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24 gennaio 2021

Polpette di panettone, sauce Fourme d’Ambert


 Dalle feste di Natale spesso avanzano delizie culinarie e bisogna necessariamente utilizzarle, non certo gettarle via.
Poi figuriamoci, io vado a nozze quando riesco a riutilizzare tutto il riutilizzabile, creando anche delle simpatiche e originali nuove ricette.
Dopo le scorse feste di natalizie avevo ancora a disposizione un buon panettone classico ed ho deciso di riutilizzarlo, tra le altre cose, preparandoci delle deliziose polpette semidolci, da abbinare ad una salsa di formaggio dal gusto forte e deciso.
Ho scelto in questo caso un formaggio francese erborinato a base di latte vaccino molto buono, la Fourme d’Ambert, che mi ha ricordato un mio splendido viaggio stampa nella verde Auvergne. 


 E’ un formaggio Dop buonissimo che risale all’Alto Medioevo e che proviene da un latte prodotto sui monti del Forez, in una zona caratterizzata da tante cime vulcaniche davvero affascinanti. Tra l’altro è un prodotto molto bello anche a vedersi, di forma cilindrica, con una pasta dal bianco al panna e delle erborinature di colore tra l’azzurro e il verde.


 Tornando alla ricetta di oggi, ecco come ho preparato queste magnifiche polpette:

Ho mescolato del macinato di maiale con del panettone spugnato in poco latte e successivamente strizzato.
Ho aggiunto poi sale, pepe, un uovo, parmigiano (ma va bene anche del pecorino) ed ho mescolato bene fino ad ottenere un impasto compatto (se non dovesse ancora esserlo, aggiungete anche del pangrattato). Ho formato quindi delle polpette, che successivamente ho infarinato e fritto.
Nel frattempo col latte in cui ho ammollato il panettone e con altro latte ancora (non molto) ho preparato una béchamel non troppo densa, dentro la quale ho fatto sciogliere la Fourme d’Ambert tagliata a pezzetti. Ne verrà fuori una bella crema bianca punteggiata di “blu”.
Ho quindi servito le fragranti polpette, tiepide, accompagnate da questa salsa.


 Un abbinamento molto azzeccato, in cui il sapore tendente al dolce delle profumate polpette è compensato e bilanciato dalla salsa al formaggio ben sapida. Mangiando insieme queste polpette e la loro salsina l’equilibrio di sapore è infatti garantito, in un’armonia perfetta dei diversi ingredienti. 


 Del resto avevo già potuto constatare in occasione del mio viaggio in Auvergne che la Fourme d’Ambert si accorda benissimo con i sapori dolci, poiché è davvero deliziosa su delle fettine di pain d’épice.
Con gli avanzi del panettone si possono comunque realizzare tante altre ricette. Una abbastanza classica che non ho ancora però sperimentato è uno spaghetto/bucatino con burro, alici e polvere di panettone “asciugato” in forno, una sorta di pangrattato di panettone. Proverò anche questa e se mi piacerà ve la proporrò.
A presto!

8 febbraio 2020

Le novità della Francia 2020, seguendo il “fil vert” di un turismo sostenibile


Si è svolto di recente a Roma il sempre interessante evento di presentazione delle novità turistiche francesi nel nuovo anno.
Come di consueto, anche il 2020 porterà ai turisti che visiteranno la Francia tante belle novità, che spaziano dall’enogastronomia alla cultura, dall’art de vivre alle bellezze naturali.
Uno degli obiettivi di quest’anno di Atout France e degli enti turistici delle regioni francesi sarà quello di rivolgere una maggiore attenzione alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente, in un’ottica “green oriented”, vista la sempre maggiore sensibilità anche del settore del turismo alla riduzione delle emissioni di CO2.
Seguendo una sorta di “fil vert” che accomuna tutte le aree territoriali del paese, sono previste quindi per ciascuna regione una serie di iniziative all’insegna del turismo sostenibile, che si sta affermando progressivamente anche nelle “coscienze” dei visitatori.
Ecco che allora ad esempio in Auvergne viene proposto un itinerario nel Sylvatorium, il primo sentiero silvestre in Francia, che consente di scoprire i benefici forniti dagli alberi, in un percorso che mira al risveglio dei sensi. O si può salire “sull’albero nomade” nel Puy-de-Dome, praticando il cosiddetto “tree climbing” e arrampicandosi su di esso in completa sicurezza, qualunque sia il livello di preparazione fisica.
Sempre sul fronte “verde” sono molto interessanti le escursioni proposte in occasione della Festa del Limone di Mentone, con la scoperta di magnifici sentieri panoramici, in un paesaggio pervaso di colori e profumi.
In Occitania, sui Pirenei e in un ambiente purissimo a quasi 3 mila metri di altezza, si celebrano poi i 20 anni dall’apertura al pubblico del Pic du Midi, con numerose attività in programma e la scienza a portata di tutti (per info: www.picdumidi.com).
Al di là degli eventi green, nel corso della presentazione sono state citate anche altre interessanti manifestazioni che caratterizzeranno le regioni francesi nel corso del 2020.

