Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

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5 giugno 2021

Lo charme della Bretagna, tra affascinanti fari e pittoreschi villaggi di pescatori

 
Video by Tourisme Bretagne


Mi ritrovo ancora una volta, con piacere, a parlare della Bretagna su questo blog.
E’ la regione che amo di più tra quelle francesi, perché coniuga tante mie passioni come il mare che qui è profondamente diverso dal Mediterraneo, la natura che si esprime a quelle latitudini alla sua massima potenza, la gastronomia, i frutti di mare, la forte vocazione velistica.
Nel video introduttivo a questo post avrete avuto modo di capire, sia pur in pochi minuti, quanto attraente possa essere questo spazio di terra collocato a nord ovest della Francia: c’è appunto il mare e l’oceano che imprimono la loro forza positiva e benefica, ci sono incantevoli borghi, impervie rocce a picco sul mare, fari, alghe, ostriche, verde, leggende, cultura. C'è insomma davvero tutto per una vacanza indimenticabile.
Ho scritto molto in questi anni di Bretagna, dicevo. E allora nel post di oggi mi vorrei concentrare su alcuni aspetti specifici legati alla Bretagna. In particolare quelli connessi ai suoi tanti fari, che hanno uno charme impareggiabile, e ai pittoreschi villaggi di pescatori, che punteggiano alcune zone costiere (tutti i luoghi consigliati sono localizzati nella cartina che segue).


 Per quanto riguarda i fari, per i quali esiste una specifica “strada” in Bretagna, ne ho visitati di bellissimi e vi invito a vederne il più possibile in un vostro prossimo viaggio in questa regione. Quello che più mi attrae è il
faro di Saint Mathieu, di colore bianco-rosso, situato in una delle punte più occidentali della regione (si veda cartina) e precisamente a Plougonvelin. Qui il faro, costruito nel 1835, si innalza dalle rovine di un’antica abbazia e, per arrivare fino alla sua cima da cui si gode di un superbo panorama, occorre salire 163 gradini.


Consiglio di visitarlo quando il tempo non è bellissimo, perché ha un fascino incredibile (la Bretagna è bella anche e soprattutto quando il tempo è piovoso!) tra venti forti, acque color pece e alte onde che avvolgono impetuosamente le scogliere e il faro stesso. In ogni caso con il bel tempo, il panorama, dalla Pointe du Raz all’isola di Ouessant, è altrettanto spettacolare.
Proprio ad Ouessant, isola posta alla confluenza tra Oceano Atlantico e Mar del Nord che consiglio vivamente di visitare, è possibile ammirare tantissimi altri fari, presenti in gran numero e fondamentali perché il tempo ed il mare non sempre sono clementi in questa zona. Qui è da menzionare l’antico (in funzione dal 1700) faro dello Stiff composto da due torri, una con la sua lanterna, l’altra con le scale. Lo Stiff si affaccia sulle onde e sul mare di Iroise a 90 metri di altezza ed è stato recentemente ristrutturato. Ad Ouessant, inoltre, merita una visita il Museo dei Fari e segnali marittimi.
E’ bellissimo anche il faro, stavolta collocato lato Mar del Nord, posto alla fine dell'itinerario che collega l’elegante Perros Guirec e Ploumanac’h, antico villaggio di pescatori, a Trégastel, percorrendo a piedi un affascinante sentiero chiamato “sentier des douaniers”. E' il faro della Cote de Granit Rose, dallo speciale colore marrone/rosa che ben si accorda con quello delle scogliere.
Sono da menzionare anche altri due fari che non conosco ancora. Uno è il faro dell'Ile Vièrge, un gigante di granito alla cui sommità si giunge dopo aver salito ben 365 gradini. Ci troviamo a Plouguerneau sul Mar del Nord, ed il faro in questione, da cui godrete di una magnifica vista, è il più alto d’Europa.
Ultima segnalazione riguarda il faro di Trézien, che si affaccia sull’Atlantico e si erge a 500 metri dalla riva, non lontano dalla Punta del Corsen, ai piedi della quale si incontrano le acque della Manica e dell’Atlantico. Centoottantadue gradini portano il visitatore nel punto più alto del faro, ad un’altezza di 37,2 metri dai quali in lontananza si possono scorgere i contorni dell’arcipelago di Molène e Ouessant.

Alcuni pittoreschi villaggi di pescatori della Bretagna


Con i loro colori pastello, le loro stradine e pontili i piccoli porti bretoni hanno oggettivamente uno charme senza pari. Ve ne descrivo brevemente alcuni, tra i più pittoreschi della regione, quasi tutti situati nella costa atlantica.

Saint-Goustan - Il porto di Saint-Goustan, a Auray nel golfo del Morbihan ha conservato il suo carattere medievale, con il suo ponte di pietra, le sue banchine in pavé e le sue case a graticcio. Situato in fondo al fiume Loc’h, questo antico porto di pesca e di commercio si presta a lente passeggiate percorrendo le sue pendenti stradine, ritrovo di artisti, con caffè e crêperie che lo animano allegramente.
Doëlan è un altro luogo da consigliare. Ben custodito dai suoi due fari, uno rosso e uno verde, il porto di Doëlan si colloca in un profondo estuario della costa sud, tra verdi colline, su cui risaltano le casette bianche, e il mare. Qui si pratica una consolidata attività di pesca su piccola scala. Non perdetevi allora, a fine pomeriggio, il rientro dei pescherecci, con la possibilità di acquisto di pesce e crostacei.
Sauzon è poi l’emblema di un porticciolo bretone. Situato a nord-ovest della splendida isola di Belle-Île-en-Mer, Sauzon colpisce immediatamente il visitatore per le sue banchine punteggiate di gabbie e reti da pesca, che si abbinano a case color pastello, dipinte con la stessa vernice utilizzata per le barche. Non mancano dei bei velieri, da ammirare preferibilmente con la calma che qui regna fuori stagione.
A Camaret, situato alla punta di una penisola protesa nell’Atlantico è da visitare il cimitero delle barche, testimoni di un passato legato alla pesca all’aragosta. Lungo le banchine, caffè e ristoranti dalle facciate colorate vi attendono per una pausa, di fronte a graziose imbarcazioni e alla danza dei gabbiani.
Da Dahouët, porticciolo non lontano da Saint Brieuc sul Mar del Nord, si partiva un tempo per raggiungere Terranova e l’Islanda, per la pesca dei merluzzi. Oggi questo porto non ha perso nulla del suo fascino: godetevi ad esempio una passeggiata lungo la banchina di Terras-Neuvas, costeggiata dalle ricche case degli armatori. E per tornare indietro nel tempo, imbarcatevi sulla Pauline, scialuppa dalle vele rosse e simbolo del porto.

