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1 febbraio 2026

I bus “a plate-forme” di Parigi: storia, design e fascino di un’icona su ruote

Se c’è un’immagine capace di evocare la Parigi del Novecento, questa non è solo quella dei boulevard o dei café. È quella dei bus a plateforme, gli autobus con la piattaforma posteriore aperta che per oltre sessant’anni hanno trasportato milioni di parigini, diventando la quintessenza dell’eleganza urbana d’altri tempi.

Con la loro pedana aperta sul retro, questi mezzi offrirono a generazioni di parigini e turisti un’esperienza di viaggio unica, in bilico tra libertà e curiosità.

Un modo diverso di vivere la città 

La magia dei bus a plateforme era tutta lì: una porta sempre aperta sulla strada. La piattaforma non era solo un punto di salita e discesa ma un piccolo mondo sociale. Diventò spazio d’incontro informale: artisti, commercianti e studenti stringevano nuove conoscenze in pochi minuti di viaggio; c’era anche chi chiacchierava con il bigliettaio, chi si godeva l’aria fresca, chi ammirava il paesaggio urbano, scorgendo i café affacciati sui boulevard o il Trocadéro.

Il suono ritmico della marcia, la brezza sul retro e gli odori della città contribuivano a creare un piccolo “teatro viaggiante”.

In un’epoca in cui Parigi cresceva e cambiava rapidamente, questi autobus offrivano un modo unico di sentirsi parte del paesaggio urbano. 

Un po' di storia 

Nato nelle grandi capitali europee all’inizio del Novecento, il bus a plate-forme arrivò a Parigi intorno agli anni ’20 come risposta rapida al bisogno di mobilità di massa post-Grande Guerra.

Ma è negli anni ’30 che nasce la vera leggenda, con vetture robuste, eleganti, inconfondibili. Per decenni sono stati il cuore pulsante della rete di trasporti RATP, attraversando la città da Montmartre a Montparnasse.

Con l’avvento dei bus chiusi e il crescente traffico automobilistico (anni ’50–’60), i mezzi a plate-forme persero progressivamente popolarità.

Negli anni ’70, quando ormai la loro epoca sembrava finita, arriva un ultimo colpo di scena: un bus a piattaforma, nacque quasi per caso dopo un incidente che aveva danneggiato la parte posteriore di un autobus. I carrozzieri decisero di ricostruirlo “alla vecchia maniera”, con una piattaforma aperta. Fu un successo immediato.

Ma se i bus a piattaforma sono oggi scomparsi dalle strade, non sono stati dimenticati ed oggi si possono trovare nei musei, nelle collezioni storiche, negli eventi dedicati ai trasporti vintage…

Chiudo questo articolo con alcuni significativi commenti (trovati su Facebook in un post relativo ai mezzi pubblici parigini di una volta) relativi a questi meravigliosi bus: 

"L'autobus della mia infanzia con la “passerella”!" 

"Almeno abbiamo preso un po' d'aria fresca, abbiamo respirato Parigi! E non ci siamo ritrovati bloccati nell'odore malsano degli autobus moderni. Ho adorato questi autobus e che dire della catenina usata per avvisare l'autista della partenza!" 

"Ho ancora in mente l'immagine di mia madre con le sue gonne a tubino e i tacchi a spillo che saliva sul retro del bus quando quest’ultimo stava già ripartendo!" 

"Sul retro del bus avevamo “l'aria condizionata”…"


Insomma che belli che erano questi bus a plate-forme che hanno rappresentato una Parigi più lenta, più umana, più vicina alla strada…😊. A bientôt!

12 febbraio 2024

La Maison Caillebotte e i 150 anni dell’Impressionismo per un 2024 francese “en plein air”


Le foto di questo post sono credits Maison Caillebotte

Di recente ho partecipato, come di consueto in gennaio, alla presentazione delle novità che l’Ufficio del Turismo Francese propone nell’anno in corso nel territorio transalpino.

Le idee e gli spunti come al solito sono stati tantissimi, ma la cosa che più mi ha intrigato, con tanta voglia di esserne parte attiva, è la notizia che nel 2024 ricorrono i 150 anni dalla nascita dell’Impressionismo.

Era il 15 aprile 1874 e trentuno artisti rivoluzionari scelgono di sconvolgere le regole canoniche della pittura, organizzando una mostra indipendente che fu la prima di una corrente che poi fu definita Impressionismo. Centocinquanta anni dopo, la Francia si prepara a rendere omaggio a questa rivoluzione nella storia dell’arte, con numerose iniziative su tutto il territorio, coinvolgendo oltre trenta città da Nord a Sud.

In questo ambito e a tal proposito vorrei parlarvi oggi di un sito impressionista molto interessante, quello più vicino a Parigi, la Maison Caillebotte. Si tratta di un luogo tranquillo e silenzioso, situato nel comune di Yerres, 20 km a sud di Parigi e nato abbastanza di recente (è stato aperto al pubblico nel 2017).

Yerres si trova tra l’altro vicino all'aeroporto di Orly, a “Disneyland Paris”, sulla strada per il villaggio di Barbizon (la culla della pittura en “plein air”) e per il paese di Moret sur Loing, dove visse Alfred Sisley, un altro pittore impressionista.

La Maison Caillebotte fu la casa del famoso pittore impressionista Gustave Caillebotte e della sua famiglia tra il 1860 e il 1879. Scoprirete un mondo incantato e i luoghi dell'artista come il suo parco (dove si può passeggiare e rilassarsi) lungo il fiume Yerres, compiendo un viaggio nelle origini della sua ispirazione e creatività (l’artista ha dipinto più di 80 opere legate a questa zona).

Come Claude Monet, che visse a Giverny, e Vincent Van Gogh ad Auvers-sur-Oise alla fine della sua vita, il padre di Gustave Caillebotte scelse questa lussuosa casa (ora rinnovata e riarredata) come luogo di villeggiatura per allontanarsi dalla frenetica vita parigina.

Caillebotte ha avuto un ruolo chiave come collezionista e mecenate del movimento impressionista, sostenendo finanziariamente i suoi amici Monet, Manet, Renoir, Degas, Sisley. Fu il primo artista a realizzare opere con inquadrature che ricordavano quelle della fotografia, ma la sua morte prematura (a soli 46 anni) gli impedì di conoscere la gloria che il suo talento avrebbe dovuto portargli.

La sua collezione impressionista e alcuni dei suoi dipinti sono ora esposti al Museo di Orsay di Parigi, ma anche in diverse parti del mondo. Una delle sue opere, intitolata "Partie de Bateau", è stata recentemente acquistata dalla Fondation Louis Vuitton per 43 milioni di euro ed è senza dubbio una delle più belle e di valore del Musée d'Orsay (fu realizzata sul fiume Yerres, nei pressi del parco di casa Caillebotte).

