Le franc buveur

Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

24 febbraio 2026

Un 2026 pieno di interessanti eventi in Francia


L’anno scorso ho visitato molte zone della Francia che non conoscevo: Nord della Corsica, Nantes, Les Sables d’Olonne, Ile de Ré

Ovviamente anche nel 2026 ho intenzione di proseguire nella scoperta di luoghi inediti francesi o di tornare in posti d’oltralpe dove sono stato bene in passato e che vorrei riscoprire.

Uno spunto per tante idee al riguardo, comme d’habitude, proviene senza dubbio dalla consueta presentazione alla stampa, da parte dell’Ufficio del turismo francese, degli eventi e delle proposte di vacanza nel territorio transalpino.

Da tale presentazione, tenutasi a gennaio-inizio febbraio prima in presenza e poi online, sono come di consueto emerse tante novità che interesseranno nell’anno in corso la mia amata Francia. Tutte le regioni, le città, le destinazioni di montagna del Mediatour Francia 2026 hanno proposto infatti tante idee innovative e creative per un weekend, una vacanza, un viaggio.

Un invito che non si può non raccogliere, nel segno della natura, dell’arte di vivere e della sostenibilità.

Ecco gli eventi da segnalare che ritengo più interessanti nelle diverse regioni: 

In Alvernia-Rodano Alpi è prevista una nuova straordinaria esperienza denominata “Dalla fattoria al piatto”, con una giornata alla scoperta del Beaujolais. Il programma prevede una mattinata di visite a un mercato per acquistare vini ed effettuare degustazioni, seguita da un pranzo al sacco con tappa a Lione per un laboratorio di cucina con uno chef. E per finire, una cena con abbinamento vini. 

Explore Savoie propone un’idea green: le vie verdi della Savoia per scoprire la regione in bicicletta. 

Grande Est: vi segnalo in questo caso, "Le 3", il nuovo complesso enoturistico nel cuore di Reims. Progettato dalla Maison di Champagne Thiénot, "Le 3" è un'esperienza immersiva sensoriale dedicata alla scoperta dello Champagne, con un alloggio originale in un boutique hotel con 12 camere e una suite. 

Nancy nel 2026 vivrà un anno Art Nouveau. Capitale francese di questo movimento, la città rende omaggio a Émile Gallé, figura visionaria dell'École de Nancy, attraverso una mostra eccezionale al Museo di Belle Arti. Per prolungare l'esperienza, sono consigliate anche delle visite guidate dedicate, per scoprire l'Art Nouveau in città. 

Ad Amiens sono attese grandi mostre e… un nuovo pass. A tale ultimo proposito, per scoprire Amiens e i suoi dintorni, è stato ideato un pass digitale a prezzi vantaggiosi per accedere a siti iconici come la Cattedrale, la Casa di Jules Verne e il Museo della Picardie. 

A Digione vale la pena di visitare le Caves Vaubanun'eccezionale enoteca che vanta ben 650 bottiglie di vino, champagne e liquori. Il ristorante La Table propone un menù raffinato ed è possibile soggiornare in due eccezionali suite, dalla vista mozzafiato sulla piazza più bella di Digione. 

La Normandia sta rafforzando la sua strategia per un turismo più equilibrato e sostenibile con il progetto "Turismo 4 Stagioni", per ampliare l'attrattività della regione tutto l'anno divenendo così una destinazione vivace, accessibile e creativa. 

Le Havre-Etretat celebra il centenario della morte di Claude Monet. Al MuMa si svolgerà una grande mostra per ripercorrere l’opera di Monet a Le Havre nel corso del festival “Normandie impressionniste” che si terrà dal 5 giugno al 27 settembre, e che riguarderà gli anni della giovinezza del noto artista francese in questa città. 

Nella Touraine del Sud una novità è il percorso ciclabile La Bikette Berry-Touraine che parte da Chinon e dalla fortezza che domina i vigneti ed arriva a Richelieu, Crissay-sur-Manse; poi sulla Voie Verte ci si può inoltrare nel Parco Naturale Regionale della Brenne, con i suoi mille stagni, fino a raggiungere Argenton-sur-Creuse, la piccola Venezia del Berry. 

A Nantes, la città più creativa di Francia, è prezioso il Nantes Pass che dà accesso a musei, mostre, visite guidate, crociere, eventi sociali e degustazioni. Sono cinquanta i servizi ad accesso gratuito, con trasporti illimitati, inclusa la navetta aeroportuale. 