Potrei parlare ancora molto della Bretagna, ma per oggi mi fermo qui. Chiudo solo dicendo che ora che pian piano vi sono speranze più concrete di tornare a viaggiare, non vedo l'ora di ricominciare a farlo proprio in questa splendida terra. Chissà che ciò non accada proprio quando dalla Bretagna alla fine di questo mese partirà il mio amato Tour de France...

2 dicembre 2020

La straordinaria avventura del Vendée Globe


Vi avevo accennato nello scorso post che in questi giorni di quasi reclusione sto viaggiando in modo virtuale, scoprendo quotidianamente un mondo bellissimo. Fatto di mari esotici, vento, salsedine, scoperta di luoghi geografici, terminologie e fenomeni meteorologici, di avventura, di scoperta dell’ignoto, di quotidiana umanità.
Sto facendo questo ideale viaggio con gli stupendi video e le affascinanti foto (oltre che leggendo interessanti notiziari) della più grande manifestazione velica intorno al mondo, il Vendée Globe.
Ormai da più di 20 giorni questo evento mi sta prendendo e tenendo compagnia con le sue incredibili immagini dal mare, inviate direttamente dalle imbarcazioni di 33 skipper di diversa nazionalità, che senza scalo ed assistenza ed in solitaria dovranno attraversare in circa tre mesi i mari di tutto il mondo (percorrendo 24.296 miglia nautiche, pari a quasi 45 mila chilometri).
Mari calmi ma anche agitati, con venti talvolta impetuosi, depressioni, uragani e molto altro hanno accolto ed accoglieranno i velisti, accomunati da un grande spirito di solidarietà gli uni verso gli altri e da un’avventura straordinaria che alcuni compiono per la prima volta.
Forti emozioni quindi travolgeranno questi concorrenti, che prima della partenza si percepivano da affermazioni come questa: “J'espère m’extasier en mer, vivre de vrais moments de joie, être capable de les observer avec gratitude. Et savourer chaque minute, chaque seconde. Sans jamais rien lâcher."
Il Vendée Globe, dicevo, compie un incredibile giro intorno al mondo partendo dalla bellissima cittadina francese di Les Sables d’Olonne per poi scendere verso Sud costeggiando tutto il lato occidentale dell’Africa fino al Capo di Buona Speranza, varcare l’Oceano Indiano doppiando il capo di Leeuwin in Australia e passando successivamente il mitico Capo Horn; si risale infine di nuovo nell’Oceano Atlantico, costeggiando in direzione Nord tutto il Sud America, fino ad arrivare di nuovo e finalmente nel luogo dove si era partiti e cioè Les Sables d’Olonne.
La partenza del Vendée Globe è avvenuta lo scorso 8 novembre in modo atipico rispetto al solito, quasi in silenzio (normalmente la partecipazione del pubblico è notevole: nella scorsa edizione erano presenti 350 mila spettatori), per i noti problemi legati alla pandemia da Covid 19.
Cercando in sintesi di descrivere l’andamento della regata fino ad oggi, i velisti dopo aver lasciato il luogo di partenza, hanno navigato all’altezza delle coste della Galizia e del Portogallo fino a passare per le Azzorre. Più a Sud hanno incontrato la tempesta tropicale Theta, con venti fino a 60 nodi, che ha dato loro non poche noie. Poi la flotta è arrivata nei pressi delle isole Canarie, costeggiando quindi la parte Nord Occidentale dell’Africa.
Dopo Capo Verde e nei pressi della linea dell’Equatore hanno dovuto fronteggiare anche il “Pot au Noir”, una convergenza intertropicale con raffiche improvvise e altrettanto improvvisi cali di vento che talvolta possono dare parecchi grattacapi (non molti in questo caso) ai concorrenti. Passato l’equatore (in cui è tradizione di donare qualcosa a Nettuno) i velisti si sono poi imbattuti nell’anticiclone di Sant’Elena con presenza di venti deboli ed al momento in cui scrivo diverse imbarcazioni hanno passato il Capo di Buona Speranza, raggiungendo quindi il Grande Sud.
A questa altezza va rilevato tra l’altro che uno skipper che ha subìto un naufragio è stato soccorso, fortunatamente con successo, in piena notte e con condizioni di mare non esattamente ottimali, da un altro velista (e qui torna lo spirito marinaro di solidarietà).
Tra i partecipanti al Vendée Globe, tra cui vi sono anche sette donne, seguo in particolar modo le vicende dell’unico italiano in gara, Giancarlo Pedote, filosofo fiorentino che vive da diversi anni a Lorient in Bretagna, terra dalla consolidata tradizione velica oceanica.
Ma è interessante seguire pure quelle degli altri skipper in gara, che con tanti splendidi video mostrano la loro vita quotidiana. Scene in cui mangiano (anche bene, come il nostro Pedote*), in cui riparano qualche guasto, brindano in caso di buone condizioni di navigazione, esprimono i loro sentimenti e sensazioni, mostrano pesci volanti (sì, proprio con le ali!), albatros in lontananza, simboli affettivi legati alla famiglia (è dura star lontani da casa quasi tre mesi), tramonti ed albe mozzafiato (i velisti non possono necessariamente dormire tantissimo).
Anche le imbarcazioni sono uno spettacolo, delle autentiche e perfette “Formula 1 del mare”, dalla tecnologia molto avanzata e supportate da sponsor importanti. E ve ne sono anche di “sfiziosi” e legati al mondo agroalimentare (Charal, carni di qualità, la cooperativa lattiero-casearia Campagne de France, l’azienda di prodotti avicoli Maitre Coq sono alcuni esempi).
Mentre quindi il mondo intero a terra deve fronteggiare la pandemia, gli skipper passeranno quasi tre mesi in mare lontano dai contagi e dalle preoccupazioni ad essi legate. Ne avranno delle altre, come le trappole degli oceani, le onde tutt’altro che dolci, i guasti tecnici più o meno importanti, gli ostacoli imprevisti e altro ancora, ma godranno di tanta libertà quella che non abbiamo (
o quasi) al momento a terra.
E non possiamo nascondere, a tal ultimo proposito, di provare una certa invidia…

