Le franc buveur

Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

26 febbraio 2017

A Carnevale (quasi) ogni lasagna vale


Visto che ormai si festeggiano gli ultimi giorni di Carnevale e poiché erano ben otto anni che non le mangiavo (certificati dalla data di quando ci scrissi un post: grave, molto grave!) urgeva preparare le relative lasagne tradizionali napoletane.
Detto, fatto. Questa splendide lasagne sono sempre super buone e morbide, così diverse dalle classiche versioni. La morbidezza e la dolcezza è data dalla ricotta al suo interno e la golosità e sapidità (anche) dalle polpettine, che costituiscono il mio ingrediente preferito in questa preparazione.
La ricetta la trovate nel post che citavo (qui).
Altro che frappe e castagnole…Buon Carnevale a tutti!

24 febbraio 2017

Palatino bistrot, un viaggio enogastronomico tra l'Italia e la Francia


Nella città dove vivo sono sempre alla ricerca di qualche "spicchio" della mia amata Francia e devo dire che scopro sempre più frequentemente locali interessanti in tale ottica, da sperimentare assolutamente.
Uno di questi è senza dubbio Palatino Bistrot, situato nell’elegante quartiere Trieste a Roma, a breve distanza anche da quello dei Parioli.
Si tratta di un locale che combina lo charme dei bistrot parigini con l'eleganza dei ristoranti romani. Ciò si percepisce dall’arredamento, in un ambiente decisamente rilassante e riposante, ma anche se vogliamo dai piatti offerti, che prevedono continue commistioni tra materie prime di qualità francesi ed italiane e che danno vita a preparazioni gustose e sorprendenti.
Il Palatino Bistrot è un progetto creato da alcuni amici, Giorgio De Iulio, titolare della nota Hostaria Po, Laurène e David Bilski, fondatori di VA SANO, boutique gastronomica che propone e valorizza i prodotti di qualità francesi del terroir e Florent Carrière, giovane imprenditore che ha aperto Crepes Galettes, una crêperie bretone nel cuore di Roma. I loro differenti orientamenti in ambito enogastronomico hanno dato vita ad un locale veramente originale, che richiama nel nome il celebre treno notturno che collegava Roma a Parigi.
Il legame tra Italia e Francia ritorna anche esaminando il percorso professionale del giovanissimo chef del locale Rocco Cavadini, che dopo aver frequentato la scuola di cucina Paul Bocuse di Lione, si è fatto le ossa nelle cucine di diversi ristoranti francesi e in quella dell'Osteria Francescana del celebre chef Massimo Bottura.
Il menù, quindi, è la piena espressione della filosofia del locale: sono presenti molti elementi chiave della cucina francese ma non mancano materie prime italiane di qualità. Dal Parmigiano Reggiano, al pescato del giorno fino alla pasta fresca fatta rigorosamente a mano. Tutti gli ingredienti provengono da piccoli produttori sia italiani che francesi e per garantirne la freschezza vengono rigorosamente seguiti criteri di stagionalità.


Esaminando più nel dettaglio le proposte in carta, si può aprire splendidamente con una entrée golosa e raffinata come quella denominata “Foie gras, pain d’épices, pere abate pochées al vin brulé”. Tra i primi devono essere segnalate le pappardelle alla crema di cardi, carciofi e burro nocciola o gli ottimi spaghettoni al bergamotto, mazzancolle di Mazara, cannolicchi e piment d’Espelette.



Nell’ambito dei secondi è deliziosa la spalla di maiale con puré di patate alla noce moscata, sauce bordolaise. Buoni anche i dolci, tra cui è da consigliare un goloso Mont Blanc. E nella mia prossima visita al locale mi piacerebbe assaggiare anche le delizie a cui si abbinano la crema pasticcera di Speculoos o la chantilly al Calvados.
Gli ottimi vini delle migliori cantine francesi costituiscono poi il giusto completamento dell’offerta gastronomica del locale. 


Col foie gras e il pain d'épices, in particolare, ho trovato particolarmente indovinato l'abbinamento con il "Domaine de Pellehaut, l'été gascon blanc", un vino aromatico e dolce ma non eccessivamente.
Ovviamente non possono mancare nel locale, anche per una pausa pranzo veloce o per un momento diverso dalla cena, le tipiche galettes bretoni di grano saraceno o le ottime crepes.


Da Palatino bistrot si può venire infine anche per un cocktail, la cui preparazione è a cura del bravo barman Marco Favorito.
Con Palatino bistrot, quindi, si compie un gustoso ed interessante viaggio enogastronomico tra la Francia e l'Italia. Su un ideale treno che non dovete proprio perdere!

