Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

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3 maggio 2026

Il pane del “fornaretto di Frascati”

Andando al supermercato vicino casa alcuni giorni fa, ho scoperto che veniva venduto anche il pane di Amadei, un glorioso forno di Frascati il cui nome è legato indissolubilmente all’ex centravanti della Roma Amedeo Amadei.

Per chi non lo conoscesse, vale la pena di fare un cenno alla storia di questo forno che proprio quest’anno ha raggiunto il prestigioso traguardo dei 150 anni di attività.

Nel lontano 1876 nasce, con la gestione di Agostino Amadei e poi del figlio Romeo, un forno a legna di quelli di un tempo, che si affermò con successo fino ad arrivare ai giorni nostri, portando avanti i dettami della tradizione familiare. Successivamente il forno viene gestito dalle figlie di Romeo, Adriana e Antonietta, e dal loro fratello Amedeo che era anche addetto, con la sua bicicletta, alle consegne del pane.

Ma proprio con questa stessa bicicletta, di nascosto dei suoi genitori, Amedeo si reca a Roma per un provino (che poi andò bene) con la squadra calcistica della Roma.

Fu l’inizio di una prestigiosa carriera sportiva, in quanto Amedeo diventò successivamente un famoso calciatore professionista della Roma, dell’Inter, del Napoli e della Nazionale italiana negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale.

Amedeo Amadei era molto legato alla Roma e quando cambiò squadra volle far inserire una clausola nel suo contratto che gli permettesse di non giocare contro la sua ex squadra anche in partite decisive.

Amedeo, per molto tempo il più giovane giocatore esordiente in serie A, fu il centravanti del primo scudetto della Roma (quello del 1942) e ribattezzato “il fornaretto di Frascati”; contribuì con i suoi successi a far crescere la notorietà del panificio, che resta ancora oggi legato alla sua fama.

Alla fine del 2013, all'età di 92 anni, Amedeo Amadei è poi scomparso, rimanendo uno dei più importanti giocatori della storia della AS Roma e rientrando anche nella sua prestigiosa “Hall of Fame”.

Oggi l’attività del forno Amadei è gestita da Giampiero, figlio di Amedeo e titolare dell’azienda.

Dal 1980 l’attività, ormai a carattere semi-industriale, aggiunge alla tradizione del pane anche quella dei prodotti da forno e dolciari e si sviluppa in un’ottica di miglioramento continuo, proponendo anche prodotti e lavorazioni innovative e utilizzando anche farine speciali. L’obiettivo è quindi di mantenere una qualità artigianale di buon livello, pur lavorando con volumi sempre maggiori per consentire di rifornire, tra gli altri, ristoranti, alberghi e supermercati.

In effetti all’assaggio il pane di Amadei che ho acquistato al mio supermercato di fiducia è risultato piacevole, ben cotto, con una crosta croccante e fragrante e una mollica di un bel colore chiaro, soffice e morbida. Un pane, inoltre, che ben si conserva per giorni, rimanendo fresco e non indurendosi velocemente.

W il fornaretto di Frascati ed il suo pane!

15 febbraio 2019

Il toast di Niko Romito e altri sfizi golosi del dopo ufficio


Quando si esce dall’ufficio c’è sempre un’esigenza di “decompressione” dopo pesanti giornate di lavoro. Un rimedio è senz’altro camminare, anche per parecchio tempo, per rinfrescarsi le idee e i pensieri e muoversi un po’, dopo essere stati seduti per tanto tempo davanti ad un computer.
Inoltre, solitamente abbino alla passeggiata qualche piccolo spuntino goloso e poco più, per non mangiare troppo in vista della cena.
Nel post di oggi voglio a tal proposito cercare di mettere maggiore ordine nel mio bighellonare, nel dopo ufficio, in modo particolare nelle zone romane dei Parioli – Salaria – Termini. E provare a stilare una classifica (mi diverte molto farle) certamente non esaustiva di “snack” da non perdere in questi quartieri.
Ecco allora dieci “chicche” che consiglio (in ordine crescente di importanza):

