Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

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8 giugno 2023

Explore France 2023, tradizione, territorio e sostenibilità


È stato recentemente presentata negli incantevoli saloni dell’Ambasciata di Francia l’edizione 2023 del magazine Explore France*.
Il numero di quest’anno dipinge una Francia rispettosa dell’ambiente e della sostenibilità, al giorno d’oggi elementi imprescindibili per il mondo del turismo e su cui le istituzioni d’oltralpe puntano particolarmente, in sintonia con le esigenze dei turisti, sempre più attenti a questi temi.
Quindi vacanze green e ad elevato contenuto ecologico, che ben si legano a concetti come tradizione, terroir, territorio, che vengono più volte richiamati sfogliando questa interessante rivista.
In questo senso la gastronomia e la ristorazione ricoprono un ruolo importante e nel magazine non a caso figura un interessante articolo sulla chef pluristellata Hélène Darroze, strettamente legata al territorio del Sud-Ovest della Francia, come anche vengono evidenziati i profili di tre chef che fanno della commistione culinaria Italia-Francia un emblema della loro cucina: il piemontese Ugo Alciati, il napoletano Domenico Candela e il francese Thibaut Spiwack che seguono percorsi professionali nel rispetto del territorio e dei suoi prodotti. Interessante anche l’intervista al noto personaggio televisivo in ambito food Csaba Dalla Zorza, che tra l’altro in occasione della presentazione della rivista ha catturato l’attenzione dei tanti presenti con un coinvolgente intervento sul suo rapporto con la Francia e la sua cucina che “le ha cambiato la vita”. Da leggere inoltre nel magazine la storia di Les Fa’bulleuses, sette donne del vino unite per creare uno champagne comune.
Nella rivista grande spazio quest’anno viene riservato agli eventi sportivi, in particolare alla Coppa del Mondo di Rugby che dall’8 settembre al 28 ottobre si disputa in dieci città francesi, occasione ideale per scoprire anche questi capoluoghi e il relativo territorio.
E naturalmente non possono mancare in Explore France tematiche e luoghi che offrono una panoramica dell’offerta per una vacanza in Francia, secondo lo spirito del “Sogna in grande, vivi slow”, la filosofia della campagna lanciata nel 2023. Nel magazine si parla allora di tante aree, dalla Corsica green alla Valle della Loira, che presenta un progetto nel segno del Rinascimento insieme alla regione Toscana, dalla Nouvelle-Aquitaine, che punta a diventare la regione più sostenibile di Francia, al Var, che quest’anno celebra l’anno della cultura, fino ad arrivare ai luoghi della creatività (Biot, Vallauris, Limoges) che trasformano materiali naturali in oggetti d’arte. E poi le città, tra cui mi incuriosisce quella di Le Havre, che può essere scoperta in modo inedito in un itinerario del gusto.
Senza dimenticare naturalmente Parigi, che si può visitare in modo inedito sulle tracce della serie “Emily in Paris”, ma può essere anche apprezzata recandosi in musei spettacolari, come l’Hotel de Marine, il Carnavalet completamente ridisegnato, il Louvre che ospita quest’anno i tesori del museo di Capodimonte, l’impressionista Maison Caillebotte (sconfinando di poco fuori porta) e il Museo Picasso, diretto da Cecile Debray.
A proposito di Picasso nel magazine si parla anche di Mougins dove l’artista morì 50 anni fa e che per l’occasione ha preparato un programma su misura, con visite guidate e mostre dedicate.
La Francia può essere scoperta anche in modo attivo lungo i tanti percorsi di cicloturismo. Viene dato ampio spazio in particolare agli spostamenti sostenibili, agli itinerari in bicicletta, agli hotel nella natura, alle startup dedicate, agli acquisti nei mercati, alle interessanti crociere fluviali e nei canali, che voglio presto sperimentare.
E per chi vuole assistere a gare professionistiche ciclistiche, nel mese di luglio prossimo non si può mancare a bordo strada per seguire il Tour de France!

*Il magazine Explore France ha una tiratura di 35.000 copie ed è distribuito come allegato al numero di giugno di Bell’Europa e con il Corriere della Sera agli abbonati del servizio Ore sette a Milano. La distribuzione è inoltre assicurata nelle principali boutiques Roche Bobois, nella libreria Hoepli di Milano, sui treni TGV Italia-Francia oltre che attraverso la rete istituzionale francese di Ambasciata, Consolati, Alliances e Instituts Français. La versione digitale del magazine è invece disponibile qui.
 
