Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

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30 dicembre 2025

Buone feste con il mio primo Cappon magro

Ho trascorso il Natale in famiglia e la voglia di scrivere in questo periodo non è molta, ma quella di cucinare non manca mai.

Tra le tante cose che ho preparato in questi giorni, oltre a un fantastico risottino della Vigilia ai crostacei con una bisque deliziosa, ho cucinato anche un ottimo Cappon magro, sempre in occasione della cena pre-natalizia.

Il cappon magro, come certamente saprete, è un piatto ligure a base di verdure e di pesce deliziosamente alternati e condito con salsa verde; presenta inoltre anche una base composta da una “galletta del marinaio” appena bagnata con acqua e aceto. Si serve normalmente alla Vigilia di Natale, ma si degusta anche in altri periodi dell’anno.

Ho mangiato un fantastico Cappon magro alcuni anni fa da Manuelina (locale di cui ho parlato più volte su questo blog, si veda questo link) a Recco, ma quest’anno ho voluto per la prima volta prepararlo in casa.

Il risultato è stato ottimo, anche perché il cappon magro è non solo buono ma anche bello esteticamente, con tanti strati di colore alternati che lo rendono particolarmente attraente e scenografico, facendo fare un’ottima figura con gli ospiti, magari nei giorni di festa, a chi lo prepara.

E a proposito di feste, vi auguro di trascorrere questo periodo di fine/inizio anno in serenità. Auguri a tutti!

17 gennaio 2025

Un (mini) timballo di maccheroni per iniziare bene il 2025

Questo è per me il primo post dell’anno. Allora vi auguro (e mi auguro) uno splendido e goloso 2025 che possa portare a tutti noi le cose che più desideriamo.

Il post risente inevitabilmente delle appena trascorse feste natalizie e quindi non posso che proporvi uno dei tanti ottimi piatti che ho gustato recentemente durante le vacanze di Natale.

Il maggior tempo a disposizione mi ha consentito di “rispolverare”, sia pur in versione “mignon”, un piatto che non preparavo da una vita: il timballo di maccheroni.

In pratica, per chi non lo sapesse, si tratta di una pasta al forno rivestita di una fragrante pasta sfoglia: un primo davvero opulento e goloso che ben si adatta a un periodo di grasse e illimitate mangiate, come quello appena trascorso e purtroppo, per quest’anno, finito.

Ma come si prepara il timballo di maccheroni?

Beh, si parte dal ragù per condire la pasta (stavolta l’ho preparato molto velocemente, con della carne macinata), poi si predispone l’abbondante ripieno che può essere molto vario e su cui ci si può sbizzarrire in quanto a ingredienti.

Io ho farcito la pasta nel seguente modo: 

-   piselli in scatola saltati in padella con poca pancetta, cipolla e un filo di aceto balsamico di Modena Igp

-  uova sode

-       fiordilatte a cubetti

-       abbondante parmigiano

Precedentemente ho cotto delle penne al dente e le ho condite con il ragù (abbondante).

Quindi ho rivestito di pasta sfoglia un tegame da forno (per questa volta non troppo grande) ed ho inserito un primo strato di penne, sulle quali ho aggiunto il suddetto ripieno ben distribuito e, qua e là, qualche cucchiaiata di ragù.

Ho coperto con le restanti penne condite e chiuso con un altro strato di pasta sfoglia, a sigillare lo “scrigno”.

Ho cotto infine in forno a 180 °C per circa 30 minuti (anche meno, se avete il forno ventilato) e comunque fino a doratura della pasta esterna.

Questo timballo va gustato tiepido, in modo che i sapori si sedimentino e si amalgamino al meglio.

E chest’è. Bon appétit e ancora buon anno!

31 dicembre 2024

Post di fine anno (mentre sto preparando un meraviglioso piatto)

Si sta concludendo un anno ancora pieno di soddisfazioni per il mio blog. Un blog che continuo a curare con passione dopo quasi 18 (!) anni di vita(mamma mia!).

