Le franc buveur

Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

10 settembre 2018

Pause pranzo gourmet al mare - Ischia 2018 edition


In questo post vi parlerò di alcune mie pause pranzo gourmet, che ho avuto modo di apprezzare durante la mia estate ischitana, purtroppo ormai finita.
Pause pranzo che, per evidenti motivi legati a bei bagni pomeridiani, non potevano essere caratterizzate da pasti completi, ma che sicuramente sono state molto soddisfacenti dal punto di vista qualitativo.
Il tutto è avvenuto principalmente sulle spiagge e nei ristoranti di Ischia Porto e dei Maronti, nel comune di Barano.
Questo piccolo tour parte dai lidi da me più frequentati, quelli di Porto, dove sono tornato con piacere in tanti buoni locali, rigorosamente sul mare o, come mi piace dire, "les pieds dans l'eau".


Apro la rassegna col ristorante DaiTu, un grazioso localino abbinato ad un piccolo stabilimento balneare, inevitabilmente dotato di pochi coperti. Qui da anni si mangia una magnifica genovese (ero piccolo quando l'ho assaggiata per la prima volta in questo locale e me ne sono letteralmente innamorato!) oltre a tanti buoni piatti di mare.


Le penne alla genovese sono fantastiche, presentate in dosi abbondanti, dalla giusta "scurezza" della salsa e dalla carne morbidissima, presente in proporzioni massicce in questo piatto. Quest'ultimo si può arricchire con abbondante parmigiano e, cosa che non sapevo e che ci sta benissimo, con del pepe macinato al momento.


Un gran bel posto dove recarsi anche di sera, quando si sente il rumore lento del mare calmo, con le lucette del ristorante che si riflettono su di esso e che sono ideali per una cena romantica.

Altro luogo grandioso per la pausa pranzo e non solo è il ristorante Zi' Nannina a Mare, un locale che merita una visita anche per la sua ampia e splendida terrazza e giardino panoramico, con vista su Vivara e il Castello di Aragona.


A pranzo qui si possono gustare piatti sfiziosi come la parmigiana di melanzane, ma anche dei deliziosi primi tra cui dei sublimi spaghetti alla Nerano. Ben cremosi, profumati di menta e basilico e dalle mille sfumature cromatiche di verde. Un piacere anche per gli occhi, quindi, oltre che del palato, che consiglio vivamente.




Sulla spiaggia dei Maronti vale la pena di arrivare fino al ristorante le Fumarole da Nicola, che offre anche un bel panorama dall'alto di una terrazza che guarda molto da vicino il borgo di Sant'Angelo.

Per una pausa pranzo si può gustare una buona bruschetta con pomodorini locali e foglione di basilico e uno spaghetto "a cozze" ben eseguito, profumato e saporito, “macchiato” con pomodori rossi e gialli.



Col valore aggiunto di un peperoncino fresco di diversi colori e varietà che viene servito in un piatto a parte e che si può aggiungere a piacere.


Sempre ai Maronti nella parte più centrale della baia vi è il ristorante da Ida. Qui in una tranquilla veranda, con il mare letteralmente a due passi, si può apprezzare la specialità della casa, rappresentata da un originale spaghetto con vongole sgusciate, pan grattato e pinoli tostati, davvero gustoso e ben presentato.



Sconfinando un po’ dall'asse Ischia Porto-Maronti, merita infine una menzione la pizza fritta di Ivano Veccia magistralmente preparata nel suo ristorante-pizzeria Da Ciccio.


Una pizza eccezionale, (presente anche nella versione da asporto, comoda per la spiaggia) gradita all'unanimità da tutti coloro i quali l'hanno assaggiata, che ha la particolarità di essere prima fritta e poi passata per poco tempo al forno a legna.
Ciò conferisce maggiore croccantezza anche "visiva", sicuramente più sapore e asciuga anche l'eventuale eccesso di olio che può esserci con la frittura.
In tutti questi ristoranti/pizzerie dovrò tornare per cene più approfondite e per assaggiare le mille altre delizie che propongono. Le premesse sono ottime, ora bisogna solo avere il tempo di riandarci…

