Le franc buveur

Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

29 giugno 2020

Zucchine tonde, ripiene di spaghettini


Oggi ricetta con una tipologia particolare di zucchine che adoro, le zucchine tonde.
Quest’ultime sono caratterizzate da un gusto molto dolce e delicato e si prestano molto, ovviamente, ad essere cucinate ripiene, sullo stile dei pomodori al riso.
Mi piaceva molto l’idea di riempire anche questa tipologia di zucchine con degli spaghetti, come talvolta faccio con i peperoni (date un’occhiata qui e qui) e allora perché non metterla in pratica?
Ho scelto in particolare degli spaghettini che, grazie alla loro breve cottura, ho fatto cuocere direttamente in padella insieme alle parti interne delle zucchine.
Più nello specifico, ecco come ho preparato questo piatto:

Ingredienti:
(per due persone)

3-4 zucchine tonde
colatura di alici qb
pasta di acciughe qb
pecorino romano qb
200 gr. di spaghettini
1 cipolla
olio extravergine qb
prezzemolo, basilico, menta qb
poco vino bianco

Tagliare il “cappello” delle zucchine tonde, che avrete precedentemente lavato. Scavare con un coltellino affilato la loro parte interna tirandone fuori dei cubetti o degli sfilacci, in modo da lasciare vuoti i contenitori tondi.
In una padella mettere dell’olio extravergine e aggiungere la cipolla tagliata abbastanza finemente. Lasciare andare per pochi minuti. Aggiungere l’interno delle zucchine tagliato a dadini e far cuocere per qualche minuto. Aggiungere della pasta d’acciughe e uno-due cucchiai di colatura di alici. Far ben amalgamare e cuocere, aggiungendo se necessario dell’acqua. Portare a cottura, ma se volete potete spegnere il fuoco quando le zucchine sono “al dente”.
Nella stessa padella di cottura delle zucchine far cuocere, risottandoli, gli spaghettini. La pasta cuocerà sia con parte del liquido di cottura delle zucchine, sia aggiungendo di tanto in tanto dell’acqua bollente. Ne verrà fuori un ripieno delle zucchine tonde ben mantecato, a cui verrà aggiunta fuori fuoco anche un’abbondante dose di pecorino romano. Profumare poi con foglioline di prezzemolo, basilico e menta.
Inserire quindi qualche forchettata di spaghetti dentro le zucchine svuotate fino a riempimento e chiudere col loro “cappello”.
Porre le zucchine tonde in una pentola a pressione (o comunque sempre coperchiata, io ad esempio ho usato una cataplana) con dell’olio evo, acqua e vino bianco e cospargerle di olio e poco sale. Farle cuocere per una mezzoretta circa o comunque fino a quando l’esterno delle zucchine risulterà morbido, aggiungendo acqua se necessario.
Un piatto strepitoso, che ora che fa caldo va servito tiepido o addirittura freddo, guarnito con qualche cucchiaiata del suo dolce sughetto. Vedrete che gusto!

17 giugno 2020

Tanti auguri a me (o meglio al mio blog)!


Questi strani giorni di pandemia mi avevano fatto quasi dimenticare il compleanno del mio blog.
Invece occorre rimarcarlo perché sono arrivato a ben 13 anni di blog, un traguardo davvero importante.
Sono orgoglioso di un tale primato, visto che quando l'ho aperto non eravamo in tanti sulla rete a parlare di food e nemmeno di viaggi ed ho vissuto tutta l’evoluzione del fenomeno nel corso degli anni. Posso quindi fieramente considerarmi un pioniere del “settore”. Soltanto dopo molto tempo si è registrato un proliferare di blogger e successivamente dei cosiddetti “influencer”, talvolta neanche in possesso di un blog.
Come uso fare in queste occasioni, ringrazio tutti i miei lettori e follower che con assiduità si interessano alle mie passioni come quella per la Francia in tutte le sue espressioni, il buon cibo, l’enogastronomia e i viaggi e auguro a questo blog di continuare a regalarmi le belle soddisfazioni che finora mi ha donato.
Il numero 13 poi è per me significativo, perché il 13 è il giorno di Sant’Antonio (13 giugno) a cui sono molto devoto e inoltre… con il 13 si vince pure la schedina… J (a proposito: ma esiste ancora la schedina?).
Nella foto una doverosa torta di festeggiamento, che quest’anno è rappresentata da un buonissimo dolce ricotta e visciole del Forno Roscioli, davvero da non perdere. Fatemi sapere che ne pensate se vi capita di assaggiarlo.
Auguri ancora a questo blog!