Sto ora passando delle tranquille feste natalizie in famiglia con i miei parenti più stretti.

Quest’anno non ho preparato tanti piatti perché sono stato spesso ospite a pranzo o a cena, ma non ho fatto a meno di cucinare i classici (napoletani) del periodo natalizio che non possono mai mancare nella mia famiglia.

Qualche esempio? La mia mitica insalata di rinforzo con acciughe, cavolfiore, salame, ricotta salata, sottaceti, papaccelle, uova sode, e chi più ne ha più ne metta.

Oppure la pizza di scarole che, piaccia o no e contro tradizione, io preparo SEMPRE con pasta sfoglia al posto della pasta di pane. E me ne vanto pure, perché è buonissima così!

Sul fronte dolci, sto sempre più passando dalla parte dei sostenitori del pandoro (“team pandoro” come direbbe qualcuno), specie se di grande qualità (ne ho assaggiato uno di Iginio Massari davvero notevole), piuttosto che di quelli del panettone che mi sta sempre più stancando, anche per i prezzi astronomici di alcuni non sempre di pari qualità e con le mille varianti che ne snaturano l’identità.

Per la cena di Capodanno in questo momento sto preparando un piatto che si preannuncia strepitoso, tratto da una ricetta dello chef Peppe Guida: le candele di Gragnano con genovese di buzzonaglia di tonno. In uno dei prossimi post vi farò sapere come è andata!

Anche questa sera la passerò in famiglia in compagnia degli affetti più cari e anziché andare dopo cena ad affollati e dispendiosi veglioni probabilmente sarò in compagnia anche di un buon romanzo di Maigret 😉.

Con questo post colgo l’occasione per augurarvi (e augurarmi) uno strepitoso anno nuovo!

31 dicembre 2023

Le mie vacanze natalizie e gli Auguri per uno splendido ‘24

In questi giorni festivi ho trascorso le mie ferie in famiglia nel modo più semplice possibile, in quanto non amo l’abbondanza e gli eccessi a tutti i costi. Ciò non toglie però che mi sono come al solito divertito, avendo maggior tempo a disposizione, cucinando piatti più o meno tradizionali con materie prime tipiche del periodo natalizio.

Quest’anno, ad esempio, ho preparato come di consueto l’insalata di rinforzo, classico antipasto napoletano della vigilia di Natale e non solo. Ho poi cucinato tra le altre cose un piatto inedito in famiglia e cioè delle lasagne verdi ripiene di ricotta, polpettine, mozzarella e parmigiano: davvero una delizia!



Mi sono poi cimentato per la prima volta nel preparare un pan brioche farcito fatto in casa (in pratica un panettone gastronomico farcito; gusti: salmone, Philadelphia ed erba cipollina, uovo sodo, salame e un velo di maionese, fiordilatte e acciughe e il classico prosciutto e formaggio, con burro fuso). Un bell'esperimento riuscitissimo!


Durante queste brevi vacanze mi sono mosso poco. Ieri però ho trascorso una giornata nella mia Napoli. Una Napoli traboccante di gente e di vivacità, sfido a trovarne altre di città così esuberanti, complice anche il crescente flusso turistico, soprattutto nordico, di questi giorni di festa.
Il mio itinerario è stato il seguente: 

-   giretto in centro con “devozione” al murale di Maradona ai Quartieri Spagnoli (e vi è ormai un crescente fiorire in questa zona di attività commerciali legate al suo nome);

  

-   scoperta di un paio di localini eleganti e fuori dal comune di cui vi parlerò a breve; 

- sosta d’obbligo in una trattoria che non conoscevo, se non di nome. Si tratta de “Le Zendraglie”, un locale molto alla buona dove si mangia trippa in tutte le sue possibili declinazioni, ma anche molti piatti tradizionali e a base di pesce della cucina campana. Ho optato per delle ottime bruschette con polpo e fagioli un po' piccanti e una trippa al pomodoro semplice ma buonissima, con la particolarità che non si tratta di una trippa classica, ma all'interno del piatto ci sono tutte le varianti di questa materia prima povera;