17 febbraio 2017

Fourme d'Ambert in carrozza di pain d'épices


Una delle cose di cui mi vanto nella mia ormai quasi decennale attività di foodblogger è che non prendo quasi mai spunto, nelle mie ricette, dalle innumerevoli riviste o libri di cucina esistenti.
Le ricette che preparo e pubblico sul mio blog spesso provengono da spunti casuali, che si perfezionano poi sulla base di idee che mi balenano in mente dopo averci pensato un po', non necessariamente in un unico momento. E anche la ricetta di oggi nasce in questo modo.
Ecco le fasi della sua "genesi":

- avevo acquistato un ingrediente di base, il buonissimo pain d'épices, che poi non ho usato per qualche tempo;
- ho cercato di trovarne un utilizzo non banale;
- ci ho pensato un pò e mi è venuto in mente che il pane raffermo (o non utilizzato da molto) può trasformarsi in una buonissima mozzarella in carrozza;
- col pain d'épices, come ho potuto constatare anche in Auvergne, ci stanno benissimo gli ottimi formaggi erborinati francesi.

Perché allora non preparare una Fourme d'Ambert (fantastico formaggio erborinato della regione francese dell'Auvergne) in carrozza di pain d'épices?


L'idea, dopo il necessario test per passare dalla teoria alla pratica, si è rivelata molto interessante e gustosa.
Ecco allora la ricetta, che in maniera "cialtrona" vi dò senza fornirvi i quantitativi esatti degli ingredienti (non preoccupatevi, vi verrà sicuramente bene lo stesso ;-) :


Tagliare a fette non troppo spesse del pain d'épices raffermo e con lo stesso formare dei panini con all'interno una dose generosa di Fourme d'Ambert (se non la trovate agevolmente, potete utilizzare del Roquefort o del Gorgonzola). Infarinare i panini e immergerli poi nell'uovo sbattuto leggermente salato, rigirandoli ogni tanto, in modo che assorbano per bene il liquido, diventando più morbidi.
Friggere il tutto in abbondante olio, fino a doratura e servire quasi immediatamente.
Un'ottima entrée che, già ben equilibrata di suo, potrebbe essere comunque abbinata a qualche buona marmellata (quella di mirtilli di Auvergne mi sembra decisamente appropriata) e/o ad un vino dolce ma non troppo (e aromatico), come l'ottimo "Domaine de Pellehaut, l'été gascon blanc" che ho scoperto poche sere fa al Palatino bistrot di Roma.
Provate questa ricetta e ditemi cosa ne pensate. Vive la France! ;))

5 febbraio 2017

Le novità 2017 per (ri)scoprire la Francia


Ogni anno, più o meno in questo periodo, l'Ufficio del turismo francese in Italia organizza un evento di presentazione delle novità che nei dodici mesi a seguire ci saranno nel bel territorio transalpino.
Un evento che seguo sempre con grande interesse, in quanto vi sono tante manifestazioni, spunti, occasioni e "scuse" per visitare la mia amata Francia.


Orbene, cosa ci riserverà questo 2017 in salsa francese? Beh, diciamo che vi sono almeno 17 ragioni, come sottolinea la brochure distribuita alla stampa, per andare in Francia nell'anno in corso. Ma in realtà ve ne sono molte, molte di più.
Vi sintetizzo quelle che a mio avviso sono le più sfiziose e interessanti, che non coincidono necessariamente con quelle culturalmente più "impegnate".


Partiamo dalla capitale, Parigi, che anche nel 2017 offre al visitatore tantissimi motivi per tornarci. Basti ricordare le tante celebrazioni associate a numerosi anniversari. Ad esempio: si festeggiano i 25 anni di Disneyland Paris e i 40 anni del Centre George Pompidou. Nell'anno in corso si ricordano anche i 30 anni dalla morte di Dalida e i 100 da quella di Rodin. Al quai Branly, poi, c'è anche una interessante mostra sul Picasso primitivo...
Spostandoci verso la Loira, vi segnalo che al Domaine de Chambord i giardini alla francese, voluti tre secoli fa da Luigi XIV, riprenderanno il loro spazio il 1° aprile 2017 davanti alle facciate Nord ed Est del castello. Con una superficie di sei ettari, questi giardini restituiranno a Chambord uno scenario paesaggistico degno della sua architettura (per informazioni: www.valdeloire-france.it).


