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8 agosto 2024

I locali storici di Recco e dintorni


Nel mio recente viaggio stampa a Recco ho avuto modo ancora una volta di poter apprezzare alcuni locali storici di questa simpatica cittadina del Golfo Paradiso e dei suoi dintorni.

Alcuni di essi, ben tre, tutti situati a Recco, sono addirittura nati nel corso dell’800!

Uno di questi è Manuelina, cui comunque ho già fatto cenno altre volte (qui e qui ad esempio) su questi schermi. Manuelina nasce nel lontano 1885 quando era una semplice osteria nell’entroterra (si trova infatti a 800 metri dal mare, 15 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria e a 300 mt dallo svincolo autostradale, ndr), dove si giocava alla morra e si poteva bere un bicchiere di vino. I primi clienti furono dei comandanti di navi, abitanti nelle vicinanze, che ne diffusero il nome. Tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 la scoprirono gli industriali tra cui Ansaldo e Costa, in vacanza in queste zone. Inoltre negli anni ‘60-70 i suoi concorsi gastronomici recchesi fecero conoscere trofie e focaccia al formaggio, che attirarono diversi attori di prosa in tournée a Genova.

Oggi Manuelina è una cittadella del gusto guidata dalla quarta generazione della stessa fondatrice Manuelina.

Ho potuto molto apprezzare questa struttura anche alloggiando nel suo gourmet hotel, in cui ciascuna camera è dedicata ad un prodotto tipico ligure, con tanto di omaggio dello stesso prodotto (quest’anno ero nella stanza intitolata al buonissimo vino Rossese: ve ne parlerò presto!).

In questo confortevole hotel a 4 stelle è da non perdere anche la prima colazione, dove nella sala del Buon Ricordo, in cui sono affissi tantissimi piatti dipinti artigianalmente a ricordare i ristoranti aderenti alla relativa associazione, si possono gustare tanti sapori tipici regionali, a cominciare dalla focaccia genovese, continuando con il Pandolce, lo yogurt della Val di Vara ed il miele della Tenuta Esedra di Santo Stefano. Buonissime anche le creme di nocciole liguri, da gustare anche a semplici “cucchiainate”.


L’hotel dispone anche di una piccola ma bellissima piscina all’aperto, dove trascorrere momenti rilassanti immersi nel verde di un piacevole giardino.

Naturalmente, come ho sottolineato altre volte, da Manuelina si può cenare o pranzare scegliendo l’esperienza che più si vuole vivere: al ristorante gourmet, più elegante, si gode di un servizio accurato e di un menù in cui, oltre alla Focaccia di Recco col Formaggio Igp, si possono gustare piatti particolari e della tradizione rivisti in chiave contemporanea. Alla Focacceria Bistrot, invece, si può apprezzare la Focaccia col formaggio in tutte le sue varianti, insieme ad alcuni primi, secondi e antipasti più semplici e sfiziosi.

Insomma, Manuelina è un parco giochi del gusto assolutamente da non perdere!

Altro locale storico recchese è Ö Vittorio, che risale al 1860 e mantiene intatte al suo interno l’antica palazzina rosa e la saletta che in origine era l’ingresso della trattoria.

Da oltre un secolo, quindi, la famiglia del fondatore Vittorio Bisso accoglie i clienti con l’ospitalità tipica di un tempo. Il locale nacque come osteria di campagna e già all’inizio del secolo scorso era consuetudine ritrovarsi da Vittorio per giocare a bocce e godere del pergolato fresco. Ad accogliere gli avventori c’era la Marinin, moglie di Vittorio, che preparava piatti dal sapore inimitabile. Da allora quattro generazioni, compresa quella del figlio di Vittorio, Luigi, si sono succedute nel proporre sapori autentici e le specialità tradizionali della cucina ligure. Ora sono i gemelli Vittorio e Gianni (figli di Luigi) insieme ad altri parenti a gestire il locale che punta anche sulla riscoperta di piatti dimenticati.

Sono tante, all’interno del locale, le foto di personaggi illustri che lo hanno frequentato, tra cui Einaudi, Bartali e Coppi, Tognazzi e Vianello, Gassman, Manfredi, Tenco, Fossati.

Naturalmente anche qui si può gustare un’ottima focaccia al formaggio Igp e si possono apprezzare nei menù attuali piatti di grande qualità, spesso a base di pesce freschissimo, nonché primizie di stagione.

