Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

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27 novembre 2010

Mai dire mai a un Martini dry

(e, per continuare con la rima,…..quando si usa questa frase con Bond non si sbaglia mai)

Un'insegna Martini a Torino
Il titolo del post di oggi è ispirato ad un libro che riguarda una serie di racconti di grandi giornalisti e nomi della letteratura italiana contemporanea che hanno per protagonista James Bond, lo 007 di Ian Fleming, ma interpretati in modo ironico e in situazioni particolari.
Ma è anche un titolo, quello che ho deciso di dare al post, che ben si adatta a descrivere le abitudini di James Bond in tema di bere miscelato.
Ma perché in questo post parlo di James Bond? Perché recentemente ho finito di leggere il più importante libro di Ian Fleming “Dalla Russia con amore” che mi è piaciuto davvero molto.


Avevo visto il film con Sean Connery parecchio tempo fa e non lo ricordavo quasi per niente. Quindi per me leggere questo libro è stato quasi come avventurarmi in un racconto di cui non conoscevo la trama ed i contenuti erano, come molti di voi sapranno, davvero avvincenti.
Il libro mi ha preso dalla prima all’ultima pagina e mi è piaciuto per una serie di motivi:

• innanzitutto il modo di scrivere di Ian Fleming: personaggi e ambientazioni ben descritti e linguaggio semplice ma incisivo;
• il contesto che circonda il mondo di James Bond (ma questo già lo sapevo per aver visto altri stupendi film con lui protagonista): belle donne, ambientazioni mondane e chic, buon mangiare e bere, armi “del mestiere” sempre sorprendenti ed originali, ecc;
• il fascino, il mistero e le dinamiche dello spionaggio russo, lungamente descritti nel libro;
• il fascino di un mito: l’Orient Express, treno di lusso che collegava Istanbul a Parigi (io adoro tutto ciò che riguarda l’Orient Express e a tal proposito vi consiglio di leggere un bel libro che si chiama “L'età d'oro del viaggio in treno" di Patrick Poivre d'Arvor, edizioni Ippocampo);
• le citazioni enogastronomiche (non troppe, però, in questo libro) che mi hanno fatto capire che Bond non era solo un buon bevitore ma anche un ottimo gourmand.

James Bond per definizione è un noto estimatore di cocktails, alcuni divenuti famosi proprio grazie a lui, al punto che si parla di Bond cocktails, quasi ad identificarne una categoria.
Oggi allora vi presento un cocktail di origine italiana che Bond beve in questo romanzo e che più volte ha apprezzato durante altre sue avventure: l’Americano.
Ecco la semplice ricetta:

Ingredienti:

• Bitter Campari 1/3
• Martini Rosso 1/3
• Soda water 1/3

Guarnizioni: Fettina d’arancia, scorza di limone

Versare il Campari e il Martini Rosso direttamente in un bicchiere old fashioned (o in un tumbler basso), con alcuni cubetti di ghiaccio e mescolare. Aggiungere la soda water e decorare con mezza fetta d’arancia e la scorza di limone.

Immagine tratta dal libro "Cocktails" Guide Compact De Agostini
Molti autori sostengono che si tratti di un cocktail creato in Italia negli anni Trenta. Il suo nome, come si legge nel libro dei cocktail IBA, è forse dovuto alla moda di americanizzare tutto e non è proprio corretto in quanto tra gli ingredienti non c’è nulla di americano. Infatti il vermouth è piemontese, mentre il Bitter Campari è milanese; inoltre anche la soda water fu inventata a Milano.
Ma si dice anche che il nome di questo cocktail pre-dinner fu dato in onore del pugile Primo Carnera che vinse negli anni ’30 al Madison Square Garden di New York il titolo dei pesi massimi.

*****

Sempre a proposito di libri e racconti, ve ne segnalo uno molto più piccolo che ha vinto recentemente il Premio enoletterario Santa Margherita attribuito nell’ambito di una serata piacevolissima a cui ho partecipato e di cui trovate il resoconto qui  e qui. Il racconto vincitore, contenuto in 4.000 battute, di Antonello Farris è veramente degno di questo premio, molto gradevole e direi commovente.
Oltre a voi lettori e frequentatori del web, il racconto sarà letto da un pubblico in qualche modo inconsueto e cioè da chi acquisterà le più note bottiglie di vino S.Margherita, sulla cui retroetichetta ci sarà proprio il racconto stesso, contenuto in cinque mini-pagine….

