15 marzo 2026

Rispolverando il Manuale di Nonna Papera

Ogni tanto consulto la mia biblioteca culinaria e trovo sempre spunti interessanti per qualche ricetta da eseguire, per apprendere qualcosa in più o approfondire determinati argomenti (non si finisce mai di imparare). Del resto i miei libri a tema enogastronomico cominciano ad essere tanti e la collezione è ormai molto “profonda”.

In essa si possono trovare ovviamente anche letture più “leggere”: dopo tanto tempo, ad esempio, ho consultato nuovamente il “Manuale di Nonna Papera”, in un’edizione successiva alla prima.

Un classico della cucina “a fumetti” caratterizzato da una base giocosa ma che al tempo stesso presenta una selezione di ricette prevalentemente semplici che sconfinano talvolta in derivazioni creative.

Le preparazioni, generalmente rivolte ai giovani, possono ben adattarsi anche a chiunque voglia divertirsi in cucina in modo non impegnativo: molte ricette sono facilmente realizzabili, mentre altre si ispirano all’immaginario Disney con un tono piacevolmente ironico. Le vivaci illustrazioni contribuiscono inoltre a creare quell’atmosfera di “cucina di casa” che ha accompagnato tanti lettori.

E’ un libro quindi che piace a chi lo ricorda dall’infanzia (come me), ma può diventare anche un primo ricettario per i più piccoli, grazie alla sua capacità di raccontare il cibo in modo fantasioso e semplice.

Avendo dopo tanto tempo consultato il Manuale di Nonna Papera, ho colto l’occasione per realizzare qualche sua ricetta. In particolare ho voluto farcire un pan brioche che avevo in casa con degli ingredienti riportati nel Manuale (a pagina 33) per la realizzazione di tartine (le “tartine di Tiro”) e che trovate nella foto che segue.

Degli abbinamenti un po' retrò, se vogliamo, e non certo dietetici, ma davvero buonissimi e golosi, in particolare quelli che combinano lattuga, salame, wurstel e cetriolini.

E voi conoscete questo Manuale? Avete mai realizzato qualche ricetta al suo interno? Fatemelo sapere nei commenti!

24 febbraio 2026

Un 2026 pieno di interessanti eventi in Francia


L’anno scorso ho visitato molte zone della Francia che non conoscevo: Nord della Corsica, Nantes, Les Sables d’Olonne, Ile de Ré

Ovviamente anche nel 2026 ho intenzione di proseguire nella scoperta di luoghi inediti francesi o di tornare in posti d’oltralpe dove sono stato bene in passato e che vorrei riscoprire.

Uno spunto per tante idee al riguardo, comme d’habitude, proviene senza dubbio dalla consueta presentazione alla stampa, da parte dell’Ufficio del turismo francese, degli eventi e delle proposte di vacanza nel territorio transalpino.

Da tale presentazione, tenutasi a gennaio-inizio febbraio prima in presenza e poi online, sono come di consueto emerse tante novità che interesseranno nell’anno in corso la mia amata Francia. Tutte le regioni, le città, le destinazioni di montagna del Mediatour Francia 2026 hanno proposto infatti tante idee innovative e creative per un weekend, una vacanza, un viaggio.

Un invito che non si può non raccogliere, nel segno della natura, dell’arte di vivere e della sostenibilità.

Ecco gli eventi da segnalare che ritengo più interessanti nelle diverse regioni: 

In Alvernia-Rodano Alpi è prevista una nuova straordinaria esperienza denominata “Dalla fattoria al piatto”, con una giornata alla scoperta del Beaujolais. Il programma prevede una mattinata di visite a un mercato per acquistare vini ed effettuare degustazioni, seguita da un pranzo al sacco con tappa a Lione per un laboratorio di cucina con uno chef. E per finire, una cena con abbinamento vini. 

Explore Savoie propone un’idea green: le vie verdi della Savoia per scoprire la regione in bicicletta. 

Grande Est: vi segnalo in questo caso, "Le 3", il nuovo complesso enoturistico nel cuore di Reims. Progettato dalla Maison di Champagne Thiénot, "Le 3" è un'esperienza immersiva sensoriale dedicata alla scoperta dello Champagne, con un alloggio originale in un boutique hotel con 12 camere e una suite. 

Nancy nel 2026 vivrà un anno Art Nouveau. Capitale francese di questo movimento, la città rende omaggio a Émile Gallé, figura visionaria dell'École de Nancy, attraverso una mostra eccezionale al Museo di Belle Arti. Per prolungare l'esperienza, sono consigliate anche delle visite guidate dedicate, per scoprire l'Art Nouveau in città. 

Ad Amiens sono attese grandi mostre e… un nuovo pass. A tale ultimo proposito, per scoprire Amiens e i suoi dintorni, è stato ideato un pass digitale a prezzi vantaggiosi per accedere a siti iconici come la Cattedrale, la Casa di Jules Verne e il Museo della Picardie. 

