Le franc buveur

Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

4 agosto 2022

La mia pizzaiola estiva


 Torno a scrivere ricette dopo un po’ di tempo. Non potevo non riprendere con una ricetta estiva, visto il caldo di cui sinceramente farei parecchio a meno.
Oggi vi propongo quindi una preparazione abbastanza leggera, più nello specifico una pizzaiola un po’ atipica che contiene ingredienti freschi e di stagione, qualche variante ed un’aggiunta segreta che forse criticherete ma che, vi assicuro, è buonissima.
Per la mia pizzaiola estiva ho utilizzato innanzitutto del petto di pollo, perché quello avevo in casa e poi perché suscita forse minori sensi di colpa visto che è più leggero rispetto ad altri carni?
Ho usato anche del pomodoro fresco anziché, come di consueto, la salsa di pomodoro e tanto basilico ed origano di qualità.
Ecco come ho preparato questa ricetta e tra poco vi svelerò anche il mio ingrediente segreto, che uso sempre nella pizzaiola, invernale o estiva che sia.
In una padella far appassire in un buon olio evo dell’aglio tagliato a pezzetti. Aggiungere del pomodoro fresco in cubetti e far andare pochi minuti. Aggiungere i petti di pollo e farli rosolare su entrambi i lati. Sfumare con del vino bianco, regolare di sale e pepe e continuare la cottura. Aggiungere dell’origano e abbondante basilico, girando la carne di tanto in tanto. A fine cottura, che sarà comunque breve, porre sulle fette di carne, udite udite, delle sottilette fino a farle sciogliere. Mettere il sughetto che si sarà formato anche sopra le sottilette fuse, che renderanno cremoso anche il sugo stesso della preparazione.
Far andare ancora qualche minuto e servire, ponendo sopra la carne ancora qualche foglia di basilico fresco.
Vedrete che cremosità e soprattutto che bontà! A tout à l’heure.

31 luglio 2022

Nelle Terre del Grechetto, 2022 edition


Finalmente ho potuto prender parte nuovamente all’interessante manifestazione, organizzata nel comune di Civitella d’Agliano in provincia di Viterbo, denominata “Nelle Terre del Grechetto”.
Dopo tre anni di digiuno causa pandemia, questo evento è quindi tornato più in forma che mai per la felicità di operatori del settore, wine lovers e gourmet, che hanno potuto di nuovo apprezzare la versatilità e la longevità di questo vitigno tipico del Centro Italia e della Tuscia viterbese.


Il mio soggiorno a Civitella non poteva che iniziare con una completa degustazione dei meravigliosi vini della storica azienda
Sergio Mottura, che porta in alto il vessillo del Grechetto e del territorio in cui ricade. Una famiglia che ha voluto far conoscere la bellezza e le possibilità inespresse di una terra dalle molte risorse ancora da scoprire.
Tra i vini degustati, tutti biologici, ho potuto apprezzare diverse annate, tutte superlative, delle tipologie “Poggio della Costa” e “Latour a Civitella”.


Mi piace sempre ricordare la storia di quest’ultimo vino: nel 1993 durante una cena a Berlino al tavolo di
Louis Fabrice Latour, grande produttore francese, capitò una bottiglia di Grechetto Poggio della Costa 1992. Il giorno dopo lo stesso Latour, complimentandosi con Sergio Mottura per la qualità del vino, gli chiese il motivo per cui non avesse provato un affinamento in legno; la risposta fu che le prove fatte non avevano dato risultati apprezzabili. Allora Latour gentilmente si offrì di fornirgli qualche barrique della sua produzione già selezionata per vini bianchi e soprattutto il know how per utilizzarli. Nel 1994 è nata così la prima annata di “Latour a Civitella”, che ha ottenuto da allora in poi prestigiosi riconoscimenti.