Un altro locale ultracentenario merita una menzione a Recco. In questo caso si tratta di una panetteria, che però è un punto di riferimento per la tradizione gastronomica del paese. Il suo nome è Moltedo e la sua nascita risale precisamente al 1874.

Questo forno, poi ritenuto come uno dei più buoni della Liguria, nacque nel momento in cui Lorenzo Moltedo rilevò il locale da una sua anziana zia. Da allora, questa famiglia ha continuato a seguire le ricette della tradizione, ponendo l’accento sui sapori di una volta.

Le ricette sono sempre le stesse, così come gli ingredienti e il metodo di preparazione. L'unica piccola innovazione riguarda le farine, tutte biologiche e di diverso tipo (oltre alle classiche di grano duro e tenero, sono utilizzate le integrali, di farro, di grano saraceno, ecc.).

Tutti gli ingredienti del forno provengono da piccoli produttori locali, in quanto la filosofia del locale si ispira molto al legame fra cibo e territorio.

Fra le specialità della casa, una menzione d'onore va alla focaccia col formaggio Igp, che non a caso è anche il prodotto più richiesto, seguito poi dalla focaccia semplice e da quella con le cipolle, molto gettonata anche tra i turisti (ed ultimamente ne ho assaggiata una ottima anche con le acciughe!).

Usciamo leggermente dai confini di Recco e approdiamo nel limitrofo e affascinante borgo marinaro di Camogli.

Qui è inevitabile trovare sul lungomare un locale che è un’istituzione, Revello

Nel luogo dove attualmente si trova, ad inizio ‘900 esisteva un forno storico detto “da O Pallarin” con entrata sul retro, visto che la passeggiata a mare ancora non esisteva e frontalmente c’era solo spiaggia. Da Pallarin, tra l’altro, si veniva a prendere la farinata col proprio piatto di casa. Successivamente si susseguirono altre gestioni, il panificio aprì il suo ingresso fronte mare e non cessò mai la sua attività, rimanendo un punto di riferimento per i golosi del luogo. Nel 1962 entra in scena Giacomo Revello, il primo della famiglia a comparire in questa attività, che iniziò a lavorarvi come dipendente per poi rilevarla interamente nel 1964. Pian piano l’identità di questo locale si trasformò, passando da semplice panificio a bottega di specialità liguri dolci e salate.

Successivamente furono apportati cambiamenti anche nella pasticceria, con la vendita di soli prodotti freschi di produzione propria. Ma la data cruciale per Revello è il 1970, quando Giacomo inventò i veri Camogliesi al rhum, un dolcetto cioccolatoso che oggi è rinomato, conosciuto ed apprezzato anche fuori dai confini regionali e spesso imitato.


Oggi la Focacceria Pasticceria Revello è citata e conosciuta anche come il negozio dei “cinque scalini” ed è meta frequentatissima dai turisti e non solo.

E vi assicuro che ne vale assolutamente la pena, a cominciare evidentemente dall’assaggio della loro buonissima Focaccia col formaggio Igp, ma proseguendo con mille altre specialità dolci (tra cui tutte le varianti dei camogliesi) e salate.

Che belli questi locali storici che sfidano il tempo, continuando a proporre squisitezze della tradizione, con un savoir-faire difficilmente riproducibile!

E noi gourmet, che alla vista di questi luoghi ci emozioniamo, non possiamo proprio fare a meno di visitarli e “gustarli”… 


Invitato da Consorzio Focaccia di Recco Igp

24 luglio 2024

Focaccia di Recco Igp e salumi piacentini Dop, un connubio vincente

Di recente sono stato nuovamente a Recco, nella patria della Focaccia Igp. L’occasione è stata l’evento “Sapori in Paradiso” che ha celebrato il connubio tra i Salumi Dop Piacentini (coppa, pancetta e salame) e la Focaccia di Recco col formaggio Igp. I rappresentanti dei rispettivi Consorzi hanno quindi voluto unirsi ancora una volta, dopo altre fortunate collaborazioni passate, per la valorizzazione dei rispettivi prodotti, contraddistinti da marchi di qualità riconosciuti dalla UE.

Stiamo parlando in effetti di produzioni di assoluta eccellenza, in quanto la provincia di Piacenza è un territorio dove da sempre si producono salumi di altissima qualità e la cittadina di Recco è famosa per essere il luogo di elezione dell’ottima e inimitabile focaccia col formaggio, oltre che essere nota come capitale gastronomica della Liguria. Questi due territori golosi sono uniti dalla Val Trebbia, una valle che Hemingway definì come “la più bella del mondo”.