*Giancarlo si prepara a bordo piatti come l’uovo fritto con prosciutto del casentino, formaggini con la faccia di Buzz Lightyear (“che mettono il buonumore”) e pane in cassetta grigliato. Che ne dite? Approviamo questa sua ricetta? Io lo farei decisamente!

PS: vi aggiornerò sul mio blog con altri aneddoti su questa lunga regata, definita l’ ”Everest dei mari”. Diventerà allora quasi un Vendée… blog ;)

30 novembre 2019

A proposito di sardine


In questo periodo si parla tanto di sardine, ma purtroppo non dal punto di vista gastronomico bensì da quello politico, con un movimento di cittadini che sta riempiendo le piazze di parecchie città d'Italia.
Siccome mi interesso molto poco di politica, preferisco invece continuare a scriverne dal lato che più interessa noi foodies, quello goloso e culinario.
Quindi quando sento parlare di sardine non posso che ricordare soltanto delle belle e luminose giornate in cui, davanti all'oceano, le ho gustate cucinate in modo molto semplice ma davvero gustoso e cioè alla griglia.
E' una "tradizione" a cui sono affezionato e che ripeto senza sosta ogni volta che trovo nei luoghi vista oceano delle sardine degne di questo nome. Quindi non dei pescetti piccoli, ma piuttosto un prodotto ben carnoso, lungo e cicciotto che, preparato alla griglia dopo essere stato ben oleato e successivamente spruzzato di limone, è proprio la fine del mondo.
Ho mangiato delle ottime sardine grigliate l’estate scorsa a Biarritz ed anche, sempre di fronte all’oceano francese, ad Arcachon.


Le ho gustate poi cucinate nello stesso modo sempre di fronte a mari oceanici in una riparata baia di Fuerteventura ed anche a Lisbona che all’oceano è certamente molto vicina.


Qui la loro preparazione alla griglia è anche uno street food meraviglioso, che si può trovare nelle viuzze del pittoresco quartiere dell’Alfama o in occasione della festa di Sant’Antonio.


Le sardine sono ottime anche in conserva, settore in cui eccelle la produzione artigianale portoghese, come pure in parte quella francese in particolare nella zona della Bretagna. Anche in Italia abbiamo delle conserve di qualità come quelle di Pollastrini di Anzio, dalle accattivanti confezioni in latta.
Buone sardine a tutti (nel senso gastronomico del termine)! 

2 febbraio 2018

Il 2018 in Francia è all’insegna del savoir-faire


La scorsa settimana si è tenuta a Roma (oltre che a Milano e Bologna) la consueta presentazione, a cura dell’Ufficio del Turismo Francese in Italia, degli eventi che nell’anno in corso le regioni d’oltralpe proporranno a turisti e visitatori.
Una presentazione che offre sempre tante idee, itinerari inediti e spunti mai banali per programmare dei viaggi nella nostra amata Francia, prima destinazione estera per gli italiani. Anche nel 2018, quindi, vi sono tanti buoni motivi per andarci. L’Ufficio del turismo ne individua diciotto, ma ve ne sono sicuramente molti di più, per realizzare un viaggio tra cultura, savoir-faire e arte di vivere e per scoprire o riscoprire i numerosissimi volti dell’offerta turistica francese.


