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16 ottobre 2022

Le tante attrazioni di Villeneuve Loubet


Oltre che per la presenza del bellissimo Museo Escoffier dell’Arte Culinaria (qui 
il mio post al riguardo) il villaggio di Villeneuve Loubet presenta molti altri motivi di attrazione turistica e si è rivelato per me una piacevole scoperta.


Situato nel cuore della Costa Azzurra e vicino alle sue principali località (Nizza, Cannes, Antibes),
Villeneuve-Loubet ha conservato tutta la sua autenticità e accoglienza tra spiagge, zone boschive e un villaggio storico provenzale di grande interesse.


La mia permanenza a Villeneuve Loubet è cominciata con la visita all’interessantissimo
Museo Escoffier situato nei pressi della sede del comune. Successivamente, insieme a dei rappresentanti dell’Ufficio del turismo locale, ci siamo inerpicati sulle elevate pendenze del centro storico, antico feudo signorile situato a 3 km dalla costa, che rappresenta uno dei tesori nascosti della Costa Azzurra. 


Ci troviamo ai piedi della fortezza medievale, sulle rive del fiume Loup, dove batte il cuore della storica Villeneuve.


Un villaggio davvero grazioso, con le sue pittoresche stradine, i suoi balconi fioriti, la sua chiesa restaurata e i suoi ristorantini. La vita qui segue il ritmo delle stagioni, soprattutto in estate, quando è possibile partecipare a spettacoli all'aperto, serate rinascimentali, eventi musicali e gastronomici. 


Da visitare nel centro storico è anche La Maïoun dei Granouïé, il museo di storia locale.
Ad arricchire il patrimonio culturale della cittadina è anche la soprarichiamata fortezza medievale, costruita intorno al 1230. La fortezza ha conservato il suo magnifico torrione pentagonale, le mura di cinta e le cannoniere dell'inizio del XVI secolo. Da vedere anche il suo magnifico parco, con numerose piante esotiche.
Villeneuve-Loubet è da considerarsi anche una cittadina costiera unica e a misura d'uomo, poiché i 2/3 della sua superficie sono costituiti da spazi verdi, tra cui due parchi naturali.
E’ attraversata dal Loup, un piccolo fiume costiero che nasce nelle Prealpi di Grasse e finisce il suo corso ai piedi del villaggio, prima di gettarsi nel Mediterraneo. Ed è bello immergersi nel verde del Parco Naturale delle Rives du Loup, uno spazio ben conservato che collega, costeggiando il fiume, il villaggio al mare. E’ un luogo ideale per passeggiare vicino alla costa, con i suoi sentieri ben curati e aree picnic. Un posto magico, autentico, selvaggio e tranquillo.
L’altro parco, quello di Vaugrenier, offre agli escursionisti una piacevole fuga dalla vita frenetica della costa con i suoi sentieri ombreggiati, uno stagno naturale, un osservatorio ornitologico, un percorso benessere e un parco giochi per i più piccoli. Gli amanti di storia e architettura potranno ammirare anche il castello di Villeneuve, un piccolo gioiello del XVI secolo costruito da Andrea Palladio e visitabile su appuntamento.
La parte mare di Villeneuve-Loubet si estende su 4 km di costa, con una stazione balneare che si sviluppa attorno a Marina Baie des Anges, un complesso architettonico composto da porto, spiagge, basi nautiche, club di vela, negozi e ristoranti, tra cui lo stellato La Flibuste.


Ottimo anche il ristorante Les Terrasses du Syracuse, dalla meravigliosa cucina mediterranea che ho avuto l’opportunità di assaggiare nel corso della mia visita.


In questa zona è presente una struttura composta da quattro edifici molto particolari, a forma di vela, opera dell’architetto Jean Marchand.

