Le franc buveur

Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha più ne metta.

10 luglio 2009

Pesto all’ischitana

Nello scorso post vi ho parlato anche dell’acquisto di una quantità abbondante di basilico nella bellissima isola d’Ischia, non dicendovi però quale fosse stato il suo utilizzo.
Sicuramente qualcuno di voi avrà pensato ad innovative ed estrose ricette, anche perché forse un minimo (ma minimo, minimo…) di suspence l’ho creata….
E invece no, con il basilico ho realizzato un semplice pesto all’ischitana, che non è altro che un pesto preparato esattamente come fanno a Genova, con l’unica differenza che ho utilizzato un basilico che di genovese aveva ben poco: quello che ho acquistato ad Ischia.
Come già detto, le sue foglie erano profumatissime (non so se è un prodotto locale o se sia solo campano) e quindi anche il relativo pesto ne ha acquistato in qualità.
Una ricetta molto semplice con il pesto che io amo è condire la pasta con questa salsa e aggiungerci dei pomodorini pachino freschi aperti in due o in quattro. La freschezza del pomodoro contrasta infatti molto bene con la “piccantezza” e la”pesantezza” dell’aglio presente nel pesto.
Questa volta ho però preparato un pesto leggero, senza esagerare con l’aglio, per rendere più leggero il piatto e più piacevoli le successive relazioni sociali :). Questa pasta così condita è anche buonissima come pasta fredda da gustare nelle calde giornate estive, come quelle di questi giorni.
Sempre a proposito di pesti, mi arriverà a breve del pistacchio da un’amica. Chi mi sa dire come si prepara precisamente il pesto di pistacchi?
Per la cronaca, infine, ho scoperto da una trasmissione su Radio 24 (“Il Gastronauta”) che degli ottimi pistacchi non si trovano solo a Bronte, ma anche in un ridente paesino della Basilicata chiamato Stigliano. Indagheremo meglio…..

4 luglio 2009

Gironzolando per l’isola verde

Avevo un debito con voi: farvi un resoconto della mia vacanza ad Ischia. Ecco allora che mi appresto a farlo :)
Innanzitutto va premesso che conosco molto bene Ischia, ma ci torno sempre con piacere sia perché è molto bella, sia perché ad essa sono legato da innumerevoli e piacevoli ricordi d’infanzia.
Questa volta però sono stato in una zona, S.Angelo d’Ischia, dove normalmente non vado e quindi per me è stato quasi come visitare un’altra isola. Oltretutto alloggiando in uno splendido residence sul mare…
(la piazzetta di S.Angelo d'Ischia)
Nonostante il tempo non sia stato bellissimo, abbiamo potuto comunque godere, in questa isola incredibilmente verde, di buon sole, ottimo mare, splendide piscine termali e naturalmente buona cucina.
La cucina ischitana è davvero speciale. In qualunque posto sia stato a mangiare, ogni piatto, anche il più semplice, aveva dei profumi e dei sapori unici e inimitabili. Le cozze, ad esempio: non ne ho mai assaggiate di cosi buone. Sarà il modo di cucinarle, la qualità della materia prima o entrambe le cose?
Profumi inimitabili che si percepivano anche nelle semplici insalate di pomodori, perché dovete sapere che i pomodori che si trovano ad Ischia hanno un sapore difficilmente “reperibile” in altri luoghi. Per non parlare del profumatissimo basilico: era presente ovunque, in ogni piatto della tradizione campana che ho assaggiato (come l’ottima parmigiana di melanzane o di zucchine). Non potevo non comprare e portare con me una certa quantità di foglioline (o fogliolone perché erano molto grandi), il cui successivo utilizzo “romano” è una sorpresa che verrà svelata in uno dei prossimi post…
Ad Ischia si mangia molto bene in numerosi ristoranti che conosco da tempo, ma questa volta a orientarmi nella scelta dei ristoranti c’era anche una guidina “fresca di stampa” di un’amica blogger che è risultata molto utile per scoprire alcuni locali. Uno su tutti, il Bracconiere (Via Falanga, Serrara Fontana, Tel. 081 999436). Per arrivarci ci si perde quasi tra strade di autentica montagna, quasi sterrate, con pendenze al 35%, alle pendici del monte che è presente sull’isola, l’Epomeo. Dimenticate, quando entrate in questo ristorante, di mangiare piatti di mare: qui si degusta il coniglio all’ischitana, molto diffuso nell’isola, ma anche il pollo, il cinghiale o si “divorano” grigliate miste di carne, tutti piatti da accompagnare con un buon vino rosso “Per’è Palumm’” (vitigno Piedirosso). Quanto ai primi piatti, le specialità sono le pappardelle al cinghiale, al ragù di coniglio (nella foto)


