Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

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13 novembre 2012

La tovaglietta ed i finger food



 
Non ci crederete ma quella che vedete nella foto non è a sua volta una foto, ma una tovaglietta lavabile.
L’ho comprata tanti anni fa su un sito internet che vendeva ottimi prodotti tipici e che volle anche offrire un calendario-tovaglietta “mostrando le facce” di dodici produttori dei loro eccellenti prodotti.
In questo caso si tratta di un produttore abruzzese he produce dei fantastici formaggi di latte ovino (di razza Sopravissana) tra cui la mitica ricottina al fumo di ginepro di cui ho parlato già qui.
In questa azienda tra l’altro è possibile addirittura adottare una pecora…
Mi fanno tanta tenerezza questi cuccioletti in braccio al loro proprietario ed allevatore. Ed a voi?


Su questa tovaglietta ci ho mangiato (anche) dei finger food recentemente preparati da me e fatti con polenta di ceci e salsiccia di Ariccia al forno.
Un cibo rustico che ben si coniuga secondo me al contesto della tovaglietta. Una passeggiata nelle verdi montagne abruzzesi della provincia dell’Aquila (in una località denominata Anversa degli Abruzzi) può infatti far venire una fame notevole ed il risultato può essere una mangiata tipo questa (ma in quantità ben più abbondanti, s’intende! ;)
 

Che fame ragazzi!!!

12 gennaio 2011

Tra fiumi di Lambrusco, arte, risotti e stracotti


Weekend dell’Epifania itinerante. Prima tappa: Mantova. Mantova è una città davvero sorprendente. Pensavo fosse una cittadina semplicemente carina con una certa varietà di opere d’arte da vedere e niente di più.
Ho invece scoperto una città ricchissima di storia e cultura che necessiterebbe, per ben esser visitata ed apprezzata, di ben più tempo di quanto ci sono stato io.
Anche il clima che mi è capitato di trovare, piuttosto freddo, piovoso e nebbioso ha contribuito a rendere molto affascinante questa città, circondata in modo altrettanto attraente da un fiume (il Mincio) e un bel parco.


Si inizia idealmente a visitare la città partendo dal Castello di San Giorgio, con le sue quattro torri e con il suo perimetro circondato da acqua (stupendo!).


Di grande interesse piazza Sordello con i suoi tanti palazzi tra cui il Palazzo Ducale (la cui storia si identifica con quella dei Gonzaga) e con il Duomo (oltre che con il museo Nuvolari, nativo di questa città); stupenda Piazza delle Erbe con il Palazzo della Ragione, la particolare e attraente Rotonda di San Lorenzo, la Torre dell'Orologio e la Casa del Mercante.


Per non dimenticare inoltre che Mantova è la patria di Virgilio, occorre dare un’occhiata all’imponente statua a lui dedicata nella piazza virgiliana.
Ma ciò che secondo me vale veramente la pena di vedere a Mantova è “Palazzo Te”, le cui sale interne sono state opera di Giulio Romano su commissione di Federico II Gonzaga. Tre sale in particolare sono sontuose e secondo me sono tra le cose più belle da vedere in Italia: la sala dei Giganti, quella di Amore e Psiche e la sala dei Cavalli che ricorda le gloriose scuderie dei Gonzaga, a suo tempo famose in tutta Europa.
Accanto ai capolavori artistici, ci sono anche quelli della cucina mantovana che ho in parte scoperto e in parte avuto il piacere di riassaggiare.
Passeggiando per le caratteristiche vie porticate della città prima di cena, ci si può fermare per un goloso aperitivo in qualche rinomato caffè (come il Caffè Venezia) e prendere il cosiddetto “aperitivo dei Gonzaga” che è molto ricco e prevede tra l’altro un bicchiere di ottimo Lambrusco Mantovano (ne ho bevuti sempre di ottimi nei vari locali in cui li ho degustati) e qualche tortello ripieno di zucca dal sapore dolce, che si distingue da quelli di altre località, come Ferrara.
E siccome l’assaggio dei tortelli di zucca è pur sempre un assaggio, viene voglia di mangiarne un piatto ben più consistente. Niente paura, ci si può rifare molto presto a cena! A tal proposito, un posto indicato dove cenare, allontanandosi un po’ dal centro, può essere la trattoria “Due Cavallini” (Via Salnitro, 5 Tel. 0376 322084). Questo locale offre degli ottimi tortelli di zucca ma anche altri squisiti primi come gli agnoli cucinati in tutte le versioni possibili, i maccheroncini al ragù di stracotto di cavallo e diversi tipi di pasta fresca cucinata in modo classico.