2 settembre 2018

Una crema di caffè a Fontana


Era un giro dell’isola d’Ischia che non percorrevo da tanti anni. Un tour via terra, altrettanto bello rispetto a quello che si compie più classicamente in barca, via mare.
A partire da Ischia Porto ho percorso infatti in macchina l’intero anello e perimetro dell’isola, partendo quindi da Nord Est e scendendo verso Sud in direzione Barano e Serrara Fontana, prima meta della mia escursione.
La strada che si attraversa è molto affascinante: presto si cominciano a scorgere le prime frazioni interne, di campagna, quelle più autentiche, rurali e meno turistiche, come Campagnano, Buonopane, Piedimonte. La strada poi lentamente inizia a salire, a inerpicarsi e a tratti si stringe al punto tale da essere quasi pericolosa, con curve a gomito non tanto semplici da percorrere (soprattutto quando è buio) se non molto lentamente (mi ha colpito in questo contesto l’incredibile “occhio” che hanno gli autisti degli autobus ma anche gli automobilisti nel saper evitare millimetricamente gli ostacoli).
Giunti al comune di Barano, prima di arrivare al quale si scorge la deviazione per Fiaiano noto per la sua splendida pineta, l’aria comincia ad essere più pura e leggermente più fresca (siamo a 200 metri sul livello del mare). Un comune che trovo molto migliorato rispetto al passato, più ordinato, più pulito, con bei negozietti di prodotti, anche locali, di buona qualità.


A una manciata di metri più su di Barano, si cominciano a scorgere i primi panorami mozzafiato, con vista dall'alto su splendide porzioni di mare e di costa isolana, come accade dal belvedere in corrispondenza dello storico ristorante Franceschino.
La strada sale ancora e ai suoi lati le vigne, vanto e patrimonio dell'isola, fanno capolino, oltre ad alberi da frutto e profumati fiori. Si sale ora verso il cuore di Ischia e ci si appresta ad arrivare ai piedi del monte che la domina, l’Epomeo.
Dopo poco si giunge, sempre attraversando stradine strette anche in pavé, alle località di Fontana e poi di Serrara, dalla quale si può ammirare un altro panorama incantevole sul borgo di Sant’Angelo, che vale davvero la sosta.


Ma è sulla mia visita a Fontana che voglio soffermarmi in questo post. E' una località molto piccola a partire dalla quale si può salire a piedi fino alla cima del monte Epomeo. A Fontana c'è solo una piazzetta, qualche negozietto, un paio di bar e di chiesette.
Sostare per un caffè nella piazzetta è comunque una esperienza a mio avviso da fare. Aria fresca e frizzante (siamo quasi a 800 metri), alle spalle si intravede tra la vegetazione un bel panorama sui dintorni di Sant'Angelo, atmosfera tutt'altro che turistica (al di fuori della gente del luogo, si può contare al massimo qualche viaggiatore straniero). Accanto ai paesani che giocano placidamente a carte in piazzetta, si può gustare nei tavolini limitrofi un'ottima crema di caffè ghiacciata, godendo lentamente anche della calma del luogo e della ricordata frescura, molto piacevole nelle giornate di caldo afoso. Qui si è proprio lontani anni luce dalle gremite e assolate spiagge dell'isola!


Nella stessa piazza si può visitare anche una chiesetta semplice ma sempre bella, che infonde serenità e fede (ho più volte sottolineato come nei luoghi di mare e nei piccoli borghi le chiese abbiano sempre un che di magico e di profondamente spirituale).


Completa la visita una breve passeggiata, curiosando qua e là in qualche negozietto di tipicità o di ceramiche locali.
Tutto qui. Ma il gusto della semplicità oggigiorno (mi) manca sempre un po' e occorre vivere ogni tanto questo tipo di esperienze.


Per oggi il mio piccolo diario di viaggio termina qui, ma vi racconterò ancora (magari non in un unico articolo) le cose fatte e viste durante la restante parte del mio fantastico giro dell'isola.
A presto!

19 agosto 2018

Parmigiana di melanzane = estate


Per me la parmigiana si identifica con l’estate. Salsa di pomodoro fresco ben saporito e pieno di sole, melanzane di stagione, profumato basilico, abbondante parmigiano, provola o mozzarella.
Il tutto assemblato in una magica alchimia che la rende unica. E’ bello onorarla periodicamente, magari al mare, nel sud Italia dove la si mangia, favolosa, al ristorante o in qualche trattoria casalinga. Ma anche e soprattutto a casa, quando il rito della frittura delle melanzane e del loro “montaggio” è già un piacere che anticipa quello reale e godurioso dell’effettivo assaggio, che vorremmo non finisse mai.
Buona estate parmigianosa a tutti!