Molto interessante è stata anche la visita della cantina di Mottura nelle profonde e fresche grotte scavate nel tufo sotto la piazza principale di Civitella, dove riposa l’ottimo spumante che dopo una lunga maturazione (ho assaggiato ad esempio uno strepitoso 2011) acquisisce note interessanti, che lo pongono almeno allo stesso livello di altri importanti metodi classici italiani.



Di Mottura è d’obbligo citare (e assaggiare) anche un altro ottimo vino, questa volta un dolce da meditazione, il Muffo 2016. E’ bello coccolarsi col suo profumo intenso, colore ambrato e sapore armonioso con sentori di miele. Un vino che si abbina molto bene con del formaggio pecorino maremmano o con del foie gras.


Il giorno successivo la mia wine experience nelle Terre del Grechetto è proseguita con una lunga degustazione tecnica di circa 60 vini. Quelli che più mi hanno colpito sono stati numerosi. Ne cito qui alcuni: il Pignoletto Terre di Montebudello La Mancina, il Grechetto Igp Lazio 109 Tenuta La Pazzaglia 2020, l’Igp Umbria 2021 di Moretti Omero, il Grechetto Igp Lazio 3S Trebotti 2021 e i vini di Goretti Colli Perugini Doc 2021 e Grechetto Igt Umbria Il Moggio 2019.


Nel corso nel mio soggiorno a Civitella ho anche potuto visitare l’interessante
Tenuta Casciani, la cui storia inizia nel 1974 partendo da una piccola cantina che nel tempo si è trasformata in un’azienda che oggi conta circa 70 ettari, immersi nella splendida Tuscia viterbese.


Di questi, 37 vengono coltivati a vigneto e il resto impiegato nella coltivazione di olivi, noci, ciliegi e agrumi. L’azienda mantiene un equilibrio tra tradizione e innovazione, impiegando in quest’ultimo caso software e tecnologia per monitorare il benessere delle piante e migliorare pertanto la qualità dei prodotti.


Della Tenuta Casciani ho apprezzato l’olio extravergine, leggermente piccante, profumato e intenso da olive Canino e Leccino e i due vini Igt Lazio “Tentazione” e “Tilium”.



Altri ottimi vini li ho degustati durante la manifestazione anche passeggiando nelle viuzze di Civitella, con tanti banchi di assaggio disseminati nelle sue stradine. Un borgo che vi consiglio assolutamente di visitare: stretti vicoletti in pendenza sfociano in diversi belvedere da cui si possono apprezzare scorci bellissimi, tra una pulita pavimentazione ciottolosa, graziose e infiorate casette, gattini, bottegucce e case vacanze ristrutturate. 



E prima di arrivare nella piazza centrale dominata da una fascinosa torre, si può scorgere in una di queste viuzze un museo molto particolare, denominato
“Il mulino dei mestieri”.


Situato in un vecchio frantoio, racconta tutti gli antichi mestieri che si svolgevano in bicicletta (persino quello del calzolaio). Anche questo è “Nelle Terre del Grechetto”!

10 luglio 2022

Quinze!


 E sono 15! Nel mese di giugno infatti il mio blog ha compiuto ben 15 anni. 
Auguri allora al mio blogghino che sta diventando davvero anzianotto J
Per questo festeggiamento ho scelto una foto "marinara", perché con il forte caldo che ci sta attanagliando ormai da tempo, l'unica cosa che desidero fare è stare in riva al mare. 
Del resto il mio blog ha sempre avuto sin dall'inizio (questo fu il mio primo post) un forte orientamento al mare e a tutto ciò che gli gira intorno.
 Auguri allora Le Franc Buveur e avanti tutta!

26 giugno 2022

Catalogna, dove mangiare è cultura


 Di recente, nella piacevole frescura dell'Orto Botanico di Roma
, si sono svolte una serie di attività di promozione della cultura e dell'enogastronomia catalana, riservate a istituzioni, stampa e Horeca ed organizzate e promosse dalla Delegazione del Governo della Catalogna in Italia, in collaborazione con l'Institut Ramon Llull e Prodeca.


