Il mare, il buon bere, il mangiare bene e...chi più ne ha, più ne metta

27 novembre 2007

La Poste e i fari

Chi segue un po’ il mio blog sa che amo molto i fari e la Francia. Sa di meno che amo i francobolli che colleziono (in parte).
Beh, questo post racchiude un po’ tutte queste mie passioni: i fari innanzitutto, ma anche i francobolli e la Francia visto che i fari sono tutti francesi.
In passato strumenti indispensabili per i navigatori, i fari erano arrivati numericamente fino a 500 in Francia, formando “una catena di luce” intorno alle coste francesi.
Oggi invece sono, come dice il sito delle poste francesi, “dei guardiani del patrimonio” al quale “la Poste” ha voluto rendere omaggio.
Si tratta di recenti emissioni: nella prima foto vi è un insieme di sei francobolli che rappresenta due fari in mezzo al mare, due fari su isole e due fari sulla terra ferma.
Il secondo è un album filatelico sui fari.
Maggiori informazioni, se mai voleste acquistarli, le trovate qui e qui.

15 commenti:

Flo Bretzel ha detto...

Je connaissais pas cette collection, ils sont superbes ces phares! Bonne soirée à toi.

lefrancbuveur ha detto...

En effet ils sont très beau. Il y en a de très beaux en Bretagne, par exemple celui de la pointe Saint Mathieu.tu connais?
bonne soirée, à bientot!

Viviana ha detto...

beh, fantastico unire due passioni in questo modo! belli i fari, mi hanno da sempre affascinata, esprimono un romanticismo che mi incanta.. o forse sono io che vedo del romanticismo ovunque... non so ah ah ah...
un bacio

lefrancbuveur ha detto...

no, no vedi bene...i fari sono troppo belli...quale miglior romanticismo del mare, dei fari, delle loro luci nella notte, del rumore del mare...

anna ha detto...

Ciao. L'idea che ho del faro, al di là del romanticismo, è quella della sicurezza, dell'approdo sicuro...
Anch'io avevo la passione dei francobolli, ci passavo le ore sul Bolaffi...questi sono proprio belli... approfondirò.

Marika ha detto...

Pensa che fino a poco tempo fa in una parallela di p.zza Navona c'era un negozio di per collezionisti di oggettistica "marina". CI trovavo dei deliziosi faretti di legno tutti colorati. Ora il negozio ha chiuso e io ho la collezione smezzata, ti pare giusto? Mi sa che ripiego anche io sui francobolli.
P.S. In Scozia ne ho visti pochissimi, e pensare che ci ero quasi partita di proposito!
Marika

lefrancbuveur ha detto...

ciao romane!
per anna: sei andata qualche mese fa alla fiera del francobollo alla fiera di roma? era molto bella!

per marikaretto: belli questi negozi, in bretagna è pieno. e la bretagna è anche piena di fari veri, se ti interessa il tema, vale la pena di farci un salto.
a luglio prossimo poi c'è a brest un evento importantissimo sulle barche a vela di tutti i tipi che deve essere molto interessante. per info vedi il sito brest 2008 nel mio blog sotto la voce link interessanti. ciao!

Marika ha detto...

Beh grazie della dritta!
Marika

anna ha detto...

No, non ci sono andata...la passione per i francobolli è venuta meno.

lefrancbuveur ha detto...

per marika: di niente

per anna: come mai è venuta meno?

k ha detto...

Belli! i francobolli non mi interessano, ma i fari eccome. Ecco...mi fai venire in mente che questo mese finisce il calendario francese sui fari che avevo comprato l'anno scorso. E che devo sempre scrivere qualcosa sui fari anch'io. Se vuoi un po' di mar ligure a dicembre, invece, passa da me.
Buon inizio settimana :-)

lefrancbuveur ha detto...

Ciao Katia, che piacere risentirti!
Il calendario sui fari è simile a quelli che si trovano anche in italia (tipo quelli in vendita alla feltrinelli)?
Ben venga che scrivi qualcosa sui fari che amiamo!
vado a tuffarmi nel mar ligure di dicembre nel tuo blog!
ciao

SenzaPanna ha detto...

lo sapevi che in croazia affittano i fari per le vacanze? alcuni sono sulla costa, altri sono in mezzo al mare.

http://viaggi.alice.it/extra/vacanze_nel_faro.html

lefrancbuveur ha detto...

ne ho sentito parlare, ma mi interessano di più quelli della Francia

Anonimo ha detto...

