Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

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5 giugno 2017

PummaRè, mille sapori


Nella mia città la qualità della pizza sta sempre più migliorando rispetto a ciò che accadeva tanti anni fa. Si trovano molto più diffusamente locali dove si può mangiare un ottimo prodotto, spesso interpretato in chiave gourmet con ingredienti e materie prime di qualità, espressione del territorio.
Uno di questi è senz’altro PummaRè, una pizzeria napoletana situata su un’ariosa e accogliente terrazza nel cuore del quartiere Prati, sopra l’entrata dello storico Mercato Trionfale e a breve distanza dai Musei Vaticani.
Ora che la bella stagione sta cominciando ad affacciarsi è ideale cenare all’aperto, in tutto relax, presso questo locale che offre piatti e prodotti dai sapori speciali, nel segno del buon gusto.
L’offerta prevede, in particolare, oltre a degli ottimi cocktail innovativi e tradizionali sapientemente miscelati da abili barmen, anche dei buoni antipasti come i gamberi scottati con insalata di pomodorini e guacamole o il cestino di alici fritte, oltre che bruschette e chips di patate viola.



Ovviamente ampia è la scelta delle pizze, proposte in prevalenza in versione gourmet con tante buone chicche del nostro territorio nazionale, ma che si mantengono comunque fedeli alla tradizione, grazie alla competenza del Mastro Pizzaiolo napoletano Giuseppe Lusinga. Un menù, quindi, che si compone di preparazioni arricchite da ingredienti di pregio, ma che non manca di richiamare lo stile napoletano.
Tra le tante pizze in degustazione consiglio innanzitutto la Campagnola, dall’impasto integrale con provola affumicata di Agerola, pancetta croccante e patate al forno profumate al rosmarino o la Battipagliese (l’impasto è in questo caso macinato a pietra) con datterini gialli, fior di latte di Agerola, alici di Cetara, olive di Gaeta, capperi di Salina e basilico fresco. Quest’ultima pizza si abbina bene con l’ottimo “Gazpacho Mary”.


Buone anche le classiche Marinara (filetti di pomodoro antichi di Napoli, origano e basilico fresco) e D.O.P (pomodoro San Marzano, mozzarella di bufala, olio extravergine e basilico fresco, con impasto macinato a pietra).


Ma non è finita, perché l’avventore può scegliere anche tra queste altre buonissime pizze:

- Benvenuti al Sud, con ricottina di Bufala profumata allo zafferano, speck e pistacchio di Bronte


- Normarè: provola affumicata di Agerola, melanzane fritte, ricottina infornata e pomodori del Piennolo
- La Capitanata, con pomodorini gialli, straccetti di burrata d’Andria, cipolla rossa di Tropea, peperoncino di Soverato e basilico fresco


- La pizza fritta A Me Me Piace ‘O Blues con salame casertano, ricotta di bufala, prosciutto cotto, provola e una spolverata di pepe.

In accompagnamento alle pizze, possono essere servite le ottime birre del Birrificio Sorrento (consiglio in particolare la Minerva) o anche dei buoni vini, tra cui il Gragnano della Penisola sorrentina.


Per chiudere in dolcezza, zeppole alla nutella, triangoli con crema chantilly e amarena e chiacchiere con confettura di frutta.
Da rilevare infine che nel menù di Pummarè figurano anche ottimi piatti della tradizione napoletana (il sartù di riso e la genovese in primis) per far gustare la cucina e la tradizione partenopea restando nel cuore della capitale.

11 novembre 2016

Mahalo, un piccolo angolo di Hawaii a Roma


La nostra capitale, dal punto di vista dell'offerta ristorativa, vive ormai da qualche anno un fermento notevole, con l'inaugurazione abbastanza frequente di nuovi locali. Questi sono accomunati da un format spesso simile, con rielaborazioni in chiave moderna della cucina tradizionale romana e italiana.
A fronte di ciò, la volontà di cercare qualcosa di veramente nuovo ha spinto sei ragazzi, già proprietari del ristorante VOY, ad aprire un locale (l’inaugurazione è avvenuta lunedì scorso) davvero originale nella zona di Ponte Milvio.
Più nello specifico, il locale si chiama Mahalo e propone una cucina poco conosciuta ai più, quella del Sud Pacifico e delle Hawaii.


