Nel corso
della mia recente vacanza ad Amburgo non potevo non recarmi nel quartiere di St.
Pauli. Un quartiere che mi intrigava esplorare per la sua vivacità, le sue
contraddizioni, la sua vita notturna, i suoi locali trasgressivi, i suoi ideali
e la sua inclusività.
Tutte cose che si percepiscono e si confermano passeggiando per le vie del quartiere, che tra l’altro è stato testimone dell’inizio carriera dei Beatles a cui è dedicata una specifica piazza perfettamente rotonda come un grande disco.
Ma St. Pauli è anche una squadra di calcio che attira tanti appassionati e che sposa gli stessi ideali della gente del quartiere e cioè, tra gli altri, quelli dell’antifascismo e del rispetto per ogni tipo di orientamento sessuale.
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| Un cartello affisso sulle mura dello stadio |
Il “fortino” di questo team che attualmente milita nella serie B tedesca è il Millerntor stadion, capace di contenere circa 30 mila persone, situato al centro del quartiere nei pressi di un grande Luna Park, l’Hamburger Dom, che si tiene tre volte all’anno e rappresenta una fiera popolare tra le più grandi della Germania e più antiche d'Europa.
Trovare un biglietto per una partita in casa del St. Pauli è un’impresa quasi impossibile. Prima del mio viaggio volevo comprare online un biglietto per il match contro il Kaiserslautern, ma i tagliandi erano già esauriti come accade quasi sempre (in certi casi però è possibile acquistarli su un mercato secondario legalizzato e online quando qualcuno rinuncia al loro utilizzo).
Facendo un giro intorno allo stadio, si apprezza la struttura “all’inglese” dell’impianto, si scorge un museo interno e si può fare shopping nel fan store situato dentro al campo sportivo (inutile dire che non potevo esimermi dal fare qui acquisti e regali).
Ma il St.
Pauli calcio spesso si identifica anche con un teschio pirata (Jolly Roger) con
le ossa incrociate, diventato un vero e proprio emblema del club e della sua
tifoseria, simbolo di ribellione e resistenza negli anni delle accese proteste
sociali. Il Jolly Roger simboleggia anche la mentalità punk, l'antifascismo, la
giustizia sociale e il rifiuto del calcio moderno, decisamente commerciale.
Pur non potendo entrare allo stadio il giorno della partita per i motivi sopra esposti, è stato comunque interessante “respirare” l’aria del Millerntor Stadion in una domenica di campionato.
La partita, come già sottolineato, era in questo caso quella contro il Kaiserslautern e già di primissima mattina al bellissimo e non lontano mercato del pesce si scorgevano tifosi sia del St. Pauli che della squadra avversaria degustare robusti panini ripieni di pesce di ogni tipo (Fischbrötchen) e bere corpose birre (beati loro che ci riuscivano, a quell’ora!).
La partita iniziava alle 13.30 ma già molto prima nei dintorni del Millerntor Stadion tanti tifosi con indosso le più assortite maglie (nuove e più vecchie) del St. Pauli si incamminavano verso lo stadio.
Alcuni si soffermavano al bar sotto l’impianto a bere qualcosa (anche dei calici di vino, chissà quale…), altri semplicemente a chiacchierare, altri ancora a cercare, con poche speranze, un eventuale biglietto da poter acquistare.
Una sorta di centro sociale sotto la tribuna principale dello stadio, inoltre, vendeva torte e dolci fatti in casa oltre a spille, foulard, sciarpe e altre suppellettili per tifosi.
Il tutto in un ambiente tranquillo, con i tifosi avversari mescolati a quelli della squadra di casa senza alcun timore di eventuali scontri.
Poi la partita, per la cronaca, è finita 1-2, con una sconfitta quindi del St. Pauli; ed attualmente questa squadra si trova più o meno a metà classifica della serie B tedesca.
Da ora in poi darò sempre un’occhiata ai risultati di questo team che mi è rimasto nel cuore e che rappresenta la forte identità di un quartiere e forse anche di una città (esiste comunque un’altra squadra cittadina, più importante) dalla profonda anima e inclinazione marinara.