- passeggiata per “respirare” l’atmosfera natalizia napoletana, unica al mondo, vagabondeggiando tra opulenti banchi di mercatini all’aperto con ogni ben di Dio di pescato, sottaceti e baccalà e frutta e verdura di stagione;


- passeggiata sul lungomare, anch’esso traboccante di gente in una giornata non soleggiata ma che conferiva al mare un aspetto intrigante, con una maggiore nitidezza del panorama e delle isole della città partenopea.


Il rientro con sfogliatelle (50 numeri di attesa da Attanasio!), salsicce con provola e struffoli era d’obbligo.


Dopo questa breve carrellata su questi miei giorni di festa, non mi resta che augurarVi e augurarmi un 2024 pieno di cose belle e di sogni realizzati, condito con tanto buon cibo e soprattutto tanti viaggi. Io metto in prima fila quelli in Francia, paese nel quale vorrei presto scoprire alcune zone che ancora non conosco. E voi?

15 marzo 2021

Assaggiando il chamichov plav, un piatto armeno delle feste


 Ogni tanto è bello cercare qualche ricettina etnica che interrompa la continuità della variegata scelta che offre la cucina italiana.
La ricetta che vi propongo oggi va in questa direzione ed è stata da me raccolta seguendo l’interessante gruppo Facebook “Il mondo a tavola - Dalla cucina etnica alle cucine del mondo” di Vittorio Castellani.
Si tratta di una ricetta tradizionale armena, il chamichov plav, un piatto delle feste composto da riso basmati e diversi tipi di frutta secca.
E’ un piatto che può essere mangiato tal quale, ma che si presta egregiamente ad accompagnare carni dal sapore deciso come quelle di agnello. Non la considererei pertanto una pietanza da servire come dessert nonostante la sua prevalente componente dolce, ma piuttosto una componente di una preparazione salata, visto che accompagna spesso carne o pesce dal gusto sapido.
Ecco come si prepara:

Ingredienti per 4 persone

200 gr di riso basmati
1 bustina di zafferano
20 gr di uva sultanina
20 gr di mandorle
20 gr di albicocche secche
20 gr di datteri (sono ottimi a mio avviso i “Deglet Nour” - il termine vuol dire “Dita di luce” - algerini)
Burro chiarificato (ma si può usare anche il burro normale, o meglio quello démisel)
Sale

Lavare il riso in abbondante acqua corrente e farlo cuocere al dente in acqua leggermente salata, aggiungendo lo zafferano durante la cottura.
Tagliare la frutta secca a cubetti e ammorbidirla nel burro a fuoco medio/basso  per alcuni minuti, fin quasi a caramellarla; aggiustare di sale.  Unire il riso “zafferanato” alla frutta secca e saltarlo velocemente in un’ampia padella prima di servirlo.

E’ un piatto ottimo e semplice da realizzare che a mio avviso si può accompagnare egregiamente a un agnello alla cacciatora per restare su preparazioni più legate alla nostra cultura culinaria ma anche, come giustamente si sottolineava nel gruppo Facebook, a degli spiedini di kebab con salsa allo yogurt.
Bon appétit!

11 gennaio 2018

L'eleganza del Gaillac Doux


Durante le feste di Natale ho finalmente aperto una bottiglia di vino francese che avevo acquistato durante il mio viaggio nei Pirenei  del giugno scorso.
E’ un vino Dop prodotto nella zona del Sud Ovest del territorio transalpino, un’area che a mio avviso presenta caratteristiche enologiche davvero interessanti.
Il prodotto in questione, che proviene dalla zona di Tolosa, si chiama Gaillac Doux (azienda Vinovalie) ed ha un ottimo rapporto qualità-prezzo.
E’ un vino dolce, elegante, ottenuto da uve Loin de l'Oeil e Muscadelle, dal colore dorato e dalle note intense di miele e mela cotogna, con fini sentori legnosi.
E' ideale da consumare durante le feste, in famiglia o in compagnia di amici. Si adatta a meraviglia (queste le testuali parole in etichetta) col foie gras o con i dessert al cioccolato. Ma, aggiungo io, anche con i dolci natalizi e con i formaggi erborinati.


