Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

8 luglio 2013

Al Gambero nel mio parco giochi preferito



Avrete notato leggendo il mio blog che il cibo di strada o street food è oggetto di grande attenzione da parte mia. Basti guardare nella colonna delle etichette quanti post ho dedicato a questo argomento.


 Adoro lo street food perché è informale, pratico, veloce e si adatta molto bene a momenti della giornata come quelli del dopo ufficio, quando comincia a venire una certa fame e si ha voglia di qualcosa di buono prima di cena, non necessariamente in compagnia di amici.
Ma lo street food mi piace soprattutto perché coincide sempre con cibi sfiziosissimi e gustosissimi e perché alle spalle di questi cibi c’è una lunga storia e tradizione, sempre interessante da scoprire o da ricordare. E lo sfizio continua anche nel genere di locali che offrono questi cibi: chioschi, botteghe, paninerie e pulmini itineranti la cui strutturazione informale e “alla buona” fornisce ancora più fascino al consumo di cibi già di per se ottimi.
Del resto sono nato in una città, Napoli, dove lo street food la fa da padrone e dove ho cominciato per la prima volta a fare conoscenza con questo tipo di cibi.
 
 
Tuttora, quando torno a Napoli, devo più o meno sempre ripetere il mio rito degustativo di crocché, paste cresciute, pizze fritte con scarola o con ricotta, frittatine di maccheroni, montanare e mi fermo qui, ma potrei continuare.
Ma anche nella città dove vivo, Roma, non mancano opportunità di stret food di qualità. E sembra che questo fenomeno sia in crescita…Sarà che il cibo di strada in effetti non è molto caro e in tempo di crisi cresce la domanda per i cibi (buoni) meno costosi?
Per un foodie come me sempre in giro a caccia di nuovi indirizzi golosi (non solo nella mia città) è molto utile disporre di una Guida in cui sono racchiusi i migliori indirizzi del cibo di strada italiano.
E’ quindi con grande entusiasmo che ho accettato l’invito del Gambero Rosso a partecipare alla presentazione di una Guida di questo tipo, che per la prima volta raccoglie i recapiti di grandi artigiani del gusto.
 
 
Oltre 300 indirizzi selezionati su tutto il territorio nazionale, dietro ai quali spesso vi sono storie di famiglie che si tramandano i ”segreti” di preparazione di generazione in generazione. La selezione dei locali ha tenuto conto della qualità delle materie prime utilizzate, la valorizzazione del territorio, l’originalità della formula. Tra l’altro ho avuto l’onore ed il piacere anche di effettuare alcune segnalazioni ai curatori della Guida, come si evince dalla pagina di apertura della Guida stessa.
Il simbolo di una panchina accanto alla segnalazione di ciascun locale indica inoltre la presenza di un parco nelle vicinanze del locale: cosa c’è di meglio di assaporare un buon cibo di strada in tutta calma, nel bel contesto di un luogo verdeggiante?
Sono stati poi eletti 20 campioni regionali che meglio rappresentano nelle loro proposte la tradizione culinaria della regione.
Proprio di questi “top-locali” abbiamo assaggiato le delizie nel dopo presentazione, diretta come al solito egregiamente da Laura Mantovano, Pina Sozio e Sara Bonamini.
Sulla splendida terrazza della Città del Gusto del Gambero Rosso mi sembrava di stare nel mio parco giochi preferito, con delizie una migliore dell’altra a tentarmi di continuo.
Sarebbe troppo lungo fornire una descrizione di tutto il ben di Dio offerto ai presenti, ma qualche citazione voglio senz’altro farla:
 
·   ho adorato le carni di maiale (tra cui quella bollita alla triestina) del “Buffet da Pepi” di Trieste (chicca: il cren grattugiato fresco, lievemente piccante);
 
 
 
·   ho avuto il piacere di assaggiare le diverse delizie di carne, a volte costituite da parti non nobili (diaframma di agnello, fegatelli in rete, ecc.), dei “Mangiari di strada” di Milano;
 