I Consorzi di Tutela dei citati prodotti hanno quindi organizzato a Recco e in alcuni comuni limitrofi della zona di produzione dell’Igp (Sori, Camogli), questo interessante evento che ha accolto giornalisti, food blogger e personaggi di opinione alla scoperta dei segreti di queste produzioni.

La mia esperienza a Sapori in Paradiso 2024 è cominciata con una splendida cena presso la focacceria del locale storico Manuelina, dove si mangia sempre divinamente. 

Qui, dopo aver gustato freschi e piacevoli cocktail (ben abbinati ad esempio a degli ottimi crostini con burro d’Isigny e acciughe del Cantabrico), ho potuto assaggiare ovviamente la focaccia al formaggio Igp, davvero perfetta, croccante e scioglievole ed anche la versione “pizzata” della stessa (con l’aggiunta di pomodoro, olive, acciughe: una vera bonta!). 

Sono seguiti assaggi di piatti simbolo della cucina ligure, come le trofie di farina di castagne con uno splendido pesto o i classici pansoti con una buonissima salsa di noci. Da sottolineare anche che della focaccia qui si offre anche una golosa versione dolce, con marmellata e zucchero a velo.

L’organizzazione di questo evento in un periodo estivo ha consentito di stilare un programma comprendente anche degli interessanti spostamenti via mare, alla scoperta di bellissimi luoghi. Recco del resto si affaccia sulla Riviera Ligure di Levante ed è il comune più grande del Golfo Paradiso, che include buona parte del promontorio di Portofino, confinando con il Golfo del Tigullio. 

San Fruttuoso e la conferenza stampa/cena da Ö Vittorio 

Il giorno dopo quindi, insieme ad altri blogger e giornalisti provenienti da tutta Italia, abbiamo navigato lungo la costa partendo da Recco e raggiungendo San Fruttuoso di Camogli. Qui, nel cuore del promontorio tra Camogli e Portofino è incastonata la millenaria Abbazia di San Fruttuoso, un luogo magico immerso nella natura, restaurato, riaperto al pubblico dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) e raggiungibile soltanto via mare o a piedi.

In una speciale visita guidata con il direttore, l’architetto Alessandro Capretti, abbiamo potuto conoscere la storia, i restauri, i segreti e le bellezze di questo luogo unico al mondo. In sintesi, si tratta di un monastero benedettino sorto più di mille anni fa, che custodisce ancora oggi le reliquie del vescovo di Tarragona Fruttuoso. A partire dal XIV secolo inizia il lento declino dell’edificio, finché nel XVI secolo le sue vicissitudini si legano con quelle della famiglia Doria. Gli interni dell’Abbazia, abbandonati dai monaci, ospiteranno poi una comunità di pescatori che ci vivrà per generazioni fino alla donazione al FAI nel 1983. Da segnalare che sotto l’Abbazia c’è anche una spiaggetta oggi molto affollata nei mesi estivi che si formò a partire dal 1915, quando a seguito di un’alluvione uno smottamento del versante roccioso provocò il crollo della prima campata della chiesa.

Di fronte all’Abbazia, nelle acque dell’Area Marina Protetta a 17 metri di profondità, si trova la statua in bronzo del Cristo degli abissi, opera dell’artista Guido Galletti, famosa in tutto il mondo. E una copia a grandezza naturale è esposta all’interno della Chiesa di San Fruttuoso.

Al rientro da questa bella gita, in uno dei Locali Storici d’Italia di Recco (Ö Vittorio)sono seguite le presentazioni dei due Consorzi promotori di “Sapori in Paradiso”.

Il Consorzio dei salumi piacentini per l’occasione ci ha guidato alla scoperta dell’affascinante mondo dell’arte della norcineria, raccontando e dimostrando dal vivo le fasi che accompagnano le preparazioni della profumata Coppa Piacentina Dop e delle altre due Dop Salame Piacentino e  Pancetta Piacentina. 

Molto interessanti in particolare le fasi di arrotolamento e di cucitura della pancetta nonché quella con cui quest'ultima viene legata, che richiedono un savoir-faire e una maestria che solo tanta esperienza può far acquisire. 

