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13 luglio 2023

Bocce, un gioco tipico delle calde terre del Sud


Nelle mie lunghe vacanze trascorse da bambino ad Ischia ricordo sempre di essermi preso del tempo per osservare incuriosito gli anziani che giocavano a bocce.

Tipicamente ciò avveniva nel tardo pomeriggio, quando il sole era meno violento e cominciava a comparire qualche fascia di ombra sul terreno di gioco.

I giocatori erano esclusivamente isolani, con tanta esperienza accumulata in innumerevoli partite, e nei limiti del possibile davano anche abbastanza spettacolo. Mi divertiva vederli giocare.

Sulla scorta di tanto “know-how” accumulato, poi, provavo con gli amici a giocare a bocce in spiaggia, in modo molto più rudimentale, con risultati comunque inaspettatamente accettabili.

Ora recentemente e dopo tanto tempo ho nuovamente assistito ad una partita di bocce nella stessa Ischia, in una bella “location” sul lungomare e in un campo quasi professionale, in terra battuta.



Inevitabilmente quindi la mia mente è tornata nel mio passato di bambino ed è stato piacevole ricordare e rinfrescarmi la memoria sulle regole di un gioco semplice ma comunque tecnico.



Al di là di questo, mi piace anche pensare all’aspetto “filosofico” di questo gioco nelle sue diverse varianti, che si pratica sempre in caldi e luminosi luoghi del Mediterraneo, trabordanti di sole.

Penso ad esempio al gioco “parente” delle bocce e cioè la petanque, che si pratica in tutta la Provenza dove è nato o in Costa Azzurra, ma anche in Corsica, magari in prossimità dei porti, come può accadere a Bonifacio.



Posti dove le mitiche bocce di acciaio sono magistralmente lanciate da caratteristici personaggi con le facce bruciate dal sole, con camicie scollate comode e fresche e il mediterraneo nel DNA quasi come, mi piace pensare, i protagonisti dei romanzi di Jean Claude Izzo, che bazzicava la città di Marsiglia e i suoi dintorni.

5 maggio 2021

Lavanda, un piacevolissimo tsunami viola


 E’ un periodo che amo tanto la lavanda. Sarà per il forte desiderio di viaggiare, sognando quei bei paesaggi del Sud della Francia tinti di viola (in particolare il Dipartimento del Vaucluse in Provenza, ideale per un turismo slow) che tra poco vivranno il loro massimo splendore.
Sarà per la riscoperta del suo profumo inebriante che conferisce un senso di pulito ai nostri armadi e biancheria.
Sarà per l’olio essenziale che se ne ricava, che ha utilizzi prodigiosi in cosmesi e farmacia.
Sarà per il suo inedito apporto alla cucina mediterranea, che la utilizza splendidamente in abbinamento alle carni di agnello, come ingrediente per profumare marmellate, composte e gelati o per realizzare deliziosi muffin o biscotti; senza dimenticare il riuscito connubio con i formaggi caprini… Ricordo addirittura di aver molto apprezzato tempo fa ad una presentazione al Gambero Rosso una magnifica focaccia con burrata, lardo di Colonnata, cipolle e lavanda.


 Amo la lavanda anche per il suo meraviglioso miele, originario soprattutto della Provenza, che devo procurarmi di nuovo assolutamente. Un miele che si abbina alla perfezione ancora con i formaggi caprini (di media stagionatura).
Intanto per soddisfare il mio desiderio di lavanda ho comprato al mercatino di Campagna Amica di Roma Eur una bella e profumata sua piantina, che non avevo mai avuto l’onore di possedere nel mio balcone.


 E voi usate la lavanda? Anche in cucina? Sono curioso di ricevere dal mio competente "parterre" di lettori ulteriori suggerimenti di utilizzo.
A presto!

Ps: dimenticavo di raccontarvi un altro mio bel ricordo legato al post di oggi: i bellissimi campi di lavanda della splendida isoletta di Saint Honorat, situata proprio di fronte a Cannes.

3 marzo 2019

Tout au long des marchés de Provence


Sarà la primavera anticipata che evoca bel tempo, giornate limpide, luminose e piene di colori, sarà la sempre forte attrazione proveniente da mercati e mercatini che vendono freschi prodotti di stagione, sarà che amo la Francia. Sta di fatto che il motivetto e soprattutto le parole di questa chanson, anche se un pò datata, di Gilbert Becaud denominata "Les marchés de Provence" mi piace molto e voglio condividerla oggi con voi.
E' una canzone che risale al 1957 e si riferisce al mercato di una città del Sud della Francia, Toulon.
E' bellissima l'atmosfera che viene descritta, con i colori, i profumi, la gioia e la vivacità che ogni mercato trasmette, in particolare quelli provenzali, con molti prodotti mediterranei che appartengono decisamente alla nostra cultura (nella canzone sono citati ad esempio finocchi, meloni, cetrioli, timo, fichi, pesche, albicocche, scalogni, zafferano…).
Qui di seguito vi elenco alcuni passaggi della canzone che più mi piacciono e poi un link al video della stessa canzone (in versione integrale), molto gradevole anche ritmicamente:

Il y a tout au long des marchés de Provence
Qui sentent, le matin, la mer et le Midi
Des parfums de fenouil, melons et céleris
Voici pour cent francs du thym de la garrigue
Un peu de safran et un kilo de figues
Voulez-vous, pas vrai, un beau plateau de pêches
Ou bien d'abricots
Voici l'estragon et la belle échalote
Le joli poisson de la Marie-Charlotte
Voulez-vous, pas vrai, un bouquet de lavande
Ou bien quelques œillets ?
Mais il y a, tout au long des marchés de Provence
Tant de filles jolies, tant de filles jolies
Qu'au milieu des fenouils, melons et céleris
Ces filles du soleil qui rient et qui m'appellent
Le matin au marché

Qui il link al video della canzone.

Ora, dopo aver scritto questo post di sabato mattina, sto per recarmi all’ennesimo bel marché. Non sarà esattamente come quello descritto da Becaud, ma certamente altrettanto attraente.
In attesa di visitarne presto qualcuno in Provenza, in cui si può sentire al mattino l’odore del mare nel delizioso contesto del Midi francese…