               

La Maison Caillebotte è anche uno spazio espositivo, con mostre temporanee sull’impressionismo o contemporanee. In questa Maison sono presenti inoltre un negozio e un ristorante, il "Café Gustave".

Se ci si reca a Parigi, è possibile organizzare un pacchetto che comprende in una giornata una visita al Musée d'Orsay al mattino, il pranzo al Café Gustave e nel pomeriggio ancora una visita, alla Maison Caillebotte. Ma sono previste anche formule con laboratori di pittura all'aperto o balli di gruppo del primo Novecento.

Nell’anno in corso, in occasione del 150° anniversario dell'Impressionismo, alcuni dipinti originali di Caillebotte saranno esposti nel suo studio presso la Maison e saranno poi organizzate una serie di conferenze sul tema condotte da storici dell'arte, profondi conoscitori di questo periodo. Nel mese di giugno 2024 verrà offerto al ristorante anche un menù speciale impressionista, basato sulle ricette dell'amico di Caillebotte, Claude Monet. In autunno, poi, avrà luogo una grande mostra (Exposition Gustave Caillebotte, Peindre les hommessu Caillebotte al museo d’Orsay dall’8 ottobre 2024 fino al 19 gennaio 2025.

Un’esperienza turistica e culturale unica, quindi, che vi invito a vivere.

Per prenotazioni e informazioni:

Marie-Agnès Loubrieu maloubrieu@yerres.fr

maison-caillebotte-france@yerres.fr 

Per concludere questo post vi segnalo, oltre a quelle già citate, le principali iniziative previste nel 2024 in Francia per celebrare i 150 anni dell’Impressionismo.

E’ da citare innanzitutto la mostra che si terrà (26 marzo-14 luglio) al Museo d’Orsay “Parigi 1874. Inventare l’Impressionismo” che riunisce ben 130 capolavori; consiglio anche nello stesso museo l’esperienza immersiva in realtà virtuale “Una sera con gli impressionisti”, un’ora di viaggio nel tempo nei principali luoghi degli impressionisti (26 maggio-11 agosto).

Vi segnalo poi il “Festival Normandie Impressionniste” con tantissimi eventi in tutta la Normandia dal 22 marzo al 22 settembre 2024 (ed in occasione dei 200 anni dalla nascita di Eugéne Boudin, noto per rappresentare alla perfezione i cieli di Normandia, è da non perdere una visita al museo a lui intitolato a Honfleur).

Infine, tra le altre esposizioni, al Museo des Beaux-Arts Jules Chéret a Nizza, dal 5 aprile al 29 settembre, si terrà la mostra “Berthe Morisot à Nice, escales impressionnistes”.

W l’impressionismo (e la Francia, naturalmente)!

Per ulteriori informazioni: Atout France Italia, www.france.fr/it

12 novembre 2023

Parigi '24, ecco a voi le prime olimpiadi sostenibili della storia


Nel 1924 la Francia organizzò le Olimpiadi a Parigi. Cento anni dopo, la storia si ripeterà con i Giochi di Parigi 2024.

Si è parlato di questo e di tutto ciò che ne consegue alla Conferenza Stampa di presentazione di Parigi 2024 presso l’Ambasciata di Francia a Roma.

Quello dei Giochi Olimpici sarà un evento planetario, che porterà nel mondo la Francia con il suo straordinario patrimonio di cultura, arte e storia, per la prima volta con grande attenzione alla sostenibilità. L’obiettivo è infatti di dimezzare le emissioni di anidride carbonica e di utilizzare per il 95% infrastrutture già esistenti, garantendo ovviamente la massima sicurezza.

Il nuovo Ambasciatore di Francia in Italia Martin Briens ha posto l’accento sullo spirito dei Giochi “che la Francia è particolarmente lieta di ospitare. Giochi che non si limiteranno al territorio parigino ma che coinvolgeranno tante città francesi. Le Olimpiadi costituiscono un invito al mondo intero a venire in Francia per celebrare la festa dello sport internazionale. Si stima che saranno presenti 15 milioni di turisti durante i giochi e molti di questi saranno italiani” ha concluso l’Ambasciatore.

Concetti ribaditi da Frédéric Meyer, direttore di Atout France Italia-Grecia-Svizzera che ha sottolineato l’opportunità per chi si reca in Francia per i Giochi “di scoprire il nostro patrimonio turistico, oltre che di assistere alle gare sportive. Molti degli eventi sportivi si svolgeranno in un contesto storico e patrimoniale unico”. Meyer, ha citato poi le offerte di soggiorno su misura con appositi itinerari ragionati, ha suggerito la consultazione di siti quali “prepare.paris2024.org” per tutte le informazioni pratiche e di consultare l’app “my Paris hôtel” e quella specifica per i visitatori disabili (“my partager thème handicap”).

A tale ultimo proposito Michael Aloisio, vice direttore generale e portavoce di Parigi 2024 ha voluto anche sottolineare che le persone con disabilità saranno accolte nelle migliori condizioni, grazie a 185 km di "strade olimpiche" riservate e a veicoli e mezzi di trasporto dedicati. 

Un po’ di cifre 

- I Giochi sono il più grande evento mondiale, con 206 paesi, 15mila atleti (10.500 olimpici e 4500 paraolimpici) 32 sport olimpici e 22 paralimpici, e alcuni sport nuovi come skate, scalata, surf e l’inedito breaking, in pratica una danza sportiva

- 3 miliardi di telespettatori attesi

- La cerimonia di apertura, che di solito si svolge in uno stadio, si svilupperà su 6 km lungo la Senna, fra il ponte di Bercy e il Trocadéro, e per la prima volta avrà zone ad accesso gratuito. Si terrà su 160 battelli con un miliardo di telespettatori attesi per la ‘Senna Olimpica’ il 26 luglio 2024. Sono stati necessari due anni e mezzo di lavoro per mettere in sicurezza i luoghi, che saranno blindati durante la cerimonia. A fronte dei 60-80 mila spettatori che abitualmente sono presenti uno stadio in cerimonie del genere, si avranno in questo caso più di 600 mila spettatori. 

Dove si svolgeranno i giochi 

Il patrimonio parigino e le strutture esistenti sono già sufficienti e propedeutiche ai giochi, il che ha consentito di evitare il più possibile la costruzione di nuovi impianti. Qualche esempio: 

- Lo “Stade Tour Eiffel” ai Campi di Marte

- Les Invalides, che ospiteranno le gare di tiro con l’arco e di paratiro con l’arco

- Il ben noto Stade de France

- I materiali prodotti per i siti temporanei verranno riutilizzati dopo i Giochi. 