Vale la pena innanzitutto di spendere due parole sul nome di questo ristorante. Il termine Mahalo ha infatti un significato complesso (nella cultura hawaiana, le parole possiedono una forte energia spirituale o divina) volendo significare gratitudine, apprezzamento, ringraziamento quotidiano. Per che cosa? Per le ricchezze che possediamo e che rendono la vita così preziosa, incluso il buon cibo che ci regala anche bei momenti di condivisione.
Questo locale nasce quindi innanzitutto da un approfondito studio della cultura hawaiana, tra tradizioni, materie prime e ricette e si potrebbe catalogare nel genere sushi-fusion.


Appena si entra da Mahalo, vi sembrerà di immergervi in una serra tropicale, con una vegetazione che si fa largo tra i vetri e che ricopre un ambiente accogliente, in cui dominano anche colori e forme che ricordano l’oceano Pacifico.


Il menù, preparato in una cucina a vista, è sfizioso, esotico, ed è stato studiato dalla sushi woman Agustina Clara Mazzetti. Si parte dalle tipiche ricette delle isole Hawaii, con successive "contaminazioni" di ingredienti e lavorazioni provenienti dalle isole del Sud Pacifico.


Ne viene fuori un'esperienza gastronomica interessante e senza dubbio inusuale, che parte dal Poke, piatto che è diventato un “must” della gastronomia gourmet mondiale e che è rappresentato da un’insalata di pesce crudo cubettato, marinato con numerosi ingredienti come olio di sesamo, cipolla e avocado.


Si passa poi alla colorata e variegata lista di uramaki e rolls (buono in particolare il Nakeke roll, con salmone croccante, honey mustard, tartare di salmone, avocado e chutney di ananas), arricchiti da ingredienti indubbiamente nuovi per l’offerta culinaria italiana: foglie di taro, radici di loto, jackfruit.



Non mancano i sushi burgers e i sushi donuts, che rappresentano nuovi modi di interpretare il tradizionale sushi, riadattandolo attraverso due grandi classici della cucina statunitense. E' d'obbligo citare anche un'ottima zuppa chiamata Tahiti con gamberi, latte di cocco, rum e curry e, per chiudere, il tropical cheese cake.
Ottima anche la carta dei cocktail, con i maestri  del VOY & Little Jumbo, che hanno elaborato diversi abbinamenti, miscelando ingredienti e colorazioni che ricordano l’eccentrica e colorata cultura hawaiana, tra l’altro serviti in bicchieri molto differenti e attraenti.


Con tanto di ghirlande colorate al collo e degustando tutto ciò in questo confortevole locale, ci si può quindi immergere piacevolmente nelle esotiche e tropicali atmosfere hawaiane, prima di ritrovarle un giorno, chissà, oltre che a Ponte Milvio, direttamente nei luoghi di origine…

7 settembre 2016

Spritz sì, ma ischitano


‘O vino c’a percoca è nu cannone. 
                Anonimo napoletano

Di solito in estate nelle afose terre del Sud e in particolare in Campania si è soliti bere una bevanda dissetantissima, costituita da vino bianco molto freddo con all'interno le famose percoche (una varietà di pesche gialle). Un ottimo drink, che è molto piacevole in quanto i pezzi di pesca conferiscono delle note eleganti e dolci al vino secco.
E' forse partendo da questa bevanda di base che è stato inventato lo spritz ischitano, che ho assaggiato per la prima volta questa estate ad Ischia all'hotel San Giovanni.
Il barman della piscina dell'albergo, Michele, mi ha infatti fatto assaggiare questa variante del classico spritz, che oltre all'Aperol e al Prosecco prevede l'aggiunta di Sprite e di palline di percoca. Quindi in qualche modo il vino con la percoca c'è sempre, ma ad esso viene aggiunto sostanzialmente un Aperol soda o quasi (Aperol + Sprite).
Cercando in rete ho scoperto, oltre a qualche aneddoto, che questo cocktail è stato ideato dal barman ischitano Gabriele Carcaterra e preparato per la prima volta sulla bella terrazza panoramica dell’Hotel Terme Cristallo Palace di Casamicciola Terme (un comune di Ischia). Qui Pascal Giovanni Perna ed appunto Carcaterra lo hanno preparato e servito agli ospiti dell'albergo, suscitando subito il loro apprezzamento. E in effetti anche il mio assaggio ha avuto lo stesso effetto: fresco, estivo, dissetante, piacevole, molto easy…
Ecco la ricetta, per chi volesse prepararlo a casa:

5 parti di Prosecco
3 parti di Aperol
2 parti di Sprite
palline di pesca gialla

Zuccherare poi il bordo del bicchiere, precedentemente inumidito con la pesca. Guarnire con una fetta di arancia.
Cin cin!