La pancetta è quella che maggiormente gradisco tra i tre salumi Dop, col suo tipico alternarsi di strati circolari di rosso vivo e bianco rosato, col suo piacevole profumo, con le fette che in bocca tendono a sciogliersi grazie alla presenza delle parti grasse. Al palato si avverte anche un sapore delicato e spiccatamente dolce, pur non essendo privo di sapidità. A mio avviso il suo connubio con la focaccia di Recco Igp calda è perfetto!

I recchesi si sono invece esibiti in un coinvolgente “cooking show” mostrando tutte le fasi della preparazione della Focaccia Igp e la grande abilità e manualità che questa eccellenza gastronomica richiede. Gli ingredienti che concorrono a produrla, inoltre, devono essere di qualità, come lo stracchino, meno grasso e più scioglievole rispetto a quello abitualmente presente in commercio.

Anche la cena che è seguita, sempre presso i locali di Ö Vittorio, è stata eccellente. Oltre che dai protagonisti della serata, la focaccia al formaggio Igp e i salumi piacentini Dop, gli ospiti sono stati allietati da gustosi e raffinati piatti a base di pesce e da un originale dolce, al tempo stesso tatin alle mele e crème caramel. 

Il secondo giorno: Camogli e Sori 

Il giorno successivo, a dimostrazione del valore delle produzioni agroalimentari certificate per i rispettivi territori d’origine, abbiamo effettuato un piccolo tour nel borgo di pescatori di Camogli. Un posto dove sono stato diverse volte e dove si torna sempre volentieri, con le sue belle casette colorate, i suoi carruggi, i suoi pescherecci, le affascinanti chiese, i panorami mozzafiato e, last but not least, l’ottimo cibo.

A tale ultimo proposito non poteva mancare una visita alla focacceria consorziata Revello, un paradiso per “focacce e dintorni”, non trascurando le mille tentazioni dolci tra cui i celebri camogliesi al rhum, dei tartufini a base di rum e cioccolata.


Da Revello abbiamo avuto modo anche di visitare brevemente il laboratorio retrostante, ammirando l’arte della realizzazione di diversi tipi di focacce. Da non perdere proprio accanto a Revello anche la pasta fresca di Fiorella, con una vasta offerta dei principali cavalli di battaglia della cucina ligure (pansoti, ravioli, gnocchi, fettuccine, trofie e poi pesto, salsa alle noci, sughi marinari, ecc.).

Sul lungomare di Camogli segnalo anche una interessante libreria, “L’ultima spiaggia”, con tanti titoli non banali e gestita dagli stessi proprietari del punto vendita di Ventotene che porta lo stesso nome.

Successivamente ci siamo trasferiti in un altro comune della zona di produzione della Focaccia Igp, Sori, per un magnifico pranzo con menù tipico ligure, in uno dei locali associati al Consorzio della Focaccia, la mitica trattoria Edobar.

Qui abbiamo assistito alla realizzazione di un altro monumento della cucina ligure, la farinata, prodotta con pochi ingredienti (olio, acqua, farina di ceci, sale…) e che, una volta cotta al forno a legna, è risultata piacevolmente dorata e croccante all’esterno e morbida all’interno. Naturalmente qui si produce molto di più: la focaccia Igp, ça va sans dire, e tante torte di verdure fino ad arrivare al castagnaccio, per restare nel solo ambito dei prodotti da forno.

Nel corso del pranzo da Edobar abbiamo degustato, oltre alla suddetta farinata appena sfornata, ancora una volta uno strepitoso pesto che ha splendidamente condito una pasta fresca tipica ligure (battolli) a base anche di farina di castagne e del fresco pescato locale fritto.

Si è concluso così il mio “Sapori in Paradiso”, evento che ha voluto rafforzare, riuscendoci, la validità della scelta effettuata dai produttori nell’aderire al percorso dei prodotti Dop e Igp, informando correttamente il vasto pubblico sulle differenze di qualità con analoghi prodotti generici. Una scelta che oggi viene confortata dagli apprezzamenti dei media e dal gradimento di un pubblico sempre più vasto.

Sapori, profumi, storie e tradizioni fortemente ancorati ai rispettivi territori che trovano quindi occasioni d’incontro e nuove opportunità di promozione e valorizzazione per diffondere la conoscenza di queste eccellenze gastronomiche italiane e incentivarne il consumo.

I prossimi appuntamenti con “Sapori in Paradiso” sono previsti domani e dopodomani (giovedì 25 e venerdì 26 luglio) e nelle giornate di giovedì 29 e venerdì 30 agosto prossimi.

