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5 dicembre 2015

Flos Olei, un prezioso strumento per gli amanti dell’extravergine


Lo scorso sabato 28 novembre è stata presentata a Roma la Guida Flos Olei 2016, la più importante pubblicazione internazionale sul settore dell’olio extravergine di qualità, giunta ormai alla settima edizione.
La Guida si presenta quest’anno sotto una veste più che mai internazionale, con ben 49 Paesi presenti (ultima arrivato: l’Armenia) che toccano tutti i continenti, per un totale di 500 aziende e 692 oli recensiti.
Numeri che fanno di Flos Olei 2016 – redatta in doppia lingua, italiano e inglese - un prezioso vademecum per appassionati, addetti ai lavori e per chiunque abbia voglia di approfondire l’affascinante mondo dell’extravergine. Nella Guida sono presenti inoltre anche dei focus sulle diverse cultivar, metodi di produzione e tecniche di degustazione.


Un lavoro unico e completo, quindi, frutto della capillare attività svolta dai due curatori, Marco Oreggia e Laura Marinelli, coadiuvati da un team di esperti assaggiatori.
La presentazione è avvenuta presso le eleganti sale del lussuoso Hotel The Westin Excelsior di via Veneto, con un’intera giornata dedicata, sotto varie declinazioni, a quel fantastico prodotto che è l’olio extravergine, definito non a torto “oro verde della tavola”. Nell’ambito di questo evento hanno esposto i loro prodotti oltre 85 aziende provenienti da nove paesi, che rappresentano il meglio della produzione olivicola mondiale.
Insieme ai due curatori della Guida, è stato inoltre possibile degustare le etichette inserite nella graduatoria dei “Best 20”, una sorta di premio Oscar dell’extravergine.


Ebbene quest’anno, complice anche un’annata particolarmente sfortunata per il nostro paese, per la prima volta in assoluto in questa lista di eccellenze la Spagna ha superato l’Italia per 8 premi a 7, aggiudicandosi anche i due riconoscimenti più ambiti. La Spagna, primo produttore mondiale per quantità, cresce dunque anche sul fronte qualitativo e non solo nella regione dell’Andalucía, storicamente legata all’extravergine.
Devo dire che in effetti ho assaggiato dei grandi oli spagnoli che non conoscevo, tra cui è senz’altro da menzionare il Casas de Hualdo Picual, giudicato dalla Guida “Veramente Eccellente”.
Un prodotto, recita la Guida, “dal colore giallo dorato intenso, dall’odore deciso e avvolgente con sentori vegetali e note di pomodoro, banana e mela bianca e dal gusto fine, con ricordo di erbe aromatiche”.
Anche gli oli italiani hanno comunque fatto la parte del leone. Ne ho apprezzati moltissimi, ma vorrei citarne uno che nell’assaggio a casa mi ha colpito particolarmente. Si tratta del marchigiano Colle degli Olivi monovarietale La Raggia, classificato dalla Guida come “Eccellente” e descritto nella relativa scheda come segue: “colore giallo dorato scarico, odore deciso e avvolgente con sentori di carciofo e cardo selvatico e sapore elegante e ampio, con toni di cicoria e lattuga e netto ricordo di pepe nero e mandorla”. Un gran prodotto.
L’olio è stato poi protagonista anche nelle Master Class, delle autentiche lezioni tenute da grandi chef sull’utilizzo dell’extravergine in cucina e sugli abbinamenti cibo-olio.


Ho seguito in particolare con molto interesse l’esecuzione della ricetta dello chef Philipp Tresch del ristorante La Perla di Lucerna, in Svizzera (tra l’altro nominato dalla Guida come Ristorante dell’Anno), che ha preparato un gran piatto: i “Capelli d’Angelo con schiuma di Castelmagno, tuorlo d’uovo cotto in extravergine e tartufo bianco”.


Di questa preparazione mi ha colpito innanzitutto la grande qualità della pasta (del rinomato Pastificio Cavalieri di Maglie, in provincia di Lecce) al tempo stesso delicata ma ben al dente. 


Ma anche le tecniche di preparazione intermedia, come ad esempio la estrazione della schiuma di Castelmagno che contiene l’essenza di questo formaggio e la cottura al forno del tuorlo, avvolto in una sorta di “camicia” di olio extravergine.


Ne è venuto fuori un piatto molto delicato, profumato (beh, c’era il tartufo bianco…), ben equilibrato e direi anche spettacolare a vedersi, grazie alla rottura del tuorlo che ha sprigionato un coreografico cuore giallo liquido.


