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2 ottobre 2021

Indirizzi gourmet inediti ad Ischia


Quando si va da una vita in un posto, come accade con me ad Ischia, è inevitabile scoprire tanti locali e luoghi inediti, lontani da quelli delle più gettonate zone turistiche.
Può essere sufficiente allontanarsi un po’ dal mare e dalle zone costiere addentrandosi all’interno per conoscere un altro volto di quest’isola, molto più rurale, contadino, con una clientela prettamente locale e prezzi generalmente più abbordabili, mediamente associati ad una qualità dell’offerta più elevata.
Nella zona dei Pilastri, non lontana in macchina da Ischia Porto, ad esempio, ho potuto nel tempo identificare tanti punti di riferimento golosi, costruendomi una piccola mappa di luoghi gourmet di cui vi parlerò in questo post.
Nei pressi dell’acquedotto che apre la zona dei Pilastri, trovate ad esempio un discreto panificio, Masaniello, dove è possibile anche acquistare una merenda da portare al mare (pizzette, rustici, panini napoletani, ecc.) o addirittura dei piatti pronti come la sempre eccellente (in tutta l’isola) parmigiana di melanzane.
Vi ho già parlato poi un paio di post fa della pasticceria Luisa, poco distante dal panificio di cui sopra, dove poter assaggiare un cornetto crema e amarena di buon livello, un discreto caffè e tanti golosi dolci.


Percorrendo da qui in macchina la strada verso Barano, dopo pochi minuti sulla sinistra troverete inoltre una rosticceria da non perdere, chiamata
Carusino: vi colpirà l’area esterna dove non si può non rimanere attratti da uno scoppiettante e luminoso girarrosto, preceduto da una vetrinetta piena di cose buone: fritti (particolare menzione per la frittatina di pasta al coniglio alla cacciatora, qui sotto nella foto), piatti pronti, l’immancabile parmigiana…


Ma qui sono ottimi tanti altri piatti, da gustare anche in servizio da asporto: fantastici primi, golosi secondi (pollo allo spiedo, spiedini, salsicce alla brace, sua maestà il coniglio all’ischitana), panini, squisiti contorni della cucina campana e pizze cotte nel forno a legna.Proprio un indirizzo da non perdere!
 
Locali golosi a parte, va segnalato che nei pressi dell’acquedotto di cui vi accennavo prima c’è anche un bel vivaio dove tra l’altro potete acquistare e portare in città la mitica pipernia. Ossia un timo selvatico da utilizzare classicamente nel coniglio all’ischitana (quasi ogni famiglia nell’isola ha la sua ricetta segreta, ma questa erba aromatica non può mai mancare) ma anche in tanti altri intingoli per lo più a base di carne.


Io ho acquistato la pipernia nell’estate 2020 ed è ancora ben sviluppata nel mio balcone. E con orgoglio la esibisco come uno dei tanti (profumati) souvenir della mia amata isola…

12 settembre 2021

Non solo Calise: i migliori cornetti ad Ischia


L’anno scorso la mia estate ischitana fu caratterizzata anche da una mia “indagine pratica” sulla migliore “zingara” dell’isola (ne ho parlato qui). Fu un esperimento molto divertente che mi portò a scovare locali inediti dove questo street food era preparato in modo divino.
Quest’anno mi sono invece dedicato ai mitici cornetti ischitani, perché ad Ischia i cornetti buoni si possono mangiare in tanti ottimi locali e non solo in quello più rappresentativo ed “istituzionale”, la pasticceria Calise.
Ho così cercato, limitandomi però alla zona di Ischia Porto/Ischia Ponte e dintorni, di trovare altri luoghi in cui la colazione mattutina (o il post serata, perché no) possa essere davvero ottimamente allietata da un cornetto degno di questo nome.
Tra i vari miei assaggi posso senz’altro citare tre posti molto meritevoli, mentre mi ha molto deluso un locale sul quale avevo grandi aspettative poi disattese e che non citerò in questo post.
Ecco allora i tre locali che ho selezionato, elencati in ordine decrescente, dal terzo gradino al (mio) vincitore di questa estate (tutti gli indirizzi sono facilmente reperibili sul web).