L'eredità lasciata dai Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi 2024 non si limiterà alle strutture sportive. Il Grand Paris Express, il Centro Acquatico Olimpico, il Villaggio degli atleti, il nuoto nella Senna, il quartiere di La Chapelle, Le Bourget e lo stadio Yves-du-Manoir (che ha ospitato i Giochi del 1924) saranno trasformati e lasciati alle generazioni future.

I giochi come si accennava, non si svolgeranno solo a Parigi: 

- Il Castello di Versailles ospiterà le gare di equitazione

- Il Vélodrome National di Saint-Quentin en Yvelines sarà utilizzato per le prove di ciclismo e paraciclismo su pista

- Lo stadio nautico di Vaires-sur-Marne sarà impiegato per il canottaggio olimpico e paraolimpico

- Lo stadio Pierre Mauroy di Lille ospiterà il basket e le finali di pallamano

- Il mare di Marsiglia accoglierà le gare di vela e in città il calcio

- Per la prima volta il Giochi arriveranno anche nei Territori d’Oltremare, in Polinesia, scenario ideale per il surf 

Giochi inclusivi e paritari 

Per la prima volta gli atleti olimpici e paralimpici formeranno un unicum e i 2 loghi saranno uniti nel marchio dei giochi, insieme alla presenza di un pari numero di atleti in gara. E pensare che i primi Giochi Olimpici moderni organizzati da De Coubertin erano vietati alle donne… 

Insomma che siate appassionati di sport, amanti della cultura, gourmand, o semplicemente alla ricerca di nuove esperienze, Parigi nel 2024 è ancora di più un luogo da non perdere! 

Per ulteriori informazioni:

www.paris2024.org

www.france.fr/it

7 settembre 2022

Sognando Parigi con Doisneau


Sul filo di lana ho potuto visitare la bellissima mostra romana, all'Ara Pacis, su Doisneau, noto fotoreporter di strada francese e maestro della fotografia.
Nei suoi 130 scatti esposti, la città di Parigi è da lui dipinta da tanti bellissimi punti di vista, quello dei suoi abitanti appartenenti ai più vari ceti, dei suoi luoghi, dei suoi mestieri, dei suoi personaggi famosi, dei suoi café.
Di questa mostra ho particolarmente apprezzato le foto scattate nei bistrot, in cui Doisneau fu trascinato dal giornalista e poeta Robert Giraud e dove finirà per sentirsi a proprio agio dopo tanta fotografia "outdoor".
Molto interessante, pur se limitata, anche la sezione dedicata ai portinai e alle portinerie, alle concierges, perché, come afferma Doisneau, “la vera Parigi non può essere concepita senza i suoi portinai" ed i veri portinai, come si leggeva in un servizio di Vogue della sua epoca, esistono solo a Parigi. D'altronde anche in molti romanzi del Commissario Maigret l'autore Simenon, altro maestro nel dipingere magistralmente Parigi, descriveva in modo egregio i portieri, personaggi sempre ben informati e pittoreschi.


Una mostra insomma che vi avrei vivamente consigliato di visitare, se non si fosse conclusa lo scorso 4 settembre. Ma vedrete che ci saranno tante altre occasioni per incrociare la strada di questo maestro della fotografia e per tutti noi navigare in questo mare sarà ancora una volta dolcissimo...

16 maggio 2022

Una passeggiata nella Belle Epoque con Alberto Angela


Se vogliamo il mio blog ha un nome ben legato alla Belle Epoque. Come alcuni di voi sapranno, infatti, Au Franc Buveur era una piccola locanda di Montmartre frequentata a quell'epoca da tanti noti impressionisti. Ed io che amo tanto questo periodo storico ho voluto dare questo nome al mio blog, che tra l'altro evoca anche temi enogastronomici di cui scrivo principalmente su queste pagine.
Quando allora ho appreso che il bravissimo Alberto Angela aveva dedicato una puntata del suo ottimo “Ulisse, il piacere della scoperta” alla Parigi della Belle Epoque, sono corso subito su Raiplay a recuperare e vedere la puntata.
Una puntata bellissima, devo dire. Davvero completa e non pesante, in perfetto stile Alberto Angela.
In questo reportage, della durata di circa 2 ore, vengono descritti gli anni della Belle Epoque parigina, un periodo di grandi trasformazioni in tutti i campi.
In quello artistico un ruolo centrale era giocato dai pittori impressionisti. Spesso squattrinati, approdarono a Parigi in cerca di fortuna, trovandola soltanto molto dopo (o essendo apprezzati solo dopo la loro morte). Le difficoltà erano tante, con poca stima da parte della critica, e per promuoversi dovettero creare una esposizione a parte, il "Salon des Refusés". Per fortuna un mercante d'arte, Durand Ruel, li sostenne e li aiutò, intuendo in anticipo la loro grandezza.
Nella trasmissione di Angela emerge anche l'importante ruolo che ebbero Manet e Monet nello sviluppo della corrente impressionistica, il cui nome deriva da uno specifico dipinto dello stesso Monet denominato “Impression: soleil levant”. Così nacque l'impressionismo, che ebbe il merito di riprodurre fedelmente la realtà nell’istante esatto in cui la si osservava, come in un'istantanea. Nacquero così anche meravigliose opere d'arte dipinte "en plein air", in mezzo alla natura, tra cui anche il discusso e "trasgressivo" per l’epoca "Déjeuner sur l'herbe" di Manet, ora da ammirare insieme ad altri capolavori impressionisti al Museo d’Orsay. Questa esposizione permanente, situata in una ex stazione ferroviaria, oggi attira tanti visitatori proprio per la massiccia presenza di grandi capolavori dell’impressionismo (uno su tutti: Van Gogh, delle cui vicende non si poteva non parlare nella trasmissione).
La puntata di Alberto Angela ci porta anche in una Parigi in pieno fermento, come sottolineato, anche in altri campi, come quello architettonico con le profonde ristrutturazioni della città ad opera del Barone Haussmann, quello delle arti visive con l’invenzione del cinematografo, che secondo i fratelli Lumière non era destinato ad avere futuro e quello della moda, mentre ad inizio del ‘900 milioni di visitatori approdavano a Parigi per l’Esposizione Universale.
Nel frattempo anche a livello sociale c’era una grande vivacità: sui grandi boulevard uomini con il cilindro e baffi all’insù e donne che esibivano una femminilità fino ad allora sopita affollavano i locali, in cui la musica, l’assenzio, il divertimento e le relazioni sentimentali si fondevano in un mix esplosivo; si andava all’Opera Garnier per esibire bei vestiti, conoscere, sedurre, non solo per assistere agli spettacoli. Le sale interne dell’Opéra sono di una bellezza mozzafiato, eleganti e sfarzose e Alberto Angela racconta la storia di questo teatro da una di esse, il foyer de la danse, luogo della nota tela di Degas che raffigura le ballerine durante il loro riscaldamento. Quando si parla di Opéra, è doveroso fare un cenno al suo fantasma e se qualcosa va storto, “alla fine è sempre colpa sua”…
“Ulisse” menziona anche i Magazzini Samaritaine, un vero “paradiso delle signore” e naturalmente non poteva non soffermarsi sul locale più caratteristico dell’epoca: il Moulin Rouge, dove lo Champagne scorre a fiumi e si assiste al coreografico e inconfondibile “Can can”.
Questa ebbrezza e, se vogliamo, il sogno della Belle Époque venne però bruscamente interrotto dalla Grande Guerra. La Belle Epoque quindi svanì, mostrandosi al tempo stesso luminosa ma anche dai contorni sfumati, come tutti i sogni e qualche intramontabile quadro di Monet.
Del resto la felicità è precaria e può scomparire da un momento all’altro ma, conclude Alberto Angela, questa puntata ci porta anche a fare un’altra considerazione: “i momenti più felici della nostra vita sono proprio quelli in cui non ci rendiamo conto di esserlo”.