A Digione vale la pena di visitare le Caves Vaubanun'eccezionale enoteca che vanta ben 650 bottiglie di vino, champagne e liquori. Il ristorante La Table propone un menù raffinato ed è possibile soggiornare in due eccezionali suite, dalla vista mozzafiato sulla piazza più bella di Digione. 

La Normandia sta rafforzando la sua strategia per un turismo più equilibrato e sostenibile con il progetto "Turismo 4 Stagioni", per ampliare l'attrattività della regione tutto l'anno divenendo così una destinazione vivace, accessibile e creativa. 

Le Havre-Etretat celebra il centenario della morte di Claude Monet. Al MuMa si svolgerà una grande mostra per ripercorrere l’opera di Monet a Le Havre nel corso del festival “Normandie impressionniste” che si terrà dal 5 giugno al 27 settembre, e che riguarderà gli anni della giovinezza del noto artista francese in questa città. 

Nella Touraine del Sud una novità è il percorso ciclabile La Bikette Berry-Touraine che parte da Chinon e dalla fortezza che domina i vigneti ed arriva a Richelieu, Crissay-sur-Manse; poi sulla Voie Verte ci si può inoltrare nel Parco Naturale Regionale della Brenne, con i suoi mille stagni, fino a raggiungere Argenton-sur-Creuse, la piccola Venezia del Berry. 

A Nantes, la città più creativa di Francia, è prezioso il Nantes Pass che dà accesso a musei, mostre, visite guidate, crociere, eventi sociali e degustazioni. Sono cinquanta i servizi ad accesso gratuito, con trasporti illimitati, inclusa la navetta aeroportuale. 

Il Museo della Marina festeggia i 400 anni e li celebra con una serie di mostre in tutte le sue sedi (Port-Louis, Brest, Rochefort, Parigi) incentrate su un tema comune: gli abissi. 

Alla Maison Caillebotte, “l’altra Giverny”, uno dei principali siti impressionisti francesi, nel 2026 tra il 9 maggio e il 18 ottobre, saranno presentate due mostre:

- Alla Ferme Ornée, “La natura non è una scenografia”, con un focus sui paesaggi da Monet a sette artisti contemporanei.

- All’Orangerie, “Artisti e modelle”, del pittore contemporaneo Dominique Renson. 

La Nouvelle Aquitaine nel 2016 celebra i suoi 10 anni con eventi culturali e turistici eccezionali, tra cui i 10 anni della Cité du Vin a Bordeaux e della Cité internationale de la tapisserie ad Aubusson; saranno celebrati inoltre i 100 anni dalla scomparsa di Claude Monet e i 150 anni dalla morte della scrittrice George Sand. 

A Sarlat e nel Perigord Noir l’iconico Castello di Beynac nella Valle della Dordogne è stato recentemente arricchito con nuove sale aperte al pubblico: una spettacolare sala per banchetti e una sala della musica. 

A Perpignan a settembre ci terrà il Festival Internazionale di Fotogiornalismo “Visa pour l’Image” che farà di questa cittadina la capitale mondiale della fotografia per due settimane. 

Due eventi unici per il 2026 a Marsiglia: il 15 e 16 marzo si terrà il Bocuse d’Or al Parc Chanot. Per la prima volta dopo molti anni, Marsiglia ospiterà questo evento imperdibile. Venti squadre di chef da tutta Europa si sfideranno per partecipare alla finale mondiale in programma a Lione nel gennaio 2027. L’evento sarà aperto al pubblico. Il 19 e 20 giugno, poi, si terranno le semifinali Top 14 allo Stade Vélodrome: le quattro migliori squadre francesi di rugby si affronteranno in questo leggendario stadio. 

La vivace scena culturale di Aix-en- Provence è arricchita da una nuova offerta gastronomica. Lo chef stellato Pierre Reboul si è unito al ristorante gourmet dell’Hôtel Renaissance, mentre la brasserie dell’Hôtel Saint-Christophe ha riaperto dopo diversi anni, conferendo nuova vita a un luogo iconico del centro. Nei dintorni di Aix, poi, vigneti, tenute e ristoranti invitano a scoprire la cucina mediterranea, il vino e i prodotti locali. 

Nel Luberon, cuore della Provenza, tra le cose da segnalare vi è un nuovo Festival ciclistico, il festival Cigales & Guidons, un mix di vino e ciclismo, previsto per settembre. Inoltre in questa zona a maggio durante le festività dell’Ascensione si terrà il Lub’art Fest, un festival di street art. 

Tante novità a Nice-Cote d’Azur. Il famoso Carnevale di Nizza celebrerà, per la prima volta nella storia, La Regina (“Viva la Regina”, dal 15 febbraio al 2 marzo). Nizza sarà inoltre città di arrivo del Tour de France femminile 2026 il 9 agosto prossimo. E poi vale la pena di visitare i Musei Marc Chagall e Matisse, con esposizioni anche temporanee da non perdere. 