31 luglio 2016

Vi presento i macarons glacé


Tutti voi ormai conoscerete quei golosi dischetti colorati ripieni di creme varie che rispondono al nome di macarons. Sono ormai parecchio diffusi anche in Italia nella loro versione più classica, sia a cura di note maison francesi, sia preparati in emergenti boulangeries cittadine.
Ebbene, pochi giorni fa ho sperimentato con piacere una versione molto originale di questi macarons, con all'interno del gelato al posto della normale crema.


Ciò è avvenuto in una interessante gelateria artigianale dei Parioli, denominata Le Bontique, grazie alla collaborazione di due importanti "artigiani della qualità" (il riferimento a spot pubblicitari non food di rilevanza nazionale è puramente casuale ;), Emanuele Montana proprio di Le Bontique e Giuseppe Solfrizzi del mitico Le Levain a Trastevere.


Emanuele Montana è un mastro gelatiere d’eccellenza, tra i dieci ambasciatori del gelato nel mondo e finalista nella tappa romana del Gelato World Tour. Al timone del laboratorio di Le Bontique dal gennaio 2016, ha saputo trasmettere tutta la sua passione e competenza in prodotti deliziosi, genuini e completamente naturali che ogni giorno studia nel minimo dettaglio.
Giuseppe Solfrizzi, è invece un giovane pasticcere pugliese, prima allievo di Alain Ducasse e attualmente proprietario e chef boulanger-pâtissier di Le Levain, un piacevole locale che risente dei suoi anni vissuti a Parigi, dedicati allo studio e alla ricerca del miglioramento continuo. Una fucina di creatività che pone al centro la panificazione, i lieviti e la pasticceria di classe.
E quando due importanti professionisti della scena gastronomica romana si incontrano, mettendo insieme passione ed esperienza, il risultato non può che essere un concentrato di creatività e innovazione.
In una città che manifesta la continua esigenza di prodotti nuovi e stimolanti, Le Bontique ha quindi saputo raccogliere la sfida, unendo l’arte della pasticceria e quella del gelato artigianale per dare vita ad una produzione del tutto innovativa per l’offerta culinaria romana, il “Macaron Glacé”.


Il prodotto è stato studiato e creato a quattro mani, ispirandosi ai trend provenienti da Londra e da Tokio (prima d’ora non era mai stato realizzato in Italia): Le Bontique ha realizzato la golosa e spessa farcitura interna a base di gelato, mentre Le Levain i friabili gusci esterni, impeccabili nei profumi e nelle fantasiosa composizione.
Altro elemento originale collegato a questi macarons, è l'abbinamento perfetto con dei buonissimi cocktails nati dalla collaborazione tra Le Bontique e il VOY & Little Jumbo, che è stato presente in qualità di partner all'evento inaugurale.


Troverete i Macarons Glacé oltre che nelle gelaterie Le Bontique di Viale Parioli 91e/f e di Via Tuscolana 801, nella boulangerie Le Levain di Via Luigi Santini 22 e nel ristorante VOY nel quale potrete anche abbinare questi nuovissimi dolci-gelato con appropriati cocktails.
Ecco alcuni esempi di macarons glacés e relativi cocktail:

L’Orange
Pistacchio (gelato) e Albicocca (guscio)
Cocktail: Le Vermcoque
Ingredienti: cognac, sciroppo d'orzata, angostura bitter, apricot brandy homemade, nuvoletta d'albicocca e granella di pistacchio

Il Beige
Burro salato (guscio) e Stracciatella (gelato)
Cocktail: Sucré un peu salé
Ingredienti: mezcal, tequila, succo di limone, liquore strega, sciroppo di miele homemade, cioccolato al sale

Il Rose
Vaniglia (gelato) e frutti di bosco (guscio)
Cocktail: Le Petineuse
Ingredienti: rum, succo di lime, sciroppo di vaniglia homemade, chocolate bitter, albume, fava tonca grattugiata

Ma nei locali sopra citati troverete tanti altri gusti intriganti ed interessanti. Fatemi sapere che ne pensate. Io già non vedo l’ora di riassaggiarli!