Per ulteriori informazioni:
Barbara Lovato Ufficio Stampa e P.R. Atout France
barbara.lovato@atout-france.fr
www.france.fr/it

23 aprile 2022

Giardini di Ravino, uno splendido paradiso esotico nell’isola verde


 Un posto inedito e forse poco conosciuto che consiglio di visitare quando ci si reca ad Ischia è quello dei 
Giardini di Ravino.
Si tratta di un ampio parco botanico di acclimatazione, che raccoglie, su un’estensione di 6.000 metri quadrati, una vasta collezione di piante grasse raccolta in oltre cinquant'anni, nel contesto di una rigogliosa flora mediterranea.


 Ogni anno la raccolta viene arricchita di nuovi esemplari provenienti da ogni parte del mondo, mentre quelli già presenti diventano sempre più imponenti grazie alla vicinanza del mare e all’ideale esposizione, che permette un'ambientazione e una crescita perfette per le specie esotiche, nel rispetto dell’ecosostenibilità.
Tra le piante presenti, figurano cactus di ogni forma e portamento, tutti con splendide fioriture e con frutti commestibili. 


 Nell’ambito delle piante mediterranee figurano una vasta collezione di agrumi, diversi esemplari di carrubi, corbezzoli, olivi, un piccolo orto biologico (i cui prodotti si possono gustare nel locale interno, il Cactus Lounge Cafè) e un ampio assortimento di piante aromatiche.



 Nei Giardini Ravino vi capiterà di scorgere pavoni e conigli in piena libertà e troverete anche piccoli ponti in pendenza e meravigliosi belvedere dai quali, al tramonto, è possibile ammirare una luce unica che crea un'atmosfera incantevole.


 Quando ci si reca ai Giardini di Ravino è d’obbligo una sosta al bar interno, il surricordato Cactus Lounge Café.


 Si tratta di un fascinoso locale immerso nel verde, arredato mettendo insieme diversi stili etnici e mediterranei, che ben si integrano tra loro, in un ambiente in cui si gode davvero di un pieno relax.


 Qui viene servita la colazione ai clienti del Residence Villa Ravino in caso di soggiorno B&B, mentre i visitatori del parco botanico possono godere di uno snack, di un light lunch o di un aperitivo indimenticabile, alla calda luce del tramonto, esaltata dai colori della vegetazione.
La specialità del Cactus Lounge Cafè è l'ormai noto Cactus Cocktail, a base di frutti e semi di cactacee (sempre diversi secondo la stagione), succo di passiflora, quattro diversi tipi di menta, un pizzico di pepe rosa e di peperoncino e per finire un misurino di tequila.
Lontani dal caos dei luoghi affollati, i Giardini di Ravino sono il luogo ideale per concerti, conferenze e spettacoli teatrali, rappresentando uno dei punti di riferimento culturali dell'isola. Ma questa location può essere prenotata anche per eventi privati, come matrimoni, feste di laurea, compleanni e convention aziendali.
Io ci sono stato di recente e ne sono rimasto entusiasta, voi cosa aspettate ad andarci?

20 marzo 2022

Ricordi memorabili di viaggio: un pezzo di muro di Berlino


 Quando viaggiavo da ragazzo e quindi parecchio tempo fa, non avrei mai pensato che dopo diversi anni avrei aperto un blog e scritto (anche) racconti di viaggio.
E pertanto non ho mai parlato in questo mio diario personale di Berlino, dove sono stato diverse volte apprezzando sempre più questa città così cosmopolita.
A Berlino sono sempre belle le passeggiate lungo il suo lungo vialone alberato Unter den Linden (letteralmente “sotto i tigli”), nell’affascinante Alexander Platz e nella sua parte Est in cui il paesaggio urbano cambiava molto, si ingrigiva, si intristiva mentre passavano sotto il naso delle sgangherate Trabant bianche.
La prima volta che sono approdato a Berlino è stata durante un inter rail. Erano i primi anni ’90 e da poco era caduto il suo ben noto muro.
Ricordo che in prossimità di esso delle persone affittavano martelli per demolirne piccole parti e portarsi a casa un souvenir storico. E’ quello che feci anch’io e così, più di trenta anni dopo, mi ritrovo a casa un bel ricordo legato a quel muro pieno di storia e ad un piacevole viaggio a tappe in tutta europa.


