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03 luglio 2014

Street food is my food

 
Street food is my food” è lo slogan che ha accompagnato la presentazione della seconda edizione della Guida del Gambero Rosso che traccia una mappa completa del cibo di strada italiano.
Uno slogan con cui mi ritrovo pienamente, perché il cibo di strada o street food è il cibo più goloso e sfizioso che si possa avere. Pratico, snello, veloce, low cost, gustosissimo, si può mangiare in compagnia ma anche da soli (spesso amo gustare nel dopo ufficio, non necessariamente in compagnia, del buon cibo di strada romano) all’inpiedi o camminando. E di locali street food fissi o “mobili” ne stanno crescendo come funghi qui a Roma e non solo nella Capitale. Per non parlare di alcuni mercati rionali, che con la presenza di venditori di street food di qualità stanno diventando finalmente più simili a quanto accade all’estero, arricchendosi di nuove (o “vecchie” e tradizionali) creazioni che ripercorrono i sapori veri e autentici delle regioni.
 

La seconda edizione della Guida Street Food del Gambero Rosso viene pubblicata quindi in un momento di grande fermento che attualmente coinvolge il cibo di strada all’italiana, cercando di fotografarne l’evoluzione nazionale.
Un’evoluzione che a mio avviso vede anche altri protagonisti rispetto al passato. Infatti la mia attività di “globetrotter” del gusto mi porta a constatare che stanno nascendo nell’ambito dello street food nuovi fenomeni che a mio parere sono i seguenti:
  •  “invenzione” di “nuovi” street food (caso più emblematico: il trapizzino) con un legame con la tradizione sempre presente, ma a volte indiretto;
  • approdo dell’innovazione anche nello street food (es: gelati di fave e pecorino);
  • apertura di botteghe di grandi chef che decidono di creare succursali golose e low cost delle proprie insegne gourmet;
  • food truck di qualità e similari;
  • nascita dello street food in canali nuovi (es: mercati rionali);
  • crescita sempre più forte di specifici eventi dedicati allo street food (il che denota il meritato successo che attualmente sta avendo).
La Guida sullo street food del Gambero Rosso è quindi uno strumento davvero indispensabile per tutti i gourmet. Dal Piemonte alla Sicilia, viene fatta una fotografia, insolita e gustosa, di un’Italia autentica custode di sapori che si perdono nella notte dei tempi.
 

Storie molto spesso di famiglie che si tramandano i ”segreti” di generazione in generazione, ma anche di imprenditori che creano cibi gustosi applicando un pizzico di innovazione ad una base indispensabile di tradizione. Qui i protagonisti non sono i grandi locali, ma i chioschi, le botteghe, le paninerie, i pulmini itineranti.
 

Più di 100 nuovi indirizzi per un totale che supera le 400 segnalazioni, 20 ricette di cibi da strada tradizionali, una panoramica dettagliata dei mercati sparsi sul territorio, spaccato di veracità e vetrina di prodotti tipici. Novità di questa edizione i dolci da passeggio, con in primis il gelato. Ritornano i 20 campioni regionali che meglio rappresentano nelle loro proposte la tradizione culinaria della regione.
In sede di presentazione della Guida, sono stati attribuiti due premi speciali. Il Panino dell’anno è stato assegnato a Generi Alimentari Da Panino per “Lo Speciale”. Un panino che avevo assaggiato e che mi aveva fortemente entusiasmato. E solo dopo ho scoperto che era stato premiato, ora capisco il perché... Si tratta di un panino preparato con del pane di Matera abbrustolito, con all’interno un ottimo prosciutto cotto a legna, una marmellata di amarene brusche di Modena Igp, delle mandorle spaccatelle e delle scaglie di parmigiano giovane: una vera delizia, con un gioco di diverse consistenze e di contrasti dolce (ma non troppo)/salato.

 
 
Il premio Street Food da Chef, per la rivisitazione più originale di un piatto tipico dello street food, è andato invece a Pino Cuttaia del ristorante La Madia di Licata (AG) per il suo Arancino con ragù di triglia e finocchietto selvatico.
Nel corso della serata di presentazione della Guida, ho avuto anche modo di frequentare un simpatico mini-corso nella scuola di cucina del Gambero Rosso dedicato alla preparazione di alcuni street food (come gli arancini, le panelle, i filetti di baccala o i fiori di zucca fritti) con degli chef docenti altamente professionali.


Bella l’esperienza e simpatici i corsisti, tra cui molti amici foodblogger.
Viva lo street food!

Guida Street Food del Gambero Rosso
in edicola e in libreria
pp 232 - euro 6,50

2 commenti:

daniela64 ha detto...

Un evento davvero interessante , piatti favolosi, da provare assolutamente l'arancino con ragù di triglia e finocchietto selvatico.
Buon fine settimana Daniela.

Lefrancbuveur ha detto...

@Daniela: in effetti andrebbe proprio provato...