 L’obiettivo di questo evento unico, il primo di così grande livello dedicato a questa realtà, era quello di presentare l'identità di questa importante regione della penisola iberica con l’intento di creare una buona risonanza ed attirare l’attenzione di un pubblico di appassionati ed operatori di settore.
Del resto la cultura enogastronomica catalana, considerata nella propria identità specifica, ben distinta da quella spagnola, non era mai stata presentata a Roma con un evento del genere. 


 Inoltre i prodotti enogastronomici della Catalogna non sono abbastanza conosciuti e valorizzati in Italia ma, al contempo, destano molta curiosità ed attrazione, vista l'alta qualità degli stessi e la garanzia di un ottimo rapporto qualità/prezzo.


 Un evento di grande interesse, quindi. Anche per me, che conoscevo poco di questa regione ed è stato davvero molto formativo scoprire storie, luoghi, profumi e sapori di questa zona della Spagna.


 Ho partecipato in particolare ad uno specifico workshop in cui sono stati raccontati e degustati sei vini catalani, prodotti in purezza da vitigni autoctoni del territorio, in abbinamento ad alcuni prodotti tipici di questa regione.
La degustazione dei sei vini catalani proposti è stata condotta dall’esperto Marco Cum, titolare dell’agenzia Riserva Grande e della sede romana della Scuola di Sommellerie Europea. Il racconto della gastronomia tipica catalana, insieme a tanti interessanti aneddoti di tipo culturale, religioso, territoriale e turistico, è stato invece condotto dalla bravissima docente di cucina e chef Giovanna Peracchia, che vive e lavora a Barcellona.


 Tra i vini in degustazione ho molto apprezzato in particolare il bianco BERNAT 2020 di Oller del Mas (vitigno Picapoll) della Denominazione di Origine Pla de Bages e
il rosso VD'O 1.15 di Vinyes d'Olivardots (vitigno Carinyena) della Denominazione di Origine Empordà.


 Il primo, biologico e vegano, presenta un colore giallo verdolino spento, opaco, con sentori netti di fruit passion e con note fruttate di pera, limone e crema inglese sul finale. Un vino di grande piacevolezza, fragrante, che si abbina in modo perfetto con l’arroz caldos, un riso servito brodoso con pesce, crostacei, gamberi e frutti di mare.
Il rosso di cui sopra, il più strutturato di quelli assaggiati, del 2015, dalla gradazione di 14 gradi, proveniente da uva Carinyena (simile alla nostra Carignano) presenta un affinamento importante, con note di cacao, pomodoro secco, cuoio. E’ un vino che è stato definito anche carnoso e terragno, ma che si apre molto ossigenando il calice e si dota di una freschezza quasi inaspettata, che lo rende estremamente piacevole. Si abbina bene al tipico piatto catalano denominato fricandò, una pietanza a base di carne, composta da fettine infarinate e cotte a lungo in un soffritto insieme alle spugnole, dei funghi molto utilizzati nella cucina catalana.


 Tra i prodotti tipici della Catalogna ho inoltre particolarmente gradito alcuni formaggi, tra cui il compatto
Serrat (di pecora), il morbido Garrotxa (di capra) e il Tupí uno strepitoso prodotto dal gusto forte che è frutto di un riciclo, in quanto viene posto in botti insieme ad altro latte, siero e liquore, per poi subire una seconda fermentazione.



 Ottimi anche i s
alumi, le acciughe sotto sale (Anxoves de L'Escala, servite tipicamente con pane olio e pomodoro), le meravigliose marmellate del Museu de la confitura (piccola fabbrica artigianale) e le nocciole Igp L'Avellanera.



 Sono già pronto a fare ulteriori approfondimenti sui prodotti che più ho gradito e possibilmente trovare il modo più agevole per acquistarli.