Per secondo piatto si possono mangiare uno stracotto di cavallo al Lambrusco con polenta o degli ottimi bolliti con le deliziose mostarde mantovane e salsa verde o ancora, per restare sul classico, un arrosto misto servito sempre con polenta. E per finire, nemmeno a dirlo, una bella fetta di sbrisolona il dolce mantovano per eccellenza, fatto con farina di mais e mandorle.
Non si può non citare quando si parla di cucina mantovana, anche se non era nel menù dei Due Cavallini, il risotto alla pilota. Questo primo piatto si chiama così perché pilota è colui che lavora alla pila del riso, lo stabilimento dove il riso viene pulito, lavorato e preparato per la vendita. Si tratta in pratica di un riso insaporito con salamelle mantovane e grana, cotto con un procedimento particolare. Il procedimento per realizzarlo in sé non è difficile, ma occorre far bene attenzione all’equilibrio tra gli ingredienti, compresa l’acqua di cottura. Prometto solennemente che in uno dei prossimi post pubblicherò per voi la particolare ricetta di questo squisito primo, che ho scoperto qualche tempo fa grazie alla mantovana Doc Chiara.
Un altro posto che consiglio per cenare/pranzare è l’Osteria dell’Oca (Via Trieste, 37 Tel. 0376 327171) un locale caldo, all’antica, rustico che propone piatti della vera cucina mantovana, preparati con maestria e passione e serviti a volte in tegamini in rame. Si mangiano innanzitutto degli ottimi risotti, tra cui quello mantovano e quello degli ubriachi.



Tra i secondi ho mangiato un’ottima carne di manzo cotta nelle cipolle e nel Lambrusco insieme a della polenta buonissima (il piatto si chiama carbonata con polenta), ma nella scelta ci si può sbizzarrire tra mille altri gustosi piatti della tradizione mantovana, che potete vedere elencati nella foto. Insomma anche questo è un posto da segnalare e segnare per una prossima gita a Mantova.
Per acquisti golosi da riportare a casa, come paste fresche e tortelli, un indirizzo da non perdere è il Panificio Freddi in Piazza Cavallotti, 7 presso il quale si possono gustare anche notevoli specialità dolci. E infine, dalle parti dello stadio e di Palazzo Te, vi segnalo un interessante e grande punto vendita di prodotti agricoli mantovani freschi e trasformati, dal produttore al consumatore (Contadinostrano – Kilometrizero, Viale Isonzo, 18/20 – Tel. 0376/1693924): da quel poco che ho visto, anche questo negozio mi sembra mitico!

31 luglio 2010

Giallo e acciughe

Oggi due ricette in giallo, con co-protagoniste le acciughe. Anche in omaggio all’ultimo post dell’interessante blog di CorradoT riguardante una ricetta in giallo, in adesione a un ideale contest sulle ricette relative a questo colore.
Tra l’altro il giallo è un colore che a me piace molto e quindi ne ho approfittato per “colorare il mio blog” di un una tinta piacevole :-)
La prima ricetta può benissimo far parte di un piatto di tapas marinare. Si tratta di cubettoni di polenta con salsa di acciughe. .

