Le franc buveur

Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

25 marzo 2015

Il mio risotto alla pizzaiola


Mi piace pensare che la stagione più calda che ha appena fatto il suo ingresso (almeno in teoria) meriti di essere accolta con un piatto che la evochi fortemente. Con un utilizzo quindi di ingredienti che sono prodotti e utilizzati nel periodo primaverile-estivo.
Ho pensato subito allora al pomodoro, al basilico, all’origano, alla mozzarella e alla loro freschezza e mediterraneità, di cui soprattutto la gente del sud come me ha tremendamente bisogno, ogni tanto.
Ed ho voluto quindi portare questi ingredienti in un piatto, utilizzando però anche una materia prima molto meno suddista, e cioè il riso. Ho pertanto preparato un risotto molto neutro, in cui “innestare” questi ingredienti mediterranei, per esaltare i loro sapori e profumi.
Ne è venuto fuori un gran piatto, davvero da provare e che vi invito a sperimentare.
Naturalmente vi sono degli ingredienti non ancora disponibili e di stagione e allora mi sono avvalso di alcuni sughi Althea che quanto a naturalità e bontà sono assolutamente all’altezza di quelli “freschi”.
Vi presento allora il mio

Risotto alla pizzaiola

Ingredienti:
(per 4 persone)

8 tazzine di riso Carnaroli
mezza cipolla grande
uno spicchio d’aglio medio-piccolo
brodo vegetale q.b.
poco burro
olio extravergine
poco Parmigiano Reggiano grattugiato
una confezione di pesto senza aglio Althea
una confezione di Sugòro, il sugo d’agosto Althea
origano
2 fette di mozzarella vaccina

In una casseruola far soffriggere dolcemente in burro e olio extravergine la cipolla tagliata finemente. Aggiungere il riso e far tostare. Aggiungere ogni volta che è necessario, fino ad assorbimento, il brodo vegetale e portare a cottura il riso.
Nel frattempo in una pentola avrete fatto soffriggere in olio extravergine l’aglio tagliato a pezzetti e aggiunto successivamente il contenuto della confezione Althea di sugo di pomodoro. Salare. Far cuocere per una decina di minuti circa.
Tornando al nostro risotto, mantecarlo fuori fuoco con poco burro e parmigiano e impiattarlo. Questa è la base del piatto, la “tela bianca” su cui comporre “il quadro” del piatto finale.
Sul risotto aggiungere la salsa di pomodoro di cui sopra, sparsa tutta intorno con un cucchiaio e alcune gocce di pesto senza aglio, che funge perfettamente da basilico, nella preparazione. Completare con l’aggiunta di dadini di mozzarella e con del profumato origano di Sicilia finemente macinato.
Il piatto va mangiato prendendo insieme al riso un po’ di sugo, un po’ di pesto, la mozzarella e l’origano.
Sarà un’esplosione di sapori, di aromi, di mediterraneità, che vi faranno desiderare ancor di più l’imminente (si spera) avvento della bella stagione.

20 marzo 2015

Ma qual è la migliore pastiera di Roma?

Immagine tratta dal sito http://www.pasticceriabellavia.it uno dei migliori locali a Napoli, a mio avviso, che produce pastiere di qualità

Si avvicina la Pasqua e questa festa è sinonimo di pastiera.
Quando vado a Napoli so dove mangiarla, ma quando rimango a Roma non è banale trovarne una buona.
Potrei anche prepararla in casa, ma mi stuzzica di più l’idea di lanciare un sondaggio sulle migliori pasticcerie di Roma che preparano una buona/ottima pastiera.
Io una mia idea me la sono già fatta, ma passo il testimone a voi foodies. Che ne pensate? Quale pasticceria segnalate?
Non siate timidi e decretiamo insieme il/i miglior/i locale/i di Roma.
E buona pastiera a tutti!