Il Museo della Marina festeggia i 400 anni e li celebra con una serie di mostre in tutte le sue sedi (Port-Louis, Brest, Rochefort, Parigi) incentrate su un tema comune: gli abissi. 

Alla Maison Caillebotte, “l’altra Giverny”, uno dei principali siti impressionisti francesi, nel 2026 tra il 9 maggio e il 18 ottobre, saranno presentate due mostre:

- Alla Ferme Ornée, “La natura non è una scenografia”, con un focus sui paesaggi da Monet a sette artisti contemporanei.

- All’Orangerie, “Artisti e modelle”, del pittore contemporaneo Dominique Renson. 

La Nouvelle Aquitaine nel 2016 celebra i suoi 10 anni con eventi culturali e turistici eccezionali, tra cui i 10 anni della Cité du Vin a Bordeaux e della Cité internationale de la tapisserie ad Aubusson; saranno celebrati inoltre i 100 anni dalla scomparsa di Claude Monet e i 150 anni dalla morte della scrittrice George Sand. 

A Sarlat e nel Perigord Noir l’iconico Castello di Beynac nella Valle della Dordogne è stato recentemente arricchito con nuove sale aperte al pubblico: una spettacolare sala per banchetti e una sala della musica. 

A Perpignan a settembre ci terrà il Festival Internazionale di Fotogiornalismo “Visa pour l’Image” che farà di questa cittadina la capitale mondiale della fotografia per due settimane. 

Due eventi unici per il 2026 a Marsiglia: il 15 e 16 marzo si terrà il Bocuse d’Or al Parc Chanot. Per la prima volta dopo molti anni, Marsiglia ospiterà questo evento imperdibile. Venti squadre di chef da tutta Europa si sfideranno per partecipare alla finale mondiale in programma a Lione nel gennaio 2027. L’evento sarà aperto al pubblico. Il 19 e 20 giugno, poi, si terranno le semifinali Top 14 allo Stade Vélodrome: le quattro migliori squadre francesi di rugby si affronteranno in questo leggendario stadio. 

La vivace scena culturale di Aix-en- Provence è arricchita da una nuova offerta gastronomica. Lo chef stellato Pierre Reboul si è unito al ristorante gourmet dell’Hôtel Renaissance, mentre la brasserie dell’Hôtel Saint-Christophe ha riaperto dopo diversi anni, conferendo nuova vita a un luogo iconico del centro. Nei dintorni di Aix, poi, vigneti, tenute e ristoranti invitano a scoprire la cucina mediterranea, il vino e i prodotti locali. 

Nel Luberon, cuore della Provenza, tra le cose da segnalare vi è un nuovo Festival ciclistico, il festival Cigales & Guidons, un mix di vino e ciclismo, previsto per settembre. Inoltre in questa zona a maggio durante le festività dell’Ascensione si terrà il Lub’art Fest, un festival di street art. 

Tante novità a Nice-Cote d’Azur. Il famoso Carnevale di Nizza celebrerà, per la prima volta nella storia, La Regina (“Viva la Regina”, dal 15 febbraio al 2 marzo). Nizza sarà inoltre città di arrivo del Tour de France femminile 2026 il 9 agosto prossimo. E poi vale la pena di visitare i Musei Marc Chagall e Matisse, con esposizioni anche temporanee da non perdere. 

In Corsica, oltre al mare e alla natura del Parco Regionale, anche le esperienze enoturistiche rappresentano un’attrattiva, tra i vigneti più famosi (i vini di Patrimonio, la Dop Calvi-Balagne) e la scoperta di cantine e vini oggi sempre più spesso bio. Per quanto riguarda il food, l’iniziativa “Bienvenue à la Ferme” conta più di ottanta giovani agricoltori aderenti con i loro prodotti tipici; ed un nuovo marchio "Gusti di Corsica" promuove le filiere corte con l’obiettivo anche di contrastare la standardizzazione dei prodotti alimentari. 

Sempre in Corsica, al Domaine de Murtoli, sono offerti soggiorni nel segno dello sviluppo sostenibile. Siamo in un’oasi di lusso e autenticità tra natura incontaminata, coltivazioni agricole, cucina regionale, vigneti biodinamici, con un’economia circolare concreta e consolidata dove tutto viene riciclato. 