3 - Pasticceria Luisa: siamo in località Pilastri, non lontano in macchina dalle zone centrali di Ischia Porto. In questa pasticceria, situata un po’ in basso rispetto al piano strada, è piacevole sedersi con calma al fresco a bere un buon caffè. Ovviamente accompagnato da un buonissimo cornetto. Un cornetto non troppo colorito in superficie, ma di gran sapore e morbidezza, ripieno lungo tutta la sua lunghezza, senza spazi vuoti. Ottima la sua crema, che ben si accorda con una buona qualità di amarena. Voto: 7,5


 2 - Bar pasticceria Vittoria: ci troviamo in piena piazzetta, nei luoghi del passeggio e della movida ischitana, a ridosso del corso principale di Ischia Porto. Il locale è sempre pieno a tutte le ore del giorno e della notte e tra i suoi prodotti di punta figura senz’altro il suo mitico cornetto. Un godurioso prodotto di grandi dimensioni, gonfio, caratterizzato da una buona e friabile pasta esterna, leggermente caramellata che ricorda il mio cornetto ideale (mangiato in quest’isola tanti anni fa in un bar che oggi non esiste più e dal gusto che non ho più ritrovato). Di buona fattura e di giusta quantità la crema interna. Voto: 8


 1 - Pasticceria Buono: la strada che porta da Ischia Porto a Ischia Ponte è piacevole anche perché si incontrano tanti negozietti gourmet che allietano la passeggiata. Tra questi vi è questo bar-pasticceria-gelateria che prepara un cornetto ben gonfio e a mio avviso davvero notevole. Gustatelo caldo per apprezzarne tutta la sua fragranza, oltre che il suo giusto grado di colorazione e cottura, la sua goduriosa e opulenta grandezza, restando al tempo stesso leggiadro, per niente pesante, con un’ottima crema ed un’amarena dal sapore ricercato. Voto: 8,5


 Questo quindi è il mio podio. Non ho ancora assaggiato il cornetto di Calise ora che ha cambiato gestione, ma dò per scontato che sia sempre molto buono e quindi aggiungerei a questa lista anche questo nome ben noto. Aggiornerò comunque questa classifica man mano che assaggerò altri nuovi (per me) cornetti ischitani.
Posso comunque dire che in generale a Ischia la qualità media dei cornetti è (molto) alta e che questa tipologia di cornetto che si prepara nell’isola è il genere che preferisco in assoluto. E che non trovo da nessuna parte, neanche lontanamente, a Roma, città dove vivo.
Detto ciò, buona colazione a tutti e soprattutto buon rientro dalle vacanze e buon anno!

21 giugno 2018

A Paestum e dintorni people always have fun


Come promesso, vi parlerò in questo post del mio (personalissimo) dopo Strade della Mozzarella 2018.
Innanzitutto una cosa da precisare è che per la prima volta quest’anno sono arrivato a Paestum in macchina. Se da un lato ciò è stato un po’ faticoso per via della distanza non esattamente breve tra Roma e questa zona, dall’altro mi sono potuto muovere più facilmente e senza vincoli nei momenti extra-Congresso, potendo raggiungere senz'altro in modo più agevole i posti di cui di seguito vi parlerò.
Ma inizierei questo racconto di viaggio spendendo due parole sul luogo in cui ho alloggiato durante la mia permanenza a Paestum.
Si tratta del bellissimo Hotel Royal, struttura a 4 stelle, di design, molto confortevole e piacevole, che non costa nemmeno molto durante quel periodo (fine maggio).


Belle, moderne, comode e pulite le camere, a cui si abbina un attraente parco con piscina; inoltre all’interno dell'albergo si può cenare in un ristorante non "normale", ma stellato. Cosa volere di più? D'altronde l'albergo si autodefinisce SPA del cibo...
Il ristorante stellato, di cui nei pressi della reception si può osservare la cucina a vista, è l’Osteria Arbustico che offre ai suoi clienti le preparazioni del bravo chef Cristian Torsiello. 