5 febbraio 2022

Freddo e gelo, il rimedio è una soupe à l’oignon gratinée!


In questi freddi giorni invernali, compresi quelli del lungo gennaio appena passato, si sente l’esigenza di mangiare qualcosa di caldo e confortevole. Che c’è di meglio allora di una buona zuppa?
In questo periodo ne sto preparando di buonissime, con tante ottime verdure, singolarmente utilizzate, come zucca, cavolfiore, verza, zucchine, patate, ecc. che cuocio in abbondante liquido dopo averle fatte soffriggere di solito con della cipolla. Nello stesso liquido abitualmente cuocio poi la pasta, tipicamente una pasta mista, che arrivata a cottura porta come risultato finale una zuppa densa e davvero (in)saporita. Da mangiare rigorosamente tiepida, con abbondante parmigiano o pecorino. Siamo al top, vi assicuro!
Ma il mio forte orientamento alla Francia mi ha portato recentemente, dopo tantissimo tempo devo dire, a preparare anche la mitica “Soupe à l’oignon gratinée”.
Di questa zuppa ho parlato diverse volte in questo blog, sottolineando che mi piace poco la sua traduzione italiana (zuppa di cipolle gratinata ?!?, orribile!) e che questo piatto è legato indissolubilmente a Parigi, al quartiere di Les Halles in particolare, dove veniva preparata negli ex mercati generali dai lavoratori del posto, che la consumavano la mattina presto per scaldarsi un po’ e contrastare il freddo rigido.
Quando si parla di soupe à l’oignon gratinée non si può non menzionare il Commissario Maigret di Simenon, che la cita più volte nei suoi romanzi, come ad esempio nei bellissimi “Maigret e l’affare Picpus“ e “Maigret e la giovane morta”.
Il Commissario spesso abbinava questa soupe ad una buona birra bionda alla spina, con cui effettivamente si sposa in modo perfetto. Ai tempi di Simenon e del Commissario non esistevano certo le birre artigianali con specifiche caratteristiche a cui qualcuno oggi vorrebbe/potrebbe abbinarla, ma semplicemente appunto delle buone, godibili e fresche birre bionde. Punto. Che sono quelle che anche io di solito prediligo rispetto a molte altre tipologie.
Ma veniamo alla ricetta di questa soupe, che presenta diverse varianti. Ecco quella che ho scelto questa volta:
 
Pelare e affettare sottilmente quattro cipolle. In una pentola scaldare dell’abbondante burro, aggiungere le cipolle e cuocere a fuoco basso mescolando spesso, finché non diventano dorate. Sfumare con del vino bianco, salare, pepare ed aggiungere del brodo di carne, abbassando successivamente la fiamma e lasciando sobbollire per circa un'ora.
Trasferire il tutto in delle ciotoline singole sulle quali si saranno poste delle fettine di baguette (usate solo questo pane, mi raccomando!) abbrustolite (in forno da entrambi i lati) e dell’abbondante “gruyère rapé”. Gratinare quindi in forno caldo a 250°, usando il grill, per una decina di minuti circa, o comunque finché non si forma una crosticina dorata. Bon appétit!
 
Ps a Parigi ho mangiato un’ottima soupe à l’oignon gratinée, probabilmente ve l’avrò già detto, alla Brasserie Vagenende nel quartiere Saint Germain. Se vi capita, provatela lì ;)

5 giugno 2020

Quest'estate i turisti europei saranno i benvenuti in Francia


Buone notizie arrivano dalla Francia in merito al turismo d’oltralpe. Le frontiere della Francia dovrebbero infatti aprirsi ai visitatori europei e britannici (area Schengen e Regno Unito) a partire dal 15 giugno.
Il Primo Ministro Edouard Philippe, nella conferenza stampa del 28 maggio, ha dichiarato di essere favorevole alla riapertura delle frontiere con i Paesi europei a partire dal 15 giugno. Tale data rimane fissata in attesa di una conferma ufficiale.
La Direttrice Generale di Atout France Caroline Leboucher, riferendosi in particolare all’Italia, ha sottolineato a tal proposito: “Aspettiamo con impazienza la data del 15 giugno e la conferma della riapertura delle frontiere all'interno dell'UE. I professionisti del turismo francese hanno lavorato su dei protocolli sanitari, in collaborazione con il governo francese, per garantire la sicurezza dei dipendenti e dei visitatori, seguendo le più sicure procedure. Spiagge, campagne e montagne adatte per passeggiate o attività sportive all'aperto, parchi per il tempo libero, siti culturali e monumentali, ristoranti e alloggi turistici attendono quindi i turisti italiani che, si spera presto, potranno godere di nuovo dell’arte di vivere alla francese. Dal piacere di un caffè-crème e un croissant in una terrazza al mattino alla condivisione di un pranzo con gli amici o con la famiglia, per concedersi il piacere di ritrovarsi di nuovo insieme a degustare gustosi piatti e grandi vini”.
Per quanto riguarda l'apertura delle frontiere verso Paesi esterni all'Unione europea, le decisioni saranno prese in un secondo momento, previa consultazione tra gli Stati membri. Le frontiere rimarranno chiuse comunque almeno fino al 15 giugno.
Nel territorio transalpino, nel frattempo, si sta gradualmente procedendo alla riapertura delle diverse strutture. Di seguito alcuni dettagli:

A partire dal 2 giugno, caffè, bar e ristoranti situati nelle “zone verdi” (tutta la Francia ad eccezione delle “zone arancioni”, ovvero Parigi-Ile de France, Mayotte e Guyana) potranno riaprire, con le regole del distanziamento sociale (1 metro fra i tavoli e non più di 10 persone per tavolata) e uso di mascherina obbligatoria per il personale e per i clienti quando si spostano per il locale. Caffè, bar e ristoranti nelle zone arancioni sono invece autorizzati all’apertura dal 2 giugno solo per le terrazze all’esterno dei locali.