o “alla pecorara”. Ma, come segnalato nella guida, gli antipasti sono davvero mitici: “to remember” una frittata di zucchine, cipolle e rucola (Nadia ma tu per caso hai la ricetta “precisa”?)
Sempre nella guida era segnalato un posto che io già conoscevo e la cui qualità della pizza è veramente da segnalare: “il Capriccio” del Bar Calise a Casamicciola. Una pizza semplice, economicissima (3,5-4 € per una marinara o una margherita), digeribilissima, buonissima; il tutto (volendo) con vista sui pizzaioli che la preparano, oltre che sul porticciolo di Casamicciola.

Per i dolci segnalo, oltre al Bar Calise (mitici i suoi cornetti), anche le ottime torte del bar/pasticceria nella piazzetta di S.Angelo (Il pescatore, Tel. 081 999206).
Della bella vacanzina ad Ischia non posso infine non ricordare la serata carina passata insieme a due (lei e lui) blogger romani, ai loro coniugi e ad altre simpatiche persone, con accoglienza veramente perfetta da parte di chi “giocava in casa”…:-)
Grazie ancora!

30 giugno 2009

Cartoline da Ischia

Sono tornato ieri da una breve vacanza ad Ischia.
In attesa di resoconti dettagliati e "golosi", vi "spedisco" alcune "cartoline" da questa splendida isola :))

22 giugno 2009

Sauce Roquefort

La cucina francese è buona anche per la presenza di un infinito numero di salse e salsine, molto gustose, che accompagnano ogni tipo di piatto. Le salse sono poi una delle mie “manie” in cucina, visto che possono essere utilizzate in mille modi e ci si può sbizzarrire con la fantasia sulla loro composizione; è quindi anche per questi motivi che oggi vi parlo di questa salsina, tra l’altro molto semplice, che nasce da uno dei miei formaggi francesi preferiti, il Roquefort.
Il Roquefort si produce nella Francia Centro-Occidentale, con il latte di pecore della razza Lacaune in una bellissima zona (Aveyron) vicina ai Pirenei. E’ un formaggio erborinato e visivamente può ricordare il Gorgonzola. Ma dal Gorgonzola si differenzia fondamentalmente per il fatto che il latte utilizzato è di pecora e non vaccino e il gusto secondo me è mediamente più “forte”.
Secondo la leggenda, il Roquefort è nato quando un giovane pastore, per andar dietro ad una pastorella molto carina a fondovalle, abbandonò il suo gregge e lasciò il suo pranzo, costituito da pane e formaggio fresco, in una grotta localizzata in una zona montana. Il tentativo di raggiungerla e di ottenere la mano della fanciulla fu lungo e dispendioso, ma il ragazzo non riuscì a raggiungere il suo obiettivo.
Sconsolato, quindi, tornò dopo qualche tempo nel posto da dove era partito e nella grotta trovò il formaggio molto cambiato e pieno di muffe. Ma il gusto del “nuovo formaggio” era sublime!....
Leggende a parte, vediamo come si realizza questa salsa molto gustosa che ho assaggiato per la prima volta in Spagna, in accompagnamento a piatti di carne o a tapas varie.
In un tegame versare mezzo bicchiere di latte e riscaldarlo senza farlo bollire. A parte spezzettare 100-150 grammi di Roquefort (per inciso, è un prodotto un pò caro, ma qualche volta si può anche comprare…). Farlo sciogliere nel latte e successivamente aggiungere al composto 50 cl di panna fresca. Far cuocere a fuoco medio-basso per pochi minuti finché la salsa non si addensa.
Questa salsa si utilizza principalmente per accompagnare le carni. Ottima è ad esempio su una bistecca alla griglia con contorno di patate o su un’entrecote cotta al punto giusto in padella.
Mi piace anche l’abbinamento col pollo e il cognac proposto da un blog molto carino, scoperto recentemente. Ma mi vengono in mente anche altri abbinamenti come sulle patate intere (con la buccia) cotte al forno e, perché no, sulla pasta. Last but not least le moules sauce Roquefort (cozze al Roquefort)!