Un grande evento ed una grande Guida, quindi, che vi consiglio di acquistare anche perché, per dirla con Oreggia, tramite la sua consultazione è possibile “distinguere e apprezzare le caratteristiche del vero extravergine, elemento fondante della nostra cultura alimentare che continua a far proseliti, come dimostrato dalla crescita dell’impianto oleario sul pianeta”.
Ben vengano pubblicazioni di tale spessore e contenuto, aggiungo io!

Ps: La Guida è disponibile anche online (shop.flosolei.com) e presso i Flos Olei Point, punti commerciali Flos Olei disseminati in tutto il mondo. Per avere infine sempre a portata di mano una finestra sull’universo extravergine, è possibile scaricare le applicazioni iPhone-iPad.

12 giugno 2015

Il Cuoco e la Camicia


Sono stato di recente in un ottimo ristorante che mi è piaciuto molto e della cui cucina vi vorrei parlare.
Questo locale, che prende il nome di Cuoco e Camicia, si trova a due passi dalla movida di Monti, ma in un angolo più appartato e tranquillo, dove si può, in pieno relax, gustare una cena di qualità. Un locale accogliente e moderno, dotato anche di uno spazio all’aperto molto piacevole nella bella stagione.
Cuoco & Camicia è gestito da Francesco Raveggi, imprenditore dalla lunga esperienza nel mondo della ristorazione (è lui la “camicia”), mentre Riccardo Loreni, il “cuoco”, delizia gli ospiti con le sue creazioni in cucina.
La cucina di questo ristorante è infatti davvero intrigante, con lo sviluppo di menù periodicamente diversi ed originali, guidati dalla stagionalità degli ingredienti utilizzati, in un piacevole mix tra tradizione, mediterraneità e creatività. Alla base di tutto, delle materie prime di grande qualità.


Tra gli antipasti si può gustare una piacevole e fresca tartare di tonno con asparagi, mango e lamponi o l’ottimo polpo verace arrosto con agretti, burrata, battuto di pomodorini e salsa al nero di seppia.


Nei primi sono da consigliare i cremosi ed originali tortelli di carbonara con zucchine saltate o le interessanti fettuccine cacio e pere con pistacchi e liquirizia. 


Molto intriganti sono anche dei ravioli che combinano le caratteristiche del formaggio caprino con il pesce (ravioli di caprino con pomodorini, vongole e ostriche), abbinamento a mio avviso molto appropriato.
Da non perdere tra i secondi piatti è la faraona ripiena di cicoria e salsiccia, con salsa di mele e tartufo estivo, con gusti ben bilanciati e un profumo senza eguali.


La strada verso il dessert è aperta da una piacevole e cremosa mousse al cioccolato biondo e lamponi per poi arrivare al dolce vero e proprio che può essere un crumble di mele, gelato alla colomba pasquale e caramello salato al caffè.


Ottima la selezione dei vini, anche con etichette inedite tutte da scoprire, grazie alla competenza della brava sommelier Elisa.
Un locale quindi che consiglio vivamente di visitare e dove presto ritornerò per assaggiare tanti altri sfiziosi piatti presenti nel menù estivo.

29 giugno 2014

Typiquement Charles


Lo Champagne di cui vi parlo in questo post ha alle spalle la storia di un grande uomo: Charles Heidsieck, da cui prende il nome l’omonima Maison di Reims, nata più di 160 anni fa.
Charles era un uomo visionario e innovatore, con un grande spirito di comunicatività, coraggio e ricerca dell’eccellenza. Di buona famiglia, sposato con l’erede di un’altra grande famiglia della regione dello Champagne, gli Henriot, a soli 29 anni fonda una Maison che desidera essere a sua immagine e somiglianza.
Le ambizioni di Charles si ambientano in un mondo in pieno fermento. Il XIX secolo è l’epoca delle grandi scoperte, degli spettacoli e degli interrogativi fondamentali, ovvero l’epoca di un mondo che riflette su se stesso per progredire, e che lo fa con audacia. Sicuro della qualità del suo Champagne, Charles decide di esporsi al mondo. Poliglotta, socievole e con la sicurezza di chi è guidato da una chiara visione, in pochi anni diventa uno dei più influenti ambasciatori della Champagne nel mondo. Dall’America, dove conquista il Nuovo Mondo diventando il leggendario “Champagne Charlie”, passando nel cuore delle corti europee fino alla Russia.
 

