Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

31 agosto 2011

Pina Scalop al moscato di Sicilia



Un’organizzazione francese che promuove i formaggi tipici del territorio annualmente pubblica un simpatico calendario, associando ad ogni formaggio francese un nome femminile di persona ed una bella ragazza in posa sexy con la sua forma di formaggio accanto.
Non voglio certo fare la stessa cosa col mio post di oggi, ma dare almeno un nome ad un alimento è un esercizio simpatico, tanto più che alla preparazione che vi propongo aveva dato ironicamente un nome anche Massimo Boldi in qualche suo sketch di parecchi anni fa :-)
Vi presento allora Pina Scalop o Scalop Pina (che dir si voglia), che non è altro che una scaloppina con nome e cognome :-)
Quando ancora non ero bravo in cucina, i miei amici e familiari mi dicevano che ero esperto in scaloppine. Ora per fortuna sono esperto in molte altre preparazioni, ma il mio vecchio amore per Pina Scalop è tuttora vivo :-)
La Scalop Pina di oggi l’ho preparata con del vino Moscato di Sicilia, vino dolce, prodotto da uve coltivate vicino al mare e “cullate” dal vento proveniente dall’Africa.
Ecco come si fa:


Prendere delle fettine sceltissime di vitella ed infarinarle. In una padella mettere dell’olio extravergine e quando è caldo aggiungere le fettine. Farle cuocere da entrambi i lati e, sempre su entrambi i lati, salarle e peparle. Aggiungere a questo punto un abbondante bicchiere di Moscato di Sicilia e far ridurre la salsina, facendo sempre attenzione a non far attaccare la carne alla padella (scuoterla pertanto spesso e/o girare le fettine). Abbassare il fuoco quando il liquido diventa troppo denso. Quasi a fine cottura aggiungere ancora poco Moscato fino a che non si formerà di nuovo una cremina densa e saporita.
In questo caso alla fine ho aggiunto qualche fogliolina di salvia che secondo me non ci sta male in questa ricetta. Servire le scaloppe ben calde.
E’ stato ancora una volta un piacere riincontrare Pina Scalop!!!

22 agosto 2011

Fichi d’Ischia


E’ in corso la stagione dei fichi, come quelli che si vedono (e si mangiano) sulle colline dell’isola verde (Ischia).
Ad Ischia i fichi sono davvero buoni e sono venduti anche sui muretti delle stradine di Ischia Porto da abbronzate contadine.


Uno dei modi di preparazione dei fichi da me preferito, che ho scoperto da poco e che adoro, è quello che vado ad esporvi nella ricetta di oggi.


La ricetta è tratta dall’ormai mitico libro di Andy Luotto “Faccia da chef”.
Ecco la veloce preparazione:
Prendere dei fichi e tagliarli a metà. Sbucciarli e avvolgerli in delle fettine di pancetta. Cuocerli da entrambi i lati in una padella antiaderente ben calda in modo che la pancetta diventi croccante e “sigilli” il contenuto.
Pepare e servire ben caldi, conditi con del mosto d’uva (come ho fatto io) o con del buon aceto balsamico tradizionale di Modena/Reggio Emilia.


E’ un piatto quasi “da meditazione” per quanto è buono…Da mangiare con moderazione, visto il rischio di farne indigestione e in buona compagnia :-)

6 agosto 2011

E non chiamatelo pesto di fagiolini…


Mamma mia, siamo già ad agosto…Come passa il tempo…Ma non passa, almeno a me, la voglia di cucinare…Soltanto che stavolta gli ingredienti che avevo in casa non erano molti.
Per preparare un piatto di pasta salva-cena, ho allora fatto un pesto soltanto con quello che avevo a disposizione. E a volte quando meno te lo aspetti e in queste esatte circostanze nascono piatti di una bontà indicibile…
Avevo in casa infatti del basilico, del Parmigiano Reggiano, della granella di mandorle (utilizzata precedentemente per questa ricetta), ovviamente dell’aglio e dell’olio e infine dei fagiolini lessati.
Allora con tutti questi ingredienti ho preparato un pesto fatto col minipimer (non voglio barare, non ho neanche il mortaio, lo ammetto). Quindi olio extravergine, poco aglio e sale, abbondante basilico, parmigiano, granella di mandorle e pochi fagiolini lessati.


Il resto dei fagiolini è stato utilizzato sulla pasta insieme a questo pesto.
Una volta scolata la pasta (integrale questa volta), quindi, non ho fatto altro che condirla con il suddetto pesto ed i fagiolini, che si sono insaporiti con il pesto stesso, senza necessità di ulteriori condimenti.
Un bel piatto preparato velocemente, senza fatica e dal gusto mediterraneo!