Foto Ufficio del Turismo di Villeneuve Loubet

Occorre infine sottolineare che Villeneuve-Loubet è stata la prima località della Costa Azzurra a costruire piste ciclabili, con la consapevolezza del potenziale del suo territorio e dell'impatto che avrebbe avuto sull'ambiente. Il comune tra le altre cose ha creato una rete ciclabile e pedonale che collega il mare con l'entroterra. Villeneuve-Loubet è anche il punto di partenza del circuito turistico che collega il porto di Marina Baie des Anges a quello di Nizza, su una pista ciclabile sicura e continua di circa 14 km. Ad oggi, Villeneuve Loubet offre più di 25 km di piste ciclabili, a cui si aggiungono i percorsi nei parchi naturali.
Insomma c’è molto da fare a Villeneuve Loubet, una località ideale per le famiglie e che consente a tutti di svolgere tante attività, da quelle sportive e più movimentate a quelle più rilassanti, in modo da impiegare al meglio il tempo da trascorrere in vacanza.
 
Per ulteriori informazioni:

https://www.villeneuve-tourisme.com/
https://cotedazurfrance.fr/
https://www.france.fr

9 ottobre 2022

Un luogo da non perdere per i foodies: il Museo Escoffier dell’Arte Culinaria


Nel mio recente soggiorno in Costa Azzurra ho avuto modo di visitare un posto davvero interessante, che non può mancare nel bagaglio esperienziale di chi si occupa di gastronomia: il
Museo Escoffier dell’Arte Culinaria.
Ci troviamo a Villeneuve Loubet, un caratteristico paesino non lontano dal mare e situato nei pressi di Nizza ed Antibes.
Visitare questo museo, casa natale di Escoffier, è un’opportunità unica, anche perché costituisce l'unico Museo dell’Arte Culinaria in Francia.
Cercherò innanzitutto, in sintesi, di raccontarvi chi era Auguste Escoffier (1846-1935). Fu certamente un grande chef, considerato il padre della cucina moderna, ma definirlo soltanto chef e grande cuoco è altamente riduttivo.


Visionario e innovativo introdusse, ispirandosi alle gerarchie militari, le norme di organizzazione in cucina che sono ancora oggi attuate, creando il sistema della “brigade” con la presenza di “chefs de partie” per una migliore razionalizzazione del lavoro nei ristoranti. Pensò persino a specifici utensili per agevolare i diversi compiti in cucina.


Fu inoltre il primo a pensare al modo di conservazione degli alimenti ed a pasti veloci e equilibrati.
Introdusse poi il concetto di menù a prezzo fisso e sosteneva l’importanza della convivialità a tavola, in cui il benessere del cliente è la priorità per attrarre gli ospiti.
Escoffier, soprannominato dal Principe di Galles "Il re dei cuochi e il cuoco dei re”, fu anche scrittore e autore di molti libri e articoli. Lascia in eredità alle generazioni future la famosa “Guide Culinaire” con più di 5.000 ricette, quelle fondamentali della cucina moderna.


Ha formato altresì più di 2.000 cuochi, portabandiera della cucina e dei prodotti francesi nel mondo, senza dimenticare che insieme a César Ritz (colui dal quale prese il nome il famoso hotel parigino) diede un grande impulso all’industria alberghiera di lusso internazionale.
Ma quello che sappiamo di meno di questa persona è che era un uomo generoso, solidale con i bisognosi e di grande cuore, donando il suo tempo per ascoltare gli altri. Creò tra l’altro anche la prima associazione mutualistica per cuochi in Gran Bretagna, per aiutare i suoi colleghi che si trovavano in difficoltà.
Una vita così interessante e la storia così affascinante di questo poliedrico personaggio possono essere ampiamente approfondite presso questo Museo.


Quest’ultimo è un piccolo gioiello risalente al XVIII secolo. Nelle dieci sale in cui si articola appaiono ricordi del maestro, oggetti e utensili dell’epoca, prodotti di sua invenzione, lettere, fotografie, sculture in zucchero e cioccolato (proprio nei giorni scorsi ne sono state donate di nuove, grazie alla generosità di alcuni pasticcieri e cioccolatieri di Grasse, Cannes e Nizza), una grande e fornita biblioteca e un centro di ricerca sulla gastronomia, aperto a tutti su appuntamento. 


Ovviamente si possono visitare anche il suo salotto, l’ufficio, la cantina, il girarrosto, il potager.


Molto interessante è anche la sala dedicata ad una notevole collezione di menù, che permettono di compiere un viaggio nella storia della gastronomia. Dalla nascita dei menù nell’ottocento agli anni 2000, passando per menù storici come quello in occasione dell'incoronazione del Re Edoardo VII di Inghilterra.