Seguite questo interessante evento sui social della focaccia di Recco (instagram: @focacciadirecco_igp) e dei salumi piacentini (instagram: @consorziosalumipiacentini), ne vale la pena, per ammirare la bellezza e la bontà che generano questi territori e questi prodotti.

Per ulteriori informazioni:

www.focacciadirecco.it

www.salumitipicipiacentini.it


Invitato da Consorzio Focaccia di Recco Igp

27 novembre 2022

Recco, focaccia e molto altro


Quando ci si reca in una località nuova è sempre bello scoprirla abbinando i suoi aspetti culturali, storici e paesaggistici con quelli gastronomici.
Anche nella mia recente visita a Recco ho agito nello stesso modo, spostando primariamente e piacevolmente l’attenzione su quelli culinari, in particolare sul suo prodotto simbolo che traina l’economia cittadina, la Focaccia di Recco Igp.
Di questo prodotto vi ho parlato abbondantemente nel post precedente ma non avevo ancora fatto cenno al fatto che alla sua Focaccia la cittadina di Recco dedica ogni anno una giornata di festa, la quarta domenica del mese di maggio. Organizzata dal Consorzio della Focaccia Igp, l’evento richiama ogni anno tantissime persone con musica, divertimenti, occasioni speciali di shopping e soprattutto la distribuzione gratuita, tutto il giorno, della focaccia “con e senza” cipolle al mattino e di quella col formaggio al pomeriggio.


Un’occasione e una “scusa” per tornare a Recco, che possiede comunque anche molte altre attrazioni, di cui vi vorrei parlare oggi.
Cominciamo col dire che una passeggiata a Recco, sia pur piacevole e con tanti eleganti esercizi commerciali e luoghi gourmet, non è più come quella che si poteva fare una volta, col centro storico che era molto più attraente.
Recco infatti subì durante il secondo conflitto mondiale grosse devastazioni a causa di ripetute incursioni aeree e fu letteralmente rasa al suolo. Nel dopoguerra iniziò la ricostruzione, che avvenne seguendo i canoni edili di allora, che la privarono quindi delle caratteristiche degli incantevoli borghi marinari liguri, conservate al contrario da altre vicine località balneari della riviera.
I recchesi, senza case e depauperati delle loro attività, con l’orgoglio e la forza del popolo ligure, misero a frutto l’innata capacità di trasformare i prodotti della terra e del mare in fonte di reddito, creando un vero e proprio filone d’imprenditoria che ancora oggi risulta trainante.
Negli anni 60, l’apertura del casello autostradale di Recco sulla Genova-Livorno segna gli anni del boom economico, accompagnando il successo della cittadina grazie alla fama della sua gastronomia e delle sue attività commerciali.
Passeggiare per Recco vuol dire scoprire anche la sua parte mare, che è davvero piacevole da visitare.


Va detto che un’opera faraonica di ingegneria marittima e costiera intrapresa dal comune ha ridato a Recco una grande spiaggia centrale con tutti i servizi richiesti da un turismo internazionale. Di grande attrazione è inoltre la passeggiata lungo Corso Garibaldi, che fa scoprire dall’alto angoli di panorama mozzafiato ad ogni passo.


Da un lato si ammira Camogli e tutto il suo golfo, mentre dall’altro ci si imbatte in scogliere a picco sul mare, baiette, rocce frastagliate sparse qua e là di notevole bellezza, che si incuneano in un mare con tutte le sfumature del blu. 


Siamo in prossimità della cosiddetta “Ciappea”, dal nome dalle tipiche lastre di ardesia liguri, dette “Ciappa”. La Ciappea è il regno dei giovani, ma per la sua straordinaria bellezza continua ad attrarre visitatori dalle località più svariate.


Da alcuni anni a Recco l’estate è contraddistinta da grandi concerti che trasformano il lungomare in un grandissimo teatro a cielo aperto, ospitando l’esibizione di tanti artisti famosi.
Se venite in vacanza a Recco ai primi di settembre vi consiglio di prolungare il soggiorno fino all’8 dello stesso mese. In quella data Recco dedica una particolare devozione alla sua patrona N.S. del Suffragio, tributandovi da tempo solenni festeggiamenti (splendida è anche la chiesa che prende il Suo nome).