Eccone elencate alcune:

•   Le stelle della gastronomia a Mougins. In questa deliziosa località tra Cannes e Grasse si svolgerà un famoso evento che riunisce grandi chef e appassionati. Appuntamento, da non perdere, il 13 e 14 giugno prossimi.
•   Sempre in tema gastronomico è interessante segnalare il lancio in tre grandi regioni, Alvernia-Rodano-Alpi, Borgogna-Franca-Contea e Provenza-Alpi-Costa Azzurra, della Valle della Gastronomia, con l’obiettivo di proporre una selezione di offerte food per far scoprire l’eccezionale varietà e l’inesauribile ricchezza di questi tre territori. Per maggiori informazioni: www.valleedelagastronomie.com
•   Il Festival della Normandia Impressionista. Dal 3 aprile al 6 settembre 2020 si terrà la quarta edizione di questo Festival dedicato all’Impressionismo in tutte le sue declinazioni, con tante iniziative che comprendono grandi mostre, musica, fotografia, cinema. Sono previsti eventi in tutta la regione, comprese colazioni sull’erba, regate, balli e guinguettes.
•   Sempre in Normandia a Fécamp da non perdere è il Fecamp Grand’Escale, una manifestazione culturale e una festa popolare che si terrà dal 1 al 5 luglio, con dei bellissimi velieri che navigheranno nel “Paese delle Grandi Falesie”. Per maggiori info: www.fecampgrandescale.com

Inoltre in tutta la Francia in tutto il 2020 ci sono altri eventi che sono degni di essere menzionati:

- l'anno in corso è l’anno della bande dessinée (il fumetto in francese) con tante interessanti iniziative al riguardo.
- come ogni anno, in estate (dal 17 giugno al 19 luglio) si svolge il sempre emozionante Tour de France ciclistico, che quest’anno partirà da Nizza.

Nizza tra l’altro proprio in questo periodo è pronta, insieme ad altre località della Costa Azzurra, a vestirsi a festa per l’ennesimo bellissimo e coloratissimo Carnevale (Carnevale di Nizza “RE DELLA MODA” 5-29 febbraio 2020. Vi segnalo poi anche la battaglia navale dei fiori a Villefranchesur mer il 24 febbraio).

Anche quest’anno la Francia del turismo è quindi pronta ad accogliervi con tante proposte da non perdere, che ne fanno la prima destinazione estera per gli italiani.
Io sono pronto ancora una volta a scoprire posti nuovi che la nostra Francia ci offre, anche grazie a mezzi di trasporto efficienti e a nuovi collegamenti aerei, come il volo diretto Roma-Montpellier. Sono sicuro che lo siete anche voi. Allora, da dove vogliamo (ri)cominciare?

Per ulteriori informazioni:
www.france.fr
Atout France in Italia: Barbara Lovato
Facebook: France.fr
Twitter: @atoutfranceIT
#ExploreFrance

7 gennaio 2020

Buon 2020 con le lentilles vertes du Puy


Il primo post dell’anno non può prescindere dal fare gli auguri a tutti voi (e a me e ai miei) di un ottimo e proficuo anno nuovo.
Le prime ore del 2020 le ho trascorse in compagnia di buoni amici e mangiando, come da tradizione, le augurali lenticchie con il cotechino.
Non ho tuttavia utilizzato le consuete e pur ottime lenticchie italiane, ma una tipologia francese, le lentilles vertes du Puy Dop, comprate in Francia alcuni mesi fa.
Si tratta di un prodotto che, prima di cuocerlo, è effettivamente chiaro e quasi verde, mentre poi dopo la cottura raggiunge una colorazione del tutto simile alle lenticchie che di solito siamo abituati a mangiare.
E’ un legume di qualità che si produce nell’Haute Loire, nei pressi della zona montagnosa e vulcanica del Puy en Velay in Auvergne. Il prodotto beneficia così di un clima - relativa siccità estiva, grande escursione termica fra il giorno e la notte - che rappresenta un elemento essenziale ai fini della sua crescita e delle sue caratteristiche qualitative.
E’ una lenticchia che si distingue per alcune specifiche peculiarità: poco farinosa, di non eccessiva grandezza, buona tenuta in cottura, qualità queste che sono dovute anche alla natura vulcanica del terreno. Oltre ai più consueti utilizzi, inoltre, queste "lentilles" sono buonissime anche in insalata.
Tornando alle feste natalizie, visto che purtroppo ormai sono finite, vi consiglio come ho fatto io di “chiudere in bellezza” con un gelato che definirei quasi un dessert, proveniente dalla mitica gelateria Otaleg. Tra i tanti suoi ottimi gusti, vi propongo un “digestivo” gelato alla zuppa inglese col panettone al posto del pan di spagna. O, in alternativa, consiglio di assaggiare in questo locale un'altra strepitosa combinazione di sapori, come quella che "mixa" noci, mandorle e panettone bagnato al Marsala. Che ne dite?
Auguri ancora!

