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31 maggio 2013

Il mito del Muro di Geraardsbergen

 
La scorsa settimana sono stato nelle Fiandre per un weekend molto divertente all’insegna del ciclismo e della buona cucina, due mie grandi passioni come sapete.
L’occasione erano i festeggiamenti per i cent’anni di una gara-monumento del ciclismo professionistico internazionale che è il Giro delle Fiandre, che si tiene ogni anno più o meno ad inizio primavera ed in occasione delle prime gare ufficiali della stagione ciclistica.
E’ una “classica” che prevede un lungo percorso caratterizzato, in numerosi tratti, dai cosiddetti “muri” (berg in fiammingo) e cioè salite non eccessivamente lunghe, ma dalle forti pendenze, spesso e volentieri in pavé sconnesso ed irregolare.

Un tratto di muro di Geraardsbergen "by night"
E’ una gara tra le mie preferite perché chi vince è davvero un eroe, superando oltre ad ostacoli climatici come la pioggia, il vento, il freddo, il fango anche queste durissime asperità, spesso situate su stradine strette di campagna, che a volte costringono i ciclisti a scendere dalla bicicletta e a “mettere i piedi per terra”.
In occasione del Giro delle Fiandre lungo tutto il percorso si assiepano tantissimi tifosi belgi e fiamminghi per cui il ciclismo è un’autentica religione ed una festa, ma anche tanti fan del ciclismo di molte altre nazioni. L’Ufficio del Turismo delle Fiandre ci ha regalato un libro fotografico che si chiama “Supporters” che narra bene, con le immagini, quella che può essere la passione per il ciclismo per il popolo delle Fiandre e tanti appassionati come me. Nel libro si “legge” nei volti della gente l’attesa del passaggio dei corridori (il “prima”), la forte emozione del “durante”, il bagaglio di colori e di sensazioni accumulato del “dopo”.
Molti hanno definito le corse ciclistiche del Nord Europa come l’Inferno del Nord proprio perché si tratta di impegni durissimi e uscire vincitori da queste gare è appannaggio soltanto dei veri campioni. Chi vince il Giro delle Fiandre non può essere che un campione.
Il nostro Fiorenzo Magni (da poco purtroppo venuto a mancare) vinse questa gara per ben tre anni consecutivi, cosa mai successa nel relativo albo d’oro, e fu per questo definito il Leone delle Fiandre.
 
 
 
Ma ci sono altri famosi campioni (Boonen, Cancellara, Museeuw, Van Petegem) che hanno nel loro palmarès questa dura gara e che sono orgogliosi di averla vinta.
Uno dei “muri” più mitici della corsa è quello di Geraardsbergen (o di Grammont in francese) che è posto a circa 15 km dall’arrivo, che avviene nella bella cittadina di Oudenaarde, di cui vi parlerò nei prossimi post.
Chi transita per primo da solo su questo muro, ha grande probabilità di vittoria della corsa, perché dopo di esso non vi sono più grosse e serie difficoltà di percorso.
Sul muro di Geraardsbergen ci sono stato tanti anni fa, non in occasione della gara ma per capire, percepire ed ammirare la sua terribile pendenza, oltre che per gustare le ottime specialità della zona, le matten taarten (torte di pasta sfoglia ripiene di caglio di latte).
Ci sono tornato la scorsa settimana quando per i festeggiamenti dei 100 anni della corsa lungo tutto il percorso del muro ed in cima ad esso si è svolta la manifestazione “Muro e Mito”.
Con il nostro gruppo a piedi abbiamo percorso le rampe del “muro”. Quanto sarebbe stato duro percorrerlo in bici! Ma la nostra “scalata” è stata molto più piacevole, perché durante il percorso ci siamo fermati a fare fotografie, a bere della buona birra (quella “Van der Muur”) in alcuni stand, a sentire concertini improvvisati, a mangiare le già ricordate matten taarten.



Sui ripidi tratti in pavé abbiamo poi ammirato le sagome colorate dei corridori, riproducenti a grandezza naturale i ciclisti-giocattolo in plastica che un tempo i bambini fiamminghi trovavano nelle scatole di detersivi e che collezionavano con passione.  
 


Tra l’altro questi ciclisti colorati si possono “incontrare” in vari luoghi e lungo gli itinerari del Giro delle Fiandre. Info al riguardo le trovate qui.
Ma torniamo al nostro mitico muro. Giunti quasi in cima, c’è un interessante pub/ristorante ciclistico intorno al quale si leggono informazioni sulle pendenze medie e massime del muro (si arriva ad oltre il 20%!) e sul Giro delle Fiandre (faccio notare anche che lì davanti, il giorno che ci sono stato, si cucinava anche della interessantissima carne alla griglia!)
Dal pub in su, inizia il tratto finale del muro, chiamato Kappel Muur cioè Muro della Cappella, a ricordare che in vetta ad esso si trova una chiesetta molto graziosa e minuscola.


E’ proprio nella zona intorno a questa cappella che si è tenuto uno splendido spettacolo di luci, suoni e immagini dedicato al forte legame tra il Giro delle Fiandre e il muro di Geraardsbergen, protagonista del Ronde van Vlaanderen dal 1950 e teatro di molte battaglie sportive leggendarie.
 


Gli effetti speciali, soprattutto di luce, hanno conferito ad una serata già piovosa, nuvolosa e tormentata un che di misterioso e di magico: uno spettacolo davvero ineguagliabile con fuochi di artificio molto coreografici a chiudere la serata. 


Last but not least, nelle vicinanze del Muro di Geraardsbergen segnalo un ottimo ristorante presente anche nella Guida Michelin ed il cui chef è stato designato Bru Lady Chef of the Year 2013.

 

 Nella cena che ha preceduto lo spettacolo serale presso il Muro di Grammont abbiamo degustato un ottimo salmone selvaggio marinato con ravanelli rossi e formaggio alle erbe fini, una gustosa tagliata di carne con patate, cetrioli, cavolfiori e una superba mostarda all’antica e uno sfizioso dolce di fragole all’arancia, balsamico e gelato al basilico…
 
 
Il tutto innaffiato dai vini sudafricani dell’azienda Stellekaya di cui ho particolarmente apprezzato un Cabernet Sauvignon in purezza del 2005.
Un degno completamento ad una giornata e serata magica!

4 commenti:

Chiara Giglio ha detto...

che bel reportage Enrico, non conosco le Fiandre e nemmeno la loro cucina, grazie per averne parlato, buona settimana....

Lefrancbuveur ha detto...

Grazie, Chiara!

daniela64 ha detto...

Bello e dettagliato il tuo reportage, e come sempre molto interessante. Deliziosi i piatti. Buona settimana Daniela.

Lefrancbuveur ha detto...

Grazie Daniela, sempre troppo buona :-)