Il tema di fondo e il filo conduttore su cui si punterà nel corso del 2018 è il savoir-faire, declinato in tutte le sue espressioni, come l’artigianato, il design, la moda, la gastronomia, i prodotti tipici…
Vi sintetizzo qui di seguito qualche scelta personale tra i tanti eventi che offre la Francia nel 2018, per poi segnalarvi qualche chicca di savoir-faire d’oltralpe con cui avere un'esperienza diretta in occasione dei vostri viaggi.
In questo ideale tour, non si può non iniziare con Parigi: la capitale francese, oltre ad offrire sempre tanto da vedere e da fare, nei prossimi mesi registrerà l’apertura di un nuovo flagship delle Galeries Lafayette sugli Champs Elysées e l’inaugurazione del primo hotel di lusso Fauchon, mitica insegna della gastronomia francese.
Più a Ovest, in Bretagna in estate e precisamente dal 26 al 29 luglio avrà luogo l’intrigante «Traversata dei Giganti», un progetto che consiste nel far scolpire un santo bretone in uno dei paesi celtici e fargli attraversare la Manica su un vecchio veliero. Questa prima traversata partirà dalla Cornovaglia britannica (info: www.latraverseedesgeants.com). A novembre, inoltre, su un percorso immutato da sempre (partenza da Saint-Malo e arrivo a Pointe-à-Pitre in Guadalupa), un centinaio di barche prenderanno il mare in solitaria per il 40° anniversario della famosa Route du Rhum.
In Normandia due cose sono a mio avviso da segnalare: il prossimo marzo nasce il «CalvadosExperience» un museo in cui il visitatore scopre il Calvados attraverso diversi spazi tematici, ludici e scenografici (è anche riprodotto un villaggio tipico normanno d’anteguerra, con la fattoria e la piazza del mercato), dalla sua storia fino al piacere della degustazione. Merita di essere visitato anche il Museo della Marina di Fécamp, che sorge in un’antica azienda di lavorazione del baccalà e che affronta diverse tematiche, tra cui la storia dei pescatori del luogo che partivano per lunghi mesi a catturare i merluzzi nelle gelide acque di Terranova (Info: http://www.ville-fecamp.fr/Les-Pecheries-Musee-de-Fecamp.html).
A Bordeaux dal 14 al 18 giugno è invece da segnalare la festa del vino, il più grande evento enoturistico d’Europa che si snoda lungo i quais della città per oltre 3 km di strada. E’ da segnalare anche, nello stesso capoluogo dell’Aquitania, la Cité du Vin ospitata da una struttura molto particolare, dove si esprime l’anima del vino, attraverso un approccio immersivo e sensoriale.
In Corsica oltre a poter visitare la bella città di Bastia, la più genovese della regione, vale la pena di partecipare al Festiventu, una manifestazione adatta alle famiglie, ricca di spettacoli teatrali, incontri, concerti, giochi legati al vento, che si svolge a fine ottobre a Calvi. E per i gourmet è d’obbligo visitare il ristorante Le Casadelmar, a Porto Vecchio, dove lo chef italiano Fabio Bragagnolo, due stelle Michelin, propone una cucina mediterranea che combina la tradizione corsa con lo stile culinario italiano.
In molte città del Sud della Francia, inoltre, vi sono in tutto il 2018 mostre su Picasso. Una località di queste è Montpellier città nella quale in autunno sarà operativa anche una seconda stazione TGV che entrerà in servizio con l’obiettivo di ridurre i tempi dei viaggi verso la Spagna, il Belgio, Parigi e Lione.
Proprio a breve distanza da Lione è collocata la cittadina di Bourg-en-Bressenella cui zona si entra nel regno del pollo di qualità della Bresse (celebrato da grandi chef), dei formaggi e dei vini del Bugey. Da segnalare Les Glorieuses de Bresse, mercati e concorsi per eleggere il miglior pollo doc della Bresse. L’appuntamento è per il periodo immediatamente precedente alle feste natalizie (quattro giorni a metà dicembre a Bourg-en-Bresse e in tre località vicine).

Foto credit CIVB e Tourisme Bourg-en-Bresse

IL SAVOIR FAIRE

La Francia, come accennato, merita di essere visitata anche per apprezzare il savoir-faire dei suoi innumerevoli artigiani. Ecco qualche chicca che vi segnalo:

- A Quimper in Bretagna è interessante fare un salto da Armor Lux, un’azienda famosa per i giacconi e i maglioni e le tradizionali “marinières”, le tipiche maglie a righe da marinaio, che sono state e continuano ad essere il prodotto di maggior successo di questa ditta;
- A Laguiole, a nord dell’Aveyron, si fabbrica un oggetto leggendario, il coltello a serramanico dei contadini, prodotto oggi come un tempo manualmente;
Nel cuore delle Cevennes si celebrano i 125 anni di produzione dei Jean’s Tuff’s, con la relativa azienda che ancora oggi continua a produrre i mitici modelli classici, tuttora molto richiesti;
- A Montpellier vi consiglio di visitare gli storici atelier dei liutai e dei ceramisti;
- E’ d’obbligo citare i “savoir-faire” marsigliesi conosciuti in tutto il mondo: il sapone di Marsiglia è un simbolo locale e uno dei principali ambasciatori della città a livello mondiale (ad inizio primavera, aprirà anche il relativo museo); inoltre il gioco della Pétanque rimane un’istituzione familiare e popolare in città, praticandosi nella più pura tradizione;
- Nella Camargue si fabbricano delle creazioni artigianali davvero interessanti: i «bois flottés», cioè dei legni grezzi levigati dall’acqua che si vanno a cercare sulla spiaggia Jean-Pierre e che provengono dal Rodano o dal mare. Con questi legni vengono creati oggetti svariati e mobili nell’atelier di Saliers, a pochi chilometri da Arles;
- Last but not least la gastronomia: tra le innumerevoli segnalazioni che vorrei fornirvi, scelgo i canelé di Bordeaux (piccoli dolci caramellati dal cuore morbido aromatizzato al rhum e vaniglia), la storica Conserverie Lascroux di Albi (foie gras, confit, cassoulet, magrets de canard…tutto preparato “maison”), il Pastis star dell’aperitivo tradizionale marsigliese, la birra di riso di Camargue e il già citato pollo di Bresse denominato da Brillat-Savarin ”Pollo dei re, re dei polli”.

Non mi resta allora che augurarvi un buon 2018 di scoperte e novità in Francia, con l’auspicio di incrociarci da qualche parte nel nostro personalissimo, intrigante e sempre splendido tour de France…

Per ulteriori informazioni: Agenzia per lo sviluppo del Turismo Francese www.france.fr

