Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

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28 settembre 2021

Di pranzetti golosi ischitani


Quando mi reco ad Ischia in estate abitualmente ceno in albergo e allora è a pranzo che mi sbizzarrisco alla ricerca di belle e diversificate esperienze enogastronomiche.
In questo post vorrei quindi raccontarvene alcune, anche per ricordarmi i bei momenti vissuti, ormai ampiamente e purtroppo rimpiazzati dalla routine cittadina.
Della mia estate 2021 ad Ischia voglio menzionare almeno tre belle “food experience”, una in un locale che non conoscevo, una in un luogo dove sono tornato con piacere e l’altra in un ristorante dove mancavo da una vita.
Iniziamo con il locale nuovo per me. Ci troviamo nella stupenda baia di San Montano, in un’area in cui ultimamente fioccano luoghi gourmet di un certo livello. In particolare all’interno dello splendido parco termale del Negombo, che dispone anche di una spiaggia bellissima da apprezzare soprattutto al tramonto, c’è un posticino davvero incantevole che merita una sosta.


Si tratta della
Trattoria Casa Colonica del Negombo un locale carinissimo innanzitutto per la sua ambientazione e location: sedie e tavoli allegramente colorati, contornati ovunque da prodotti dell’orto (pomodori in primis) che arredano deliziosamente questo ristorantino posto sotto una fresca veranda.



Qui si possono apprezzare tanti piatti sfiziosi della cucina campana, magari tenendosi un po’ leggeri per lasciare lo spazio ad uno splendido bagno pomeridiano. Assaggiate le loro buonissime melanzane grigliate marinate all’arancia con aceto balsamico e non perdetevi una meravigliosa zuppa di cozze (denominata “il cozzaro nero”) al vino rosso (strano, vero?) ornata di croccanti crostini e da uno spettacolare basilico locale (non mi stanco mai di dire che il basilico degli orti ischitani è un fuoriclasse, di un altro pianeta!).



Altro posto mitico dove sono tornato con piacere è il ristorante da
Ida, sulla bellissima spiaggia dei Maronti, con vista sulla fascinosa penisola di Sant’Angelo. Alcune estati fa in questo locale apprezzai molto la specialità della casa, degli spaghetti alle vongole con pangrattato e pinoli tostati ma questa volta, assaggiando altri piatti, ho avuto la conferma di tornare in un posto garantito e sicuro sulla buona riuscita di un pranzo. Qui ho apprezzato delle davvero ottime cozze grigliate (la grigliatura consente di rilasciare al sughetto che si forma un sapore di affumicato inimitabile, provatele se vi capita!) e delle linguine ai totani davvero gustose, color rosso acceso (le chiamerei quasi “red passion”), con ben in evidenza tutte le parti del totano stesso, dalle diverse consistenze.


Sono tornato infine, dopo tantissimo tempo, in un luogo della mia infanzia ad Ischia Porto, il ristorante 
Alberto, dove, les pieds dans l’eau, con tanti familiari e amici componevamo delle enormi e conviviali tavolate, degustando buonissimi piatti a base di pesce.


Oggi questo ristorante non è più una semplice trattoria di mare come era allora, ma un luogo molto più elegante che propone una cucina mediterranea e di pesce che strizza l’occhio ad un po’ d’innovazione, risultando così più al passo coi tempi.
Qui ho apprezzato molto degli spaghetti “a vongole” con dei piccoli e gustosi peperoncini verdi e polvere di tarallo davvero molto intriganti, seguiti da dei croccanti fiori di zucca ripieni di ricotta che consiglio vivamente.



Questi sono solo alcuni suggerimenti relativi a ristoranti isolani degni di nota. Ve ne segnalerò molti altri, perché ad Ischia negli ultimi anni il livello qualitativo della ristorazione sta crescendo notevolmente e in modo esponenziale, trainato anche da noti chef stellati. E sono fiero di potervene parlare, sia per il piacere in sé di farlo sia affinché ciò sia noto ad una platea di intenditori più ampia possibile.

12 maggio 2018

La Baia è sempre la Baia....


Una visitina alla Baia ve la consiglio sempre vivamente...
E’ ideale soprattutto in questo periodo...
Nella foto degli splendidi tagliolini con pesto di pistacchi, cozze e seppie.
Alla prossima!

