Le franc buveur

Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

29 agosto 2014

Souvenirs

 
In vacanza i miei souvenirs da portare a casa sono ovviamente soltanto (o quasi) culinari.
La cosa negativa è che a volte non si può riportare con sé davvero tutto, soprattutto quando si parte già con valigie pesanti e non si ha la macchina.
Si tratta di souvenirs a volte anche low cost, che possono durare anche molto tempo al ritorno in città.
Ad Ischia, ad esempio, ho acquistato questo profumatissimo origano che non era neanche troppo secco (meglio!) e che poi, tornato a Roma, con tanta pazienza ho sbriciolato in più barattoli di vetro.
 

Nei fruttivendoli ischitani, poi, si trovano grandi quantità di fagioli cannellini freschi (detti anche in dialetto “spullicariell”, ne ho parlato anche qui) che ovviamente a Roma faccio un’enorme fatica a trovare e dei bellissimi friggitelli, piccolissimi, che preparati a dovere sono uno spettacolo.
 

Altre cose che a Ischia ad agosto si trovano “a vagonate” sono i fichi. Mica solo ad Ischia, ma la differenza qualitativa con i mercati laziali è notevole….
Dei fichi comprati magari nelle viuzze e sui muretti di Ischia Porto, da ruspanti contadine che portano con loro i principali prodotti delle loro campagne, che sono situate nelle zone interne dell’isola (Barano, Fiaiano, Campagnano, ecc.).
A proposito di fichi, che torta ho visto l’altro giorno da Calise con pan di spagna, crema e fichi! Devo assolutamente farla… anche per addolcire l’amarezza dell’esclusione del mio Napoli dalla Champion’s League… ;-)
A bientot!
 
 
Ps i souvenir dei piatti mangiati al ristorante si conservano invece, oltre che nella mente, anche su supporto digitale, come nel caso di questa bellissima insalata di dolcissimi pomodorini ischitani…

23 agosto 2014

Benessere e relax nel girone dantesco

 
Ischia, spiaggia di Carta Romana. Oltre al bel mare e alla discreta spiaggia, raggiungibile anche in barca, sul margine destro della baia vi sono anche delle piccole vasche naturali di acqua termale.
Le relative pietre rossastre, strofinate sulla pelle, tolgono le impurità e immergersi in queste acque calde fa bene anche ai reumatismi.
Le rocce marroni-arancio e le acque, che esalano fumo e bollicine dal sottosuolo, sembrano essere uscite da un girone dantesco, con le persone che frequentano questo posto che potrebbero sembrare delle anime dannate. Naturalmente scherzo ed esagero, ma neanche troppo…
Usciti rigenerati da queste cure e prima di farvi un vero bagno di mare, potete sempre mangiarvi uno spaghetto “a” cozze al ristorante “Da Maria” che si innalza su questa spiaggia.
 
 
Io ho fatto questa scelta e devo dire che era decisamente buona!

11 agosto 2014

Ferie d’agosto

 
Come di consueto, questo blog si prende un po’ di vacanza.
Buone vacanze quindi a tutti, e non è escluso che dopo Ferragosto non posti ogni pochi giorni una foto significativa dei posti di mare dove sarò.
Una specie di Instagram su blog, per intenderci ;-)
A proposito, lo sapete che anche io sono su Instagram, vero? Il mio indirizzo è indicato nella colonna di destra del blog.
Se poi siete pigri e non volete andare a vederlo, ecco il mio account: instagram.com/lefrancbuveur
Buona estate e buon ferragosto!

08 agosto 2014

Esplorando il quartiere dei fumetti


In una zona di Roma non certo centrale, per farvi capire vagamente dove siamo diciamo che si trova più o meno in zona EUR, c’è un quartiere relativamente nuovo in cui tutto parla di fumetti e dei loro creatori.
A cominciare dalle vie, tutte ispirate a fumettisti italiani, per proseguire poi con i bei parchi presenti in questa zona.
Più nello specifico, idealmente la via di accesso a questo quartiere è Piazza Pazienza, una piazza carina e non troppo grande il cui perimetro è per intero ricoperto da muri piastrellati che raffigurano mitici personaggi dei fumetti, da Zagor a Tex, da Corto Maltese a Pimpa, da Sturmtruppen al Signor Bonaventura.
 

Senza dimenticare Diabolik, Coccobill, Tiramolla e Lupo Alberto. Al centro della piazza, vi è poi una bella rotonda infiorata, chiamata proprio rotonda (o piazza) dei fumetti.