Non mancherò di assaggiare i suoi piatti in un’altra occasione, vista questa volta la concomitanza con la cena finale del Congresso. Nella camera di albergo era comunque presente la carta del ristorante (per i clienti dell’hotel vi è anche uno sconto del 10%) che presentava golosissimi piatti da provare assolutamente come la quaglia alla brace, cipolla caramellata e zabaione all’aceto, i raviolini di carciofi e brodo di calamari arrosto e gli scampi topinambur, vermouth e spinaci.
Questo albergo offre anche una buona prima colazione, che include prodotti lattiero-caseari della zona come (ovviamente) la mozzarella di bufala, alcuni formaggi locali e lo splendido yogurt di Vannulo.


Proprio da Vannulo mi sono recato dopo essermi congedato dal Royal. Dovete sapere, per chi non la conoscesse, che l’azienda biologica Vannulo è una tenuta bellissima immersa nel verde, dove vengono allevate le bufale e dove si producono magnifici prodotti provenienti dal loro latte. Anche le pelli degli stessi animali vengono lavorate in laboratori presenti nella stessa azienda, con relativa vendita di prodotti di pelletteria.


Da Vannulo si va per una piacevole visita agli animali e ai loro "alloggi", per ammirare il variegato orto e soprattutto per degustare e acquistare i fantastici prodotti biologici aziendali.


Fare colazione da Vannulo è un'esperienza da vivere, con gelati, yogurt cremosi e altri splendidi prodotti da prima colazione (sono ottimi anche i budini, non perdeteli!). E se avete già fatto colazione in albergo, sarete costretti a ripeterla, non si può proprio resistere e rinunciare…
Poi viene il momento dell’acquisto dei prodotti in caseificio. Idealmente occorrerebbe prenotare il giorno prima gli acquisti di mozzarelle, ovoline, trecce, perline, ma sono stato fortunato e, pur non facendomeli tenere da parte, ho trovato i prodotti che cercavo, tra cui una fantastica ricotta di bufala.
Da Vannulo volendo si può anche mangiare nel ristorante dell'azienda, che offre una cucina interessante e che ovviamente attinge all’orto e ai prodotti del caseificio.


La mia tappa successiva a Vannulo è stata una visita ad una località di mare del bellissimo Cilento, distante da Paestum (o meglio da Capaccio) circa una mezz'ora: Santa Maria di Castellabate.
Quest’ultimo è un posto in qualche modo doppio: c’è una parte mare, Santa Maria di Castellabate, e una parte alta (molto alta), Castellabate, entrambe da visitare assolutamente.
Santa Maria di Castellabate è una località molto carina con un bel corso, ma soprattutto con una spiaggia centrale molto "charmante". Le casette colorate in riva al mare, l’atmosfera da villaggio di pescatori, i ristorantini praticamente in acqua e la Vergine del mare a custodire e proteggere abitanti e turisti, la rendono molto attraente. 


In più una giornata con del sole non del tutto splendente e con poca gente come è capitata a me conferiva a questo luogo un non so che di magico e di placida calma.


Nei ristoranti/bistrot ci si può fermare anche solo per un cartoccio di alici o calamari fritti, assaporando lentamente il paesaggio semplice ma intrinsecamente marinaro, quindi ricco di significati per i veri amanti del mare.
Da Santa Maria di Castellabate la salita verso Castellabate richiede circa un quarto d’ora di macchina, su tornanti a tratti estremamente ripidi e pendenti. Man mano che si sale su, si comincia a percepire che in cima il panorama sarà davvero mozzafiato. E arrivando al centro storico di questo antico borgo non si può non avere la conferma di ciò.


La vista è emozionante, con ampie baie e rocce a picco sul mare. Si rivede molto dall’alto anche quello che si è visto poco prima a livello del mare a distanza di pochi metri.


Una vista quindi consigliatissima e da non perdere, a cui occorre aggiungere anche la visita del delizioso borgo, reso famoso anche dal film "Benvenuti al Sud".