 Dopo la caduta del muro si aprivano speranze di un mondo migliore e più libero da dittature e costrizioni. Ora invece pare che si stia tornando indietro e tutto sia vanificato dai recenti sanguinosi (e sinceramente inaccettabili!) avvenimenti cui purtroppo stiamo assistendo in questi giorni…Mah…

27 novembre 2021

Le novità green autunno-inverno in Costa Azzurra


Ha riscontrato un grande successo l’evento organizzato recentemente a Milano da Atout France e da diversi Uffici del Turismo della Costa Azzurra.
L’obiettivo era di presentare alla stampa italiana una “Riviera” diversa, slow e green, proponendo spunti ed idee per viaggi o weekend nel periodo autunnale ed invernale che ci apprestiamo a vivere.
Del resto il turismo italiano è strategico per la Costa Azzurra. Grazie alla sua vicinanza geografica e culturale, l’Italia è il principale mercato estero di tale destinazione, con un turismo molto fedele che copre quasi 960.000 pernottamenti all’anno.
Anche perché la Costa Azzurra offre un patrimonio naturale e culturale notevole, che unisce la bellezza dei paesaggi incastonati tra mare e montagna con l’arte di vivere. Ma regala anche modi di goderne in modo più inconsueto e diverso dal solito, cosa che vado a illustrarvi in questo post.
Ecco allora alcune idee interessanti in tal senso:
 
- Il CRT Costa Azzurra propone, secondo l’emergente filosofia dello “Slow Tourism”, idee per week-end lenti (a piedi, in bicicletta, a cavallo, ma anche a bordo di un treno a vapore), la Strada della Mimosa e la novità delle micro avventure in Costa Azzurra, di breve durata, che richiedono poco budget e puntano a un turismo più sostenibile.
- Antibes-Juan-les-Pins invita a scoprire i suoi giardini, in particolare il giardino botanico di Villa Thuret, il sentiero Tire-Poil intorno a Cap d'Antibes, e il week-end del Design e delle Arti dal 3 al 5 dicembre 2021.
- Biot, capitale del vetro contemporaneo in Francia e animata da tanti artisti, propone botteghe e mercatini provenzali e visite al verde del Parco della Brague.
- Cannes suggerisce week end pass per brevi vacanze slow e il nuovo eccezionale ecomuseo sottomarino.
- Mentone offre visite sul tema del limone, il frutto simbolo, oltre alla classica e famosa Festa del Limone di febbraio. Senza dimenticare i tour ecologici in bici elettriche e a idrogeno, lungo la costa e verso i rilievi.
- Grasse la capitale dei profumi e il suo territorio invitano alla scoperta del Museo Internazionale della Profumeria, delle sue limitrofe località sciistiche e della Riserva biologica dei Monts d’Azur, 700 ettari di natura dove convivono, in libertà, il bisonte europeo, cervi, caprioli, camosci, l’aquila reale… E Fragonard, la nota maison di profumeria locale, lancia nuovi prodotti che rendono omaggio a Parigi: l'eau de toilette Belle de Paris e il diffusore Rêve de Paris.
- Roquebrune-sur-Argens offre il fascino del suo villaggio millenario e il borgo marino di Les Issambres, con la talassoterapia, le passeggiate nella natura e l’inedita "Balade Terroir" un itinerario per scoprire i suoi vigneti e apicoltori in minicar elettrica.
- Villeneuve-Loubet, luogo natale del grande chef Auguste Escoffier (la sua casa è diventata museo), propone tanti itinerari green: lungo il piccolo fiume Loup, sulla costa e da essa verso l’interno.
- Nizza invita a scoprire le tradizioni gastronomiche all’Atelier Cuisine Niçoise e, tra le altre cose, l’itinerario di mountain-bike Nizza-Auron, dal mare alle vette del parco del Mercantour.
 