28 ottobre 2017

Il Tour 2018 presentato a modo mio


E’ stato svelato la scorsa settimana il nuovo percorso del prossimo Tour de France, che si terrà nel territorio transalpino a partire da luglio 2018.
Da grande appassionato di ciclismo mi piacerebbe descrivervelo tecnicamente, ma non lo farò in modo eccessivo al fine di non tediare chi di questo sport non ne sa molto o non vuole interessarsene. Al contrario, cercherò di parlarvi anche di alcuni aspetti paesaggistici ed enogastronomici di questo appuntamento annuale pieno di fascino.
Cominciamo col dire che il Tour 2018 partirà dalla bella regione della Vandea il prossimo 7 luglio. Una zona che si trova appena al di sotto della Bretagna e che è una incantevole lingua di terra sospesa tra terra e mare, "abituata" a grandi eventi sportivi come il Vendée Globe (gara velistica che attraversa impervi mari di tutto il mondo, date un’occhiata al bel video linkato qui).
In Vandea si svolgeranno ben quattro tappe e si potranno ammirare paesaggi molto diversi e attraenti. La prima tappa, ad esempio, partirà da Noirmoutier-en-l’Île con attraversamenti lungo il mare di splendidi luoghi vacanzieri come Les Sables d’Olonne, nei quali il vento può giocare brutti scherzi ai corridori.
Successivamente il Tour approderà nella mia Bretagna, toccando Quimper, Brest e anche il Mur de Bretagne, asperità di non poco conto per i corridori (per chi ne sa un po' di ciclismo, questa salita è denominata "l’Alpe d’Huez de Bretagne"). In queste giornate si respirerà aria di classiche delle Ardenne, con gli specialisti delle corse di un giorno che si daranno battaglia. Dal punto di vista turistico Quimper è da visitare anche per la sua bella cattedrale gotica, mentre Brest è una affascinantissima città di mare dell’estremo Ovest, una finis terrae, un posto oltre il quale finisce la terra ed inizia l'immenso del mare. Brest è anche famosa per una vecchia gara ciclistica, la Paris-Brest, da cui nacque anche un delizioso dolce che prende proprio questo nome.
Il percorso del Tour porta poi a Chartres (anche qui merita la visita la sua cattedrale) e via via verso le regioni del Nord, toccando Amiens in Picardia e Roubaix. Qui il Tour non poteva non percorrere i sassi del suo mitico pavé (sono previsti quasi 22 km su tale "terreno") che hanno reso "immortali" i ciclisti che sono usciti vincitori dal cosiddetto "Inferno del Nord" (denominato così per l’elevata difficoltà di queste strade).
Dopo un giorno di riposo, il Tour approda alle tappe alpine. Potenzialmente spettacolare sarà la Annecy-Le Grand Bornand con il Plateau de Glières su strada in parte non asfaltata (Annecy oltretutto è una splendida località della Savoia situata su un bellissimo lago) e la Albertville - La Rosière, con finale in salita. Ma soprattutto è da sottolineare l'arrivo della successiva tappa sull'Alpe d'Huez, dove tradizionalmente si definiscono nettamente le gerarchie di classifica (e le emozioni per gli appassionati sono sempre tante!).
Seguono poi alcune frazioni di avvicinamento ai Pirenei, non sempre facili, tra cui quella che arriva nella splendida Carcassonne non prima di aver affrontato il Pic de Nore, che offre un panorama eccezionale sui dipartimenti dell’Aude e del Tarn. A Carcassonne il Tour effettuerà anche il suo secondo giorno di riposo. L'occasione sarà ottima per visitare questa splendida città medievale che fa parte del Patrimonio mondiale dell’Unesco insieme al suo bel Canal du Midi (risalente al XVII secolo). E poi qui si bevono ottimi vini e nei dintorni castelli e abbazie sono incantevoli....
Da Carcassonne si approda poi ai Pirenei con una prima tappa che si conclude a Bagnères de Luchon e con l'attraversamento tra gli altri del Col de Portet-d'Aspet. Segue una tappa cortissima (la più corta da 30 anni a questa parte: 65 km!) ma durissima (gli ultimi 16 km sono a più dell'8% di pendenza media) con arrivo sul Col de Portet che ha le caratteristiche per essere definito "il nuovo Tourmalet" (il Tourmalet è una gloriosa e mitica montagna dei Pirenei di cui avevo già parlato qui).
La tappa successiva arriva a Pau, una cittadina bella da vedere e classicamente inserita nelle tappe pirenaiche (con il 2018 sarà la 70esima volta che il Tour la coinvolge, dopo che il suo primo approdo avvenne nel lontano 1930).
Il giorno successivo i corridori ripartiranno da Lourdes, luogo di alta religiosità e di fede (qui trovate al riguardo un mio articolo) che servirà a rinfrancare lo spirito dei ciclisti prima di affrontare montagne arcigne del calibro del Tourmalet, dell'Aspin e dell'Aubisque.
Chiuderà di fatto il Tour l'ultima (forse decisiva) tappa a cronometro che si svolgerà nei paesi baschi (dove da più di dieci anni il Tour non faceva tappa) fino ad Espelette. Questa cittadina è nota ai gourmet per il suo famoso piment, spezia non troppo piccante ed aromatica coltivata da oltre cinque secoli che profuma molti piatti baschi (axoa, biche rôtie, piperade) e che si è imposta nelle cucine dei più grandi chef di tutto il mondo.
La passerella finale sarà poi classicamente a Paris sugli Champs Elysées, dove la maglia gialla del vincitore sarà premiata sotto l'Arc de Triomphe.
Un Tour quindi che sin dalla prima settimana sarà pieno di insidie per i corridori e che si presta ad essere davvero spettacolare dal punto di vista tecnico, comprendendo una grande varietà di percorsi di diversa difficoltà.
Ma lo spettacolo, come sempre, ci sarà comunque con l’attraversamento degli innumerevoli bei paesaggi della mia amata Francia.
Mi recherò ancora ad assistere ad alcune tappe del Tour de France e, come ben sapete, ogni scusa è buona per abbinare alla piacevolezza dell'evento sportivo qualche bella visita dei luoghi circostanti. In questo modo ho scoperto tanti incredibili posti, magari un po' nascosti, di questa bellissima nazione che io amo tanto. Oltre a vivere, ça va sans dire, delle altrettanto eccitanti esperienze enogastronomiche!

11 gennaio 2017

Elogio del burro (e di chi colleziona le sue confezioni)


Il burro. Un ingrediente a cui non mi sono mai opposto, anche in nome della più sana dieta mediterranea.
Tutti i piatti in cui si utilizza il burro sono buoni, non c’è dubbio, ed alla sua frequente demonizzazione rispondo semplicemente che lo si può utilizzare, ma senza esagerare. Può essere un buon compromesso.
Peraltro uno chef che adoro, Philippe Leveillé, originario di una regione che amo tanto, la Bretagna, ha scritto un libro “La mia vita al burro che parla del suo ingrediente preferito (appunto il burro, rigorosamente bretone o della Normandia il più buono, a mio avviso) e dell’evoluzione della sua carriera, che lo ha portato alla conquista di due stelle Michelin. Da notare inoltre che questo libro ha una copertina bellissima, che lo fa sembrare una grande confezione di burro.
E nel post di oggi, il primo del 2017, voglio segnalarvi un interessante sito francese che ha per oggetto proprio una raccolta di confezioni di burro, cioè per capirci quegli involucri argentati in cui si avvolge lo stesso quando viene commercializzato. Il sito si chiama http://www.didier-beurre.fr/ e mostra una splendida collezione di ben 3.674 "papiers de beurre". Ve ne sono di bellissimi, per lo più francesi, che sono i più attraenti a mio avviso, ma anche di altre nazioni.
Al piacere per il buon burro prodotto in modo tradizionale aggiungo quindi decisamente anche quello, quasi da collezionista incallito, della bellezza delle sue confezioni. Un piacere altrettanto elevato che vi invito ad "assaporare", come ho fatto io. Consultate questo sito, quindi. Vi divertirete.
Ah, dimenticavo: anche se un po' in ritardo, vi auguro un buon 2017!