Nelle grandi serate mondane dei palazzi di Parigi e Londra si serve esclusivamente l’Extra Dry di Charles Heidsieck e, in men che non si dica, viene venduto ovunque nel mondo.
Oggi la Maison de Champagne Charles Heidsieck rimane, a più di 160 anni dalla sua creazione, una realtà familiare nella quale ciascun erede si è impegnato a far rivivere lo spirito audace del suo fondatore, facendo scelte autentiche e personali che impongono rispetto e che resistono alle mode.
Nella serata dedicata a questo sontuoso Champagne, organizzata sempre egregiamente da Carlo Vischi presso l’hotel Radisson Sas di Roma, ho avuto modo di apprezzare in pieno alcune tra le migliori etichette Charles Heidsieck, in abbinamento a dei buoni piatti mediterranei ben preparati dallo chef dell’hotel.
Ecco allora che ad una frittatina di pasta alla gricia con bresaola della Valtellina è stato abbinato un Charles Heidsieck Brut Réserve e ad un’ottima parmigiana di melanzane un Charles Heidsieck Brut Vintage (un abbinamento sul “filo del rasoio”, secondo gli esperti);
 

all’ottimo, a mio avviso, rosti di patate con fontina e un profumatissimo tartufo nero scorzone è stato invece abbinato perfettamente un sontuoso Charles Heidsieck Blanc des Millénaires 1995.
 
 

E non è finita: abbiamo degustato poi un immenso Charlie 1985 insieme ad un tortino alle spezie, per concludere con un sorbetto al thè verde ed un Brut Réserve.
La serata non poteva quindi che essere molto piacevole, in compagnia di tanti foodblogger che durante la serata con i loro tweet non hanno mancato di manifestare il loro entusiasmo per dei grandi prodotti e di ammirare le gesta di Charles, raccontate in modo molto intrigante da Marco Chiesa e da Philarmonica, distributore di questo Champagne in Italia.
 

Qui potete trovare i tweet più belli sulla serata, che devo dire è stata davvero gradevole, “frizzante” e magica.

5 febbraio 2014

2014: un anno pieno di grandi eventi in Francia

 
Bollono in pentola, nell’anno appena iniziato, tante novità ed occasioni di viaggio nella mia amatissima Francia. E’ quello che ho potuto constatare in occasione della presentazione alla stampa, da parte dell’ufficio del turismo francese, degli eventi e delle idee di vacanza nel territorio transalpino.
Di tutto ciò non posso che esserne felice, visto che ho in programma, anche quest’anno, di tornare in Francia in varie occasioni.
Durante la presentazione, mi ha colpito l’estrema professionalità dei rappresentanti degli uffici del turismo delle varie regioni francesi, che hanno dato ai presenti utili informazioni e validi consigli di viaggio.
Ecco in sintesi gli eventi che ritengo più interessanti nelle diverse regioni:

Nella Valle della Loira i castelli celebrano i loro più grandi sovrani

Il 2014 è l’anno del cinquecentesimo anniversario della morte di Anna di Bretagna, due volte regina di Francia. Una donna di straordinario potere, che ha saputo essere mecenate delle arti ed esteta e che ha svolto un ruolo chiave nella storia di Francia.
Tutta la Valle della Loira la celebra a partire dal castello di Langeais, dove furono celebrate le nozze con Carlo VIII, fino ad arrivare ai castelli di Blois, Amboise, Loches e al Clos Lucé, dove è vissuta, e a Nantes dove è nata. In programma: mostre, concerti, eventi di festa, visite guidate a tema. Info: www.anne-de-bretagne.net; www.loire-chateaux.org
 
 

Nel 2014 la Normandia festeggia la libertà

Per il 70° anniversario dello Sbarco e della Battaglia di Normandia, tutta la regione si mobilita per rendere onore agli ultimi veterani e celebrare un evento che ha cambiato la storia del mondo. Oltre alla cerimonia ufficiale del 6 giugno 2014 a Ouistreham, alla presenza di molti capi di stato, l’anniversario si declina da marzo ad agosto con un fitto programma di commemorazioni e feste (fuochi d’artificio, balli, parate di paracadutismo, ricostruzione di campi militari …). Tutti gli eventi all’indirizzo www.le70e-normandie.fr
Altro grande appuntamento a mio avviso molto sfizioso (e dove vorrei andare) è (dal 23 agosto al 7 settembre 2014) la 7a edizione dei Giochi Equestri Mondiali, il più grande evento equestre del mondo, per la prima volta ospitato in Normandia, regione dalla lunga tradizione in questo campo.Tutta la regione si mobiliterà: il centro di Caen si trasformerà in un immenso ippodromo per accogliere le gare, che avranno come scenario anche l’Haras du Pin e la baia di Mont-Saint-Michel; vi saranno inoltre prove di horse-ball a Saint-Lô e di polo a Deauville.
Info: www.normandie-tourisme.fr 