E se ve ne avanza un dito, utilizzatelo anche come ingrediente per sfumare delle magnifiche scaloppine, che risulteranno di un'eleganza sorprendente.
Bon appétit!

2 gennaio 2018

Cucinando i piatti della tradizione (e Buon 2018!)


Durante queste feste di Natale, grazie ad alcuni giorni di ferie, ho avuto finalmente più tempo per potermi dedicare ad una delle mie passioni più grandi, la cucina.
In questo periodo in particolare, come chi mi legge con attenzione sa, mi piace cucinare principalmente i piatti della tradizione, senza spingermi eccessivamente in preparazioni e sperimentazioni innovative.
Anche quest’anno, quindi, ho rispolverato delle ricette di famiglia e della cucina napoletana che mi sono divertito a replicare ancora una volta.
Come ad esempio un panettone rustico che mia zia Olga preparava tipicamente durante le feste, la mozzarella in carrozza (stavolta preparata secondo la ricetta tradizionale che prevede rigorosamente l’utilizzo del pane raffermo), l’insalata russa e tanti altri piatti che ho cucinato ma non fotografato. 



Forse perché era più forte il desiderio di provare e testare la loro effettiva riuscita o perché il foodblogger che è in me voleva prendersi un po’ di meritato riposo dopo le “fatiche” di un anno intero.
Un anno che ha portato ancora delle belle soddisfazioni al mio blog e mi auguro che sia così (e anche meglio) in questo 2018 appena iniziato.
Ovviamente gli auguri sono da estendere a tutti voi, con l’auspicio che l’anno nuovo possa portarvi le migliori soddisfazioni in tutti i campi.
Auguri a tutti!

25 dicembre 2017

Ora è (la vigilia di) Natale!


Oggi è Natale. Quindi innanzitutto mi preme di fare gli auguri di una serena giornata e di buone feste a tutti i miei lettori.
Sono reduce da un cenone di Vigilia come al solito abbondante, gustoso e di qualità, con tanti piatti a base di pesce degni della migliore tradizione marinara e partenopea. Ma non sono mancati anche altri “classici”, come la pizza di scarole e la cosiddetta insalata di rinforzo.
Adoro l’insalata di rinforzo che apre, almeno a casa mia, la cena del 24 dicembre. Nella mia famiglia si prepara in maniera forse un po’ diversa da quella classica, ma sicuramente altrettanto gustosa.
Come potete vedere dalla foto sono presenti in questa insalata, la nostra insalata, i seguenti ingredienti:

salame
ricotta salata
olive dolci verdi
olive nere
acciughe sott’olio
cavolfiore bollito
giardiniera di sott’aceti

Un altro componente che non può mancare sono le papaccelledei piccoli peperoni schiacciati che quest’anno non erano presenti in questo antipasto perché quando sono a Roma non è facile reperirle.
L’insalata di rinforzo è un piatto grandioso, che va preparato un po’ di tempo prima e che si conserva bene anche per giorni.
Quando la preparo è davvero Natale e il mio ricordo va a quando da bambini a casa dei nonni mangiavamo di nascosto qualche ingrediente dell’insalata, in attesa della cena che a volte iniziava in gran ritardo…
Buon Natale ancora a tutti!