Vi riassumo inoltre alcuni eventi significativi da me selezionati nell’ambito del dettagliato calendario delle attività di questa regione:
 
Natale:
da fine novembre 2021 al 2 gennaio 2022: mercatini e villaggi di Natale a Cannes e Nizza
4 Dicembre - 9 gennaio: circuito dei presepi di Lucéram
17 - 24 dicembre: Animazioni di Natale con mercatino di Natale a Biot e Villeneuve - Loubet
18 dicembre - 2 gennaio: Mercatino di Natale e percorso delle culle di Natale – Mentone.
18 dicembre - 2 gennaio: Mercatino di Natale, Foire aux Santons (4 & 5 dicembre) - Grasse & dintorni.
 
Tartufi ed enogastronomia:
Mercati e feste del tartufo:
19 dicembre a Saint Paul de Vence
8 gennaio alla Bastide Saint Antoine - Grasse
16 gennaio a Le Rouret e a Villeneuve
 
15 - 21 gennaio: 10a edizione del Festival des Chefs au Sommet
12 - 27 febbraio: 88a Festa del Limone – Menton; tema 2022: «Danza e opera»
 
Sport:
17-23 gennaio: 90° Rally Automobilistico di Monte-Carlo - Monaco
marzo: Parigi - Nizza Ciclistica
 
Carnevale:
11 - 27 febbraio: Carnevale di Nizza; tema 2022: «il re degli animali»
febbraio: Carnevale di Villeneuve
febbraio: Battaglia navale dei fiori - Villefranche-sur- Mer
 
Per ulteriori informazioni:
Barbara Lovato - Ufficio Stampa & P.R. Atout France - tel 02 58 48 655; barbara.lovato@atout-francee.fr - www.it.france.fr
www.cotedazurfrance.fr
www.cotedazur-sejours.com
www.cotedazur-card.com

2 maggio 2020

Un viaggio virtuale nella Parigi di Simenon e Maigret


Ho scoperto per caso alcuni giorni fa su Rai3 un’interessante trasmissione, "Punto di Svolta, in cui si parlava dello scrittore Simenon (la trovate qui).
Un romanziere che adoro, di cui ho letto tantissimo, capace di descrivere come nessun altro le atmosfere e i personaggi delle sue opere, facendo immergere il lettore nel miglior modo possibile nel cuore della narrazione. Con Simenon infatti, come si sottolineava giustamente nella trasmissione, “vediamo subito ogni cosa, percepiamo i colori, sentiamo i rumori, avvertiamo gli odori”…
Il suo personaggio a cui siamo più affezionati, il Commissario Maigret, rispetto ad altri detective rivolge un’attenzione specifica alla gente normale, les petit gens, ed è stato definito un “riparatore di destini”. Una persona cioè che, intuendo il destino di chi sta percorrendo strade sbagliate, cerca di correggerlo.
Simenon ha descritto in tanti romanzi con grande dovizia di particolari la sua Parigi e quella del Commissario Maigret, l’atmosfera della capitale francese, la sua “aria”.
La Parigi di Maigret è fatta sì di luoghi inventati, ma anche e soprattutto di ambientazioni reali.
A cominciare dal numero 36 del Quai des Orfevres, nei pressi di Notre Dame, sede del Palazzo di Giustizia ed un tempo della Polizia Giudiziaria, palcoscenico principale delle inchieste del Commissario Maigret.
La trasmissione ci accompagna poi in altri fascinosi luoghi della Ville Lumière, raccontandoci al tempo stesso i momenti salienti della vita di Simenon.
Approdiamo allora nella bellissima, elegante e geometrica Place de Vosges, dove lo scrittore di Liegi risiedette e fece risiedere per un breve periodo Maigret, apprezziamo i grandi boulevard di Montparnasse, il fascino di Saint Germain des Près con lo storico locale “Les Deux Magots”, il verde e le fontane dei Giardins du Luxembourg, lo charme del Canal Saint Martin...


Vi consiglio quindi vivamente di vedere questa puntata, se non altro per rivedere e rivivere una città bellissima, vivace, brulicante di gente, nella speranza di poterci tornare il più presto possibile e di viverla in prima persona.
Della Parigi di Simenon e Maigret ho parlato anche in questo post, mentre un “dipinto” da non perdere a tal proposito è il pezzo che scrisse Gianni Mura nel lontano 2006 (lo trovate qui).
Ognuno porta con sè una propria Parigi ma noi, amanti di Simenon, la vediamo e gustiamo in tutti i sensi decisamente con gli occhi attenti e bonari del Commissario Maigret…

Ps 1: a proposito di Canal Saint Martin ho ritrovato tra vecchi dvd quello relativo al noto film “Hotel du Nord”, uscito nel 1938 e diretto da Marcel Carné, con Arletty.
L’insegna “Hotel du Nord” è presente tuttora in questa zona di Parigi, che vi invito a visitare se non la conoscete.