17 febbraio 2017

Fourme d'Ambert in carrozza di pain d'épices


Una delle cose di cui mi vanto nella mia ormai quasi decennale attività di foodblogger è che non prendo quasi mai spunto, nelle mie ricette, dalle innumerevoli riviste o libri di cucina esistenti.
Le ricette che preparo e pubblico sul mio blog spesso provengono da spunti casuali, che si perfezionano poi sulla base di idee che mi balenano in mente dopo averci pensato un po', non necessariamente in un unico momento. E anche la ricetta di oggi nasce in questo modo.
Ecco le fasi della sua "genesi":

- avevo acquistato un ingrediente di base, il buonissimo pain d'épices, che poi non ho usato per qualche tempo;
- ho cercato di trovarne un utilizzo non banale;
- ci ho pensato un pò e mi è venuto in mente che il pane raffermo (o non utilizzato da molto) può trasformarsi in una buonissima mozzarella in carrozza;
- col pain d'épices, come ho potuto constatare anche in Auvergne, ci stanno benissimo gli ottimi formaggi erborinati francesi.

Perché allora non preparare una Fourme d'Ambert (fantastico formaggio erborinato della regione francese dell'Auvergne) in carrozza di pain d'épices?


L'idea, dopo il necessario test per passare dalla teoria alla pratica, si è rivelata molto interessante e gustosa.
Ecco allora la ricetta, che in maniera "cialtrona" vi dò senza fornirvi i quantitativi esatti degli ingredienti (non preoccupatevi, vi verrà sicuramente bene lo stesso ;-) :


Tagliare a fette non troppo spesse del pain d'épices raffermo e con lo stesso formare dei panini con all'interno una dose generosa di Fourme d'Ambert (se non la trovate agevolmente, potete utilizzare del Roquefort o del Gorgonzola). Infarinare i panini e immergerli poi nell'uovo sbattuto leggermente salato, rigirandoli ogni tanto, in modo che assorbano per bene il liquido, diventando più morbidi.
Friggere il tutto in abbondante olio, fino a doratura e servire quasi immediatamente.
Un'ottima entrée che, già ben equilibrata di suo, potrebbe essere comunque abbinata a qualche buona marmellata (quella di mirtilli di Auvergne mi sembra decisamente appropriata) e/o ad un vino dolce ma non troppo (e aromatico), come l'ottimo "Domaine de Pellehaut, l'été gascon blanc" che ho scoperto poche sere fa al Palatino bistrot di Roma.
Provate questa ricetta e ditemi cosa ne pensate. Vive la France! ;))

20 novembre 2016

La cuisine “au cidre”: filetti di maiale mignon con salsa al sidro e castagne


Nel mio recente viaggio in Auvergne ho avuto modo di assaggiare un piatto particolarmente buono che abbinava la carne con le castagne e una salsa al sidro.
Un secondo decisamente autunnale che mi ha molto convinto e che mi è piaciuto al punto tale da volerlo riprovare a casa, come di solito faccio in questi casi.
Gli ingredienti che ho utilizzato non sono stati esattamente gli stessi rispetto all’ ”originale”, ma l’obiettivo “soddisfacimento personale”, come pensavo, è stato pienamente raggiunto.
Protagonista del piatto è una deliziosa salsina a base di sidro (di Normandia Igp), castagne e, idea mia, un pò di zucca, materie prime decisamente presenti sul mercato in questo momento della stagione.
Come tipo di carne, ho utilizzato dei piccoli filetti di maiale, caratterizzati da una carne di per sé un po’ asciutta ma che, ben “nappata” con la salsa sopra descritta, è risultata perfetta e gustosa.
Ecco, nel dettaglio, come ho preparato questo ottimo secondo piatto:

Ingredienti:
(per 4 persone)