31 dicembre 2016

Tanti auguri, in Bizkaian style


Uno dei piatti di pesce che ho preparato in occasione della recente vigilia di Natale è stato quello che vedete nella foto.
Un piatto che ho assaggiato per la prima volta all’enoteca Brylla che mi è piaciuto molto e che quindi ho voluto replicare a casa: il baccalà alla vizcaiana.
La ricetta originale mi è stata fornita dall’ente del turismo di Bilbao, ma ho fatto delle leggere modifiche, tra cui la sostituzione dei peperoni secchi con dei peperoni arrostiti e spellati (pazienza per la stagionalità) e l’utilizzazione di una salsa di pomodoro in scatola al posto dei pomodori freschi.
Un piatto davvero gustoso, da cui deriva una salsina molto buona (adoro la commistione peperoni-pomodori, molto più diffusa in Spagna che in Italia) e che consente di diversificare un po’ rispetto ai soliti piatti a base di baccalà.
E’ un piatto ideale anche per il cenone di Capodanno e già che oggi siamo arrivati al 31 dicembre, non posso che farvi(mi) tanti auguri per uno scoppiettante e favorevolmente sorprendente 2017. Cin cin!

8 febbraio 2016

Un Paris-Brest al Carré Français


Da amante della Francia cerco sempre nella mia città qualche morceau della nazione transalpina sparso qua e là e ogni tanto trovo cose interessanti, a volte anche un po’ nascoste.
Nascosto non è però di certo un interessante locale, molto spazioso, che ho scoperto da poco, che si trova nei pressi di Piazza Cavour.
Sto parlando del Carré Français, un esercizio commerciale che è al tempo stesso bistrot, ristorante, pasticceria, formaggeria, enoteca e panetteria.
Un posto moderno, accogliente, elegante che presenta tanti ambienti dedicati alla vendita e al consumo in loco di tipicità e piatti francesi.
Si può andare al Carré Français anche solo per prendere un dolce al bancone, per un aperitivo o un brunch della domenica.


Per ora ci sono stato soltanto di passaggio una domenica pomeriggio, assaggiando una quiche Lorraine molto buona e interessante, con una golosa crosticina lievemente croccante sulla parte superiore, cosa che non sempre si riesce a trovare, anche in Francia. E, sul fronte dolci, ho mangiato con gusto un ottimo Paris-Brest.


Devo comunque tornarci anche a cena, per assaggiare in particolare le carni e le tartare provenienti dalla nota boucherie Polmard e tante altre mille ghiottonerie tipiche della mia Francia che ho potuto scorgere dal menù.
Un altro po’ di Francia, questa volta più nascosta e meno nota, si trova dalle parti di Via del Gazometro nella zona di Roma Ostiense, nel negozietto di pasticceria di Noel Crochon (Via del Gazometro, 11 – tel. 06 5741326).


Qui si trovano dei buoni dolci di tradizione nazionale (realizzati in certi casi con originalità) ed alcuni capisaldi della pasticceria francese, anche se questi ultimi non rappresentano la maggioranza dei prodotti offerti.
Ecco allora la Galette des Rois, che viene venduta durante le feste natalizie, nel mese di gennaio e forse anche dopo. All’interno di questa torta, di pasta sfoglia e crema di mandorle, vi è una piccola sorpresa detta fève. Chi la trova, secondo la tradizione, diventa il re della festa o delle feste.


Le golosità francesi di Noel Crochon continuano con gli ottimi “marsigliesi”, con uvetta, cioccolato e crema, morbidi, umidi, golosi, oltre che con una buona Tarte Tatin (senza tuttavia dimenticare che da Noel sono buonissime anche le italianissime pizzette!).
Per oggi è tutto, ma proseguirò prossimamente con altri post che riguardano locali o eventi collegati alla Francia a Roma. Stay tuned ;-)