 
·   ho avuto la conferma della bontà dei panini ripieni di ingredienti poveri della tradizione romana (trippa, allesso di scottona, picchiapò) di Mordi & Vai del nuovo mercato di Testaccio a Roma;
 
 
·  ho mangiato per la prima volta le stupende lumachine ed il morbidissimo polpo de La Folperia di Max e Barbara di Padova;
 
 
·   ho constatato, assaggiando i mitici arrosticini de La Tana del lupo di Farindola, che quelli che si mangiano di solito sono solo un lontano ricordo di quelli di questo locale: belli ciccioni, grassi, profumati, succulenti, in una parola golosi; 


·  ho apprezzato la qualità della ricotta dei cannoli della mitica Antica Focacceria San Francesco di Palermo.
 
 
Questi ed altri indirizzi trovate nella Guida, nella quale figura anche una friggitoria a me cara, la Masardona di Napoli.
Per finire segnalo un’altra cosa interessante di questa Guida: un’applicazione della stessa sarà disponibile a breve su Apple Store e Google Play. In questo modo si può avere sempre a disposizione questa “Guida-indicatore di luoghi del gusto” che insieme a quella Foodies, sempre del Gambero Rosso, è già la mia preferita.
La guida cartacea è acquistabile in edicola e in libreria, on line sul sito www.gamberorosso.it e, per la prima volta, nei negozi e corner Posteshop.
 
Guida Street Food
del Gambero Rosso
pp 196 - euro 6,50

18 commenti:

Chiara Giglio ha detto...

" Pepi 'sciavo " come lo chiamiamo noi triestini è da sempre una meta golosa, grazie per averlo fatto conoscere anche sul tuo blog, un abbraccio !

sississima ha detto...

accipicchia ed io che pensavo di aver mangiato tanto, un abbraccio SILVIA

valentine ha detto...

che delizie! conosco bene la pizza della masardona, ma ora farei volentieri un tour per assaggiare tutto lo street food d'italia :)

daniela64 ha detto...

Alcuni prodotti li conosco bene, in particolare quelli veneti e friulano, altri vorrei decisamente provarli. U bellissimo reportage ,un saluto Daniela.

Lefrancbuveur ha detto...

@Chiara: che vuol dire sciavo?

Lefrancbuveur ha detto...

@Silvia: tutti abbiamo mangiato tanto quella sera ;)

Lefrancbuveur ha detto...

@Valentine: ti capita mai di venire agli eventi al Gambero Rosso?

Lefrancbuveur ha detto...

Grazie mille, Daniela!

De foodmadam ha detto...

Interessante! Mi è venuta l'acqua in bocca. Che delizie! Come @Valentine ora vorrei assaggiare anch'io tutto lo street food italiano. :)

Lefrancbuveur ha detto...

@defoodmadam: mi piacerebbe tanto farti assaggiare qualche specialità che era li

JAJO ha detto...

Grande Enrico !
Beh... non potevano non tener conto delle tue recensioni: da anni segnali chicche in ogni regione italiana (ed all'estero :-D)

Lefrancbuveur ha detto...

Grazie mille, Jajo. Spero di vederti presto a qualche evento ;-)

Gracianne ha detto...

Ca c'est de la cuisine de rue! J'aimerais qu'elle soit aussi bonne chez nous qu'en Italie.

Lefrancbuveur ha detto...

@Gracianne: nous en avons beaucoup, cela c'est vraie

valentine ha detto...

non ci sono mai stata, ma mai dire mai ;)

Lefrancbuveur ha detto...

@Valentine: speriamo allora di conoscerci ;)

valentine ha detto...

so che tu vieni spesso ad ischia, magari ci incontriamo sull'isola verde ;)

Lefrancbuveur ha detto...

valentina, con grande piacere. Io sarò li probabilmente dal 17-18 agosto