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10 giugno 2018

(L’ennesimo) Elogio delle Strade della Mozzarella


Anche quest'anno non potevo mancare alle Strade della Mozzarella. Un'edizione sempre bellissima, giunta oramai a quota 11, a cui cerco sempre di essere presente per svariati motivi.
Innanzitutto per l'accoglienza, sempre calorosa e tipica della gente del Sud, supportata da una perfetta organizzazione.
Tra le altre motivazioni citerei poi gli splendidi contesti in cui il Congresso e il dopo Congresso è ambientato, molto eleganti, mediterranei, solari, confortevoli.
Ovviamente anche il buon cibo ha un posto di rilevo nella scelta di tornare spesso a Paestum. Si ha l'opportunità di avere sempre il polso delle più recenti tendenze dell'alta cucina, della direzione in cui sta andando, di capire la filosofia di chef importanti sia a livello nazionale che internazionale.


Le loro interpretazioni dei piatti con l'utilizzo della mozzarella di bufala spesso forniscono anche spunti interessanti per sperimentazioni personali in cucina, che un bravo foodblogger non può non avere la curiosità di effettuare. E poi si ha l’opportunità di assaggiare la cucina di chef meno noti (a me), soprattutto stranieri, con una voglia matta di recarsi quanto prima presso i loro ristoranti per maggiori “approfondimenti” culinari.
Sempre in ambito culinario, sono sempre memorabili le cene finali di questo evento, con golosità e piatti tematici spesso espresse dal meglio della ristorazione del Sud (quest'anno il tema era quello delle paste miste, ma negli anni passati erano quelle al forno ad essere protagoniste o i mezzanelli o tanti altri prodotti/piatti).
Un altro motivo per andare a Paestum è anche il "dopo" Strade della Mozzarella che di solito personalizzo molto, ma che quasi sempre ha come comun denominatore delle splendide visite ai tanti buoni caseifici della zona.
Anche quest'anno sono stato a Paestum soltanto in uno dei due giorni previsti ed ho come al solito apprezzato la cucina di tanti bravi chef. Ho ad esempio molto gradito le creazioni a base di mozzarella dello chef russo Andrei Shmakov del Metropol di Mosca, della chef slovena più volte presente a Paestum Ana Roš e di Tim Butler che definirei “un americano a Bangkok”.



Sempre sorprendenti e “emozionanti” sono state poi le preparazioni di Pino Cuttaia della Madia di Licata. Nelle sue interpretazioni può ricadere qualche ricordo d'infanzia, che si riflette in piatti semplici ma straordinari. Come la fettina battuta di tonno alalunga che ricorda appunto l’immancabile fettina che le nostre mamme ci facevano mangiare quando eravamo piccoli.


Ecco cosa ha scritto a tal proposito lo chef (testo nella foto che segue):


Un altro grande momento di questo evento sono i cosiddetti Atelier tematici, che si tengono nella bella terrazza dell'hotel Savoy.


Quello sulla Cucina delle Acidità ha visto come protagonisti Sakai Fumiko de Il Bikini di Vico Equense e Salvatore La Ragione del Mammà Restaurant di Capri, con piatti davvero memorabili, cromaticamente bellissimi e davvero magistralmente bilanciati nei sapori.



Gli atelier hanno coinvolto anche il tema dei fritti, con le creazioni da applausi di Pasquale e Gaetano Torrente del Ristorante Al Convento di Cetara. Tra queste, delle splendide frittatine di spaghetti alla Nerano con crema di bufala.


Altri protagonisti della giornata sono stati tra gli altri Alfonso Caputo della Taverna del Capitano di Nerano e Marco Stabile dell'Ora D’Aria di Firenze.


Il Congresso si è poi chiuso alla grande con tre super chef che stimo molto: Peppe Guida (Antica Osteria Nonna Rosa, Vico Equense), Faby Scarica (Villa Chiara - orto&cucina, sempre a Vico Equense) e Alba Esteve Ruiz (Marzapane, Roma).
Ottima, comme d'habitude, la cena del giorno conclusivo con, come accennato, tanti golosissimi piatti a base di pasta mista.


Quelli che ho più preferito sono state le zuppe a base di bisque di crostacei o di pesce, inclusa un’originale pasta al nero di seppia con pomodoro, mozzarella e julienne delle stesse seppie.



Non sono mancate le sempre splendide carni grigliate della Braceria Bifulco di Ottaviano, altro posto dove non ci si può non recare dopo averlo conosciuto.


Nel prossimo post vi parlerò infine del mio “dopo Strade della Mozzarella” che come sempre è stato intenso, bellissimo e originale. Stay tuned!

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