Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

5 febbraio 2015

La Francia vi stupirà anche nel 2015


La scorsa settimana si è tenuto a Roma, come lo scorso anno, un evento in cui sono state presentate le principali novità 2015 dal punto di vista turistico nelle diverse regioni francesi.
Come sempre, questa presentazione è stata estremamente interessante sia a livello generale sia a livello di singole regioni, con i rappresentanti dei singoli uffici del turismo che hanno fornito utili e specifiche notizie sulle iniziative locali.
Le principali novità abbracciano i temi dell’art de vivre, la cultura e, naturalmente, la gastronomia.
Vi sintetizzo di seguito gli elementi salienti che più mi hanno colpito e che vorrei condividere con voi.


Partiamo dalla regione che più amo della Francia, la Bretagna. Innanzitutto una delle grandi novità è il nuovo volo diretto tra Roma e Rennes, operativo dal 18 aprile 2015 con la compagnia Vueling. Inizialmente ci sarà una volta alla settimana, per poi passare a due voli diretti ogni sette giorni, a partire dal mese successivo. Questa è una gran notizia per gli amanti di questa regione, visto che precedentemente arrivarci era senz’altro più complicato. Si può quindi più agevolmente scoprire il capoluogo Rennes, in cui si succedono case a graticcio del XV secolo e palazzi rinascimentali. E poi c’è da vedere il Marché des Lices, uno dei mercati più belli di Francia, che è un trionfo di colori e sapori. E che piacere degustare squisite ostriche nei locali all'aperto, vicino al mercato!
Proprio a proposito di ostriche, devo dire che mi intriga davvero tanto la possibilità, prevista da alcuni uffici del turismo locali, di poter andare insieme ad un ostricoltore a “pescarle” e scoprire tutti i segreti di questo pregiato fruit de mer. Magari nel Golfe du Morbihan, che poi non è così lontano da un’isola che vorrei assolutamente visitare, Belle-Ile-en-mer. In effetti un mio prossimo viaggio in Bretagna potrebbe seguire la direttirice Rennes-foresta di Brocéliande, per poi andare verso il mare in corrispondenza del Golfe Du Morbihan e poi ancora a Belle Ile. Tutte le informazioni su questa regione, comunque, potete acquisirle consultando il sito dell’ufficio del turismo www.bretagna-vacanze.com
Più a Sud della Bretagna, una città che merita la visita è Nantes, luogo natìo di Jules Verne, dove molto parla di questo grande scrittore che io amo tanto. A Nantes c’è tanto da fare e da vedere come il panorama sulla metropoli da Le Nid, il Grande Elefante meccanico, il Castello dei Duchi di Bretagna, l’estuario fra la città e Saint-Nazaire. Iniziativa interessante per noi foodies, inoltre, è l’organizzazione di  «cene segrete» in luoghi d’arte, scenari naturali o nel cuore dei vigneti. I luoghi delle cene vengono rivelati solo all’ultimo momento…
Infine fra i vigneti del Muscadet, a partire dall’estate 2015 si declinerà un nuovo percorso, con creazioni d’artisti e allestimenti esclusivi. Info: www.lestablesdenantes.fr . Nella Valle della Loira poi si possono visitare tanti luoghi di cultura muovendosi anche in bicicletta, con più di 3 000 km di itinerari ciclabili. Quello della Loire à vélo è il più famoso, ma ve ne sono altri 14 ad anello, da scoprire e condividere sul nuovissimo sito web dedicato al turismo in bicicletta, www.marandoavelo.fr
Ritornando un po’ più a Nord, in Normandia, insieme a tante iniziative culturali che coinvolgeranno soprattutto la città di Rouen, vi segnalo che è sempre molto interessante percorrere la Route du Cidre tra i tipici paesaggi del Pays d’Auge con villaggi di charme, castelli, pascoli e infinite distese di alberi di melo. E sarà una bellissima esperienza degustare il sidro (e non solo, anche il mitico Calvados e il sidro di pere) presso le aziende produttrici, che è possibile anche visitare. Sul sito dedicato potete trovare tutte le informazioni anche su mercatini, ristoranti, mostre, ecc.
... e non dimenticate che la Normandia è una regione di grandi e gustosi formaggi
Citavo il Calvados che dovreste acquistare anche a Caen in una speciale boutique a lui dedicata in una delle stradine antiche della città, ma voglio fare un cenno anche a La Benedictine, un antico liquore dei monaci che risale al ‘500 proveniente da una ricetta segreta e che potete acquistare nel bellissimo Palais Bénédictine a Fécamp. 
Immagini dal buffet in occasione della presentazione/1
Scendendo decisamente più a sud in questo nostro “Tour de France”, vi segnalo un’altra grande e importante novità: con i treni Thello arrivare in Costa Azzurra dall’Italia sarà più facile, grazie alla nuova linea ferroviaria Milano-Nizza-Marsiglia. Thello, compagnia ferroviaria franco-italiana di trasporto viaggiatori, dal 14 dicembre propone infatti un nuovo collegamento tra Italia e Francia. Una linea diretta, senza cambi, con un unico biglietto a prezzi abbordabili. Da aprile verranno introdotte due nuove coppie di treni, per un totale di 3 corse giornaliere da e per la Costa Azzurra e Marsiglia.
Sarà così possibile visitare la bella Marsiglia, tanto ben descritta nei noir di Jean Claude Izzo, città che tra l’altro è anche stata scelta come capitale dello Sport per il 2017. O andare nella splendida Nizza, città sempre sorprendente che in questo periodo offre interessanti iniziative come la corsa “Nice Carnaval Run”, una gara originale in  cui tutti i partecipanti devono essere mascherati o il bagno di Carnevale (temperatura del mare, 13°: aiutoooo!). E sul fronte della cucina, il marchio “Cuisine nissarde” esposto nei ristoranti valorizza il patrimonio gastronomico nizzardo, la sua storia e le ricette tradizionali.
Nella vicina Cannes, col suo fascino che non conosce confini, tra le altre cose vi consiglio di visitare, appena al largo della Croisette, l’arcipelago delle isole Lérins (Sainte Marguerite e Saint Honorat) che è un angolo di paradiso, fra baie selvagge e  sentieri sul mare. 
Immagini dal buffet in occasione della presentazione/2: cavatelli con crema di Roquefort e noci
Infine, in ogni Tour de France che si rispetti, non si può non parlare anche della capitale, Parigi.
A parte le mille cose da fare e da visitare che ci sono sempre nella Ville Lumière, vi segnalo che dopo oltre 3 anni di lavori, il Parco Zoologico (più conosciuto come lo Zoo di Vincennes) ha riaperto le porte. Uno zoo totalmente rinnovato, che immerge i visitatori nell’ambiente naturale degli animali: oltre 14 ettari attorno al Grand Rocher, una guglia artificiale di roccia alta 65 metri, simbolo dello zoo fin dalla sua apertura nel 1934.
A Parigi ci potrete arrivare più comodamente grazie alle novità che provengono anche da Air France: maggiore comfort, un’offerta di ristorazione più ricca ed anche più voli dalla mia città di origine, Napoli.
Buona Francia a tutti!