22 aprile 2018

Cagliari e la fregula al ragù di crostacei


Sono tornato di recente da una missione di lavoro a Cagliari. Il tempo libero in questi casi ovviamente è sempre limitatissimo, ma qualche buon pasto si può senz’altro fare.
Premesso che vi parlerò comunque presto di questa bellissima città di mare (tutte sempre incantevoli, a mio parere!), intanto non posso non anticiparvi il miglior piatto assaggiato durante questo mio breve soggiorno nel capoluogo sardo.
Negli splendidi “carruggi” (li posso chiamare così?) alle spalle del porto vi sono tanti graziosi ristorantini e in uno di questi (ristorante l’Antica Cagliari) spiccava nel menù la tipica fregula, preparata con un ragù di crostacei.
Un piatto delizioso, che ho apprezzato davvero tanto, ben insaporito (la fregola è un incredibile catalizzatore di sapori), che beneficia del diverso apporto fornito da vari crostacei come gli scampi, l’astice, le pannocchie e i gamberi.
Questa grandiosa preparazione quindi nella mia personale classifica di una due giorni di missione ha prevalso nettamente su altri piatti tipici sardi, pur buonissimi.
Credo proprio allora che vi tedierò riproponendovi ancora questo piatto, dopo averlo preparato con le mie mani a casa. Ma “in cambio” avrete la sua preziosa ricetta. Che volete di più?

24 marzo 2018

Rascasse, passion rouge


Amo scrivere i post con ricette semplici in cui alla elementarità della preparazione si abbinano tante o comunque diverse notizie più o meno sfiziose sugli ingredienti o sul piatto. E la ricetta che vi presento oggi costituisce proprio uno di questi casi.
Vi parlo infatti di un semplice spaghetto al sugo (qualcuno direbbe ragù) di scorfano. Punto. Ma quante cose ci sono da raccontare sullo scorfano? Moltissime.
Innanzitutto su di esso non avevo mai pubblicato nulla nel mio blog (perlomeno non mi sembra), poi si tratta di un pesce a mio avviso molto simpatico, tutto rosso, sebbene sia coriaceo, scorbutico, nonché un pò bruttino, spinoso e ostico.
Quando, ormai più di dieci anni fa, aprii il mio blog nella rosa dei nomi papabili da attribuirgli ve n’era proprio uno legato allo scorfano. Non avrei però utilizzato il nome italiano, ma piuttosto la sua traduzione francese, molto più di appeal e legata alla mia passione per la Francia.
I nostri cugini d'oltralpe chiamano questo pesce "rascasse", nome che evoca anche Gran Premi di Formula 1 e relativi ristoranti (la Rascasse è un noto ristorante di Montecarlo, situato su una curva del Gran Premio monegasco che prende il nome del locale).
Questo mitico pesce presenta una carne bianca molto gustosa e delicata e il brodo preparato con le sue carcasse ha un gusto da non perdere (non vi azzardate a buttare lisca e testa quando lo comprate!), ben delineato e saporito che ricorda quello dei crostacei.
Nelle pescherie lo scorfano spicca sempre sugli altri prodotti col suo rosso acceso e si presta per essere utilizzato in ottime zuppe di pesce, inclusa la mitica bouillabasse marsigliese.
Ma non vorrete certo credere che l'utilizzo dello scorfano è riservato esclusivamente alle zuppe di pesce. Si può realizzare, ad esempio, uno strepitoso spaghetto condito col suo sugo e "aggiustato" con il suo ottimo fumetto.
La ricetta, a cura dello chef Franco Bloisi di Assunta Madre, l'ho reperita mesi fa sul Messaggero nella bella rubrica del venerdì sui ristoranti di Roma e l'ho religiosamente conservata. Poi, appena si è presentata l'opportunità, ho avuto modo di "rispolverarla".
Eccola:
Mettere in una padella con olio extravergine e peperoncino uno scorfano di circa 1 kg sfilettato, ponendo la parte con la pelle verso il basso. Aggiungere dei pomodorini datterini tagliati a cubetti e far cuocere per un po’. Nel frattempo utilizzare le carcasse dello scorfano per preparare un fondo nel modo che segue: tostare con poco olio extravergine le teste e le lische, sfumare con del vino bianco e aggiungere poi sedano, carota, cipolla tagliate grossolanamente e poca acqua. Far cuocere per massimo mezz’ora e il risultato sarà un brodo ristretto di gran gusto. Cuocete poi dei buoni spaghetti al dente, che concluderanno la loro cottura in padella, dopo aver incorporato anche il fondo precedentemente preparato.
Le varianti rispetto alla ricetta di base che ho apportato riguardano l'utilizzo dell'aglio che non deve mai mancare nei miei piatti a base di pesce, il "forzoso" impiego di un pomodoro in scatola al posto di quello fresco (sigh!) e il recupero della polpa dello scorfano rimasta attaccata alla lisca e alla testa che ha contribuito ad insaporire ancor di più la salsa.