14 gennaio 2016

La pizza? Si, ma di fiordilatte


Durante le vacanze di Natale di solito mi piace rispolverare qualche bel libro di cucina napoletana, avendo senz’altro più calma di preparare in santa pace piatti della tradizione della mia terra.
E’ evidente che in pubblicazioni di tale genere si trovano tanti classicissimi, ma ogni anno riesco sempre a scovare qualcosa di meno noto e sempre molto buono.
E’ una tradizione che mi piace seguire anche con i libri di cucina siciliana, che insieme a quella campana non possono che evocare la cucina di casa e quella che si fa in famiglia. E Natale non è proprio la festa della cucina di casa e della famiglia?
Orbene, anche quest’anno nelle (purtroppo) appena passate feste natalizie, questo rito è piacevolmente continuato e la mia attenzione è caduta in modo particolare sulla pagina 101 del libro di Jeanne Càrola Francesconi “La cucina napoletana”, dove era descritta la ricetta della pizza di fiordilatte.
Una ricetta che in qualche modo rientra in un tipo di cucina che a me piace molto, che è quella del recupero e degli avanzi. Per fare questa gustosissima “pizza”, infatti, si utilizza del pane raffermo che in pratica gioca il ruolo della pasta per pizza.
Siccome sono un po’ pigro, la ricetta ve la fornisco così, senza indicare precisamente la quantità esatta e le dosi precise degli ingredienti. Ma non vi preoccupate: vi verrà sicuramente bene, seguendo le istruzioni che vado ad esporvi.
Prendete una bella teglia da forno o, se volete prepararne una quantità inferiore, va bene anche un tegamino che possa andare in forno.
Imburrare bene il fondo del tegame che utilizzerete e porre delle fette di pane raffermo (alte più o meno un cm) sullo stesso fondo, in modo da coprire tutta la superficie (inserite anche dei “ritagli”, per non lasciare nessuno spazio vuoto).
Mettere sopra al pane delle fette di fiordilatte, abbondante parmigiano e delle foglioline di basilico spezzettate (in questo periodo non ci sono, ma che possiamo fare? Magari sostituitele con altre erbe aromatiche, quelle che più vi aggradano, forse della maggiorana?).
Cospargere ancora la superficie con delle uova sbattute (un paio se la pizza è più grande, uno se decidete di farne una versione più contenuta) versando a filo il liquido. Infornare alla temperatura massima (220 gradi) per circa 20 minuti o fino a quando non si crea una bella crosticina dorata.


Un grande piatto, molto piacevole, in quanto il pane raffermo si ammorbidisce grazie al latte rilasciato dalla mozzarella e che si insaporisce divinamente con gli ingredienti più sapidi (il formaggio) e profumati (basilico o altra erba aromatica).
Mi viene in mente che una variante ottima di questa ricetta potrebbe essere quella di utilizzare del Pecorino Romano al posto del parmigiano e della menta al posto del basilico…
Io ora l’input ve l’ho dato. Provate questa stupenda pizza e fatemi sapere che ne pensate. E viva la cucina napoletana (e già che ci siamo, anche la squadra del Napoli che, almeno al momento che scrivo, è prima in classifica! ;))

27 dicembre 2015

Buone feste!


Nei giorni frenetici pre-natalizi non sono riuscito a farvi per bene gli auguri ed allora mi appresto a farlo adesso.
Buon (fatto) Natale, buone feste e soprattutto che sia per tutti voi un ottimo 2016!
Metto come immagine-simbolo degli ottimi struffoli, che rappresentano per me il dolce più buono che si può offrire durante le feste natalizie.
Non amo infatti panettoni e pandori pur di qualità (salvo rarissime eccezioni, di cui magari vi parlerò), né altri dolci e attribuisco quindi agli struffoli l’Oscar di quelli che si mangiano durante questo periodo.
Auguri ancora e a presto!

20 marzo 2015

Ma qual è la migliore pastiera di Roma?