25 dicembre 2015

Platz, un “Grand Bistrot”


Il 5 dicembre scorso ha aperto Platz, un interessante locale che arricchisce ancor di più la fascinosa Piazza Sant’Eustachio, nota ai romani, oltre che per le sue bellezze, anche per uno dei migliori caffè della città.
Platz è un locale molto versatile, con un’offerta che si differenzia a seconda dei momenti della giornata, dalla colazione fino al dopo cena, fungendo anche da gastronomia, ristorante e cocktail-bar.
Molto piacevoli sono i diversi ambienti che lo compongono, con uno stile differente a seconda delle sale, per soddisfare le diverse esigenze di chi le frequenta (un pubblico senz’altro cittadino, ma anche internazionale) e con un’aria da bistrot parigino che non guasta per nulla.
L’anima di Platz sta quindi nelle sue scelte architettoniche ed enogastronomiche, con una cucina che certamente strizza l’occhio alla tradizione italiana e romana, ma che non disdegna “incursioni” internazionali, adatta sia a chi va più di fretta sia a chi ha la calma di gustarsi con tranquillità uno “slow food”.


A rendere possibile questo interessante progetto è stata una giovane coppia dell’imprenditoria romana, che si è avvalsa della consulenza di una squadra collaudata di professionisti che ha disegnato e realizzato il format: la Laurenzi Consulting, società di consulenza specializzata nell’ideazione di formule ristorative, e lo studio di architettura Strato e Repubblica Gastronomica, che ha ideato la veste grafica.
Più nello specifico, il locale si articola tra un affaccio esterno e due livelli interni, pensati per essere uno il complemento dell’altro.


Appena si entra, sulla destra, si scorge il grande banco della gastronomia. Qui si può scegliere tra salumi e formaggi selezionati, con chicche sia di provenienza locale/regionale che francese o estera per la gioia di tutti i palati.


Più avanti ancora, si prosegue con il banco per le colazioni, per i cocktail (ottimi, insieme anche a una buona selezione di vini, liquori e distillati) e per gli aperitivi (accompagnati con i prodotti preparati e affettati sul momento dalla gastronomia).
Il piano superiore è una sorta di salotto, con carte da parati ispirate a piante esotiche e viaggi, con comodi divani, luci calde e colori attraenti.


Qui si trova il vero bistrot, dove spaziare fra un menu alla carta e un salad bar, che si tramuta poi nel fine settimana in un piacevole ambiente per un brunch internazionale (date un’occhiata anche a quelli previsti per domani, Santo Stefano, e il 1 Gennaio).



Qualche esempio di piatti del menù alla carta? Uova in camicia con crema di zucchine romanesche e guanciale, paccheri al ragù bianco di animali da cortile, polpette di coniglio alla cacciatora con capperi e olive, semifreddo al caffè, éclair con crema chantilly.





Finiscono più o meno così, in dolcezza, le belle serate al Platz. E il giorno dopo si comincia di nuovo con una buona e coccolosa colazione, con il rintocco delle campane della Basilica di Sant’Eustachio a fare da cornice…

Platz, Grand Bistrot
Piazza Sant’Eustachio, 54
00186, Roma
Aperto tutti i giorni, dalle 10:00 alle 24:00
www.platzroma.com

22 settembre 2015

TED, lobster e molto altro ancora


Sabato scorso 19 settembre ha aperto a Roma nel quartiere Prati TED, un locale davvero interessante.
Si tratta di un posto molto originale, dal respiro internazionale e cosmopolita che ben si addice a una capitale come Roma, città in cui questo genere di format non esisteva ancora.


TED prende ispirazione dalla tradizione della East Coast americana, con un’offerta di piatti sfiziosi che ha come protagonista soprattutto il re dei crostacei: l’astice (o lobster che dir si voglia). Quest’ultimo è servito, classicamente, alla griglia o bollito, accompagnato da deliziosi contorni e da salsine rigorosamente home made, ma anche in colorate insalate e in golosissimi roll.



Altro piatto forte della casa sono i succulenti burger di carne bovina Black Angus, che rappresentano il meglio quanto a qualità e gusto. Ma da TED sono presenti anche gli hamburger di salmone e vegani, per chi non ama la carne.
Mexican tacos, uova alla Benedict, ceviche, club sandwich, Caesar salad, piatti vegetariani e a base di salmone, fino ad arrivare ai dessert, completano il quadro di un’offerta variegata, gourmet e allo stesso tempo divertente. Tutto ciò è frutto anche dell’ottimo lavoro svolto dalla Laurenzi Consulting, agenzia leader nel campo della consulenza enogastronomica.


