ortaggi e cipolle di Trébons, carni e cosce unte di grasso d'oca, il già citato jambon noir de Bigorre, formaggi tipici, ecc.



Ancora più interessante è la visita al mercatino del sabato del paesino termale Bagnères de Bigorre (a tal proposito, in tale località vi consiglio di visitare le belle terme di Aquensis, qui maggiori informazioni). Nel giorno di mercato questa cittadina diventa vivacissima quando non solo nell'apposita struttura coperta ma anche in tutte le sue viuzze limitrofe si anima di tanti abitanti e turisti che si recano a fare i loro acquisti. Qui si possono trovare tantissimi prodotti freschi, locali, biologici e a km zero, come ad esempio le ottime ciliegie, albicocche, e fragole.



Non mancano buonissimi formaggi di nicchia e, ovviamente, i fagioli di Tarbes che non potevo non comprare.



Interessante notare anche come alcuni produttori meno strutturati offrano soltanto piccoli quantitativi della loro merce (di qualità), vendendola su banchetti improvvisati.
Nel mercatino di Bagnères de Bigorre si trova anche un altro classico prodotto della zona, il gâteau à la broche, un tradizionale dolce dei Balcani portato nei Pirenei dalle armate napoleoniche.

Il  gâteau à la broche riprodotto nel Museo dei Pirenei di Lourdes
Questo dolce è caratterizzato da un impasto che si versa su un cono in legno, sorretto da uno spiedone che gira. Versando delicatamente la pasta (composta da burro, zucchero, uova, farina, vaniglia, rhum...), mentre il cono ruota davanti a un forno, si creano degli strati che si fissano e formano le caratteristiche protuberanze tipiche di questo gâteau. Che si consuma in occasione delle grandi feste di famiglia, con ricette che a volte contengono delle varianti segrete, custodite gelosamente. Si serve normalmente tagliato a pezzi, accompagnato da della crema inglese.


Anche a Cauterets vi è un mercato centrale fisso, ma in questa cittadina è d’obbligo assaggiare in qualche negozietto artigianale i berlingots, tipiche caramelle colorate utilizzate in passato dagli ospiti delle terme per attenuare il sapore di zolfo dell'acqua. Vale la pena di visitare la il negozio "À la reine Margot" una delle più antiche aziende che producono artigianalmente queste caramelle, assistendo alla loro preparazione che prevede l'utilizzo di soli coloranti naturali.
Non mi resta ora che impiegare in cucina i miei souvenir culinari che ho riportato a Roma, a cominciare dagli haricots tarbais che preparerò seguendo i dettami di qualche ricetta locale. E’ sempre il modo migliore per valorizzare i prodotti del territorio e per poter prolungare un pò di più i piaceri e i ricordi di bellissimi viaggi.

Per ulteriori informazioni:

Sapori degli Alti Pirenei
Ente Turismo Francese in Italia
Ente Turismo Lourdes
Ente Turismo Alti Pirenei
Ente Turismo Regione Occitania
Aeroporto di Lourdes
Compagnia aerea Albastar

2 luglio 2017

Passeggiando nell’Eden dei Pirenei


"Ah! Tu veux des torrents, Parisien! Tu veux des gaves, des cascades, des gouffres, des précipices, des émotions! Eh bien, en voilà. Tiens, regarde, penche-toi ici, ici et encore ici
Victor Hugo, Cauterets, agosto 1843

Nel post di oggi vi parlo di alcuni dei più begli spettacoli naturali dei Pirenei, assolutamente da non perdere se doveste programmare un viaggio da quelle parti.
Dei luoghi ad alto contenuto di natura, di verde, di acque sgorganti, di aria pura, di non banale fauna e flora, di panorami a dir poco mozzafiato.


Del resto ci troviamo nel Parco nazionale dei Pirenei, il più visitato dei nove esistenti in Francia, dove si possono trovare più di 350 km di sentieri tracciati e segnalati.
Una delle emozioni più intense, innanzitutto, qui si prova visitando il Pont d’Espagne, uno dei luoghi più visitati dei Pirenei, partendo dalla bella cittadina di Cauterets.


Due parole su Cauterets occorre spenderle perché è un paesino davvero incantevole con tante belle cose da vedere e visitare. Si tratta di una città termale, nota per le sue acque benefiche (la specializzazione è sulla cura delle vie respiratorie e dei problemi reumatologici), circondata da incantevoli montagne (la località è rinomata soprattutto per lo sci di fondo).
Cauterets conserva un'architettura tipica del XIX secolo, con splendidi edifici in stile liberty e Belle Epoque. In tal senso è bellissimo ad esempio l’antico Grand Hotel d'Angleterre, che contiene al suo interno il Museo 1900, con belle collezioni d'arte e di tradizioni popolari. Notevoli anche le Terme di Cesare e il Grand Hotel Continental, con le loro belle facciate espressione del periodo di massimo splendore della cittadina. Tra i visitatori famosi, bisogna menzionare Victor Hugo e anche Santa Bernadette che, a causa della sua asma, soggiornò a Cauterets nel 1858 e 1859.


Da vedere sono anche la vecchia stazione della funivia, costruita dal team di Eiffel e l’antica stazione tranviaria, che ricorda uno chalet di montagna.
Cauterets è nota infine anche per i berlingots, tipiche caramelle colorate utilizzate in passato dagli ospiti delle terme per attenuare il sapore di zolfo dell'acqua, che sono ancora oggi prodotte con metodi artigianali.