Italymedia.it denuncia il mancato rispetto dei tempi di apertura al pubblico

Orari selvaggi all’ufficio postale
Presso la sede di Acilia, al direttore del noto portale d’informazione Antonello De Pierro, nonché voce storica di Radio Roma, viene negato il pagamento di un bollettino, nonostante ne avesse diritto. Necessario l’intervento dei Carabinieri


Roma. Erano state in numero alquanto significativo le segnalazioni di utenti delle Poste Italiane giunte alle redazioni di Italymedia.it e di Radio Roma, che lamentavano un disservizio piuttosto eclatante presso alcuni uffici della capitale, nel rispetto dell’orario di apertura al pubblico. Iniziavamo ad effettuare dei sopralluoghi a campione in giro per la città, e nella maggior parte delle strutture riscontravamo una situazione impeccabile per la cortesia e la disponibilità usate nei confronti dell’utenza, nonostante la grande mole di lavoro gravante sugli impiegati, e in linea di massima l’assenza di particolari problemi per quanto concerne il rispetto degli obblighi temporali del servizio. Ma tra le segnalazioni campeggiava in maniera insistente l’indicazione di un ufficio in particolare, di quelli cosiddetti centrali, che prevedono, con tanto di cartello affisso all’ingresso, l’apertura al pubblico fino alle ore 19,00, cosa che, come succede in tutti gli esercizi pubblici e privati, concede possibilità di accesso fino a tale ora. Da quanto veniva segnalato, sembrava invece che tale orario fosse presente solo in forma virtuale, ma in realtà anticipato, senza una scadenza temporale certa, a seconda dell’affluenza del pubblico. A quanto pare l’ingresso degli utenti veniva di solito inibito già molti minuti prima del canonico limite fissato alle ore 19,00, in quanto sembra che i poveri impiegati avessero invece a tale ora impellente e inappellabile necessità di chiudere i battenti degli sportelli, senza alcuna possibilità di deroga. Inevitabilmente nella nostra mente si accendeva la spia dell’analisi riflessiva, e il nostro pensiero correva immantinente, come del resto conseguenza logica della nostra linea editoriale, alle cellule più deboli della collettività e al loro disagio derivante dalla sconcertante presunta situazione. Come giannizzeri della giustizia, volti a dare voce a quanti spesso vengono soffocati nella loro naturale espressione dei diritti, immaginando per l’occasione la figura emblematica di un’anziana signora, sola e malata, nonché affaticata sotto il peso inesorabile degli anni, sottoporsi ad un già ingente carico di stress per raggiungere l’ufficio in questione e trovarsi di fronte all’opposizione di un illegittimo diniego alla naturale offerta del servizio, ritenevamo opportuno recarci in loco per accertare e documentare la veridicità delle segnalazioni. L’ufficio in questione era quello centrale di Acilia.
Ad andare sul posto è il direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro, nonché voce storica di Radio Roma e presidente del movimento nazionale “L’Italia dei diritti”. Il noto giornalista giunge nei locali della struttura esattamente alle ore 18,42, e quindi 18 minuti prima dell’orario canonico di chiusura al pubblico, con l’intenzione di effettuare un pagamento tramite bollettino postale. All’ingresso viene fermato da un impiegato, che con grande naturalezza lo avvisa del fatto che l’ufficio è già chiuso, cosa piuttosto singolare e assurda vista l’ora. Ignorando l’azzardato avvertimento si reca comunque presso la macchina erogatrice dei numeri progressivi che regolano l’affluenza agli sportelli, e qui lo attende un’indicibile sorpresa: dalla fessura esce un biglietto con la scritta “IL SERVIZIO NON E’ ATTIVO”. Ma la cosa fondamentale è che trovano riscontro tutte le lamentele accolte, e queste si posano saldamente su una granitica piattaforma di verità, tanto da poterle diffondere con la voce pacata ma intensa e rabbiosa di chi è stanco di dover perpetuamente lottare sul terreno sociale