Un borgo pulito, ordinato, con vicoli e vicoletti punteggiati da botteghe e localini che poi sfociano in una piazza principale molto ordinata, che definirei quasi un salottino. 


Qui vengono ricordate scene del film in prossimità dei locali e delle enoteche che dominano la piazzetta, in cui non mancano frequentatori stranieri. Un panorama bello (di terra e non di mare stavolta) si può ammirare anche da qui.
E' giunta poi purtroppo l'ora di rientrare a Roma, ma un caffè a Caserta per spezzare il viaggio ci stava tutto. Ho scelto l'emergente bar-pasticceria Hackert, premiato dall'ultima Guida dei Bar d'Italia del Gambero Rosso come migliore locale dell'anno. In effetti i dolcini offerti, uno alla mela annurca e l'altro denominato polacca (tipico della vicina Aversa, con crema e amarena), non erano per niente male e hanno reso meno pesante il restante tratto di strada che mi ha riportato a casa...

Ps A Caserta per chi ha più tempo vale la pena di fermarsi (a breve distanza dall'autostrada) per ottime esperienze culinarie in un ristorante e in una pizzeria che si trovano uno accanto all'altra: "Le Colonne" di Rosanna Marziale e "I Masanielli" di Francesco Martucci.

31 maggio 2018

Ma solo a me piacciono le prussiane?


Un altro cibo cult che amo molto e che merita di essere citato in questo blog sono le cosiddette prussiane o ventagli, chiamati cosi perché la loro forma li ricorda.
Chi mi conosce sa che non amo troppo i dolci, ma i ventagli e pochi altri (la pastiera, i babà, alcuni dessert siciliani) sono per me irresistibili.
I ventagli sono dei goduriosi dolci a base di pasta sfoglia, burro e zucchero che si trovano in bella mostra nei bar e pasticcerie di Napoli, Roma e un po’ in tutta Italia.
Credo si tratti di un dolce originario della Francia (oltralpe si chiama palmier) che in Italia si è poi diffuso ampiamente. E' un prodotto friabile, fragrante, delicato, caramellato, che dà l'illusione di essere leggero proprio per avere queste caratteristiche.
In giro ve ne sono di pessimi esempi e trovarne uno buono non è cosa semplice. Ma io so dove comprarlo per fortuna…
E voi amate questo dolce? Dove lo gustate? Sono tutt'orecchi J

16 settembre 2016

Lecce, street food in salsa “barocca”


Eccomi finalmente a riassumere la mia vacanza estiva a Lecce, ormai lontana purtroppo.
Beh, per cominciare, va detto che Lecce è davvero un piccolo gioiellino, con dei bellissimi edifici di un bianco accecante che fanno da contrasto a un cielo azzurrissimo.


Di Lecce mi ha colpito la sua pulizia, la sua cura, oltre che le splendide e appartate piazzette, autentici salottini con tanti locali di qualità dove mangiare o bere qualcosa, magari appena cullati dal vento che da quelle parti è abbastanza una costante.


E’ quasi inutile sottolineare che Lecce è una città nota per le sue tante, splendide chiese barocche. E in effetti c’è davvero l’imbarazzo della scelta: la basilica di Santa Croce, la Cattedrale, la Chiesa Greca e tante altre bellissime chiesette sparpagliate in centro e nelle sue vicinanze.


Lecce costituisce anche un’ottima base di appoggio per fare delle intriganti escursioni al mare in splendidi e paradisiaci posti limitrofi (o quasi), come Torre dell’Orso, Gallipoli e Porto Cesareo a cui si può approdare anche grazie ad un abbastanza efficiente servizio di bus. Non è un caso che la capitale del Salento fosse, nel periodo a ridosso del ferragosto, gremita come un vero e proprio posto di villeggiatura sul mare.
Coté food, la città offre moltissimo. Innanzitutto c’è dello street food di qualità molto importante. Dominano i pasticciotti e i rustici, che si trovano praticamente ovunque ma che vale la pena di assaggiare ad esempio al bar-pasticceria Alvino (tel. 0832 246748), nella bella Piazza Sant'Oronzo, che li sforna caldi a tutte le ore (questo bar prepara tra l'altro anche un buon caffè freddo con latte di mandorla!).