La giornata dell’8 settembre comincia prestissimo, alle 4.30 del mattino con una suggestiva celebrazione religiosa, la Messa dell’Alba. Alla sera poi c’è la processione, con l’Arca della Madonna del Suffragio (insieme ad
artistici crocifissi impreziositi di ori e argenti) che attraversa le vie cittadine e i sette quartieri al suo passaggio la salutano sparando dei mortaretti. Al termine della processione i quartieri offrono, in onore della “Suffragina”, grandiosi spettacoli pirotecnici.
Recco è nota a livello nazionale ed internazionale anche per i successi della sua squadra di pallanuoto. La storia di questa squadra comincia nell'estate del 1913 davanti ai Bagni Enotria (Enotria fu anche la prima denominazione della società). Il primo scudetto arrivò nel 1959, con la storica finale di Trieste, dove sette terribili ragazzini di Recco si consacrarono campioni ed entrarono nella leggenda. Era l'inizio di una "dittatura" sportiva (è la squadra di pallanuoto più titolata al mondo) con ben 33 scudetti 9 Champions League, 15 Coppe Italia, 6 Supercoppe europee, 1 Lega Adriatica. E la storia non è ancora finita...


Recco è anche il luogo che ha dato i natali a Gallieno Ferri, scomparso alcuni anni fa, e disegnatore del fumetto Zagor. Lo scorso luglio a Recco ci sono stati un paio di eventi a lui dedicati, l'ormai tradizionale regata con partenza all'alba (Gallieno era un grande amante del mare e aveva l'abitudine di uscire all'alba; l'evento velico ha previsto anche omaggi a tema zagoriano a tutti i partecipanti) e la mostra "Zagor è nato a Recco", con circa 130 opere originali. Tra l’altro il Comune ha intitolato a Gallieno Ferri la piazzetta antistante l'ingresso della Pro Loco, per celebrare quindi ancor più degnamente questo illustre concittadino.


Trascorrendo del tempo a Recco vale la pena di fare una deviazione nella vicinissima Camogli, un delizioso borgo marinaro con le sue case dai colori pastello, i suoi caruggi e vicoli stretti e le sue ripide scale che consentono di ammirare dall’alto un panorama davvero incantevole.

Molto pittoresco è anche il suo caratteristico porticciolo con colorate barchette, fascinosi pescherecci e la vivacità di tanti localini all’aperto.

E davanti al mare anche qui è molto piacevole gustare una focaccia Igp, naturalmente da acquistare nell’unico locale qui consorziato, la focacceria Revello.

Invitato dal Consorzio Focaccia di Recco

20 novembre 2022

Un viaggio nel fantastico mondo della Focaccia di Recco


La scorsa settimana sono stato invitato a Recco ad un evento denominato "Fattore Comune", giunto alla quinta edizione, dedicato alle eccellenze agroalimentari tutelate dalla UE che portano nella propria denominazione protetta il nome del luogo d’origine.
Nell’ambito dell’evento è stato possibile creare un dialogo tra produttori e istituzioni per esaminare i vari aspetti delle tutele, presentare i percorsi intrapresi e gli obiettivi raggiunti e analizzare l’impatto sul turismo enogastronomico, anche con nuove proposte per la promozione delle Dop e Igp.

Il teatro a Sori dove si è svolto il Convegno "Fattore Comune" - Foto Consorzio Focaccia di Recco Igp

Protagoniste di “Fattore Comune” sono state alcune indicazioni geografiche medio-piccole (le Dop Salumi Piacentini, Robiola di Roccaverano, Peperone di Pontecorvo, Crudo di Cuneo, Basilico Genovese, la Docg Brachetto d’Acqui e l’Igp Radicchio Rosso di Chioggia, impiegate anche in meravigliosi piatti in uno specifico evento serale) e, naturalmente, la padrona di casa, la Focaccia di Recco Igp.

                                                                                                       Foto Consorzio Focaccia di Recco Igp

Soggiornando a Recco, ho potuto toccare con mano la bella realtà di quest’ultimo prodotto, che ha reso questa cittadina una sorta di capitale gastronomica della Liguria.


Un prodotto che esisteva già all’epoca della terza crociata, quando prima della partenza della flotta per la Terra Santa sulle tavole figurava tra le varie pietanze una focaccia di semola e di giuncata appena rappresa, la focaccia col formaggio. In tempi lontanissimi poi la popolazione recchese si rifugiava nell’immediato entroterra per sfuggire alle incursioni dei saraceni. E si narra che grazie alla disponibilità di olio, formaggetta e farina, cuocendo la pasta ripiena di formaggio su una pietra d’ardesia, venne “inventato” quel prodotto gastronomico che oggi conosciamo come “Focaccia di Recco col Formaggio”.


