Le franc buveur

Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

17 settembre 2014

Fries, non le solite frites

 
Vi ricordate che qualche mese fa vi avevo parlato di Fries ad Ostia? Beh, ora questa “Patatineria” di qualità ha aperto un nuovo punto vendita a Roma, in zona San Pietro per la precisione. E la scorsa settimana c’è stata l’inaugurazione, in occasione della quale ho appreso con piacere che abbiamo a che fare con il primo locale a Roma e nel Lazio che utilizza solo prodotti freschi e made in Italy.
“Fries” prende spunto da un format nord europeo, dove da tempo esistono locali, anche di tipo ambulante, in cui si friggono di continuo patate fresche.
 

Ma a questo format i giovani imprenditori che hanno ideato questo progetto hanno associato anche una provenienza delle materie prime ben precisa, con un approvvigionamento da tipiche zone vocate.
Raffaella Ghislandi, titolare dell’agenzia di consulenza per la ristorazione Aprolocale, il fratello Francesco Ghislandi proprietario del ristorante Pomodori Verdi Fritti a Casalpalocco, l’imprenditore Giovannino Glorio e Domenico Sciarria proprietario della ditta Sciarria da dove provengono le patate, hanno quindi unito le loro capacità e la loro competenza per creare questo interessante locale.
Fries utilizza patate coltivate seguendo i dettami della “lotta integrata” (un’agricoltura che limita fortemente l’utilizzo della chimica), le taglia a mano e le frigge in olio di arachidi.


Una cosa interessante e sfiziosa di Fries è rappresentata anche dalle innumerevoli e gustose salse con cui accompagnare le patatine: ben 30 tipi, tra cui le intramontabili americane, la gustosa selezione belga, 8 gluten free e alcune vegane, elaborate dalla giornalista sportiva e cuoca vegana Alessandra Rotili.


In occasione dell’apertura, Arcangelo Dandini, il noto chef del ristorante l’Arcangelo, ha preparato una gustosa salsa di accompagnamento, una cacio e pepe fatta con ingredienti di qualità. E Dandini rappresenta solo il primo di una serie di noti testimonial di tutte le regioni d’Italia, che si alterneranno per dare il proprio contributo alla creazione di salse speciali da abbinare alle patatine.
Un abbinamento che non può non avvenire anche con della buona birra, in particolare la “Miranda”, chiara, e la “Lady Rosetta”, rossa, (i nomi derivano da alcune varietà di patate italiane) che sono state realizzate in esclusiva dal Birrificio Aurelio.
Il mio consiglio è di gustare un bel cartoccio di queste croccanti patatine sul posto (magari insieme alla salsa che più mi è piaciuta, la cheddar affumicata) anche perché, se girate le spalle al locale, vedrete spuntare imponente la più famosa cupola di Roma, il “Cup(p)olone” di San Pietro…


Fries, che trovate al numero 19 di via di Porta Cavalleggeri, è aperto tutti i giorni dalle ore 11:00 alle 23:00.

Ufficio Stampa:
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11 settembre 2014

Nel paese delle alici


Cetara è una località della Costiera Amalfitana a mio avviso un po’ atipica rispetto alle altre e quindi ancora più bella. E vi spiego perché.
Essa conserva il suo aspetto di borgo di pescatori e la relativa semplicità, a differenza di altri posti dove invece a farla da padrone sono la chiccheria, il lusso, i vip, l’abbigliamento all’ultimo grido oltre che, certamente, la magnificenza dei posti e del mare.
Cetara ha pertanto conservato e conserva le sue origini e si discosta dalle altre perle della Costiera, caratterizzandosi al contrario anche per la presenza di un alto tasso di giacimenti enogastronomici per gourmet, di cui si può a grande titolo vantare.
Amo tantissimo i borghi marinari e, ovviamente e come sapete, il buon cibo e allora un posto come questo per me è un luogo ideale dove passare giorni tranquilli e “golosi”. Barchette in riva al mare, reti di pescatori di qua e di là, pescherie con tanto buon pesce locale, case semplici di pescatori, piccole botteghe, nessun locale alla moda, quasi un presepe la sera con mille lucette sulla spiaggia…

Chi di voi sa cosa vuol dire "Cuoncio cuoncio"?
A Cetara tutto parla innanzitutto di alici, raffigurate anche lungo le sue strade in opere d’arte incastonate o dipinte sui muri, che ricordano anche le origini di questo paesino, legate a fil doppio alla pesca e ai suoi mestieri.