I pasticciotti (buoni anche nella gelateria-pasticceria Natale) sono dei piccoli scrigni di frolla ripieni classicamente di crema, mentre i rustici (che adoro) al loro interno hanno mozzarella, pomodoro, besciamella e pepe.


Altro monumento dello street food leccese è la puccia, in pratica un panino con poca mollica e quindi con poco lievito al cui interno si può mettere di tutto. Ho assaggiato ad esempio una mitica puccia con del capocollo (non il salume, ma la vera e propria carne cotta), caciocavallo e rucola: davvero splendida! 


Delle ottime pucce si possono degustare all'Angolino di Via Matteotti, ma vi toccherà fare una fila notevole prima di assaggiarle.


Sempre in tema street food, se il consumo di gelato può essere considerato tale, vi consiglio la gelateria Natale (ottima anche come pasticceria, con fantastici dolci, citata anche poco più su). Qui si può degustare un gelato davvero molto interessante, con materie prime freschissime, di stagione e di prima qualità. Vi consiglio in particolare di assaggiare il gusto dedicato a Maria D'Enghien (contessa di Lecce che visse tra il 1300 e il 1400) al limone e pan di spagna, davvero gradevole, fresco e da dipendenza.


Vi segnalo inoltre una rosticceria (La Foglia Matta) che vende anche frutta e verdura e che prepara degli ottimi piatti tipici, come fatti dalle nostre mamme, esclusivamente da asporto.
Sul fronte aperitivi, nei pressi del centro, va segnalato un locale giovane ma già pluripremiato, il 300mila LoungeBar elegante e versatile luogo dall'atmosfera soft, ottimo anche per un dopo cena con favolosi drink e after dinner. Per bere bene, inoltre, potete frequentare le tante buone enoteche della città, come ad esempio quelle vicino alla Basilica di Santa Croce, dove oltre a qualche calice di buon vino locale (magari rosato) potete anche gustare degli ottimi taglieri, delle buone frise e altri sfiziosi prodotti e piatti tipici locali.


Quanto ai ristoranti, a Lecce si trovano molti locali che fanno una cucina prettamente casalinga e della tradizione salentina. A questo trend generale si contrappone però qualche eccezione, come il locale dei promettenti fratelli Pellegrino che nel loro ristorante Bros propongono una cucina innovativa con accostamenti inediti ma davvero ben riusciti.
Tra i ristoranti tradizionali, è da citare l'Osteria degli Spiriti, bel locale con personale competente che offre piatti tipici quali la pasta con polpettine e uno strepitoso pecorino locale o un buon filetto al Negramaro.



Per quanto riguarda i ristoranti di pesce, vi segnalo la Pescheria con Cottura, un locale dove gli avventori possono scegliere il tipo di pesce (fresco), la sua quantità e la modalità e tipo di cottura e vederselo servire dopo poco ai tavoli. Il locale comunque prevede anche un normale menù, da cui scegliere altri piatti ancora, come la pasta col tonno fresco o il polpo alla piastra. 



Sempre a proposito di ristoranti con cucina marinara, a Lecce e dintorni non potete infine non assaggiare gli spaghetti col sugo di ricci, dal sapore di mare, unito alla piacevole dolcezza del suo principale ingrediente.


Credo che per ora sia tutto. Al prossimo post, quando vi parlerò dei posti di mare vicino Lecce.


Ps: Ah, dimenticavo: tra i souvenir leccesi da riportare a casa (esclusi quelli culinari: ve ne sono tanti e magari ve ne parlerò in un altro momento) è d'obbligo acquistare nelle botteghe cittadine i bellissimi prodotti a base di cartapesta, la cui lavorazione fa parte della tradizione del territorio leccese e salentino.