5-6 filetti di maiale piccoli
una bottiglia da 75 cl di sidro di Normandia Igp
una confezione di castagne (circa 300 grammi) già lessate (risparmiate molto tempo in questo modo, ma se volete potete lessare quelle fresche)
1-2 cipolle (a seconda di quanto le preferite con la carne)
10 cucchiai di zucca saltata e cotta in padella
poco brodo di carne (ma va bene anche quello vegetale)
rosmarino, timo, q.b.
olio extravergine di oliva, sale
farina

In una pentola ampia (io nella cataplana) far appassire la cipolla tagliata grossolanamente in olio extravergine di oliva, aggiungere i filetti di carne lievemente infarinati e farli rosolare per bene da tutti i lati.
Sfumare con parte del sidro e aggiungere le castagne in gran parte sminuzzate (solo in piccola quota lasciatele intere).
Far insaporire per poco tempo e poi aggiungere gli aromi, 3-4 cucchiai di zucca e coprire col restante sidro e poco brodo.
Far cuocere a fuoco lento sigillando la pentola con un coperchio, girando di tanto in tanto. La carne sarà pronta quando risulterà tenera e la salsa sarà ridotta e densa (in caso di eccessiva diminuzione dei liquidi durante la cottura, aggiungere ancora poco brodo).
A questo punto togliere momentaneamente i filetti dalla pentola insieme a una manciata di castagne intere e frullare tutta la restante salsa, in modo da ottenere una crema più liscia e omogenea (se rimane ancora qualche pezzetto di castagne non fa niente, anzi accresce la “rusticità” del piatto).
Rimettere sul fuoco ancora per poco tempo la salsina, (che risulterà molto saporita e profumata) i filettini e le castagne intere.
Infine impiattare, disponendo al centro del piatto un paio di filetti di carne irrorati con la loro salsa, guarnendo con un ciuffetto di rosmarino fresco, con delle castagne intere sparse qua e là e una piccola quantità di zucca, precedentemente saltata e cotta in padella.
Non resta che aprire e abbinarci una bottiglia di buon rosso. Voi cosa ci berreste insieme? Io proporrei un côte d’Auvergne rouge. Bon appétit!

2 novembre 2016

I tesori enogastronomici dell’Auvergne


Nello scorso post vi ho parlato del bellissimo territorio, della grande biodiversità e della straordinaria natura della verde Auvergne.
Nell’articolo di oggi vorrei invece farvi conoscere i suoi prodotti e piatti tipici, che proprio e solo da questi territori nascono e acquisiscono così caratteristiche uniche e inimitabili altrove.
Anche da questo punto di vista, l'Auvergne offre moltissimo. Innanzitutto è una regione, come ho avuto ampiamente modo di vedere e comunicarvi, che si presta molto al pascolo degli animali, viste le sue immense estensioni, le sue montagne e colline vulcaniche e i suoi bei erbosi prati.


Non è un caso quindi che questa regione eccella per le produzioni zootecniche, a cominciare dai tanti formaggi di qualità, tutti Dop, che rappresentano circa un quarto della produzione francese di formaggi a denominazione di origine.
Questi formaggi, in particolare, sono prodotti con latte di mucche che pascolano in prati ricchi di una flora molto aromatica, e i relativi disciplinari di produzione assegnano un ruolo predominante all'erba nella loro alimentazione.
Gli stessi disciplinari prevedono anche l'allevamento estensivo, che garantisce la conservazione delle risorse naturali e la biodiversità tenendo vivo il territorio, con un impatto positivo e durevole sull'agricoltura, sull'ambiente e anche sul turismo.
I cinque formaggi Dop della regione sono la Fourme d'Ambert, il Saint Nectaire, il Cantal, il Bleu d'Auvergne e il Salers.
Qualche piccolo cenno su di essi. La Fourme d'Ambert sembra si producesse già al tempo dei galli quando i druidi, che celebravano il loro culto sui monti del Forez, conoscevano già questo formaggio. Quest’ultimo è un erborinato dalla pasta cremosa che in bocca rilascia note profumate, aromi delicati e un sapore abbastanza deciso. E’ ottimo abbinato semplicemente con il pain d’épices e con un vino della Loira che ho trovato fantastico, il Coteaux du Layon "Les Varennes".


Un altro formaggio erborinato della regione è il Bleu d’Auvergne, dai sentori di funghi selvatici e dal sorprendente lato fondente e cremoso.
C’è poi il mio formaggio preferito, il Saint Nectaire, prodotto in una piccola zona, tra il Mont Dore e il Massif du Sancy, dove ricade il comune di Saint Nectaire, famoso per la sua celebre chiesa romanica.



Il Saint Nectaire è un formaggio a pasta molle, di color crema, caratterizzato al palato da piacevoli sentori di nocciola.