13 marzo 2015

Come al Café Orquídea…


Il mio recente (relativamente ormai…) viaggio a Lisbona mi ha fatto venire un gran desiderio di leggere qualche bel libro ambientato in questa stupenda città.
Se non altro per comprendere maggiormente la capitale portoghese, che ora conosco abbastanza, attraverso l’osservatorio privilegiato di qualche bravo scrittore, oltre che per stimolare piacevoli ricordi di posti visitati o scoperti.
In questo senso, un libro molto interessante è “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi, più volte citato nel mio blog. Un libro che ho letto tanto tempo fa, ma che ho riletto con grandissimo piacere, perché è molto gradevole, fine, discreto e impregnato della magica atmosfera che caratterizza la principale città lusitana.
Il libro è ambientato nel periodo della dittatura di Salazar ed ha come protagonista Pereira, un anziano giornalista sovrappeso e con problemi di cuore, responsabile della pagina culturale di un giornale del pomeriggio. La vita di Pereira subisce una svolta quando conosce il giovane Monteiro Rossi (e la sua fidanzata Marta) che decide di aiutare economicamente chiedendogli di scrivere sul suo giornale dei necrologi di grandi autori. I due ragazzi sono però anche dei ribelli che combattono contro il regime di Salazar e ciò avrà indubbiamente un impatto anche sulla vita di Pereira.
Pereira è un personaggio a cui il lettore si affeziona molto, per la sua grande umanità e bontà, il suo intatto amore per la moglie morta e la sua passione per la buona cucina, anche se frenata dai problemi di salute.
Pereira amava prendersi una pausa o fare incontri di lavoro in un locale frequentato da intellettuali che si chiamava Cafè Orquìdea, in cui era solito consumare della limonata molto zuccherosa e fresca (era estate e faceva molto caldo) e delle omelette alle erbe aromatiche.
A tal proposito, rileggendo questo libro, ho avuto anche la fortuna di trovare nelle sue pagine la semplice ricetta di questa omelette, che vi riporto testualmente:

“…Alle otto Monteiro Rossi dormiva ancora. Pereira si recò in cucina, sbatté quattro uova, vi mise un cucchiaio di mostarda di Digione e un pizzico di origano e di maggiorana. Voleva preparare una buona omelette alle erbe aromatiche, e forse Monteiro Rossi aveva una fame del diavolo, pensò”.

Ho voluto allora replicare questa ricetta perché, pur nella sua semplicità, mi intrigava molto l’aggiunta della senape di Dijon che effettivamente dà una marcia in più al prodotto finale, che è risultato buonissimo e profumatissimo.


Come senape ho utilizzato un prodotto più delicato, meno forte e pungente del solito, biologico, e devo dire delizioso, dell’azienda Cereal Terra.
Inoltre ho sostituito l’origano con del timo, che mi piace di più, ma sulle erbe aromatiche da utilizzare ci si può davvero sbizzarrire con la fantasia, a seconda dei vostri gusti.
Ho poi preparato l’omelette come piace a me e cioè baveuse, quindi senza far troppo cuocere l’interno della preparazione che rimane semi-liquido…
Un sentito grazie ad Antonio Tabucchi per averci regalato questo splendido romanzo e… anche per questa deliziosa omelette!

6 marzo 2015

Pancotto salsicce e provola con salsa calabrese


Non vi ho mai parlato dei pancotti e delle mille ricette che li riguardano. Grave mancanza da parte mia, perché si tratta di piatti buonissimi che nascono dal recupero del pane raffermo che viene valorizzato nel miglior modo possibile, a mio avviso.
E poi io adoro la cucina degli avanzi e mi piace l’idea non solo di non sprecare ma anche di realizzarci piatti ancora più buoni di quelli “normali”. Quindi risparmio e massima bontà: cosa volere di più?
Del resto la cucina degli avanzi è un tipo di cucina che si perde nella notte dei tempi, che è stretta parente della tradizione e voi sapete bene che quest’ultima mi è “molto più simpatica” dell’innovazione, vero?
Ma torniamo a noi. Il pancotto che vi propongo oggi ha una forte connotazione rustica, corrisponde molto bene alla categoria di piatti che piacciono a me e in cui mi identifico parecchio. Piatti che vanno molto al sodo, senza fronzoli, con sapori decisi e ben definiti, magari con poca estetica e senz’altro con molto gusto.
Il piatto di cui vi parlo in questo post nasce innanzitutto da un’idea di fondo: l’abbinamento salsicce e provola. Un abbinamento secondo me perfetto con la freschezza della provola che va ad attenuare la grassezza della salsiccia. Quando vado a Napoli, non faccio quasi mai a meno di comprare dal mio macellaio di fiducia le salsicce con dentro la provola: sono proprio la fine del mondo! E invece qui a Roma non le trovo mai.
Sarà questo forte desiderio di “rivincita” sul fatto che non le trovo mai nella città dove vivo che mi ha spinto a creare questo piatto? Forse sì. E poi un’altra fonte di ispirazione mi è venuta anche dai tanti e buonissimi pancotti realizzati da Andy Luotto.
E’ giunta l’ora adesso di parlarvi degli ingredienti e del procedimento di realizzazione della ricetta.