Anche i musei e i monumenti hanno riaperto su tutto il territorio nazionale dal 2 giugno, con l’uso obbligatorio della mascherina. I parchi di divertimento hanno riaperto nelle “zone verdi”, con ingresso al massimo per 5.000 persone, e riapriranno il 22 giugno nelle zone arancioni. Lo stesso vale per teatri e sale di spettacolo.

I cinema potranno riaprire su tutto il territorio dal 22 giugno. Fino almeno a tale data rimarranno chiuse anche le discoteche e le sale giochi. I raduni e gli eventi di oltre 5.000 persone rimarranno vietati fino a nuovo ordine e gli assembramenti pubblici sono limitati a 10 persone fino al 21 giugno.

Parchi e giardini hanno riaperto su tutto il territorio dal 30 maggio e dal 2 giugno riaprono anche spiagge, laghi e laghi artificiali.

Potranno riaprire anche campeggi, villaggi turistici e altri alloggi collettivi, sempre nelle stesse date. Per gli alberghi entreranno in vigore anche nuove norme sanitarie, che offriranno condizioni di sicurezza agli ospiti durante il loro soggiorno.

Il Gruppo ADP ha inoltre annunciato la ripresa dei voli passeggeri commerciali sull'aeroporto di Parigi-Orly da venerdì 26 giugno 2020 (tali voli erano stati sospesi dal 31 marzo 2020). La riapertura dello scalo di Parigi-Orly avverrà gradualmente, in linea con la domanda e ottimizzando le infrastrutture dell'aeroporto. Le operazioni inizieranno nel settore Orly 3. Sono state prese dall'aeroporto di Parigi tutte le precauzioni, in collaborazione con le compagnie aeree, per garantire che protezioni individuali e distanza fisica siano rispettate durante tutto il percorso del passeggero. Orly 3 sarà dotato di telecamere termiche, in modo che i passeggeri possano effettuare il controllo della temperatura all'arrivo a Parigi ed essere indirizzati, se necessario e se lo desiderano, alle strutture mediche in aeroporto.

Per ulteriori informazioni:

www.france.fr
Facebook: France.fr
Twitter: @atoutfranceIT
#ExploreFrance #FromHome

Contatto stampa: Atout France in Italia: Barbara Lovato – barbara.lovato@atout-france.fr

2 maggio 2020

Un viaggio virtuale nella Parigi di Simenon e Maigret


Ho scoperto per caso alcuni giorni fa su Rai3 un’interessante trasmissione, "Punto di Svolta, in cui si parlava dello scrittore Simenon (la trovate qui).
Un romanziere che adoro, di cui ho letto tantissimo, capace di descrivere come nessun altro le atmosfere e i personaggi delle sue opere, facendo immergere il lettore nel miglior modo possibile nel cuore della narrazione. Con Simenon infatti, come si sottolineava giustamente nella trasmissione, “vediamo subito ogni cosa, percepiamo i colori, sentiamo i rumori, avvertiamo gli odori”…
Il suo personaggio a cui siamo più affezionati, il Commissario Maigret, rispetto ad altri detective rivolge un’attenzione specifica alla gente normale, les petit gens, ed è stato definito un “riparatore di destini”. Una persona cioè che, intuendo il destino di chi sta percorrendo strade sbagliate, cerca di correggerlo.
Simenon ha descritto in tanti romanzi con grande dovizia di particolari la sua Parigi e quella del Commissario Maigret, l’atmosfera della capitale francese, la sua “aria”.
La Parigi di Maigret è fatta sì di luoghi inventati, ma anche e soprattutto di ambientazioni reali.
A cominciare dal numero 36 del Quai des Orfevres, nei pressi di Notre Dame, sede del Palazzo di Giustizia ed un tempo della Polizia Giudiziaria, palcoscenico principale delle inchieste del Commissario Maigret.
La trasmissione ci accompagna poi in altri fascinosi luoghi della Ville Lumière, raccontandoci al tempo stesso i momenti salienti della vita di Simenon.
Approdiamo allora nella bellissima, elegante e geometrica Place de Vosges, dove lo scrittore di Liegi risiedette e fece risiedere per un breve periodo Maigret, apprezziamo i grandi boulevard di Montparnasse, il fascino di Saint Germain des Près con lo storico locale “Les Deux Magots”, il verde e le fontane dei Giardins du Luxembourg, lo charme del Canal Saint Martin...


Vi consiglio quindi vivamente di vedere questa puntata, se non altro per rivedere e rivivere una città bellissima, vivace, brulicante di gente, nella speranza di poterci tornare il più presto possibile e di viverla in prima persona.
Della Parigi di Simenon e Maigret ho parlato anche in questo post, mentre un “dipinto” da non perdere a tal proposito è il pezzo che scrisse Gianni Mura nel lontano 2006 (lo trovate qui).
Ognuno porta con sè una propria Parigi ma noi, amanti di Simenon, la vediamo e gustiamo in tutti i sensi decisamente con gli occhi attenti e bonari del Commissario Maigret…

Ps 1: a proposito di Canal Saint Martin ho ritrovato tra vecchi dvd quello relativo al noto film “Hotel du Nord”, uscito nel 1938 e diretto da Marcel Carné, con Arletty.
L’insegna “Hotel du Nord” è presente tuttora in questa zona di Parigi, che vi invito a visitare se non la conoscete.


Ps 2: sempre a proposito di Maigret recuperate su Raiplay il lungometraggio “Maigret a Pigalle” con il grande Gino Cervi. Vedrete una Parigi quasi anni ’70 davvero piacevole e dalla calda atmosfera. E che belle macchine si vedono in giro in questo film, tra cui la mitica 2CV. Buona visione!