10. Le quiches di Natalizi. In questa elegante pasticceria di Via Po la qualità e la soddisfazione dei clienti è garantita sui dolci, ma le mie spiccate preferenze salate mi inducono a segnalarvi anche le sue magnifiche quiches. Salmone, ricotta e spinaci, o anche, buonissima, quella col pollo lesso, sono assolutamente da provare e non ve ne pentirete.
9. L'hamburger di Hungaria. E’ tornato, dopo diverso tempo che questo locale nel cuore dei Parioli era chiuso per ristrutturazione. E’ tornato lui, “il completo”, il mitico hamburger con bacon, uova strapazzate, salse varie, formaggio e tanta bontà. E, come un tempo, merita di essere assaggiato.


8. Il supplì di Streatart a Piazza Buenos Aires. Di questa pizzeria adoro soprattutto i supplì, in particolare quello classico e con i funghi porcini, davvero ben fatti.
7. Le prussiane e i croissant di SS. Sebastiano e Valentino. Si va sul sicuro in questa panetteria che è un po’ riduttivo definirla soltanto tale. Qui si mangiano degli ottimi croissant stile francese e anche delle buonissime prussiane (un dolce che amo tanto) che abitualmente gusto la mattina (in deroga al dopo ufficio di cui sopra) quando c’è sciopero dei mezzi pubblici. Esco presto e mi rimane quindi il tempo per un’ottima colazione in cui, per quanto mi riguarda, non mancano mai proprio questi dolci.
6. I cakes salati di Dolce. In questo negozietto dall’aria provenzale a Via Savoia nei pressi di Piazza Fiume figurano tante golose bontà dolci, come suggerisce il nome. Ma io qui mi reco spesso per mangiare dei buonissimi cakes salati, dai gusti più disparati (ultimo assaggio in ordine di tempo: quello con scarola e uvetta) che apprezzo sia per la morbidezza sia per l’accostamento azzeccato degli ingredienti.
5. La pizzetta rossa del Cigno. In questo elegante e glamour bar dei Parioli tra le tante bontà figura anche una pizzetta rossa (di media grandezza) con pomodoro e mozzarella davvero ottima, dalla grande morbidezza e con la pasta caratterizzata da un lieve sapore dolce. Mangiatela appena riscaldata: è super!
4. Le pizzette di Panis. Questo localino situato in Via Tagliamento sforna bontà in serie, ma da non perdere qui sono senza dubbio le sue pizzette rosse, delle mini lingue croccanti, scrocchiarelle e con qualche traccia di bruciacchiato che non guasta, anzi!

PODIO…

3. L’amatriciana fritta al Mercato Centrale. Al Mercato Centrale ci sono tante cose buone da mangiare, ma ne ho scovata una diciamo così un po’ “nascosta”. Al banco dei fritti c’è una frittata di pasta all’amatriciana buonissima, ben morbida, cremosa e appena pepata che vi consiglio di provare.
2. La pizza al taglio della Pizzeria La Parioli. Lungo Viale Parioli c’è un buchetto di pizzeria al taglio, quasi d’altri tempi, con pochi gusti offerti ma di grande bontà e qualità. Amo qui prendere la funghi e mozzarella bianca ma anche la ripiena con prosciutto e formaggio. Sono ottime anche la margherita e la pizza con i peperoni, tutte gradevoli, golosissime, morbide e pepate al punto giusto.
1. Il toast di Niko Romito. Al bistrot di Niko Romito a Piazza Verdi si mangiano tantissimi piatti sfiziosi, che cambiano a seconda delle stagioni. Ma anche un toast davvero goloso, con dell’ottimo pane tostato (quello suo buonissimo), prosciutto e un fondente e colante formaggio Comté dal sapore deciso che forma una goduriosa crosticina: il top!

Che ne pensate di queste mie scelte? Attendo impaziente una vostra risposta.
Poi magari una prossima volta stilerò una graduatoria analoga anche sui ristoranti della stessa zona, indicando il piatto che in ciascuno di essi mi ha colpito. Che ne dite? A presto!

PS In questo post non ho messo gli indirizzi dei locali citati per un semplice motivo: la mia eccessiva pigrizia J. Li trovate tuttavia facilmente su Google o, se avete difficoltà, chiedetemeli pure!