“Filo conduttore del locale – dichiara Stefano Aprile, General Manager di TED – vuole essere proprio questo contrasto: cibo di qualità proposto in maniera smart in un’atmosfera al contempo elegante e spensierata, capace di accogliere tanto un pranzo di lavoro quanto un aperitivo tra amici. Vogliamo in sostanza rompere gli schemi, servendo i nostri piatti in un ambiente friendly e con una clientela trasversale.”


A contraddistinguere ulteriormente TED c’è naturalmente anche il beverage, con due punti fermi: bollicine e cocktail. Accanto infatti ad un’accurata selezione di birre artigianali e di vini bianchi e rossi fermi, c’è la possibilità di degustare alcune delle migliori etichette della produzione spumantistica nazionale ed estera, Champagne su tutti, che si abbinano perfettamente all’astice.
Sul fronte dei cocktail, il menù prevede grandi classici, anche rivisitati, e quelli appositamente studiati per TED dai barman professionisti che animano il grande bancone di legno ricoperto di ottone al centro del locale.


Come in cucina, anche dietro al banco c’è una cura e un’attenzione maniacale per gli ingredienti, a partire dalla frutta fresca e dagli sciroppi, tutti fatti in casa. Last but not least, i distillati, con ben 100 etichette top level.
Vi consiglio vivamente quindi di visitare questo locale, che ha tra i suoi punti di forza anche il fatto di avere la cucina sempre aperta fino a tarda notte, la possibilità di essere visitato anche solo per un drink e l’abbinamento cibo-cocktail.
Tutti aspetti che gli conferiscono uno stile unico, facendo immergere il visitatore nelle atmosfere dei locali di Soho o di Manhattan.

7 ottobre 2014

Bibere, il bistrot “sotto al ponte”


Una settimana fa a Roma è stato inaugurato il nuovo spazio del bel locale Bibere Bistrot. Situato in zona Ostiense sotto il ponte dell’Industria, più noto come “ponte di ferro”, questo locale ha presentato anche il nuovo menù di stagione, con tanti piatti davvero interessanti, ricchi di spunti ed abbinamenti intriganti.
Il bistrot, appartenente ai fratelli Alessio e Fabio Mattaccini, mantiene la struttura ad arcate originale, lasciando così immutato il fascino dell’antico edificio. Esso si struttura in due sale, la prima con 20 posti ed un lungo bancone, dove il bar-tender Valerio D’Arcangeli propone drink innovativi e cocktail classici, tra cui l’ottimo e profumato Chatham Artillery Punch che utilizza l’antica tecnica di miscelazione detta “throwing”.
 

Vi è poi la sala ristorante, da 24 posti, che ha interni essenziali curati nei dettagli, due ampie vetrate ad arco per un ambiente raccolto e mai troppo formale. C’è poi anche la possibilità di mangiare nello spazio esterno, nel tranquillo piazzale della via dove non passano macchine.
Oltre ai cocktail, naturalmente qui si degustano anche vini e birre. Ampia e ricercata è la selezione dei vini tra cui anche quelli naturali, e vasta è la scelta di distillati e di birre alla spina, di cui molte artigianali. Il tutto accompagnato da patatine fritte fatte in casa e altri stuzzichini, tutti rigorosamente home-made.
Ma veniamo ai piatti assaggiati durante la serata, preparati dal giovane chef Andrea Massari, che vanta illustri collaborazioni con gli chef Anthony Genovese, Angelo Troiani e Mauro Uliassi.


Abbiamo iniziato con uno sfizio di benvenuto composto da ostriche in tempura con gelato al peperone (deliziose) e con due ottimi antipasti, a mio avviso: una stupenda ricciola battuta al coltello con gelato ai ricci di mare e gel di pomodoro e un diplomatico di patè di fegato con marmellata di fichi.



Tra i primi degustati, ottime le mezzemaniche con ventresca di tonno, olive e mentuccia e, in coerenza con criteri di stagionalità, ci è stata proposta una carbonara appunto “di stagione” che prevedeva l’aggiunta di funghi porcini, una materia prima disponibile in questo periodo.
 