8 dicembre 2016

Le novità del Carré, tra il Natale e il nuovo menù invernale


Sono tornato al Carré Français, di cui vi ho già parlato più volte in questo blog. Stavolta ci sono andato per provare il nuovo menù invernale che, devo dire, è davvero interessante e goloso.
Prima di illustrarvi questo menù, però, vorrei far cenno all'offerta di questo locale in occasione delle feste natalizie. Carré Français offre infatti tante idee regalo originali e di classe e la possibilità di personalizzare i cesti-regalo, inserendo al loro interno ciò che più preferite (e le proposte in tal senso sono infinite, dai paté alle confetture, ai biscotti, dai formaggi ai vini, dai liquori alle birre...).


Sul fronte dei dolci natalizi, il locale ha in assortimento dei classicissimi francesi delle feste come il Bûche de Noël (l'immancabile tronchetto, così coreografico, dalle decorazioni belle e raffinate, posto al centro di tutte le tavole francesi di Natale) e la Galette des Rois, preparazione a base di una sorta di pasta sfoglia e crema di mandorle. Come noto a chi mi legge, quest'ultimo dolce al suo interno contiene un oggetto che, per tradizione, appena entrato in possesso di chi lo trova, gli "conferirà" la "qualifica" di re del giorno. Per quanto riguarda i Bûches de Noël (letteralmente il bûche è il “ciocco” di legno), saranno prodotti in edizione limitata e vi consiglio quindi di comprarli per tempo, anche perché oltre ad essere buoni portano anche fortuna ;-).
Questi ed altri dolci sono realizzati dal nuovo responsabile della boulangerie e pâtisserie del locale, Jean-Marc Harrault. Jean-Marc è giovane, ha 31 anni ed è nato in Bretagna da una famiglia di mugnai. Vanta esperienze importanti, avendo lavorato a Parigi per oltre dieci anni presso Michel Galloyer (il cui brand, “Le Grenier à Pain", ha vinto più volte la competizione sulla “miglior baguette”). Ha poi proseguito la sua carriera al famoso Hotel Ritz di Place Vendôme a Parigi e da circa un mese ha accettato di venire a Roma su proposta del Carré Français. Sul fronte boulangerie, tra l'altro, Jean-Marc sta ideando dei pani speciali per accompagnare il salmone affumicato (immancabile sulle tavole delle feste) e i pâté. I pani sono alle nocciole del Piemonte, ai pistacchi e mandorle (di provenienza siciliana) e all’uvetta.
Tornando al nuovo menù invernale del Carré (a cura del giovane Chef Tiziano Noro, in collaborazione con lo stellato Yorann Vandriessche), segnalo tra le entrées delle ottime ostriche di Bretagna servite con limone, pane integrale e burro salato e le sempre splendide, classiche, escargots alla bourguignonne. 



In un periodo più freddo come quello attuale non può mancare tra gli antipasti anche la mitica soupe à l'oignon gratinée e sono sempre presenti anche delle buonissime quiches.


Tra i piatti principali figurano delle preparazioni “monumento" della cucina francese, come il boeuf bourguignon o l'Hachis Parmentier (brasato alla birra, con purè e groviera gratinata). Di grande bontà e opulenza è anche lo stinco di agnello con fagioli, veramente da non perdere, che mi ricorda qualche piatto della storica Brasserie Lipp di Parigi. Sempre a proposito di piatti di terra, sia pur non principali, è da ricordare anche l' "ardesia" di foie gras con toasts e composta di cipolle e lo sfizioso petto d'anatra con scalogno confit al vino rosso e miele. Tra i piatti di mare, invece, è d'obbligo citare una ottima zuppa di pesce, servita con patate novelle e baguette croccante.


Deliziosi, per finire, i dolci tra cui la tarte tatin o tanti altri dessert che possono essere scelti dalla relativa "vetrina" (tarte au citron, profiterolles, Saint Honoré, ecc.).



Il menù consente comunque di consumare anche pranzi più veloci e sfiziosi. A tal proposito vi segnalo che in esso figura una vera e propria "mini-carte" delle uova, con goduriose omelette, uova alla coque, al tegamino e strapazzate. E non possono mancare, evidentemente, crepes, galettes, croques o tartine.
Insomma, come ho in tante circostanze ribadito, al Carré si può godere di una "food experience" davvero golosa, che diventa ancora più speciale quando è "arricchita" dalla magica atmosfera del Natale, che ben si percepisce e si può vivere in questo bel locale.

23 marzo 2016

The Fisherman Burger, un locale per gente di mare


Chi mi segue sa che sono un grande amante del mare e della cucina marinara. E’ sempre quindi una buona notizia poter scoprire nuovi locali che offrono piatti a base di pesce di qualità, magari anche molto sfiziosi.
E’ il caso di The Fisherman Burgerun interessante ristorante situato in una piazzetta accanto al lungotevere da cui, non allungando troppo l’occhio, si scorge il sempre affascinante Castel Sant’Angelo.
Già varcando la porta di ingresso, si capisce subito di che tipo di locale si tratta, con un tema cromatico dominante rappresentato dal bianco e blu, colori che evocano immediatamente la marineria e che sono intervallati sulle pareti da ritratti di pescatori, lupi di mare, bucanieri.