Da Cauterets, come accennavo in precedenza, si arriva dopo una facile e piacevole camminata in uno dei più begli scenari naturali che in queste zone si possano ammirare, il Pont d’Espagne. Tale nome si deve al fatto che, alcuni secoli fa, questo ponte si trovava lungo il passaggio di una mulattiera verso la Spagna con la quale vi erano proficui scambi commerciali.


Immersi nel verde, si respira l’aria pura piena di resina e timo; in un'atmosfera di grande silenzio e pace si costeggiano refrigeranti e gradevoli ruscelli fino a giungere al Pont d’Espagne vero e proprio, un posto incredibilmente incantevole.


Le emozioni che si vivono sono quelle che solo la natura può suscitare: delle spettacolari e tumultuose cascate scendono fino a breve distanza dal visitatore, concentrando tutta la forza e l’impetuosità delle montagne dei Pirenei.


Qui, più che mai, l’acqua è regina, è purezza, è forza, è luce, è la “voce” della montagna. Una montagna che ha nel Seigneur Vignemale la vetta più elevata della catena (quasi 3.300 metri).
Proprio di fronte alle cascate, è situato un unico hotel con una splendida vista anche sul parco dei Pirenei. Di notte dall’hotel si sente solo il rumore dell’acqua delle cascate…


In questa zona vi sono tanti altri sentieri piacevoli in mezzo alla natura che offrono ai turisti la possibilità di immergersi in ulteriori paesaggi straordinari.


I boschi verdi e fitti ospitano torrenti rigogliosi, ricche cascate, incantevoli laghetti e prati che in estate si ricoprono di fiori selvatici. Qui flora e fauna (compresi piante e animali rari) vivono felicemente. I camosci e le marmotte poco selvatici si lasciano avvicinare facilmente…


Un’altra zona dei Pirenei da non perdere, non lontana da quella appena descritta, è quella dei cosiddetti “circhi”. Si tratta di enormi pareti naturali costituite da alte montagne che formano una sorta di semicerchio o anfiteatro. E lo spettacolo che offrono è ancora una volta da non perdere.
Uno di questi, anche se meno famoso, è quello di Troumouse nei pressi del quale si può ammirare la chiesetta di Nostra Signora di Héas.


A questo luogo è legata una leggenda che brevemente vi descrivo: due pastori notarono che delle colombe con regolare frequenza si posizionavano in corrispondenza di dove è attualmente collocata la chiesetta. Pensarono che fosse un segno e una volontà della Madonna di far nascere in quel luogo una cappella e fecero quindi erigere una chiesa in quell’esatto punto. Ma quale statua della Madonna metterci dentro? I due pastori pensarono allora di rubare quella della Madonna della Pineta nella regione dell’Aragona dall’altra parte della frontiera. Nel tornare indietro con la refurtiva, si fermarono a dormire in un punto intermedio del tragitto verso casa. Ma i legittimi proprietari, accortisi del furto, riuscirono a trovare le tracce dei ladri e a recuperare la statua, pur non vendicandosi contro di loro e rispettando il loro sonno. Al risveglio fu grande la delusione dei pastori, che tuttavia al posto della Madonna trovarono una ricca fonte e poco dopo una statua altrettanto bella. Quella fu la statua che introdussero nella loro chiesa e la fonte divenne la fontana di Notre Dame.



Tornando a parlare degli anfiteatri naturali, quello più famoso e bello da vedere è senz’altro quello di Gavarnie, un impressionante zona di rara perfezione e maestosità, iscritta nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco.


Niente può preparare a sufficienza il turista alla prima visita del Circo di Gavarnie. Esso presenta un diametro di oltre 5 chilometri, pareti verticali alte 1.500 metri addossate ai grandi canyon dell’alta Aragona spagnola, incantevoli cascate e una corona di vette che superano i 3.000 metri di altitudine!
Al Circo di Gavarnie si accede molto facilmente dal paesino omonimo, da cui già la vista è fenomenale. Attraverso un sentiero facile e non molto lungo si giunge dal villaggio fino ai piedi del circo.
Quello che vi consiglio di fare è di spendere un’intera giornata assaporando lentamente le bellezze di questo splendido luogo. Ora che è estate potete sostare lungo un fresco e refrigerante torrente per prendere il sole davanti a uno spettacolo di rara bellezza, potete pescare, potete consumare un piacevole pic-nic (non cucinando, però!) nelle apposite aree attrezzate presenti di tanto in tanto.


Poi si può continuare la camminata avvicinandosi lentamente a tale “anfiteatro” su sentieri comodi (ce n’è uno anche meno affollato, girando ad un certo punto a destra su un ponticello) che si schiudono su uno schermo naturale che si apre davanti a voi a 360°.



Le passeggiate in questa zona sono possibili anche d’inverno (muniti di apposite racchette) quando lo scenario cromatico ovviamente cambia, ma è altrettanto mozzafiato.
Torno indietro al paesino di Gavarnie girandomi ogni tanto a guardare senza mai stancarmi il capolavoro che è alle mie spalle e promettendo a me stesso di ritornare presto in queste splendide zone ricche di natura e spiritualità.



A proposito di spiritualità, a Gavarnie c’è da visitare anche una bella chiesetta, quella di Notre Dame du Bon Port. Da qui passa anche il Cammino di Santiago e la sua destinazione finale (Compostela) dista esattamente 911 km.


Un Cammino, anche questo ricco di natura e spiritualità, che vorrei proprio percorrere presto, magari a partire proprio da Gavarnie…

Per ulteriori informazioni:

Ente Turismo Francese in Italia
Ufficio del turismo di Lourdes
Ufficio del turismo Alti Pirenei
Ufficio del turismo Regione Occitania
Aeroporto di Lourdes
Compagnia aerea Albastar