3 marzo 2018

Spazio di Niko Romito, una pre-recensione


Ho visitato di recente, più di una volta, i nuovi locali romani dello chef tristellato Niko Romito.
Mi è capitato però di andarci frettolosamente, solo in pausa pranzo e quindi per il momento posso dare un giudizio soltanto parziale sui menù offerti. Quella di oggi pertanto è solo una pre-recensione, in attesa di una cena o un pranzo completo da "esaminare" per bene. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, vi anticipo che il mio giudizio è già altamente positivo...
Ma andiamo per ordine. Come molti di voi sapranno, Niko Romito ha recentemente aperto due locali, uno accanto all'altro nella zona di Piazza Verdi ai Parioli. Il primo è il ristorante vero e proprio, l'altro è uno spazio multifunzionale che è al tempo stesso bistrot, caffè, rosticceria, panetteria e che è altrettanto (se non più) interessante.
Il ristorante è davvero accogliente, carino, con cucina a vista, strutturato su due livelli e appare come una sorta di giardino d’inverno con tante piante a mò di serra tropicale.


Il suo menù prevede non molti piatti dal prezzo accessibile. Finora qui ho assaggiato una zuppa di ceci, funghi cardoncelli e castagne* davvero notevole, non densa, con un brodo di ceci molto piacevole e con i sapori dei singoli ingredienti ben netti e puliti.


Molto buono è anche uno dei dolci presenti in carta, una sorta di panna cotta meno compatta e più cremosa del solito, con cioccolato e limone, dalle piacevoli e diverse consistenze.


Davvero ottimo anche il pane del ristorante (uno dei migliori che abbia mai mangiato), che viene preparato utilizzando anche delle pregiate e rare varietà di grano abruzzese.
E se volete gustarlo con calma a casa, lo stesso pane è anche in vendita al locale accanto, a cui si accede dall'interno dello stesso ristorante oltre che provenendo da fuori.
Qui, oltre ad acquistare questo buonissimo pane, ci si può fermare per un aperitivo, una pausa pranzo o anche per uno snack sfizioso. Ottime le crocchette di patate, ben gialle all'interno e arricchite con del salame e la frittata di pasta, compatta e anch'essa ripiena di cubetti di salame. 


Molto gustosa anche la zuppa con crema di pecorino, menta e limone che unisce gusti più forti con altri più delicati oltre a offrire profumi molto piacevoli.
Ho avuto modo di assaggiare anche delle buone torte rustiche con ricotta e spinaci e porri e patate, nonché un buonissimo crostone di pane con uova strapazzate e delle sottilissime fette di guanciale (categoria del menù "Fetta di pane").


Insomma da Niko Romito c'è davvero da divertirsi, con i tanti piatti sfiziosi che offrono i due locali che hanno la caratteristica, mi sembra di vedere, di bilanciare bene i sapori ma che al tempo stesso consentono di ben distinguere le specificità dei singoli ingredienti.
Tra le tante cose che ancora vorrei assaggiare, mi incuriosisce molto provare la colazione offerta al mattino dal Caffè, soprattutto riguardo alla parte “brioche e lievitati” che comprende anche tipicità abruzzesi come le ferratelle oltre che "il ciambellone di mamma" o il pane antico con frutta secca.
Tornerò ancora e ancora in questi locali per poter formulare quindi un giudizio completo su di essi, ma soprattutto per il mio piacere personale che è poi la cosa più importante e la molla che spinge sempre a sperimentare e a raccogliere spunti interessanti.
Vi aggiornerò presto su questi schermi, ma intanto fate una capatina da Niko Romito, ne vale davvero la pena!

* Anche io tempo fa avevo preparato a casa una zuppa di ceci, funghi e castagne, ma profondamente diversa da quella dello chef. Se vi può comunque interessare, perché a mio avviso è molto buona anch'essa, qui trovate la ricetta :-)

19 maggio 2016

Auguri… Doppi di buon compleanno!