Il Nord Pas de Calais apre le porte dei suoi grandi musei

Questa regione è poco conosciuta ma interessantissima, come ho potuto verificare dal mio colloquio con la rappresentante del suo ufficio del turismo.
E’ una regione che ha tante città interessanti da visitare, a cominciare da Lens dove c’è un altro Louvre, che organizza nel corso del 2014 anche grandi e specifiche mostre (ad esempio, Les étrusques et la Méditerranée, incentrata sulla città etrusca di Cerveteri, una grande mostra sul bestiario dell’Egitto faraonico, ecc.).
In questa regione da tempo ho in progetto di fare un viaggetto per vedere dal vivo la gara ciclistica Paris-Roubaix e in quell’occasione vorrei abbinare la mia visita anche a qualche bella escursione sul mare sulla bella costa d’Opale. Segnalo inoltre che a Dunkerque c’è pure un Museo Portuale, che si estende anche su tre velieri ancorati di fronte al museo.
Info: www.tourisme-nordpasdecalais.fr
 
Gli ottimi formaggi francesi al buffet della presentazione; magnifico anche il risotto al Roquefort e gli Champagne!
 
Corsica, il fascino del fuori stagione

Quest’isola, così comoda da raggiungere dall’Italia, è un paradiso per le vacanze estive, ma è splendida da scoprire anche nel fuori stagione: l’estate comincia prestissimo e finisce tardi, in Corsica, e il clima è deliziosamente dolce già in marzo-aprile. La primavera è la stagione della fioritura: il maquis fiorito è uno spettacolo e le più belle passeggiare lungo i sentieri, lungo il mare o nell’interno, si fanno proprio in primavera. Senza dimenticare i riti della Pasqua, particolarmente suggestivi sull’isola, e i festival di primavera.
Splendide escursioni si possono fare anche in autunno, periodo di festival insoliti (come il Festival del vento, il Festiventu, di Calvi), di fiere contadine e di regate sul mare. Info: www.visit-corsica.com 

Aude, un viaggio sull’acqua…nel Medioevo

Andar per canali nell’Aude è un piacere, e in più è possibile navigare, in battello-crociera o in house-boat, nel Canal du Midi, realizzato nel 1667 da Pierre-Paul Riquet, che convinse il re Luigi XIV della possibilità tecnica di collegare Atlantico e Mediterraneo. In questo modo si può scoprire in maniera originale alcuni dei luoghi più belli e autentici di Francia, bordati di alberi secolari, ideali anche per passeggiate a piedi o in bicicletta.
Imperdibile anche Carcassonne, Patrimonio dell’Unesco, una gran bella cittadina medievale scenario di diversi eventi, tra cui l’omonimo Festival.
Info: www.audetourisme.com  - www.tourisme-carcassonne.fr 

Ed infine in questo 2014 vorrei consigliarvi un viaggetto nel Périgord. Io ho in programma di farlo per vedere una tappa del Tour de France, ammirare le sue cittadine e la bella campagna francese e per assaggiare le ricche delizie enogastronomiche di questo territorio (tartufo nero e foie-gras in primis). Quale miglior abbinamento di cose belle?

Per ogni altra informazione:
Barbara Lovato Responsabile Ufficio Stampa e P.R.
e-mail: barbara.lovato@atout-france.fr
ATOUT FRANCE Ente per lo Sviluppo del Turismo Francese
Via Tiziano, 32 -20145 Milano - Tel: +39 02 58 48 655 - Fax: +39 02 58 48 62 22

8 ottobre 2013

“Da grande” voglio fare il “trifolau”

 
Non ricordo più l’ultima volta che ho assaggiato il tartufo bianco del Piemonte. Forse nelle Langhe in un mio bel viaggio da quelle parti  o qui a Roma al Girarrosto fiorentino, ma certamente non di recente.
Mi mancava un po’ il tartufo bianco, quel fungo ipogeo che è uno dei pochi prodotti a mio avviso che si “gusta” soprattutto ed in modo prevalente con l’olfatto.
Ebbene, un’occasione per rinvigorire e dare tono alle mie papille olfattive oltre che gustative è stata la serata ad esso dedicata, tenutasi presso lo Sheraton di Roma Eur.
Una serata molto ben organizzata (dal bravissimo Carlo Vischi, chi se non lui?), che ha decretato il trionfo del tartufo, le cui caratteristiche cambiano a seconda delle diverse aree del Piemonte. Si ha quindi il tartufo bianco delle Langhe, del Roero, del Monferrato, come è stato possibile constatare attraverso una apposita “degustazione olfattiva”, che ha introdotto la memorabile food experience della serata (tra i tre, io ho preferito nettamente quello del Roero, molto più deciso e intenso degli altri due).
 