Per ogni altra informazione:
Barbara Lovato
 Responsabile Ufficio Stampa e P.R.
ATOUT FRANCE 
Ente per lo Sviluppo del Turismo Francese
Via Tiziano, 32 -20145 Milano –
Tel: +39 02 58 48 655 / Fax: + 39 02 58 48 62 22

29 gennaio 2015

Signore e Signori, vi presento la Cataplana


Avevo da tempo sentito parlare di questa pentola in rame a forma di grande conchiglia che, come ho accennato nel precedente post, si chiude ermeticamente e in cui i cibi si cuociono sostanzialmente a vapore.
E quando sono andato a Lisbona, non mi sono fatto sfuggire né la possibilità di assaggiare i relativi piatti nei vari ristoranti, né il suo acquisto (ricordo che comunque è acquistabile anche on-line).
Più nello specifico, la Cataplana è una pentola originaria dell’Algarve, nel Sud del Portogallo, che risale al 1200, epoca dell’invasione degli arabi (gli stessi che comunque usano spesso anche la tajine, il cui “concetto” è del tutto simile) che la introdussero in questo paese.
I vantaggi di utilizzare questa particolare pentola sono legati alle cotture più brevi, con i sapori che si concentrano e non si disperdono e con la possibilità di evitare l’utilizzo di troppi grassi. Infatti oggigiorno si producono cataplane in acciaio che sono anche internamente antiaderenti (come la mia) e che conducono molto bene il calore, rendendo superfluo l’utilizzo di un’eccessiva quantità di grassi.
Bisogna solo fare attenzione durante la cottura a non alzare troppo la temperatura ed aprire con cautela la pentola, che al suo interno contiene parecchio vapore caldo.
Ma l’apertura della cataplana, sulla tavola davanti agli ospiti, è sempre un grande spettacolo, con una ricchezza di profumi e la conservazione degli autentici sapori dei cibi utilizzati. E vedrete che la relativa salsa che si formerà nella pentola sarà sicuramente speciale!