10 agosto 2018

Sogni di mezza estate a Parigi

Foto credit MrMOUCHE9872 © Amélie Dupont
Se avete intenzione di andare in vacanza tra agosto e settembre, un consiglio sempre valido ed evergreen è di trascorrere le vostre ferie a Parigi.
Parigi d’estate è sempre meravigliosa e piena di sorprese. Una città che potrete scoprire anche in modo diverso, lungo la Senna, nel verde dei parchi e fra tanti festival ed eventi. Una luogo insomma che invita a sognare…

Ecco alcuni suggerimenti:

-Una buona idea può essere quella di scoprire Parigi sull’acqua. Le molte péniches ancorate sulla Senna sono particolarmente attraenti in estate, per serate sul fiume in cui si beve e si balla in allegria;

-Altrettanto piacevole è andare a bere qualcosa in relax con gli amici in una delle terrazze dei tanti caffè parigini, da quelli più classici e famosi a quelli allestiti nei parchi o in location inedite come nelle vecchie fabbriche dismesse;

-Se amate il cinema, Parigi è la città per voi. E in estate anche il cinema “va in vacanza” ed esce nelle piazze, nel verde: dal Parco della Villette al Domaine de Saint Cloud, è un piacere godersi un film distesi sull’erba o comodamente su delle sedie a sdraio;

-Il fresco di una cantina? Perché no, soprattutto se è una cantina speciale, come Les Caves du Louvre, proprio accanto al famoso museo, che risale al ‘700. Seicento metri quadrati per un percorso sensoriale con degustazione finale. Si parla anche in italiano;

-Da scoprire il canale dell’Ourcq: fino al 26 agosto, qui si terrà il festival “L’estate al canale” con balli, concerti, attività nautiche, proiezioni di film e crociere sull’acqua;

-Se siete fan della musica rock, “Rock en Seine” l’ultimo week-end d’agosto, dal 24 al 26, è un appuntamento di culto nel panorama musicale francese, con una serie di bei concerti nello scenario del Domaine National de Saint-Cloud;

-Se invece preferite la musica classica, potete godervela nel verde: fino al 2 settembre c’è il Festival “Classique au vert” al Parco Floreale di Vincennes; dall’1 al 16 settembre c’è invece il Festival di musica classica al Parc de Bagatelle, al Giardino botanico di Parigi e al Bois de Boulogne, con esibizioni di giovani virtuosi del pianoforte.

Per vivere la città in estate, segnalo che è molto comodo il Paris Pass Lib’ che dà accesso a crociere sulla Senna, bus turistici, musei, alla Tour Eiffel e a tutti i trasporti pubblici senza limiti: per 2, 3 o 5 giorni, ha un costo a partire da 40€. Inoltre con il Paris Museum Pass vi è accesso illimitato per 3, 4 o 6 giorni a oltre 50 luoghi di cultura e a tutti i grandi musei (costo a partire da 48€).

Per ulteriori informazioni: www.parisinfo.com

8 agosto 2018

Tatin di melone, caprino e rucola


E’ estate, fa (molto) caldo ma la voglia di cucinare non mi manca. Certo, si cerca, ove possibile, di evitare cotture ad elevate temperature, l’utilizzo del forno e anche, se possibile, dei fornelli.
Tuttavia non potevo fare a meno di cucinare un piatto intrigante e direi estivo, rappresentato da questa meravigliosa tatin di melone, caprino e rucola.
La ricetta l’ho scoperta su un sito francese dedicato esclusivamente al melone e me ne sono innamorato “tout de suite”.
Ecco gli ingredienti per l’esecuzione della ricetta:

un melone charentais (ma va bene un qualsiasi buon prodotto analogo)
pâte brisée q.b.
15 g di burro
30 g di zucchero di canna
formaggio caprino fresco q.b.
2 rametti di timo fresco
rucola q.b.

Tagliare il melone, svuotarlo e ottenere delle fettine sottili, eliminando la buccia esterna. In una padella far fondere il burro e dorare a fuoco dolce le fettine di melone da entrambi i lati per pochi minuti. Lasciare il succo in padella e mettere da parte il melone affettato in un piatto.
Versare nella padella lo zucchero di canna e aggiungere un cucchiaio di acqua. Girare fino ad ottenere un caramello dorato.
Inserire il caramello in un tegame da forno leggermente oliato e distribuirlo su tutta la superficie e i bordi dello stesso. Lasciare raffreddare.
Disporre nel tegame caramellato in modo ordinato e simmetrico le fettine di melone e cospargerle di timo fresco. Ricoprire di pâte brisée e adattare la pasta con le dita ben intorno al ripieno. Forarla qua e là con una forchetta. Infornare a 190°C per 20-30 minuti.
Quando la pasta è ben dorata, rigirare la torta con l’aiuto di un piatto piano.
Spezzettare intanto con una forchetta il formaggio caprino, salare e pepare.
Spargere il formaggio fresco e la rucola sulla tarte tatin e godetevi questa bontà, che può essere servita sia come antipasto che come aperitivo, ma anche per una merenda pomeridiana.
Buona estate!