23 marzo 2020

“Scrivere è come cucinare, ma conta molto di più fare la spesa”. Il mio saluto a Gianni Mura


Un paio di giorni fa è venuto a mancare un colosso del giornalismo sportivo e non solo, Gianni Mura.
I suoi articoli e i suoi libri sono stati sempre per me un punto di riferimento imprescindibile ed un esempio inimitabile di cosa voglia significare catturare l’interesse e l’attenzione del lettore, attraverso uno stile ammaliante che suscita un’insaziabile voglia di “nutrirsi” ancora dei suoi scritti.
Questi ultimi erano poesia, con una narrazione che miscelava abilmente i meri fatti di cronaca con intelligenti e mai banali commenti, arricchiti da interessanti elementi culturali e da una maestria unica nell’utilizzo e nel dosaggio delle parole.
Amo Mura anche perché era un buono, una corpulenta persona che si faceva voler bene da tutti, in primis dai suoi lettori. Un tweet di Pier Bergonzi, noto giornalista della Gazzetta dello Sport recitava non a caso poche ore dopo la sua morte: “È morto Gianni Mura, l’orso più buono e giusto che abbia mai incontrato sui sentieri del nostro mestiere. Un gigante del giornalismo sportivo e non solo”.
Gianni Mura era quindi una persona splendida, anche se purtroppo non ho mai avuto il piacere di conoscerlo. Ho invece avuto con grande gioia l’opportunità di intervistarlo telefonicamente alcuni anni fa sul mio blog, in un piacevolissimo colloquio che ha affrontato tutti gli argomenti che rappresentano le mie principali passioni: il ciclismo, il Tour de France, lo sport, la Francia, l’enogastronomia, la passione per la scrittura, i gialli di Maigret. Gli scrissi una mail con poche speranze di avere una risposta e invece lui si fece vivo prontamente, e in poco tempo organizzammo l’intervista (la trovate qui).
Sempre sul mio blog scrissi anni prima una breve recensione di un suo splendido giallo ambientato al Tour de France, che ancora una volta mixava la sua elevata cultura sportiva e ciclistica, con l’amore per la Francia, per l’enogastronomia, per i piatti monumento della cucina francese (uno su tutti, il Cassoulet), per la musica.
Già, un giallo, un genere che poi avrebbe continuato a proporre anche in altri suoi romanzi. Anche lui a tal proposito, come me, amava tanto Maigret. Vi consiglio vivamente di leggere al riguardo un suo articolo sulla Parigi di Maigret, il personaggio più famoso descritto da Simenon.
Ne vale veramente la pena, anche perché rappresenta un concreto esempio di cosa è stato (e purtroppo non sarà più, d’ora in poi) Gianni Mura.
Mura era anche un grande appassionato di un’isola che amo, come sapete, da morire: Ischia. A tal proposito scrisse un piacevole romanzo, sempre giallo, ambientato nell’isola verde in cui descrive anche tanti posti a me cari, tra cui i meravigliosi giardini dell’Eden. Anche in questo caso vi invito a leggere un piacevolissimo articolo scritto da un profondo conoscitore di Ischia, Pasquale Raicaldo, sul rapporto tra Mura e questa bella isola del Golfo di Napoli.
Mura era anche un grande esperto di enogastronomia e scriveva insieme alla moglie una rubrica settimanale molto interessante sul Venerdì di Repubblica.
Era un fan dei locali semplici, genuini, delle trattorie e locande con la tovaglia a quadretti, che offrono i più buoni piatti della tradizione. A proposito di cucina, faceva talvolta un parallelo con la scrittura che mi piace ricordare: “scrivere è come cucinare, ma conta molto di più fare la spesa. Quando hai le cose giuste sul tavolo, quando al mercato hai scelto bene, poi i piatti vengono buoni per forza”.
Ciao Maestro, mi (ci) mancherai tantissimo!

13 aprile 2019

Magazine France.fr 2019: innovazione, savoir-faire e creatività


E’ stato presentato recentemente a Roma, nella splendida cornice dell’Ambasciata di Francia a Palazzo Farnese, il magazine 2019 (France.fr) di Atout France Italia, completamente rinnovato nella grafica e nello stile, più agile, dinamico e creativo.
A fare gli onori di casa è stato l’Ambasciatore Christian Masset, insieme a una buona rappresentanza dei partner che hanno contribuito alla nuova edizione della rivista, primi fra tutti i rappresentanti turistici della Valle della Loira, quest’anno protagonisti per le celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.
I principali temi della rivista sono stati esposti dal Direttore di Atout France Italia-Grecia Frédéric Meyer, che ha sottolineato come il 2019 in Francia sia importante per il Rinascimento e Leonardo, ma anche dal punto di vista dell’innovazione, del savoir-faire, della gastronomia, della cultura e del design. Il direttore ha sottolineato anche gli ottimi risultati conseguiti dal turismo in Francia, che si conferma la prima destinazione al mondo, con prospettive positive anche per il 2019.
Sfogliando la rivista, che fornisce davvero un'ampia panoramica sulla ricca offerta turistica francese, si comincia con una cover story dedicata a Leonardo e alla Valle della Loira, dagli scenografici castelli all’innovazione contemporanea.
Il magazine effettua poi un tour virtuale per tutta la Francia, da Parigi alla Costa Azzurra, dall’Alsazia a Nantes, passando per Le Havre, Etretat, Bordeaux, la Corsica, i parchi naturali e i monumenti nazionali, in un mix perfetto di natura, cultura e life-style.
L'aspetto interessante di questo numero della rivista, come del resto accadeva anche in altre edizioni, è scoprire ed esplorare la Francia sotto interessanti angolazioni "di nicchia", non banali e classiche. Ecco allora che è possibile scoprire architetture di tendenza, guide e app su misura, insolite terrazze parigine, musei inconsueti (come quello delle scritture del mondo a Figéac in Occitania), hotel con nuove idee di ospitalità, ristoranti ambientati in luoghi atipici (il Beaupassage a Parigi ne è solo un esempio). E a tale ultimo proposito, per quanto riguarda le sempre a me care specialità gastronomiche, sono presenti nel magazine interviste a personaggi ben noti come lo chef tristellato Pierre Gagnaire, Pierre Hermé, il “re dei macarons” e ad Anthony Genovese, due stelle Michelin, definito il più “francese” degli chef italiani.
La rivista contiene quindi nel suo insieme tantissime idee e proposte, accompagnate da un'agenda degli appuntamenti e una selezione di dieci eventi fra i tanti presenti nel 2019. Tra questi figurano anniversari importanti come i 250 anni dalla nascita di Napoleone, i 150 dalla nascita di Matisse, i 100 anni dalla morte di Renoir e l’apertura (avvenuta ieri, ndr) di Eataly Parigi, che rafforza il legame, anche nel segno della cultura del cibo, tra Italia e Francia.
Tra gli altri eventi ricordo anche quello sportivo della Coppa del Mondo di calcio femminile (dal 7 giugno al 7 luglio 2019) che sta registrando un crescente successo di pubblico e che spero proprio di seguire dal vivo.
Per chiudere, qualche numero riguardante il magazine che vi consiglio vivamente di consultare. France.fr è stampato in 100.000 copie, anche in versione on line da sfogliare e scaricare dal sito france.fr (qui il link diretto). E' allegato alle riviste Marie-Claire e Dove di aprile ed è distribuito in tutte le istituzioni francesi in Italia, negli show room Roche Bobois (il legame col suo design è più che pertinente), nelle lounge Air France e nella prima classe del nuovo TGV Milano-Parigi. Sarà distribuito infine anche negli Eataly di Torino, Milano e Roma, in occasione delle animazioni per festeggiare l’apertura del nuovo punto vendita a Parigi.