per ottenere il rispetto dei propri diritti, che dovrebbero invece automaticamente essere ottenuti con la naturalezza dell’inevitabile, tanto che spesso quando ciò avviene ci compiacciamo e meravigliamo, scambiando inconsciamente per un’eccezione quella che dovrebbe essere la regola. L’irremovibile reporter, noto soprattutto per le sue battaglie in tema di diritti sociali, non si scompone e decide ugualmente di attendere il suo turno. Alle 19 e 2 minuti circa raggiunge lo sportello per effettuare l’operazione, come è suo imprescindibile diritto, ma si imbatte nel rifiuto dell’impiegata che gli contesta il fatto di non essere in possesso del numero progressivo: “Educatamente le feci notare che avevo varcato l’ingresso in orario abbondantemente regolare, ma non volle sentire ragioni sostenendo con decisione che doveva chiudere lo sportello alle 19,00 in punto; le spiegai che avrebbe potuto incorrere nel reato penale di interruzione di servizio pubblico, ma quando mi rispose che lei non svolgeva un servizio pubblico, bensì privato, rimasi esterrefatto e ritenni evidente di non poter proseguire oltre. Mi venne in mente in associazione il parallelo calzante di un autista di un autobus adibito a pubblico servizio, che termina il suo turno di lavoro alle ore 19,00, ma trovandosi ancora a qualche chilometro dal capolinea, decide di abbandonare la vettura e andarsene a casa. Una cosa assurda”. De Pierro pensa quindi di rivolgersi ad un responsabile e chiede del direttore dell’ufficio. Dopo qualche ricerca in giro per i locali che frattanto si sono svuotati del pubblico, si imbatte in una donna che risulterà poi essere la vicedirettrice, che invece di accogliere o almeno ascoltare le sue ragioni lo minaccia che se non sparisce chiamerà i Carabinieri. E’ allora che l’incredulo giornalista le risparmia la fatica e compone sul suo cellulare il numero 112. I militari della vicina Stazione di Acilia giungono in poco tempo e cercano di convincerlo a desistere, ma egli non molla: vuole pagare il bollettino, anche se sa che ormai è impossibile. I terminali sono stati tutti spenti. Il suo diritto è stato violato, l’interruzione del servizio pubblico si è consumata, lasciando dietro di sé i suoi danni. Agli encomiabili carabinieri non resta ormai che constatare quanto è successo, l’impiegato alla porta conferma che il direttore di Italymedia.it è entrato prima delle ore 19,00, mancano solo gli atti da redigere per l’Autorità Giudiziaria. Frattanto i fotografi immortalano e illuminano con i flash a raffica il volto stanco ed emaciato di De Pierro, sono quasi le 21,30, la sua lotta di oggi servirà a salvaguardare i diritti di altri domani, mentre emerge anche un altro fatto inquietante: se il servizio degli impiegati termina oltre le 19,30, questi non hanno diritto ad essere retribuiti per il periodo di lavoro straordinario. Lo scontento dei dipendenti nei confronti dell’azienda si abbatte contro l’utenza esasperata. Lavoratori contro cittadini, la guerra dei poveri. I generali restano in torretta a guardare. De Pierro ne parlerà sulle frequenze di Radio Roma, ma nessuno dei vertici dell’azienda è disponibile ad intervenire, nemmeno telefonicamente, ed anche per Italymedia.it si attende una nota, che non arriverà mai. Ciliegina sulla torta, giunge il direttore dell’ufficio di Acilia in tenuta molto casalinga, urla contro tutti, è alterato all’ennesima potenza , non capiamo perché, se non fa rispettare gli orari ai suoi subalterni. Le sue grida fendono l’aria dove la tensione si taglia a fette, i carabinieri, ancora impeccabili, lo calmano. Ormai si può chiudere l’ufficio. Tutti a casa. Scatta la denuncia. Si chiude anche un’altra pagina nera nel libro dei diritti negati, ai cittadini e ai lavoratori, e purtroppo non sarà l’ultima nelle storture croniche della triste realtà italica dei poteri forti, dove il cittadino comune purtroppo soccombe quotidianamente sotto i macigni dell’arroganza.