Circa una settimana fa ho partecipato ai festeggiamenti del primo compleanno di un locale che non conoscevo e presso cui sono stato molto bene, che si chiama "Il Doppio, Mangiare e Bere".
Il locale nasce nel maggio del 2015 (dopo la trasformazione da quello precedente, denominato "Taverna Romana") nel quartiere Prati di Roma dall’idea di due sorelle, Marta e Romana Cipriani. Queste ultime, seppur giovanissime, hanno già alle spalle una notevole esperienza ristorativa di famiglia e una serie di tirocini presso qualificati locali.


Dietro al nome “Il Doppio vi è da un lato la duplicità di una cucina che vuol essere al tempo stesso tradizionale e contemporanea, ma anche il binomio rappresentato da due sorelle molto diverse tra loro ma con un'unica passione, quella della convivialità e del cibo.
La serata di festeggiamento mi ha consentito di assaggiare numerosi piatti sapientemente preparati dalla chef Romana Cipriani, con vecchie e nuove creazioni non attualmente presenti nel menù, ma che si potranno comunque trovare sempre a rotazione in carta, essendo quelle che rappresentano di più la storia del locale.
In particolare la cena ha previsto un amuse bouche molto gustoso costituito da un gazpacho leggero con pinzimonio di verdurine crude e come antipasto delle golose polpettine di melanzane (su coulis di pomodoro) e di bollito (su un'ottima salsa barbecue).



Il primo proposto era rappresentato da dei buoni ravioli di Castelmagno ed asparagina, con asparagi e polvere di speck, mentre come secondo piatto abbiamo assaggiato un filetto di maiale semibrado alla senape con scalogno brasato.



Per chiudere, un ottimo millefoglie con crema al lime e frutti di bosco, a mio avviso uno dei piatti più buoni della serata.


Da segnalare anche lo squisito pane fatto in casa in particolare dei morbidi paninetti a forma di cornettini.
Ha condotto la sala Marta Cipriani con la collaborazione di Silvia Magri, che con professionalità e discrezione nel servizio hanno contribuito a rendere ancor più piacevole la serata.
Perfetti poi gli abbinamenti dei piatti con i vini naturali presenti in carta, distribuiti a Roma da Tiziana Gallo. Come ad esempio quelli del Nebbiolo Colline Novaresi Doc “Flores” 2014 (Cantine del Castello Conti, NO) con il secondo piatto di carne e del Moscato D’Asti “Filari Corti” (Carussin, AT) con il dolce.


Segnalo infine, a proposito di vini naturali, che da poco tempo è nata una nuova enoteca (“Vignaioli Naturali a Roma”, Via del Casale Strozzi 19, zona Piazzale Clodio) non lontana dal ristorante di cui si parla, proprio di Tiziana Gallo, che è anche l'organizzatrice della manifestazione che porta lo stesso nome del negozio e che si svolge ogni anno nel mese di febbraio.
Tanti auguri allora a “Il Doppio, Mangiare e Bere” per un futuro pieno di successi che merita e tanti complimenti per l’ottima riuscita della cena agli organizzatori della serata Daniela Delogu di SenzaPanna e Fabrizio Vicari (con Eugenio Simoni) di Gustovino.

Il DOPPIO, MANGIARE E BERE
Via Rodi, 16 - Roma
Tel. 06.39.74.33.93
Chiuso sabato a pranzo e domenica

8 febbraio 2016

Un Paris-Brest al Carré Français


Da amante della Francia cerco sempre nella mia città qualche morceau della nazione transalpina sparso qua e là e ogni tanto trovo cose interessanti, a volte anche un po’ nascoste.
Nascosto non è però di certo un interessante locale, molto spazioso, che ho scoperto da poco, che si trova nei pressi di Piazza Cavour.
Sto parlando del Carré Français, un esercizio commerciale che è al tempo stesso bistrot, ristorante, pasticceria, formaggeria, enoteca e panetteria.
Un posto moderno, accogliente, elegante che presenta tanti ambienti dedicati alla vendita e al consumo in loco di tipicità e piatti francesi.
Si può andare al Carré Français anche solo per prendere un dolce al bancone, per un aperitivo o un brunch della domenica.