foto in versione "col flash"
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La preparazione della polenta di estate capisco possa essere problematica, ma quando si ama il cibo si fa questo ed altro…
Preparata faticosamente una normale polenta, la si mette in una teglia a raffreddare. Quando si è raffreddata e rassodata, si taglia a cubettoni che si friggono rapidamente su entrambi i lati in una padella con poco olio. Nel frattempo si realizza con il frullatore ad immersione una salsina a base di acciughe, composta da una decina di acciughe sott’olio, buon olio extravergine di oliva q.b. e poca acqua, qualora la salsa dovesse risultare troppo sapida.
Quindi impiattare, ponendo la salsina sui cubotti e guarnendo il piatto con dell’insalatina fresca. Un piatto davvero originale (forse) e gustoso. E poi amo tantissimo l’abbinamento polenta-pesce!
La seconda ricetta riguarda un classico della cucina romana, ma anche napoletana. Nella mia famiglia questa ricetta prende il nome di “fiorilli fritti”: si tratta sostanzialmente (né più e né meno) di fiori di zucca fritti in pastella. Il risultato che ne viene fuori, però, è una specie di frittella e non un fiore di zucca a forma di filetto, come viene servito a Roma.
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Ma, come si fa a Roma, ho inserito questa volta nei fiori delle acciughe (ecco perché anche in questo caso tornano alla ribalta le acciughe) e dei pezzetti di mozzarella.
La pastella l’ho preparata così: 3 uova, poca farina (un paio di cucchiai), poco latte, un pizzico di sale; mescolare ed amalgamare bene.
In questa pastella ho successivamente immerso i fiori di zucca, nel cui “cuore” avevo introdotto precedentemente appunto dei pezzettini di acciughe e mozzarella. Il tutto si frigge poi in olio caldo e il risultato è quello che vedete nella foto. Dopo averli salati leggermente, sono da servire caldi o, in questo periodo, tiepidi.
E voi, quali ricette “in giallo” proponete?

19 marzo 2010

Oro ligure

Cominciamo dalla fine. Più di un mese e mezzo fa, ho acquistato un’ottima qualità di farina di mais che di solito non uso spesso e quindi il primo utilizzo non poteva che essere “basic” e classico.
Ho quindi preparato una bella polenta, evitando preventivamente di andare in palestra visto che nel girarla per 40-45 minuti ho rafforzato i muscoli di entrambe le braccia…
Ho condito poi la polenta con Fontina e funghi misti ed il risultato è stato davvero appetitoso e gustoso.

Ora poiché ho a disposizione ancora una discreta quantità di farina di mais, intendo utilizzarla nei seguenti modi:

- “Amor polenta”, dolce che proviene da una ricetta che gentilmente mi ha fornito Rossella;
- La sbrisolona mantovana;
- Torta di mais alle mele (questa già fatta, buona!);
- Crespelle di farina di mais.

Al di fuori di queste ricette, qualcuno sa consigliarmi altri simpatici utilizzi della farina di mais?
Ma dove avevo comprato quell’ottima farina di mais di cui sopra?
Tutto nasce in occasione della festa di Chiara (tenutasi a fine gennaio scorso), quando a casa sua abbiamo mangiato una fantastica polenta accompagnata con dell’ottima carne e relativi differenti ragù.
Il giorno dopo, prima di ripartire, Chiara ci ha portati a visitare proprio l’azienda agricola che produceva non solo questa farina, ma anche mille altre specialità tra cui degli ottimi formaggi caprini e vaccini.
Siamo quindi andati con lei, Annalena e una sua amica, a fare un minitour in quest’azienda, addentrandoci ed inerpicandoci sulle stradine tortuose e montuose appena dietro Cogoleto (GE).
Approdati alla Fattoria Montegrosso (questo il nome dell’azienda) il proprietario, molto gentilmente, ci ha fatto visitare praticamente l’intera struttura, con tutti i suoi animali di vario tipo (polli, galline, conigli, capre, ecc.) ...

...e ovviamente abbiamo finito per portarci a casa un discreto “bottino” di golosità, offerte “dal produttore al consumatore”.
Spettacolare anche l’entrata nella casupola dove i familiari del proprietario stavano preparando delle profumatissime pizze rustiche alle erbe (come era tirata sottilmente la pasta!) da infornare in uno scoppiettante forno a legna e da offrire nell’ambito di alcuni mercatini locali.


Il tutto in un contesto molto bello dal punto di vista naturale e in una radiosa giornata di sole, con il mare che più in giù, dopo poco, ci avrebbe riaccolto a braccia aperte!


Fattoria Montegrosso
Loc. Montegrosso
Sciarborasca – Cogoleto (GE)
Tel. 010 9188375
Cell. 328 2025805