Ps 2: sempre a proposito di Maigret recuperate su Raiplay il lungometraggio “Maigret a Pigalle” con il grande Gino Cervi. Vedrete una Parigi quasi anni ’70 davvero piacevole e dalla calda atmosfera. E che belle macchine si vedono in giro in questo film, tra cui la mitica 2CV. Buona visione!

24 settembre 2019

46.697 spettatori "en San Mamés"


Il calcio a Bilbao è una religione. L’attaccamento della città alla propria squadra, l’Athletic Club, è notevole e si percepisce già molte ore prima dell'orario di inizio delle partite in casa.
Nelle vie del centro almeno la metà delle persone è vestita con le maglie biancorosse della squadra bilbaina e gioiosamente occupa con questa "divisa" i tanti e vivaci locali e bar della città, soprattutto all'ora dell'aperitivo quando pintxos e bevande alcoliche impazzano in deliziose piazze e piazzette.


E' probabilmente l'orgoglio basco e il forte attaccamento alla terra di Biscaglia che spinge una città intera a sostenere la squadra.


Quando sono stato a Bilbao ho assistito ad un bel match in casa dell'Athletic, in occasione del recente derby basco contro la Real Sociedad di San Sebastian, vinto dai padroni di casa per 2-0.

La prima pagina di "Marca" il giorno dopo la partita
Ed ho voluto respirare lentamente l'atmosfera pre-partita, recandomi dal centro a piedi fino allo stadio, una bella passeggiata di circa 2 km.


Dalla splendida area intorno al museo Guggheneim fiumi di gente con addosso magliette del Bilbao più o meno recenti si incamminavano pian piano verso lo stadio. Man mano che ci si avvicinava a quest’ultimo, le strade e i viali erano sempre più piene e dense di tifosi, anche in corrispondenza di taverne e locali dove bere una buona birra o mangiare qualcosa prima della partita (c'era tempo, visto che iniziava alle 22). Le stradine strette erano addirittura gremite, in una sorta di fiume fluttuante di folla biancorossa che ogni tanto inneggiava alla squadra o ai suoi principali beniamini.


E poi cominciava a spuntare appunto lui, imponente e illuminatissimo, il San Mamés. Uno stadio che ha una lunga storia, collocato in un luogo dove un tempo sorgeva la chiesa omonima (Mamés era un cristiano che i romani diedero in pasto ai leoni, che però non vollero mangiarlo; e non a caso i giocatori del Bilbao vengono chiamati i “leones”).


Lo stadio, che un tempo veniva chiamato la Catedral, è stato completamente rinnovato sei anni fa ed ora è veramente bellissimo. Un gioiellino moderno, illuminato di sera con colori cangianti e con un grande schermo incastonato nella sua parte esterna.
All’interno, invece, figura un bel bar-ristorante (frequentabile anche nei giorni infrasettimanali) che si affaccia, tramite un'ampia vetrata, sugli spalti e sul campo di gioco. 


Nello stadio sono presenti inoltre anche un museo che racconta la storia della squadra (sono possibili anche visite guidate) e un negozio con merchandising ufficiale dello stesso team. Una squadra che per inciso è di per sè molto particolare, con una filosofia tutta sua: i suoi giocatori devono essere baschi o originari della regione o perlomeno devono avere una formazione calcistica nelle giovanili di una squadra basca. Sarà anche per questo che i suoi tifosi sono così attaccati ai suoi colori?
Vedere una partita dell’Athletic al San Mamés per un qualsiasi tifoso di calcio è un’esperienza da non perdere.


Lo stadio al suo interno è stupendo, con gli spalti attaccati al campo, un pubblico festante, rumoroso e numeroso (46.697 erano gli spettatori “en San Mamés”, come recitava il tabellone luminoso quando ci sono andato) che tifa, canta e intona cori praticamente per tutta la partita.