Per ora ci sono stato soltanto di passaggio una domenica pomeriggio, assaggiando una quiche Lorraine molto buona e interessante, con una golosa crosticina lievemente croccante sulla parte superiore, cosa che non sempre si riesce a trovare, anche in Francia. E, sul fronte dolci, ho mangiato con gusto un ottimo Paris-Brest.


Devo comunque tornarci anche a cena, per assaggiare in particolare le carni e le tartare provenienti dalla nota boucherie Polmard e tante altre mille ghiottonerie tipiche della mia Francia che ho potuto scorgere dal menù.
Un altro po’ di Francia, questa volta più nascosta e meno nota, si trova dalle parti di Via del Gazometro nella zona di Roma Ostiense, nel negozietto di pasticceria di Noel Crochon (Via del Gazometro, 11 – tel. 06 5741326).


Qui si trovano dei buoni dolci di tradizione nazionale (realizzati in certi casi con originalità) ed alcuni capisaldi della pasticceria francese, anche se questi ultimi non rappresentano la maggioranza dei prodotti offerti.
Ecco allora la Galette des Rois, che viene venduta durante le feste natalizie, nel mese di gennaio e forse anche dopo. All’interno di questa torta, di pasta sfoglia e crema di mandorle, vi è una piccola sorpresa detta fève. Chi la trova, secondo la tradizione, diventa il re della festa o delle feste.


Le golosità francesi di Noel Crochon continuano con gli ottimi “marsigliesi”, con uvetta, cioccolato e crema, morbidi, umidi, golosi, oltre che con una buona Tarte Tatin (senza tuttavia dimenticare che da Noel sono buonissime anche le italianissime pizzette!).
Per oggi è tutto, ma proseguirò prossimamente con altri post che riguardano locali o eventi collegati alla Francia a Roma. Stay tuned ;-)

23 luglio 2015

Gazpacho di anguria ghiacciato, per questo torrido luglio


Ogni tanto c’è l’esigenza di un gazpacho. Un “mangia e bevi” di origine spagnola e andalusa che va particolarmente bene per la stagione estiva e a maggior ragione in questo periodo, in cui il caldo torrido non dà tregua.
E siccome l’anguria è uno dei frutti estivi che più amo (quando è dolce, è straordinaria!) e che più dissetano durante questa stagione, perché non gustare un gazpacho proprio di anguria?Trovo che un tale gazpacho possa accompagnarsi particolarmente bene a del pesce di consistenza “carnosa”, come il tonno o il pesce spada, magari appena scottati sulla piastra, con un contrasto caldo-freddo che non è per niente male.
Ma io amo il gazpacho a prescindere, anche come semplice antipasto, perché il contrapporsi di sapori dolci e salati è davvero ben bilanciato e piacevole.
Sulla composizione dei gazpachi ci si può sbizzarrire parecchio, ma ci deve essere sempre, a mio avviso, il pane raffermo inzuppato, che dà consistenza e densità.
Ecco allora la ricetta del mio ottimo gazpacho di oggi, che ho tratto dal sito cavolettodibruxelles.it, ma che ho un po’ cambiato a mio gusto.


Gazpacho di anguria
(per 2-3 persone)

polpa di anguria 250 gr.
pane bianco raffermo 1,5 fette
aglio 1/4 di spicchio
olio d’oliva 3 cucchiai
aceto balsamico 1 cucchiaio
sale e pepe

Frullare la polpa dell’anguria tagliata a pezzettoni al minipimer dopo aver ben fatto attenzione ad eliminare tutti i semi. Versare il liquido in una ciotola, aggiungere l’aceto, il pane spezzettato, l’aglio tritato, il sale e il pepe. Coprire e lasciar riposare per una notte in frigorifero. Il giorno dopo frullare il tutto insieme a qualche cubetto di ghiaccio e incorporare infine, a filo, l’olio d’oliva. Aggiustare eventualmente di sale, pepe o olio e servire freddissimo.