16 giugno 2009

Pane e pomodoro

E’ estate, fa caldo e, come molti di voi dicono, occorre preparare ricette semplici, fresche e veloci. Questa è sicuramente una di quelle.
Non la definirei nemmeno una ricetta, in quanto si prepara in due secondi ed è piuttosto uno snack che si può mangiare a tutte le ore.
In famiglia, quando ero piccolo, questo spuntino veniva preparato la mattina nelle nostre lunghe vacanze ischitane: per colazione latte e le solite cose e poi dopo un pò di tempo, prima di andare in spiaggia,….pane e pomodoro.
Una preparazione che ricordo sempre con piacere (e con gusto), perché mi fa ripercorrere bei momenti dell’infanzia.
Ecco la semplice preparazione:
prendere una fetta di pane casareccio buono*, “spruzzarci” e spargerci sopra, su entrambi i lati, dei pomodori freschi sugosi (vanno benissimo i pomodori ciliegini) comprensivi di tutti i semi
(senza troppe pignolerie atte a togliere le parti che non possono piacere, ecc, ecc, ecc, bla, bla, bla.…) fino a far diventare rosse entrambe le “facciate”.
Salare ed oliare tutti e due i lati e servire. Una semplice bontà!

*ad Ischia a suo tempo utilizzavamo un ottimo “pane cafone” acquistato in un eccellente forno (per i prodotti che offriva, non per come appariva il negozio) di Ischia Ponte, che forse qualcuno conoscerà….

Ps: Nella foto ho apportato una ”notevole innovazione” a questa ricettina: ho aggiunto qualche fogliolina di basilico spezzettata grossolanamente….:))

11 giugno 2009

Two years old!

Il mare, uno dei temi centrali del mio blog

E zitto zitto il mio blog ha compiuto due anni…
Ringrazio allora tutti voi, lettori e lettrici, che mi seguite assiduamente e che amate come me mangiar bene, il mare e tutto quello che è ad esso collegato.
Ringrazio anche chi mi legge più velocemente o senza lasciare commenti (mi piacerebbe che almeno questa volta però lasciaste una traccia della vostra presenza :)) e chi mi ha inviato, anche via e-mail, apprezzamenti sui contenuti del blog.
E’ bello condividere una propria passione con altre persone e blogger, tutti facenti parte di un mondo che da quando lo frequento mi ha insegnato molto: ognuno mette a disposizione di tutti “un pezzo” della sua esperienza e il risultato è davvero fenomenale.
Grazie ancora!

5 giugno 2009

L’oceano nel piatto

Nella mia ultima capatina in Bretagna sono stato anche, come vi dicevo qui, nella bellissima ed affascinante isola di Ouessant.
Quest’isola è alla confluenza di due mari, quello del Nord e l’Oceano Atlantico ed è nota anche per le forti correnti che caratterizzano i mari stessi che la circondano. L’isola è anche famosa, come altre località della Bretagna, per le alghe che sono presenti nelle acque che la bagnano. Come souvenir di questa isola ho portato quindi con me anche delle alghe essiccate commestibili.
Nella confezione c’era anche un piccolo libricino con delle ricette che si possono eseguire; allora mi sono messo “a studiare” i modi più idonei e plausibili di utilizzo di queste alghe e quelli che potenzialmente più mi sarebbero piaciuti.
Queste alghe in generale si riidratano in acqua tiepida per alcuni minuti e si possono utilizzare soprattutto per insaporire insalate, piatti a base di pesce e salsine varie. “Al naso” le alghe hanno un incredibile profumo di oceano, di mare e di salsedine. Sembra improvvisamente di trovarsi nelle belle spiagge dell’isola tormentate dal vento, da una pioggerellina sottilissima mista ad acqua di mare e sentire il canto dei gabbiani…
Il piatto che ho voluto provare questa volta è stato un cous-cous bretone. Ecco come si prepara:

In una insalatiera mettere 200 grammi di pomodori spezzettati, un cetriolo in pezzetti, del tonno sminuzzato (il contenuto di una scatoletta), il succo di 3 limoni e una quantità ad occhio di alghe essiccate. Salare, pepare e mescolare bene. Aggiungere il cous-cous precedentemente cotto e amalgamare altrettanto bene. Mettere il tutto in frigo per due ore circa e mescolare ogni mezz’ora. Prima di servire, condire con del buon olio extravergine di oliva.
In mancanza delle alghe, mi è venuto in mente un piccolo correttivo a questa ricetta: toglierei i cetrioli che a me non fanno impazzire e aggiungerei al posto delle alghe un paio di cucchiai di colatura di alici: è un piatto fresco, estivo e dal sapore di mare allo stesso modo!
Altre ricette che sono segnalate nel libricino e che proverò presto sono le cozze alla maniera di Ouessant (sauté di cozze "alla francese" con fondo a base di alghe e scalogno) e il riso “Océane”, una sorta di risotto con fondo anche di alghe, poi passato al forno.