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21 maggio 2013

Spinosini a volontà allo Sheraton

 
La scorsa settimana all’hotel Sheraton di Roma Eur si è tenuta una piacevole serata all’insegna della pasta di alta qualità.
Protagonista è stata la buonissima
pasta all’uovo Spinosi che non avevo mai assaggiato, anche se ne avevo sentito parlare dallo chef Moreno Cedroni.
Cedroni è marchigiano e marchigiana è anche l’azienda che produce la pasta, un prodotto eccezionale proveniente da Campofilone, località ormai nota per i suoi maccheroncini.
Si tratta di una pasta lunga, sottile, ma caratterizzata da una buona consistenza e, a seconda delle tipologie, dal più o meno ampio diametro.



I tempi di lavorazione sono lenti, per seguire il naturale processo produttivo, limitando quindi le quantità ma esaltando al massimo la qualità.
Nella serata tenutasi presso lo Sheraton, come al solito ottimamente organizzata da Carlo Vischi, abbiamo assaggiato questa pasta declinata in tante gustose preparazioni, dall’antipasto al dolce (avete capito bene, anche al dolce!).
Una serata svoltasi, nel bel contesto di questo albergo molto elegante, a bordo piscina per l’aperitivo e all’interno, con gradevole musica di sottofondo, per la degustazione dei tanti e gustosi piatti offerti.


Questi ultimi sono stati sapientemente preparati dallo chef stellato Errico Recanati del ristorante Andreina di Loreto e dall’executive chef dello Sheraton Roma Donato Savino.

Lo chef Errico Recanati del ristorante Andreina di Loreto
Ottimi in particolare gli spinosini con prosciutto e limone e quelli alla gricia (mantecati nella forma di pecorino...) con crema di fave.
 
 
 

Buonissimi anche quelli con burro, olio e tartufo. Quest’ultimo prodotto, di gran qualità, è stato fornito dall’azienda Angellozzi.


I piatti offerti sono stati ottimamente accompagnati tra gli altri dai vini dell’azienda Colonnara, mentre in alcune preparazioni sono stati utilizzati anche i buonissimi prodotti (gelatine, confetture, sott’oli, ecc.) dell’azienda agricola SIGI. Ottima ad esempio la confettura di pomodori verdi, con un profumo e un sapore che fanno avvertire la freschezza del pomodoro e lasciano al palato un gusto dolce di frutto maturo.
Grande serata quindi allo Sheraton, frequentata da tanti giornalisti e foodblogger, ma la mia ottima esperienza con spinosini “e dintorni” ho voluto farla proseguire anche a casa. Alcuni giorni dopo, ho utilizzato delle “spinosine” un prodotto nato in onore di Emma, la prima nipotina di Vincenzo Spinosi. Si tratta di una specie di chitarra schiacciata, che come forma ricorda il tagliolino ma è più spessa. E’ una pasta che va condita con sughi leggeri, per non coprire il sapore delicato della pasta.
Ho allora preparato come condimento una semplice salsa di pomodoro e basilico, anche perché come al solito il tempo a disposizione non è mai troppo, e ne è venuto fuori un piatto straordinario.
Non posso quindi che ribadire quello che ho già scritto su twitter qualche giorno fa: anche un piatto semplice acquista nobiltà con gli spinosini e con degli ingredienti di grande ed alta qualità.

Ed ora metterò alla prova gli spinosini con del pesce: presto vi aggiornerò sui miei esperimenti!

9 commenti:

Serena ha detto...

I bucatini alla gricia.. mantecati nella forma di pecorino??? Ma è un capolavoro!!!!

Lefrancbuveur ha detto...

@serena: proprio così :-)

Lefrancbuveur ha detto...

@serena: proprio così :-)

daniela64 ha detto...

Adoro la pasta, e le proposte che ci proponi nelle foto sono davvero strepitose. Buon pomeriggio Daniela.

Chiara Giglio ha detto...

la pasta Spinosi la conosco ma la mantecatura nel pecorino mi mancava, che libidine!Un abbraccio Enrico...

Lefrancbuveur ha detto...

@Daniela: grazie!

Lefrancbuveur ha detto...

@Chiara: è vero, mi è capitato solo in un altro ristorante di vederla.

Hélène (Cannes) ha detto...

C'est juste à mourir, ça ...

Lefrancbuveur ha detto...

@Hélène: ;)