E seguite bene quest’ultima raccomandazione: deve essere freddissimo. O meglio, direi ghiacciato! ;)

17 febbraio 2015

Una serata 100% Lazio


Lo scorso venerdì si è tenuta presso la Boulangerie MP di Matteo Piras una interessante serata dedicata alle eccellenze gastronomiche del Lazio, abbinate agli ottimi prodotti di panetteria del locale e alla nuova birra artigianale di Birradamare.
Il birrificio di Fiumicino, in particolare, ha presentato la piacevole birra Bifuel, una birra "sui generis" che nasce dall'incontro fra il mosto di birra e quello di uva Vermentino dell'Azienda Agricola Torre in Pietra, situata lungo la costa laziale.
 

Un prodotto quindi ancor di più a km zero, espressione del territorio laziale, meno amaro rispetto alle normali birre, dal profumo fruttato e ideale per antipasti e aperitivi estivi. Una birra che, per le caratteristiche di alcuni dei suoi ingredienti, deve essere necessariamente prodotta in corrispondenza della vendemmia.
Durante la serata, questa birra si è abbinata molto bene con altri prodotti di pregio che nascono nel territorio laziale, tra cui in primis le squisite coppiette (sottili strisce di carne magra di suino in salamoia con aromi, essiccate naturalmente) e l’eccezionale porchetta di Ariccia realizzata secondo tradizione dalla famiglia Argentati. Una porchetta ottima nella sua parte più buona, la crosta, croccante e succulenta, ma anche nella sua parte interna, ben morbida e gustosa (e sapete bene che non sempre ciò accade altrove, con la parte interna a volte troppo “asciutta”).
 

Un altro ottimo prodotto degustato è stata la buonissima mozzarella e gli altri prodotti di bufala del caseificio La Perla del Lazio di Carpineto Romano, realizzati utilizzando esclusivamente il latte delle bufale allevate nell'area incontaminata dei Monti Lepini.
 

Ad accompagnare degnamente i prodotti delle aziende coinvolte sono state anche le specialità salate di Matteo Piras, giovane panificatore, laurea in Scienze Naturali, che, dopo una lunga esperienza in Francia, è tornato a Roma da alcuni anni per dedicarsi all'arte bianca. Ottima in particolare la soffice e digeribile pizza bianca e ai gusti, ma nella boulangerie di Piras vi è molto di più: filoni, baguettes, focacce, biscotti, croissants e pain au chocolat, anche vegani.
 

La serata, denominata Birra&Co 100% Lazio, è stata quindi un’ottima occasione per conoscere alcune delle più interessanti realtà gastronomiche del Lazio, ben integrate e messe insieme da chi ha ottimamente organizzato l’evento.
 

Aziende che, siano esse familiari dalla lunga tradizione o più giovani e innovative, hanno come minimo comun denominatore la grande passione per il loro lavoro e la ricerca della massima eccellenza dei prodotti offerti.

8 dicembre 2014

Gusto a prova di…bomba


La mia conoscenza con le “bombette” di Martina Franca l’ho fatta al Salone del Gusto di Torino di parecchi anni fa. Nel caos del fine settimana, nell’affollata area dello street food, ho notato infatti delle sfizioserie pugliesi succulentissime e gustosissime che rispondevano al nome di “bombette”. Ed è stata un’esperienza gustativa unica e irripetibile.
Da allora, poi, non le ho più assaggiate, fino a quando non le ho trovate di recente da Eataly, fresche e pronte da cuocere.
Le bombette in pratica sono degli involtini di capocollo di maiale, normalmente ripieni di Canestrato pugliese e a volte di fettine di salumi a scelta (ma sul tipo di ripieno le scuole di pensiero sono tantissime!), chiusi a fagottino per non far fuoriuscire il formaggio che, cuocendo, fonde. E l’origine del nome probabilmente dipende dal fatto che, una volta cotte, sprigionano tutto il loro sapore come una piccola bomba.
Quanto al modo di cucinarle, un classico è quello di cuocerle alla griglia (servite in cartocci), Dovete infatti sapere che a Martina Franca, nella Valle d’Itria e in altre zone della Puglia, è tradizione che i macellai abbiano un “fornello” (furnidd) accanto al negozio per cuocere immediatamente la carne venduta. E’ una delle tante, fantastiche e variegate espressioni dello street food nazionale, nata inizialmente per celebrare feste religiose e successivamente estesa a tutti i periodi dell’anno come momento conviviale. Con piccoli spazi delle macellerie riservati a tavoli e panche, per consentire di apprezzare le specialità in un ambiente informale.
Ebbene, da circa quarant’anni, alcuni macellai di Martina Franca (a proposito: Martina Franca è famosa anche per il suo davvero ottimo Capocollo stagionato!) hanno aggiunto, alle consuete cotture alla brace, anche queste splendide bombette.
Detto ciò, vi dico come ho preparato le mie bombette che al loro interno contenevano (preparazione di Eataly) ingredienti un pò diversi, la toma e la mortadella.
In mancanza di una griglia a casa mia degna di questo nome, ho preparato queste delizie in umido, con olio extravergine, vino bianco, rosmarino e poco brodo vegetale a bagnare il tutto, in caso che il sughetto che si è formato si asciugasse troppo.
Il risultato è stato altrettanto ottimo, super gustoso, da abbinare rigorosamente ad un buon Primitivo e a del rustico Pane di Altamura.
W lo street food italiano!