Il piatto che ne viene fuori ha il sapore del mare e sono sicuro che sarà ancora più buono in stagione col pomodoro fresco (provate ad attendere l'estate per prepararlo, se potete pazientare; lo farò anch’io).
Un "rosso su rosso" (rosso del pomodoro + rosso dello scorfano) da urlo quindi e già che ci avviciniamo al Gran Premio di Montecarlo (si terrà verso la fine di maggio) aggiungiamo idealmente anche il rosso delle Ferrari. Con l’auspicio che possano passare per prime all’ultimo giro anche davanti alla curva della Rascasse...

25 dicembre 2017

Ora è (la vigilia di) Natale!


Oggi è Natale. Quindi innanzitutto mi preme di fare gli auguri di una serena giornata e di buone feste a tutti i miei lettori.
Sono reduce da un cenone di Vigilia come al solito abbondante, gustoso e di qualità, con tanti piatti a base di pesce degni della migliore tradizione marinara e partenopea. Ma non sono mancati anche altri “classici”, come la pizza di scarole e la cosiddetta insalata di rinforzo.
Adoro l’insalata di rinforzo che apre, almeno a casa mia, la cena del 24 dicembre. Nella mia famiglia si prepara in maniera forse un po’ diversa da quella classica, ma sicuramente altrettanto gustosa.
Come potete vedere dalla foto sono presenti in questa insalata, la nostra insalata, i seguenti ingredienti:

salame
ricotta salata
olive dolci verdi
olive nere
acciughe sott’olio
cavolfiore bollito
giardiniera di sott’aceti

Un altro componente che non può mancare sono le papaccelledei piccoli peperoni schiacciati che quest’anno non erano presenti in questo antipasto perché quando sono a Roma non è facile reperirle.
L’insalata di rinforzo è un piatto grandioso, che va preparato un po’ di tempo prima e che si conserva bene anche per giorni.
Quando la preparo è davvero Natale e il mio ricordo va a quando da bambini a casa dei nonni mangiavamo di nascosto qualche ingrediente dell’insalata, in attesa della cena che a volte iniziava in gran ritardo…
Buon Natale ancora a tutti!

10 settembre 2017

Food experiences d’estate


In estate durante le vacanze capita sempre di fare belle esperienze enogastronomiche e, ormai come di consueto, al rientro mi piace scrivere un post che riepiloghi quelle che più mi sono piaciute, se non altro per tenerne traccia negli anni.
Per l'estate 2017 comincerei proprio dalla città, Napoli, a partire dalla quale sono approdato nella mia isola del cuore, Ischia.
Nel capoluogo campano, proprio di fronte al porto e alla stazione degli aliscafi, ha aperto da poco un locale che è il paradiso dei golosi e dei "pasta lovers". Sto parlando del Di Martino Pasta Bar, un ristorantino in stile moderno in cui la pasta viene preparata e declinata in mille formati e condimenti, tutti davvero da applausi.


Al piano terra vengono venduti i vari tipi di pasta Di Martino e vi è anche un corner affacciato sull'esterno che somministra spaghetti al pomodoro preparati come si deve. "La devozione", questo il nome del piatto, si consuma esclusivamente in pratiche scatole "da passeggio" a un prezzo abbordabilissimo.
Al primo piano vi è poi il vero e proprio ristorante della pasta, dove gli ospiti mangiano in prevalenza intorno ad un bancone a vista, dietro al quale gli chef del locale preparano le loro prelibatezze.



Non mancano tavolini (pochi) vista piazza Municipio e vista mare più raccolti ed isolati.
Nell'ambito del menù, supervisionato dall'ottimo Peppe Guida, figurano piatti di terra e di mare davvero interessanti, tra cui anche classicissimi della cucina campana.


Io ho optato per un ottimo piatto a base di pesce, la pasta mischiata con crostacei e la loro bisque, ma ho potuto assaggiare anche delle mini porzioni di pasta alla Nerano (la menta presente nel piatto lo rende unico) e di spaghetti al ragù di mare, molto interessanti.



