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10 giugno 2013

Nelle Fiandre sulla Due Cavalli

  
I festeggiamenti per i cento anni del Giro delle Fiandre ciclistico sono stati, come avete potuto già constatare da qualche mio post, davvero importanti e suggestivi.
Nell’ultimo week end di maggio, in particolare, essi sono culminati in due grandi e simpatici eventi, entrambi a tema retrò e vintage, che meritano di essere raccontati.
Gli eventi hanno quindi avuto come filo conduttore un ritorno al passato nel quale io, i miei “colleghi” blogger ed i rappresentanti italiani del Turismo delle Fiandre ci siamo piacevolmente immersi, così come tanta gente del luogo o rappresentanti di altri paesi.
Il primo evento, quello del sabato sera, ha riguardato una festa da ballo tenutasi nel suggestivo scenario del Palazzo del Comune di Oudenaarde. E il “dress-code” “imponeva” di vestirsi con abiti retrò…
La serata ha visto così “sfilare” tante bellissime “interpretazioni” di questo tema, con uomini e soprattutto donne davvero ben abbigliati secondo uno stile vintage corrispondente a diversi periodi del passato e non ad uno in particolare.


Anche la musica dal vivo ed i balli erano ispirati a tempi passati, con dei provetti ballerini che si immedesimavano alla perfezione nello spirito di epoche ormai andate.
Nel corso della piacevole e simpatica serata, mi sono anche divertito a scattare delle foto color seppia o in bianco e nero, che ben riproducevano un contesto in cui tutto sembrava piacevolmente retrocedere nel tempo.


Il giorno dopo si è tenuto un altro grosso evento del week end e cioè la RetroRonde  un Giro delle Fiandre amatoriale in bici d’epoca (comunque tenute ottimamente) con i relativi ciclisti anch’essi, ovviamente, vestiti “retrò”. Ad esempio, con pesanti e colorate maglie di lana, un tempo usate dai ciclisti, e con i copertoncini di ricambio delle ruote messi a tracolla.


Ma anche qui l’interpretazione “retrò” è stata la più varia, con maglie di squadre ciclistiche nazionali o sponsorizzate di varie epoche, sia abbastanza recenti (anni ’70-80) sia molto più antiche.
Non sono mancate bici da tandem, da donna o vecchi velocipedi con una ruotona grande davanti ed una molto più piccola dietro.



La Retroronde prevedeva diversi percorsi, dai più facili ai più impegnativi e il nostro gruppo ha avuto come unici rappresentanti nella corsa i simpatici Leo e Veronica del bel blog di viaggi “Life in travel”.
Mi riservo davvero (lo giuro solennemente!) il prossimo anno di arrivare allenato e fare anch’io questa divertente passeggiata in bicicletta.
Una passeggiata molto “panoramica”, per il bellissimo paesaggio che offrono le verdi campagne delle Fiandre, con campi coltivati, muccone bianche al pascolo, casettine dai tetti spioventi, fattorie e mulini a vento a fare da contorno agli eroi della giornata, i ciclisti.
 

Alcuni giornalisti e blogger che non hanno corso in bicicletta, come me, hanno poi avuto la bellissima opportunità di essere invitati dall’organizzazione a seguire la corsa in macchina.


In che tipo di macchina? Ma ovviamente in tipologie anch’esse retrò. Personalmente, ho seguito la corsa in due vetture che amo tanto (non a caso ho tanti modellini di macchine e queste due sono ben presenti nella mia collezione!): la mitica Trabant dell’ex Germania Est e l’altrettanto mitica Due Cavalli.
La prima, che sembrava quasi la bianchina di Fantozzi, con tanto di bandiera della Germania Est era un po’ scomodina dietro, ma bellissima. A tratti sembrava, poverina, quasi di non farcela sulle strade di campagna e in pavè delle Fiandre, che accolgono in altri periodi gare ciclistiche professionistiche con biciclette ben più tecnologiche.


Un altro tratto del percorso l’ho fatto in una mitica e fiammante Due Cavalli rossa, una macchina che adoro e che sto pensando seriamente di comprare usata (anche se sono consapevole che alcuni modelli ben tenuti costano una fortuna!).


Un altro aspetto carino di questa corsa erano le soste previste per ciclisti e suiveurs (i nostri autisti comunque ci hanno fatto fermare per fare delle foto anche fuori dai luoghi prestabiliti).
Soste che spesso avvenivano presso autentiche e bucoliche fattorie dove fare un break per ristorarsi brevemente, bere qualcosa, o scattare tante belle e colorate foto.
Nella prima sosta, ad esempio, sono state offerte delle freschissime e succose fragole, mentre delle pacifiche mucche guardavano in modo interrogativo la confusione di persone e di colori che si aggirava intorno a loro.
 
 
 
In una seconda sosta è stata invece offerta una zuppa tiepida di pomodoro, con biscotti croccanti tipo fette biscottate da intingerci dentro (ottimo il contrasto!): in quel momento della giornata una zuppa ci stava proprio bene, sia per i ciclisti che per i “più pigri”.
Il mio ritorno verso il punto da dove eravamo partiti, Ouenaarde, è stato altrettanto piacevole, scambiando tra l’altro interessanti chiacchiere sul ciclismo fiammingo con il conducente e sua moglie.
Come non poteva esserlo, d’altronde, nel bello scenario delle Fiandre e su una fascinosa Due Cavalli?

8 commenti:

Gracianne ha detto...

J'ai bien aime tes chroniques des Flandres Enrico, c'est un coin d'Europe que j'aime beaucoup aussi, j'y suis allee souvent.
Et la voiture derriere la 2CV rouge, l'Ami 8 verte, on en avait une comme ca autrefois, ca me fait plaisir de la revoir, c'etait une super voiture :)
Bonne semaine.

Lefrancbuveur ha detto...

Merci gracianne. Moi aussi j'aime bien cette voiture la'

daniela64 ha detto...

Che bel repotage! Pensa ieri eravamo a Bibione una località balneare che si trova vicino a Lignano, e c'era una sfilata di macchine d'epoca. Molto simpatici i ciclisti. Buona serata Daniela.

Lefrancbuveur ha detto...

Grazie Daniela. Sono contento anche di ritrovarti su G+

Serena ha detto...

Mi sono fermata alla serata vintage... partecipare a un evento del genere è uno dei miei sogni :-)

Lefrancbuveur ha detto...

@serena: magari l'anno prossimo...

Dede Leoncedis ha detto...

non so cosa darei per un giro in trabant. No, diciamo meglio: farei molto volentieri un giro in trabant ma se non lo posso fare non è che mi strappo le vesti :-)

Lefrancbuveur ha detto...

@dede: la trabant effettivamente è un mito. Speriamo tu possa avere l'occasione di andarci presto