Cetara è poi il paese della Colatura di Alici (di cui ho parlato anche qui), che ha ormai assunto una notorietà almeno nazionale con tanti tentativi di “imitazione” che si cominciano a scorgere. Ma qui la colatura è nata e ha degli utilizzi intriganti ma al tempo stesso molto semplici, come si può constatare nei tanti ristoranti di questo grazioso borgo di pescatori.
A cominciare dal Convento, regno della famiglia Torrente, dove si mangia anche una strepitosa genovese di tonno o una parmigiana di alici davvero interessante.


 
Gli stessi proprietari del Convento hanno anche aperto, nella piazzetta vicino alla spiaggia, una interessante Cuopperia dove si possono mangiare dei gustosi e croccanti “cuoppi” (cartocci) di alici fritte, polpette di alici, di melanzane o delle grandiose alici imbottite di provola; ma si può anche gustare uno “spaghettiello” con colatura di alici, così, tanto per gradire.


Per una pausa pranzo molto gustosa e soprattutto low cost si deve andare all’ex bar degli stessi Torrente che ora prende il nome di “Pane e coccos” (pane e qualcosa).


Qui troverete pane con polpette al sugo, con burro ed alici, con melanzane alla parmigiana, con peperoncini verdi al pomodoro, oltre che una bella selezione di formaggi e salumi, anche da portare via. Troverete poi i prodotti della “dispensa del Convento”, come le alici sotto sale, il tonno sott’olio e la surrichiamata colatura di alici.
Che si può trovare comunque a buon mercato (rispetto agli standard di vendita cittadini, come ad esempio quelli romani) anche in qualsiasi botteguccia del paese che conserva il fascino dei negozietti tradizionali, tipici delle località estive, dove si trova un po’ di tutto.
 
 
Altri ristoranti dove non sono stato ma comunque meritevoli di essere visitati sono poi l’Acqua pazza e il San Pietro, dove il pesce fresco ed in particolare le alici e il tonno la fanno ancora da padrone.
Per rendere perfetta la vostra vacanzina a Cetara (magari anche in settembre o in autunno) è d’obbligo dormire allo splendido Hotel Cetus, un meraviglioso albergo quasi proteso nel mare (è qualcosa in più di un hotel sul mare!), con vista mozzafiato e panorami incantevoli.
 
 
Da lì con pochi km di macchina potrete fare una capatina anche a Vietri sul mare, dove, oltre ad acquistare splendide ceramiche (quelle di Solimene in particolare), potrete anche fare piacevoli scoperte gastronomiche in posti inaspettati,


come questa stupenda pizza estiva alla vietrese, con il fiordilatte aggiunto solo in un momento successivo per farlo fondere solo parzialmente e con degli ottimi e dolcissimi pomodorini freschi: una vera squisitezza!

03 settembre 2014

La ricotta col pesce


Partiamo da questo presupposto. Io ritengo che la ricotta stia molto bene col pesce. E’ infatti “neutra” ed assorbe molto bene tutti i sapori rilasciati da qualsiasi tipologia di pesce che si utilizza.
Presenta poi una certa sapidità, che ben si combina con le tipologie di pesce che hanno un sapore dolce, come i crostacei.
Insomma penso che sia una materia prima che, oltre a tanti altri tipi di piatti, si adatta molto bene anche al pesce.
Partendo da questo concetto, ho voluto fare un esperimento che è risultato davvero ben riuscito.
Ho infatti preparato dei calamari ripieni, mettendo al posto del solito ripieno (di pane secco ammollato e asciugato, tentacoli, pecorino, uova, ecc.) proprio la ricotta.
Lavorata in modo molto semplice, resa leggermente cremosa dall’aggiunta di poco latte, con in più un pizzico di sale e pepe, poco olio extravergine e qualche erbetta aromatica (basilico triturato finissimamente, poche foglioline di timo).
Ho utilizzato il basilico perché ho voluto preparare un sughetto a forte connotazione mediterranea, composto da soli pomodori tagliati a cubettini e tentacoli degli stessi calamari.
Riepilogando, la ricetta è questa:
(con le mie solite dosi “ad occhio”)