Pancotto salsicce e provola con salsa al pecorino e peperoncino

Ingredienti:
(per 4 persone)

2 salsicce sbriciolate
8 fette di pane raffermo tagliato a cubetti
vino bianco
uno spicchio d’aglio
olio extravergine
brodo vegetale
una provola affumicata non troppo grande
prezzemolo

Procedimento

In una padella far imbiondire l’aglio tagliato a pezzetti in olio extravergine. Farvi rosolare le salsicce sbriciolate e poi sfumare col vino bianco. Far cuocere ancora brevemente. Aggiungere i cubetti di pane e bagnare moderatamente col brodo vegetale.
Far insaporire, aggiungere del prezzemolo tritato e continuare a cuocere fino a quando la salsiccia non è cotta. Il pane avrà così assorbito bene tutti i sapori. Spegnere, aggiungere la provola tagliata a dadini e amalgamare ancora bene.
Nel frattempo in poco olio extravergine far cuocere il sugo al peperoncino e pecorino per circa 7 minuti.
In un piatto fondo inserire un coppa pasta e riempirlo, pressando un po’ con un cucchiaio, con il pancotto alla salsiccia e provola. Sfilare il coppa pasta e versare intorno al tortino la salsa di pomodoro al peperoncino e pecorino. Guarnire, se volete, con un filo di buon olio extravergine.


Un piatto mitico che vi consiglio di provare e realizzato il quale vi verranno mille idee per tantissime altre varianti di pancotti. Scommettiamo che succederà così? ;-)

27 febbraio 2015

Il 19 marzo vi attende “Goût de France/Good France”


Da buon amante della Francia e della sua enogastronomia non posso fare a meno di diffondere la notizia relativa ad un progetto che coinvolge i nostri cugini d’oltralpe e la loro cucina.
Il progetto prende il nome di Goût de France/Good France e riunirà nella giornata del 19 marzo 2015 oltre 1.000 chef di 5 continenti per celebrare la gastronomia francese. Si tratta della più vasta azione di promozione mai messa in atto dalla Francia. In ogni ristorante che aderisce all’iniziativa, l’evento renderà omaggio con una cena alle eccellenze della cucina francese, alla sua capacità innovativa e ai valori che trasmette: condivisione, piacere, rispetto della salute degli uomini e dell’intero pianeta.
E mi fa piacere comunicare che l’Italia risulta al primo posto come numero di chef partecipanti, con circa 100 tra ristoranti di alta gastronomia e bistrot di qualità che hanno aderito. Tra questi, figurano nomi illustri delle nostre cucine, come Andrea Berton, Giancarlo Perbellini, Davide Scabin, Claudio Sadler, Danilo Ciavattini, Davide Oldani, Simone Rugiati, Valentino Marcattilii, Stefano Marzetti. Tra gli chef romani hanno aderito tra gli altri Andrea Fusco, Anthony Genovese, Roy Caceres, Angelo Troiani, Cristina Bowerman.
La manifestazione, organizzata dall'Ambasciata di Francia in Italia e dall'Institut Français Italia insieme con Atout France, su iniziativa del Ministro degli Affari esteri e dello Sviluppo Internazionale con la collaborazione di Alain Ducasse,  prevede anche incontri e collaborazioni tra chef francesi ed italiani, al fine di confrontarsi su una cucina più sana, naturale, sostenibile e cosciente, tematiche sempre più al centro degli stili di vita e delle preoccupazioni mondiali.  
In questo ambito a Roma, dal 16 al 19 marzo 2015, si svolgeranno le giornate della gastronomia francese in Italia. Si prevedono degustazioni, workshop, masterclass, incontri professionali e convegni, oltre che visite a produttori locali e a mercati della capitale. Sempre a Roma, inoltre, saranno invitati tre chef francesi che insieme ad altrettanti chef romani realizzeranno insieme dei menù a quattro mani proposti ai clienti di tre ristoranti appositamente selezionati.
Infine, tre degli chef italiani che parteciperanno a Good France saranno selezionati dall’Ambasciatrice di Francia, Catherine Colonna, che prevede di aprire le cucine di Palazzo Farnese tre volte nel corso del 2015 e accogliere la loro cucina. Gli chef avranno l’opportunità di proporre un loro menù italiano in Ambasciata, in onore all'omaggio da loro reso alla cucina francese nella giornata clou del progetto, il 19 marzo.

Per info: www.ambafrance-it.org - Muriel Peretti