 Ultima nota finale: l’organizzazione, visto anche il luogo di bellezza e ricchezza naturale che la ospita, ha voluto proporre una manifestazione nel
massimo rispetto dell’ambiente in cui si trova: gli arredi, banchi d’assaggio compresi, e le stoviglie usati per la degustazione sono stati per la maggior parte ecologici, compostabili e a zero impatto ambientale.
Il rispetto dell’ambiente ha fatto quindi da cornice alla realizzazione di un vero incontro di culture: quella catalana, che si è presentata in grande stile, e quella italiana, che l’ha accolta. Siano sempre le benvenute iniziative come queste!
 
Per ulteriori informazioni:
Saula Giusto
Romawinexperience
Ufficio Stampa, Comunicazioni e Relazioni Pubbliche
email:info@romawinexperience.com; saulagiusto@gmail.com

7 giugno 2022

Explore France 2022, un turismo all’insegna della sostenibilità e dell’acqua


Come ogni anno il magazine Explore France
 di Atout France ci regala interessanti e non banali articoli sulla nostra Francia.
Il magazine nella sua edizione 2022 (stampato anche in forma cartacea in 50.000 copie) è stato presentato a Roma il mese scorso presso l’Ambasciata di Francia, alla presenza dell’Ambasciatore Christian Masset.
Un’edizione interamente dedicata al turismo sostenibile, con un filo conduttore rappresentato dall’acqua, bene prezioso indispensabile alla vita. Quindi l’acqua del mare e quella di fiumi e canali, ma anche l’acqua del benessere, delle terme, delle spa e delle tante sorgenti minerali benefiche.
Anche perché la Francia punta oggi più che mai ad essere sostenibile, ed ambiente ed acqua sono in questo senso due settori chiave.
Nel magazine, tutto da leggere, potrete constatare che l’acqua è anche occasione di cultura, con i musei sottomarini, isole e città “blu”, itinerari lungo i grandi fiumi come la Loira, la Senna, il Rodano.
Scenari per un turismo sostenibile orientati anche alla gastronomia, con i ristoranti di pesce premiati con la stella verde Michelin per il loro impegno a difesa dell’ambiente e il ristorante del prestigioso Hotel George V di Parigi (chef Simone Zanoni), che punta alla sostenibilità e serve a tavola acqua microfiltrata.
Il turismo sostenibile è anche l’obiettivo di tutte le regioni di Francia presenti nel magazine, dalla Valle della Loira a Paris Région, dalla Normandia di Le Havre-Étretat alla Costa Azzurra, da Mentone a Nizza, dall’Alsazia, dal Var e dalla Corsica, fino alla Nouvelle-Aquitaine che ha intenzione di diventare la regione più sostenibile di Francia.
A tale ultimo proposito, il grande assortimento dell’offerta turistica è la caratteristica della Nouvelle-Aquitaine, con proposte davvero per tutti i tipi di vacanza.
Qualche esempio? Bordeaux con la sua Cité du Vin, Lascaux, la grotta rupestre più famosa del mondo, la città-gioiello di Sarlat, Biarritz e i Paesi Baschi… E ancora: Poitiers e Futuroscope, Cognac, Pau e gli splendidi Pirenei, Limoges e il savoir-faire delle porcellane.
E naturalmente le spiagge, con 750 km di costa sabbiosa, i porti da Bayonne a La Rochelle, i tanti luoghi dove praticare surf, la Duna del Pilat che con i suoi 110 metri domina il bacino di Arcachon e le isole appena al largo dell’Atlantico (Ré, Oléron, Aix).
Tante sono anche le aree immerse nella natura con un parco nazionale e ben cinque parchi regionali, che certificano una ricchissima biodiversità, oltre alla Valle della Dordogne, riserva mondiale della biosfera dell’Unesco.
Territori ideali per un turismo slow, con tanti itinerari in bicicletta e crociere fluviali, per non parlare dei sempre affascinanti fari, che anche lì sono da non perdere.
 
Per ulteriori informazioni: www.france.fr
 
Ps: Explore France è in edicola come supplemento del mensile “Dove Viaggi” di giugno e del Quotidiano Corriere della Sera (per gli abbonati del servizio Orsette).