Tra le novità del Pays des Ecrins, infine, segnalo che il 22 marzo la stazione sciistica di Pelvoux-Vallouise ospiterà un nuovissimo evento sportivo: il triathlon sulla neve, una sfida unica che unisce ciclismo, sci alpinismo e trail running nel cuore del dipartimento degli Écrins, in un territorio spettacolare tra villaggi arroccati, foreste, punti panoramici e impervie vette. 

Per ulteriori informazioni: Atout France in Italia - Barbara Lovato – barbara.lovato@atout-france.fr

1 febbraio 2026

I bus “a plate-forme” di Parigi: storia, design e fascino di un’icona su ruote

Se c’è un’immagine capace di evocare la Parigi del Novecento, questa non è solo quella dei boulevard o dei café. È quella dei bus a plateforme, gli autobus con la piattaforma posteriore aperta che per oltre sessant’anni hanno trasportato milioni di parigini, diventando la quintessenza dell’eleganza urbana d’altri tempi.

Con la loro pedana aperta sul retro, questi mezzi offrirono a generazioni di parigini e turisti un’esperienza di viaggio unica, in bilico tra libertà e curiosità.

Un modo diverso di vivere la città 

La magia dei bus a plateforme era tutta lì: una porta sempre aperta sulla strada. La piattaforma non era solo un punto di salita e discesa ma un piccolo mondo sociale. Diventò spazio d’incontro informale: artisti, commercianti e studenti stringevano nuove conoscenze in pochi minuti di viaggio; c’era anche chi chiacchierava con il bigliettaio, chi si godeva l’aria fresca, chi ammirava il paesaggio urbano, scorgendo i café affacciati sui boulevard o il Trocadéro.

Il suono ritmico della marcia, la brezza sul retro e gli odori della città contribuivano a creare un piccolo “teatro viaggiante”.

In un’epoca in cui Parigi cresceva e cambiava rapidamente, questi autobus offrivano un modo unico di sentirsi parte del paesaggio urbano. 

Un po' di storia 

Nato nelle grandi capitali europee all’inizio del Novecento, il bus a plate-forme arrivò a Parigi intorno agli anni ’20 come risposta rapida al bisogno di mobilità di massa post-Grande Guerra.

Ma è negli anni ’30 che nasce la vera leggenda, con vetture robuste, eleganti, inconfondibili. Per decenni sono stati il cuore pulsante della rete di trasporti RATP, attraversando la città da Montmartre a Montparnasse.

Con l’avvento dei bus chiusi e il crescente traffico automobilistico (anni ’50–’60), i mezzi a plate-forme persero progressivamente popolarità.

Negli anni ’70, quando ormai la loro epoca sembrava finita, arriva un ultimo colpo di scena: un bus a piattaforma, nacque quasi per caso dopo un incidente che aveva danneggiato la parte posteriore di un autobus. I carrozzieri decisero di ricostruirlo “alla vecchia maniera”, con una piattaforma aperta. Fu un successo immediato.

Ma se i bus a piattaforma sono oggi scomparsi dalle strade, non sono stati dimenticati ed oggi si possono trovare nei musei, nelle collezioni storiche, negli eventi dedicati ai trasporti vintage…

Chiudo questo articolo con alcuni significativi commenti (trovati su Facebook in un post relativo ai mezzi pubblici parigini di una volta) relativi a questi meravigliosi bus: 

"L'autobus della mia infanzia con la “passerella”!" 

"Almeno abbiamo preso un po' d'aria fresca, abbiamo respirato Parigi! E non ci siamo ritrovati bloccati nell'odore malsano degli autobus moderni. Ho adorato questi autobus e che dire della catenina usata per avvisare l'autista della partenza!" 

"Ho ancora in mente l'immagine di mia madre con le sue gonne a tubino e i tacchi a spillo che saliva sul retro del bus quando quest’ultimo stava già ripartendo!" 

"Sul retro del bus avevamo “l'aria condizionata”…"


Insomma che belli che erano questi bus a plate-forme che hanno rappresentato una Parigi più lenta, più umana, più vicina alla strada…😊. A bientôt!

30 dicembre 2025

Buone feste con il mio primo Cappon magro

Ho trascorso il Natale in famiglia e la voglia di scrivere in questo periodo non è molta, ma quella di cucinare non manca mai.

Tra le tante cose che ho preparato in questi giorni, oltre a un fantastico risottino della Vigilia ai crostacei con una bisque deliziosa, ho cucinato anche un ottimo Cappon magro, sempre in occasione della cena pre-natalizia.