Quanto al Cantal, area ad ovest della regione dell’Auvergne, ne esistono tre tipi a seconda del grado di maturazione, ma quello più diffuso è il Cantal Entre Deux, affinato fino a 7 mesi. Esso presenta un equilibrio sottile tra l’intensità del gusto e la diversità degli aromi. Il suo gusto è delicatamente fruttato, latteo e presenta anch’esso note di nocciola.


Infine il Salers (che prende il nome da una razza di mucca rosso bruna tipica della zona) è un formaggio stagionale, prodotto solo dal 15 aprile al 15 novembre, dalla complessità della fascia aromatica e molto diverso a seconda dell’altitudine, del tipo di pascolo, della razza utilizzata per produrlo, ecc.
I prodotti lattiero caseari dell’Auvergne si possono trovare anche in molti alberghi della regione dove nell’ambito delle deliziose colazioni mattutine (in particolare, è buonissima, quella dell’ottimo hotel Mercure di Clermont Ferrand) figurano ben in vista formaggi tipici, burro di qualità e a volte anche qualche yogurt fermier (di fattoria). Fantastico, ad esempio, è quello offerto dall’albergo La Chaumière ad Ambert.


Gli ottimi prodotti zootecnici dalla regione non si esauriscono con i formaggi. In Auvergne vi sono anche dei saporiti salumi, sempre a denominazione di origine e precisamente Igp, come il prosciutto e la saucisson sec (a base di carni suine tritate, salate, agliate, speziate ed essiccate). Piccola nota di colore: questi salumi sono stati raffigurati addirittura in un volume del fumetto Astérix, intitolato «Le bouclier Arverne» e citati da Simenon nei suoi romanzi sul Commissario Maigret!
Sul fronte dei prodotti vegetali, va citata la buonissima Lentille verte du Puy, che si produce nel dipartimento dell’Haute Loire e che risale all’epoca gallo romana. E’ una lenticchia piccola, poco farinosa, dalla buccia sottile che grazie al clima (relativa siccità estiva, grande escursione termica fra il giorno e la notte) è molto caratteristica e non scuoce. Tali qualità sono accentuate dalla natura vulcanica del terreno.


Sul fronte delle bevande, non si può non fare un cenno ai vini della regione che, pur ancora poco conosciuti, sono piacevoli e particolari e meritano senza dubbio una maggiore valorizzazione. La loro peculiarità è stata riconosciuta da due marchi Doc, il Saint-Pourçain e i Côtes d’Auvergne.
L’Auvergne, terra dalle grande risorse naturali, è anche la regione d’Europa più ricca di acque minerali. 


La più conosciuta è la Volvic che nasce ai piedi di uno dei tanti vulcani, ma sono buonissime e leggere anche la Mont-Dore e la Chateldon.


Per quanto riguarda i piatti tipici della regione che ho avuto modo di assaggiare nel mio recente viaggio, è d’obbligo citare la buonissima truffade, una padellata con pancetta, patate e toma fresca del Cantal, il pounti, a base di carne di maiale tritata, bietola e prugne e l’aligot, piatto composto da salsiccia tipica dell’Auvergne in umido, servita con un purè di patate a base di toma fresca, burro e aglio.



Mi è piaciuto molto anche il piatto offerto da una brasserie di Clermont Ferrand costituito da ravioli del Dauphiné gratinati al forno con formaggio Cantal (e l’abbinamento con una birra ai cereali d’Auvergne l’ “Antidote” non era per niente male!).




Ovviamente in Auvergne ho mangiato anche piatti francesi non necessariamente locali ma buonissimi, come il sempre sublime e sensuale foie gras, o dei ravioli dello stesso foie gras con crema di magret affumicato e lardo o ancora dei filettini di vitello con salsa al sidro e marroni.





Questi ultimi due piatti li ho assaggiati nell’ottimo ristorante del bellissimo Hotel Best Western Gergovie a Clermont Ferrand. E’ tra l’altro un hotel situato ai piedi del Plateau de Gergovie, famoso per la celebre battaglia in cui Vercingetorige batté Cesare nel 52 AC.
Per finire, concludo con una raccomandazione: non dimenticate quando vi recate in Auvergne di riportare a casa qualche souvenir culinario. Avete ampia scelta tra tutto quello che vi ho esposto finora. O, ad esempio, potete anche optare per un’ottima marmellata di mirtilli selvatici della regione.