2 dicembre 2014

Panificando con Francesca Maggio


In un pomeriggio romano di inizio weekend ho frequentato di recente un corso molto interessante sulla panificazione. Un corso a cui tenevo particolarmente, per saperne di più su una materia abbastanza complessa e di cui ho conoscenze solo superficiali.
Il corso, della durata di tre ore circa, si è tenuto presso la pasticceria Almondart (Via Alberico II, 2a - Roma - Tel. 87462322 - cell. 335 8016920) ed ha avuto come docente la bravissima Francesca Maggio, maestra di cucina e pasticceria e socia fondatrice insieme a Luca Montersino della scuola Icook di Chieri in provincia di Torino.
 
 
La preparata e simpatica Francesca ci ha dato consigli e dritte utilissime sull’arte della panificazione, che hanno permesso di preparare degli impasti perfetti, soffici e elastici (grazie anche al prezioso supporto di un’impastatrice professionale CookingChef Kenwood) e dei pani dal profumo inimitabile.



Dei profumi che ci hanno piacevolmente accompagnato durante tutto il corso e che inevitabilmente ci riportano a quelli dell’infanzia, che si sentivano nelle cucine delle nostre nonne. O nelle panetterie sotto casa (allora molto più artigianali di oggi) dove, ancora abbastanza piccoli, compravamo del pane per le nostre mamme e spuntavamo qualche “omaggio” di pizza bianca.
Del corso mi ha colpito anche l’estrema cura e trattamento “di riguardo” che la docente dava all’impasto, accarezzandolo, coccolandolo, vezzeggiandolo, tutelandolo, come si fa con un bambino fragile e indifeso.
 

E’ proprio vero che più amore si mette in tutte le cose che si fanno, più i risultati sono meravigliosi.
E non potevano che essere tali i pani che sono venuti fuori dalle sapienti mani di Francesca, uno alle patate, uno in cassetta, uno rustico con segale e farro e uno a treccia “a quattro capi” (riuscirò mai a riprodurlo?).
 

Ottimo in particolare il pane di patate, soffice, morbido, buono anche senza nessun accompagnamento. Il pane in cassetta che è stato preparato, poi ,“è tutto un altro mondo” rispetto a quello commerciale che siamo abituati ogni tanto a consumare.
Il pane prodotto è stato abbinato comunque a degli ottimi salumi e salse, tra cui quella al formaggio e mandorle, ottimamente preparata da Almondart.
 

Piacevoli anche le chiacchiere post-corso con gli “allievi”, persone molto motivate e già preparatissime, tra cui anche la nota e simpatica Anna Moroni.
Un ringraziamento doveroso deve andare a chi mi ha invitato a questo corso e a Giovanna Magri e Marcella Argiropulos di Amondart, il cui negozio vi invito a visitare.
 

Perché oltre ad organizzare corsi fa molto di più. Le sue torte sono come le avete sempre sognate: in  pasta di zucchero o decorate con fiori freschi o ancora impreziosite con decorazioni di pasta di mandorle: provare per credere!