Nei mesi estivi la visita al Museo si conclude con l’assaggio della famosa e buonissima Pesca Melba, ricetta inventata da Escoffier e dedicata alla cantante australiana Nellie Melba che lo sedusse con la sua ammaliante voce.



Da rilevare che esiste anche un’associazione denominata "I Discepoli di Escoffier” che conta più di 25.000 soci. Nata a Nizza nel 1954, si è sviluppata in Francia e all’estero con l’obiettivo di trasmettere elevate conoscenze culinarie e favorire la loro evoluzione.

Un ristorante di un discepolo di Escoffier a Villeneuve Loubet

Di grande interesse è anche la Fondazione, che nacque grazie a Joseph Donon, discepolo di Escoffier che la volle creare in sua memoria. Oggi la Fondazione ha l’obiettivo preminente di rafforzare la formazione e la comunicazione sull’arte culinaria. “Viaggiando molto mi sono reso conto di quanto fosse conosciuto Escoffier nel mondo - afferma Michel Escoffier, Presidente della Fondazione e pronipote di Auguste - ed allora ho voluto riscoprire il mio patrimonio familiare e ho profuso tutti i miei sforzi per trasmetterlo e coltivarlo. Il mio obiettivo è quello di trasferire il patrimonio di Auguste Escoffier ai giovani. Mio nonno ha permesso alla cucina di passare dal medio evo ai tempi moderni. Come la moda, la cucina è in perpetua evoluzione e deve prendere in considerazione i cambiamenti nel modo di vita delle persone. Le cose che non cambieranno, invece, sono i fondamenti della cucina”.
Quegli stessi fondamenti della cucina che sono contenuti nella sopracitata Guide Culinaire, che con grande orgoglio ho acquistato alla fine della mia visita al museo. 


In pratica una "bibbia" della gastronomia francese e un riferimento importante per tutti i migliori chef francesi nel loro percorso di carriera. Ed è particolarmente gratificante averla comprata proprio nel luogo in cui il suo autore ha vissuto. Ora la mia biblioteca enogastronomica si arricchisce di un volume prezioso in lingua originale, che mi consentirà anche di sbizzarrirmi nella preparazione di tantissime sfiziose e gloriose ricette
. Stay tuned!
 
Per ulteriori informazioni:

13 ottobre 2020

Nel regno del re dei cuochi e del cuoco dei re: il Museo Escoffier


Auguste Escoffier (1846-1935) fu un grande chef, considerato il padre della cucina moderna. Ma definirlo soltanto chef e grande cuoco è altamente riduttivo.
Visionario e innovativo, introdusse le norme di organizzazione in cucina, che sono ancora oggi attuate, creando il sistema della “brigade” con “chefs de partie” per una migliore razionalizzazione del lavoro nei ristoranti. Pensò persino a specifici utensili per agevolare i diversi compiti in cucina.
Fu inoltre il primo a pensare al modo di conservazione degli alimenti ed a pasti veloci e equilibrati.
Introdusse poi il concetto di menù a prezzo fisso e sosteneva l’importanza della convivialità a tavola, in cui il benessere del cliente è la priorità per attrarre gli ospiti.
Escoffier, soprannominato dal Principe di Galles "Il re dei cuochi e il cuoco dei re”, fu anche scrittore e autore di molti libri e articoli. Lascia in eredità alle generazioni future la famosa “Guide Culinaire” con più di 5.000 ricette, quelle fondamentali della cucina moderna. Nel 1934 pubblicò anche "Ma Cuisine", una versione semplificata della "Guide Culinaire" per i cuochi di casa, tradotta in diverse lingue.
Ha formato altresì più di 2.000 cuochi, portabandiera della cucina e dei prodotti francesi nel mondo, senza dimenticare che insieme a César Ritz (colui dal quale prese il nome il famoso hotel parigino) diede un grande impulso all’industria alberghiera di lusso internazionale.
Creò tra l’altro anche la prima associazione mutualistica per cuochi in Gran Bretagna, per aiutare i suoi colleghi che si trovavano in difficoltà.
Una vita così interessante e la storia così affascinante di questo poliedrico personaggio possono essere ampiamente approfondite presso il Museo Escoffier e la relativa Fondazione, localizzati a Villeneuve Loubet nei pressi di Nizza. Un’opportunità unica, anche perché stiamo parlando dell'unico Museo dell’Arte Culinaria in Francia.
Il Museo è un piccolo gioiello ambientato proprio nella casa natale di Escoffier, risalente al XVIII secolo.
Nelle dieci sale in cui si articola appaiono ricordi del maestro, oggetti e utensili dell’epoca, prodotti di sua invenzione, lettere, fotografie, sculture in zucchero e cioccolato, una grande e fornita biblioteca e un centro di ricerca sulla gastronomia, aperto a tutti su appuntamento. Ovviamente si possono visitare, quasi entrando nella vita privata del padre della cucina moderna, il suo salotto, l’ufficio, la cantina, il girarrosto, il potager…
Molto interessante è anche la sala dedicata ad una notevole collezione di menù, che permettono di compiere un viaggio nella storia della gastronomia. Dalla nascita dei menù nell’ottocento agli anni 2000, passando per menù storici come quello in occasione dell'incoronazione del Re Edoardo VII di Inghilterra.
Da rilevare che in luglio ed agosto la visita al Museo si conclude con l’assaggio della famosa Pesca Melba, ricetta inventata da Escoffier.
Di grande interesse è anche la Fondazione che porta il suo nome, che nacque grazie a Joseph Donon, discepolo di Escoffier, che la volle creare in sua memoria.
La Fondazione ha l’obiettivo di arricchire le collezioni del Museo d'Arte Culinaria per rafforzare la comunicazione sulla storia della gastronomia; organizzare lezioni per consentire agli chef francesi e non solo di mantenere un alto livello di aggiornamento; contribuire al miglioramento della ricerca in campo culinario, organizzando incontri e simposi con esperti di questo settore.
La Fondazione deve essere un riferimento per la formazione e la comunicazione sull’arte culinaria - afferma Michel Escoffier, Presidente della Fondazione e pronipote di Auguste. Viaggiando molto mi sono reso conto di quanto fosse conosciuto Escoffier nel mondo ed allora ho voluto riscoprire il mio patrimonio familiare e ho profuso tutti i miei sforzi per trasmetterlo e coltivarlo. Il mio obiettivo è quello di trasferire il patrimonio di Auguste Escoffier ai giovani. Mio nonno ha permesso alla cucina di passare dal medio evo ai tempi moderni. Essa, come la moda, è in perpetua evoluzione e deve prendere in considerazione i cambiamenti nel modo di vita delle persone. Le cose che non cambieranno, invece, sono i fondamenti della cucina”.
A questo punto non ci resta che visitare questo importante luogo del gusto, riconducibile ad un uomo che ha fatto la storia della cucina francese e internazionale. Per i foodies come me amanti della Francia e della gastronomia d’oltralpe una visita al Museo è davvero d’obbligo. Ma penso che anche a chiunque ami la buona cucina in generale una capatina in questo luogo non dispiaccia per niente. Mi sbaglio?
 
Informazioni pratiche sul Museo Escoffier dell'Arte Culinaria
 
Orari di apertura:
dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18
Luglio/Agosto dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19
Chiusura annuale: Dal 1 novembre 2020 al 31 gennaio 2021 e il 1 maggio.
 
Ingresso 2020: 6 €
Tariffa ridotta: 4 € (giovani da 11 a 18 anni, studenti, disoccupati, portatori di handicap). I bambini sotto gli 11 anni entrano gratuitamente.
Gruppi: Visita guidata su prenotazione, prezzo su richiesta
 
Per ulteriori informazioni:
www.musee-escoffier.com
 
PS: Esiste anche un’associazione denominata "I Discepoli di Escoffier”. Nata a Nizza nel 1954, si è sviluppata in Francia e all’estero attraverso delegazioni regionali e nazionali con l’obiettivo di unire i discepoli di Escoffier nel mondo, trasmettendo elevate conoscenze culinarie e favorendo la loro evoluzione. Conta attualmente più di 25.000 soci nell’intero pianeta.