Per ulteriori informazioni:
Barbara LovatoResponsabile Ufficio Stampa e P.R.
ATOUT FRANCEEnte per lo Sviluppo del Turismo Francese
Via Tiziano, 32 Milano
Tel: +39 02 58 48 655 - france.fr

19 gennaio 2019

Pepe Carvalho, Biscuter e alcune loro passioni gastronomiche


Amo leggere i gialli, è noto. Possibilmente quelli in cui oltre all’intreccio e al romanzo poliziesco interviene un'accurata descrizione dei personaggi e dell’ambiente.
In questo è un maestro Simenon, che oltretutto descrive egregiamente le atmosfere parigine attraverso, ad esempio, il suo Commissario Maigret.
Maigret è un detective di grande umanità ed abilità ed è anche, come noto, un fine gourmet. Per tutti questi motivi ho letto finora più di trenta suoi romanzi.
Ma nella letteratura vi sono altri notissimi “commissari gourmet”. Tra questi senza dubbio figura Pepe Carvalho, nato dalla penna di Manuel Vazquez Montalban. Questo investigatore privato, più che commissario, è sempre coadiuvato, nei romanzi in cui è protagonista, dal fido assistente Biscuter, che gli cucina manicaretti di livello almeno pari alle sue elevate conoscenze gastronomiche (Carvalho aveva risposto così a chi gli chiedeva se Biscuter avesse un ristorante: "Più che un ristorante è un lavabo con cucina, ma ci prepara delle meraviglie").
Orbene, in un libro che ho letto di recente di Montalban (“La rosa di Alessandria”) ho ancora una volta gradito molto, oltre alla bella storia, anche alcuni suggerimenti golosi, necessariamente influenzati da una cultura gastronomica, quella spagnola, che devo dire essere sempre molto intrigante.
In questo romanzo sono citate, tra le altre, due ricette (se vogliamo considerarle tali) stuzzicanti, anche se molto semplici. Una è un abbinamento proposto in un ristorante in cui Carvalho e il suo assistente si erano recati: Camembert impanato e fritto con marmellata di pomodori. Tale abbinamento è a mio avviso buonissimo e dovrò prima o poi provarlo a casa.
Altra, tra le tante, citazione gourmet è quella relativa ad un sandwich che la presunta fidanzata di Carvalho, Charo, amava tanto farsi preparare dal suo compagno: il panino in questione è composto da pane in cassetta con maionese all'aglio, lattuga, mortadella, fettine di pomodoro, formaggio (non meglio precisato) e cetriolini sottaceto. Un sandwich che per curiosità ho preparato e devo dire che è risultato davvero buono, fresco, goloso e gustoso.
Non mi resta che rimandarvi alla prossima ricetta di qualche altro "detective gourmet". Next time sarà la volta di Nero Wolfe?

10 agosto 2018

Sogni di mezza estate a Parigi

Foto credit MrMOUCHE9872 © Amélie Dupont
Se avete intenzione di andare in vacanza tra agosto e settembre, un consiglio sempre valido ed evergreen è di trascorrere le vostre ferie a Parigi.
Parigi d’estate è sempre meravigliosa e piena di sorprese. Una città che potrete scoprire anche in modo diverso, lungo la Senna, nel verde dei parchi e fra tanti festival ed eventi. Una luogo insomma che invita a sognare…

Ecco alcuni suggerimenti:

-Una buona idea può essere quella di scoprire Parigi sull’acqua. Le molte péniches ancorate sulla Senna sono particolarmente attraenti in estate, per serate sul fiume in cui si beve e si balla in allegria;

-Altrettanto piacevole è andare a bere qualcosa in relax con gli amici in una delle terrazze dei tanti caffè parigini, da quelli più classici e famosi a quelli allestiti nei parchi o in location inedite come nelle vecchie fabbriche dismesse;

-Se amate il cinema, Parigi è la città per voi. E in estate anche il cinema “va in vacanza” ed esce nelle piazze, nel verde: dal Parco della Villette al Domaine de Saint Cloud, è un piacere godersi un film distesi sull’erba o comodamente su delle sedie a sdraio;

-Il fresco di una cantina? Perché no, soprattutto se è una cantina speciale, come Les Caves du Louvre, proprio accanto al famoso museo, che risale al ‘700. Seicento metri quadrati per un percorso sensoriale con degustazione finale. Si parla anche in italiano;

-Da scoprire il canale dell’Ourcq: fino al 26 agosto, qui si terrà il festival “L’estate al canale” con balli, concerti, attività nautiche, proiezioni di film e crociere sull’acqua;

-Se siete fan della musica rock, “Rock en Seine” l’ultimo week-end d’agosto, dal 24 al 26, è un appuntamento di culto nel panorama musicale francese, con una serie di bei concerti nello scenario del Domaine National de Saint-Cloud;

-Se invece preferite la musica classica, potete godervela nel verde: fino al 2 settembre c’è il Festival “Classique au vert” al Parco Floreale di Vincennes; dall’1 al 16 settembre c’è invece il Festival di musica classica al Parc de Bagatelle, al Giardino botanico di Parigi e al Bois de Boulogne, con esibizioni di giovani virtuosi del pianoforte.

Per vivere la città in estate, segnalo che è molto comodo il Paris Pass Lib’ che dà accesso a crociere sulla Senna, bus turistici, musei, alla Tour Eiffel e a tutti i trasporti pubblici senza limiti: per 2, 3 o 5 giorni, ha un costo a partire da 40€. Inoltre con il Paris Museum Pass vi è accesso illimitato per 3, 4 o 6 giorni a oltre 50 luoghi di cultura e a tutti i grandi musei (costo a partire da 48€).