La sto ancora mangiando e ad ogni suo assaggio mi ritornano in mente le distese rosse di questa pianta, sulle montagne della valle di Chaudefour, intorno al vulcano Puy de Sancy…

Per maggiori informazioni:

Comitato Regionale per il Turismo dell’Alvernia
Vanessa Michy
Tel. +33(0)4 73 29 49 33/+ 33(0)6 61 27 27 48
e-mail: Vanessa.michy@crdt-auvergne.fr

www.alvernia-turismo.it
www.auvergne-tourisme.info
www.france.fr

31 ottobre 2016

ASM Experience, l’Immersion Rugby


L’offerta turistica della bellissima Auvergne dove, come sapete, sono stato di recente si è arricchita da poco di un nuovo luogo, unico in Francia e probabilmente in Europa.
E’ infatti stato inaugurato da poco l’“ASM Experience, l’Immersion Rugby” il primo parco a tema dedicato al rugby che è al tempo stesso un sito culturale, ludico e interattivo e che ripercorre anche la storia di una delle più gloriose squadre, affermata anche a livello europeo, l’ASM Clermont Auvergne.


Dopo due anni di lavoro e il sostegno finanziario indispensabile dello Stato e delle istituzioni locali, questo parco è stato inaugurato lo scorso 20 ottobre consentendo così a tutti di poter avere la propria “Experience” nel mondo del rugby.
Sono più di 600 i metri quadrati su cui si sviluppa il parco, diviso in una decina di spazi, che vanno dalla fondazione del club alla spiegazione del gioco del rugby, dall’area riservata ai tifosi a quella degli sponsor.


Entrerete quindi anche voi nella “mischia”, scoprendo i segreti dell’ASM Clermont Auvergne e immergendovi nell’universo del rugby internazionale.
Questo parco si rivolge sia ai neofiti sia agli appassionati più esperti, sollecitando tutti i sensi; grazie al digitale e alle nuove tecnologie potrete mettervi a confronto con i giocatori, ammirare le loro maglie, divenire tifosi, o ancora testare la vostra bravura con giochi di simulazione; potrete anche rispondere a domande lungo tutto il percorso, che determineranno poi il vostro profilo di giocatore.


Sarà possibile altresì commentare una partita come veri giornalisti o farvi fotografare insieme a giocatori riprodotti in realtà aumentata. Non mancheranno infine esposizioni temporanee su temi specifici.
Alla buona riuscita di questo progetto hanno contribuito anche ex rugbisti professionisti, attuali giocatori, associazioni di tifosi e tifosi oltre che, naturalmente, l’ASM Omnisports che ha messo a disposizione tutti gli oggetti che compongono il percorso, e quelli che sono in archivio e saranno utilizzati per le esposizioni future.
Ulteriore elemento interessante della visita è la possibilità di conoscere il dietro le quinte dei match di rugby, grazie a delle visite allo stadio, accompagnati da guide professioniste. Scoprirete quindi tribune, maglie dei giocatori, il tunnel di entrata in campo, insomma tutto ciò che può offrire un tempio del rugby.

Per maggiori informazioni:
ASM EXPERIENCE
35 rue du Clos Four - 63100 Clermont-Ferrand
e-mail: contact@asm-experience.com
Telefono: +33 (0)4 73 14 60 23

24 ottobre 2016

Auvergne, cronaca di un soggiorno nella Francia più verde


Tutti voi sapete quanto io sia appassionato della Francia e di tutto ciò che è ad essa collegato. Ça va sans dire che, e lo sapete bene, sono stato nel paese d’Oltralpe innumerevoli volte. Ed in tante regioni del mio amato “hexagone français”.
Non conoscevo però l’Auvergne, una zona situata più o meno al centro della Francia, ad Ovest dell’area denominata région Rhône-Alpes.
E ora che ci sono stato, posso fornirvi le mie impressioni e qualche consiglio di viaggio.
L’Auvergne è una terra bellissima, dalle mille sfumature di verde, piena di mille attrazioni naturali e dove poter effettuare tante attività sportive (e non solo) all’aria aperta. In Auvergne potete infatti camminare, sciare, volare, tuffarvi, andare al galoppo, pescare…

  
Di essa mi ha colpito la sua bellissima luce, i suoi colori, il clima mite, i paesaggi montani e vulcanici che sembrano disegnati dalla mano di un artista, la sua biodiversità, la calma e la serenità che trasmette.