Tornerò presto in questo pasta bar, dove devo assolutamente assaggiare la genovese ma anche tanti altri sfiziosi piatti di origine contadina e dai sapori dell'orto.
Un altro ottimo primo che ho assaggiato durante l’estate è quello che ho potuto degustare nella mia Ischia presso uno stabilimento balneare di cui ho già parlato altre volte (ad esempio qui). Sto parlando dell'ottimo bistrot Ricciulillo dove, con vista sul Castello Aragonese e Vivara, ho potuto gustare un fantastico piatto di fusillloni con spada, peperoncini verdi e pomodorini. 


Una grande ricetta, dai sapori ben bilanciati e armonici, con dei peperoncini verdi piccolissimi come solo al Sud si trovano, tagliati a rondelle sottilissime.
Il terzo piatto da ricordare che oggi vado a citare non è certo un piatto estivo, ma era da troppo tempo che "l’avevo puntato" e dovevo finalmente assaggiarlo.
Non l’ho degustato in una località balneare ma piuttosto a Roma, precisamente al Roscioli Caffè, già famoso per il suo opulento club sandwich.
Il piatto in questione è rappresentato da dei meravigliosi rigatoni con burro echiré “demi-sel” e tre parmigiani di alta qualità, il Parmigiano Vacche Rosse 36 mesi, il Parmigiano di Bruna Alpina 30 mesi e il Parmigiano Reggiano 36 mesi Collina.


Una preparazione di grande cremosità e bontà, che fa ben comprendere come quando in un piatto semplice si utilizzano materie prime di eccellenza questo può diventare strepitoso.
Ecco quindi tre chicche della mia estate. E le vostre? Raccontatemele se vi va!

6 marzo 2017

Chinappi, la cultura della stagionalità del mare


Il ristorante Chinappi di Roma è un punto di riferimento nella capitale per la cucina a base di pesce fresco e per i suoi "solidi" e buonissimi piatti offerti, che sono sempre una garanzia.
Situato a due passi dalla centrale Piazza Fiume, è un locale caratterizzato da interni eleganti e sobri, con spaziosi tavoli dalle classiche tovaglie di lino bianco. E’ quindi un posto ideale per una cena intima, riservata e al tempo stesso di qualità.
L’approdo di Chinappi a Roma risale al 2006, quando Stefano Chinappi e la moglie Elena decisero di portare la loro cucina di mare nella capitale, utilizzando il pesce che arrivava per lo più dalla pescheria di famiglia di Formia, con diverse paranze sparse nel basso Lazio.
Il ristorante Chinappi è attualmente guidato da due uomini di mare, Stefano Chinappi e Federico Delmonte, due caratteri diversi uniti dalla grande passione per il pesce e dalla conoscenza che hanno di questa materia prima.
L'esuberante e tenace Stefano è un uomo con alle spalle una famiglia di ristoratori, un padrone di casa che guida l’ospite fra le interessanti selezioni di vini e i piatti proposti.


In cucina da un anno esatto vi è poi il giovane chef marchigiano Federico Delmonte, che elabora con classe ed eleganza una materia prima di grande qualità, proponendo piatti in cui emerge nettamente l’autentico sapore del mare, con pochi ingredienti essenziali che non coprono il gusto del pescato, ma che ne esaltano al contrario l’essenza.


Anche la carta dei vini è interessante, riflettendo la forte passione per le bollicine di Stefano che lo ha portato a selezionare molti Champagne, dai nomi più noti a chicche più rare, non disdegnando di offrire ottime etichette italiane, con una bella proposta di Fiano, Verdicchio e Pinot Nero.
In aggiunta a queste solide premesse, che fanno di questo locale un ristorante di primissimo piano nella scena capitolina, è molto interessante il progetto che da qualche tempo sta portando avanti il ristorante. Sono previsti infatti una serie di appuntamenti legati al cosiddetto “calendario del pesce”, per guidare il cliente verso un consumo consapevole del pescato di stagione.
Nel mio ristorante viene seguito il calendario del pesce, perché anche i frutti del mare devono essere rispettati e cucinati seguendo le stagioni, afferma Stefano Chinappi. Io sono un uomo di acqua salata -continua Chinappi- sono cresciuto con i piedi a mollo, so cosa il mare può offrire in determinati periodi dell’anno e mi piace trasmettere queste conoscenze ai miei clienti, che sono sempre più curiosi”.
Dal novembre scorso, quindi, un giovedì al mese è possibile partecipare a cene sviluppate intorno al pesce di stagione, con specifici menù e percorsi di degustazione, incluso l'abbinamento dei vini.
La serie di incontri prevede ora, giovedì prossimo 9 marzo, uno specifico menù dedicato alla sogliola, con in abbinamento dei Verdicchi di qualità.


