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2 febbraio 2013

Le mie crêpes per la Chandeleur

 
Oggi è la Candelora o, come si dice in Francia, la Chandeleur. E’ la festa delle candele (in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Gesù, luce per illuminare le genti), che celebra la presentazione al tempio, di Cristo 40 giorni dopo la sua nascita. E’ quindi anche la festa della purificazione di Maria perché, secondo l'usanza ebraica, in base alle informazioni che ho acquisito su wikipedia, "una donna era considerata impura per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre".
Un detto napoletano dice che alla Candelora c’è “viern à dint e estat à fora” cioè inverno all’interno delle case ed estate fuori. Non mi sembra che quest’anno sia proprio andata così…
In Francia il giorno della Candelora si mangiano le crêpes. E io oggi ne ho preparate alcune, ma in piccolo formato. Delle mini crêpes fatte con la mia mini padellina per blinis.
Per fare un omaggio alla Francia ed ai paesi di lingua francese, le ho preparate con dell’ottimo formaggio Saint Marcelin fermier (formaggio del lionese) e dello sirop de Liège e passate al forno con un pò di besciamella Chef. Buonissime!
E per concludere, vi lascio con questo link che celebra ancora fotograficamente la Candelora: buona festa!

28 dicembre 2012

Agnello con fagioli neri mex e crema di zucca


 
Nella mia prima crociera fatta l’estate scorsa tra le isole greche, in un discreto ristorante a bordo ho mangiato un piatto che mi è piaciuto molto. Non si trattava certo di una portata estiva, ma ora che è inverno e che siamo nel periodo natalizio ci sta proprio bene.
Durante i mega pranzi di Natale, allora, anche questo piatto dall’aria vagamente etnica è entrato nella “rosa” di quelli offerti agli ospiti.
Si tratta di uno spezzatino di agnello con fagioli neri messicani e crema di zucca.
Un piatto a cui ho accostato del riso bianco (non basmati, che purtroppo non avevo in casa) che a questo genere di piatti si accompagna alla perfezione.
Vado subito a darvi la ricetta perché durante le feste natalizie (solo durante le feste natalizie? :-) si va sempre di corsa.

Eccola:

Procuratevi dell’agnello tagliato a pezzetti, se possibile, abbastanza polposi (altrimenti vi troverete “a tradimento” nel ragù delle insidiose scagliette di ossicini…). Fatelo rosolare per bene e su tutti i lati in olio extravergine dopo aver fatto soffriggere nello stesso sedano, carota e cipolla tritati finemente.
Sfumare con del vino rosso. Appena evaporato il vino, abbassare la fiamma e aggiungere di tanto in tanto poca acqua (quando è necessario) ed all’inizio un po’ di sirop de Liège (facoltativo). A tre quarti di cottura, aggiungere dei fagioli neri messicani lessati (inutile dire che quelli in scatola vanno benissimo).
Far ben insaporire fino a cottura della carne, quando la salsa dovrà avere una consistenza densa e di colore scuro.
Nel frattempo far cuocere della zucca tagliata a dadini in una casseruola, dopo aver soffritto in olio extravergine della cipolla. Aggiungere dell’acqua per favorire ed accelerare la cottura della zucca ed aggiustare di sale. Una volta morbida, frullare la zucca per ottenere una bella crema.
Comporre infine il piatto, ponendo al centro la carne di agnello con i relativi fagioli, di fianco la crema di zucca e ancora a lato il riso bianco che accompagna egregiamente le carni e queste salsine. Un piatto decisamente delizioso!!!
Per ora vi saluto, vi faccio ancora i miei auguri e ci sentiamo presto con l’ultimo post dell’anno che riserverà a voi lettori una sorpresa…Seguitemi!

23 luglio 2012

Du vrai sirop de Liège


Avrete capito da alcuni post precedenti che uno dei prodotti che mi ha più favorevolmente colpito nel mio recente viaggio in Belgio è lo sirop de Liège.
E’ un prodotto fatto con succo concentrato di mele, pere e datteri cotti per un 65% e zucchero per il restante 35%. Si distingue dalle normali marmellate per l’alto contenuto di frutta. Infatti per ogni 100 grammi di prodotto ce ne vogliono 400 di materia prima. Ne viene fuori un prodotto abbastanza dolce, ma veramente buono ed aromatico.
Si abbina bene con i formaggi più stagionati o quelli erborinati. Per restare in Belgio, ad esempio, si sposa bene col formaggio di Herve nella sua versione piccante (un’altra positiva scoperta fatta nel mio viaggio).
Si può utilizzare comunque in mille altri modi. Qui trovate molte ricette per utilizzarlo al meglio, anche se non sono sicuro che in Italia si trovi così facilmente. A Roma si può forse provare da Castroni, ma devo verificare. Fortuna che ne ho fatto una scorta nel plat pays
In ogni caso un utilizzo classico dello sirop de Liège è nell’altrettanto classico piatto tipico di Liegi che sono les boulets liègeois. Si tratta di polpette fatte con una deliziosa salsina dal colore bruno, un po’ dolce, ma veramente gustosa.


 
Ecco la ricetta:

Ingredienti:
(per 4 persone)

500 gr. di macinato di maiale e vitella
1/2 scalogno tritato
100 gr di pane ammollato nel latte
sale, pepe e noce moscata
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 uovo
50 gr di burro
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiai di aceto
200 gr di cipolle tagliate a pezzetti
timo, alloro e maggiorana
2 cucchiaini di sirop de Liège
uvetta q.b.

Mescolare il macinato con lo scalogno, il pane, il prezzemolo, l’uovo, il sale, il pepe e la noce moscata e formare delle polpette.
Far riscaldare in una casseruola il burro e rosolare le polpette su ogni lato, poi metterle in un piatto.
Deglassare con l’aceto e lo zucchero, lasciar evaporare per metà ed aggiungere le cipolle, il timo, l’alloro e la maggiorana. Mettere le polpette sul letto di cipolle e bagnare con dell’acqua fino a metà altezza.
Lasciar cuocere 20 minuti, coprendo con un coperchio. Mettere le polpette in un piatto con metà delle cipolle e frullare la restante salsa, passandola al setaccio. Aggiungere lo sirop de Liège e l’uvetta, amalgamare bene e rimettere le polpette nella salsa. Scaldare prima di servire. Insieme a cosa servirle ? Ma a delle frites, naturalmente…
Un piatto magari non proprio estivo, ma era troppo buono per non provarlo subito, anche fuori dalla sua terra d'origine!