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16 dicembre 2023

Micciani e i suoi Gnocchetti in Frasca

 

Oggi vi parlo di un altro gustoso piatto originario del reatino, cucinato on-line nel mese scorso con il prezioso supporto dell’Associazione “Micciani unita.

Il tutto rientra, come già sottolineavo nello scorso post, nel progetto “Turismo e cultura” che prevede una serie di showcooking organizzati dalla Camera di Commercio di Rieti-Viterbo e dall'Azienda Speciale Centro Italia che mi hanno gentilmente invitato.



La ricetta a cui mi riferisco è quella degli gnocchetti in frasca, antica preparazione che tuttora si tramanda dagli abitanti di Micciani (una piccola frazione del comune di Cittaducale in provincia di Rieti) e diffusa anche nelle zone circostanti.

Si tratta di un piatto da gustare normalmente nei mesi freddi, che si otteneva dopo la raccolta autunnale di legumi e cereali, quando le donne di casa provvedevano a rifocillare le numerose famiglie.

La macinatura dei cereali, che avveniva presso gli antichi mulini (in questo caso il cosiddetto “mola Scorretti” sulle sorgenti del Peschiera), garantiva la sopravvivenza delle popolazioni limitrofe, che lavoravano duramente nei campi per procurarsi le farine e ricavarne pane e pasta.

Evidentemente oggi le cose sono cambiate e il piatto si prepara con semplici ingredienti che si trovano con facilità nella dispensa di casa o al supermercato.

Gli gnocchetti vengono realizzati miscelando due farine, quella di grano e granturco, cereali tipici del territorio, e vengono conditi con fagioli in umido, insaporiti dal guanciale e allungati con acqua di cottura come una minestra. Si accompagnavano con un tozzo di pane e un buon bicchiere di vino novello.

Ecco come si realizza questo buonissimo piatto:

Ingredienti (per 4 persone)

300 gr di farina di grano tipo 00

200 gr di farina di granturco

400 gr di fagioli borlotti

400 gr di salsa di pomodoro

2 fette di guanciale amatriciano (ne ho parlato qui)



Miscelare la farina di grano e granturco unendo ad occhio dell’acqua tiepida. Una volta ottenuto un impasto liscio ed elastico, formare dei cilindri e ricavarne dei piccoli gnocchi. Farli cuocere in acqua bollente finché non vengono a galla.

Condire gli gnocchetti con dei fagioli in umido precedentemente insaporiti con guanciale e pomodoro (in un tegame mettere a sfrigolare il guanciale tagliato a dadini, aggiungere poi la salsa di pomodoro e dopo che si è insaporita inserire i fagioli lessati; questi ultimi sono di elevata qualità: si tratta di stupendi borlotti dell’altopiano leonessano che vanno messi a bagno tutta la notte e lessati il giorno dopo).

La consistenza del piatto diventa poi brodosa perché vengono allungati con l’acqua di cottura dei fagioli che dovrete tenere da parte.

Un ottimo piatto confortevole, rustico che ben si adatta alle uggiose serate autunnali e invernali che stiamo pienamente vivendo in questi ultimi giorni. Io l’ho preparato un po' più denso perché mi piace di più, ma la consistenza deve essere brodosa. Provatelo, non è difficile da realizzare ed è davvero una bontà!


Vorrei concludere il mio post con qualche cenno su Micciani, luogo dove vorrei presto recarmi per apprezzare un territorio molto interessante da cui prende origine questo piatto.

Dicevo in precedenza che Micciani è una frazione di Cittaducale e conta oggi circa 60 abitanti. Il nome deriva dal latino “Mica, -ae” che vuol dire briciola e ne designa la piccolezza.

Sorge su una collina a 470 metri sotto la montagna di Pendenza e si affaccia sulla pianura irrigata dalle sorgenti del Peschiera e solcata dal fiume Velino.

Vanta un'ottima posizione panoramica, potendosi ammirare tutta la piana di San Vittorino e le antiche terme di Vespasiano, nonché i promontori di Calcariola, Cittaducale e Paterno e le terme di Cotilia con i suoi laghi.

Sul fiume Peschiera si scorge poi la vecchia “mola Scorretti”: questo mulino ad acqua fu sostegno per tante famiglie che facevano macinare il loro raccolto di grano, soprattutto nel periodo delle guerre mondiali, fino alla morte dei vecchi proprietari tra il 1980 ed il 1990.

Il mulino veniva raggiunto dai paesi più lontani, attraverso un importante sentiero oggi conosciuto come tratto del sentiero E1 europeo, ripristinato grazie all'impegno dei volontari di Micciani Unita e meta di tanti escursionisti.

Infine, a poca distanza si trova la stazioncina ferroviaria

“Sorgenti del Peschiera”, che consente di far attraversare la pianura con la tratta Terni-L'Aquila-Sulmona.

Ci sarebbe altro da dire su Micciani, (magari lo farò in un altro post), anche grazie ai racconti e tradizioni conservati dagli anziani e dai giovani che le rendono vive.

Del resto, come narra l'artista di Capadosso Acanio Manenti che tra il 1630 ed il 1650 decorò il salone del Palazzo Vescovile a Cittaducale “Micciani, torre Cifreda e Cesoni, non sono protette da mura, ma c'è qualche cosa che difende i forti cuori”. Chi conosce i loro abitanti di oggi, può affermare che è ancora cosi…

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