Tale menù, da me assaggiato in anteprima, prevede i seguenti piatti:

- Razza al vapore, asparagi e purea di nocciole tostate (piatto delicato e piacevole a cui fornisce un “plus” interessante il sorprendente ma azzeccatissimo abbinamento con la nocciola)


- San Pietro fritto, topinambur, spinaci croccanti e maionese al frutto della passione (piatto ben bilanciato, con un bel tono di freschezza conferito dall’ottima maionese al frutto della passione)


- Sogliola alla “Chinappi” con verza al limone (la dimostrazione di come un piatto semplice può trasmettere cosi nettamente, ma con delicatezza e leggerezza, il sapore del mare)
- Tortelli di rombo, crema di patate arrosto e ristretto di sugo di rombo (una golosa pasta fresca con un gradevole ragù di mare)


- Cremino al limone, genziana, aceto balsamico e liquirizia (un piacevole dessert, degna conclusione di una cena a base di pesce, che pulisce e rinfresca la bocca)


Questo stesso menù sarà degustabile poi fino al 16 marzo, senza tuttavia implicare necessariamente la scelta dei vini selezionati dal patron del locale.
Gli ulteriori appuntamenti con il calendario del pesce saranno i seguenti:

Mazzancolle 6 aprile

Seppie 11 maggio
Frutti di Mare 8 giugno
Pesce Spada 13 luglio
Triglie 10 agosto
Tonno 14 settembre
Zuppa di pesce spinata 12 ottobre

Di carne (sarebbe forse meglio dire pesce…) al fuoco, quindi, ce n’è tanta. Non vi resta quindi che fare una visita a questo ristorante, dove potrete assaggiare piatti che rispettano la materia prima ed esaltano il sapore del pescato nella sua forma più naturale. E che, con semplicità, rimarranno impressi nella vostra memoria gastronomica.


Ristorante Chinappi

Via Valenziani, 19
06 48 19 005 | 360 61 52 19
E-mail: chinappi@chinappi.it
http://www.chinappi.it/

31 dicembre 2016

Tanti auguri, in Bizkaian style


Uno dei piatti di pesce che ho preparato in occasione della recente vigilia di Natale è stato quello che vedete nella foto.
Un piatto che ho assaggiato per la prima volta all’enoteca Brylla che mi è piaciuto molto e che quindi ho voluto replicare a casa: il baccalà alla vizcaiana.
La ricetta originale mi è stata fornita dall’ente del turismo di Bilbao, ma ho fatto delle leggere modifiche, tra cui la sostituzione dei peperoni secchi con dei peperoni arrostiti e spellati (pazienza per la stagionalità) e l’utilizzazione di una salsa di pomodoro in scatola al posto dei pomodori freschi.
Un piatto davvero gustoso, da cui deriva una salsina molto buona (adoro la commistione peperoni-pomodori, molto più diffusa in Spagna che in Italia) e che consente di diversificare un po’ rispetto ai soliti piatti a base di baccalà.
E’ un piatto ideale anche per il cenone di Capodanno e già che oggi siamo arrivati al 31 dicembre, non posso che farvi(mi) tanti auguri per uno scoppiettante e favorevolmente sorprendente 2017. Cin cin!

2 dicembre 2016

Settemari parte alla grande con Libera Iovine


Libera Iovine è una chef che ho sempre ammirato per la sua cucina schietta, mediterranea, di mare ma anche di terra, in cui la materia prima è protagonista. E' una donna isolana, di Procida, ma ha espresso forse la sua cucina migliore nell'isola che più amo, Ischia, dove con il ristorante “Melograno”, ha donato la prima stella Michelin a questa splendida località di mare. Ha lavorato anche in un posto che adoro, Pietratorcia, sempre a Ischia e la dimostrazione che amo la sua cucina è testimoniata, ad esempio, anche dal fatto che ho provato a realizzare (indegnamente) una sua splendida ricetta, le mafaldine alla crema di scarole (la trovate qui).