Il clima è quindi molto “caldo” e per ogni squadra avversaria è difficile spuntarla in questo catino infernale.Ad inizio di questo campionato, ad esempio, anche il Barcellona è caduto al San Mamés e l’unica squadra italiana che vi ha vinto alcuni anni fa è stata il Torino (anche la grande Juventus, nell’anno in cui vinse la coppa Uefa nel 1977-78, perse al San Mamés per 2-1).
Un video emblematico ed approfondito del clima del San Mamés può essere quello che potete vedere a questo link che spiega meglio di tante parole quello che è l’approccio alla partita dei tifosi e la loro infinita passione per la loro squadra.
E’ bello anche essere accolti all’interno dello stadio da hostess e steward con indosso un tipico cappello basco e mangiare al bar interno dello stadio, dove può capitare di assaggiare tipicità locali. Ad esempio, si può consumare, tra gli altri, un panino farcito con l’ottimo formaggio locale Dop Idiazabal.


Dopo la partita la vicina metro, fermata San Mamés appunto, si riempie come un uovo degli stessi fiumi di tifosi di cui sopra.


Ma non c’è fretta di tornare presto a casa, anche se è già ampiamente passata la mezzanotte. Alla mia domanda al punto informazioni sull’ora di chiusura della metro il giorno della partita la risposta è stata molto semplice: “Non c’è problema, la metropolitana resterà aperta tutta la notte”.


La fiesta cominciava allora…

Ps al momento l'Athletic Bilbao è al primo posto nel campionato spagnolo insieme al Real Madrid!

26 luglio 2019

Tolosa, un mix di art de vivre, patrimonio e conoscenza


“Paris pour voir, Lyon pour avoir, Bordeaux pour dispendre et Toulouse pour apprendre"
Proverbio del sedicesimo secolo

Negli scorsi post vi ho parlato molto di Tolosa dal punto di vista della sua ricca offerta enogastronomica e di alcune sue specificità e peculiarità. Ma occorre che vi dia ampio conto, più in generale, anche e soprattutto delle tante cose da vedere e da fare nel capoluogo occitano.
Innanzitutto è importante sottolineare che Tolosa con i suoi 471 mila abitanti, che arrivano a 1,3 milioni nell’area urbana, è la quarta città di Francia e presenta un dinamismo economico e demografico che dura ormai da diversi anni (+12,7% la crescita della popolazione in un decennio). E’ anche la terza città universitaria nel territorio transalpino (i suoi studenti rappresentano un quarto della popolazione), la prima città al mondo per l’industria aereonautica e la più importante metropoli in Europa per quella spaziale.
Sul territorio tolosano figurano infatti centri di ricerca di fama mondiale, prestigiose università, una rete di start-up tra le più dinamiche in Francia e una concentrazione di competenze di altissimo livello, che ne fanno un rilevante polo scientifico e di innovazione.
Questo dinamismo è accompagnato da una qualità della vita che la città ha saputo conservare, abbinata alla ricchezza del suo patrimonio urbano e architettonico, alla sua effervescenza culturale, alla sua gastronomia ed alla sua atmosfera meridionale, nel cuore di una magnifica regione.


La sua collocazione strategica nel cuore del Sud-Ovest tra i Pirenei e il Mediterraneo, inoltre, è perfetta anche per itinerari variegati e articolati come quello che ad esempio la collega agevolmente alle città di Barcellona, Montpellier, Carcassonne o Albi.
Tolosa è una città accogliente, conviviale, piena di art de vivre. Forte del suo temperamento latino non dissimile da quello della vicina Spagna, Tolosa è una città vivace, sinonimo di "Fiesta" in qualsiasi stagione, con più di mille eventi programmati in media all’anno.


La città dispone anche di un ricco patrimonio architettonico, accumulato in più di duemila anni di storia, con numerosi monumenti assolutamente da visitare.

La chiesa di Saint Etienne
Il salotto principale della città è la grandissima Place du Capitole, sulla cui pavimentazione al centro della piazza spicca la croce d’Occitania, simbolo della città e della regione, composta da quattro punte principali che rappresentano le quattro stagioni e nello stesso tempo da dodici punte che rappresentano i dodici mesi dell'anno, le dodici ore del giorno o ancora i dodici segni zodiacali. In questa bella piazza figura anche il palazzo del Comune, costruito più di otto secoli fa dai Capitouls, i rappresentanti del popolo eletti dai diversi quartieri della città. E’ possibile talvolta visitare le sue sontuose sale, per ammirare i bellissimi quadri che raccontano la storia di Tolosa. Di fronte al Palazzo del Comune vi è poi un porticato sul cui soffitto l’artista Moretti ha realizzato 29 dipinti che raffigurano personaggi che hanno reso famosa la città.