24 ottobre 2010

36, Quai des Orfèvres

 Immagine tratta dal sito http://store.corriere.it

“Dalla finestra intravedeva un braccio della Senna, place Saint-Michel, una chiatta-lavatoio, il tutto in un’ombra azzurra, costellata via via dalle luci dei lampioni a gas che si accendevano” (da “Pietr il Lettone” di George Simenon)


Nei romanzi di Georges Simenon in cui è protagonista il Commissario Maigret la polizia giudiziaria ha sede al numero 36 del Quai des Orfèvres, sulla Senna, nell’Île de la Cité a Parigi.
E’ il luogo dove lavorano Maigret e il suo team e l'ufficio del commissario ha una bella vista sul fiume, una mitica stufa in ghisa, un porta pipe e una bottiglia di cognac sempre pronta per le occasioni speciali o gli interrogatori delicati.
Nella sala d'attesa dell’ufficio del Commissario, come si rileva in molti romanzi, si alternano i personaggi più diversi: “dalle vecchie conoscenze, ai poveri diavoli, dagli informatori della polizia, alle persone qualunque che, per motivi diversi, chiedono un colloquio”.
Durante le lunghe ore dedicate agli interrogatori che effettua Maigret in questi locali, di solito un garzone della Brasserie Dauphine porta all'ufficio del commissario un vassoio di birre (probabilmente Simenon amava quelle belghe) e panini.
La Brasserie Dauphine è un ristorantino in Place Dauphine, proprio dietro il Quai des Orfèvres. È citata in moltissimi racconti ed appare sin dal primo romanzo (Pietr il Lettone). In questa brasserie il commissario è solito consumare pasti o aperitivi, da solo o in compagnia di qualche assistente.
Il ristorante è in realtà un luogo che non esiste perché in quella zona non vi è una Brasserie Dauphine. Tuttavia lì vicino si trova il Café Restaurant aux Trois Marches, in cui Simenon si recava spesso.
Vi propongo oggi allora la semplice ricetta di uno dei sandwich (oltre a quelli al prosciutto e al formaggio) che gustava il goloso commissario (sandwich tra l’altro citato e descritto nel libro “la Trappola di Maigret”).

Sandwich del Commissario Maigret:


Ingredienti:

2 fette di pan carrè
una coscia di pollo
burro fuso
mostarda di Digione (possibilmente Maille)

Mescolare burro e mostarda e spalmare il composto su una fetta di pane. Sfilettare con cura il pollo precedentemente passato nel burro (in padella) e porlo sulla fetta di pane. Compiere la stessa operazione anche sull’altra fetta. Unire le due fette lasciando riposare per 10 minuti prima di gustarle. Un panino davvero originale per noi italiani con il gusto del pollo ben equilibrato con il sapore più forte della mostarda. Questo sandwich a mio parere si abbina benissimo ad una bella birra bionda ghiacciata.


Due ultime notiziole finali:

• è in edicola in dvd in diverse uscite la mitica versione italiana delle inchieste del Commissario Maigret, con la memorabile interpretazione di Gino Cervi;
36, Quai des Orfèvres è anche un film poliziesco molto bello (a me è piaciuto) di qualche anno fa con Daniel Auteil che consiglio di affittare in dvd.

5 dicembre 2008

Avec la mer du Nord.....


...pour dernier terrain vague
Et des vagues de dunes pour arrêter les vagues
Et de vagues rochers que les marées dépassent
Et qui ont à jamais le cœur à marée basse
Avec infiniment de brumes à venir
Avec le vent de l'est écoutez-le tenir
Le plat pays qui est le mien

Avec des cathédrales pour uniques montagnes
Et de noirs clochers comme mâts de cocagne
Où des diables en pierre décrochent les nuages
Avec le fil des jours pour unique voyage
Et des chemins de pluie pour unique bonsoir
Avec le vent d'ouest écoutez-le vouloir
Le plat pays qui est le mien

Avec un ciel si bas qu'un canal s'est perdu
Avec un ciel si bas qu'il fait l'humilité
Avec un ciel si gris qu'un canal s'est pendu
Avec un ciel si gris qu'il faut lui pardonner
Avec le vent du nord qui vient s'écarteler
Avec le vent du nord écoutez-le craquer
Le plat pays qui est le mien

Avec de l'Italie qui descendrait l'Escaut
Avec Frida la Blonde quand elle devient Margot
Quand les fils de novembre nous reviennent en mai
Quand la plaine est fumante et tremble sous juillet
Quand le vent est au rire quand le vent est au blé
Quand le vent est au sud écoutez-le chanter
Le plat pays qui est le mien.

Questa bellissima canzone di Jacques Brel (“Le plat pays”) mi è tornata in mente quando ho visto il gradevolissimo film francese “Bienvenues chez les Ch’tis” (in italiano “Giù al Nord”). Un film molto bello che non a caso ha avuto un successo senza precedenti in Francia.
Il protagonista del film ottiene una destinazione di lavoro indesiderata, nel freddo Nord della Francia (anziché nella calda Costa Azzurra) e non ha proprio voglia di andarci. Così quando prende l’autostrada per recarsi a prendere servizio, pensa con tristezza al grigio Nord e gli viene tra l'altro in mente ciò che del Nord diceva Jacques Brel in questa famosa canzone… Ma il suo trasferimento al Nord non sarà così spiacevole….
Anche io la penso così: il nord della Francia ed il Belgio hanno un fascino davvero particolare, soprattutto i paesini sul mare, e quindi “les plats pays” sono anche… “les miens”!