Il cappon magro, come certamente saprete, è un piatto ligure a base di verdure e di pesce deliziosamente alternati e condito con salsa verde; presenta inoltre anche una base composta da una “galletta del marinaio” appena bagnata con acqua e aceto. Si serve normalmente alla Vigilia di Natale, ma si degusta anche in altri periodi dell’anno.

Ho mangiato un fantastico Cappon magro alcuni anni fa da Manuelina (locale di cui ho parlato più volte su questo blog, si veda questo link) a Recco, ma quest’anno ho voluto per la prima volta prepararlo in casa.

Il risultato è stato ottimo, anche perché il cappon magro è non solo buono ma anche bello esteticamente, con tanti strati di colore alternati che lo rendono particolarmente attraente e scenografico, facendo fare un’ottima figura con gli ospiti, magari nei giorni di festa, a chi lo prepara.

E a proposito di feste, vi auguro di trascorrere questo periodo di fine/inizio anno in serenità. Auguri a tutti!

14 dicembre 2025

A scuola di polpettine svedesi con l’Ambasciata di Svezia

 

Siamo ormai nel pieno dell’atmosfera natalizia ed un piatto tipico di questo periodo e non solo sono le famose e mitiche polpettine svedesi con marmellata di mirtilli rossi.

Un piatto divenuto noto anche grazie all’IKEA e la cui dettagliata esecuzione ho avuto modo di sperimentare nel corso di uno show cooking online organizzato dall’Ambasciata di Svezia in occasione dell’interessante evento culturale denominato “Novembre Nordico.

Vado quindi a descrivervi l’esecuzione di questa interessante ricetta, in cui in un piatto unico si possono trovare oltre alle polpettine (irrorate da salsa di panna) e alla marmellata di mirtilli rossi (reperibile all'Ikea, ma anche al Carrefour) anche del puré rustico e dei meravigliosi cetrioli in agrodolce. 

INGREDIENTI

Per le polpette

100 ml di latte

pangrattato

300 g di carne macinata di manzo, maiale o carne mista

1 cucchiaino di sale

1 uovo

1 cipolla piccola

1 pizzico di pepe

burro

sale

Per il puré di patate

400 g di patate pelate

100 ml di latte

75 g di burro

un pizzico di noce moscata grattugiata

sale

Per la salsa di panna

300 ml di panna da montare

1 dado da brodo

1 cucchiaio di salsa di soia

1 cucchiaio di burro

sale e pepe

Per i cetrioli sottaceto

1 cetriolo

3 cucchiaini di sale

2 cucchiai di aceto o aceto di alcool

100 ml di acqua

2 cucchiaini di zucchero

pepe bianco

prezzemolo tritato


ESECUZIONE

Eliminare la buccia dal cetriolo e tagliarlo a fettine sottili. Aggiungere del sale mescolando bene e porre sopra ai cetrioli un peso (va bene una ciotola piena d’acqua) in modo da fargli perdere liquido.

Inserire in una boule il pangrattato e il latte e mescolare. Aggiungere la carne macinata, il sale, il pepe bianco, la cipolla tritata finemente e l’uovo. Mescolare bene ancora. Con l’impasto così ottenuto formare delle polpette non troppo grandi, aiutandosi con le mani bagnate.

Nel frattempo cominciare a preparare la salsa: mettere a sciogliere il burro con 3/4 della panna fresca (lasciarne quindi un po' da parte). Quando inizia il bollore, aggiungere del brodo di carne (ottenuto col dado). Far bollire a fuoco basso fino a riduzione.

Mettere a bollire le patate; aggiungere intanto nei cetrioli (ai quali sarà stato tolto il liquido formatosi in precedenza) dell’aceto e del prezzemolo. Metterli di nuovo sotto un peso.

Friggere le polpette a fuoco medio in una adeguata dose di burro fuso, girando frequentemente.

Una volta cotte le patate, mettere in una casseruola il burro e il latte facendo scaldare il tutto e aggiungendo del sale. Incorporare le patate schiacciate (anche con una forchetta va bene, se rimane qualche pezzo non fa niente, il puré deve avere un aspetto rustico!) e mescolare bene. Aggiungere anche del pepe bianco e noce moscata.