E' inutile quindi sottolineare che ritrovare Libera Iovine come chef di un locale appena inaugurato di gestione Settembrini, a sua volta un punto di riferimento della ristorazione capitolina di pregio, non poteva che essere per me una piacevolissima sorpresa.
Nel quartiere Prati infatti – precisamente in via Avezzana - ha aperto recentemente Settemari, un nuovo ristorante improntato sulla cucina di qualità a base di pesce, caratterizzato dall’alternanza ai fornelli di chef capaci di interpretare al meglio lo “stile Settembrini”. E la chef Libera Iovine ha dato il via al progetto. “Ho accettato con molto piacere – afferma la chef – l’invito per “varare” questo interessantissimo locale. Roma è una piazza ricca di suggestioni e Settemari una sfida assolutamente stimolante. Mi sono inoltre da subito trovata in piena sintonia con la filosofia del ristorante”.
Settemari è stato concepito quindi come un porto di mare, in continua e positiva evoluzione. La cucina di Settemari vuole essere semplice, fortemente legata alla tradizione marinara mediterranea, con profumi e aromi che esprimano tutta la forza della materia prima e con sapori netti e cotture leggere. A recitare un ruolo da protagonista è il territorio, grazie ai migliori arrivi dalle aste di Fiumicino, Terracina e Anzio. A pranzo è prevista una carta snella, comprensiva di un sushi di grande qualità rivisitato alla mediterranea (presente anche quello soltanto vegetariano), con la possibilità di optare per un menù business lunch, veloce e gustoso. La sera l’offerta è più ampia, a partire dal menu degustazione di sette portate. E’ disponibile anche una versione più stringata, di quattro portate, denominata il Piccolo mare. Non mancano i piatti del giorno, secondo la stagionalità degli ingredienti, ferma restando la possibilità di ordinare alla carta.


Punto di riferimento del locale, posto al centro della sala, è il grande bancone-isola, dove avviene la preparazione, in “diretta”, di sushi e altre portate. Anche in questo caso le parole d’ordine sono freschezza della materia prima, raffinatezza e leggerezza. Sempre al banco, per l’aperitivo o un break pomeridiano, vengono preparati estratti e frullati con latte vegetale, originali e gustosi.
Nella cena di inaugurazione del locale, la brava chef Libera ha dimostrato ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, il suo talento. Ottimo e delicato l'antipasto di mazzancolle, verdure in agrodolce, erbe amare e maionese di gamberi e veramente buone le seppie, con carciofi, purè di patate viola e mentuccia.



Tra i primi sono state proposte delle sfiziose orecchiette con broccoli, cozze e vongole e delle mezzemaniche al ristretto di zuppa e briciole agliate.


Per secondo, una buona ricciola ricoperta con pan brioche alle bucce di agrumi e caponata siciliana. 


Strepitosa infine la pastierina della chef, profumata, delicata e piacevole.


Interessante infine la carta delle bevande (vini e birre), studiata alla perfezione per accompagnare tutti i piatti proposti dal locale.

SETTEMARI
Via Giuseppe Avezzana, 19/21
00195 Roma - Tel. 06 32111583
Aperto tutti i giorni dalle ore 12.30 alle 24.00
Chiuso domenica sera e lunedì a pranzo

16 settembre 2016

Lecce, street food in salsa “barocca”


Eccomi finalmente a riassumere la mia vacanza estiva a Lecce, ormai lontana purtroppo.
Beh, per cominciare, va detto che Lecce è davvero un piccolo gioiellino, con dei bellissimi edifici di un bianco accecante che fanno da contrasto a un cielo azzurrissimo.


Di Lecce mi ha colpito la sua pulizia, la sua cura, oltre che le splendide e appartate piazzette, autentici salottini con tanti locali di qualità dove mangiare o bere qualcosa, magari appena cullati dal vento che da quelle parti è abbastanza una costante.


E’ quasi inutile sottolineare che Lecce è una città nota per le sue tante, splendide chiese barocche. E in effetti c’è davvero l’imbarazzo della scelta: la basilica di Santa Croce, la Cattedrale, la Chiesa Greca e tante altre bellissime chiesette sparpagliate in centro e nelle sue vicinanze.