Di solito gli ingredienti si inseriscono tutti insieme a crudo e poi si lasciano cuocere per il tempo necessario (che comunque è inferiore a una normale cottura) o si fanno preventivamente rosolare prima di chiudere la cataplana, come avviene nel caso delle carni.
Capite bene che di cataplane (il piatto prende il nome proprio dalla pentola in cui è cotto) ne esistono un’infinità. Un utilizzo classico è con la materia prima simbolo del Portogallo, il baccalà, ma è frequente anche il suo utilizzo con i frutti di mare, come nel caso della cataplana de amejoas, cioè di vongole. Poi ci sono quelle di carne, soprattutto di pollo o maiale, e le miste con carne e pesce insieme.
Per cominciare, ho fatto alcuni esperimenti con la mia cataplana. Molto ben riusciti, ma relativi a piatti meno etnici e più italiani. Una prima regola che deriva dalla mia breve esperienza in materia è che bisogna ben dosare il livello di liquidi (che comunque ci devono essere) in modo da ottenere un risultato ottimale, nè troppo liquido, nè troppo asciutto.


Finora ho preparato un’ottima cataplana di baccalà con cipolle, spezie e concentrato di pomodoro, dei fantastici moscardini in umido e un classicissimo spezzatino con piselli (i tempi di cottura sono brevi e la consistenza delle materie prime usate è sempre risultata morbidissima a fine cottura).
Ma ora i prossimi due piatti che preparerò saranno molto più interessanti: voglio provare un piatto tipico dell’Alentejo, una regione a Sud del Portogallo, la cataplana de porco com amêijoas, cioè quella di maiale e vongole cotti insieme. Deve essere da applausi!
Ed anche una cataplana in cui vorrei cuocerci, insieme agli altri ingredienti, anche del riso. Una buona ricetta a tal proposito può essere la seafood rice cataplana con riso, pesce e frutti di mare: pure questa mi intriga parecchio.
Vi assicuro che presto cucinerò questi piatti e pubblicherò le relative ricette, così mi direte che ne pensate. A presto!

22 gennaio 2015

La mia Lisboa golosa


 “…e Lisbona scintillava nell’azzurro di un brezza atlantica,
sostiene Pereira”
Antonio Tabucchi da “Sostiene Pereira”
 
Eccomi a parlarvi, come promesso, del mio viaggetto di inizio anno nella splendida capitale del Portogallo, Lisbona.
Ve ne parlerò come di solito amo parlare dei miei viaggi, senza entrare in approfondimenti “pesanti” ed eccessivamente culturali e sbilanciandomi e concentrandomi di più, guarda un po’, sull’offerta enogastronomica che propongono i luoghi.


Beh, innanzitutto devo dire che, come a volte capita con le persone, un giudizio, che spesso rimane confermato anche dopo, si può dare già dalla prima impressione che si è avuta della città. Ebbene, Lisbona mi ha colpito e sedotto subito per la sua luce. Sarà che durante il mio soggiorno le giornate sono state splendidamente soleggiate, sarà che è una città che si affaccia sul Tago (Tejo in portoghese) con appena dietro l’oceano, che consentono una diffusione “a specchio” della luce, sarà che questo tipo di città, come quelle del mediterraneo, la luce ce l’hanno dentro….E poi di Lisbona mi ha intrigato molto questo suo aspetto a tratti retrò, decadente, che può ricordare tante grandi città del nostro Sud.


La città si sviluppa in tanti piccoli quartierini, tutti molto caratteristici e pittoreschi. Come il Bairro Alto (dove c’è da sostare innanzitutto al cafè A Brasileira, al cui esterno campeggia la statua di Pessoa) che la sera diventa una vivacissima zona dove poter prendere un drink ascoltando della buona musica. A tal proposito ho visitato locali davvero carini, a volte simili a vere e proprie case, dove poter bere una ginjinha, un tipico liquore alla ciliegia, un buon porto invecchiato o un Madeira, facendo piacevoli chiacchiere.

 
Di Lisbona è d’obbligo citare anche la stupenda, ampia, piena di vita e di luce Praça do Comércio, l’enorme piazza centrale, che si affaccia sul Tago dove alla mezzanotte tra il 2014 e il 2015 dei fuochi spettacolari coloravano il cielo.
 