Togliere intanto le polpette cotte dalla padella e in quest’ultima versare la rimanente panna alzando il fuoco, recuperando in tal modo tutti i succhi rilasciati dalle polpette. Una volta terminato tale lavoro, versare questo composto nella salsa di panna di cui sopra. Aggiungere del pepe (nel periodo natalizio si utilizza il pepe di Giamaica per dare un tocco di esoticità) e qualche goccia di salsa di soia (io non avendola ho aggiunto poco aceto balsamico).

Arriviamo quindi alla composizione del piatto: inserire le polpette cotte ricoperte di salsa di panna, di fianco aggiungere una generosa dose di puré, i cetrioli scolati e la marmellata di mirtilli rossi.

Gustare ogni boccone unendo insieme ogni componente del piatto, quindi polpette+panna+puré+cetrioli+marmellata: un’esplosione ben bilanciata di sapori dolci-salati con i cetrioli che donano freschezza e stemperano la grassezza di altri elementi che compongono la ricetta.

Davvero un gran bel piatto, opulento, che oltre ad essere della tradizione nel paese di origine, alle feste di Natale, anche in Italia, si adatta benissimo!

 

Ps: a proposito di Svezia, in questo paese le casette di pan di zenzero (pepparkakshus) sono una tradizione amatissima del Natale. Alcune sono semplici e rustiche, altre delle vere e proprie opere d’arte. Ed oggi all’ArkDes, il centro svedese di architettura e design a Stoccolma, si celebra la grande competizione delle Case di Pan di Zenzero 2025. Ogni anno al concorso di ArkDes partecipano grandi e piccoli, dilettanti e professionisti che sfoggiano la propria creatività dando vita a fantasiose costruzioni di pan di zenzero che vengono esposte durante i mesi natalizi. Che bello!

30 novembre 2025

Che scoperta la pizza rentorta del Cicolano!

L’ultima settimana di novembre si è tenuto il quarto ed ultimo appuntamento di quest’anno degli show cooking on-line organizzati dalla Camera di Commercio di Rieti e Viterbo e dalla sua Azienda Speciale Centro Italia nell’ambito del Progetto Turismo e Cultura.

A condurre lo show cooking questa volta è stata l’agrichef Giuseppina Silvi che ci ha proposto una ricetta povera ed antica della tradizione contadina del Cicolano, basata su ingredienti semplici e nata per evitare gli sprechi.

La ricetta in origine era molto semplice ed aveva come ripieno soltanto cacio e pepe, mentre nel tempo si è arricchita, prevalentemente con salsicce e verdure, ma sempre seguendo il criterio dell’utilizzo di ingredienti di facile reperibilità. Veniva preparata in ambito domestico, tramandandosi poi di generazione in generazione. Il nome “rentorta” deriva dal fatto che la sfoglia, dopo essere stata riempita, viene arrotolata su se stessa a formare un serpentone e poi fatta ruotare a spirale. La cottura tradizionale avveniva nel forno a legna o sotto il “coppo”.

Ecco come si prepara la ricetta classica: 

INGREDIENTI

Uova - 3; olio EVO; farina - gr. 500; pecorino - gr. 200; pepe; sale.

ATTREZZATURE

Spianatoia, mattarello (possibilmente grande), teglia per il forno (non serve una teglia specifica)

ESECUZIONE

Impastare la farina con le uova, aggiungendo dell’acqua quanto basta (per mantenere il panetto morbido quando si ammassa) e sale. Lasciare riposare l’impasto per mezz’ora.

Stendere poi la sfoglia su una spianatoia con un mattarello grande, in modo che risulti sottilissima.

Riempire la sfoglia con pecorino, pepe e un po' d’olio EVO, arrotolarla e girarla a spirale disponendola poi nella teglia da forno. Spennellarla con tuorlo d’uovo. Infornarla quindi a 180 gradi per 30 minuti.

Una mia versione "monoporzione" della pizza rentorta

Il risultato è stato davvero soddisfacente, con una piacevole croccantezza della pasta che può essere tagliata in piccole fettine, ad esempio per un aperitivo molto gustoso (e un bel bianco laziale in accompagnamento).

Finiscono qui questi show cooking sempre molto interessanti e formativi. Ringrazio quindi ancora una volta gli organizzatori e in particolare Paola Cuzzocrea https://www.facebook.com/paola.cuzzocrea.16 per l’invito e per la perfetta organizzazione. Non mi resta che replicare ancora nella mia cucina questi piatti e diffondere e comunicare la loro bontà. E non mi resta ancora che visitare i relativi territori del reatino, che non conosco troppo bene e che vale davvero la pena di vivere a tutto tondo!