Potrebbe sembrare quasi, in chiave più moderna evidentemente, una taverna di pescatori della Bretagna o delle più lontane terre del Maine, zone dove il mare è molto più “irrequieto” (ma anche affascinante!) rispetto al calmo mediterraneo a cui siamo abituati.
Questo locale nasce proprio come omaggio al mondo dei pescatori, offrendo piatti che rappresentano una sorta di fusione tra la gastronomia del New England, appunto, e la tradizione marinara pugliese. Del resto il New England da sempre ha accolto tanti italiani del Sud che iniziarono a sbarcare sulle sue coste nella seconda metà dell’800 in cerca di fortuna e di una vita migliore.


Appena entrati nel locale, sulla destra non passa inosservato un ampio banco dove poter acquistare del pesce per cucinarlo a casa o farselo preparare direttamente in loco e gustarlo comodamente seduti in sala. Perché questo locale è anche e soprattutto una risto-pescheria.


Quella delle risto-pescherie è una tendenza che ha avuto uno sviluppo notevole negli ultimi anni in Italia. Si tratta per lo più di vere e proprie pescherie che di sera hanno iniziato a proporre la rimanenza di giornata ancora fresca per l’aperitivo e la cena, con nuove opportunità quindi di sbocco dei propri prodotti ed eliminando così il problema dell’invenduto. L’idea della risto-pescheria per il format di “The Fisherman Burger” esula comunque da motivazioni essenzialmente modaiole e invece ha l'obiettivo di voler trasmettere alla clientela la garanzia sulla grande qualità del prodotto ittico, che viene proposto anche a prezzi contenuti, fornendo così un’ottima alternativa ai classici ristoranti di pesce. Quest'ultimo è fresco e tracciato e arriva tutti i giorni direttamente dalle coste pugliesi e da tutto il Mediterraneo.


Di fronte alla porta di ingresso si accede al “bar del mare” dove ci si può accomodare per assaggiare crudités di crostacei e molluschi, accompagnati da bollicine e vini selezionati, in attesa del proprio tavolo o semplicemente di passaggio per un aperitivo. Che può essere consumato anche degustando buonissimi cocktail, con un’offerta che spazia dai classici (Cosmopolitan, Moscow Mule, Daiquiri) ai “Capricci”, per chi vuole osare un po’ di più (tra questi, troviamo un omaggio a Roma con “La Dolce Vita” o al New England – dove whiskey e bourbon sono molto diffusi - col “Whiskey Cobbler”).
Ma veniamo all’esame del menù per chi vuole cenare in questo ristorante. E qui ci si può davvero sbizzarrire. Oltre ovviamente agli astici, preparati in tutte le salse o come ripieno del lobster roll, il famoso panino che lo contiene insieme alla maionese, frutti di mare e zuppe di molluschi sono tra i cavalli di battaglia. 


Ma nel menu di The Fisherman Burger trovano spazio anche le cozze tarantine gratinate e all’impepata e i cannolicchi (buonissimi!).



Tra i piatti che definirei sfiziosi, figurano i fish & chips, i burger di pesce, le fajitas e i wrap di mare; nel segno poi della migliore cultura marinara pugliese, si trovano ricci, tartare e crudi di molluschi e crostacei.


Non mancano chiaramente l’ottimo pesce alla griglia (la pezzogna cucinata così è da applausi, come anche il polpo) e i piatti del giorno (la prossima volta devo provare anche i bucatini del pirata, con acciughe, olive e pangrattato), proposti in base alla disponibilità del pescato.


Interessanti anche le proposte dolci, tra cui figura anche un goloso Tiramisù scomposto.
The Fisherman Burger propone una carta dei vini di tutto rispetto (oltretutto con ricarichi minimi, in controtendenza rispetto al generale trend del mercato della ristorazione) che abbraccia l’intera penisola - con una particolare attenzione alla Puglia - e sconfina oltralpe con alcune etichette di Champagne. Da non dimenticare le bollicine italiane, come il prestigioso Cuvée Royale Marchese Antinori dalla Franciacorta e l’ottima selezione di vini bianchi, tra cui quelli dell’azienda Falesco che ho avuto modo di assaggiare nel corso della cena di inaugurazione del locale. Da rilevare infine una interessante selezione di distillati invecchiati e grappe (Sibona e Bonollo).

The Fisherman Burger
Piazza Pasquale Paoli, 15 - Roma
Telefono: 333 84 56 803
E-mail: fishermanburger@gmail.com

5 febbraio 2015

La Francia vi stupirà anche nel 2015


La scorsa settimana si è tenuto a Roma, come lo scorso anno, un evento in cui sono state presentate le principali novità 2015 dal punto di vista turistico nelle diverse regioni francesi.
Come sempre, questa presentazione è stata estremamente interessante sia a livello generale sia a livello di singole regioni, con i rappresentanti dei singoli uffici del turismo che hanno fornito utili e specifiche notizie sulle iniziative locali.
Le principali novità abbracciano i temi dell’art de vivre, la cultura e, naturalmente, la gastronomia.
Vi sintetizzo di seguito gli elementi salienti che più mi hanno colpito e che vorrei condividere con voi.