Bellissime poi sono le viuzze, i vicoli, le piazzette intorno al castello di Sao Jorge, nel tipico quartiere dell’Alfama, dove ho potuto mangiare uno street food tipico di Lisbona, le sardine alla griglia. Lì vicino non perdete la bella cattedrale, la più antica della città, e nemmeno un giretto nel mitico 28, il tram giallo che attraversa i posti più belli di Lisbona e che nel suo percorso inevitabilmente non può escludere ripide discese e salite o strade strettissime.


I quartieri più tipici regalano sempre al visitatore degli stupendi azulejos, piastrelle e ceramiche tipiche, dal colore generalmente bianco e azzurro (di qui il nome). Sul tema degli azulejos, inoltre, c’è da visitare anche uno splendido museo.


Dal lato del cibo, non si può non assaggiare il baccalà, preparato in mille modi. E visto che a me piace tanto, l’ho mangiato spessissimo. Anche in ricette inconsuete (come mi aspettavo), ma pure alla griglia o servito sotto un ampio letto di cipolle stufate o ancora con tante verdure e patate, cotto nella cataplana.



Della cataplana parlerò in un post a parte, ma per ora vi basti sapere che è una pentola, di solito in rame, a forma di conchiglia che si chiude ermeticamente e in cui i cibi si cuociono sostanzialmente a vapore. I vantaggi sono quindi: cotture più brevi, sapori che si concentrano e non si disperdono e si evita l’utilizzo di troppi grassi che effettivamente non sono necessari.
Di cataplane di baccalà ne ho assaggiate a Lisbona, ma in essa si può cuocere di tutto. Un utilizzo classico è cucinarci i frutti di mare. In un ottimo ristorante (quello del museo della Cerveja; a proposito: la birra a Lisbona è proprio buona!) in Praça do Comércio ho mangiato ad esempio una splendida cataplana di cozze super grandi e super buone.
 

Ed anche un fantastico ed enorme polpo con verdura e patate (a Lisbona lo sanno proprio ben cucinare: anche se di frequente è enorme, è morbidissimo!).


E già che mi trovo a parlare di questo ristorante, non posso non citare delle mitiche e a mio avviso imperdibili crocchette di baccalà, con all’interno un cuore di formaggio fuso di capra: una vera delizia!
Del resto i formaggi portoghesi sono molto buoni e saporiti: ho assaggiato qua e là dei notevoli formaggi di capra ed uno di latte misto capra-pecora, il Queijo Picante da Beira Baixa, una fantastica Dop che ben si accompagna con marmellate e confetture.
Tra gli altri locali da visitare, può essere carino andare a mangiare del pesce fresco in qualche buon ristorantino nei docks sotto il Ponte 25 aprile, con vista sul Cristo (simile a quello di Rio) o cenare ascoltando il fado in qualche locale tipico (cercando di evitare, se possibile, quelli troppo turistici). Il fado è come un monumento che deve essere visitato. Non si può non sentirlo e non è poi così triste, come si dice o si può pensare.
Sempre in tema di cose golose, vale la pena di fare anche una piccola deviazione fuori porta, non lontano da Lisbona. Oltre a vedere la bella Cascais, villaggio di pescatori che ha anche un bel faro, Estoril (da quel poco che ho visto dal bus mi sembra molto carina, con anche un bel casinò), Cabo da Roca, Sintra, occorre recarsi anche a Belem. Qui merita di esser vista la sua torre e il suo monastero, ma per noi foodies vi è un’imperdibile tappa: l’antica pasteleria di Belem.
 

Dovete sapere che ovunque a Lisbona si preparano delle tartellette ripiene di crema (pasteis) che sono sempre discretamente buone. Ma questi stessi pasteis sono n-mila volte più buoni in questo locale. Friabili, sfogliosi, con una crema mai mangiata così buona, tiepidi, con una crosticina appena bruciacchiata, sono un vero spettacolo! Se sono entusiuasta io che non amo troppo i dolci… Si possono mangiare “nature” o con aggiunta di cannella o zucchero a velo. La ricetta è segretamente custodita da questo storico locale, che risale ben al 1837. Andateci e non ve ne pentirete!


Per ora è tutto e ci sentiamo presto per altri post sull’interessantissima cucina portoghese.

16 gennaio 2015

Aquì…onde a terra se acaba e o mar começa...