Per ulteriori informazioni: www.parisinfo.com

11 febbraio 2018

Per San Valentino cosa c’è di meglio della Francia?

crédit photo: OTCN - J. Kelagopian
Ormai siamo prossimi a San Valentino e, tra le tante offerte disponibili, la Francia presenta a mio avviso le migliori, con delle bellissime proposte su misura per un fuga a due. Del resto cosa c’è di più romantico della Francia? Ecco allora delle idee perfette per una vacanza di coppia, nei giorni della Festa degli Innamorati:

Una vacanza romantica a Nizza
Nizza è una città ideale per gli innamorati, un meraviglioso “filtro d’amore”. Un clima deliziosamente mite che invita ad andare spasso per la città, la luce così particolare dell’inverno che ispira momenti poetici, i profumi, i colori, i sapori che accendono i sensi e invitano ai piaceri del gusto… Insomma il posto giusto per godersi una vacanza romantica.

crédit photo: OTCN - J. Kelagopian
Scegliete quindi, tra le tante proposte (ben ventotto) per San Valentino, il soggiorno più adatto a voi e venite a scoprire Nizza d’inverno. Le offerte (potrete trovarle sul sito nicetourisme.com) comprendono: pernottamento e prima colazione, champagne in camera, petali di rosa sul letto, cioccolatini….; gli hotel sono di tutte le categorie e le tariffe partono da 89€. Validità dal 10 al 19 febbraio, prenotazioni on-line sul sito http://reservation.nicetourisme.com/z12225_it-.aspx?Param/ListeIdTheme=515
E dopo San Valentino, prolungate il vostro soggiorno per assistere al Carnevale di Nizza, dal 17 febbraio al 3 marzo 2018. La manifestazione invernale più importante della Costa Azzurra, uno dei più grandi Carnevali del mondo, propone un programma di spettacoli indimenticabili… Per evitare fastidi e code, prenotate on-line l’albergo e i biglietti sul sito ufficiale del Carnevale di Nizza it.nicecarnaval.com

Strasburgo, amore mio
E’ una delle città più romantiche di Francia: il cuore antico, la meravigliosa cattedrale, le case a graticcio, i vicoli e le piazzette pittoresche, i canali e i ponti, un’atmosfera che incanta. Non a caso la città ha sempre attratto visitatori in tutte le epoche e tanti personaggi famosi...Una location perfetta per una vacanza a San Valentino.
Per festeggiare gli innamorati, in particolare, Strasburgo si mobilita con una programmazione che è insieme poetica, culturale e glamour: sono in programma dieci giorni (dal 9 al 18 di febbraio) di eventi romantici, insoliti ed esaltanti, che celebrano gli innamorati da ogni parte arrivino. Serate festose, estasi gastronomiche in tête-à-tête, bagni notturni, concerti esclusivi, mostre mitiche, visite insolite e tante soprese per (ri)scoprire la città in modo davvero unico.
In relazione ai pacchetti offerti, quello «San Valentino» comprende:
- sistemazione in camera doppia all’Hotel du Dragon, 4 stelle in pieno centro, con prima colazione a buffet «Healthy & Gourmand» per due
- 1 bottiglia di Crémant rosé e cioccolatini in camera all’arrivo
- WIFI gratis
- 2 city-pass «Strasbourg» validi per 3 giorni consecutivi
Prenotazioni su riserva di disponibilità - Validità fino al 4 marzo 2018 (weekend compresi)
Tariffa 99 € TTC/notte + 2,45 € tassa di soggiorno/persona.
Prenotazioni on line o per telefono (0033-(0)3-88357980) utilizzando il codice di promozione "VALENTINO"
http://www.secure-hotel-booking.com/Hotel-du-Dragon/2V6P/dateselection?&rate=VALENTINO

A Parigi in TGV per un San Valentino ultra-romantico nella Ville Lumière
Il TGV è il treno della gioia e del romanticismo per raggiungere la meta perfetta per trascorrere San Valentino: Parigi. I luoghi più belli da vedere e rivedere, eccellenti ristoranti e bistrot per una cena a due, gli scenari più romantici… c’è solo l’imbarazzo della scelta. Festeggiare San Valentino a Parigi è sempre un must. E la vacanza inizia fin dalla salita a bordo: il TGV e la capitale francese, infatti, sono lo scenario ideale per un bacio, un abbraccio e magari, perchè no?, per una proposta di matrimonio…
A Parigi si arriva da Milano in TGV con tariffe a partire da 39€*. I biglietti possono essere acquistati su OUI.sncf, nelle agenzie di viaggio e nella boutique SNCF di Milano Porta Garibaldi.
https://it.oui.sncf/it/joie-de-voyager-tgv-italia
#TGVTVB

*Tariffa Mini per singolo passeggero, valida per una solo andata in seconda classe su TGV Italia-Francia. La tariffa è valida per un numero limitato di date e treni dall’Italia verso la Francia e viceversa. Tariffa in vendita nel limite dei posti disponibili.

E perché non regalare un viaggio aereo a Parigi?
Per far felice la vostra lei o il vostro lui, approfittate delle offerte Air France: per acquisti fino al 15 febbraio (in tempo per mettere il ticket aereo nel biglietto di auguri per San Valentino!), vi sono tariffe davvero speciali per un viaggio da fare in primavera-estate.
Air France quest’anno aggiunge tre nuove destinazioni dall’Italia: Catania, Bari e Cagliari. Nuovi voli quindi per raggiungere rapidamente la Ville Lumière e, tramite l’hub di Parigi-Charles de Gaulle, decine di destinazioni in tutto il mondo.
In particolare vi è un:

- Nuovo volo da Catania a Parigi Charles de Gaulle, tre volte a settimana dal 27 marzo al 24 giugno
- Nuovo volo da Bari a Parigi Charles de Gaulle, cinque volte a settimana dal 18 luglio al 2 settembre
- Nuovo volo da Cagliari a Parigi Charles de Gaulle, tutti i giorni dal 16 luglio al 2 settembre

Per l’apertura di queste nuove rotte, Air France lancia una promozione a 79 € a/r per tutti i passeggeri in partenza da Cagliari e da Bari che acquisteranno il biglietto entro il 15 febbraio 2018, e da 99 € da Catania.
https://www.airfrance.it/IT/it/local/resainfovol/meilleuresoffres/tariffe_parigi.htm

Per ulteriori informazioni: www.france.fr