Nel centro di Tolosa, contornato da tanti bellissimi edifici dalle fascinose facciate rosate, meritano una visita alcune chiese. Tra queste bisogna citare quella di Saint Sernin, in stile romanico e iscritta nel Patrimonio UNESCO. Il suo campanile, alto 67 metri, si nota sin da lontano e al suo interno vale la pena di vedere, tra le altre cose, le reliquie che ricordano il martirio di San Saturnino.

Foto credits Office de Tourisme de Toulouse @JMHerrador
Merita una sosta anche il medievale convento dei Giacobini, all’esterno piuttosto austero, ma all’interno sorprendentemente luminoso con alti muri e vetrate colorate. Il coro a volta presenta la forma di una palma e un’altezza di ben 28 metri. Sotto l’altare sono poi conservate le reliquie di San Tommaso d’Aquino. Bellissimi anche il chiostro e il suo giardino, il refettorio e la sala capitolare, luoghi di tranquillità e pace, ben distanti dalla vivacità della città.

Foto credits Office de Tourisme de Toulouse @PatriceNIN
E' da visitare anche l’Hotel Assézat, una dimora rinascimentale fatta costruire da un ricco mercante di Tolosa nel 1555. Nel suo cortile sono presenti facciate decorate da maschere raffiguranti figure vegetali e animali con una torre che svetta sulla città. All’interno, la fondazione Bemberg espone numerose opere d’arte.

Foto credits Office de Tourisme de Toulouse ©VilledeToulouseP.Nin
La visita ai principali monumenti e chiese è senza dubbio una cosa da fare a Tolosa, ma quello che ho più apprezzato durante il mio soggiorno in questa città è stato l'inoltrarmi a piedi nelle tante sue stradine e piazzette, molto graziose e piene di tanti locali, sempre molto affollati e frequentati in prevalenza da giovani.


La città, non essendo grandissima, si gira d’altronde agevolmente a piedi, ma se ci si vuole muovere con i trasporti pubblici è molto conveniente il “Pass Tourisme Toulouse” che garantisce spostamenti gratuiti (navetta per l’aereoporto inclusa), diversi ingressi liberi e altri vantaggi.
E’ naturalmente molto piacevole anche spingersi sul lungofiume (la Garonne), dove vi è sempre una splendida vista.

Opera dello street artist James Colomina su un ponte della Garonne
In particolare vale la pena di fare una passeggiata all'altezza del vivace quartiere della Daurade, magari facendo una sosta anche in qualche bella terrazza, con davanti bei tramonti o una spettacolare vista serale sui monumenti e i ponti illuminati.

Foto credits Office de Tourisme de Toulouse ©RobinAlves
Quello a questa altezza prende il nome di Pont Neuf e dal corrispondente lungofiume si può ammirare, sulla riva opposta, il Dôme de la Grave costruito nel medioevo e l’hôtel-Dieu Saint-Jacques, un antico ospedale che ora ospita soltanto i suoi uffici amministrativi.


Un altro posto da non perdere è il Canal du Midi, classificato come patrimonio UNESCO ed ideale per il turismo fluviale, ma anche per fare ai suoi lati belle passeggiate in bicicletta o a piedi. Ed anche nelle giornate molto calde i viali che lo lambiscono, ombreggiati e freschi, danno un piacevole senso di refrigerio.

Foto credits Office de Tourisme de Toulouse @P.Nin3


Il caldo può essere combattuto anche recandosi nei 160 parchi e giardini della città che invitano a rilassarsi e camminare. Ad essi si aggiunge il Jardin des Plantes nel cuore di un nuovo distretto scientifico, in una zona caratterizzata da bei viali alberati.