31 luglio 2016

Vi presento i macarons glacé


Tutti voi ormai conoscerete quei golosi dischetti colorati ripieni di creme varie che rispondono al nome di macarons. Sono ormai parecchio diffusi anche in Italia nella loro versione più classica, sia a cura di note maison francesi, sia preparati in emergenti boulangeries cittadine.
Ebbene, pochi giorni fa ho sperimentato con piacere una versione molto originale di questi macarons, con all'interno del gelato al posto della normale crema.


Ciò è avvenuto in una interessante gelateria artigianale dei Parioli, denominata Le Bontique, grazie alla collaborazione di due importanti "artigiani della qualità" (il riferimento a spot pubblicitari non food di rilevanza nazionale è puramente casuale ;), Emanuele Montana proprio di Le Bontique e Giuseppe Solfrizzi del mitico Le Levain a Trastevere.


Emanuele Montana è un mastro gelatiere d’eccellenza, tra i dieci ambasciatori del gelato nel mondo e finalista nella tappa romana del Gelato World Tour. Al timone del laboratorio di Le Bontique dal gennaio 2016, ha saputo trasmettere tutta la sua passione e competenza in prodotti deliziosi, genuini e completamente naturali che ogni giorno studia nel minimo dettaglio.
Giuseppe Solfrizzi, è invece un giovane pasticcere pugliese, prima allievo di Alain Ducasse e attualmente proprietario e chef boulanger-pâtissier di Le Levain, un piacevole locale che risente dei suoi anni vissuti a Parigi, dedicati allo studio e alla ricerca del miglioramento continuo. Una fucina di creatività che pone al centro la panificazione, i lieviti e la pasticceria di classe.
E quando due importanti professionisti della scena gastronomica romana si incontrano, mettendo insieme passione ed esperienza, il risultato non può che essere un concentrato di creatività e innovazione.
In una città che manifesta la continua esigenza di prodotti nuovi e stimolanti, Le Bontique ha quindi saputo raccogliere la sfida, unendo l’arte della pasticceria e quella del gelato artigianale per dare vita ad una produzione del tutto innovativa per l’offerta culinaria romana, il “Macaron Glacé”.


Il prodotto è stato studiato e creato a quattro mani, ispirandosi ai trend provenienti da Londra e da Tokio (prima d’ora non era mai stato realizzato in Italia): Le Bontique ha realizzato la golosa e spessa farcitura interna a base di gelato, mentre Le Levain i friabili gusci esterni, impeccabili nei profumi e nelle fantasiosa composizione.
Altro elemento originale collegato a questi macarons, è l'abbinamento perfetto con dei buonissimi cocktails nati dalla collaborazione tra Le Bontique e il VOY & Little Jumbo, che è stato presente in qualità di partner all'evento inaugurale.


Troverete i Macarons Glacé oltre che nelle gelaterie Le Bontique di Viale Parioli 91e/f e di Via Tuscolana 801, nella boulangerie Le Levain di Via Luigi Santini 22 e nel ristorante VOY nel quale potrete anche abbinare questi nuovissimi dolci-gelato con appropriati cocktails.
Ecco alcuni esempi di macarons glacés e relativi cocktail:

L’Orange
Pistacchio (gelato) e Albicocca (guscio)
Cocktail: Le Vermcoque
Ingredienti: cognac, sciroppo d'orzata, angostura bitter, apricot brandy homemade, nuvoletta d'albicocca e granella di pistacchio

Il Beige
Burro salato (guscio) e Stracciatella (gelato)
Cocktail: Sucré un peu salé
Ingredienti: mezcal, tequila, succo di limone, liquore strega, sciroppo di miele homemade, cioccolato al sale

Il Rose
Vaniglia (gelato) e frutti di bosco (guscio)
Cocktail: Le Petineuse
Ingredienti: rum, succo di lime, sciroppo di vaniglia homemade, chocolate bitter, albume, fava tonca grattugiata

Ma nei locali sopra citati troverete tanti altri gusti intriganti ed interessanti. Fatemi sapere che ne pensate. Io già non vedo l’ora di riassaggiarli!