 

Entrando nel quartiere si scorgono, tra i nomi delle vie, fumettisti noti come Hugo Pratt, Benito Jacovitti e Bonelli (l’inventore di Tex Willer) e anche meno famosi (almeno per un non esperto come me), si realizza che anche le scuole prendono il nome da personaggi dei fumetti (ad esempio, la Lupo Alberto) e sembra quasi che, camminando per le strade, da un momento all’altro ci si possa imbattere in qualche nostro “amico-eroe” delle cui gesta abbiamo tanto letto nel corso della nostra infanzia.

 
Alcune volte li vediamo veramente, raffigurati all’ingresso dei parchi a cui danno il nome. In questo quartiere vi sono infatti tre parchi, uno intitolato a Zagor, uno a Lupo Alberto e l’altro, più grande, a Corto Maltese.

 
Dei parchi, cosa non sempre frequente a Roma, molto attrezzati, puliti, ordinati particolarmente adatti per portare a spasso i bambini che possono godere di tanti giochi a loro dedicati e respirare aria pulita lontano dal traffico.


Altro plus del quartiere dei fumetti sono le piste ciclabili, che consentono di fare discreti percorsi in una zona dove comunque non passano tante macchine.
Una zona, definita Torrino-Mezzocammino, che si sta formando pian piano, con tante famiglie giovani che stanno venendo ad abitarci e con tanti negozi e locali che stanno per nascere.


E chissà se nel quartiere dei fumetti non venga fuori prima o poi anche qualche ottimo ristorante sul genere del Giuda Ballerino che in un'altra zona di Roma ha coniugato la passione dei proprietari proprio per i fumetti con quella del mangiare e del bere di alta qualità.

30 luglio 2014

Polpette di pesce azzurro


Nella mia cucina non manca mai il pesce azzurro, come vi ho più volte detto in questo blog. Costa poco, fa bene ed è buonissimo. Cosa volere di più?
Ma il pesce azzurro non a tutti piace, perché a volte lo si ritiene troppo asciutto e poco morbido. Ciò può essere vero, ma secondo me occorre saperlo ben trattare, non stracuocerlo e tenerlo sempre umido.
Prendiamo ad esempio lo sgombro, che cambia nettamente se lo si cucina con sapienza e mestiere (come fanno quelli della Fraschetta del mare ad Anzio) o se lo si prepara con meno attenzioni.
A me piace cucinare il pesce azzurro in padella, con tante erbette e pomodorini, quasi all’acqua pazza. Ma un altro modo di utilizzare il pesce azzurro che prediligo è prepararci tante gustose polpette.
Quando poi acquisto in grandi quantità questa materia prima (ad esempio in occasione dell’Asta del pesce di Eataly) è per me quasi d’obbligo cucinarla in tale ultima maniera.
Per una bella quantità di polpette di media circonferenza (nella foto sono invece un po’ più grandi) ci vuole circa un kg di pesce azzurro (quello che volete: sgombri, alici, sugheri, aguglie, ma potete utilizzarli anche insieme) che bollirete e, una volta cotto, pulirete ben benino in modo da togliere spine, pelle ed altri elementi che in bocca possano dare fastidio.
Dovete poi unire questa polpa a del pane raffermo bagnato del latte (ecco, ad esempio, un elemento che conferisce morbidezza), ad un paio di uova, ad una generosa dose di Pecorino Romano grattugiato, a poca uvetta sultanina precedentemente rinvenuta in acqua tiepida e a del prezzemolo e basilico. Sulle dosi regolatevi ad occhio, cercando di ottenere alla fine una consistenza non troppo molliccia (in caso contrario, aggiungete dell’altro pecorino o, meglio, del pangrattato). Questa almeno è la mia ricetta, ma sugli ingredienti da mettere insieme sentitevi liberi di unire quelli che più vi aggradano.
Formare poi delle palline di media dimensione, passatele nel pangrattato e fatele riposare una mezzoretta in frigo in modo che si possano rassodare un po’ di più.
Dopodiché friggetele in abbondante olio di semi ben caldo e servitele, mi raccomando, tiepide o anche fredde. Con in accompagnamento qualche buona salsina.
Sono del parere infatti, come ho già detto altre volte, che le polpette, a meno che non siano già in umido, debbano sempre essere intinte in qualche deliziosa salsina.
Ed in questo caso le abbinerei ad un hummus di melanzane e foglioline di menta o ad una salsa di pomodoro “alla pizzaiola”, con origano e maggiorana fresca. O ancora ad una salsa al curry moderatamente piccante. Ma le idee possono essere tante altre. Anzi, voi che suggerite?
Bon appétit!