In una padella far imbiondire in olio extravergine uno-due spicchi d’aglio tagliati a pezzettini. Inserire poi i tentacoli dei calamari tagliati grossolanamente e farli rosolare per bene. Sfumare con del vino bianco secco, far evaporare e aggiungere una quantità sufficiente di pomodorini tagliati a cubettini.
Precedentemente avrete preso dei calamari medi interi e li avrete riempiti del composto di ricotta precedentemente descritto (ricotta + poco latte + olio evo + sale, pepe + basilico e timo).
Inserire questi calamari ripieni (ben chiusi con degli stuzzicadenti!) in padella nel fondo di cui sopra e portare a cottura aggiungendo poca acqua se necessario. Regolare di sale e servire, guarnendo con del basilico e della maggiorana fresca.
 
Il mio piatto in versione "tra sole e ombra"
Il piatto che ne viene fuori è delizioso. Tagliando i calamari, la ricotta si insaporisce e si "fonde" col delizioso sughetto che sa di mare. E il matrimonio è perfetto e lo sarà per sempre.
Altro che separazioni e divorzi ;-)
Buon appetito!

29 agosto 2014

Souvenirs

 
In vacanza i miei souvenirs da portare a casa sono ovviamente soltanto (o quasi) culinari.
La cosa negativa è che a volte non si può riportare con sé davvero tutto, soprattutto quando si parte già con valigie pesanti e non si ha la macchina.
Si tratta di souvenirs a volte anche low cost, che possono durare anche molto tempo al ritorno in città.
Ad Ischia, ad esempio, ho acquistato questo profumatissimo origano che non era neanche troppo secco (meglio!) e che poi, tornato a Roma, con tanta pazienza ho sbriciolato in più barattoli di vetro.
 

Nei fruttivendoli ischitani, poi, si trovano grandi quantità di fagioli cannellini freschi (detti anche in dialetto “spullicariell”, ne ho parlato anche qui) che ovviamente a Roma faccio un’enorme fatica a trovare e dei bellissimi friggitelli, piccolissimi, che preparati a dovere sono uno spettacolo.
 

Altre cose che a Ischia ad agosto si trovano “a vagonate” sono i fichi. Mica solo ad Ischia, ma la differenza qualitativa con i mercati laziali è notevole….
Dei fichi comprati magari nelle viuzze e sui muretti di Ischia Porto, da ruspanti contadine che portano con loro i principali prodotti delle loro campagne, che sono situate nelle zone interne dell’isola (Barano, Fiaiano, Campagnano, ecc.).
A proposito di fichi, che torta ho visto l’altro giorno da Calise con pan di spagna, crema e fichi! Devo assolutamente farla… anche per addolcire l’amarezza dell’esclusione del mio Napoli dalla Champion’s League… ;-)
A bientot!
 
 
Ps i souvenir dei piatti mangiati al ristorante si conservano invece, oltre che nella mente, anche su supporto digitale, come nel caso di questa bellissima insalata di dolcissimi pomodorini ischitani…

23 agosto 2014

Benessere e relax nel girone dantesco

 
Ischia, spiaggia di Carta Romana. Oltre al bel mare e alla discreta spiaggia, raggiungibile anche in barca, sul margine destro della baia vi sono anche delle piccole vasche naturali di acqua termale.
Le relative pietre rossastre, strofinate sulla pelle, tolgono le impurità e immergersi in queste acque calde fa bene anche ai reumatismi.
Le rocce marroni-arancio e le acque, che esalano fumo e bollicine dal sottosuolo, sembrano essere uscite da un girone dantesco, con le persone che frequentano questo posto che potrebbero sembrare delle anime dannate. Naturalmente scherzo ed esagero, ma neanche troppo…
Usciti rigenerati da queste cure e prima di farvi un vero bagno di mare, potete sempre mangiarvi uno spaghetto “a” cozze al ristorante “Da Maria” che si innalza su questa spiaggia.
 
 
Io ho fatto questa scelta e devo dire che era decisamente buona!