Per un soggiorno in Auvergne può essere presa come base la città di Clermont Ferrand, a cui si giunge agevolmente in un’ora di comodo aereo Air France da Parigi. Clermont Ferrand, tra l’altro, è una cittadina molto carina con le sue belle piazze e la sua cattedrale mozzafiato, oltre ad essere famosa per la limitrofa fabbrica della Michelin, che offre ai visitatori un interessantissimo museo da non perdere assolutamente.
Il mio itinerario in Auvergne è quindi partito proprio da Clermont Ferrand da cui, scendendo a sud-est per circa un’ora e mezza di viaggio, si giunge ad Ambert, nel cuore del parco regionale del Livradois Forez.
Qui ci si può immergere subito nei bellissimi boschi della zona, magari a passeggio o utilizzando una mountain bike elettrica. La passeggiata con questa bici è infatti piacevolissima e non troppo stancante. Si attraversano foreste da fiaba con stradine tappezzate di foglie dai colori caldi dell’autunno, si scorgono per terra ricci di castagne, si incontrano solide e intrecciate radici di alberi e si respira l’aria pulita tipica dei posti di montagna. Che qui possono raggiungere altezze intorno ai mille metri.


Anche la cittadina di Ambert (gemellata con Gorgonzola e tra un attimo capirete il perché) merita una visita, con le sue pittoresche stradine ed edifici graziosi che fanno parte del suo patrimonio medievale.


La sua specialità gastronomica è la celebre Fourme d'Ambert, ottimo formaggio erborinato di forma cilindrica, le cui fasi di produzione (oltre che la degustazione) sono spiegate nella relativa Maison dedicata.


Vale la pena segnalare anche, vicino ad Ambert, il mulino Richard de Bas, l'ultimo mulino della carta ancora attivo in Auvergne. E si può visitare un museo che racconta la storia della carta stessa e le diverse fasi della fabbricazione.
Una bella cena nel confortevole albergo La Chaumière nella stessa Ambert ha chiuso degnamente la mia prima giornata in Auvergne.
Il giorno dopo ci siamo spostati nella bella zona, un po’ più ad est di Ambert, dove è situato il Parc d’activités de Montagnes de Prabouré, che d’inverno è anche una stazione sciistica.
Qui è stato possibile, in uno scenario montano incantevole, effettuare un primo trasferimento attraverso la Tyrolienne gigante della Haute-Vallée (800 m di lunghezza, 110 m di altezza), la più alta del Massiccio Centrale. La Tyrolienne è un "mezzo di trasporto" che prevede l'aggancio delle persone, in tutta sicurezza, ad un cavo d'acciaio tramite una carrucola, con la quale è possibile lanciarsi in sospensione attraversando una valle di montagna e finire il panoramico viaggio un minuto dopo circa.


In questa zona si possono svolgere anche altre attività molto interessanti ed emozionanti, come il percorso di Rando-Ferrata, con una scalata per circa 500 metri di una roccia dotata di blocchi di granito imponenti, adatta anche ai principianti; o fare un’avventurosa passeggiata sulla "passerelle géante", camminando, sempre in grande sicurezza, su un ponte basculante lungo e stretto.
In questa zona è possibile comunque anche fare delle piacevoli passeggiate nel verde degli stupendi boschi del Praburé, dove nelle belle giornate il sole filtra tra gli alberi e dona ai visitatori delle viste mozzafiato e dei giochi di colori davvero da non perdere.



Dopo una sosta per il pranzo a base di gustosi piatti tipici della zona presso la limitrofa Auberge des Pradeaux (del lato food della regione vi parlerò poi in un post a parte) siamo giunti nel pomeriggio in un incantevole luogo, Saint Gervazy, un fascinoso villaggio medievale con tanto di piacevole castello.
E presso il Centre Equestre du Montcelet abbiamo goduto di una gradevole promenade a cavallo a ritmo lento, adatta anche ai non esperti.


Il mio cavallo, chiamato Opéra, mi ha condotto lungo strade di campagna (a volte anche non pianeggianti) consentendomi di ammirare ancora i verdi campi della regione, i suoi riposanti e affascinanti paesaggi, le belle montagne circostanti e soprattutto di vivere un’esperienza per me davvero fuori dal comune (non ero infatti mai stato a cavallo).
Fuori dal comune è stato anche il bellissimo scenario di viaggio che verso sera abbiamo ammirato intorno a noi per raggiungere verso ovest il nostro nuovo albergo nella località termale di Le Mont Dore: in prima battuta abbiamo apprezzato la bellezza del notevole Lac di Chambon e della chiesa romanica di Saint Nectaire, mentre appena dopo intorno a noi dominavano i nitidi e netti contorni di vicinissime montagne, con una enorme luna dietro di esse che donava un leggero chiarore nella ormai prossima discesa della sera…
Quelle stesse montagne le abbiamo riviste decisamente con un’altra luce, altrettanto mozzafiato, l’indomani, dalle finestre del bellissimo chalet di montagna dove abbiamo dormito (l’Hotel Restaurant Le Puy Ferrand).