L’apprezzamento della Focaccia di Recco è cresciuto sempre di più nel tempo, varcando i confini territoriali, ma i molti consensi sono stati accompagnati anche da tante imitazioni. I produttori locali hanno quindi chiesto ed ottenuto, una volta costituitisi in Consorzio, l’intervento delle istituzioni preposte per difendere il nome del proprio prodotto. E’ stata pertanto richiesta la Igp, ottenuta poi dalla Commissione Europea dopo un non semplice iter nel gennaio 2015.

                                                                                                                                 Foto Consorzio Focaccia di Recco Igp

Il riconoscimento dell’Igp rende omaggio alla storia di questo grande prodotto ad elevato valore aggiunto, indissolubilmente legato al territorio ed al proprio nome.

                                                                                                       Foto Consorzio Focaccia di Recco Igp

La produzione stimata di Focaccia di Recco Igp nel 2021 è risultata pari a 90.000 porzioni nei ristoranti e a 700 quintali nei panifici, per un valore di 2,3 milioni di euro. Senza contare l’indotto, perché chi si reca al ristorante o entra in un panificio per gustarla, poi effettua altre consumazioni, aggiungendo ulteriore valore al fatturato complessivo.
La Focaccia di Recco Igp si può produrre soltanto nei comuni di Recco, Camogli, Sori e Avegno e si trova solo nei punti vendita consorziati (in tutto 14, con 21 punti vendita fra ristoranti e panifici, spesso corrispondenti a piccole aziende artigianali).


Nel corso del mio soggiorno a Recco ho potuto assaggiare delle favolose focacce Igp, tutte buonissime, caratterizzare da un impasto esterno molto sottile, croccante e dorato e un gustoso interno formaggioso, morbido e fondente. D’obbligo è assaggiare la Focaccia di Recco presso lo storico ristorante-focacceria
Manuelina (dove anche altre specialità liguri sono cucinate davvero alla perfezione), o presso l’altro locale storico “O Vittorio”, o all’antico ristorante Vitturin, o ancora al ristorante Alfredo, nei pressi della stazione.



Splendida è la focaccia di Recco anche presso il Panificio
Moltedo 1874 il cui “back stage” ho avuto il piacere di visitare. Le persone che ci lavorano trasudano (e sudano) passione preparando una meravigliosa focaccia al formaggio che, in omaggio alla tradizione di famiglia, non prevede l'utilizzo della teglia, aggiungendo una complicazione in più alla preparazione di questo capolavoro della cucina ligure.



Qui si può gustare anche una strepitosa focaccia semplice, una altrettanto buona con le cipolle, una gustosissima farinata e molto altro.


Per una buona focaccia occorre recarsi anche da
Tossini, che dispone altresì di ottimi piatti da tavola calda, come una splendida lasagna al pesto. Fuori dal comune di Recco segnalo poi il ristorante Edobar a Sori e la focacceria Revello a Camogli.


La due giorni di Recco (con sconfinamenti a Camogli e Sori) mi ha fatto quindi scoprire tante belle (e buone) storie che si nascondono dietro alle denominazioni di origine di dimensione più piccola.
E l’essenza di tali denominazioni sta esattamente nelle parole di Lucio Bernini, consulente di marketing e responsabile ufficio stampa del Consorzio della Focaccia di Recco: “Noi non vogliamo invadere il mondo, non vogliamo neanche che il mondo venga qui, perché non siamo in grado di accontentare tutti. Certo, vogliamo mantenere questo prodotto legato al suo territorio e alla sua identità. Questo è un prodotto che si chiama Focaccia, ha quindi un nome comune, come tutti noi (c’è un Carlo, un Giovanni, un Francesco) ma di cognome fa Recco. E su quello ci siamo solo noi”.
Le denominazioni di origine sono fatte di persone che hanno grande amore per la propria terra, per le proprie tradizioni e trasmettono entusiasmo e passione per il proprio prodotto, nel quale si identificano. Esattamente come accadeva ai loro padri e ai loro nonni. 


E tutto ciò le accomuna, creandosi così, appunto, un “fattore comune” che le unisce, così come sono uniti in modo indissolubile in questo ambito prodotti e territori.

Invitato dal Consorzio Focaccia di Recco