Lecce costituisce anche un’ottima base di appoggio per fare delle intriganti escursioni al mare in splendidi e paradisiaci posti limitrofi (o quasi), come Torre dell’Orso, Gallipoli e Porto Cesareo a cui si può approdare anche grazie ad un abbastanza efficiente servizio di bus. Non è un caso che la capitale del Salento fosse, nel periodo a ridosso del ferragosto, gremita come un vero e proprio posto di villeggiatura sul mare.
Coté food, la città offre moltissimo. Innanzitutto c’è dello street food di qualità molto importante. Dominano i pasticciotti e i rustici, che si trovano praticamente ovunque ma che vale la pena di assaggiare ad esempio al bar-pasticceria Alvino (tel. 0832 246748), nella bella Piazza Sant'Oronzo, che li sforna caldi a tutte le ore (questo bar prepara tra l'altro anche un buon caffè freddo con latte di mandorla!).


I pasticciotti (buoni anche nella gelateria-pasticceria Natale) sono dei piccoli scrigni di frolla ripieni classicamente di crema, mentre i rustici (che adoro) al loro interno hanno mozzarella, pomodoro, besciamella e pepe.


Altro monumento dello street food leccese è la puccia, in pratica un panino con poca mollica e quindi con poco lievito al cui interno si può mettere di tutto. Ho assaggiato ad esempio una mitica puccia con del capocollo (non il salume, ma la vera e propria carne cotta), caciocavallo e rucola: davvero splendida! 


Delle ottime pucce si possono degustare all'Angolino di Via Matteotti, ma vi toccherà fare una fila notevole prima di assaggiarle.


Sempre in tema street food, se il consumo di gelato può essere considerato tale, vi consiglio la gelateria Natale (ottima anche come pasticceria, con fantastici dolci, citata anche poco più su). Qui si può degustare un gelato davvero molto interessante, con materie prime freschissime, di stagione e di prima qualità. Vi consiglio in particolare di assaggiare il gusto dedicato a Maria D'Enghien (contessa di Lecce che visse tra il 1300 e il 1400) al limone e pan di spagna, davvero gradevole, fresco e da dipendenza.


Vi segnalo inoltre una rosticceria (La Foglia Matta) che vende anche frutta e verdura e che prepara degli ottimi piatti tipici, come fatti dalle nostre mamme, esclusivamente da asporto.
Sul fronte aperitivi, nei pressi del centro, va segnalato un locale giovane ma già pluripremiato, il 300mila LoungeBar elegante e versatile luogo dall'atmosfera soft, ottimo anche per un dopo cena con favolosi drink e after dinner. Per bere bene, inoltre, potete frequentare le tante buone enoteche della città, come ad esempio quelle vicino alla Basilica di Santa Croce, dove oltre a qualche calice di buon vino locale (magari rosato) potete anche gustare degli ottimi taglieri, delle buone frise e altri sfiziosi prodotti e piatti tipici locali.


Quanto ai ristoranti, a Lecce si trovano molti locali che fanno una cucina prettamente casalinga e della tradizione salentina. A questo trend generale si contrappone però qualche eccezione, come il locale dei promettenti fratelli Pellegrino che nel loro ristorante Bros propongono una cucina innovativa con accostamenti inediti ma davvero ben riusciti.
Tra i ristoranti tradizionali, è da citare l'Osteria degli Spiriti, bel locale con personale competente che offre piatti tipici quali la pasta con polpettine e uno strepitoso pecorino locale o un buon filetto al Negramaro.



Per quanto riguarda i ristoranti di pesce, vi segnalo la Pescheria con Cottura, un locale dove gli avventori possono scegliere il tipo di pesce (fresco), la sua quantità e la modalità e tipo di cottura e vederselo servire dopo poco ai tavoli. Il locale comunque prevede anche un normale menù, da cui scegliere altri piatti ancora, come la pasta col tonno fresco o il polpo alla piastra. 



Sempre a proposito di ristoranti con cucina marinara, a Lecce e dintorni non potete infine non assaggiare gli spaghetti col sugo di ricci, dal sapore di mare, unito alla piacevole dolcezza del suo principale ingrediente.


Credo che per ora sia tutto. Al prossimo post, quando vi parlerò dei posti di mare vicino Lecce.


Ps: Ah, dimenticavo: tra i souvenir leccesi da riportare a casa (esclusi quelli culinari: ve ne sono tanti e magari ve ne parlerò in un altro momento) è d'obbligo acquistare nelle botteghe cittadine i bellissimi prodotti a base di cartapesta, la cui lavorazione fa parte della tradizione del territorio leccese e salentino.