Particolare e gradevole è stato poi l’agnello arrosto con purea di patate alla liquirizia e cicoria ripassata, mentre tra i dolci molto sfiziosa era la mousse al cioccolato con noccioline salate e frutta disidratata.

 
Ma lo chef Massari, che non finisce mai di sorprendere con le sue riuscite innovazioni, ci ha stupito ancora una volta con un piatto buonissimo con cui abbiamo finito il pasto. Non un dessert come pensereste, ma un … pollo cotto più volte a bassissima temperatura. Che era di un morbido (anche nelle sue parti abitualmente più asciutte) indescrivibile… Un modo un po’ atipico per concludere una cena ma, vi posso assicurare, molto gradito da tutti gli invitati…
 

Nel fare ancora i complimenti allo chef per la bella cena e agli organizzatori per la splendida serata, ricordo che in questo locale oltre al menu alla carta c’è un menù degustazione di 4 portate a 28 euro e uno di 6 a 39 euro per provare come me questa consigliatissima food experience.

Bibere Bistrot è aperto dal martedì alla domenica dalle 19.00 all’1.00. Per info: info@biberebistrot.it - FB  https://www.facebook.com/BibereBistrot

1 maggio 2014

L’erba dello chef è sempre più buona!


Abbinare i miei piatti con erbe aromatiche particolari è uno degli obiettivi che come foodblogger voglio perseguire sempre di più.
Non poteva quindi che essere per me molto interessante l’invito ad una serata a tema, tenutasi presso l’UNA Hotel di Roma, in cui lo chef dello stesso albergo Francesco Petrosino ha utilizzato tanti tipi di erbe per creare piatti unici nello stile e nel gusto.
La serata è stata organizzata da Il Mangelo, in collaborazione con Koppert Cress leader nella produzione e nella lavorazione di micro ortaggi per cucina e UNA Hotels & Resorts, nell’ambito dei festeggiamenti per i 10 anni di attività della Guida Il Mangelo.
I festeggiamenti prevedono infatti, in diverse città d’Italia, una serie di eventi dedicati alla buona cucina e alla creatività, chiamando alcuni chef a sperimentare delle speciali erbe, fiori, foglie o germogli per piatti o cocktail molto particolari. Una vera e propria sfida che Il Mangelo ha voluto proporre alla loro creatività culinaria e che gli chef hanno accolto con entusiasmo, affascinati dal potenziale dei prodotti selezionati da Koppert Cress in ogni angolo del mondo. Il tutto nella cornice raffinata ed elegante degli UNA Hotel.
Per ogni evento, ciascuna serata costituirà l’avvio di un’intera settimana a tema, in cui alcune delle proposte (finger food, cocktail o aperitivi, a seconda della fantasia dello chef) presentate in anteprima resteranno presenti nel menù dell’albergo.
La serata di inaugurazione romana, riservata alla stampa, ai food blogger e agli ospiti dell’albergo, è stata all’altezza delle aspettative, con piatti freddi, caldi, delizie dolci e ottimi cocktails.
 
 

Tra i freddi ho molto gradito, il Gambero rosso cotto in padella su insalatina di germogli di soia “Salty Fingers” e il Nido di salmone affumicato e rucola in salsa allo yogurt magro “Bean Blossom”.

 
Tra i piatti caldi non si può non citare il delizioso e profumato Risottino alle dieci erbe che per la precisione erano le seguenti: “Atsina, Scarlet, Red Mustard, Honny, Borage, Chilli, Ghoa, Shiso Green, Affilla, Shiso Purple”.
Molto interessanti poi le preparazioni con le Oyster Leaves, delle foglie che in bocca ricordano decisamente il sapore delle ostriche. Ecco allora che un dolce molto particolare è stato il Semifreddo al caffé con croccante al cioccolato “Oyster Leaves”, mentre tra i cocktails spiccava un buonissimo “Oyster Dog” con vodka, Oyster leaves e succo di pompelmo.
 

Gli ulteriori eventi in calendario si svolgeranno presso:
  • l’UNA Hotel Tocq, via Mazzini 4, Milano il 17 giugno 2014;
  • l’UNA Hotel Napoli, piazza Garibaldi 9/10, Napoli ad inizio settembre (data da definire).
Per ulteriori informazioni o prenotazioni vi potete rivolgere a:

Il Mangelo: Laura Fabbro, staff@ilmangelo.it
UNA Hotels: Paola Batisti (ufficio comunicazione), p.batisti@unahotels.it