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22 settembre 2015

TED, lobster e molto altro ancora


Sabato scorso 19 settembre ha aperto a Roma nel quartiere Prati TED, un locale davvero interessante.
Si tratta di un posto molto originale, dal respiro internazionale e cosmopolita che ben si addice a una capitale come Roma, città in cui questo genere di format non esisteva ancora.


TED prende ispirazione dalla tradizione della East Coast americana, con un’offerta di piatti sfiziosi che ha come protagonista soprattutto il re dei crostacei: l’astice (o lobster che dir si voglia). Quest’ultimo è servito, classicamente, alla griglia o bollito, accompagnato da deliziosi contorni e da salsine rigorosamente home made, ma anche in colorate insalate e in golosissimi roll.



Altro piatto forte della casa sono i succulenti burger di carne bovina Black Angus, che rappresentano il meglio quanto a qualità e gusto. Ma da TED sono presenti anche gli hamburger di salmone e vegani, per chi non ama la carne.
Mexican tacos, uova alla Benedict, ceviche, club sandwich, Caesar salad, piatti vegetariani e a base di salmone, fino ad arrivare ai dessert, completano il quadro di un’offerta variegata, gourmet e allo stesso tempo divertente. Tutto ciò è frutto anche dell’ottimo lavoro svolto dalla Laurenzi Consulting, agenzia leader nel campo della consulenza enogastronomica.


“Filo conduttore del locale – dichiara Stefano Aprile, General Manager di TED – vuole essere proprio questo contrasto: cibo di qualità proposto in maniera smart in un’atmosfera al contempo elegante e spensierata, capace di accogliere tanto un pranzo di lavoro quanto un aperitivo tra amici. Vogliamo in sostanza rompere gli schemi, servendo i nostri piatti in un ambiente friendly e con una clientela trasversale.”


A contraddistinguere ulteriormente TED c’è naturalmente anche il beverage, con due punti fermi: bollicine e cocktail. Accanto infatti ad un’accurata selezione di birre artigianali e di vini bianchi e rossi fermi, c’è la possibilità di degustare alcune delle migliori etichette della produzione spumantistica nazionale ed estera, Champagne su tutti, che si abbinano perfettamente all’astice.
Sul fronte dei cocktail, il menù prevede grandi classici, anche rivisitati, e quelli appositamente studiati per TED dai barman professionisti che animano il grande bancone di legno ricoperto di ottone al centro del locale.


Come in cucina, anche dietro al banco c’è una cura e un’attenzione maniacale per gli ingredienti, a partire dalla frutta fresca e dagli sciroppi, tutti fatti in casa. Last but not least, i distillati, con ben 100 etichette top level.
Vi consiglio vivamente quindi di visitare questo locale, che ha tra i suoi punti di forza anche il fatto di avere la cucina sempre aperta fino a tarda notte, la possibilità di essere visitato anche solo per un drink e l’abbinamento cibo-cocktail.
Tutti aspetti che gli conferiscono uno stile unico, facendo immergere il visitatore nelle atmosfere dei locali di Soho o di Manhattan.

23 luglio 2013

Il mio meritato burger al camion “qui fume”

 
Ho finalmente assaggiato nel mio ultimo e recente viaggio a Parigi i mitici hamburger de “Le Camion qui fume”. Si tratta di un furgoncino che sta avendo un grande successo a Parigi (anche la stampa nazionale ne parla) e che da qualche tempo prepara nelle sue diverse sedi “mobili” (da verificare sul loro sito) degli ottimi hamburger con ingredienti di grande qualità.
 
 
Questo prezioso indirizzo gourmet l’ho scoperto navigando sui siti web di qualche foodblogger francese come l’amica Gracianne  e mi sono riproposto di andarci molto presto non appena me ne fosse capitata l’occasione.
Una formula di successo che in Italia sta cominciando in parte ad affermarsi e che ha molta maggiore diffusione negli Stati Uniti e nella stessa Francia.
La mia prima esperienza presso il “Camion qui fume” è stata particolarmente travagliata. Il giorno che ho deciso di assaggiare questi mitici hamburger avevo studiato il sito di questa organizzazione per capire dove si sarebbe collocato il camion. Il sito indicava Porte Maillot. Beh, dico io, facile. Scendo alla fermata della metro gialla Porte Maillot (due tre fermate dopo l’Arc de Triomphe) ed arrivo in un lampo per ora di pranzo. Peccato però che a Porte Maillot ci sia una piazza enorme con 75 mila traverse, avevo dimenticato la cartina ed ero senza connessione internet sul telefonino. Dopo lunghe camminate, in lungo ed in largo, su e giù per la piazza senza che molti avessero mai sentito parlare di questo tipo di esercizio ambulante, riesco finalmente grazie all’aiuto di una simpatica signorina ad avere l’indicazione della via dove il camion si sarebbe posizionato. Imbocco piuttosto a fatica la via, ma mi sembra che di quel camion non ci sia neanche l’ombra. Sto quasi per desistere quando in lontananza vedo i colori rossi e blu che contraddistinguono un marchio che su twitter sono abituato a vedere spesso.
Poi comincio a vedere la fila che, come avevo letto, è spesso consistente e allora il sogno (che ormai stava diventando soltanto tale) di questo hamburger si comincia a materializzare.
 
 
Faccio una fila che però tutto sommato non è così lunga (durante la quale ho potuto ammirare la perfetta organizzazione nel preparare gli hamburger, con 2-3 ragazzi che si dividevano i compiti), ecco che posso finalmente assaporare l’hamburger: un succulento panino dal nome “Barbeque” fatto con i seguenti ingredienti che riporto testualmente: “boeuf maison, Cheddar, bacon, sauce BBQ, beignet d’oignons, oignon caramèlisé, mayo”.
 
 
 
Un hamburger ricco, grasso, croccante, godurioso con le cipolle caramellizzate che ci stavano a meraviglia, mangiato con accanto un’insalata di verdurine crude condite (coleslaw).
In lavagna si leggono comunque altre intrigantissime preparazioni di hamburger come quello definito Campagne (con groviera, funghi e cipolle caramellate) o il Bleu con il formaggio erborinato Fourme d’Ambert e sauce Porto. O ancora quello col “Porc braisé à la bière”. Mmmmhhh.
 
 
Un elenco indicativo (perché spesso ci sono delle interessanti varianti) dell’offerta potete comunque trovarlo qui.
Le ricette tra l’altro di questi goduriosi hamburger sono state racchiuse in un bel libro che costa 20 euro e che è in vendita nelle migliori librerie francesi e on-line.
Siccome poi di fronte al camioncino c’era un bel parco con panchine e zone ombreggiate dove consumare con calma l’hamburger, me lo sono gustato per bene proprio lì. Ed ho visto che molti hanno avuto la stessa idea… Ecco il perché delle foto che seguono, molto bucoliche.
 
 
 
Ed in questo parco c’è pure una fontanella dove sciacquarsi un po’ perché il panino è necessariamente molto unto, come ogni street food che si rispetti.
E finisce così la mia prima, ottima, esperienza con “Le Camion qui fume”. Ad avercelo in Italia…