Partiamo dalla regione che più amo della Francia, la Bretagna. Innanzitutto una delle grandi novità è il nuovo volo diretto tra Roma e Rennes, operativo dal 18 aprile 2015 con la compagnia Vueling. Inizialmente ci sarà una volta alla settimana, per poi passare a due voli diretti ogni sette giorni, a partire dal mese successivo. Questa è una gran notizia per gli amanti di questa regione, visto che precedentemente arrivarci era senz’altro più complicato. Si può quindi più agevolmente scoprire il capoluogo Rennes, in cui si succedono case a graticcio del XV secolo e palazzi rinascimentali. E poi c’è da vedere il Marché des Lices, uno dei mercati più belli di Francia, che è un trionfo di colori e sapori. E che piacere degustare squisite ostriche nei locali all'aperto, vicino al mercato!
Proprio a proposito di ostriche, devo dire che mi intriga davvero tanto la possibilità, prevista da alcuni uffici del turismo locali, di poter andare insieme ad un ostricoltore a “pescarle” e scoprire tutti i segreti di questo pregiato fruit de mer. Magari nel Golfe du Morbihan, che poi non è così lontano da un’isola che vorrei assolutamente visitare, Belle-Ile-en-mer. In effetti un mio prossimo viaggio in Bretagna potrebbe seguire la direttirice Rennes-foresta di Brocéliande, per poi andare verso il mare in corrispondenza del Golfe Du Morbihan e poi ancora a Belle Ile. Tutte le informazioni su questa regione, comunque, potete acquisirle consultando il sito dell’ufficio del turismo www.bretagna-vacanze.com
Più a Sud della Bretagna, una città che merita la visita è Nantes, luogo natìo di Jules Verne, dove molto parla di questo grande scrittore che io amo tanto. A Nantes c’è tanto da fare e da vedere come il panorama sulla metropoli da Le Nid, il Grande Elefante meccanico, il Castello dei Duchi di Bretagna, l’estuario fra la città e Saint-Nazaire. Iniziativa interessante per noi foodies, inoltre, è l’organizzazione di  «cene segrete» in luoghi d’arte, scenari naturali o nel cuore dei vigneti. I luoghi delle cene vengono rivelati solo all’ultimo momento…
Infine fra i vigneti del Muscadet, a partire dall’estate 2015 si declinerà un nuovo percorso, con creazioni d’artisti e allestimenti esclusivi. Info: www.lestablesdenantes.fr . Nella Valle della Loira poi si possono visitare tanti luoghi di cultura muovendosi anche in bicicletta, con più di 3 000 km di itinerari ciclabili. Quello della Loire à vélo è il più famoso, ma ve ne sono altri 14 ad anello, da scoprire e condividere sul nuovissimo sito web dedicato al turismo in bicicletta, www.marandoavelo.fr
Ritornando un po’ più a Nord, in Normandia, insieme a tante iniziative culturali che coinvolgeranno soprattutto la città di Rouen, vi segnalo che è sempre molto interessante percorrere la Route du Cidre tra i tipici paesaggi del Pays d’Auge con villaggi di charme, castelli, pascoli e infinite distese di alberi di melo. E sarà una bellissima esperienza degustare il sidro (e non solo, anche il mitico Calvados e il sidro di pere) presso le aziende produttrici, che è possibile anche visitare. Sul sito dedicato potete trovare tutte le informazioni anche su mercatini, ristoranti, mostre, ecc.
... e non dimenticate che la Normandia è una regione di grandi e gustosi formaggi
Citavo il Calvados che dovreste acquistare anche a Caen in una speciale boutique a lui dedicata in una delle stradine antiche della città, ma voglio fare un cenno anche a La Benedictine, un antico liquore dei monaci che risale al ‘500 proveniente da una ricetta segreta e che potete acquistare nel bellissimo Palais Bénédictine a Fécamp. 
Immagini dal buffet in occasione della presentazione/1
Scendendo decisamente più a sud in questo nostro “Tour de France”, vi segnalo un’altra grande e importante novità: con i treni Thello arrivare in Costa Azzurra dall’Italia sarà più facile, grazie alla nuova linea ferroviaria Milano-Nizza-Marsiglia. Thello, compagnia ferroviaria franco-italiana di trasporto viaggiatori, dal 14 dicembre propone infatti un nuovo collegamento tra Italia e Francia. Una linea diretta, senza cambi, con un unico biglietto a prezzi abbordabili. Da aprile verranno introdotte due nuove coppie di treni, per un totale di 3 corse giornaliere da e per la Costa Azzurra e Marsiglia.
Sarà così possibile visitare la bella Marsiglia, tanto ben descritta nei noir di Jean Claude Izzo, città che tra l’altro è anche stata scelta come capitale dello Sport per il 2017. O andare nella splendida Nizza, città sempre sorprendente che in questo periodo offre interessanti iniziative come la corsa “Nice Carnaval Run”, una gara originale in  cui tutti i partecipanti devono essere mascherati o il bagno di Carnevale (temperatura del mare, 13°: aiutoooo!). E sul fronte della cucina, il marchio “Cuisine nissarde” esposto nei ristoranti valorizza il patrimonio gastronomico nizzardo, la sua storia e le ricette tradizionali.
Nella vicina Cannes, col suo fascino che non conosce confini, tra le altre cose vi consiglio di visitare, appena al largo della Croisette, l’arcipelago delle isole Lérins (Sainte Marguerite e Saint Honorat) che è un angolo di paradiso, fra baie selvagge e  sentieri sul mare. 
Immagini dal buffet in occasione della presentazione/2: cavatelli con crema di Roquefort e noci
Infine, in ogni Tour de France che si rispetti, non si può non parlare anche della capitale, Parigi.
A parte le mille cose da fare e da visitare che ci sono sempre nella Ville Lumière, vi segnalo che dopo oltre 3 anni di lavori, il Parco Zoologico (più conosciuto come lo Zoo di Vincennes) ha riaperto le porte. Uno zoo totalmente rinnovato, che immerge i visitatori nell’ambiente naturale degli animali: oltre 14 ettari attorno al Grand Rocher, una guglia artificiale di roccia alta 65 metri, simbolo dello zoo fin dalla sua apertura nel 1934.
A Parigi ci potrete arrivare più comodamente grazie alle novità che provengono anche da Air France: maggiore comfort, un’offerta di ristorazione più ricca ed anche più voli dalla mia città di origine, Napoli.
Buona Francia a tutti!

Per ogni altra informazione:
Barbara Lovato
 Responsabile Ufficio Stampa e P.R.
ATOUT FRANCE 
Ente per lo Sviluppo del Turismo Francese
Via Tiziano, 32 -20145 Milano –
Tel: +39 02 58 48 655 / Fax: + 39 02 58 48 62 22