5 giugno 2020

Quest'estate i turisti europei saranno i benvenuti in Francia


Buone notizie arrivano dalla Francia in merito al turismo d’oltralpe. Le frontiere della Francia dovrebbero infatti aprirsi ai visitatori europei e britannici (area Schengen e Regno Unito) a partire dal 15 giugno.
Il Primo Ministro Edouard Philippe, nella conferenza stampa del 28 maggio, ha dichiarato di essere favorevole alla riapertura delle frontiere con i Paesi europei a partire dal 15 giugno. Tale data rimane fissata in attesa di una conferma ufficiale.
La Direttrice Generale di Atout France Caroline Leboucher, riferendosi in particolare all’Italia, ha sottolineato a tal proposito: “Aspettiamo con impazienza la data del 15 giugno e la conferma della riapertura delle frontiere all'interno dell'UE. I professionisti del turismo francese hanno lavorato su dei protocolli sanitari, in collaborazione con il governo francese, per garantire la sicurezza dei dipendenti e dei visitatori, seguendo le più sicure procedure. Spiagge, campagne e montagne adatte per passeggiate o attività sportive all'aperto, parchi per il tempo libero, siti culturali e monumentali, ristoranti e alloggi turistici attendono quindi i turisti italiani che, si spera presto, potranno godere di nuovo dell’arte di vivere alla francese. Dal piacere di un caffè-crème e un croissant in una terrazza al mattino alla condivisione di un pranzo con gli amici o con la famiglia, per concedersi il piacere di ritrovarsi di nuovo insieme a degustare gustosi piatti e grandi vini”.
Per quanto riguarda l'apertura delle frontiere verso Paesi esterni all'Unione europea, le decisioni saranno prese in un secondo momento, previa consultazione tra gli Stati membri. Le frontiere rimarranno chiuse comunque almeno fino al 15 giugno.
Nel territorio transalpino, nel frattempo, si sta gradualmente procedendo alla riapertura delle diverse strutture. Di seguito alcuni dettagli:

A partire dal 2 giugno, caffè, bar e ristoranti situati nelle “zone verdi” (tutta la Francia ad eccezione delle “zone arancioni”, ovvero Parigi-Ile de France, Mayotte e Guyana) potranno riaprire, con le regole del distanziamento sociale (1 metro fra i tavoli e non più di 10 persone per tavolata) e uso di mascherina obbligatoria per il personale e per i clienti quando si spostano per il locale. Caffè, bar e ristoranti nelle zone arancioni sono invece autorizzati all’apertura dal 2 giugno solo per le terrazze all’esterno dei locali.

Anche i musei e i monumenti hanno riaperto su tutto il territorio nazionale dal 2 giugno, con l’uso obbligatorio della mascherina. I parchi di divertimento hanno riaperto nelle “zone verdi”, con ingresso al massimo per 5.000 persone, e riapriranno il 22 giugno nelle zone arancioni. Lo stesso vale per teatri e sale di spettacolo.

I cinema potranno riaprire su tutto il territorio dal 22 giugno. Fino almeno a tale data rimarranno chiuse anche le discoteche e le sale giochi. I raduni e gli eventi di oltre 5.000 persone rimarranno vietati fino a nuovo ordine e gli assembramenti pubblici sono limitati a 10 persone fino al 21 giugno.

Parchi e giardini hanno riaperto su tutto il territorio dal 30 maggio e dal 2 giugno riaprono anche spiagge, laghi e laghi artificiali.

Potranno riaprire anche campeggi, villaggi turistici e altri alloggi collettivi, sempre nelle stesse date. Per gli alberghi entreranno in vigore anche nuove norme sanitarie, che offriranno condizioni di sicurezza agli ospiti durante il loro soggiorno.

Il Gruppo ADP ha inoltre annunciato la ripresa dei voli passeggeri commerciali sull'aeroporto di Parigi-Orly da venerdì 26 giugno 2020 (tali voli erano stati sospesi dal 31 marzo 2020). La riapertura dello scalo di Parigi-Orly avverrà gradualmente, in linea con la domanda e ottimizzando le infrastrutture dell'aeroporto. Le operazioni inizieranno nel settore Orly 3. Sono state prese dall'aeroporto di Parigi tutte le precauzioni, in collaborazione con le compagnie aeree, per garantire che protezioni individuali e distanza fisica siano rispettate durante tutto il percorso del passeggero. Orly 3 sarà dotato di telecamere termiche, in modo che i passeggeri possano effettuare il controllo della temperatura all'arrivo a Parigi ed essere indirizzati, se necessario e se lo desiderano, alle strutture mediche in aeroporto.