Immagine tratta dal sito http://www.pasticceriabellavia.it uno dei migliori locali a Napoli, a mio avviso, che produce pastiere di qualità

Si avvicina la Pasqua e questa festa è sinonimo di pastiera.
Quando vado a Napoli so dove mangiarla, ma quando rimango a Roma non è banale trovarne una buona.
Potrei anche prepararla in casa, ma mi stuzzica di più l’idea di lanciare un sondaggio sulle migliori pasticcerie di Roma che preparano una buona/ottima pastiera.
Io una mia idea me la sono già fatta, ma passo il testimone a voi foodies. Che ne pensate? Quale pasticceria segnalate?
Non siate timidi e decretiamo insieme il/i miglior/i locale/i di Roma.
E buona pastiera a tutti!

30 dicembre 2014

Il caviale col risotto


Uno dei piatti che ho offerto ai miei ospiti la sera della Vigilia di Natale è questo fantastico risotto, per la cui realizzazione mi sono ispirato all’ultima edizione della Guida Gallo dei migliori risotti, proposti dai più prestigiosi ristoranti italiani ed esteri.
Si tratta di un piatto che in questa Guida è stato proposto dallo chef Atef Banna del ristorante Rossini al Cairo, un locale situato in una splendida villa a due piani nell’esclusivo quartiere di Heliopolis, con un’altrettanto splendida terrazza all’aperto nella bella stagione.
Consultando la Guida e questa proposta (risotto con salmone, melone e caviale), mi è subito piaciuta l’idea di abbinare il salmone affumicato che a me “garba” molto, con un frutto come il melone (quello bianco invernale) che con la sua freschezza contrasta bene la sapidità del pesce. Inoltre il pregiato caviale rappresenta la “ciliegina sulla torta” di questo piatto, impreziosendolo notevolmente.
Sul caviale voglio fare qualche piccolo inciso:
  • non lo mangio quasi mai, ma devo assolutamente rimediare perché è buonissimo;
  • se a Natale si spende eccezionalmente qualcosa in più per i cenoni e cose del genere, perché non concedersi allora anche del caviale che stupisce i nostri ospiti ed i nostri palati?
  • da Eataly noto con piacere che ora si può degustare a prezzi abbastanza contenuti il caviale in un abbinamento classico, che più classico non si può, con la vodka (su che tipo di vodka abbinare, dovrò dedicare un post a parte);
  • c’è un libro che bisogna assolutamente comprare che parla dell’affascinantissima storia del caviale che si chiama “Caviale, una storia magica” (“Caviar, a history of desire” in inglese) di Peter Rebeiz, presidente della mitica Caviar House Prunier.


Il caviale che ho scelto per questa ricetta è un siberian Caviar Baeri dell’azienda Agroittica Lombarda di Calvisano (BS)  un caviale molto delicato, appena salino e sapido e dal gusto avvolgente, molto adatto a questo risotto che viene reso regale grazie ad esso, ma che lascia spazio anche agli altri ingredienti.
 

Ecco come l’ho preparato:
 
Ingredienti per 4 persone:
 
400 gr di riso
250 gr di salmone affumicato tritato
30 gr burro
vino bianco
prezzemolo tritato
200 gr di melone bianco a pezzi
1 cucchiaino di caviale nero
sale e pepe bianco
brodo vegetale qb
 
In una casseruola sciogliere il burro e aggiungervi 150 grammi di salmone. Saltare a fuoco vivo per poco tempo. Aggiungere il riso, farlo tostare e sfumare col vino bianco. Far cuocere come un normale risotto, aggiungendo il brodo ogni qualvolta il riso lo assorba totalmente. Portare il riso a cottura al dente e aggiustare di sale e pepe bianco. Aggiungere quindi il resto del salmone e il prezzemolo. Infine inserire il melone e servire ben caldo, guarnendo col caviale in più parti del piatto.
E’ un risotto ideale per eleganti cene o per quelle delle feste natalizie e quindi anche per il cenone di Capodanno.
E a tal proposito, visto che siamo giunti a fine anno, vi faccio tanti auguri per un favoloso e goloso 2015. All’anno prossimo!