La frase di cui al titolo di questo post è stata scritta dal poeta portoghese Luís Vaz de Camões ed è riferita al punto più occidentale d’Europa, lo splendido Cabo da Roca, non lontano da Lisbona, nei dintorni di Sintra.
Tradotta in italiano, significa “Qui... dove la terra finisce e il mare comincia…” ed è una frase di notevole fascino, devo dire, che ho imparato prima ancora di arrivarci, a Cabo da Roca.
Ci sono arrivato nel primo pomeriggio di una giornata bellissima, col mare molto calmo e il sole che si specchiava sull’immensità dell’oceano.
 

E’ un posto splendido, romantico, con una scogliera a picco sul mare alta 140 metri, ripida, a tratti anche paurosa, dove si possono passare ore ad osservare la vastità del mare che sotto la scogliera si fa schiumoso e la magia del faro che domina il promontorio. Quest’ultimo, che ricorda un po’ quello di Saint Mathieu in Bretagna, risale al diciottesimo secolo ed è stato abitato fino al 1970.
 

In questo splendido posto si staglia anche una stele in pietra, con in cima una croce che celebra la particolarità del luogo. Su di essa è impressa la frase di cui sopra e la segnalazione che in quel punto si è nella parte più ad ovest d’Europa.
 

Dal locale ufficio del turismo è possibile anche ottenere una certificazione ufficiale (a pagamento) che si è stati in questo posto.
 

Chissà che ulteriore fascino deve avere questo posto, che ricorda anche le alte scogliere (Cliffs of Moher) della parte occidentale dell’Irlanda, con il mare agitato…
Da grande amante del mare, dei fari, e delle ripide rocce a picco sull’oceano, non potevo non pubblicare un post del genere…
A presto per altre storie e storielle portoghesi, prima di parlarvi più approfonditamente della mia “Lisbon Story”. Stay tuned!
 

10 gennaio 2015

Simply, sardine alla griglia


Il primo post dell’anno mi porta inevitabilmente e innanzitutto ad augurare a tutti voi un ottimo 2015, visto che l’ho fatto soltanto a poche persone su twitter.
Dal  mio ultimo post a quello di oggi, ho passato delle buone feste in famiglia e alcuni giorni di vacanza nella bella Lisbona. Non mancherò di scriverne, parlando delle cose che più mi hanno colpito anche dal punto di vista gastronomico, bien evidemment. 


 Una di queste, è la grande tradizione lisbonese nell’industria conserviera di sardine e altri prodotti della pesca, lavorati in modo artigianale, che produce risultati ottimi sia dal punto di vista estetico e cromatico (le scatolette sono bellissime!) che, ovviamente, gustativo.


 
In tanti negozi di Lisbona, tra cui quello del bel mercato da Ribeira, sono venduti mille tipi di scatolette colorate e dall’aria vintage, che colpiscono inevitabilmente turisti e visitatori.


L’artigianalità, manualità e qualità sono i cavalli i battaglia delle relative ditte produttrici, tra cui l’ottima Conserveira de Lisboa, che realizza prodotti veramente gustosi oltre che, direi quasi, da collezione.
 
 
Viene inscatolato ogni tipo di pesce, ma la tradizione delle sardine in conserva è quella più diffusa (come accade in Bretagna, altra regione che si affaccia sull’oceano e in cui questo tipo di pesca è molto frequente), anche perché le sardine sono uno dei simboli del Portogallo.
Le sardine, ovviamente, in questo paese si mangiano anche fresche e sono buonissime. Non immaginatevi pescetti piccoli, ma piuttosto un prodotto ben carnoso, “lungo” e cicciotto che preparato alla griglia con un pò di olio è la fine del mondo.
 
 
La loro preparazione alla griglia è anche uno street food meraviglioso, e si può trovare a Lisbona agli angoli di alcune strade, magari nelle viuzze del pittoresco quartiere dell’Alfama o in occasione della festa di Sant’Antonio.
 
 
A giugno, e precisamente il 13, per la festa di questo Santo patrono vi sono grandi festeggiamenti nella capitale lusitana e le sardine alla griglia ancora fumanti vengono servite su del buon pane (devo valutare di tornare a Lisbona proprio in occasione di questa festa, essendo io anche molto devoto a Sant’Antonio).
A proposito di sardine alla griglia, ne ho mangiate di ottime anche su una bellissima spiaggia poco ventosa (in estate non è sempre scontato trovarne) di Fuerteventura, dal mare appena fresco, nella zona a sud est dell’isola.
Come in tanti ristorantini sul mare, ho mangiato dell’ottimo pescado tra cui appunto delle splendide e semplici sardine alla griglia che con la loro carne dal gusto un pò forte, con l’affumicato della griglia e un pò di limone sono risultate davvero “mondiali”.
Ancora un buon 2015 a tutti!