Madrid.
Periferia della città, anche se dal centro ci si arriva con sole 7-8 fermate di
metropolitana. Appena si esce dalla metro (la fermata è quella di Portazgo,
Linea 1), lo stadio si trova, imponente, giusto sopra, rumoroso e festoso il
giorno della partita.


E’ lo stadio di Vallecas, che prende il nome dall’omonimo
quartiere, campo di casa del Rayo Vallecano de Madrid,
una squadra di calcio di serie A spagnola che non è certo il Real o l’Atletico,
ma che ha una storia piena di fascino.
I
suoi tifosi appartengono in gran parte a questo quartiere popolare e povero,
che una volta era un paesino a sè e che, col tempo, è diventato una delle più
grandi zone periferiche della capitale spagnola.
Qui
vi abita gente che lavora sodo, che vive in maniera dignitosa e che considera
questa squadra un emblema del proprio status sociale. Il Rayo, che ha quasi
cent'anni di storia, mantiene quindi ancora una caratterizzazione popolare e
operaia e i suoi tifosi più accesi e organizzati, chiamati Bukaneros, sono
fortemente antifascisti e antirazzisti.
Lo
stadio del Rayo, di circa 15 mila posti, è una bella struttura all’inglese, con
campo attaccato alle tribune e presenta una sola curva, mentre l’altra è solo
disegnata e su di essa campeggia un motto che recita “valentía, coraje y
nobleza”. In compenso da quel lato vi sono palazzi alti al punto tale da poter
vedere comodamente la partita dalle relative finestre.


I
colori della maglietta del Rayo, una banda diagonale rossa su sfondo bianco,
ricordano i taxi di Madrid, mentre calcisticamente parlando evocano la maglia
del Perù o del River Plate, al quale pare si siano ispirati. Inoltre i
giocatori di questa squadra sono chiamati "le strisce rosse", in
spagnolo franjirrojos.
Il
Rayo non ha mai conseguito grandi risultati sportivi. In Liga ha
raggiunto al massimo l’ottavo-nono posto e spesso ha fatto su e giù tra la
serie A e la serie B spagnola.
Quest’anno
gioca ancora nella massima serie, dopo essere risalito di nuovo lo scorso anno
vincendo il torneo di Segunda Division. Per la cronaca, ad oggi il Rayo è nelle
ultime posizioni della classifica, con una vittoria, due pareggi e quattro
sconfitte.
Durante
il mio soggiorno a Madrid ho assistito alla bella partita Rayo
Vallecano-Deportivo Alavès, finita con una netta
vittoria degli ospiti, addirittura per 1-5.
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| Il biglietto della partita e la cronaca di "Marca" sulla stessa il giorno dopo |
Per inciso, la squadra avversaria,
basca, ha giocato davvero bene, esprimendo molta tecnica, un calcio di qualità
e ottime ripartenze (non a caso al momento si trova nelle primissime posizioni
in classifica).
Ma,
a parte queste note tecniche, mi hanno colpito la commistione pacifica in
tribuna tra tifosi delle due squadre e gli applausi degli sconfitti agli
avversari a fine partita sullo sfondo dei cori festanti dei fans dell'Alavès.
La stesso “mix” tra i tifosi delle due squadre è proseguito anche fuori dal
campo, nei bar di fronte allo stadio.
Qui
birra (quella che sponsorizza il Rayo è la buona Mahou) e bocadillos (ad
esempio con tortilla) acquistano un sapore ancora più speciale quando gustati in
compagnia.
Anche
questo è (o dovrebbe sempre essere) il bello del calcio!