In Corsica, oltre al mare e alla natura del Parco Regionale, anche le esperienze enoturistiche rappresentano un’attrattiva, tra i vigneti più famosi (i vini di Patrimonio, la Dop Calvi-Balagne) e la scoperta di cantine e vini oggi sempre più spesso bio. Per quanto riguarda il food, l’iniziativa “Bienvenue à la Ferme” conta più di ottanta giovani agricoltori aderenti con i loro prodotti tipici; ed un nuovo marchio "Gusti di Corsica" promuove le filiere corte con l’obiettivo anche di contrastare la standardizzazione dei prodotti alimentari. 

Sempre in Corsica, al Domaine de Murtoli, sono offerti soggiorni nel segno dello sviluppo sostenibile. Siamo in un’oasi di lusso e autenticità tra natura incontaminata, coltivazioni agricole, cucina regionale, vigneti biodinamici, con un’economia circolare concreta e consolidata dove tutto viene riciclato. 

Tra le novità del Pays des Ecrins, infine, segnalo che il 22 marzo la stazione sciistica di Pelvoux-Vallouise ospiterà un nuovissimo evento sportivo: il triathlon sulla neve, una sfida unica che unisce ciclismo, sci alpinismo e trail running nel cuore del dipartimento degli Écrins, in un territorio spettacolare tra villaggi arroccati, foreste, punti panoramici e impervie vette. 

Per ulteriori informazioni: Atout France in Italia - Barbara Lovato – barbara.lovato@atout-france.fr

1 febbraio 2026

I bus “a plate-forme” di Parigi: storia, design e fascino di un’icona su ruote

Se c’è un’immagine capace di evocare la Parigi del Novecento, questa non è solo quella dei boulevard o dei café. È quella dei bus a plateforme, gli autobus con la piattaforma posteriore aperta che per oltre sessant’anni hanno trasportato milioni di parigini, diventando la quintessenza dell’eleganza urbana d’altri tempi.

Con la loro pedana aperta sul retro, questi mezzi offrirono a generazioni di parigini e turisti un’esperienza di viaggio unica, in bilico tra libertà e curiosità.

Un modo diverso di vivere la città 

La magia dei bus a plateforme era tutta lì: una porta sempre aperta sulla strada. La piattaforma non era solo un punto di salita e discesa ma un piccolo mondo sociale. Diventò spazio d’incontro informale: artisti, commercianti e studenti stringevano nuove conoscenze in pochi minuti di viaggio; c’era anche chi chiacchierava con il bigliettaio, chi si godeva l’aria fresca, chi ammirava il paesaggio urbano, scorgendo i café affacciati sui boulevard o il Trocadéro.

Il suono ritmico della marcia, la brezza sul retro e gli odori della città contribuivano a creare un piccolo “teatro viaggiante”.

In un’epoca in cui Parigi cresceva e cambiava rapidamente, questi autobus offrivano un modo unico di sentirsi parte del paesaggio urbano. 

Un po' di storia 

Nato nelle grandi capitali europee all’inizio del Novecento, il bus a plate-forme arrivò a Parigi intorno agli anni ’20 come risposta rapida al bisogno di mobilità di massa post-Grande Guerra.

Ma è negli anni ’30 che nasce la vera leggenda, con vetture robuste, eleganti, inconfondibili. Per decenni sono stati il cuore pulsante della rete di trasporti RATP, attraversando la città da Montmartre a Montparnasse.

Con l’avvento dei bus chiusi e il crescente traffico automobilistico (anni ’50–’60), i mezzi a plate-forme persero progressivamente popolarità.

Negli anni ’70, quando ormai la loro epoca sembrava finita, arriva un ultimo colpo di scena: un bus a piattaforma, nacque quasi per caso dopo un incidente che aveva danneggiato la parte posteriore di un autobus. I carrozzieri decisero di ricostruirlo “alla vecchia maniera”, con una piattaforma aperta. Fu un successo immediato.

Ma se i bus a piattaforma sono oggi scomparsi dalle strade, non sono stati dimenticati ed oggi si possono trovare nei musei, nelle collezioni storiche, negli eventi dedicati ai trasporti vintage…

Chiudo questo articolo con alcuni significativi commenti (trovati su Facebook in un post relativo ai mezzi pubblici parigini di una volta) relativi a questi meravigliosi bus: 

"L'autobus della mia infanzia con la “passerella”!" 

"Almeno abbiamo preso un po' d'aria fresca, abbiamo respirato Parigi! E non ci siamo ritrovati bloccati nell'odore malsano degli autobus moderni. Ho adorato questi autobus e che dire della catenina usata per avvisare l'autista della partenza!" 

"Ho ancora in mente l'immagine di mia madre con le sue gonne a tubino e i tacchi a spillo che saliva sul retro del bus quando quest’ultimo stava già ripartendo!" 

"Sul retro del bus avevamo “l'aria condizionata”…"


Insomma che belli che erano questi bus a plate-forme che hanno rappresentato una Parigi più lenta, più umana, più vicina alla strada…😊. A bientôt!