 
E’ stata poi la volta degli antipasti, composti da deliziose salsine (da non perdere quella con aglio ed acciughe), peperoni e cipolline sott'olio, da servire su ottime focacce calde. E come non citare poi i differenti e spettacolari formaggi piemontesi e l’ottimo burro di alpeggio?
 
 
Passando alla cena vera e propria, non si poteva prescindere dall’offrire piatti a base di uno dei prodotti che dà il meglio di sé con il tartufo bianco, e cioè le uova.
Tutti e due strepitosi sono stati infatti i piatti che hanno abbinato uova e tartufo: le uova in cocotte con tartufo bianco d'Alba, servite in una fascinosa scatola di legno;
 
 
le uova cotte a bassa temperatura con fonduta di pecorino romano Dop, guanciale di Amatrice e tartufo bianco d’Alba, in un riuscito mix piemontese-laziale.
 
 
Ovviamente anche i primi l’hanno fatta da padrone, tutti ben profumati, impreziositi com’erano da generose dosi di tartufo bianco.
 
La padella è pronta con il burro...
...ed ora con i ravioli
Qualche esempio? I ravioli con ricotta romana Dop, vellutata di zucca e tartufo bianco di Alba, il plin di fonduta con burro d'alpeggio, parmigiano e tartufo bianco d'Alba.
 
 
 
 
Il merito di tanto splendore è da attribuire alle mani sapienti degli chef Maurilio Garola, stella Michelin del ristorante Caiu del Tornavento di Treiso (CN) nel cuore delle Langhe e Massimo Mentasti del ristorante la Gallina di Monterotondo di Gavi (AL) sulle colline del Monferrato alessandrino. Oltre naturalmente a Donato Savino, lo chef del ristorante AQVI dello Sheraton.
Tanta nobile magnificenza non poteva non essere accompagnata da altrettanto importanti vini, in particolare il Barolo Essenze 2008 Terre da Vino.
 
Quel che resta degli ottimi vini della serata...
Questa gran serata mi ha fatto proprio venire la voglia di continuare ad essere inebriato dagli intensi profumi del tartufo bianco piemontese.
E le occasioni non mancano di certo. Ad Eataly a Roma il ristorante temporaneo cucina il tartufo bianco per tutto il mese di ottobre; per chi vuole invece gustarlo in loco apprezzando anche il bellissimo paesaggio ed i colori che offre il Piemonte in questo periodo, ci sono ben venti fiere del tartufo che si tengono in questa regione. E in tutte vige un patto di trasparenza con il consumatore, garantito dalla presenza sul posto di una Commissione di Qualità che guida ad acquisti più consapevoli. Dalla celebre Fiera internazionale del Tartufo bianco d'Alba (la 83a edizione è in programma dal 12 ottobre al 17 novembre 2013) alle altre cinque importanti fiere nazionali (20/27 ottobre - Moncalvo, 3 novembre - Montechiaro d'Asti, 8-10 novembre - Rivalba, 10/17 novembre - Murisengo e il 17 novembre - San Sebastiano Curone), oltre ad ulteriori quattordici fiere regionali.
Chi volesse infine saperne di più sull’interessantissimo mondo del tartufo può consultare questo sito, dal quale si possono acquisire tantissime informazioni anche su corsi, libri, mostre, cucina del territorio, show cooking, “formazione” dei cani da tartufo, ecc.
Nel sito http://www.tuber.it/ vi sono invece tante ulteriori notizie utili, dalle quotazioni del tartufo alle specie e piante da tartufo, dalla cerca al calendario di raccolta, fino alla mappa del tartufo.
Non mi resta che sperimentare anche nella mia cucina qualche utilizzo meno classico del tartufo bianco del Piemonte. Di idee ne ho tante, bisogna solo metterle presto in pratica…

Ps: mi piacerebbe tanto fare il “trifolau”, il cercatore di tartufi, e diventarne un esperto… chissà, magari questo sogno un giorno si potrà avverare…