Sempre a proposito di giardini, in Costa Azzurra e nel Var si terrà il 1° Festival dei Giardini, sul tema “Il risveglio dei sensi” con la possibilità di scoprire tutto l’anno più di sessanta spazi aperti al pubblico (più info su www.cotedazur-tourisme.com).
Nel 2017 è d’obbligo visitare la nuova regione dell'Occitanie (nata dall’unione delle regioni Languedoc Roussillon e Midi Pyrénées) con città importanti da vedere come Tolosa (da non perdere la Cité de l’Espace, che in ottobre darà l’opportunità di incontrare di persona cento astronauti provenienti da tutto il mondo) e Montpellier (imperdibile il marché du Lez) e con Lourdes e i Pirenei a fare costantemente da attrazione.
Sempre in questa regione, merita di essere visitata Carcassonne, città medievale d’arte e di storia con le sue fortificazioni e il bellissimo Canal du Midi che risale all’epoca del Re Sole. Qui da non perdere è anche il suo famoso festival, che si tiene in luglio nel teatro antico nella città medievale. In passato ha accolto star del calibro di Elton John, Joe Cocker, Sting ed è un palcoscenico ideale per danza classica, teatro, opera e musica di ogni genere.
E poi a Carcassonne ci sono tre chef stellati e un elevato numero di ristoranti gourmet, oltre che un interessante mercato, la “Bastide de Saint Louis”, che garantisce un’esperienza gastronomica indimenticabile.
Un'idea per i ponti del 25 aprile e del 1 maggio può essere poi Nîmes, definita “la Roma francese”, che offre la possibilità di assistere, nella sua Arena, ai Grandi Giochi Romani (emozionanti corse con i carri, combattimenti tra gladiatori e una spettacolare battaglia tra Celti e Romani).
Tra le novità francesi 2017 vi consiglio anche Marsiglia, che offre mostre sui viaggi e sul mare e, tra i tanti eventi sportivi, una attesa tappa del Tour de France che si terrà il 22 luglio prossimo. Inoltre non lontano da Marsiglia c'è Aix en Provence, cittadina termale e d’arte che è accogliente in ogni stagione, con le sue strade e piazze sempre animate, con i colori dei suoi festival, i mercati provenzali, le prelibatezze e le passeggiate nella natura. La stessa natura, con i suoi colori, che ispirò Cézanne, padre della pittura moderna.
Per gli amanti del food, Lyon proporrà un nuovo grandioso spazio sul mondo del gusto e del cibo nelle architetture restaurate dello storico Grand Hotel-Dieu, antico ospedale sulle rive del Rodano.



Nel periodo di carnevale in cui ci troviamo attualmente è d'obbligo segnalare il mitico carnevale di Nizza. L'appuntamento è dal 10 al 25 febbraio.
Sempre nell'ambito del programma del Carnevale di Nizza, Villefranche sur mer accoglie tra una decina di giorni la tradizionale battaglia dei fiori sul mare, con una sfilata di barchette tipiche della zona nella baia di questa graziosa cittadina della Costa Azzurra (maggiori informazioni al sito www.coeur-riviera.com).
Di motivi per andare in Francia ve ne sono quindi tantissimi e molti altri ne potrete trovare sul sito dell'Ufficio del turismo francese. Non ci resta che scegliere e prenotare. Io lo sto già facendo. E voi?

Per ulteriori informazioni: www.france.fr

29 gennaio 2017

Il vero motivo per andare allo stadio


Lo diceva anche Homer Simpson che non si va allo stadio (solo) per vedere la partita o per guardare la propria squadra giocare (“il gioco è una schifezza, il gioco mi fa star male”), ma piuttosto per partecipare ai tailgate party.
In effetti in America molto prima dei match soprattutto di football o delle gare Nascar, si è soliti organizzare negli enormi parcheggi nelle vicinanze degli stadi dei giganteschi e divertenti party, con tanto cibo alla griglia, birra e molto altro ancora, offerti sempre in grande abbondanza.
Questo cibo e i relativi piani di cottura vengono fuori dai portelloni posteriori di lunghi macchinoni tipo Suv o similari. La parola tailgate (che letteralmente vuol dire porta posteriore) deriva proprio da questo: il portellone posteriore della macchina viene utilizzato sia per trasportare il cibo sia per adattarci sopra delle griglie (e l'alimentazione elettrica proviene spesso dalla macchina stessa) per cuocervi ad esempio della carne.
Il tailgating ha nei tifosi di alcune squadre, soprattutto di football, degli autentici maestri. Ken "Pinto Ron" Johnson, tifoso dei Buffalo Bills è ad esempio un fuoriclasse in materia. Cuoce sul cofano della sua macchina la carne, utilizzando tra l’altro, oltre che le griglie, anche una sega su cui preparare gli hamburger e una cassetta delle lettere per arrostire le ali di pollo, servendo all’occorrenza anche del whisky da una palla da bowling…
Altre città e relative squadre famose per il tailgating nell’ambito della lega del football americano sono Baltimora, Philadelphia, Houston, Cleveland, Kansas City.
In ambito universitario dove le relative squadre negli Usa hanno una rilevanza notevole, è famoso il tailgating di Mississippi. Qui vengono offerti cibi talmente ricercati da destare l’attenzione anche di riviste importanti di food, come Bon Appetit Magazine. Anche la location è particolare: i tifosi della squadra NCAA di Mississippi (i Rebels di Ole Miss) celebrano il loro tailgate party in un boschetto con un menù gourmet che spazia dal maiale arrosto all’alligatore fritto, dai panini di formaggio e peperoni alla crostata di noci pecan al bourbon.
Per vedere in cosa consiste questo spettacolo di colori e sapori date un’occhiata anche alla slide show che trovate a questo link.
Chissà che un giorno anche in Italia si possano trovare gli spazi e un approccio più rilassato allo sport dei tifosi tali da poter ben organizzare questi golosi party gastronomico-sportivi che a me, come avrete capito, non dispiacciono per niente ;-) ...