In quella giornata ci aspettava un’abbastanza impegnativa passeggiata in montagna che partiva dal Col de la Croix St. Robert fino alla valle di Chaudefour intorno al vulcano Puy de Sancy, nel cuore dell’Auvergne.


Una guida ci ha condotti in sentieri erbosi, ogni tanto macchiati dal rosso delle piante di mirtilli selvatici, e in vallate e depressioni mozzafiato con tutte le sfumature del verde, del marrone e del giallo. Qui l’azione combinata dell'altitudine, la pendenza dei versanti, la loro esposizione e il mantenimento delle pratiche agro-pastorali hanno creato i presupposti per la formazione di una grande biodiversità, rendendo questo luogo di grande interesse ecologico.


Inutile quindi dire che fare un pic-nic a base di prodotti tipici dell’Auvergne (uno su tutti, le lentilles vertes, prodotte in regione) in un tale splendido scenario naturale è stata davvero un’esperienza da ricordare! 



La passeggiata di ritorno in mezzo al bosco, inoltre, è risultata altrettanto interessante, percorrendo stradine strette tappezzate di foglie rosso-bordeaux, attraversando ruscelli e ammirando contestualmente tante differenti varietà di piante.


E’ seguita la visita ad uno dei più bei borghi di Francia, Montpeyroux, arroccato su una collina, con tante graziose viuzze che conducono ad una affascinante torre del tredicesimo secolo. 


Montpeyroux è stato ed è un paesino vocato alla viticoltura (alcune vecchie case, restaurate con cura, hanno conservato le loro cantine) ed oggi si continua a produrre in zona un buon vino, anche biologico (nella chiesa principale del paese, non a caso, vi è la statua di Saint Verny, protettore dei vignaioli). Questo villaggio è stato anche famoso per la lavorazione di una bionda pietra tipica locale, con cui sono costruite alcune casette che oggi accolgono anche pittori e vasai.


L’ultimo giorno del mio viaggio in Auvergne è stato dedicato alla visita del mitico Puy de Dôme, cima simbolo della regione e distante soltanto 15 km da Clermont-Ferrand. Con i suoi 1.465 metri d'altitudine, è il vulcano più alto della catena dei Puys ed è stato riconosciuto come Grand Site de France. 


Sulla sua vetta si può arrivare con un simpatico treno a cremagliera, dal quale si gode di una vista mozzafiato sulle valli limitrofe (purtroppo nel giorno in cui ci sono andato, il tempo non è stato tale da poter apprezzare in pieno il panorama). 


In cima si trovano le rovine di un tempio gallo-romano dedicato a Mercurio, un osservatorio meteorologico e un punto informazioni con una sala dedicata alla vulcanologia. Il Puy de Dôme è anche una meta apprezzata dagli appassionati di parapendio e deltaplano, che spiccano il volo dal suo punto più alto.
Sempre in tema di vulcani e a breve distanza da Clermont Ferrand, vale la pena di visitare il Parco Vulcania per capire meglio cosa sono e come “funzionano” i vulcani. In una splendida cornice paesaggistica in mezzo ai vulcani, Vulcania invita i suoi visitatori a vivere un’esperienza indimenticabile alla scoperta della terra e dei suoi fenomeni naturali, attraverso sale rivestite di schermi, simulatori di sismi, animazioni varie su navette, vascelli e piattaforme mobili, film in 4D, ecc. 


Insomma ci si può immergere in tante avventure, che vi faranno toccare con mano la potenza dei vulcani, facendovi comprendere i meccanismi che li determinano.
Il mio viaggio in Auvergne è sostanzialmente finito qui. Credo di avervi dato un’idea di cosa e quanto questa bella regione possa regalare ai suoi visitatori. Vi invito quindi a trascorrere una bella vacanza in questa zona, che tra l’altro a breve si unirà amministrativamente con la regione Rhône-Alpes per formarne una unica e più grande.
E poi nel luglio 2017, per chi ama il ciclismo, al Puy en Velay, altra area regionale di attrazione turistica, arriverà per 2-3 giorni il Tour de France. Io sono già pronto. E voi?

Per maggiori informazioni sui luoghi citati nell’articolo:

Comitato Regionale per il Turismo dell’Alvernia
Vanessa Michy
Tel. +33(0)4 73 29 49 33 / + 33(0)6 61 27 27 48
e-mail: Vanessa.michy@crdt-auvergne.fr

www.alvernia-turismo.it
www.auvergne-tourisme.info
www.france.fr

ps: è doveroso ringraziare per l’ottima organizzazione e accoglienza ricevuta in Auvergne Barbara Lovato di Atout France Italia e Vanessa Michy del Comité Régional de Développement Touristique d'Auvergne.