"Il Tour de
France è l’estate, l’estate che non può finire, il caldo meridiano di luglio. Nelle
case si chiudono le persiane, la vita rallenta, la polvere danza nei raggi di
sole”. Philippe Délerm
Il mio blog
ha compiuto recentemente ben 17 anni! Allora augurissimi a questo bel diario
enogastronomico e di viaggio che tante soddisfazioni mi ha dato/mi sta dando in
questi anni, parlando di scoperte culinarie, di locali golosi e di territori,
preferibilmente transalpini.
E per
festeggiare idealmente questo importante compleanno, mi sono concesso alcuni
giorni in un paio di città in qualche modo legate alla Francia.
Il Tour de France,
infatti, quest’anno è partito dall’Italia (ecco il legame) e allora quale
miglior occasione di questa poteva esserci per poterlo vedere dal vivo a una
relativamente breve distanza da casa?
Ho scelto
la tappa di Bologna con un meraviglioso arrivo in centro città e il giorno dopo
ho assistito anche alla partenza della tappa successiva, da Piacenza.
Il Tour è
stato come al solito uno spettacolo di colori e di folla, oceanica direi.
Come
sempre, non si riesce a seguire tanto bene gli aspetti tecnici della gara, ma
in compenso le emozioni sono tantissime, a cominciare dal passaggio della
carovana degli sponsor che elargiscono sfiziosi gadget, passando per la
simpatica vivacità di tanti tifosi provenienti da tutto il mondo con le loro
bandiere multicolori e finendo ovviamente col passaggio dei ciclisti
professionisti che, pur poco durevole, regala sempre infiniti brividi.
In una
manciata di minuti, se non meno, si riconoscono in un flash prima o dopo tanti
campioni che gli appassionati riconoscono per averli visti tante volte in tv e
che dal vivo sembrano un po' diversi.
La tappa di
Bologna del Tour è stata uno spettacolo sia all’arrivo sia soprattutto sul San
Luca, a pochi km dalla città, dove tanti protagonisti si sono dati battaglia
lungo l’ascesa costeggiata dai famosi portici.
Bello anche
il momento delle premiazioni, in particolare della maglia gialla del leader
della corsa, che ottiene in premio ogni volta che la indossa anche un leoncino in
peluche, “trofeo” che tanti tifosi come me vorrebbero da tempo avere.
Mi colpisce
sempre, quando mi reco al Tour, l’imponenza e la perfezione della macchina
organizzativa, sempre impeccabile e tempestiva a fine gara nel rimuovere
transenne, striscioni e palchi per poi ricostruire e smontare di nuovo tutto il
giorno dopo in nuove cittadine di partenza e arrivo.
A Bologna,
grazie ad un albergo molto centrale, ho potuto fare nel dopo tappa le mie
consuete e rilassanti passeggiate nelle vie principali della città. Una Bologna
estiva che non avevo mai visto, che conserva il suo fascino anche in questa
stagione con un piacevole cinema gratuito all’aperto in Piazza Maggiore e una
bella atmosfera vacanziera nel corso del weekend.
E’ sempre
bello inoltrarsi nelle viuzze vicino alla piazza principale, piene di localini
dove affluisce tanta gente all’ora dell’aperitivo. Tra una visita in libreria e
un ricordo di tanti locali storici (e non) dove sono stato tante volte, non
poteva mancare anche in questa occasione qualche golosa sosta culinaria.
In barba
all’abbastanza notevole caldo cittadino non ho rinunciato a dei golosi
tortellini alla crema di parmigiano sotto i portici di via Indipendenza o alla
mitica cotoletta alla bolognese, degustata questa volta nell’interessante e personalmente
mai sperimentata “Trattoria da me”, ad un quarto d’ora a piedi da Piazza
Maggiore.
L’indomani
invece ho fatto tappa (è il caso di dirlo) a Piacenza per vedere ancora i
corridori del Tour e per scoprire una città che non conoscevo.
I ciclisti
li ho visti passare nella centralissima Piazza Duomo, in una città tinta di
giallo in tutte le sue strade principali e nelle vetrine dei più importanti
negozi.Ho avuto
poi il tempo di visitare questo capoluogo, molto attraente sia per le sue belle
e ampie piazze (piazza Cavalli, piazza Duomo, piazza Sant'Antonino) sia per le
chiese, le attrazioni artistiche e gli eleganti negozi.
Ho
ovviamente avuto anche il tempo di assaggiare alcuni vini e piatti tipici
piacentini, nonostante la cucina del luogo non sia esattamente estiva.
Ho scelto l’antica
trattoria dell’Angelo in cui ho degustato tra l’altro dell'ottimo vino
Gutturnio(secco) e i ben noti “Pisarei e fasò”, degli gnocchetti di
pangrattato e farina con fagioli, cotiche e lardo.
Del resto anche
il mitico giornalista Gianni Mura, grande cultore del Tour de France e della
buona cucina, talvolta durante il Tour azzardava l'assaggio di piatti invernali
come il Cassoulet...(only the brave!). E per un attimo mi sono identificato in
lui nello scrivere questo resoconto sul Tour e sulle relative “avventure
culinarie”, anche se non potrò mai raggiungere la sua profonda cultura
enogastronomica e sportiva nonché, nemmeno lontanamente, il suo talento
giornalistico...
Ps ho
potuto scorgere alla stazione di Piacenza un treno regionale ispirato al Tour
de France e ad alcuni suoi storici protagonisti: davvero bellissimo!