Qui vi è anche l’interessante Museo di Storia Naturale, inaugurato addirittura nel 1796, che presenta una collezione di oltre 2 milioni di pezzi, dopo il suo ammodernamento. E nel ristorante dello stesso museo si mangia davvero bene…
Tolosa è evidentemente il luogo ideale per gli amanti dell’aereonautica e dell’esplorazione spaziale. Dalle collezioni di aerei da leggenda del museo Aeroscopia (uno su tutti, il Concorde) alle esperienze affascinanti della Cité de l’Espace, dalle visite delle catene di assemblaggio dell’A380 o dell’A350 all’osservazione delle stelle e ai simulatori è tutto un fiorire di scoperte scientifiche ed esperienze emozionanti.
In particolare nei cinque ettari della Cité de l’Espace ci si trova nell’unico sito europeo dedicato alla conquista spaziale e astronomica. Grandi e piccini possono scoprire le repliche a grandezza naturale del razzo Ariane, del veicolo spaziale Soyouz o della stazione Mir e si ha modo di conoscere approfonditamente il tipo di vita e le esercitazioni effettuate dagli astronauti.

Foto credits Office de Tourisme de Toulouse @L.Garcia
A partire dallo scorso 20 luglio, inoltre, è presente nei giardini di questo museo un modulo lunare a grandezza reale, uguale a quello utilizzato 50 anni fa per il famoso primo allunaggio.
Per quanto concerne l’industria aereonautica, a Tolosa già dal 1890 furono progettati i primi prototipi di aereo. Durante la prima guerra mondiale, inoltre, Pierre-Georges Latécoère, un industriale specializzato nel trasporto ferroviario, decise di dedicarsi alla costruzione di aerei militari per soddisfare gli ordini dello Stato. La grande epopea aeronautica inizia poi nel distretto di Montaudran, poco fuori dal centro di Tolosa. Dopo la guerra, la compagnia si riconvertì nell'aviazione postale commerciale con la creazione della Latécoère Air Lines. Tolosa diventerà così gradualmente la base principale della più lunga linea aerea transatlantica francese che collegava Francia, Africa occidentale e Sud America.


Nel 1927 queste linee divennero "Aeropostale" e segnarono per sempre la storia della città, grazie a piloti come Jean Mermoz o Antoine de Saint-Exupéry (lo stesso autore del “Piccolo Principe”, le cui “tracce” sono presenti in più parti della città, anche in un hotel che allora era la sua casa).


Gli stretti legami col Sud America hanno avuto come conseguenza “l’importazione” del tango argentino a Tolosa, con illustri esponenti come Carlos Gardel, "enfant du pays" tolosano. Non è un caso che ogni anno nel periodo estivo si tiene a Tolosa un importante Festival sul tango.


Sempre nel quartiere Montaudran, merita una visita anche la Halle de La Machine, uno spazio di 6.000 m² in cui i visitatori possono scoprire storie e leggende legate a delle creature immaginarie presenti in questo museo e soprattutto possono fare un giro inedito “a cavallo” di una monumentale (47 tonnellate, 14 metri di altezza) nuova creatura creata per Tolosa: il Minotauro.

Foto credits Office de Tourisme de Toulouse @MamourBlogue.fr
Qualche piccola curiosità in chiusura di questo mio reportage tolosano:
- In città resiste ancora l’Occitano, l’antica langue d’Oc. I nomi delle vie e delle strade sono tutti bilingue, molte scuole continuano ad insegnare questa lingua, mentre varie associazioni o festival fanno rivivere le tradizioni di un tempo attraverso canzoni, balli, musica o letteratura.
- Lo sport più seguito è decisamente il rugby e non il calcio. La squadra locale, lo Stade Toulousain, è un club di alto livello nazionale e internazionale. I colori della sua casacca sono il rosso e il nero, gli stessi dei Capitouls. E dovete vedere quanta gente che c'era a Place du Capitole quando questa squadra ha vinto recentemente il campionato nazionale…

L'official store dello Stade Touousain in centro
PS: dimenticavo di segnalarvi una chicca poco conosciuta dai turisti che vi consiglio vivamente di visitare: la Chapelle des Carmelites. Si tratta in pratica di una piccola Cappella Sistina, a cui si sono tra l'altro ispirati gli artisti che l'hanno dipinta (Jean-Pierre Rivals prima e Jean-Baptiste Despax poi), considerata giustamente un capolavoro della pittura tolosana.

Per ulteriori informazioni:

Ufficio del Turismo di Tolosa
Atout France Italia
Grand Hotel de l’Opéra