Per ulteriori informazioni:

www.france.fr
Facebook: France.fr
Twitter: @atoutfranceIT
#ExploreFrance #FromHome

Contatto stampa: Atout France in Italia: Barbara Lovato – barbara.lovato@atout-france.fr

31 maggio 2020

Una vignarola “riccia”


Non c’è primavera senza una buona vignarola, piatto tipico della cucina romana che utilizza tutte le primizie della stagione che precede l’estate.
E’ una preparazione campagnola, dalle mille sfumature di verde, con tanti ingredienti che affollano i banchi del mercato in questo periodo: i piselli, le fave, i cipollotti, la lattuga, i carciofi…
Amo molto questo piatto che è preparato magistralmente qui a Roma da alcuni ristoranti e trattorie tipiche. Come ad esempio Cesare al Casaletto, che ne fa una versione abbondante e sontuosa.


La mia prima vignarola, altrettanto buona, l’ho invece mangiata in un ristorante in centro nei pressi di Piazza di Spagna, “Alla Rampa”, un locale che tanto tempo fa frequentavo spesso con i miei genitori. E’ lì che ho cominciato ad amare questo piatto.
Di tanto in tanto preparo la vignarola anche a casa, trasformandola in un primo piatto condendoci la pasta. L’ho fatto anche questa volta, ma utilizzando un formato un po’ particolare e che amo molto, le reginelle o mafaldine, che dir si voglia.
Dicevo alcuni post fa che un piatto acquisisce un sapore tutto suo e specifico, a parità di condimento, a seconda del formato di pasta, e anche in questo caso questa affermazione è più che mai vera. In effetti con le reginelle ho ottenuto una vignarola del tutto particolare e inedita.
Ecco come l’ho fatta: ho messo in padella dell’olio extravergine. Vi ho fatto appassire dei cipollotti tagliati finemente, insieme a della pancetta a dadini.
Quando la cipolla è diventata trasparente, ho aggiunto spicchi di carciofi, piselli e fave fresche, mescolando e insaporendo con sale e pepe. Ho aggiunto dell’acqua ed ho lasciato quindi cuocere a fuoco basso per circa mezzora o comunque fino a quando le verdure non sono risultate tenere/al dente. Va detto che a questo piatto andrebbe aggiunta anche la lattuga, come sottolineavo più su, ma stavolta non l’ho utilizzata.
Ho scolato quindi la pasta al dente, facendo finire la sua cottura nella padella della vignarola e mantecando con abbondante pecorino romano.
Un piatto sontuoso e ricco, pur con la semplicità di ingredienti campagnoli, che si adatta alla perfezione anche a questo tipo di pasta, con la parte dentellata e riccia di queste fettuccelle che cattura ed arpiona goduriosamente l’opulento condimento.
Bon appétit!

21 maggio 2020

Parliamo di Francia (e anche del pain perdu)


Lo scorso weekend si è tenuto un evento on-line (diretta Facebook) molto interessante, organizzato dall’Associazione Italiana Travel Blogger, avente come tema la Francia.
Insieme alla responsabile dell’Ufficio stampa del turismo francese in Italia Barbara Lovato e alla brava conduttrice Simonetta Clucher tutte le persone collegate hanno potuto effettuare una sorta di viaggio virtuale, visto che molto si è detto delle più belle zone da visitare nel territorio transalpino.
Nel corso dell’incontro sono stati affrontati anche alcuni problemi pratici, in relazione all’inevitabile impatto sul turismo francese della pandemia che stiamo vivendo e soprattutto in merito alle modalità con cui si cerca di attuare la lenta uscita (si spera) dal Covid 19.
Potete trovare qui l’intera diretta, per chi l’avesse persa.
La diretta è stata anche l’occasione per lanciare la rivista “Explore France 2020” (disponibile on line qui ed anche in edicola, in allegato alla rivista “Bell’Europa” di maggio), incentrata quest’anno sul tema del turismo “verde” e all’aria aperta, utile oltretutto anche per una maggiore facilità di contrasto della pandemia.
E’ stato poi affrontato il sempre gradito tema della gastronomia, con riferimento non solo ai tanti prodotti di qualità e a denominazione di origine francesi (molto interessante, tra questi, anche il riferimento al miele d’oltralpe, ndr), ma anche a tante ottime ricette da preparare a casa, in attesa di gustarle dal vivo, in occasione di futuri viaggi in Francia.
Tra queste, oggi vi propongo quella del pain perdu, una ricetta di recupero perché riutilizza in modo virtuoso e senza sprechi il pane raffermo.
Per molti francesi questa preparazione, una merenda dolce buonissima, evoca ricordi legati all’infanzia.
Il pain perdu si ottiene intingendo il pane raffermo in una miscela di latte, zucchero e uova e friggendo poi il tutto in padella con del burro (con aggiunta successiva di zucchero vanigliato). Trovate qui la ricetta, che mi sono divertito a realizzare a casa, con le dosi esatte degli ingredienti.
Un piatto meraviglioso, godurioso e della memoria, caratterizzato oltretutto da una grande semplicità, la quale spesso è sinonimo di bontà, tanto più quando ad essa sono associati teneri ricordi di fanciullezza.