1 marzo 2016

Le buone pizze della capitale mondiale della pizza


Oggi vi parlerò di alcune pizze e pizzerie di Napoli. Non vi aspettate indirizzi segreti o posti ottimi non tanto conosciuti. Vado, al contrario, su dei classicissimi, di cui mi piace scrivere sia perché questi locali non sono mai stati recensiti sul mio blog, sia forse perché (sarà una mia illusione?) c’è ancora qualcuno che non li conosce e potrei dare quindi qualche suggerimento utile.
Comincio pertanto col parlarvi di una particolare pizza di Ciro Salvo, sfornata dal suo mitico locale a Mergellina, 50 Kalò, frequentato anche da tanti vip, tra cui il capitano del Napoli Marek Hamsik che dopo le partite serali viene a rifocillarsi meritatamente e degnamente qui.


Ebbene, da Ciro Salvo di recente ho mangiato una golosissima pizza bianca definita “dell’Alleanza” con fiordilatte di Agerola, lardo di colonnata, cipolla ramata di Montoro e conciato romano, un formaggio quest’ultimo dal gusto deciso e stagionato in anfore di terracotta.


Senz’altro una pizza non leggera ma veramente gustosa, con ingredienti dolci come la cipolla e molto aromatici e sapidi come il lardo e il conciato romano che si bilanciano molto bene tra loro. Con una gran birra come quelle artigianali offerte dal locale, poi, questa pizza è perfetta!
Da Ciro Salvo a mio avviso è strepitosa, prima della pizza, anche la frittatina di maccheroni, preparata con ingredienti di qualità e ben croccante e dorata.


A proposito di cose fritte, non si può rinunciare a Napoli, quando si è nei pressi della stazione centrale, alle meravigliose pizze fritte della storica friggitoria La Masardona. Qui si possono mangiare versioni mini e maxi di queste pizze così goduriose e gustose (lasciamo per un momento da parte gli aspetti salutistici…). 


La caratteristica di questo posto sempre affollato è il fatto che la pizza viene portata al tavolo incartata (il solo guardare, toccare il tipo di carta, quella che assorbe l’olio dei fritti, ha un che di affascinante) e si mangia rigorosamente con le mani (“per riproporre a pieno l’essenza della vera tradizione centenaria,… per coinvolgere tutti e cinque i sensi…” secondo quanto si legge nel menù del locale).


L’ultima volta che sono stato in questo locale ho assaggiato una mini pizza fritta (detta battilocchio) cosiddetta completa, con ricotta, cicoli, pepe, provola e pomodoro. Anche se a saperlo l’avrei preferita senza pomodoro, che in questo caso (a mio avviso) “annacqua” troppo la preparazione.


Ci spostiamo sullo splendido lungomare a Via Partenope, dove ho potuto scoprire una pizzeria nuova per me, proprio accanto a quella di Gino Sorbillo di cui vi avevo già parlato qui qualche tempo fa.
Sono andato infatti da Eccellenze Campane mare (la sede più grande è invece in Via Brin) e devo dire che la mia esperienza è stata molto positiva. Ho mangiato innanzitutto un arancino ripieno di scarola davvero intrigante.


Ho poi degustato una buonissima e profumatissima pizza marinara (la marinara è quasi come il tartufo: il profumo riesce quasi a vincere sul sapore!) divisa in quattro parti con diversi tipi di pomodoro, presenti anche in diverse consistenze e cotture.
Un posto davvero interessante dove ritornerò per assaggiare anche primi piatti potenzialmente molto allettanti come la pasta e patate con provola. Nel periodo di carnevale, quando ci sono andato, inoltre veniva proposta anche la mitica lasagna napoletana, appunto di carnevale, ripiena di golose polpettine…


Prima di un ideale arrivederci a Napoli e per restare un attimo fuori dal tema delle pizze, era d’obbligo gustare delle ottime sfogliatelle calde (ricce) dallo storico Pintauro dove pare siano proprio nate tanto tempo fa (nel 1785, per la precisione). Detto fatto.
A bientôt!